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Trascrizione
00:02Ci sono luoghi che hanno mille anime, come la Sardegna.
00:09Posto magico, buon cibo e gente sincera.
00:15Andrò alla scoperta della zona del Nurese e della Baronia,
00:18dal cuore della Sardegna alla costa, con lo stupore delle prime volte.
00:23Perché ogni viaggio per me è sempre un'esperienza.
00:28Che voglio vivermi ancora.
00:42Oggi sono all'Odè, nel cuore dell'Alta Baronia,
00:46un altro gioiello della zona Gal Luorese-Baronia.
00:49Alle mie spalle uno dei tanti murales che caratterizzano questo paese.
00:53Ma andiamo ad incontrare Angelo Cano per scoprirne qualcosa in più.
00:57I need you to wait for me
01:04I'm always on my mind
01:06Baby, just let me take my time
01:09I should wait for me
01:14I need you to wait for me
01:18Ciao, Angela.
01:19Ciao, molto bene.
01:21Molto bene, molto bene. Sono nella tua l'Odè.
01:23È un paese molto grazioso. Piccolo per tutti questi murales che ho già visto.
01:28Ma perché c'è tutta quest'arte, come la chiamiamo, quest'arte visiva?
01:31Eh sì, è il muralismo, che è nato in Messico, negli anni Sessanta è arrivato in Sardegna,
01:37negli anni Settanta qua a l'Odè, e poi pian piano è stato ripreso negli anni Novanta
01:42e ha avuto una particolare evoluzione, perché praticamente racconta tante storie sulla genesi di l'Odè
01:50e sulla, diciamo, mitopoiesi. Sono tante le tematiche che raccontano questi murales.
01:58Ecco, l'Odè è un paese medievale, se non erro.
02:01Qual è la sua storia? Adesso, giusto per avere qualche nozione in più.
02:06È una villa medievale che è nata intorno all'anno 1000
02:09e i primi documenti risalgono al 1100, in cui sono documenti scritti.
02:16Ma la sua storia è molto più antica, perché tu ti tieni conto che il territorio
02:22ha una continuità abitativa di circa 6000 anni, quindi insomma, dal 4000 a.C. sino ad oggi.
02:29Ecco, tu, Angelo, non sei soltanto un mio nuovo amico sardo, sei un antropologo.
02:35A me affascina molto il lavoro che svolgete.
02:38Ecco, ci sarebbero tanti cegni antropologici da fare.
02:43Io che mi occupo di enogastronomia sono sicuramente più interessato a capire quelli che possono essere
02:48gli aspetti antropologici legati al cibo, al cibo rituale, alla gastronomia di questo territorio.
02:54Ecco, c'è qualcosa degno di nota che devo conoscere?
02:57Guarda, il territorio ha veramente, l'Odè in particolar modo, ha veramente tanto da offrire,
03:03perché ha tanta storia, tanta cultura e ha tanti percorsi gastronomici che sono tutti da valorizzare,
03:10tutti da scoprire.
03:11E il paese offre veramente tanti cibi che sono associati a delle determinate feste.
03:17Ogni festa, per esempio, ha il suo tipo di pane oppure ha il suo tipo di dolce.
03:22Ti faccio l'esempio, la festa per antonomasia qui a Lodè è Sant'Antonio Suoku, quindi Sant'Antonio
03:28Abate il 16 gennaio.
03:30E abbinata a questa festa è un tipo di pane dolce, fatta con il miele, che si chiama zuccalistro.
03:36Oppure in periodo di quaresima, più che altro in periodo di Pasqua, viene fatto un tipo di focaccia
03:45con il formaggio fresco, chiamata casatina.
03:49Ecco, ecco, vedi? Sapevo che avresti soddisfatto le mie curiosità.
03:53Ne ho un'altra, eh?
03:54Un'altra domanda.
03:55Ho visto, passeggiando tra questi graziosi vicoletti, delle sporgenze.
04:00Che cosa sono?
04:01Sono dei forni che praticamente furiescono dalle case per fare in modo di non avere un ingombro
04:09all'interno delle case. Vengono fatte all'esterno e in questo modo praticamente si recuperava
04:15dello spazio al suo interno. Tieni conto che Lodè è una villa medievale, come abbiamo
04:20detto, che ha un impianto appunto medievale, ma le case sono tutte del periodo tra il 1780
04:28e il 1820.
04:30Angelo, mi sono un po' informato e so che subito fuori Lodè c'è qualcosa che merita la visita,
04:35vero?
04:36Forse ti riferisci alle Domus Deianas?
04:38Sì.
04:38Le Domus Deianas, guarda, ritornando al discorso che abbiamo iniziato prima sulla continuità
04:43abitativa del paese, del territorio, sono delle tombe ipogeiche che risalgono al 4000
04:50avanti Cristo. Queste che abbiamo qua a Lodè sono della cultura di ozzieri e sono molto
04:56molto particolari perché sono scavate in un tipo di roccia molto molto duro e ti dà
05:01l'idea di quanto l'uomo abbia dovuto faticare per poter creare queste tombe.
05:09possiamo andarle a vedere se vuoi.
05:11Volentieri mi accompagni?
05:12Come no.
05:12Certo, andiamo, andiamo.
05:14Andiamo, andiamo, vai.
05:29Take the pain, the hurt, and make it something beautiful.
05:44Rise and come alive.
05:47Angelo, che tuffo nella storia, anzi nel Neolitico mi ha detto.
05:52Neolitico, 4000 anni avanti Cristo.
05:54Ma è questa una di quelle che vengono chiamate anche case delle fate?
05:58Sì, domus deianas è la traduzione di casa delle fate. Tieni conto però che a Lodè non
06:03vengono chiamate domus deianas ma la scalasa de sonnaneggioso, gli anfratti dei nani.
06:10Dalla casa delle fate agli anfratti dei nani.
06:13Sì, sì, si tratta sempre di esseri fantastici, minuscoli, piccoli. C'è una bella storia,
06:19se vuoi te la racconto.
06:20Certamente.
06:21Allora, si narra qui a Lodè che praticamente il territorio fosse suddiviso tra i giganti
06:27che abitavano al di là del fiume e i nani che stavano da questa parte. Sino a quando
06:32c'era il fiume ingrossato, ciascuno abitava nella propria zona. Nel momento in cui invece
06:37arrivava il periodo di secca, che potevano attraversare, c'erano dei perenni conflitti
06:44tra queste due popolazioni. Quindi i giganti, i costruttori dei nuraghi e i nani che abitavano
06:49qua. In realtà alla forza brutta dei giganti si contrapponeva l'astuzia e la magia e la
06:56capacità anche di non farsi vedere ai giganti. Ed abitavano qua. Questo dice la leggenda.
07:03Angelo, grazie per la chiacchierata e per le informazioni che hai condiviso con me.
07:07Ci vediamo alla prossima. Al viaggio continuo. Grazie a te. Ciao ciao.
07:21Le zone autentiche le percepisci. Appena arrivi in posti come questi ti senti subito avvolto
07:28da una sensazione di benessere e ti senti come a casa. Oggi siamo nell'agriturismo
07:33su Cunzato De Vitale. Andrò a cercare Loredana per farci raccontare qualcosa in più, anzi
07:38tutto della sua Sardegna.
07:52Ecco di Loredana, ti ho trovato. Ciao Giovanni, benvenuto. Grazie, grazie. Fa freschino dalle
07:58due parti. Sì, oggi sì, abbiamo un po' di maestrale. Diciamo qua nell'altopiano di
08:03Sant'Anna prendiamo tutti i venti, ma con il maestrale diciamo che ci rinfresca abbastanza.
08:07Ecco, siamo su un altopiano. Sì, l'altopiano di Lodè, delle paese di Lodè. Quindi si chiama
08:13Sant'Anna questa zona, siamo ai piedi del Montalbo, all'interno dell'area Mab del parco
08:19di Tefilora. Ecco, visto che a me incuriosisce molto questo vocabolario, questo lessico sardo,
08:26il tuo agriturismo si chiama Sucunzato De Vitale. Sì. Allora, da dove proviene questo nome?
08:32Allora, Sucunzato è un terreno recintato con muro in pietra. De Vitale, Vitale è il nome
08:37di mio papà. Ecco, però allora andiamo per gradi. Un'azienda di famiglia, un agriturismo,
08:42una storia di famiglia. Assolutamente sì. Quanto indietro possiamo andare? Andiamo indietro
08:47come azienda agrituristica di 25 anni, come azienda agricola a sé stante ritorniamo indietro
08:54di 37 anni. Quindi è un bel po' di tempo. Abruzzesi e Sardi abbiamo in comune le pecore,
09:01questo lo dico con grande vanto. Ecco, voi avete iniziato proprio con le greggi? No, noi
09:05siamo l'eccezione che conferma la regola. Infatti noi abbiamo iniziato con l'allevamento
09:09dei suini. Le pecore sono entrate a far parte della nostra azienda successivamente intorno
09:14al 96-97 e poi dopo abbiamo aperto l'agriturismo successivamente con la fattoria didattica. Negli
09:22ultimi anni c'è stato un cambio generazionale, quindi dai miei genitori è passato a me, che
09:26proseguo con la tradizione. Ecco, mi dicevi anche di altre cose tipo tartufi.
09:32Sì, tartufa. Abbiamo fatto un impianto di tartufaia perché nel Montalbo è presente spontaneamente
09:37il tartufo. Quindi a seguito delle analisi del terreno, abbiamo capito quale tartufo
09:44impiantare e abbiamo impiantato un tartufo detto marzolino. Quindi è una qualità di tartufo
09:52che fa su questo terreno. Poi mi ha detto qualcos'altro riguardo una tipicità, un'autenticità
09:56vera sarda che riguarda un piccolo frutto, una pera molto speciale. Molto speciale perché
10:02di solito è quella che piace di più agli anziani. Se uno chiede in generale quale
10:07pera piace di più, lui dice sicuramente Zuppirinzinu, perché è il primo frutto di pera che viene
10:12assaggiato. È piccolissimo e dolcissimo. Abbiamo un campo collezione di circa 30 pere antiche
10:19che stiamo coltivando piano piano. Quest'anno vedremo i primi frutti. Grazie al CEAS che ci ha
10:26dato e al CNR che ci hanno portato le marze per poter innestare i nostri perastri, riusciamo
10:31così a creare una coltivazione e tramandare anche i vari gusti e le proprietà nutriciotiche
10:37di quel tipo di pere. Che uso ne fate? Abbiamo fatto vari esperimenti, tra cui abbiamo provato
10:43un liquore di pirinzino, abbiamo fatto delle marmellate, abbiamo fatto delle pere essiccate
10:47come snack, abbiamo fatto delle bagne alcoliche, quindi semi alcoliche con il liquore di pirinzino,
10:53quindi è l'acqua per poter essere usato nella parte dolciaria e abbiamo provato anche delle
10:59barrette energetiche. Loredana, quanti prodotti? Raccontameli ancora un po'.
11:04No, raccontateli, andiamo ad assaggiarli.
11:06Assaggiamoli.
11:27Che meraviglia Loredana, certo che però voi qui nella zona Gala Nurese Baronia mi state
11:34abituando? No, sono solo le nostre tradizioni. Eh, ho capito, ma io poi come faccio a farne
11:38a meno quando torno a Milano? Guarda che... Beh, ci viene a trovare più spesso. Guarda che
11:43spettacolo. Beh, allora, iniziamo da lui, Gutiatu e... Carasato normale. Ormai li conosco,
11:50questi li trovo dappertutto e anche di loro non potrò fare a meno, però vabbè, questi me li
11:54posso portare anche un po' a casa. A casa, sì, assolutamente. Allora, raccontami un po' che cosa
12:00fate qui in azienda. Allora, questi sono le trasformazioni delle pere che ti dicevo. Qua
12:06abbiamo le pere essicate, qua abbiamo le confetture, qua è un liquore sperimentale che abbiamo fatto e qua
12:12è un altro esperimento. Da questo qui sono le pere selvatiche, questo qui però è proprio il
12:17superastro. Le abbiamo messe sotto una miscela, secondo un'antica ricetta di un paese dei dintorni
12:24e abbiamo provato a vedere se c'erano dei fermenti lattici in questa muffettina qua che ci potessero
12:31aiutare per fare lo yogurt. L'esito? Negativo, per il momento, però si sperimenta. L'importante
12:37sperimentare sempre. Fatti per fare questo yogurt, questo yogurt è fatto con latte di pecora e fermenti.
12:43Che è un esperimento riuscito. Riuscito. E quindi possiamo assaggiarlo. Assolutamente.
12:47Guarda, se vuoi la puoi accompagnare anche con la nostra confettura di pere. Va bene,
12:53intanto facciamo, gli do una mescolatina, che dici? Lo muovo un po', eccolo qui e lo assaggio
12:57anche in purezza. Così. È molto forte. No, non è forte, è essenziale. No, a me ho sentito
13:09una pecora vera. Poi qua abbiamo il lardo e qua facciamo un pane butiao diverso, noi lo chiamiamo
13:16pane e un tatu. Quindi, pane butiao? Questo è il pane semplice, cioè quello lì sbagliato
13:22e poi andiamo a metterci su, andiamo a bagnarlo con il lardo. Questo è l'olio rilasciato
13:32dal lardo. Anticamente veniva messo nel fuoco, quindi nello spiedo, quando iniziava a gocciolare
13:37si poggiava direttamente. Per comodità, noi adesso lo facciamo così. Per il colesterolo
13:42di tutti i salutisti. Sì, assolutamente. Perfetto, beh, vabbè, ma io ovviamente non posso. Ma bisogna
13:48provare, dai. Ma sai che raggiungerei ancora un po'? Certo. Il porco è sempre il porco, è vero. Gli antichi
14:02la
14:02sapevano lunga. Mmm, pericolosissimo. Può creare dipendenza, sì. Come tutto il resto. Però c'è anche una parte dolce.
14:15Dolce, sì. Questo qui è il dolce delle feste, chiamato saranzata, fatta con buccia d'arancia, mandorle e miele.
14:26Buccia d'arancia, mandorle e miele. Esattamente. Veniva fatto a forma di cuore, in occasioni particolari,
14:33come matrimoni, battesimi, cresime, veniva regalata ai padrini o ai testimoni di nozze. Questa era, diciamo,
14:41come regalo. Questa qui, invece, era come assaggio. Veniva offerta rigorosamente su foglie di arancio per due
14:48motivi specifici. Uno, prego, prego. Uno era per non sporcarsi le mani e l'altro era per enfatizzare di più
14:55il
14:55profumo dell'arancio. Ma che bello. Quindi, lo possiamo definire a tutti gli effetti un cibo rituale.
15:01Sì, esatto. Saranzata. Saranzata. Saranzata. Ce la farò, prima o poi ce la farò. Piano piano, sì, sì.
15:15Chi mi segue è stato io, non sono un grande amante dei dolci, però posso dirti che soltanto questo profumo
15:22mi nebri all'animo. Grazie mille. Grazie a te.
15:28Loredana, mi sento così ispirato che voglio aiutarti con la tua ricetta. Che cosa mi prepari?
15:32Andiamo a scoprirlo insieme. Andiamo.
15:44Allora, Loredana, dopo aver scoperto, conosciuto, annusato gli odori, la realtà in cui vivi, siamo giunti in cucina. Il tuo
15:55abitato, ma anche un po' il mio.
15:57Eh? Assolutamente sì. Che cosa hai deciso di preparare oggi? Allora. Cosa vuoi farmi scoprire?
16:05Oggi prepariamo cesalizanzasa, che sono una sorta di maltagliati. Ripetiamolo.
16:10Alizanzasa. Alizanzasa. Una sorta di maltagliati con un sugo fatto con la salsiccia tipica di Lodè, ovvero kinsu yuayone.
16:21Ripeto, provo a ripeterlo anch'io. Com'è?
16:23Yuayone.
16:24Yuayone.
16:25Sì, è una tradizione di Lodè mettere la parte dello stelo del suo yuayone tagliato molto finemente all'interno della
16:32salsiccia per dare un sapore unico nel suo genere.
16:37Quindi una ricetta molto semplice, molto veloce anche se vogliamo.
16:44Le cesalizanzasa è uno dei due tipi di pasta lunga che abbiamo a Lodè.
16:50L'altro invece è una sorta di bucatini chiamati macarone del ritu.
16:54Il ritu perché vengono fatti con un ferro apposito, quindi si stende la pasta sopra questo ferro.
16:59Avete appuntato tutto? Beh, sicuramente è una ricetta, una preparazione della tradizione.
17:05Assolutamente sì. Quelle che presentiamo qua nella mia azienda sono piatti che derivano proprio dalla tradizione.
17:14Io non sono uno chef, io sono solo un'appassionata di cucina che cerca di trasmettere il sapere della nostra
17:21cultura enogastronomica attraverso i propri piatti, quindi dandone anche una spiegazione.
17:25Che spesso è più che sufficiente, anzi è da qui che poi parte tutto.
17:29Certo, con le nostre materie prime riusciamo a trasferire i nostri clienti, quindi a chi è di passaggio anche di
17:36qua, sia i profumi che le nostre tradizioni.
17:39Senti, allora dedichiamoci a questa tradizione.
17:41Bene, iniziamo a fare il sugo?
17:43Eh beh, direi di sì.
17:45Allora prendiamo innanzitutto una cipolla, la fettiamo.
17:51Se intanto tu mi vuoi mettere un po' d'olio in padella.
17:56Un po' quanto Loredana?
17:58Ancora un po', perché comunque c'è il grasso della salsiccia che dà comunque a posto così.
18:07Ogni quanto spesso si prepara questa ricetta in famiglia o ci sono delle occasioni particolari?
18:12Sì, noi in famiglia le utilizziamo nelle occasioni particolari quando ci riuniamo tutti insieme, quindi compleanni o magari qualche domenica
18:20che riusciamo a vederci tutti insieme,
18:22perché anche quello ormai con il lavoro e la freneticità di questi tempi è un po' difficile.
18:26Però riusciamo sempre ad incontrarci a fare queste paste tradizionali, anche per insegnarle ai più piccoli.
18:36Perché anche i miei nipoti, anche mia figlia, riusciamo sempre a metterli con le mani in pasta per insegnargli fin
18:41da piccoli la tradizione.
18:45Ecco, tagliamo finemente ma non esageratamente fine, quindi un soffritto abbastanza grossolano.
18:54Sì, esatto. Andiamo a metterlo in padella.
19:00Ci aiutiamo con la ciotolina.
19:06Ok.
19:10Accendiamo la piastra.
19:12Ciao.
19:14Ciao.
19:15Ciao.
19:15…
19:15…
19:15Grazie a tutti.
20:07Grazie a tutti.
20:16No, aiuti, aiuti assolutamente, ci mancherebbe.
20:20Ok, la salsiccia ha rosolato, questa la appoggiamo qui e aggiungiamo il sugo.
20:29Ok, e lo facciamo andare per?
20:32Finché non si rapprende un po', aggiustiamo il sale.
20:41E aspettiamo che esca il profumo tipico.
20:44Il sugo è pronto, adesso passiamo a fare zazza di zanzasa.
20:49Possiamo dedicarci alla pasta.
20:50Assolutamente, prendiamo semola rimacinata di grano duro, aggiungiamo un uovo, qua sono circa 300 grammi di farina.
21:03Anche se anticamente non veniva fatta con l'uovo, ma veniva fatta esclusivamente con l'acqua, perché le uova erano
21:11per le persone ricche.
21:14Erano un bene prezioso.
21:15Erano un bene molto prezioso.
21:17No, che adesso non lo siano, però.
21:19Assolutamente sì, però comunque c'è una disponibilità maggiore rispetto a prima.
21:26Quindi incorporiamo l'uovo e un po' d'acqua.
21:31E il ritmo di queste mani?
21:33Che lavorano, sì.
21:37Quindi lavorando sempre dall'esterno verso l'interno per accompagnare la parte asciutta verso la parte umida.
22:01Loredana, tu continua a lavorare il tuo impasto, con calma, dedica il tempo necessario alla tradizione gastronomica.
22:08Io tanto qui continuo ad annusare.
22:12Va bene, sì.
22:27Ecco qua, siamo arrivati allo spessore giusto, ci siamo aiutati con un po' di farina.
22:33E adesso siamo pronti per tagliarla.
22:37Sai che io ti starei qui ad osservarti.
22:40È proprio rilassante.
22:42Questo è il taglio.
22:43Il taglio, sì.
22:44Il taglio è la cosa migliore.
22:45La rotoliamo su se stessa.
22:50Tanto abbiamo cosparso bene di farina, quindi non va ad attaccarsi.
22:54E andiamo a fare delle striscioline di mezzo centimetro.
22:59Ecco, mi riferivo proprio a questo.
23:01Questo ritmo.
23:02Questo ritmo, sì.
23:04L'acqua bolle.
23:06Caliamo le sasali-san-san-san.
23:09Caliamo le sasali-san-san-san.
23:11Sasali-san-san, sì.
23:12Mi scuseranno tutti gli amici sardi, ma sto facendo il meglio.
23:16La nostra lingua è particolare, quello sì, ci sta.
23:21Vabbè, qui ovviamente non andiamo a minutaggio.
23:24Andiamo ad occhio.
23:24Andiamo ad occhio, sì, esattamente.
23:26Il tempo di cottura è relativamente breve.
23:29Appena salgono su, poi diamo un'occhiata e sono pronte.
23:32Al massimo un assaggio nel frattempo.
23:34Quello sempre, quello sempre.
23:36Abbiamo detto irregolarità, ma fino a un certo punto,
23:39se no poi la cottura...
23:40Certo.
23:43Non è omogenea.
23:44Non è omogenea, sì.
23:46Ecco qua, ci siamo.
23:47Ci siamo.
23:48Spegniamo il fuoco, prendiamo...
23:49Anzi no.
23:50Cambiamo in corso d'opera.
23:51Metto direttamente in padella.
23:54Andiamo a condirle nel sugo.
24:04Si vede da qua lo spessore là, la fattura grezza ma nobile.
24:10Esatto.
24:12Sono troppo romantico, no?
24:14Eh no, quando io vedo...
24:15No, assolutamente.
24:16Poi quando si parla della mia tradizione, non c'è niente di troppo.
24:22Ok, andiamo a condirla.
24:24Eccoci qui.
24:25Mi ero spostato appositamente.
24:27Sì, esatto, hai fatto benissimo.
24:29Ti eri preventivato.
24:31Mi passa il pecorino.
24:33Certo.
24:33A te.
24:34Questo è il nostro pecorino, fatto con il latte delle nostre pecore.
24:39Un semi cotto.
24:41Ok.
24:43Prendiamo un'altra girata.
24:46E andiamo ad impiattarlo.
24:47Il condimento non manca, eh?
24:49Bella ricca.
24:49Bella ricca, assolutamente.
24:51Poggiamo questo, prendiamo il piatto.
24:53Nella nostra tradizione culinaria tutto è fatto molto ricco, con molte calorie.
24:59Anche perché al tempo c'era la necessità anche di prendere molte calorie col cibo,
25:06perché comunque andavano a lavoro presto, lavoravano nei campi, lavoravano con il bestiame
25:11e quindi c'era proprio questa necessità di essere ricco e proteico, molte cose.
25:17Quindi calorico, anche calorico, per poter riuscire ad andare avanti nella giornata.
25:23Quella che era necessità oggi è abbondanza e gusto.
25:27Esatto.
25:30Eccoci qui.
25:33Finiamo con un po' di pecorino e se mi passo il giugliaione ci mettiamo due filini così
25:40da richiamare il principe, diciamo, di questa ricetta.
25:48Facciamo un fiocchettino.
25:49Vai.
25:52Il nostro fil rouge, eh?
25:55Per essere...
25:57Eccola qua.
25:58Beh, io mi sto trattenendo, sto facendo una fatica, ma sai perché?
26:02Perché voglio nobilitare ancora di più questo assaggio.
26:05E ho scelto un vino in abbinamento.
26:07Perfetto.
26:08Eccoci qua, Loredana.
26:10Lei ancora fuma?
26:11Sì.
26:12Siamo pronti.
26:13Io sono arrivato col vino.
26:14Giustamente.
26:14Per esaltare il nostro incontro e la tua ricetta, la tradizione.
26:18E per questo ho scelto un nurule, cannonau di Sardegna, riserva, cantina d'Organia.
26:25Anche noi di solito andiamo ad abbinarci un cannonau.
26:28Beh, tradizione per tradizione, no?
26:30Certo, assolutamente.
26:32E prima che cosa si beveva?
26:33Mi immagino sempre cannonau, anche con papà, nonni.
26:36Sì, sì.
26:43Sono ottimo.
26:46E ti dirò di più.
26:47L'ho scelto perché ha un suo affinamento in barrique per un anno.
26:51È un cannonau di una certa struttura che quindi va a bilanciare un piatto ricco come questo.
26:58Certo.
27:00E poi c'è queste note di agrume candito, di frutto rosso.
27:06Ha una bella concentrazione.
27:08Sì, ma intanto procediamo con l'assaggio della tua ricetta.
27:14Posso?
27:14Prego, prego.
27:15Posso cominciare io?
27:16Assolutamente sì.
27:17Aspetta che ce la faremo, eh?
27:18Ce la facciamo, sì.
27:19Piano piano, ma ce la facciamo.
27:20Eccoci.
27:21Eccoci qui.
27:24Vado anch'io?
27:28È proprio la masticabilità che volevo da questa pasta.
27:30E poi ti posso dire, c'è un grande, grande equilibrio.
27:34Di solito non si ha questa idea di una ricetta in cui c'è come protagonista l'aglio.
27:40E invece così è, questa grande delicatezza.
27:42E l'abbinamento è riuscito.
27:49Questa bella concentrazione, struttura per un piatto importante come questo della tua cultura.
27:54Grazie.
27:55Salute.
27:56Grazie.
27:57Grazie.
28:04Grazie.
28:30Grazie.
28:51Grazie.
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