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TVTrascrizione
00:02Ci sono luoghi che hanno mille anime, come la Sardegna.
00:09Posto magico, buon cibo e gente sincera.
00:15Andrò alla scoperta della zona del Nurese e della Baronia,
00:18dal cuore della Sardegna alla costa, con lo stupore delle prime volte.
00:23Perché ogni viaggio per me è sempre un'esperienza.
00:26Che voglio vivermi ancora.
00:59Il mio viaggio nella zona del Gall Nuorese e Baronia continua
01:04e siamo esattamente a 13 chilometri da Bitti.
01:08Qui il sito archeologico Romanzesu,
01:11uno dei più importanti complessi cultuali e abitativi della Sardegna nuragica.
01:16È tutto attorno una sughereta, un vero gioiello.
01:20Adesso incontrerò Francesco, che si occupa della promozione e della gestione di questo sito.
01:24Sono molto curioso.
01:39Francesco!
01:40Ben arrivato Giovanni!
01:41Ti ho trovato!
01:42Mi sono... ciao!
01:44Mi sono un po' perso, però è stato un piacere perdersi in questo vero gioiello.
01:50Dove ci troviamo? Perché mi stai aspettando?
01:53Hai scelto di aspettarmi qui?
01:54Ci troviamo nell'Onthalom di Romanzesu,
01:57nel cuore pulsante di un grande sattuario di età nuragica.
02:00Nella struttura principe, la struttura che poi ha dato il via,
02:03una trentina di anni fa, alla riscoperta di questo luogo magico.
02:07Siamo in un centro cerimoniale di età nuragica,
02:10un grande centro cerimoniale che riusciva ad attirare comunità diverse,
02:15che si trovavano lungo questo vasto altopiano,
02:18che qui riuscivano ad esprimere il loro sentimento sacrale e religioso,
02:22riunendosi e partecipando a tanti rituali,
02:25soprattutto le rituali dell'acqua.
02:27E questa struttura è la struttura che ci parla delle rituali dell'acqua
02:30in una versione nuova dell'età nuragica, una versione pubblica.
02:34Questa enorme cavea gradonata era capace di accogliere fedeli e pellegrini
02:38che qui si riunivano e partecipavano alla grande purificazione.
02:42Ecco, come è strutturato questo sito archeologico e come è organizzato?
02:46Allora, è strutturato in un sito molto importante,
02:50è scavato soltanto per un decimo,
02:52presenta 15 strutture, 5 strutture sacrali,
02:55e da qui la lettura del grande santuario di età nuragica,
02:59poi abbiamo delle strutture d'accoglienza e strutture abitative.
03:03Viene gestito da una cooperativa che si occupa di gestire
03:07tutto il sistema museale del Comune di Biti, quindi area archeologica,
03:10ma anche i musei, il museo legato al canto a tenore
03:13e il museo della civiltà pastorale e contadina.
03:15Si può visitare tutti i giorni dell'anno,
03:18dal lunedì alla domenica, senza chiusura,
03:22e siamo ben lieti di ospitare tutte le persone
03:25che hanno voglia di scoprire una Sardegna diversa,
03:27una Sardegna delle tradizioni,
03:29una Sardegna della cultura e la cultura nuragica
03:31anche per la nostra cultura.
03:32Ecco, tipo io, sono qui apposta.
03:34Tra l'altro oggi turisti non ce ne sono,
03:37ho la fortuna di vivermi questo posto quasi in solitaria,
03:41c'è questo silenzio, questa pace, quest'aria terza,
03:44in una sughereta, in un posto molto speciale.
03:46È il plus valore di Romanzesio.
03:48Romanzesio è ammantato da un bosco a quercia d'assuvero.
03:52Quercia d'assuvero è una quercia molto importante,
03:54è una quercia produttiva,
03:55ma è una quercia che nel corso degli anni
03:57ha protetto questa areale,
03:59non permettendo quella devastazione
04:02che l'uomo moderno solitamente porta
04:04nei contesti archeologici con spietramenti vari,
04:08ma la sughera, essendo una pianta produttiva,
04:11ha ammantato l'areale proteggendolo
04:13e restituendolo oggi a noi,
04:14permettendoci di vivere un'esperienza veramente unica.
04:17E non credo di sbagliarmi,
04:19ma è l'icheni che io vedo crescere su queste querce.
04:22Sono segno di cosa?
04:23L'icheni sono molto importanti,
04:25è un elemento che alla quercia non fa tanto bene,
04:28però per noi è un indicatore interessante
04:32di salubrità dell'aria,
04:33quindi tutti gli osciti che vengono qui a romanzesi
04:36io tendo sempre ad indicare l'icheni,
04:38a ripetere come un leitmotiv,
04:40aprite bene le narici,
04:42respirate pieni i polmoni,
04:43perché l'aria qui è pura.
04:47Francesco, facciamo un giro?
04:48Assolutamente sì, prego.
05:01Assolutamente sì, prego.
05:28Il mio viaggio però continua e continua all'insegna dei sapori.
05:32Secondo te che cos'è che devo visitare di così identitario gastronomicamente parlando in questa zona?
05:39Siamo su un altopiano che da sempre è votato all'allevamento del bestiame,
05:44soprattutto all'allevamento vino, quindi il latte, i formaggi che vengono prodotti.
05:49È proprio quello che mi aspetta. Io vado Francesco, alla prossima.
05:53Grazie di tutto.
06:09Sono arrivato da Calavrina, uno di quegli agriturismi con la A maiuscola.
06:14Qui incontrerò Gianni e Lina che hanno ricreato il loro habitat.
06:19Tutto nel segno della buona cucina, dei sapori sardissimi.
06:24Andiamo a conoscerli.
06:38Benvenuto, grazie per essere venuti a trovarci.
06:40Ciao Lina, molto piacere.
06:41Grazie mille, davvero. Benvenuti a Calavrina.
06:43Grazie a te, grazie a te per accogliermi.
06:45La nostra casa.
06:46Guarda che sole che ci ho accolto.
06:47Secondo me questa casa è bella in qualunque stagione.
06:50Sì, vero.
06:50Casa vostra, ma anche azienda.
06:52Esatto.
06:53Noi viviamo qua in un certo senso, perché comunque trascurriamo qui le nostre giornate,
06:58perché abbiamo qui i nostri animali e la nostra attività.
07:02Questi terreni li aveva acquistati mio suocero, credendo molto nel territorio.
07:07Ad un certo punto i figli Gianni e Salvatore, figli fine anni 90, hanno deciso di diversificare,
07:14di costruire un mini caseificio e di fare accoglienza in un agriturismo, dove appunto abbiamo anche
07:20le stanze, insomma, nella stalla di ristorazione portiamo a tavola i prodotti che appunto in
07:25questo luogo produciamo, seguendo la stagionalità.
07:31Ci tengo molto a dire questa cosa, perché comunque è molto corretto seguire le stagioni
07:38di quello che la natura ci dona e di quello che la natura produce.
07:41Sempre, soprattutto in un luogo come questo.
07:43Certo. Che cosa producete?
07:44Niente, abbiamo gli animali, abbiamo pecore, mucche e maiali, e poi ovviamente i cani,
07:50abbiamo un asinello, eccetera. Abbiamo appunto un mini caseificio dove trasformiamo solo il
07:57latte del nostro bestiame, quindi il latte proprio a chilometro zero. La matrina viene
08:01fatta alla mungettura e poi si fa la lavorazione appunto nel caseificio. Viene fatto appunto
08:05il vaccino con il latte di mucca, abbiamo le pezzate rosse e poi il pecorino appunto con
08:10il latte di peccola.
08:12Immancabile.
08:12Ovviamente, perché insomma la Sardegna è famosa per il pecorino. E so che del formaggio
08:16si occupa Gianni. Esatto, quello è il suo mondo, il suo regno, esatto. E invece i maiali
08:21sardi? I maiali, esatto. Noi alleviamo i maiali per farne i salumi e poi per cucinare il famoso
08:26maialino arrosto, che a biti chiamiamo su porcheggio, va bene? Perché la terminologia
08:32poi cambia da zona a zona. Esatto, noi lo chiamiamo sul porcheggio arrosto.
08:37Tra le esperienze più importanti che si possono fare qui, condividendole con la figura del pastore
08:42per esempio?
08:43Le persone spesso vengono a trovarci e noi facciamo trascorrere la nostra mattinata, la nostra giornata
08:51con loro. Quindi partendo dalla mungitura, facendo poi, portando le pecore al pasco, alla transumanza,
08:59raccontando quello che è insomma il motivo di quel terreno, perché in quel modo, perché viene conservato
09:07in quel modo, cos'è una pianta, perché le sugherette, perché qui comunque ci sono tantissime sugherette,
09:12quindi l'estrazione ad esempio del sughero, oppure raccontare la pecora, i loro ritmi della pecora, della mucca,
09:20quelli che sono appunto i ritmi della natura. Quindi dopo aver appunto trascorso una mattinata di lavoro
09:26insomma da pastore, diciamo, ovviamente bisogna riprendere energie e quindi in questo momento si fa appunto
09:32la colazione del pastore, che noi chiamiamo in sardo Simmurzu, ed è una colazione salata praticamente,
09:38fatta di formaggi e di salumi, che è quello che appunto l'azienda propone.
09:43Non lo so, hai voglia di farla?
09:45Beh, certo.
09:46Dai, tu col tuo lavoro, Gianni col suo, ognuno si rinchiere.
09:49Sicuramente ha lavorato più di me, però la provo.
09:51Ma no, hai lavorato anche tu.
09:52Allora vado eh.
09:53Grazie, davvero.
09:54Ciao Lino.
09:54Ci vediamo dopo, ciao.
09:55Ciao.
10:13Gianni, buongiorno.
10:14Ciao.
10:15Come andiamo?
10:16Bene?
10:16Molto bene, anzi buongiorno.
10:18Dopo tutto il lavoro che tu hai svolto, sicuramente quasi buon pomeriggio.
10:22Questa è la colazione del pastore.
10:25Esatto.
10:26Com'è che si chiama?
10:27Simmurzu.
10:28Simmurzu.
10:28Ecco, ci provo, ci provo.
10:30In cosa consiste questa colazione del pastore?
10:34La colazione per il pastore rappresentava uno dei momenti di ricarica, diciamo, che si
10:39sedeva per fare proprio la colazione che, siccome essendo il pastore che è in giro sempre
10:46col bestiame e quindi non aveva molto tempo, la colazione era importante proprio per quel
10:51motivo, perché era un pasto unico perché non sapeva se eventualmente a mezzogiorno
10:57lui avrebbe mangiato, avrebbe avuto modo di mangiare.
11:02E quindi qualcosa di sostanzioso, di calorico, qualcosa che lo portasse poi a lavorare tutto
11:08il giorno.
11:08Esatto.
11:09Nella nostra colazione andiamo a mangiare della salsiccia, del guanciale, il formaggio era
11:17immancabile, abbiamo anche una ricotta salata e poi abbiamo un formaggio che ha dieci anni
11:25di stagionatura, che ti consiglio di provare.
11:30Che profumo si sente da qui, si sente da qui, dieci anni di stagionatura.
11:35Dieci anni di stagionatura, non ce li abbiamo sempre questi prodotti, però in questo periodo
11:39ne abbiamo tagliato uno in occasione di una ricorrenza, mentre per esempio qua abbiamo un
11:46semi cotto, che questo è il classico nostro, che trovo in Sardegna, la ricotta salata e
11:54poi vabbè i salumi che produciamo noi.
11:56E' un pane di zona.
11:58E' imperdibile che è il carasattu.
12:00Esatto.
12:02C'è un forno con cui collaboriamo che ancora mantiene, anche se è un grosso forno industriale,
12:09mantiene ancora la fragranza e il gusto.
12:10Cosa è diverso?
12:11Sì, ti volevo dire questo. Il pastore in sé usava il pane, il pane carasato nasce tutto
12:20da esigenza sempre del pastore, perché doveva avere un pane che durasse nel tempo e all'occorrenza
12:27lo bagnavi, vedi? Ed è come che hai un pane molle. Poi questa azienda che produce questo
12:37pane ha sempre tenuto le tradizioni, però ha voluto anche fare delle altre alternative.
12:46Ci sono il pane che loro fanno aromatizzati alle erbe, il pane guttiato, che quello si
12:53usava anche in Sardegna, che alla fine è olio extravergine di oliva e sale.
12:58Il carasattu è guttiato. Gianni ti dirò, ormai non tutti, ma ne ho già assaggiati alcuni,
13:03quindi li conosco e mi piace sempre di più scoprirne di nuovi. Ma so che i formaggi qui
13:10li utilizzate anche per altro. E Lina mi sta aspettando per mostrarmi che modo. Esatto,
13:14in cucina. Con la sua ricetta. Io allora ti ringrazio per questa meravigliosa colazione
13:19del pastore, che mi sembra molto abbondante, ma ho da provare anche altro. Ok, perfetto.
13:25Ciao, grazie.
13:33Lina, certo che tra te e Gianni mi state palleggiando tra una realtà e un'altra nella vostra casa,
13:40che però per me è piacevolissimo. Abbiamo assaggiato dei formaggi, ne vedo ancora, quindi
13:47ho capito, forse che cosa vuoi mostrarmi adesso? Allora, una ricetta ovviamente fatta col formaggio,
13:55ci mancherebbe insomma, questo è il regno dei formaggi, quindi ovviamente un modo in cui
13:59tu non lo hai ancora visto, perché comunque avendolo fatto, appena si è fatto, appena viene
14:05fatto, anziché metterlo in sala moglia, viene lasciato riposare per diversi giorni, in maniera
14:12tale da poterlo rendere acido. E utilizzato per, posso provare, indovinò, per la seada.
14:18Giusto, bravissimo, ha zaccato. Come che la chiamate? Saseata. Niente, la faremo in due
14:24tipi, così almeno avete modo di vedere insomma le due tradizioni. Quella di una volta, che
14:30insomma mi è sempre stata raccontata dai miei genitori, dai miei suocci, resaseata salita,
14:35che è praticamente fatta col ripieno di formaggio grattugiato e prezzemolo. E poi insomma
14:41la sfoglia però rimane identica. Prosaseata salita, appunto, il formaggio viene grattugiato
14:46e viene unito al prezzemolo e rimane un po' più grande perché era un pasto unico. E torniamo
14:53a Simurzu, no? Viene utilizzata moltissima appunto per fare colazione, oppure come pasto
14:59unico a pranzo. Infatti il termine seata in sardo, seata seu, quindi lardo grasso, perché
15:06appunto nell'impasto c'è l'aggiunta dello strutto e poi assevato, cioè una persona che
15:12si è saziata, che si è riempitta ed effettivamente la seata sia la pasta che il formaggio, quindi
15:17un pasto completo. Sostentamento e poi un simbolo della tua terra, della tua sardegna. Certo, sì,
15:22si è tradizionale in questi territori di tradizione. E poi c'è la versione forse quella più
15:27conosciuta, più consumata, che è quella dolce. Quella un po' più moderna. E noi iniziamo
15:31da? Noi iniziamo dall'impasto perché l'impasto è praticamente uguale per entrambe le seate.
15:36Allora, semola di grano duro, vediamo, vedi infatti non ha neanche un colore molto chiaro
15:41proprio perché è una farina di grano duro non troppo troppo. Ok, Lina io direi di metterci
15:46al lavoro così. Non so, se vuoi darmi una mano. Allora, io metto l'impasto, allora l'acqua
15:50che praticamente bisogna salare. Mi metto un pizzico di sale nell'acqua. Proprio un pizzico
15:56e non va salata la pasta. È giusto per la benedizione. E poi volevo dire un'altra
16:00cosa. Solitamente quando una massaia qui inizia a fare un lavoro di impasto, si fa il segno
16:06della croce, che è il segno della benedizione, no? Di iniziare bene, a prescindere insomma
16:11dalle proprie credenze. E quindi io quando inizio un impasto faccio sempre il segno della croce.
16:16Il segno della croce. Quindi lo fa chi impasta, sì. È una cosa che... Anche chi ti aiuta.
16:20Perché no? Ecco. È una cosa che insomma mi è stata insegnata da... Poi fammi lo strutto
16:25via. Eccolo qui. Visto che vuoi fare qualcosa mettiamo di affare. Se no devo guadagnarmi
16:29anche, no? Esatto. Sì, non devi solo parlare. Senti Lina, allora intanto che lavori, raccontami
16:35Allora niente, viene unita. Da chi hai imparato ad usare le mani in questo modo? Allora, ho imparato
16:41da mia suocera, perché comunque io mi sono sposata che sinceramente non sapevo cucinare.
16:46perché i miei genitori, cioè mia madre soprattutto queste cose le faceva, ma lei mi diceva
16:52tu devi imparare a lavorare e poi tutto il resto viene da sé. Imparerai a fare di tutto
16:56nella vita. E quindi è mia suocera che mi ha insegnato a cucinare, a fare tutte le cose
17:01che adesso faccio solitamente qui.
17:28il lavoro nel frattempo è andato avanti, le mani di Lina si muovono, che è una meraviglia.
17:33e pare essere tutto a posto. Pronta la pasta? Pronta la pasta. Allora, ora la mettiamo
17:40da parte, la facciamo riposare per un attimo e ci prepariamo il formaggio che serve appunto
17:44per il ripieno della seata salitta. Va bene? Allora, passami il formaggio per cortesia Giovanni.
17:50Eccolo qui. Ok. Vedete che è un formaggio, quello appunto di cui vi parlando, che è leggermente
17:57acidulo. Questa è una macchinetta, da macchinette mollere la chiamiamo in bitese.
18:03Ecco, qui questo volevo chiedersi. E praticamente serve per macinare. Questa era insomma dei nostri
18:10nonni, delle nostre nonne che la usavano appunto per lavorare il formaggio da mettere nella seata.
18:17Senti, Lina, ma stai usando questa per fare colpo su di me o la utilizzi normalmente?
18:22Io la utilizzo anche normalmente, perché comunque quando insomma non vengono utilizzati questi
18:27macchinari forse i prodotti vengono anche più buoni. Ok, quindi tu normalmente?
18:30Più saporito. Sì, sì, sì. Mi capita molto spesso di utilizzarla perché comunque, non lo so,
18:36è più bella, no? Anche da vedere, anche avere il contatto con queste, con questi macchine,
18:41con queste diciamo vecchie utensili che hanno utilizzato chi c'era prima di noi. Io credo
18:46che sia qualcosa di veramente piacevole, no? È un po' come ritornarci al passato, eccetera.
18:53Sì, sì, sì. Infatti ce la conserviamo con molta gelosia, sinceramente.
18:55Quando si dice assaporare la storia.
18:57Esatto, sì, sì. Questa è proprio quella che veniva utilizzata, insomma, dalle persone
19:03che ci sono state prima di noi. Va bene? Allora, vedete? Adesso è pronto.
19:07Non ne metto altro.
19:08E mi pare funziona anche molto meglio.
19:10Sì, sì, sì. Ora non devo fare altro che estendere la pasta, semplicemente.
19:15Allora, questo è Succaneddu. Praticamente è il mattarella Succaneddu.
19:20È il mattarella, anche questo era della nonna di mio marito, di Maneda Carrone, no?
19:27E lei praticamente me l'ha regalato, insomma, quando mi sono sposata mi ha detto
19:30Belli, ti faccio un regalo. E questo è fatto col ginepre, molto antico.
19:34Ha una forma molto particolare, perché, vedete, è largo al centro ed è stretto dietro.
19:39Perché, per la manualità, per riuscire a prenderlo.
19:43Niente, è il mattarello che si usa in questi territori.
19:46Posso?
19:46È bellissimo, sì. Anche a me piace molto.
19:49È un altro pezzo di storia.
19:49Sinceramente, sì, sì. Quello è un pezzo di storia per davvero.
20:18È un pezzo di storia.
20:42Allora, ora abbiamo finito, l'abbiamo rifinita. Non è tondissima, però è ovvio che la forma, insomma,
20:48gliela diamo un po' così a occhiometro, no? Come si può dire.
20:50Questa è pronta. Adesso, insomma, se vi fa piacere, andiamo in cucina e prepariamo invece il formaggio
20:56prosa seata d'urche, per la seata dolce.
20:59Sono qui apposta.
21:00Sono qui apposta.
21:01Dai, pronti, partenza via.
21:02Andiamo.
21:26Allora, ci siamo portati avanti.
21:28Lina ha lavorato, si è messa ai fornelli.
21:32Il formaggio, come ci ha detto che doveva essere lavorato, è stato lavorato.
21:37Sì, esatto.
21:38Qui vedo tutto simmetrico, preciso.
21:40Sì.
21:41Che cosa resta da fare?
21:42Niente, semplicemente usare questo formaggio che vedete non è stato grattugiato, ma l'ho lavorato appunto nell'acqua
21:48e l'ho fatto scaldare, aggiungendo però il limone in questo caso, per poi essere abbinato appunto al miele dopo
21:54la cottura.
21:55E niente, si posizionano semplicemente i due pezzi di formaggio, si ci mette sopra la sfoglia.
22:05Poi, come prima, stesso identico procedimento, si toglie l'aria, naturalmente, gli si dà la forma
22:17e ci si passa sopra con la rodiglia, però dandola una forma nettamente più piccolina, perché poi piccoline non sono,
22:23però va bene.
22:24Lina, andiamo in cottura?
22:26Certo, perché no, volentieri.
22:27Dai, così poi si assaggia e via, ci riempiamo un po' la pancia.
22:31Via, grazie.
22:55Sentite che profumino, eh, Lina?
22:58Ah, mi fa piacere, sì, sì.
23:00Allora, iniziamo dalla dolce.
23:02Perfetto, va bene.
23:03Allora, la dolce semplicemente bisogna aggiungere un po' di miele, così.
23:08Un po', un po', un po', un po' quanto.
23:10Un po', dipende dai gusti, c'è chi lo apprezza tanto.
23:12Qualcuno la mangia anche con lo zucchero, dipende dai gusti.
23:16E poi niente, poi va semplicemente risa, vedi?
23:20E dentro c'è il formaggio che, insomma, dovrebbe filare, invece, niente.
23:25Eccolo, va no, sì, sì, fila, fila, fila.
23:27Fila, e poi, ah, sì, fila, fila.
23:29E come?
23:30E come, vedi?
23:31Eccola qua.
23:32E poi, e poi?
23:33E poi te la mangi.
23:34La mangio e c'è la condivisione, la mangi con me.
23:36No, io non posso perché sono allergico ai formaggi.
23:39Allora la mangio tutta io.
23:41Sì.
23:44È buona?
23:47È buonissimo.
23:48Grazie, mi fa piacere.
23:50E io il magio.
23:51Brava.
23:52Grazie.
23:54Veramente buona questa doccia, eh?
23:55Ma sai che io sono più per il salato.
23:57Ah.
23:57Quindi, quindi, adesso procediamo con l'assaggio salato
24:01e addirittura mi sono permesso di andare a saccheggiare la vostra cantina.
24:06Perfetto.
24:07E ho scelto un Joyas Isola dei Neuraghi, cantina Puddu.
24:13Ottima scelta.
24:14E sai perché l'ho scelto?
24:15Perché mi incuriosiva.
24:16Innanzitutto perché questo, nella fattispecie, non lo conosco.
24:21Ma è un cannonau vinificato in bianco.
24:25Un cannonau quasi in purezza.
24:27E quindi ho detto, ma perché no?
24:31Lo assaggi anche tu, però, eh?
24:32Volentieri.
24:33Il vino posso berlo.
24:34Il vino puoi berlo.
24:37Eccoci qua.
24:39Che dici?
24:39Funzionerà questo abbinamento basso in acidità,
24:42ma questo profumo di fiori bianchi che continua.
24:45Il profumo è molto buono, veramente.
24:47Assaggiamo.
24:49E la lunga persistenza.
24:51Cin cin.
24:52Io direi che è arrivato e giunto il momento di assaggiare la versione salata.
24:58Però, pensaci tu.
24:59Esatto.
25:00Tagliamo.
25:01Si divide solitamente in quattro, perché essendo appunto un piatto unico,
25:05stasiata salita, ecco.
25:07Tu vuole, preferisci la dolce o la salata?
25:10Io preferisco più la dolce, sinceramente.
25:13Preferisco.
25:13Si mangia così, semplicemente, vedi?
25:16Assaggia.
25:17Assaggia.
25:17Non ci vuole aggiunta di miele, di sale, di niente,
25:19perché solitamente gli ingredienti sono già tutti dentro.
25:22Come la trovi?
25:25Un po'...
25:26Quale ti piace a te fra le due o di più?
25:28Come pensavo, nonostante mi sia piaciuta molto la dolce,
25:32preferisci la salata.
25:32Io sono da salato.
25:33Quindi sei un po' più all'antica.
25:38E ti confermo che l'abbinamento così alla cieca, secondo me, è riuscito.
25:43A seccato.
25:45Quando vuoi puoi tornare a trovarci, sarà per me un piacere.
25:47Ti prendo in parola, eh.
25:48Certo, volentieri.
25:49Grazie per avermi mostrato un altro tassero della Sardegna.
25:52Il viaggio continua, eh.
25:55Arrivederci, grazie ancora, davvero.
26:24Sì, grazie per avermi mostrato un po' di più.
26:50Sì, grazie per avermi mostrato un po' di più.
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