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  • 1 giorno fa
Trascrizione
00:06Musica
00:08Bentornati a Gazzetta Club, l'appuntamento settimanale con interviste e approfondimenti dedicate alle iniziative della Gazzetta di Parma.
00:15Dopo il grande successo della mostra dedicata a Riccardo Lumaca, l'Ape Museo, il centro culturale ed espositivo della Fondazione
00:23Monte Parma, propone fino al prossimo 29 giugno la mostra Aldo Tagliaferro, Opere nello spazio, rappresentazione tra realtà e memoria,
00:33a cura di Cristina Casero.
00:35Io do il benvenuto a Carla Dini, segretario generale della Fondazione Monte Parma e a Nubio Tagliaferro, figlia dell'artista
00:43e responsabile dell'archivio paterno. Ciao, benvenute.
00:47Grazie.
00:48Grazie.
00:49Carla, che artista è stato Aldo Tagliaferro e perché avete deciso di dedicargli una mostra?
00:54Mi piace iniziare con una definizione che lo stesso Aldo Tagliaferro negli anni 60, dopo aver praticato a lungo la
01:04pittura tradizionale, decide professionalmente di diventare un artista e si definisce un pittore che utilizza il mezzo fotografico.
01:14È una descrizione che oggi potrebbe sembrare un po' bizzarra e invece, se si colloca in quel periodo storico, è
01:24estremamente illuminante, in quanto all'epoca chi utilizzava la fotografia veniva spesso confinato in un'area diversa da quella tipicamente
01:36artistica, come se la fotografia fosse una sorta di arte minore.
01:43Tagliaferro con questa definizione vuole invece collocarla nell'ambito della fotografia di carattere artistico, appunto, tutta la sua produzione.
01:55Aldo Tagliaferro nasce nel 1936 a Milano.
02:00Già dall'adolescenza comincia a dipingere proprio in termini tradizionali.
02:07Poi fa alcuni incontri giovanili molto interessanti che cambieranno un po' tutti i suoi orizzonti.
02:14Il primo è con un costruttore edile collezionista, Felice Valadè, che lo invita da Legnano, dove abitava, dove risiedeva e
02:25aveva iniziato ad esporre,
02:26a spostarsi a Sesto San Giovanni, in quello che lo stesso Valadè definirà quartiere delle botteghe,
02:35un luogo dove questo mecenate mette a disposizione degli artisti delle case studio,
02:42dove di fatto saranno presenti fino addirittura ad una ventina di artisti contemporaneamente,
02:50esponenti un po' di tutte le tendenze contemporanee dell'arte di quel periodo.
02:57Qui le conoscenze sono conoscenze molto importanti.
03:01Lui incontrerà artisti tipo Castellani, tipo Bonalumi, tipo Vermi
03:06e di questa sua esperienza noi abbiamo voluto in mostra mettere testimonianze
03:11esponendo un'opera di ognuno di questi artisti con cui viene a contatto.
03:16Un altro momento molto importante è quando aderisce alla meccarta, all'arte meccanica appunto nel 1968
03:24e qui ci sono in mostra opere di altri esponenti già molto famosi come Bertini, come Rotella,
03:34insieme a Elio Mariani o a Di Bello, con cui avrà un rapporto anche qua importante.
03:47Dal 1970 inizia un lavoro molto personale ed autonomo che continua ad utilizzare la fotografia.
03:56Nubia, quali aspetti hanno caratterizzato la vita di tuo padre come uomo e come artista?
04:04Allora, essendo un'artista naturalmente era una persona particolare.
04:11Tutto ciò che si sente dire degli artisti lo confermerei.
04:17Genio, esregolatezza, era sicuramente molto rigoroso e perfezionista e metodico.
04:33Questo direi che lo considero il suo tratto principale, in quanto ad esempio mi è capitato di sentire
04:46collezionisti piuttosto che galleristi o musei che hanno avuto tra le mani le sue opere
04:53e si stupivano del fatto che il retro dell'opera era perfetto e curato esattamente come il fronte.
05:05Perfezionista quindi nel suo lavoro ma anche nella vita.
05:12Intanto per raccontare un aneddoto, ad esempio, quando doveva fare una firma
05:16era capace di passarsi le nottate fin tanto che non arrivava la firma secondo lui perfetta.
05:26Parlo di nottate appunto perché lui lavorava soprattutto di notte perché gli trovava il silenzio
05:35che gli consentiva la concentrazione di cui aveva bisogno.
05:39Questo suo rigore e attenzione è stato molto importante anche per il lavoro di archivio
05:48in quanto ha messo da parte tutta la documentazione relativa ad ogni sua mostra
05:55quindi dai comunicati stampa, gli inviti, i cataloghi, fino ai suoi scritti stessi.
06:04Quindi appunto essendo un artista concettuale è molto importante il messaggio, il significato
06:14che si vuole trasmettere più dell'aspetto estetico ma si rendeva conto che i suoi lavori
06:20non erano diciamo così immediati quindi lui ha scritto molto, ha scritto dei testi che
06:26andavano a spiegare le ragioni del suo lavoro e la metodologia anche materiale tutto preziosissimo
06:37naturalmente per poi portare avanti la promozione e la conoscenza del suo lavoro.
06:43È stato un grande viaggiatore negli anni 70 soprattutto
06:49e infatti alcune delle sue opere traggono origine dai suoi viaggi, ad esempio quello legato alle
07:00pettinature africane che è esposto in mostra in quanto lui tra la fine degli anni 70 e l'inizio
07:08degli anni 80 è andato a lavorare in Congo e lì si è come dire rimasto affascinato dalle pettinature,
07:19dall'aspetto tribale della cosa perché ogni tribù aveva le proprie pettinature, è stata
07:26da Amsterdam, Israele, Mosca, quindi comunque una persona curiosa anche molto aperta di visione,
07:37ascoltava tantissima musica nel suo studio quando lavorava o in camera oscura perché io avevo la
07:43camera oscura in casa, dal regge, il jazz, la bossa nova, quindi sempre con uno sguardo
07:52rivolto insomma al mondo e amava tantissimo la natura
08:04e appunto l'ambiente in cui si trovava che tra l'altro è anche oggetto dell'ultimo lavoro che ha
08:14fatto.
08:15Qual era il suo legame quindi con la casa di Bazzano?
08:18Allora un legame fortissimo, lui come diceva Carla prima è nato in provincia di Milano anche
08:30col suo lavoro è rimasto molto legato a Milano e la Lombardia ma in realtà all'inizio degli anni 70
08:37ha
08:38trovato questa vecchia casa in sasso del paese a Corticone che è un'area dove tra l'altro ci sono
08:49tantissimi milanesi quindi probabilmente c'è stato un passaparola anche immersa nel verde con davanti
08:57un campo e una vallata che era sul Reggiano quindi tutte le volte che si usciva di casa per andare
09:05in
09:06cortile noi avevamo davanti i castelli di Canossa e Rossena quindi come dire già quello
09:13era qualcosa di meraviglioso comunque una proprietà circondata dalle piante che lui amava di cui lui
09:22amava prendersi cura personalmente e inizialmente la tenuta come diciamo casa di villeggiatura veniva
09:30soprattutto nel weekend ma all'inizio degli anni 80 ha deciso di stabilirsi in maniera definitiva
09:37anche perché era appunto un posto che lui ha considerato come citato anche nel titolo di uno
09:43dei quadri esposti del suo ultimo ciclo il proprio spazio ideale e infatti nell'ultimo lavoro ci sono
09:53delle immagini proprio di di quello spazio ideale che in cui lui si trovava davanti tutte le volte che
10:01insomma poteva ammirare il panorama e quindi io sono nata a Milano però posso dire di essere cresciuta
10:09a Bazzano nella proprietà avevamo anche un pezzo di bosco quindi ogni tanto insomma per noi era abbastanza
10:20frequente vedere caprioli insomma questo legame con con la natura questa passione è sempre stata
10:26molto molto forte e anche con anche con la città dove portava tutti gli amici ospiti che venivano
10:35venivano a trovarlo il giro in piazza Duomo era come dire era d'obbligo e infatti anche in mostra ho
10:47voluto
10:47fortemente creare ancora di più un legame con la città chiedendo che venissero dei prestiti a
10:54collezionisti e gallerie proprio della città di Parma. Io ringrazio Carla Dini e Nubia Tagliaferro
11:01e vi do appuntamento la settimana prossima con nuove interviste approfondimenti di Gazzetta Club.
11:17Grazie.
11:18Grazie.
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