Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 5 anni fa

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:09ci sono tanti modi di scoprire un territorio non sappiamo quale sia il migliore noi piace
00:15farlo camminando anche qui tra fiume e mare quindi seguiteci
00:42il nostro cammino partirà da Bocca di Magra arrivare semplice per chi sceglie l'autostrada l'uscita è Sarzana sulla
00:49A12
00:49ampi parcheggi permettono di lasciare l'auto alle porte della frazione del comune di Amelia che sorge sulla foce del
00:56fiume Magra
00:57stiamo per scoprire un percorso che unisce ambienti diversi
01:03tra fiume e mare è un polmone di verde il monte che abbiamo qui di fronte il monte Caprione è
01:10un polmone di verde meraviglioso
01:11tutto naturale è stato e grazie al parco di Monte Marcello Magra Vara è non identificabile e quindi si mantiene
01:21la biodiversità
01:21la qualità e soprattutto l'ambiente del territorio
01:28Bocca di Magra è importante perché qui ci è passata tutta la cultura italiana nel novecento
01:33negli anni 50 e 60 Bocca di Magra era la sede estiva di Enaudi, dell'editore Enaudi
01:39e qui ci è passato Sereni, Fortini, Vittorini, Pasolini, Jean-Paul Sartre, Hélène de Simone de Beauvoir
01:46cioè tutta Moravia, tutti quei grandi poeti e scrittori d'estate erano qui
01:52e te li potevi vedere passeggiando lungo il fiume negli anni 50 e 60
02:02un punto magico è Mario Ciccio
02:04Mario Ciccio il ristorante era proprio il mecenate del territorio
02:09era quello che dava ristoro a tutti questi grandi scrittori, pittori, musicisti
02:20c'è anche una canzone di zucchero proprio che è stata fatta qui da Mario Ciccio
02:25è stato il punto di aggregazione
02:32ad accompagnarci sul promontorio del Caprione saranno Andrea Pucci
02:36guida ambientale escursionistica e Sabina Arioni del parco di Monte Marcello Magra e Vara
02:48Andrea dove ci porti?
02:50Oggi vi porto su un anello, un anello un pochino allungato che parte qui da Bocca di Magra
02:55raggiungeremo Monte Marcello, scenderemo a Zanego quindi a Tellaro
03:00e poi risaliremo verso Portesone e torneremo sui nostri passi per un altro percorso
03:07paluteremo qui se passare su Monte Murlo o sull'alte via del Golfo
03:11o se riprendere un sentiero parallelo che ci porta da queste parti
03:14comunque è un percorso che ci porta a conoscere i due versanti del promontorio del Caprione
03:19di Monte Marcello, il versante verso l'interno, verso il fiume dove ci stiamo adesso
03:24e il versante sul mare aperto
03:25incontrando anche borghi molto molto interessanti, caratteristici
03:29grazie a tutti
04:00Noi percorreremo in gran parte oggi degli itinerari che si perdono un po' nella notte dei tempi
04:06perché erano utilizzati dalle popolazioni di queste zone per collegare la zona del fiume con la zona del mare
04:11per raggiungere diversi borghi
04:14per portare, ne parliamo più avanti, le pecore a lavare al fiume prima della tosatura
04:22e li riconosciamo questi percorsi perché sono ancora una parvenza di selciato
04:26cioè percorsi tra virgolette importanti tanto da poter fare delle opere di selciatura
04:32e anche di regimazione delle acque che non troveremo su altri sentieri
04:51Questo è uno dei cisti che troviamo nel parco qui di Monte Marcello che è il cisto femmina o cisto
04:57saldifoglia a fiori bianchi
05:00più avanti invece troveremo il cisto a fiori rosa
05:03e là in alto invece?
05:05e là in alto invece è la rovinia pseudacaccia
05:08visto che ne vedo così tante
05:09sì perché è una pianta invasiva in realtà non sarebbe una pianta autoctona
05:14è una pianta invasiva e in molti versanti purtroppo è diventata preponderante
05:19a fiori a fiori
06:02Il primo borgo che incontriamo dopo 45 minuti di cammino, in buona parte all'ombra, è Monte Marcello,
06:08vicoli, case colorate, una deliziosa piazzetta centrale, situata a 270 metri sul livello del mare
06:14e un balcone di pace con vista sul Golfo dei Poeti.
06:29Ci ha raggiunti Antonio Perfetti, direttore del parco, camminerà con noi, da qui partono e passano tanti sentieri,
06:36oltre a vari ristori c'è un punto acqua, d'estate fondamentale soprattutto per chi come noi farà una deviazione
06:43verso Punta Corvo lungo il sentiero 436 del CAI.
06:51Grazie.
06:54Grazie.
07:05Grazie.
07:19Grazie.
07:20Grazie.
07:26Grazie.
07:34Grazie.
07:35Grazie.
07:44Grazie.
07:48Grazie.
07:50Grazie.
07:53Grazie.
08:15Grazie.
08:24Grazie.
08:26Grazie.
08:29Grazie.
08:30Grazie.
08:42Grazie.
08:43Grazie.
08:43Grazie.
08:45Grazie.
08:45Grazie.
08:46Grazie.
08:47Grazie.
08:48Grazie.
08:55Grazie.
08:56del mare e tutta la vegetazione qua intorno è una situazione molto
09:00particolare perché siamo all'estremo orientale della Liguria e tutta la
09:04Liguria è un insieme diciamo di essenza che mediterranee che dalla Spagna alla
09:11Francia arrivano solo qui, quelle del Mediterraneo occidentale. Qui per esempio
09:16sono bellissime pinete di Pino d'Aleppo che ci sono solo qui a Capodinole in poche
09:21zone della Liguria.
09:37La parte più impegnativa della tappa Punta Corvo è sicuramente la risalita ci
09:43sono più di 700 gradini quindi fate le opportune valutazioni e si ombreggiata
09:49però vi consigliamo assolutamente di utilizzare calzature adeguate e non
09:54ciabatte o infradito per andare in spiaggia.
10:19Siamo risaliti da Punta Corvo. Esatto da questo punto siamo tornati a questo punto dove ci
10:26chiuderemo sul 444 che è un sentiero di mezza costa di Crinale che ci porterà poi lentamente a
10:33Zanego fino a Tellaro in circa un paio d'orette.
10:40questo video abbandoniamo il 436 per prendere il 444.
11:16Questa volta siamo sul versante del mare verso il golfo.
11:20quindi la vegetazione cambia completamente la vegetazione di ambienti più caldi, più asciutti,
11:25più ardi.
11:26Quindi troviamo il nostro Pino d'Aleppo che adesso ci accompagnerà fino a Tellaro che
11:30tra l'altro qui costituisce uno dei lembi di Pineta più caratteristici della nostra riviera
11:35perché sono circa 260 ettari di Pineta Pino d'Aleppo che coprono questi versanti.
11:40Un Pino molto molto rustico, cresce in mezzo a rocce, a anfratti, molto frugale come si usa
11:46a dire.
11:47E poi alle nostre spalle invece l'Aleceta, il Bosco di Leccio che in tempi, anni passati,
11:54in secoli passati ricopriva il versante di queste coste.
11:57Poi l'uomo chiaramente ha modificato il territorio per poterlo coltivare.
12:21Sono gli angoli più belli per chi piace la natura del parco perché siamo sopra la
12:27riserva integrale di Lama Rossa e che è una zona particolarmente selvaggia dove ci sono
12:35queste bellissime Pineta in macchie mediterranee che arrivano degradanti fino al mare dove non
12:39c'è sostanzialmente nessuna attività umana e quindi dove la natura fa il suo corso.
12:46Tutta la missione dei parchi, di questo parco in particolare alla fine, è quella di assecondare
12:52nelle zone dove si può la ripresa dei dinamismi naturali.
12:58Quindi queste sono zone che sono rimaste sostanzialmente naturali.
13:01C'è un corvo imperiale che sta passando sopra la nostra testa, ci sono falchi pellegrini
13:07e così via.
13:08Ma poi andando avanti abbiamo visto tanti terrazzamenti ormai non più utilizzati come sistemazioni
13:13agricole perché l'agricoltura non c'è più e anche lì la natura fa il suo corso.
13:18Dalla macchia mediterranea si forma il terreno, dal terreno si formano le foreste e così via.
13:22E questa poi è la missione della conservazione dei paesaggi naturali che i parchi fanno e in una
13:29zona così tanto abitata la devono fare con un equilibrio tra le zone ancora molto utilizzate
13:35e vicino zone molto selvagge.
13:37Questa è un po' la difficoltà di questi parchi costieri in tutto il Mediterraneo europeo.
14:01Qui troviamo una riservetta di munizioni di servizio a una piazzola di mitragliatrici antiaeree che
14:09resta costituita dai tedeschi nella seconda guerra mondiale dopo l'armistizio.
14:13Ce ne sono quattro in questa zona, quattro riservette che servono a quattro piazzole a picco sulla
14:19falesia con mitragliere antiaeree.
14:28Il raccordo 438 ci riporta sul sentiero 433, pochi passi e siamo alle Figarole, una manciata
14:35di case, vigne, meli, cipressi e un fico bicentenario.
14:39Attraversiamo la strada e scendiamo a Zanego, altro crocevia di sentieri, scendiamo lungo
14:44una mulattiera in direzione dell'Ara.
14:46Grazie.
14:49Grazie.
14:49Grazie a tutti.
15:25Grazie a tutti.
15:49Grazie a tutti.
16:04Grazie a tutti.
16:27Grazie alle ricerche di Gino Cabano.
16:31Grazie a tutti.
17:10Grazie a tutti.
17:32Grazie a tutti.
18:05Grazie a tutti.
18:13Grazie a tutti.
18:47Grazie a tutti.
18:51Grazie a tutti.
19:09Grazie a tutti.
19:44Grazie a tutti.
19:47Grazie a tutti.
19:56Grazie a tutti.
20:17Grazie a tutti.
21:17Saliamo dietro, saliamo dietro le ultime case, raggiungiamo il 433, che è il sentiero che abbiamo sceso e ci riportiamo
21:26sul promontorio in direzione a Monte Marcello.
21:28Questa volta il nostro percorso sarà un pochino più interno, un pochino più dentro quello che è il bosco mediterraneo,
21:38gli antichi coltivi che circondavano il borgo di Monte Marcello.
22:09la risalita da Tellaro ci riporta da Tellaro ci riporta sui nostri passi per alcuni tratti, ripassiamo da Zanego e
22:16le Figarole per arrivare a Monte Marcello è necessario attraversare un breve tratto di strada.
22:41La nostra escursione volge al termine, siamo quasi arrivati a Bocca di Magra, abbiamo percorso circa 17 chilometri, un dislivello
22:51positivo di 1000 metri, ma va considerata anche l'ascesa da Punta Corvo per circa 7 ore.
22:58di cammino sono distanze e misure importanti però attenzione perché questo promontorio offre la possibilità con la sua rete di
23:07sentieri di fare escursione a corto medio raggio anche molto meno impegnative.
23:14C'è una rete di sentieri piuttosto ben tenuta e ben segnalata che permette appunto di crearsi i propri percorsi
23:21a proprio uso e consumo, da piccoli anelli anche di mezza giornata, di poche ore, a escursione di una giornata
23:28intera,
23:28anche con dislivelli più contenuti, magari rimanendo sempre in quota o anche su percorsi diversi.
23:34Qui ci sono i sentieri della REL, della rete escursionistica Ligure che sono tutti tracciati e numerati, c'è sul
23:41sito del parco tutte le varie eventuali proposte di sentieri
23:45per cui solamente basta mettere un attimino lì, fare mente locale e partire con lo zailo.
23:51La luce del tramonto illumina le apuane, rieccoci a Bocca di Magra, porta dell'area fluviale del parco. Ci attende
23:58il naturalista Fabio Giacomazzi.
24:00Il parco si estende lungo il fiume Magra-Vara, sono due fiumi in effetti, di cui il Magra è la
24:07parte finale e questo già dà l'idea di come sia un ambiente eterogeneo molto vario
24:13che va dalla foce del Magra alle sorgenti del Vara. Un percorso longitudinale, parallelo alla costa, che quindi diventa anche
24:22uno stupendo itinerario, percorso, traccia per la fauna migratoria.
24:29Gli anatidi che frequentano sia la parte storiale, ma soprattutto la parte intermedia e anche i numerosi laghetti di origine
24:38antropica
24:38ma che si sono rinaturalizzati come i famosi bozzi di Saudino dove, specialmente nella stagione migratoria e anche quella invernale,
24:46troviamo varie anatre, ma non solo.
24:49Soprattutto abbiamo una grande presenza di aironi, dall'aerone cinerino, che è più comune, ma l'aerone guardia buoi, alla
24:57garzetta, all'aerone bianco maggiore, insomma una forte rappresentanza di specie che vivono in ambiente umido.
25:06Eh sì, tra fiume e mare i sentieri del parco hanno tanto da raccontare. Come fare? Basta indossare cuffiette o
25:13auricolari e iniziare a camminare lungo un vero viaggio sonoro.
25:17Si dichiarò autunnale il tocco delle foglie.
25:21Abbiamo trovato un teatro viaggiante, cioè coloro i quali verranno tramite un'app, si chiama Loquis e scaricando Sentiero delle
25:29Parole si potrà camminare lungo il percorso da Bocca di Magra a Monte Marcello, a Tellaro, alla Serra, a Lerici,
25:38a Sant'Erenzo, a Puglio e a Solaro
25:41essendo accompagnati da tutti i colori i quali hanno scritto, parlato di questo bellissimo territorio.
25:48In fin dei conti è duemila anni che si parla di questo territorio, c'è una bellissima poesia di Valerio
25:57Lucio Marziale che recita
25:59con il formaggio che porta il marchio delle Truscaluni, mi renderanno mille volte i tuoi bambini.
26:05Perché questo, dove voi vedete, era l'entrata del porto dell'Anticaluni, l'Anticaluni era lì.
26:10E questa era la parte, diciamo così, ad ovest dell'entrata.
26:15Qui c'era un faro, infatti, che adesso è stato nascosto.
26:18E questo è un posto mitico, è un posto leggendario, è un posto, come ce ne sono tanti, in questo
26:25Monte Caprione,
26:26tra Bocca di Magra, Eris, tra fiume e mare, che sono una bellezza assoluta.
26:32Per chi volesse optare per uno dei tanti percorsi alternativi a quello che abbiamo compiuto,
26:38vale la pena citare il Sentiero delle Parole, itinerario di 16 chilometri.
26:43Dal lungomare di San Terenzo si sale in collina per proseguire a mezza costa attraverso i nuclei antichi di Solaro
26:50e Pugliola.
26:50Si ridiscende, quindi, a Lerici, per continuare negli ulivi, nella macchia mediterranea, attraverso il parco, fino a Bocca di Magra.
26:58Il Sentiero delle Parole è associato ad una molteplicità di tracce sonore che lo completano come una quarta dimensione,
27:05quella del tempo, cioè del racconto.
27:07Henry James passò proprio di qui e ammirò questi luoghi,
27:12ricordando la sua passeggiata da Villa Magni, la residenza degli Scelei, fino a Lerici.
27:18Io ricordo ben pochi episodi del mio viaggio in Italia, più vicini al mio cuore di quanto lo sia quel
27:25perfetto pomeriggio d'autunno.
27:28La salita, sino all'antico castello che domina Lerici, in maniera davvero felice.
27:34La passeggiata, piena di riflessioni nella luce che andava affievolendosi verso il tramonto.
27:41E le montagne che s'oscurano laggiù, in lontananza, verso il mare tranquillo.
27:49Le tracce evocano presenze, Mary Percy Shelley e la villa sul mare, Pasolini, Ottieri, Montale, Marinetti, Bompiani, Eco, Sereni,
27:58ma anche Soldati, Bocca e Montanelli, autori che, ispirati dal luogo, hanno composto versi, scritto romanzi,
28:04immaginato film lasciando segni indelebili, segni sonori che oggi tornano a prendere vita nei luoghi in cui spesso videro la
28:12luce.
28:16Non si deve pensare che viaggiare camminando, come alcuni vorrebbero farci credere,
28:23sia solo un modo migliore o peggiore di vedere un paese.
28:28Ci sono molti modi altrettanto buoni di ammirare un paesaggio,
28:32ma il paesaggio, nel viaggiare camminando, è abbastanza accessorio.
28:41Colui che appartiene a questa fratellanza non viaggia alla ricerca del pittoresco,
28:47ma di certi piacevoli sentimenti, la speranza e lo spirito con cui si mette in marcia al mattino
28:55e la pace e la pienezza spirituale con cui va a riposare la sera.
29:01Non saprebbe dire se gli dia più gioia mettersi lo zaino in spalla oppure toglierselo.
29:08L'eccitazione della partenza è la chiave di quella dell'arrivo.
29:32L'eccitazione della partenza è la chiave di quella dell'arrivo.
29:36L'eccitazione della partenza è la chiave di quella dell'arrivo.
Commenti

Consigliato