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00:08buongiorno sono un po emozionato oggi perché ci porti in alto e io invece sono un po preoccupato
00:13per la salita però insomma ognuno ha le sue allora non diciamo qualche secondo poi vi svegliamo dove
00:35andiamo oggi facciamo un giro in un tratto appennino tosco emiliano fra i più interessanti anche i più
00:41alpesti non a caso andiamo sull'alpe di succiso un nome che rifugia un po il termine appennino ma
00:48si rifà soprattutto alle grandi vette alpine anche se poi alpe deriva dal peggio diciamo la verità non
00:55da da alpi e guardate la cima si vede proprio qua là dove sono quelle protuberanze rocciose però per
01:05raggiungere quella cima attraversaremo andremo al passo dell'ospedalaccio un passo storico dove
01:11transitava la via parmesana poi entreremo nelle sorgenti del secchia che insomma sono un punto
01:17abbastanza simbolico per la provincia e saliremo lungo il crinale fino alla vetta dell'alpe di
01:23succiso ritorneremo dalla vetta del casarola e ritorneremo al passo del cerreto oggi si parte
01:30dal passo del cerreto arrivare è semplice una volta raggiunto castelnuovo monti si segue la
01:35statale 63 che passando la cervarezza conduce al valico tra emilia toscana lungo la valle del secchia
01:41da reggio in auto servono circa 90 minuti sarà ginetto montipò a guidarci ha scritto la storia
01:47dell'alpinismo italiano ed è vicepresidente della sezione cai di castelnuovo monti c'è anche andrea
01:52greci giornalista e fotografo ha curato numerose guide dedicate ai sentieri in appennino e sulle alpi e
01:59poi c'è luigi molinari zoologo del parco nazionale dell'appennino toschemigliano l'escursione inizia a
02:06bar ristorante passo del cerreto qui si imbocca il sentiero 00 e da subito notiamo i primi punti
02:12di interesse qui si incontrano il gesso e il macigno quindi i gessi di sassalvo a sud del
02:23crinale e l'arenale macigno a nord del crinale è l'unico punto dove queste due rocce si incontrano
02:29e i gessi fanno sì che qui si creino tra le pochissime doline dell'appennino toschemigliano
02:38che creano questi avvallamenti che poi in parte sono stati anche reutilizzati durante la seconda
02:43guerra mondiale come postazioni di artiglieria
02:54la prima parte del percorso comoda e adatta a tutti procede senza pendenzo quasi fino alla
03:01piana che precede il passo dell'ospedalaccio quota 1278 in circa 30 minuti si raggiunge una
03:07radura dove già possibile ammirare alcune fioriture particolari come la sfodelo non è
03:14insolita in senso generale però è insolito su comunque sulla dorsale spartiacque del crinale
03:21toschemigliano ea questa queste quote la sfodelo fiorisce di solito a quota un po più bassa
03:29soprattutto sulla santa lunigiana sono delle bellissime fiorature per esempio nei pressi
03:33dell'abbazio di linari ma qui appunto se troviamo in un posto assolato quindi esposto molto
03:40favorevolmente quindi la sfodelo riesce a fiorire anzi essere veramente regoglioso come in questo in
03:46questo caso
03:53qui si intrecciano storie e natura avremo modo di parlarne anche lungo la via del ritorno intanto
03:58ginetto ci fa notare una traccia dell'impero francese qui siamo in un punto di una certa importanza
04:04storica per due motivi primo perché di qui arrivava la via parmesana che dal ducato di parma portava e
04:10dagli stensi portava versi malaspina prima e poi da a seguire diciamo tutte le signorie a seguire ed
04:18era il confine fra in un qualche maniera diciamo così fra il parmese e il reggiano e poi perché questo
04:25cippo è un cippo dell'impero napoleonico che sottintendeva anzi segnalava il fatto che di qui
04:33verso la toscana il territorio era governato direttamente da parigi dal dall'impero mentre
04:42dalla parte diciamo emiliana era governato da alleati di parigi quindi questo è un punto che
04:50ha un insomma un suo interesse storico quando appunto napoleone diede vita all'impero il cippo
05:00coincide con una crocevia di sentiere abbandoniamo la carrareccia seguiamo sempre il segna via cai 00671 si inizia a salire
05:35in un'apertura il sentiero si fa più ripido lasciamo il tracciato
05:38Diretto al Monte Alto, ora il nostro riferimento è il segnavia 671 che sale in diagonale tra prati e bosco.
05:46Troviamo una prima fonte, una sosta ed obbligo.
06:15L'ascesa ci conduce fino a quota 1549, siamo a Costa Marinella, un punto panoramico che guarda verso le Appuane,
06:22di fronte abbiamo anche il vallone del Monte Lanuda, pochi minuti e saremo in una delle conche glaciali più spettacolari
06:29dell'Appennino.
06:50Questo è un posto veramente fantastico, abbastanza facilmente raggiungibile dal passo del Cerreto, in un'oretta e mezzo, anche meno.
06:58E siamo alle sorgenti del fiume Secche, che diciamo il 98% dei reggiani credono essere in territorio reggiano, ma
07:07invece diciamo amministrativamente le sorgenti del Secche sono in territorio toscano.
07:12In località si chiama Prataccio, un punto veramente straordinario. Adesso saliremo la sua al passo di Pietra Tagliata, che era
07:24il passaggio delle greggi dalla Valle del Lenza alla Valle del Secchia.
07:37Proseguiamo diritto, il riferimento è sempre il segnavea 671, attraversiamo i prati e un boschetto, tra poco inizierà la salita
07:44più impegnativa.
07:52Sono queste le sorgenti?
07:53Ma sì, convenzionalmente facciamo che queste siano le sorgenti, perché poi effettivamente l'acqua nasce in tanti reggagno, lì anche
08:01un poco più a monte.
08:03Ma insomma, siccome qui c'è anche una bella sorgente d'acqua fresca, facciamo che queste sono le sorgenti del
08:08fiume Secche.
08:19Dopo l'ultimo tratto ombreggiato ci attende una serie di tornanti lungo l'antica mulattiera dei pastori.
08:25Seguiamo il consiglio di Ginetto.
08:27Non serve avere fretta per rispettare i tempi indicati dai cartelli CAI, meglio un passo regolare.
08:32Senza fiatone ci si può godere questo scenario non comune, anche in salita.
08:37Avremo ancora tanto da camminare nel pomeriggio, questa strategia darà i suoi frutti in termini di energie risparmiate.
09:14Ora faremo una sosta qui, anche perché è stato un tratto un po' impegnativo come pendenza. Dove siamo?
09:19Siamo al passo di Pietra Tagliata, in questo bellissimo valico siamo a 1779 metri, tra il Monte Alto e l
09:27'Alpi di Succiso.
09:29Secondo la leggenda, questo varco nella roccia sarebbe stato aperto per volontà di Federico Barbarossa dai suoi soldati in fuga
09:37dopo la sconfitta contro i comuni italiani.
09:40Ovviamente è una leggenda, in verità qua è l'arenaria del Crenale che ha scolpito questo luogo creandolo così, come
09:47lo vediamo.
09:47Però è una leggenda che in qualche modo ha un piccolo fondamento di verità, perché abbiamo visto che al passo
09:53dell'ospedalaccio, dove siamo passati prima,
09:55era una strada importante nell'antichità e quindi magari qualche esercito è passato sicuramente.
10:01Quindi magari è stata trasportata qui la leggenda.
10:04Oggi invece, andando all'antualità, abbiamo visto i segnali, siamo sul sentiero Italia.
10:09Esatto, siamo sul sentiero Italia, che appunto è il sentiero che attraversa tutta l'Italia, da Santa Teresa di Gallura
10:17fino a Trieste,
10:18correndo lungo la spina dorsale dell'Italia, prima le Appennini e poi le Alpi.
10:22Sono più di 7000 km di sentiero, più di 500 tappe, è davvero un sentiero che accomuna e speriamo accomuni
10:30sempre di più l'Italia in un unico cammino.
10:33Possiamo dire di averne una fetta importante in Emilia?
10:36Certamente, perché il sentiero Italia si mantiene sempre sul crinale spartiacqua tra Emilia Romagna e Toscana,
10:44fin dalla Romagna fino all'entrata in Liguria.
10:48E quindi noi qua nel Parco Nazionale, nel Appennino Tosco-Emiliano, abbiamo un tratto importante,
10:53e anche, forse senza campanilismo, è anche uno dei più belli di questo settore del sentiero Italia,
11:01per i panorami, il patrimonio culturale e naturalistico che si può osservare.
11:19Adesso guardate anche ogni tanto per mettere i piedi, perché è soprattutto quello che maneggia la telecamera.
11:30Dopo il passo di pietra tagliata, il tracciato vira sulla destra, si ricomincia a salire.
11:35Per superare alcune rocce, seguiamo una variante.
11:38È un breve tratto che richiede attenzione, è particolarmente esposto,
11:42ma c'è anche un cavetto metallico per tenersi.
11:45La vista è mozzafiato.
12:04Dopo pochi minuti il sentiero si fa più agevole, possiamo tornare a goderci il panorama e le fioriture.
12:23Abbiamo visto la calta palustra nell'area umida della soggentia di Secchia,
12:27e poi salendo invece stiamo incontrando gerani selvatici,
12:31gli anemoni, con le loro fioriture bianche bellissime,
12:35che quasi riempiono di luce i prati di questa cresta.
12:39Davvero anche questa è una visione che riempie gli occhi lungo questo sentiero.
13:11L'ultimo sforzo, percorrendo le creste, dopo circa tre ore di cammino,
13:16siamo in vetta all'anno.
13:44Ginetto, intanto grazie perché è la prima volta che
13:47le nostre telecamere vanno sopra i 2000. Cosa si vede da qua? Dacci qualche indicazione, un
13:53riassuntino. Questo è un punto anche molto panoramico, purtroppo oggi le nuvole ci coprono
13:58per esempio tutto il versante del mare, non si vede il golfo della Spezia, però possiamo
14:02partire a vedere il Monte Ventasso e poi abbiamo il Prampa, il Cisa e diciamo il re dell'Appennino
14:12Reggiano che è il Monte Cusna, dietro il Monte Cusna siamo già nell'Appennino Modenese
14:19e abbiamo il Giovo e poi abbiamo dove c'è l'ultima neve ma si sta coprendo con la nuvola
14:25il Prado e poi qui avremo il vallone dell'inferno della nuda ma purtroppo la visuale si è preclusa,
14:33laggiù vediamo Cerreto Laghi.
14:51Nuvole e vento permettendo, Andrea ti tocca portarci verso il versante parmigiano.
14:56Sì, qua intanto in primo piano vediamo il Monte Alto, poi abbiamo sotto la nuvola Punta
15:03Buffanaro e poi il meraviglioso crinale selvaggio e aereo dei groppi di Camporaghena e poi il Monte
15:11Acuto. Oltre il grande incavo del Passo della Gastrello e poi inizia il Canale Parmense
15:18che si conclude nella massima elevazione del Monte Sillara.
15:38Capita anche di trovare delle fioriture molto molto rare?
15:43Sì, come questa primola penninica che è una specie floristica di grande rilevanza
15:50conservazionistica che praticamente nasce nelle praterie d'alta quota del Parco Nazionale
15:56e si può considerare il simbolo almeno dal punto di vista vegetazionale del Parco Nazionale.
16:01Non è così comune trovarla?
16:03Assolutamente no, ci sono poche stazioni in alta quota e anch'io l'ho vista veramente poche volte.
16:14Una discesa molto piacevole lungo la Cresta ci ha portati all'inizio del nostro viaggio
16:20di ritorno per così dire.
16:22Sì, alla sella del Monte Casarola dalla quale invece il sentiero scende piuttosto ripidamente.
16:29Naturalmente da una parte c'è la Valle del Secchia, noi scenderemo verso la Valle del Secchia
16:34mentre qua mi affaccio sulla Valle del Lenze, in particolare del torrente Liocca.
16:40Una bella discesa, ci aspetta una bella discesa senza nessun genere di pericolo
16:44però piuttosto ripida in mezzo al Prato.
16:46Non è così comune trovare la neve sull'Alpe alla fine di giugno?
16:51Beh, non è neanche raro.
16:53Certo, quest'anno ce n'è un po' di più perché è nevicato moltissimo
16:57ma insomma in questo vallone qui, nel vallone di Rio Pascolo
17:00si sia chi è capace ovviamente, chi pratico sia alpinismo
17:04fino a metà maggio regolarmente
17:07portando un po' gli sci fino a quota 1500 circa.
17:11Insomma, queste sono zone molto alpesti come abbiamo già avuto occasione di dire.
17:17Lungo il sentiero per Ginetto c'è anche l'occasione di sistemare la cartellonistica CAI.
17:22Dalla sella si può aggiungere una seconda vetta
17:24rimanendo sul crinale il Monte Casarola
17:26il nostro anello invece prevede di scendere seguendo il segnavia 675.
17:49Questo non è il solito segno del CAI?
17:52No, questo è un segno convenzionale che sta ad indicare
17:55che ci troviamo in presenza di una sorgente
17:57di una fonte d'acqua insomma in genere diciamo potabile
18:01a parte quando una sete da bestia la beve
18:03qui comunque sgorga direttamente dal terreno
18:07e quindi è filtrata.
18:09Diversamente bisognerebbe chiedersi se sopra
18:11ci siano delle pecore, dei greggi
18:13allora sarebbe meglio forse guardarsi dal bello
18:16ma in questo caso quando sgorga direttamente dal terreno
18:19lo si può fare penso abbastanza tranquillamente.
18:28Abbiamo visto la flora delle fioriture stupende
18:31ma anche la fauna qui merita attenzione.
18:34Sì, il parco nazionale diciamo contiene
18:39se possiamo dire così tantissime specie
18:42sia di mammiferi che di uccelli che anche di invertebrati
18:45diciamo alcune più carismatiche
18:47qui è l'area dove i primi lupi sono tornati
18:51già all'inizio degli anni 80
18:52ormai i lupi sono quasi dappertutto
18:54però diciamo che sono stata
18:56questa è l'area lettiva dove sono
18:58tornati dal centro Italia e dal sud Italia
19:01all'inizio degli anni 80
19:03e anche l'area di caccia dell'aquila
19:05è un altro grande predatore
19:07e probabilmente una delle sue prede preferite in estate
19:11è la marmotta
19:12la marmotta è un animale non autoctono
19:16cioè non è stato introdotto probabilmente
19:18all'inizio degli anni 70 dalla forestale
19:20però probabilmente ha un ruolo ecologico importante
19:24per appunto la dieta dell'aquila in estate.
19:28Voi state monitorando queste popolazioni
19:30anche con fototrappole varie...
19:32Sì, allora ci sono diversi progetti
19:35sulle specie faunistiche del parco
19:36tra cui anche se più piccoli e non conosciuti
19:42animali molto importanti come gli invertebrati
19:46ad esempio due coleotteri xaproxilici
19:48cioè che vivono nelle foreste mature
19:50come l'osmoderma eremita e la rosaglia alpina
19:53c'è anche un progetto recente sul gambero dei fiume
19:57che è appunto un invertebrato autoctono
20:01cioè uno strano di acque dolci
20:03che soffre di diversi minacce alla conservazione.
20:08Ecco, a livello di minacce
20:09anche per le specie che hai elencato prima
20:11quali sono le principali qui in zona?
20:14Allora, fondamentalmente
20:15non dentro il territorio del parco nazionale
20:18ma appena fuori il bracconaggio
20:19per alcune specie di grandi predatori
20:22come il lupo e l'aquila
20:23anche se siamo nel 2021
20:25continua ad essere un problema grande
20:28per il lupo l'ibridazione con il cane
20:30e per quanto riguarda ad esempio
20:32il gambero dei fiume
20:33la minaccia più grosso
20:35anche qua siamo noi
20:37nel senso che sono le specie aliene
20:39ad esempio il gambero della Louisiana
20:40i gamberi americani
20:42che diciamo ne stanno compromettendo la conservazione.
20:49Rieccoci nell'ampia radura del prataccio
20:52appena sotto le sorgenti del secchia
20:54non torneremo sui nostri passi
20:56ma arriveremo all'ospedalaccio
20:58con il sentiero CAI 675
21:06La seconda parte di discesa
21:08è più ombreggiata
21:10e a fine camminata il bosco
21:12è particolarmente gradito
21:14per noi è anche l'occasione
21:15di fare un'altra piccola sosta
21:46La seconda parte di discesa
21:47si muove in zona ospedalaccio
21:49c'è ancora tanto da raccontare no?
21:52Sì, direi che questo
21:53è un bellissimo concentrato
21:55di storia appenninica
21:56questo luogo infatti
21:59ospita il cipo napoleonico
22:02appunto
22:02quindi siamo nel 1800
22:06però questo luogo si chiama
22:07Passo dell'ospedalaccio
22:08proprio per cui sorgeva
22:10un ospitale
22:11dedicato a San Lorenzo delle Croci
22:15fondato in epoca matildica
22:16quindi un luogo che racconta
22:19anche della grande contessa
22:21un luogo che forniva assistenza
22:25ai pellegrini, ai mercanti
22:26ai viaggiatori che passavano di qui
22:28dunque la direttoresi
22:29che metteva in comunicazione
22:31Parma e Reggio
22:32con la Luminigiana e la Toscana
22:34e quindi questo è un luogo
22:36ricchissimo di storia
22:37dell'ospedale ormai
22:39non resta che
22:40veramente quasi nulla
22:42però il luogo mantiene
22:44l'antico nome
22:45e pensiamo addirittura
22:46che qui sono stati ritrovati
22:47anche i resti
22:49di frequentazione
22:52da parte di cacciatori
22:52del Mesolitico
22:53quindi è proprio un luogo
22:54dove da sempre
22:54l'uomo passa
22:56e lascia il suo segno
22:57un po' come
22:58noi camminatori
22:59del ventunesimo secolo
23:01insomma
23:02Eh sì, spesso ci capita
23:04di camminare su un sentiero
23:05che intreccia storia e natura
23:06da 15 anni ormai
23:08Luigi Molinari studia il lupo
23:09con l'ausilio di fototrappole
23:11il Wolf Appenheim Center
23:13è una realtà permanente
23:14di riferimento istituzionale
23:15per la gestione del lupo
23:17su scala interregionale
23:18istituito presso il parco
23:20dell'Appennino
23:20in particolare
23:21in quest'area
23:23è un punto di passaggio
23:24di due nuclei familiari
23:25un nucleo che ha il territorio
23:27in area toscana
23:28e uno in area emiliana
23:29come diceva Andrea
23:31è un punto di passaggio
23:32per gli uomini
23:33ma come spesso accade
23:34è un punto di passaggio
23:35anche per i lupi
23:36perché i lupi utilizzano spesso
23:37le nostre vie di comunicazione
23:39sentieri e strade sterrate
23:40perché gli permette
23:42di minimizzare lo sforzo
23:43nel pattugliamento
23:44del territorio
23:45e cioè in particolar modo
23:47in quest'area qua
23:47è un punto di marcatura
23:49degli individui territoriali
23:50e li abbiamo filmati
23:52e li abbiamo filmati
23:53abbastanza spesso
23:53anche di giorno
23:54mattina presto fondamentalmente
23:56ecco voi
23:57posizionate fototrappole
23:58ma qual è la logica
24:00che segna appunto
24:01le vostre scelte
24:02l'obiettivo
24:03degli ultimi anni
24:05di monitoraggio
24:06con le fototrappole
24:06era quello di
24:07cercare di individuare
24:08il fenotipo
24:09degli individui
24:10cioè l'aspetto
24:11per capire
24:12se si potevano trattare
24:13di lupi puri
24:14o ibridi
24:14ma le fototrappole
24:16danno anche tantissima
24:16altra informazione
24:17ad esempio
24:18in questo periodo
24:18si permette di capire
24:19se la femmina ha partorito
24:20vedersi in allattamento
24:22e perciò
24:23a capire
24:23da quanti individui
24:25è composto
24:25il nucleo familiare
24:26e tante altre
24:27se vogliamo parlare
24:28degli ultimi 30 anni
24:29la popolazione
24:30è passata da poche centinaia
24:31a probabilmente
24:32due o tremila individui
24:33in tutta Italia
24:36diciamo
24:37nelle province emiliane
24:38di Parma e Reggio
24:39ormai
24:40l'occupazione è arrivata
24:42anche in zona
24:44in zona di pianura
24:46praticamente fino al Po
24:47anche perché
24:47hanno tantissime risorse alimentari
24:50gli ungulati selvatici
24:51ma anche altro
24:52ad esempio
24:53le nutri
24:53o altro
24:54l'uomo per il lupo
24:55è un problema grosso
24:56nel senso che
24:57è l'unica
24:57sua fonte di mortalità
24:59circa il 30%
25:01degli individui
25:01che troviamo morti
25:02ogni anno
25:03è stato ucciso
25:04dalle persone
25:06diciamo
25:07con racconaggio
25:08non con le macchine
25:09involontariamente
25:10e l'uomo per il lupo
25:12può diventare un problema
25:13soprattutto
25:14laddove
25:15ci sono
25:16tanti allevamenti
25:17di ovi caprini
25:18cosa che
25:19nelle nostre
25:20diciamo
25:20nelle nostre province
25:21ormai non c'è più
25:22abbiamo tantissimi
25:23allevamenti
25:24di bovini
25:25ma di bovini
25:26stabulati
25:26nelle stalle
25:27insomma
25:27e per il lupo
25:28per l'uomo
25:29insomma
25:29poi ci sono diverse
25:31visioni mediatiche
25:32c'è anche tanto allarmismo
25:33a volte
25:34sì allora
25:35per l'uomo
25:36si dice sempre
25:36questa pratica
25:38formuletta
25:38che è potenzialmente
25:40pericoloso
25:40di fatto non lo è
25:41nel senso che
25:42siamo 60 milioni
25:43i lupi sono dappertutto
25:44non succede mai niente
25:46è vero che
25:47essendo un grande carnivoro
25:48bisogna rispettarlo
25:49soprattutto
25:49cercare di non
25:50alimentarlo appositamente
25:52che è il primo passo
25:53per rendere un animale
25:54potenzialmente pericoloso
26:15siamo arrivati
26:16al punto di partenza
26:17Fossiandia deve aver fatto
26:18una delle più belle camminate
26:19dell'Apennino
26:20penso proprio di sì
26:22insomma
26:23non è proprio per tutti
26:24perché insomma
26:25sono oltre 800 metri
26:27di slivello
26:27c'è una discesa
26:28abbastanza impegnativa
26:29per le gambe
26:30non dal punto di vista
26:31tecnico
26:32però insomma
26:33c'è un balcone
26:34sull'Apennino
26:35reggiano
26:36parmese
26:36sulle Alpi Apuane
26:38sul mare
26:38di Spezia
26:40che è difficile
26:41trovare altrove
26:42e quindi
26:43certamente consigliabile
26:44però non per bambini
26:45non per famigliore
26:47in cerca di gnocco fritto
26:48o di torta fritta
26:49come dite
26:50gente che abbia voglia
26:51di camminare
26:52e di vivere
26:53delle sensazioni
26:53un po' forti
26:54ecco
26:55grazie
26:55come sempre
26:56alla prossima
27:15chiudiamo come sempre
27:16con i numeri
27:17della nostra escursione
27:18abbiamo camminato
27:19circa
27:206 ore
27:206 ore e mezza
27:21escluse le soste
27:23abbiamo percorso
27:2313 chilometri
27:24come ha detto
27:25Ginetto
27:26un dislivello positivo
27:27superiore agli 800 metri
27:29un'escursione per tanti
27:31forse
27:31non per tutti
27:32però sicuramente
27:34da non perdere
27:35per chi ama
27:35l'alta montagna
27:49abbiamo percorso
27:50abbiamo percorso soltanto uno
27:51dei possibili tracciati
27:53che attraversano
27:53quest'area
27:54un territorio
27:55che ha tanto da raccontare
27:56sembra aver trovato
27:58la strada
27:58per sapersi rinnovare
28:00attorno all'Alpe
28:01sono nate
28:01le prime cooperative
28:02di comunità
28:03un modello di innovazione sociale
28:05dove i cittadini
28:06sono produttori
28:06e fruitori
28:07di beni e servizi
28:08un'esperienza
28:09che nasce dal desiderio
28:11di non andarsene
28:12dalla montagna
28:12per trovare lavoro
28:13sposarsi
28:14e mettere su famiglia
28:15a Cerreto Alpi
28:17dal 2003
28:17ci sono i briganti
28:18del Cerreto
28:19il loro rifugio
28:20è punto di riferimento
28:21per gli escursionisti
28:22e gli sportivi
28:23ma non solo
28:24i briganti
28:24forniscono
28:25servizi ambientali
28:26didattica per le scuole
28:28accoglienza turistica diffusa
28:30anche nel molino
28:31recentemente ristrutturato
28:52sull'altro versante
28:53a Succiso
28:54dove partono
28:54altri sentieri
28:56diretti all'Alpe
28:56è nata la prima
28:57cooperativa di comunità
28:58si chiama
28:59Valle dei Cavalieri
29:00creata nel 1991
29:02dopo la chiusura
29:03dell'ultimo bar
29:04del paese
29:04già rimasto
29:05senza alcuna bottega
29:07oggi conta
29:07quasi 60 soci
29:09nel corso degli anni
29:10ha promosso
29:10l'attività
29:11del suo agriturismo
29:13del ristorante
29:14e di una bottega
29:14sperimentando anche
29:15nuove offerte turistiche
29:17in collaborazione
29:18con il parco
29:18del quale centrovisita
29:20la cooperativa
29:21è cresciuta
29:21poi sviluppando
29:22un'azienda agricola
29:23che ha consentito
29:24la produzione
29:25di pecorino d'op
29:26ha ampliato
29:27i suoi ambiti
29:28svolgendo servizi
29:29per i giovani
29:29e gli anziani
29:30tenendo in vita
29:32di fatto
29:33il paese
29:33non è un caso
29:35che siano venuti
29:36a studiarla
29:36dagli Stati Uniti
29:37dal Canada
29:38dal Giappone
29:39e dalla Corea
29:39un modello economico
29:41solidale di successo
29:42che altri centri
29:43della montagna
29:44stanno cercando
29:45di proporre
29:46contro lo spopolamento
29:47e per il rilancio
29:48dell'Appennino
29:49e per i giovani
30:19e per i giovani
30:19Grazie a tutti.
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