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Trascrizione
00:09ci sono tanti modi di scoprire un territorio non sappiamo quale sia il migliore a noi piace
00:16farlo camminando anche qui tra fiume e mare quindi seguiteci
00:42il nostro cammino partirà da Bocca di Magra arrivare semplice per chi sceglie l'autostrada l'uscita è Sarzana sulla
00:49A12
00:50ampi parcheggi permettono di lasciare l'auto alle porte della frazione del comune di Amelia che sorge sulla foce del
00:57fiume Magra
00:57stiamo per scoprire un percorso che unisce ambienti diversi
01:03tra fiume e mare è un polmone di verde il monte che abbiamo qui di fronte il monte Caprione è
01:10un polmone di verde meraviglioso
01:12tutto naturale è stato e grazie al parco di Monte Marcello Magra Vara è non identificabile e quindi si mantiene
01:21la biodiversità
01:22la qualità e soprattutto l'ambiente del territorio
01:28Bocca di Magra è importante perché qui ci è passata tutta la cultura italiana del novecento
01:33negli anni cinquanta e sessanta Bocca di Magra è la sede estiva di Enaudi, dell'editore Enaudi
01:39e qui ci è passato Sereni, Fortini, Vittorini, Pasolini, Jean-Paul Sardre, Hélène de Simone de Beauvoir
01:46cioè tutta Moravia, tutti quei grandi poeti e scrittori d'estate erano qui
01:52e te li potevi vedere passeggiando lungo il fiume negli anni cinquanta e sessanta
02:02un punto magico è Mario Ciccio
02:04Mario Ciccio il ristorante era proprio diciamo il mecenate del territorio
02:10era quello che dava ristoro a tutti questi grandi scrittori, pittori, musicisti
02:20c'è anche una canzone di zucchero proprio che è stata fatta qui da Mario Ciccio
02:25è stato il punto di aggregazione
02:32Ad accompagnarci sul promontorio del Caprione saranno Andrea Pucci, guida ambientale escursionistica
02:38e Sabina Arioni del parco di Monte Marcello, Magra e Vara
02:48Andrea dove ci porti?
02:50Oggi vi porto su un anello, un anello un pochino allungato
02:53che parte qui da Bocca di Magra, raggiungeremo Monte Marcello
02:58scenderemo a Zanego, quindi a Tellaro
03:01e poi risaliremo verso Portesone
03:03e torneremo sui nostri passi per un altro percorso
03:07valuteremo qui se passare su Monte Murlo, sull'alte via del Golfo
03:11o se riprendere un sentiero parallelo che ci porta da queste parti
03:14comunque è un percorso che ci porta a conoscere
03:17i due versanti del promontorio del Caprione, di Monte Marcello
03:20il versante verso l'interno, verso il fiume dove ci troviamo adesso
03:24e il versante sul mare aperto
03:26incontrando anche borghi molto molto interessanti, caratteristici
03:30e il versante verso l'interno
04:01Noi percorreremo in gran parte oggi degli itinerari
04:04che si perdono un po' nella notte dei tempi
04:06perché erano utilizzati dalle popolazioni di queste zone
04:09per collegare la zona del fiume con la zona del mare
04:11per raggiungere diversi borghi
04:14per portare, ne parleremo più avanti
04:17le pecore a lavare al fiume prima della tosatura
04:22e li riconosciamo questi percorsi
04:24perché sono ancora una parvenza di selciato
04:26cioè percorsi tra virgolette importanti
04:29tanto da poter fare delle opere di selciatura
04:32e anche di regimazione delle acque
04:33che non troveremo su altri sentieri
04:51Questo è uno dei cisti che troviamo nel parco qui di Monte Marcello
04:55che è il cisto femmina o cisto salvifoglia a fiori bianchi
05:00più avanti invece troveremo il cisto a fiori rosa
05:03E là in alto invece?
05:05E là in alto invece è la rovinia pseudacaccia
05:08Visto che ne vedo così tante
05:10Sì, è perché è una pianta invasiva
05:12in realtà non sarebbe una pianta autoctona
05:14è una pianta invasiva
05:15e in molti versanti purtroppo è diventata preponderante
06:02Il primo borgoglio è un'altra pianta
06:03che incontriamo dopo 45 minuti di cammino
06:06in buona parte all'ombra
06:07è Monte Marcello
06:08vicoli, case colorate
06:10una deliziosa piazzetta centrale
06:12situata a 270 metri sul livello del mare
06:15e un balcone di pace con vista sul golfo dei poeti
06:30Ci ha raggiunti Antonio Perfetti
06:32direttore del parco
06:33camminerà con noi
06:34da qui partono e passano tanti sentieri
06:36oltre a vari ristori c'è un punto acqua
06:39d'estate fondamentale
06:40soprattutto per chi come noi farà
06:42una deviazione verso Punta Corvo
06:44lungo il sentiero 436 del Cai
06:48lungo il sentiero
07:16lungo il sentiero
07:19lungo il sentiero
07:19lungo il sentiero
07:19lungo il sentiero
07:26lungo il sentiero
07:36qui siamo nella scalinata
07:39che conduce alla spiaggetta di Frana
07:41di Punta Corvo
07:42che è forse la spiaggia più famosa
07:44della zona, uno dei pochi posti dove devi andare con gli scapponi per andare al mare, perché è una
07:50zona impegnativa. Però il posto è straordinario e ti senti totalmente immerso nella natura mediterranea.
08:41Ci sono poche spiagge di questo
08:44tipo, spiagge vere e proprie, non sassaie, diciamo, e ancor meno di questa estensione. E quindi è molto,
08:52molto appetita, diciamo, dagli amanti della natura e del mare. E tutta la vegetazione qua intorno è una
09:00situazione molto particolare, perché siamo all'estremo orientale della Liguria. Tutta la Liguria è
09:05un insieme, diciamo, di essenza, anche mediterranee, che dalla Spagna alla Francia arrivano solo qui. Quelle
09:13del Mediterraneo occidentale. Qui, per esempio, sono bellissime pinete di Pino d'Aleppo, che ci sono
09:19solo qui, a Capodinole, in poche zone della Liguria.
09:37La parte più impegnativa della tappa Punta Corvo è sicuramente la risalita. Ci sono più di 700 gradini,
09:46quindi fate le opportune valutazioni. È sì ombreggiata, però vi consigliamo assolutamente
09:52di utilizzare calzature adeguate e non ciabatte o infradito per andare in spiaggia.
10:19Siamo risaliti da Punta Corvo. Esatto, da questo punto. Siamo tornati a questo punto,
10:25lo dicevamo adesso noi. Adesso continueremo sul 444, che è un sentiero di mezza costa,
10:31di Finale, che ci porterà poi lentamente a Zanego fino a Tellaro, in circa un paio d'orette.
10:44Questo video, abbandoniamo il 436 per prendere il 444.
11:16Questa volta siamo sul versante del mare, verso il golfo, quindi la vegetazione cambia
11:21completamente. La vegetazione è di ambienti più caldi, più asciutti, più aridi. Quindi
11:26troviamo il nostro Pinot d'Aleppo, che adesso ci accompagnerà fino a Tellaro, che tra l'altro
11:31qui costituisce uno dei lembi di Pineta più caratteristici della nostra riviera, perché
11:35sono circa 260 ettari di Pineta, Pino d'Aleppo, che coprono questi versanti. Un pino molto molto
11:41rustico, cresce in mezzo a rocce, a anfratti, molto frugale, come si usa a dire. E poi alle
11:48nostre spalle invece la lecceta, il Bosco di Leccio che in tempi, anni passati, in secoli
11:54passati, ricopriva il versante di queste coste. Poi l'uomo chiaramente ha modificato il territorio
12:00per poterlo coltivare.
12:21Sono gli angoli più belli per chi piace la natura del parco, perché siamo sopra la riserva
12:28integrale di Lama Rossa, che è una zona particolarmente selvaggia, dove ci sono queste bellissime
12:36Pineta in macchie mediterranee che arrivano degradanti fino al mare, dove non c'è sostanzialmente
12:41nessuna attività umana e quindi dove la natura fa il suo corso. Tutta la missione dei parchi,
12:48di questo parco in particolare, alla fine, è quella di assecondare nelle zone dove si può
12:55la ripresa dei dinamismi naturali. Quindi queste sono zone che sono rimaste sostanzialmente
13:01naturali. C'è un corvo imperiale che sta passando sopra la nostra testa, ci sono falchi
13:07pellegrini e così via. Ma poi andando avanti abbiamo visto tanti terrazzamenti ormai non
13:11più utilizzati come sistemazione agricole, perché l'agricoltura non c'è più e anche lì
13:16la natura fa il suo corso. Dalla macchia mediterranea si forma il terreno, dal terreno si formano
13:21le foreste e così via. E questa poi è la missione della conservazione dei paesaggi naturali
13:28che i parchi fanno e in una zona così tanto abitata la devono fare con un equilibrio tra
13:33le zone ancora molto utilizzate e vicino zone molto selvagge. Questa è un po' la difficoltà
13:39di questi parchi costieri in tutto il Mediterraneo europeo.
14:01qui troviamo una riservetta di munizioni di servizio a una piazzola di mitragliatrici
14:08antiaere che restano costruiti dai tedeschi nella seconda guerra mondiale dopo l'armistizio.
14:13Ce ne sono quattro in questa zona, quattro riservette che servono a quattro piazzole a picco
14:19sulla falesia con mitragliere antiaere.
14:28Il raccordo 438 ci riporta sul sentiero 433, pochi passi e siamo alle figarole, una manciata
14:35di case, vigne, meli, cipressi e un fico bicentenario. Attraversiamo la strada e scendiamo a Zanego,
14:41altro crocevia di sentieri, scendiamo lungo una mulattiera in direzione Tellaro.
15:26Avvicinandoci a Tellaro ritroviamo, li abbiamo già visti con alcune anticipazioni, i moretti a secco
15:32che sono una caratteristica di questo paesaggio.
15:35Sì, in effetti è un modo per regimare, per controllare, per poter coltivare il suolo, il territorio,
15:44perché là dove è terreno in tendenza riesce a rendere pianeggiante certe forze di terreno
15:49creando questi muri che contengono in parte il terreno e poi sopra puoi coltivare.
15:54E in certi casi, come qui nella zona di Monte Marcello, è anche una forma di recupero di tutte le
15:59pietre
15:59che vengono fuori quando tu metti in coltura un terreno.
16:02Fondamentalmente questi siamo in una zona carsica, quindi ricchissima di scheletro calcareo, di rocce,
16:09per cui quando si deve coltivare vengono fuori una miriade di rocce che in qualche maniera
16:12devi cercare anche di accumulare e sistemare in maniera ordinata per evitare che portino via dallo spazio.
16:18La discesa conduce direttamente a Tellaro, ma deviamo verso il villaggio abbandonato di Portesone,
16:23sosta meritata per fare un tuffo nella storia medievale grazie alle ricerche di Gino Cabano.
16:32La parte che io ho studiato va dall'anno 1000 più o meno al 1300 circa.
16:38Portesone è durato sino praticamente ai primi del 900, i primi del 900 era ancora abitato,
16:44mentre invece Barbazzano nel 400 era già abbandonato.
16:50Qua vivevano immanenti, cioè gente che nel Medioevo non aveva nessun diritto,
16:57aveva soltanto il dovere di lavorare ed erano sotto il Vescovo Coconte.
17:02Poi forse abitavano anche persone libere, perché sono coloro che poi prendono in affitto le terre intorno.
17:13Un antico villaggio agricolo pastorale la cui struttura è ancora chiara,
17:18le case in pietra risultano strutturate su due livelli, in basso la stalla, le abitazioni al primo piano.
17:24Nel 1500 la peste decimò gli abitanti di Portesone, i sopravvissuti si rifugiarano a Barbazzano,
17:30vicino borgo abbandonato, raggiungibile con un sentiero.
17:35Mentre in Italia, diciamo nel Medioevo europeo si parla di ville, qua si parla di corti,
17:42e quindi si chiama poi il sistema curtense, il sistema con cui si amministra questa cosa.
17:48Il Vescovo deteneva mezza proprietà ed era la parte diciamo dominica,
17:53mentre invece la parte massariccia dove noi ci troviamo adesso è quella di coloro che dovevano lavorare.
18:01Ecco, tutto gravita intorno alla terra, l'elemento principale è sempre la terra
18:05e sono sempre gli alimenti che la terra può produrre, questa è una terra magra.
18:11Comunque da quei documenti del codice per la vicina ricaviamo che chi prendeva in affitto
18:20pezzi di terra o appezzamenti era costretto poi a piantare, bonificare e quindi creare un terreno produttivo.
18:28Il terreno produttivo era fatto di ulivi, era fatto di vitti, era fatto di biade,
18:33le biade che potevano venire sotto diciamo le piante.
18:44Gino Cabano è un appassionato studioso del territorio che porta nel cognome la radice celtica
18:50che ha dato vita al termine cavaneo.
18:52Il suo lavoro si muove sulle tracce di un passato lontano
18:55che ha portato a indagare sull'origine dei cavanei piccole costruzioni preistoriche in pietra
19:01che si pensa vanno attribuite ai Liguri Appuani.
19:04Ne sono state trovate almeno 250 sul promontorio del Caprione.
19:08L'ipotesi più plausibile è che sia, dato che la continuità della vita su questo promontorio,
19:14che siano tombe.
19:16Infatti a Sovana le tombe del IV secolo assomigliano molto a queste costruzioni.
19:26Da un sentiero passiamo a una scalinata che ci conduce al borgo di Tellaro
19:32che è poi l'estremità del nostro cammino.
19:55Con la sua posizione arroccata su uno sperone roccioso a picco sul mare Tellaro
20:00è un altro borgo gioiello, obbligatorio a visitare i caruggi del centro storico,
20:05il porticciolo e la chiesa di San Giorgio.
20:21Ci sono dei borghi fantastici, Monte Marcello, La Serra, Tellaro, Lerici
20:28che però è un borgo molto grande, è ormai una cittadina
20:30e sono tutti i borghi, alcuni marinareschi e altri più di entroterra
20:36perché le persone per tanti e tanti secoli hanno vissuto in parte sul mare
20:42e in parte delle risorse che i terrazzamenti e quindi l'agricoltura li concedeva.
20:47Adesso questo rinselvaticimento che c'è in molte parti è dovuto al fatto che è cambiata l'economia
20:53e quindi si conservano questi borghi con la loro storicità, con la loro eredità culturale
20:58a fianco a questa eredità naturale e tutte e due sono in evoluzione
21:02come è sempre stato nella storia.
21:14Ritorniamo sul nostro sentiero principale, saliamo dietro appunto le ultime case
21:21raggiungiamo il 433 che è il sentiero che abbiamo sceso
21:24e ci riportiamo sul promontorio in direzione a Montemarcello
21:29questa volta il nostro percorso sarà un pochino più interno rispetto all'andata
21:34un pochino più dentro quello che è il bosco mediterraneo
21:37gli antichi coltivi che circondavano il borgo di Montemarcello.
22:09La risalita da Tellaro Ciccola
22:11ci riporta sui nostri passi per alcuni tratti
22:14ripassiamo da Zanego e le Figarole
22:16per arrivare a Montemarcello è necessario attraversare un breve tratto di strada.
22:42La nostra escursione volge al termine, siamo quasi arrivati a Bocca di Magra
22:48abbiamo percorso circa 17 chilometri, un dislivello positivo di 1000 metri
22:53ma va considerata anche l'ascesa da Punta Corvo per circa 7 ore di cammino
22:59sono distanze e misure importanti però attenzione perché questo promontorio
23:05offre la possibilità con la sua rete di sentieri di fare escursione a corto, medio raggio
23:10anche molto meno impegnativa.
23:14C'è una rete di sentieri piuttosto ben tenuta e ben segnalata
23:18che permette appunto di crearsi i propri percorsi a proprio uso e consumo
23:23da piccoli anelli anche di mezza giornata, di poche ore
23:27a escursione di una giornata intera
23:29anche con dislivelli più contenuti magari rimanendo sempre in quota
23:32o anche su percorsi diversi.
23:34Qui ci sono i sentieri della REL, della rete escursionistica Ligure
23:38che sono tutti tracciati e numerati
23:40c'è sul sito del parco tutte le varie eventuali proposte di sentieri
23:45per cui solamente basta mettere un attimino lì
23:48fare mente locale e partire con lo zaino.
23:51La luce del tramonto illumina le apuane
23:53rieccoci a Bocca di Magra, porta dell'area fluviale del parco
23:57ci attende il naturalista Fabio Giacomazzi.
24:00Il parco si estende lungo il fiume Magra-Vara
24:04sono due fiumi in effetti
24:06di cui il Magra è la parte finale
24:08e questo già dà l'idea di come sia un ambiente eterogeneo
24:12molto vario che va dalla foce del Magra
24:15alle sorgenti del Vara
24:17un percorso longitudinale, parallelo alla costa
24:21che quindi diventa anche uno stupendo itinerario percorso
24:26traccia per la fauna migratoria.
24:29Gli anatidi che frequentano sia la parte storiale
24:34ma soprattutto la parte intermedia
24:36e anche i numerosi laghetti di origine antropica
24:39ma che si sono rinaturalizzati
24:40come i famosi bozzi di Saudino
24:42dove specialmente nella stagione migratoria
24:45e anche quella invernale
24:46troviamo varie anatre
24:48ma non solo
24:49soprattutto abbiamo una grande presenza di aironi
24:52dall'erone cinerino che è più comune
24:55ma dall'erone guardia buoi
24:57alla garzetta, all'erone bianco maggiore
25:00insomma una forte rappresentanza di specie che vivono in ambiente umido
25:06Eh sì, tra fiume e mare e i sentieri del parco hanno tanto da raccontare
25:11come fare?
25:12basta indossare cuffiette o auricolari
25:14e iniziare a camminare lungo un vero viaggio sonoro
25:17si dichiarò autunnale il tocco delle foglie
25:21abbiamo trovato un teatro viaggiante
25:24cioè coloro i quali verranno tramite un'app
25:26si chiama Loquis
25:27e scaricando Sentiero delle parole
25:30si potrà camminare lungo il percorso
25:33da Bocca di Magra a Monte Marcello
25:35a Tellaro
25:35a La Serra, a Lerici, a Sant'Erenzo, a Puglio e a Solaro
25:41essendo accompagnati da tutti coloro i quali hanno scritto, parlato
25:46di questo bellissimo territorio
25:49in fin dei conti è duemila anni che si parla di questo territorio
25:52c'è una bellissima poesia di Valerio Lucio Marziale
25:59che recita con il formaggio che porta il marchio delle Truscaluni
26:02mi renderanno mille volte i tuoi bambini
26:05perché questo, dove voi vedete
26:06era l'entrata del porto dell'Anticaluni
26:09l'Anticaluni era lì
26:10e questa era la parte, diciamo così, ad ovest dell'entrata
26:15qui c'era un faro, infatti, che adesso è stato nascosto
26:18e questo è un posto mitico
26:21è un posto leggendario
26:22è un posto, come ce ne sono tanti
26:24in questo Monte Caprione
26:26tra Bocca di Magra, Eris, tra fiume e mare
26:29che sono una bellezza assoluta
26:33per chi volesse optare per uno dei tanti percorsi alternativi
26:37a quello che abbiamo compiuto
26:38vale la pena citare il Sentiero delle Parole
26:41itinerario di 16 chilometri
26:43dal lungomare di San Terenzo
26:45si sale in collina per proseguire
26:47a mezza costa attraverso i nuclei antichi
26:49di Solaro e Pugliola
26:51si ridiscende, quindi, a Lerici
26:53per continuare negli ulivi
26:55nella macchia mediterranea
26:56attraverso il parco fino a Bocca di Magra
26:58il Sentiero delle Parole è associato
27:00ad una molteplicità di tracce sonore
27:02che lo completano come una quarta dimensione
27:05quella del tempo, cioè del racconto
27:08Henry James passò proprio di qui
27:10e ammirò questi luoghi
27:12ricordando la sua passeggiata da Villa Magni
27:15la residenza degli Shelly
27:16fino a Lerici
27:18io ricordo ben pochi episodi
27:21del mio viaggio in Italia
27:22più vicini al mio cuore
27:24di quanto lo sia
27:25quel perfetto pomeriggio d'autunno
27:28la salita
27:29sino all'antico castello
27:31che domina Lerici
27:32in maniera davvero felice
27:34la passeggiata
27:35piena di riflessioni
27:37nella luce che andava
27:38affievolendosi verso il tramonto
27:41e le montagne
27:43che s'oscurano laggiù
27:45in lontananza
27:47verso il mare tranquillo
27:49le tracce evocano presenze
27:51Mary, Percy, Shelley
27:53e la villa sul mare
27:54Pasolini, Ottieri
27:55Montale
27:56Marinetti
27:57Bompiani
27:57Eco
27:57Sereni
27:58ma anche Soldati
27:59Bocca e Montanelli
28:00autori che
28:01ispirati dal luogo
28:02hanno composto versi
28:04scritto romanzi
28:05immaginato film
28:06lasciando segni indelebili
28:07segni sonori
28:09che oggi
28:09tornano a prendere vita
28:10nei luoghi
28:11in cui spesso
28:12videro la luce
28:16non si deve pensare
28:18che viaggiare
28:19camminando
28:20come alcuni
28:21vorrebbero farci credere
28:22sia solo un modo
28:24migliore o peggiore
28:25di vedere un paese
28:28ci sono molti modi
28:30altrettanto buoni
28:31di ammirare un paesaggio
28:33ma il paesaggio
28:35nel viaggiare camminando
28:37è abbastanza accessorio
28:41colui che appartiene
28:42a questa fratellanza
28:44non viaggia
28:45alla ricerca del pittoresco
28:46ma di certi
28:48piacevoli sentimenti
28:50la speranza
28:52e lo spirito
28:53con cui si mette
28:54in marcia al mattino
28:55e la pace
28:57e la pienezza spirituale
28:58con cui va a riposare
28:59la sera
29:01non saprebbe dire
29:03se gli dia più gioia
29:04mettersi lo zaino in spalla
29:05oppure toglierselo
29:08l'eccitazione
29:09della partenza
29:10è la chiave
29:12di quella dell'arrivo
29:27grazie a tutti
29:29grazie a tutti
29:34grazie a tutti
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