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00:08buongiorno buongiorno buongiorno siamo un po assonnati perché abbiamo fatto una levataccia
00:12ma c'è un motivo e c'è motivo perché oggi sono giornate molto calde l'estate in genere
00:17ovviamente ci auguriamo ci sia sempre abbastanza caldo e quindi conviene camminare nelle ore della
00:23mattina che sono ore più fresche in più occorre anche calcolare che c'è un lungo tragitto in
00:29auto per raggiungere civago e quindi bisogna partire per te e poi c'è un'altra cosa ci abbiamo preso
00:35gusto un po andare in alto non sveliamo ancora dove andremo però ci piace andare oltre 2000
00:40e certo insomma c'è un vecchio proverbio cinese che dice se vuoi andare in un posto che non conosci
00:47devi prendere una strada che non conosci e poi me la sveleremo strada facendo
01:01oggi facciamo un lungo giro nell'alta valle del dolo tra rifugi e acque fresche laghetti e grandi
01:11praterie di mirtilli saliremo da quota mille dove siamo ora fino ai 2050 del monte prado faremo tutto
01:19il crinale dal pino tosco emiliano fino al passo delle forbici e ridiscenderemo per l'antica via
01:27delle forbici e incrocieremo anche l'antico rifugio san leonardo e ritorneremo qui stanchi
01:34morti ma contenti la nostra escursione parte in località case di civago siamo nel comune di
01:43villa minozzo si arriva in circa 90 minuti di auto da reggio via castelnuovo monti la strada
01:49termina con il parcheggio dopo un breve tratto sterrato
02:02ginetto sarà la nostra guida ci accompagneranno anche alessandra curotti e luigi molinari del parco
02:07nazionale dell'appennino tosco emiliano
02:35la salita inizia lungo il sentiero 605 che corre parallelo al tono di
02:40torrente dolo direzione rifugio segheria per raggiungerlo servirà poco più di un'ora dopo
02:45circa 20 minuti troviamo una piccola fonte a seguire sfioriamo il rifugio san leonardo lo
02:51visiteremo sulla via del ritorno
03:20questo rifugio praticamente all'interno del
03:22della bettina reale è una struttura antica anche perché pensiamo che era già qui al tempo
03:30degli estensi era una vera e propria segheria qui veniva tagliato tagliati gli alberi per poi
03:35portati portati via per come materiale da costruzione ora è un rifugio del parco nazionale
03:42che ha investito per recuperare tutti questi edifici abbiamo una struttura principale e poi
03:49abbiamo anche la casa del guardiano è stata recuperata come struttura struttura ricettiva
03:56pensiamo anche che qui ci passa la via mattilica del volto santo che è questo antico cammino di
04:02pellegrinaggio che collegava mantova a lucca e qua alla parte diciamo nel un po nel cuore del parco
04:09nazionale e quindi questo diventa anche un posto tappa per la per la via mattilica
04:16la montagna racconta storie antiche ma non solo anche esperienze nuove di chi sogna un mondo un
04:22futuro diverso come sarà e marcello giovani gestori del rifugio non sono originario di carpi e io vengo
04:30dalle parti di mirandola e cosa ci fate? è già da anni che il nostro sogno era di venire a
04:36vivere in
04:37montagna e lavorare e riuscire ad investire anche sul territorio dell'appennino in modo tale da poterci
04:42vivere abbiamo fatto qualche anno lavorare anche il Trentino Alto Addis e proprio per fare esperienza
04:48come rifugisti poi si è aperta questa possibilità di prendere il rifugio segheria e ci siamo buttati
04:54ci siamo accolti al volo chiaramente siete aperti tutto l'anno tutto l'anno tutto l'anno l'inverno nei
05:00weekend ed estate tutti i giorni è facile adesso guardarsi a tono dire stupendo ma com'è l'inverno
05:07quindi soprattutto l'inverno passato è stato molto duro impegnativo tantissima neve che era da
05:14vent'anni che non succedeva una cosa del genere e tanta neve spalare tutti i giorni e tutti i
05:24c'era un problema da risolvere infiltrazioni tetto cose sono stati contenti di essere qui di
05:31vivere qui perché comunque abbiamo potuto monitorare la struttura che era sicuramente
05:36sicuramente sotto sforzo perché una nevicata così appunto non si vedeva a 15 anni quindi è
05:42bello però sto qui la cosa più bella sicuramente apri la porta la mattina e vedere questo spettacolo
05:48ripaga di tutte le fatiche non ha valore stare qui
05:58facciamo servizio di pranzo con il ristorante facciamo le cene ci sono tante camere sia piccole
06:09che grandi con il bagno in camera e servizio bar abbiamo una cucina fondamentalmente montana
06:18marra emiliana ovviamente tutti i nostri prodotti cerchiamo sono tutti a chilometri zero cerchiamo
06:24di prendere nel suo posto della zona e siamo molto fedeli alla cucina di montagna siete felici di
06:30questa scelta siamo felicissimi di questa scelta lo rifareste a subito
06:48è sempre piaciuta la montagna e abbiamo cercato di unire lavoro e piacere e fin da piccolini
06:57giravamo su questi montagne sono vent'anni che giriamo allora proviamoci buttiamoci se non facciamo
07:05adesso non lo faremo più abbiamo venduto tutto quello che avevamo e siamo trasferiti su perché
07:12l'appennino e non le alpi voi che l'avete vissuto
07:15perché l'appennino se lo abbiamo nel cuore non c'è niente da fare è casa nostra e l'abbiamo
07:20capito anche lavorando in altre parti sono per noi che abitiamo invece piatto piatto quali sono le
07:31emozioni quando ci si sveglia magari una mattina d'inverno che c'è la neve non c'è proprio nulla
07:36e si
07:36guarda qui fuori è indescrivibile è la cosa più bella che ci possa essere il manto nevoso tutto pare
07:44tutto uguale tutto uniforme non ha parola magari vedi le impronte degli animali che sono passati
07:52nella notte veramente la cosa più bella e anche i cieli stellati con la neve sotto è stupendo
07:59senza inquinamento luminoso si vedono le stelle come la volta secondo voi la gente si sta un po
08:07educando all'appennino alla montagna sta capendo che è veramente un'alternativa c'è una possibilità
08:13diversa sì sì sì soprattutto questo lockdown ha fatto riscoprire l'appennino reggiano noi lavoriamo
08:20molto con del turismo di prossimità che dall'anno scorso effettivamente aumentato la frequentazione
08:28aumentata e vedo che sono venuti l'anno scorso l'hanno riscoperto e poi sono ritornati quest'anno
08:33perché hanno visto che qui si stava bene e c'era una bellissima montagna pochi chilometri da casa
08:39tutto da scoprire il segheria è facilmente raggiungibile anche in mountain bike percorrendo
08:45una carraia forestale che parte da civago salutiamo sare marcello il cammino sale attraverso il bosco
08:51della bettina reale verso il passo di lama lite
09:18è un bosco che vediamo che è composto sia da faggio che da fagio di
09:24abete bianco in prevalenza e è vero che questo era uno dei boschi reali appunto degli estensi
09:31però abbiamo un rinnovamento comunque delle conifere e anche da studi recenti con indagini
09:40genetiche si presuppone che effettivamente questa popolazione di abete bianco sia autottona
09:48proprio diciamo che è classificato come un abitato importante proprio per la copresenza
09:53di abete bianco e di faggio l'abete bianco ricordiamoci che è una sorta di ralitto
09:59glaciale che c'è stato lasciato qui dai tempi dell'ultima glaciazione
10:31non mi aspettavo di trovare la neve anche qui
10:33questo è il residuo di una grossa balanga che si è staccata dallo sprono di monte paro
10:39di monte prado e che ci invita sempre a riflettere dei pericoli invernali in particolare delle
10:46delle slavine hanno una forza devastante enorme e non le arresta
10:53non le arresta neanche il bosco quest'inverno poi è stata un'annata anche eccezionale ma qui
10:58viene giù quasi tutti gli anni per cui il sentiero invernale passa molto più alla nostra destra
11:04proprio lontano dai pericoli delle valanghe però noi oggi abbiamo voluto fare questo che
11:10è il sentiero estivo normale che andrà poi ripristinato dai volontari d'alcai per vedere
11:16anche come sono le condizioni del sentiero stesso
11:36a me sembrerebbe una violetta come dicevi in verità
11:40in verità no non è una violetta anche se un po' ci assomiglia è una piccola pianta carnivora
11:46una delle due presenti in appennino è la pinguicola o erba unta anche proprio perché
11:52sulle sue foglie secerne un liquido un po' vischioso che attira gli insetti moscerini
11:59e poi se li digerisce quindi quegli insetti che vediamo lì sono esatto è il suo cibo è
12:06sempre di solito in zone ha bisogno di zone umide quindi vicino è sempre vicino all'acqua
12:11e di fianco c'è anche qualche orchidea
12:40superata la cosiddetta valle dei porci ai piedi del monte cipolla è
12:44eccoci al passo di la malite quota 1749 croce via di tanti sentieri il nome ricorda le antiche dispute tra
12:52gli abitanti della montagna
12:53facciamo una piccola deviazione verso il rifugio battisti e troviamo tracce di lupo
12:57luigi è uno dei massimi esperti italiani in materia
13:01sono passati i tuoi amici sono passati tempo fa perché l'escremento è completamente dilavato ma questo è un posto
13:07in cui i lupi marcano da sempre perché la malite diciamo che è orograficamente molto importante perché divide le due
13:16valli e i lupi lo sanno molto bene e depositano gli escrementi dove sanno in qualche modo che passano i
13:22conspecifici e hanno mangiato probabilmente cinghiale
13:36i filmati che vi stiamo mostrando sono stati girati proprio da luigi molinari in quest'area immagini uniche di una
13:43natura che sa essere ancora selvaggia
13:45grazie a tutti
14:3010 minuti siamo al battisti inaugurato nel 1925 punto di riferimento per il cai di reggio emilia e non solo
14:38anche qui il parco ha installato alcune colonnine di ricarica per i bai
14:45questo è il punto nevralgico di tutti i giri più belli che ci sono nel nostro appennino
14:52è una meraviglia qui siamo proprio in mezzo ai giganti diciamo tra il Cusno e il Prado la posizione è
15:00veramente molto strategica
15:01noi siamo tre soci e da tanto tempo che venivamo qua la prima volta che saremmo venuti qui come ospiti
15:08era stato 15 anni fa
15:10e eravamo in una stanzetta e dopo aver fatto il nostro giro chiacchierando di sera abbiamo detto ma chissà come
15:17deve essere gestire un rifugio di questo tipo
15:19eccoci qua la passione per la montagna c'è sempre stata la voglia di montagna tantissima e quindi siamo arrivati
15:28fino a questo punto e ce l'abbiamo fatta quindi
15:30nonostante il periodo complicato la passione e il cuore se lo mettiamo tutto
15:42il cammino riprende direzione al lago della Bargetana nelle vicinanze c'è un altro rifugio dopo un tratto di carrareccia
15:49lungo il quale troviamo la neve
15:51saranno soltanto i primi cumuli del nostro itinerario il sentiero sale pochi minuti e siamo in una conca glaciale meravigliosa
15:58Grazie a tutti
16:38è un lago di origine glaciale e siamo proprio tutto il prado e questo gruppo montuoso che lo circonda
16:47era proprio la sede di questo vecchio ghiacciaio nella sua azione di erosione e poi di deposito
16:54perché se guardate queste collinette sono proprio collinette da sbarramento morenico
16:59e tutto attorno è prateria a mirtilli
17:04siamo attorno ai 1800 ormai
17:08e arriveremo poi in vetta al prado che è 2054
17:14ed è la vetta del crinale tra Toscana e Emilia più alta
17:19perché il Cusna è interno, l'Alpe di Succiso è interna
17:23quindi andremo sulla vetta toscana più alta
18:02saliamo sulla cima del prado che è un vero strampo impegnativo e facciamo una piccola prusa
18:30risaliamo fino alla sella del prado lungo il versante nord
18:34siamo a quota 1924, incontriamo il segnavia 00 del crinale
18:39l'ascesa in vetta avviene lungo un ampio pendio ricoperto da un pascolo sassoso
18:43il colpo d'occhio sul versante toscano è notte
19:10dopo circa tre ore e mezza di cammino siamo arrivati in cima al prado
19:14quota 2054 metri
19:16a tratti la vista è negata dalle nuvole ma il contesto risulta comunque suggestivo
19:21al riparo dal vento faremo una breve sosta
19:25eccoci
19:40nelle nuvole purtroppo non si vede ma c'è il re dell'Apennino Reggiano che è il Cusna
19:46da cui il dorsale poi digrada sul Monte Piella verso il Passone
19:52qui si vede invece l'Alpe di Vallestrina il Monte Ravino in fondo la Valle del Dolo
20:10è considerato un po' un paradiso botanico anche perché questa è la vetta più alta del crinale
20:17e qua si incontrano le due zone climatiche quella continentale e quella mediterranea
20:22e abbiamo anche alcune specie che sono prettamente alpine e che si trovano più o meno solo in questa zona
20:31quindi è questa un po' la sua particolarità il fatto di avere una grande varietà sia di habitat che di
20:38specie
20:43riblando le nuvole spiegaci un po' non puoi farci la panoramica completa per ovvi motivi
20:49vabbè noi siamo sulla vetta del prado adesso seguiremo tutto il crinale apenninico principale
20:54arriveremo al Monte Vecchio poi al Monte Cella e poi scenderemo là su quelle dorsali boscose
21:02che è il passo delle forbici da lì prenderemo una vecchia via di transumanza e di transito
21:09fra la Toscana e l'Emilia che ci riporterà giù a Civago
21:43proseguiamo in saliscendi lungo il crinale ritroviamo il sole seppur disturbati dal vento che qui è di casa
22:16siamo sulla cima del Monte Cella e abbiamo laggiù in fondo nella direzione del mio bastoncino
22:24il Cimone che è la montagna più alta dell'Apennio Tosco Emiliano poi abbiamo il Rondinaio dove si vede
22:30l'ultima lingua di neve è il Giovo nell'Apennino Modenese poi abbiamo la lunga catena delle Alpi
22:38Apuane montagne magnifiche aspre di sudore veramente per chi lavora pensate alle cave e anche proprio per
22:48le cave di distruzione purtroppo e c'è il primo gruppo il gruppo delle pagne con la pagna della croce
22:55con la pagna secca e la pagna della croce poi abbiamo la penna di sombra si intravedono perché
23:00c'è la foschia la tambura poi abbiamo il Pisanino che qui primo piano verso di noi ma purtroppo si
23:09confonde
23:09con le nuvole l'ultimo a destra è il Sagro
23:31qui abbiamo un'aquilegia e l'aquilegia è quella che chiamano aquilegia alpina
23:37si trova sì qua in quota abbastanza rara è molto più comune vedere quella l'altra aquilegia quella con tanti
23:45fiori sempre viola questa invece è un po' una rarità insomma in questa zona abbiamo effettivamente anche delle specie proprio
23:54prettamente alpine che sono hanno trovato un po' delle zone rifugio durante il ritiro dei ghiacciai
24:02a proposito di fioritura che sfidano il vento Alessandra poco più avanti ci fa notare un raro esemplare di Giglio
24:09Martagoni
24:10prima ci hai fatto notare quanto sia aspro il versante che dà sulla Toscana rispetto a come discende invece quello
24:17emiliano
24:18si qua praticamente abbiamo l'ossatura del macigno l'arenaria e abbiamo una stratificazione messa un po' in questo modo
24:29gli strati verso il versante emiliano sono a franapoggio quindi hanno una morfologia più dolce quelli invece sul versante toscano
24:38sono a reggipoggio e riescono infatti a sostenere delle pendenze molto molto elevate
24:45quindi ecco un po' la differenza dei due versanti molto ripido sulla zona toscana più dolce nella zona emiliana
25:06grazie a tutti
25:39la discesa prosegue lungo il crinale in direzione bocca di massa e poi passo delle forbici
25:44dopo un breve tratto nella faggeta sbuccheremo lungo la strada che conduce all'oratorio del piccolo valico
25:51la struttura fu eretta nei primi decenni del XIX secolo
25:54qui si ricorda anche il sacrificio di sette partigiani della brigata Stella Rossa
25:59proseguendo diritti arriveremo al passo delle radici in direzione San Pellegrino in Alpe
26:04per noi è invece arrivato il momento di scendere nel bosco lungo il sentiero 605
26:32a circa un'ora dal passo delle forbici dopo un guado e un ponticello ecco il rifugio San Leonardo
26:42siamo come si può vedere all'ospitale San Leonardo
26:46che è stato ristrutturato una ventina di anni fa dall'allora parco del gigante
26:52che adesso è la prima meta per chi parte da Civago
26:56un posto a meno sulla strada sul percorso storico del passo delle forbici
27:03infatti questo era come ce ne sono in tanti passi appenninici
27:09era un ricovero d'emergenza
27:11infatti i valligiani quel posto qui dicono
27:14la casa del prete
27:16ed è un posto che vale la pena di essere frequentato
27:21ma lo è frequentato soprattutto il sabato e la domenica
27:28è un'occasione particolare
27:30abbiamo fatto una camminata
27:31un trekking bellissimo
27:33che celebra anche un anniversario particolare per il parco
27:37sì perché proprio quest'anno il 21 maggio praticamente sono 20 anni di parco nazionale
27:43e lo stiamo un po' festeggiando
27:47e abbiamo deciso di celebrarlo attraverso le tante collaborazioni
27:53che il parco in questi anni ha attivato
27:58è stato forse un po' costretto
28:00perché il suo perimetro, il suo areale
28:04insomma si inserisce in un territorio più vasto
28:07questa cosa probabilmente ci ha portato a relazionarci con tanti soggetti
28:12comuni, istituzioni, università
28:15ma anche privati, aziende
28:18e quindi vogliamo festeggiarlo
28:22attraverso il racconto di altre persone
28:24che è un po' quello che stiamo facendo
28:26e oltre a questo stiamo facendo dei brevi percorsi
28:30sullo 0-0, sul nostro crinale
28:32che vuole far sì che
28:36è un crinale che vuole unire
28:38unire i due versanti, le due regioni
28:41e quindi auguri al parco nazionale
28:54siamo arrivati al punto di partenza
28:56intanto grazie perché il giro è stato stupendo
28:58sì, è un giro abbastanza lunghetto
29:01però fisicamente non così impegnativo
29:04cioè non richiede degli sforzi diciamo sopra soglia
29:07e per fare un giro che bisogna riconoscerlo
29:10è abbastanza lungo
29:12occorre guardare le montagne e non l'orologio
29:15per fare bene questo giro
29:17insomma, prendersi tutto il tempo
29:19una giornata sicuramente
29:21una giornata sicuramente
29:22ma se il metodo te lo consente
29:24perdete pure tempo anche ai rifugi
29:26mangiate un pezzo di torta
29:28fermatevi sul crinale
29:29guardatevi intorno
29:31non prendete appuntamenti per la sera
29:33in altri termini
29:34e così ve lo godete questo giro
29:37che ripeto non è cortissimo
29:39perché sono oltre mille metri di dislivello
29:42insomma si fa tutto il crinale
29:43è abbastanza lungo
29:45lo dico perché comunque un minimo di preparazione
29:48bisogna avercela per fare un giro così
29:50però occorre anche molta
29:52come si può dire predisposizione mentale
29:55come si può dire al paesaggio
29:58a perderci del tempo
30:01che non è mai perso
30:02insomma a usare del tempo in montagna
30:04non aver voglia di ritornare a casa
30:07direi che è tutto
30:08insomma ho imparato che è lungo
30:10ma non severo
30:10insomma non è impossibile come tendenze
30:12così quindi ancora grazie
30:15grazie a voi
30:16della cortesia e della pazienza
30:46insomma a usare del tempo in montagna
31:04insomma a usare del tempo in montagna
31:08insomma a usare del tempo in montagna
31:24insomma a usare del tempo in montagna
31:28insomma a usare del tempo in montagna
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