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NovitàTrascrizione
00:27Siamo arrivati all'ottava puntata
00:30Siamo arrivati all'ottava puntata che parla di un Parma che è arrivato in Serie A, che si è salvato
00:38per due stagioni, poi arriva alla retrocessione insieme al cambio di proprietà e finalmente il ritorno in Serie A dopo
00:46tre stagioni.
00:48Tutto questo diciamo da D'Aversa sino a Fabio Pecchia, tutti i protagonisti di questa puntata e di questa storia.
01:061-0 e salvezza raggiunta dopo un campionato inizialmente esaltante ma di grande sofferenza perché fu secondo me quella prima
01:16salvezza, a differenza del campionato successivo, fu un mezzo miracolo.
01:20Grande merito va all'allenatore e allo staff perché la squadra fu assemblata in una settimana, c'erano varie scommesse,
01:29se andiamo a vedere i valori tecnici sicuramente non eravamo tra le squadre di prima fascia e raggiungere la salvezza
01:36fu davvero una grande impresa.
01:44Sulla carta magari c'è una gran parte dei giocatori ancora della Lega Pro, della Serie B e poi è
01:53stato bravo secondo me il direttore Daniele Faggiano a prendere due giocatori come Bruno Alves e Gervinio,
01:59sono giocatori esperti per la Serie A ancora con motivazioni importanti, è stata brava la società che mi ha sempre
02:05permesso di lavorare anche nei momenti di difficoltà con la massima serenità e con la massima convinzione
02:10e credo che la fortuna mia per fare certi risultati, oltre alle qualità tecniche che magari potevano essere minore rispetto
02:22alle altre squadre, però avevo un materiale umano, un gruppo di ragazzi che veramente se si è fatto quello che
02:30si è fatto è perché veramente sotto l'aspetto umano avevo un gruppo di uomini veri, quindi secondo me la
02:36differenza l'ha fatta quella.
02:45Noi quando abbiamo iniziato avevamo chiaro e l'abbiamo anche credo detto a tutti che non sarebbe stata un'avventura
02:53per sempre, non era il nostro mestiere, non era la cosa che nessuno di noi si sentiva di fare di
03:00primo lavoro perché non puoi farlo nei ritai di tempo, soprattutto non puoi farlo con il calcio di adesso che
03:05è un calcio molto grande, molto ipertrofico
03:08e quindi vivevamo il nostro ruolo con la consapevolezza che una volta riportato il Parma dove meritava di stare avremmo
03:17dovuto trovare un successore che fosse in grado di garantire uno sviluppo salvo.
03:22Quindi dal punto di vista personale sono tornato a godermi la partita.
03:30Io quando la cosa che un po' mi ha dispiaciuta nel periodo in cui eravamo coinvolti direttamente è che la
03:39cosa più bella, ossia la partita, io me l'avevo completamente rovinata.
03:43Perché l'ho sempre vissuta con grande tensione e diceva un dirigente Boniperti che il calcio è una cosa bellissima,
03:51peccato che sono le partite da giocare.
03:54E quindi sicuramente non eri mai rilassato.
04:08Tutto questo amore ti ha fatto tornare a sostituire Liberani.
04:12Se fossi stato più freddo e più distante lo avresti rifatto.
04:17Se dovessi ritornare indietro è chiaro che rifarei la stessa scelta perché l'amore per quel club, per quella città,
04:25per quei tifosi che mi hanno dato tanto in tre anni e mezzo, non potevo fare il contrario.
04:38Io mi ricordo anche quando sono tornato tre anni fa, quando abbiamo fatto la prima partita col Benevento.
04:49Per me è stato che sembra impossibile da pensare, incredibile, che magari una persona abbastanza navigata nel mondo del calcio
05:01come me, a 44 anni, quando avevo così, possa emozionarsi.
05:08Invece io ho sempre cercato un po' quello nel mio lavoro, cercare di coniugare l'aspetto sportivo e le vittorie
05:18però con delle emozioni, con qualcosa che avesse senso.
05:29Il primo ricordo della prima volta al Tardini.
05:36La prima volta che sono entrato al Tardini ho subito notato che lo stadio è molto suggestivo perché i tifosi
05:43sono molto vicini al terreno di gioco.
05:45E credo questo non solo dia grande energia in più ai calciatori, ma sia anche inconsueto in Italia, dove in
05:54molti stadi gli spalti sono distanti dal campo e viene un po' a mancare l'atmosfera giusta.
06:08La prima partita di Fabio Pecchia, ufficiale, in campionato, allenatore del Tardini.
06:15Di quello a cosa ti ricordi?
06:19Sì, grande emozione. La prima partita è con il Bari e avevamo fatto qualche partita amichevole, bene, eravamo andati in
06:27Coppa Italia, ma c'era grande emozione.
06:31Mi ricordo benissimo, mi ricordo cosa ho detto precisamente, però grande emozione sia qui dentro ma anche nell'ingresso, sentire
06:41l'inno e le scale che poi vanno giù perché quando si inizia, all'inizio ha sempre un po' più,
06:47ha un sapore diverso rispetto a poi quando uno prende la vita.
07:00Il mio primo giorno è stato il 12 agosto 2022, quindi il mio primo giorno di lavoro a Collecchio, la
07:06sera giochiamo contro il Bari, quindi un inizio proprio con tanto di match.
07:14La prima volta che si entra qua si ha un senso veramente di quasi come entrare un po' nel tempio,
07:20io venivo comunque come tutti, sono del 75, collezionavo le figurine, quindi avevo in mente il grande Parma degli anni
07:29d'oro, entrare qui quindi vedere il posto dove avevano giocato tutte queste grandi glorie del passato, gente che ha
07:35scritto comunque pagine della storia calcistica, è stata una grandissima emozione.
07:47Che emozioni trasmettono ai tifosi?
07:50Sono veramente speciale e aiutando la nostra squadra, anche nella mia prima stagione qui ho visto delle partite straordinarie come
08:07la ramonta contro il Palermo e anche le vittorie contro Venezia e Pisa all'ultimo minuto.
08:15La Curva Nord e i tifosi hanno veramente contribuito e incoraggiato la nostra squadra e così contribuito per queste vittorie.
08:41Dentro di me Parma non era mai andata via ecco e quindi ho avuto la fortuna e mi sono regalato
08:50questi ultimi due anni nel quale ho riabbracciato tanta gente alla quale ho voluto bene, con la quale avevo condiviso
08:58tante cose
08:59e l'unico mio rammarico è veramente non essere riuscito a tornare in Serie A perché poi alla fine quando
09:11sono tornato è perché avevo insomma non la certezza
09:16però ho una speranza abbastanza fondata, abbastanza forte che potessimo tornare in Serie A almeno nel giro di due anni
09:24ecco.
09:29E' stato un anno che tutti insomma lo chiamavamo la continuità, no?
09:34Dici ma cos'è la continuità?
09:36E sembrava che una squadra facesse grandi cose e poi le perdesse però era sempre la stessa squadra.
09:43Però io ho sempre percepito, stando lì, al di là di qualche consiglio cambia, che mi arrivano continuamente anche nell
09:51'ultima partita
09:52ma quelle le accetto di buon grado.
09:55Però era semplicemente il nostro percorso.
09:58Se penso a tutte le nostre partite, partite che entravamo qui, io mi sono trovato tante volte dentro nello spogliatoio
10:04a fine gara
10:04e non saper dire nulla perché i ragazzi avevano fatto delle cose straordinarie e tornavamo, ce ne andavamo a casa
10:11con zero punti
10:12partite assurde, partite di giocare dentro l'area piccola dove sembrava tutto stregato
10:18e quella forse è la forza che si è costruita proprio in tutte quelle battute d'arresto.
10:29L'anno scorso pur riprendendoci benissimo da marzo in poi perché abbiamo concluso veramente
10:34la grande, l'epilogo è stato quello col Cagliari che sinceramente mi ha deluso tanto.
10:47Uno spogliatoio vive tutti i problemi dei giocatori, se vogliamo anche del tecnico, dello staff.
10:55C'è stato un momento di grande euforia anche non vincendo, l'anno scorso sto dicendo.
11:00Grande euforia non vincendo chiaramente quando c'è stata la rincorsa.
11:03Io credo la partita, non della svolta, ma comunque la partita con il Palermo dove c'è l'infortunio di
11:10Valenti,
11:11amarezza, delusione per il ragazzo perché è un grosso infortunio, però quella partita sembrava che stesse dando il via a
11:19qualcosa
11:19perché abbiamo vinto una partita importante contro una squadra e noi eravamo in una posizione di classifica intermedia
11:25perché insomma non sapevi cosa potesse determinare quel finale.
11:30Io credo che la partita lì di Palermo, in casa, usciamo con una partita regolare, regola assolutamente regolare,
11:38molto aperta, però l'abbiamo vinta.
11:40E da lì c'è stata una giusta esultanza.
11:53Ma ci siamo arrivati con un anno di irrità?
11:56O forse ci hanno tolto la possibilità di arrivarsi con un anno di irrità, un anno prima?
12:01Io tutte le volte che parlo qualcuno, insomma, direi ma perché pensi all'anno scorso?
12:06No, perché io continuo a pensare all'anno scorso, perché è vero che abbiamo commesso tanti errori,
12:12io l'ho detto, l'ho detto anche ai ragazzi, con lo staff, però non ho mai perso fiducia nel
12:19gruppo, mai,
12:20e questo gliel'ho dimostrato, perché credevo fortemente, nonostante la distanza che c'è,
12:24è abbastanza siderale con le prime, però c'erano tanti modi per andare in Serie A,
12:31e quella grande rincorsa, quando cominciamo ad assaporare,
12:35che eravamo pronti per fare il salto, perché si vedeva, si percepiva, si respirava,
12:42e la cosa più bella è che lo respirava anche la gente, il pubblico, si rendeva conto di dire
12:47va bene, non siamo andati diretti, ma ce la giochiamo alla fine,
12:50e io avevo una squadra che era in grande salute, quindi fare un primo tempo a Cagliari in quel modo
12:56è forse l'unica partita che non ho mai rivista,
13:01è il secondo tempo di Cagliari, io rivedo tutte le mie partite, le vedo subito,
13:05la sera o appena possibile, quella non l'ho rivista.
13:08a Cagliari, io rivedo tutte le mie partite, le mie partite, le mie partite,
13:50sarà anche un piccolo record, ma Fabio Pecchia ha tenuto duro, come si dice a Parma,
13:56per due anni, in questa panchina, in questo spogliatorio, e questo è un po', se vogliamo,
14:02Fabio, come si dice, un luogo chiuso, tutto quello che succede nello spogliatoio non deve
14:08mai uscire, proviamo però a dire qualcosa, tu che abitudini hai quando arrivi qua?
14:15Ma intanto lo spogliatoio vero, quello che consideriamo noi è quello durante la settimana,
14:21dove si sta tanto tempo insieme, dove i ragazzi vivono di più, questo è l'aspetto più emozionale,
14:29perché prima della gara, e ora sono anche fresco, ora entrando qui, ho ancora negli occhi,
14:36nella pelle, le grida, insomma bottigliette d'acqua che vanno su, per i festeggiamenti,
14:42la grande emozione, quindi chiaro che poi prima di una gara, comunque io sono sempre lì,
14:49do le spalle al muro e guardo la squadra.
14:58Sono venuto qui per fare un giro invece un po' più tecnico, diciamo, quindi sono venuto
15:05con Stefano Perrone e ci siamo seduti esattamente lì, proprio sopra, nella parte alta della Est,
15:14e è stato penso uno dei meeting più belli che ho fatto, perché hai questo senso di sei così piccolo
15:20dentro uno stadio così grande, ma vuoto, che è abbastanza inusuale, e parliamo per ore,
15:27mi raccontò tutta la storia, tutti gli aspetti tecnici, però la più grande emozione l'hai
15:33quando sei in campo.
15:43Invece dal punto di vista personale, qual è stato un momento speciale qui al Tardini?
15:49Per me ogni partita è speciale, perché il nostro lavoro in fondo è fornire emozioni ai tifosi.
16:02La partita è l'apice della settimana e se si vince c'è tanta adrenalina positiva.
16:08Quando invece si perde, l'amarezza dura diversi giorni.
16:12Ecco perché, alla fine, ogni partita è speciale.
16:25Io abito qui vicino, quindi vengo allo stadio a piedi, per me il giorno partita è un giorno
16:30di lavoro, ma anche con quell'emozione, con quel pathos che hai, comunque come quando vai
16:37a fare un esame, sempre un po' a metà strada, tra qui lo stadio, mi metto poi il tesserino
16:44per entrare.
16:45Beh sì, quando sento le urla, già senti da fuori, senti comunque c'è il movimento, la
16:49gente, beh sì, è un grande orgoglio.
16:51Quando si entra poi qua, è sempre un'emozione.
17:04Nel tuo ruolo hai girato tanti stadi italiani e anche stranieri, soprattutto forse stranieri.
17:11Che differenza c'è, se c'è una differenza tra il Tardini e gli altri stadi?
17:19Ovviamente il Tardini è uno stadio molto datato, anche se in passato è stato sottoposto
17:28ad alcune ristrutturazioni.
17:30Ormai non è al passo degli impianti più moderni quanto a comfort per i tifosi.
17:35La sfida per il nostro club ora è mantenere quel senso di fusione, di unità tra la squadra
17:41e i supporter, in particolare la Curva Nord, ma anche fornire ai tifosi un'emozione.
17:47quel grado di comfort che meritano e che vogliamo ottenere con un nuovo stadio.
18:06Questa A che era impressa quasi come nella pietra, quando l'avete vista?
18:15No, io vabbè sono uscito e vederlo, mi emoziono ancora adesso perché è come se la stessi
18:25rivivendo, entrare, vederlo tutto pieno allo stadio, entrare e con l'obiettivo già portato
18:34a casa. Però una squadra ancora voler fare, perché la dimostrazione è dire sì siamo andati
18:42in Serie A però noi vogliamo vincere il titolo, vogliamo alzare la coppa e farlo qui, perché
18:49dopo quello che era successo una squadra che riesce a fare quelle cose, perché dentro l'hanno
18:54voluto fino alla fine.
19:01Uno stadio in città, uno stadio così vicino al cuore della città, che significato ha?
19:07Secondo me essere vicini innanzitutto al cuore dei cittadini, perché lo rende estremamente
19:12accessibile, anche perché lo vedi sempre, ci passi davanti quando passeggi, quando vai
19:18al lavoro, quindi è un simbolo della città che rimane comunque sempre, cioè che vedi
19:23sempre, che vedi tutti i giorni, diverso il caso in cui lo avessi fuori, dove magari lo
19:28vedi solamente durante l'evento sportivo. Io credo che sia una grandissima valenza, non
19:35perché abiti qui dietro.
19:41Noi abbiamo una media di due o tre eventi a settimana, che sono ovviamente più o più
19:47ristretti, ecco l'evento sponsor, ogni settimana abbiamo GioCampus con i bimbi. Lo stadio è
19:54vivo, vive ed è giusto anche che sia così, perché è comunque una struttura appunto nel
19:59cuore della città, che ha una grandissima storia, a cui sono legati tutti i cittadini,
20:04perché ci andavano col nonno, perché ci andavano col padre, quindi è bello anche che
20:08sia poi una struttura viva e vivibile anche da parte di persone che poi magari non necessariamente
20:14sempre vengono allo stadio per vedere la partita, quindi è sicuramente un elemento
20:19di grande positività.
20:28Puoi uscire dallo stadio e mergersi in questo bagno di folla così, in maniera naturale, perché
20:35siamo usciti io con la mia famiglia, come del resto tutti i miei collaboratori, i ragazzi,
20:40così abbiamo fatto un pezzo di strada in mezzo ai difusi. Foto con bambini, con ragazzi,
20:45in maniera assolutamente fantastica e naturale, è stata una cosa bella, dove non c'è stato
20:51questo distacco e il distacco che non c'è stato durante l'anno.
21:16Siamo alla fine di questo nostro lungo cammino, abbiamo parlato degli inizi della prima pietra
21:22di Ennio Tardini che purtroppo non vide nascere il suo stadio, anzi il suo stadio spolisportivo,
21:29poi capirete perché, ritorno su quello che abbiamo detto nella prima puntata. Abbiamo parlato
21:34di tutta un'epopea che è culminata con le vittorie, otto vittorie di Coppa, il Parma
21:41che era una delle sette sorelle, abbiamo parlato con Buffon, con Cannavaro, con Ancelotti,
21:48con Pioli, ma la chiusura è quasi d'obbligo che sia affidata alla famiglia Tardini, perché,
21:55e lo chiediamo a Mario Tardini, perché quest'idea meravigliosa ha dietro molto di più di un'idea
22:02meravigliosa. Sì, esatto. Il nonno per Parma non è stato solo quello che ha ideato questo
22:10impianto, non è stata una figura importante dei primi del Novecento, sia a livello politico,
22:15economico e sociale. Un uomo intellettualmente onesto, con delle idee visionarie, tra le quali
22:22la costruzione dello stadio, ma prima aveva realizzato altre opere con l'Associazione Agraria
22:28di Parmesso, di cui era segretario generale. I magazzini generali, i magazzini frigoriferi,
22:34tra i primissimi impianti in Italia, nel nord Italia, per la produzione del ghiaccio e la
22:38conservazione a freddo delle rate alimentari, impianto che esiste ancora perché ospita lo
22:44Star Hotel du Parc di Via La Piacenza. È stato molto vicino ai giovani, alle necessità
22:50dei giovani dell'epoca e è sempre convinto che l'educazione fisica e lo sport fossero elementi
22:56essenziali per l'educazione dei giovani. Ha creato la paresta Umberto I nell'oltertorrente
23:01e i parmigiani sanno che cosa poteva essere l'oltertorrente nei primi anni del Novecento,
23:06quindi uno strumento per portare i giovani all'attività sportiva e toglierli dalla strada.
23:12Poi nel 21, tra le mille cose che doveva fare, viene chiamata la presidenza del Parma Calcio.
23:18E cosa pensa? La primissima cosa che pensa è che il Parma non ha uno stadio, non ha un campo
23:25di calcio fisso su cui giocare, vagabondare tra i vari campi. Quindi progetto di realizzare
23:32uno stadio di misure regolari, internazionali, quindi un bel campo di calcio, ma non solo un
23:38campo di calcio, un impianto polisportivo dotato di pista d'atletica, di palestra, di
23:43campi da tennis, quindi aveva una visione sempre all'avanguardia, il calcio ma motore trainante
23:51per gli altri sport, un impianto che potesse essere a servizio della città e dei cittadini,
23:57non solo, ma soltanto per il calcio.
23:59Insomma è stato tracciato, come avrete capito, oltre che la creazione di un impianto sportivo,
24:06è stato tracciato un modo di pensare lo sport, è stato tracciato un modo per gli anni
24:1120, modernissimo di pensare lo sport. Ecco, è un'eredità che voi portate avanti, bella
24:19e anche un po' pesante, però vedo in questa chiacchierata che la difendete con tanto orgoglio.
24:25Sì, noi a livello di famiglia siamo orgogliosi di tutto quello che il nonno ha fatto al di
24:31dell'impianto di calcio, dello stadio, per la città e per il territorio e crediamo
24:37che se qualunque cosa sorga in questo luogo dovrebbe sempre portare il nome del nonno.
24:54È il momento dei ringraziamenti, innanzitutto Walter Perotti che ha guidato la realizzazione
25:01di questo programma e poi naturalmente 12TV Parma che ha pensato a questo programma e naturalmente
25:10il Parma Calcio per la collaborazione, Marco Bergamaschi che ci ha aperto tutte le volte
25:16lo stadio nei momenti più impensabili e poi l'ufficio stampa del Parma, Fabrizio Cometti
25:23e tutti quelli che in qualche modo hanno collaborato alla realizzazione di questo nostro trasmissione.
25:30Alla fine però i veri protagonisti sono stati gli intervistati, quelli che nel cuore hanno
25:35più o meno un pezzo di tardini, più o meno un pezzo di maglia crociata e allora vogliamo
25:41chiudere proprio così, con le loro facce e la loro partecipazione.
25:46Alla prossima!
26:34Alla prossima!
26:51Alla prossima!
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