00:23Iniziamo questa puntata con un piccolo cadeau per tutti i tifosi del Parma.
00:28Questo è lo spogliatoio dei crociati, è lo spogliatoio dove alla fine iniziano e finiscono tutte le partite.
00:35Il Parma arriva un'ora e mezzo prima della gara, qui si cambiano il riscaldamento e poi la partita, le
00:42docce e si spera sempre di uscire felici da queste stanze.
00:47Insomma siamo nel cuore del Tardini, un altro momento importante per questo stadio che veramente ha un milione di emozioni
00:57da regalare.
01:17Ricordi molto positivi perché è stata mia la prima esperienza con una grande squadra, perché in Parma a quel tempo
01:25era una grande squadra con dei grandi giocatori.
01:28e quindi sicuramente un'esperienza molto positiva. Abbiamo raggiunto la qualificazione alla Champions League, è finita presto ma questo fa
01:37parte del mestiere.
01:39e certo non toglie i momenti positivi passati, grandi giocatori avuti da Turam a Cannavaro, non dico il debutto di
01:49Buffon ma all'inizio della carriera di Buffon, a Crespo, a Chiesa, a Benarrivo.
02:09Ricordo comunque con grande affetto la prima stagione, una delle prime partite con la Fiorentina dove iniziai a giocare un
02:17po' titolare, perché sai all'inizio quando arrivai ero militare,
02:22c'erano comunque dei giocatori nazionali come Apolloni, Minotti, Couto e quindi mi dovessi sudare il posto.
02:32e sicuramente la prima volta che entrai nel Tardini, per me era uno stadio nuovo perché ero abituato comunque al
02:42San Paolo,
02:43adesso Maradona che aveva la pista che era comunque un po' più grande, quindi quello era uno stadio un po'
02:50più raccolto
02:51e ricordo soprattutto il rapporto con i giardinieri.
03:13Mi sono sentito in avversario, mi sono sentito come mi sento adesso, sempre uno di voi, uno di loro, uno
03:19della città,
03:21come ti ho detto prima, la gente quando mi vede si ricorda quei sette anni in maniera emozionante
03:27e quindi per me arrivare qua come avversario non è stata una cosa, anche perché la gente credo mi abbia
03:37stimato,
03:38mi abbia anche in un certo senso voluto bene proprio per quello che avevamo fatto
03:43e quindi non mi è mai successo che di aver sentito, sì qualche fischio l'abbiamo sentito ogni tanto,
03:51però credo che nel Toto il pubblico di Parma nei miei confronti è stato un qualche cosa che mi ha
03:57anche dato la forza
03:59di essere me stesso per tutti gli anni che abbiamo vissuto assieme.
04:24L'ultima Coppa UEFA che una squadra italiana ha vinto
04:27e il fatto che ci sia riuscito il Parma e sia ancora negli ananali il nome di Parma
04:37è un qualcosa di veramente grande, che ti fa capire e ti dà la dimensione che aveva il Parma all
04:45'epoca
04:46e io avendola vissuta faccio ancora fatica e stento ancora a pensare che nel giro di 20-25 anni
04:59sia accaduto tutto questo, ci sia stato questo fallimento, questo declino prima
05:07e ora speriamo che il Presidente possa regalare soprattutto a questi fedelissimi tifosi
05:16che sono sempre vicino al Parma, le soldi del Parma, insomma di nuovo una rinascita, un rinascimento.
05:29Il Tardini è la casa dei tifosi e quindi c'era comunque sempre una bella atmosfera.
05:38E quando passi vicino ritornano in mente tutto quello che ci siamo appena avuti, il debutto,
05:45il tempo passato lì vicino, il tempo passato alla Cittadella, il tempo passato al Colleso San Benevetto,
05:52il tempo passato all'Istituto Tecnico Industriale, il tempo passato alla Certosa con la squadra, insomma tanti bei ricordi.
06:01Io penso che non solo il Tardini, la città intera, perché la gente qua dopo che usciva il Tardini
06:07io diventavo un parmigiano in più.
06:22E lì il capitano era Antonio Benarrivo in quella partita, però mi chiamò Antonio e mi fece
06:30alzare la coppa con lui, perché io in quell'anno lì ero il capitano, però lui era il giocatore
06:36che era a Parma da più anni di me, condividevamo la stanza, quindi avevamo un'amicizia particolare.
06:55È l'ultimo trofeo alzato dal Parma.
07:00Una partita in cui vincemo 1-0 col gol di Junior fatto proprio all'inizio.
07:05Ti ricordi il nostro brasiliano?
07:07Certo, certo.
07:08Il nostro Piazzini, dove giocammo, mi ricordo, direi un 3-5-2, perché poi
07:15dicono, no, ma non è un 3-5-2, è un 5-3-2.
07:18No, ma se tu hai Diana e Junior sulle fasce, hai due che spingono come De Matti.
07:25E poi di dietro avevi Sartor, Sensini e Benarrivo, quindi erano tre difensori e due esterni che
07:31spingevano.
07:32In mezzo al campo avevo Almeida, Nakata e Miku, che giocava dietro alla punta, che era Divaio,
07:42e battemmo la Juventus con un gol all'inizio, resistendo agli assalti della squadra del mio amico
07:49Marcello Lippi e vincemo la Coppa Italia.
08:05Andiamo verso una curva che non ci può far male.
08:09No.
08:12Io ricordo un'altra cosa, a proposito dei grandi campioni, tu sei il primo, il secondo
08:18è Ronaldo e tu hai imparato un rigore sotto la curva.
08:24Sotto la curva, dove stiamo andando.
08:25Sì, sì, sì.
08:26Beh, quello è uno dei momenti più belli della mia carriera, almeno dal punto di vista emozionale.
08:36Era l'8 marzo, mi ricordo ancora che era la festa delle donne.
08:40È la prima volta che metto la maglia di Superman addosso, perché mi ricordo che me la diede
08:46in settimana una tifosa fuori dallo stadio.
08:49E allora, vista l'occasione, che era una partita di cartello contro dei grandi campioni,
08:56tra i quali chiaramente spiccava Ronaldo, poi non si sa mai che ci sia bisogno di un
09:01superportiere oggi, no?
09:03E allora me la son messa sotto e poi, insomma, la partita è andata come è andata.
09:10Ecco, abbiamo vinto 1-0, ho parato questo rigore a 20 minuti della fine, molto importante.
09:17E poi, chiaramente, ho fatto quello che probabilmente nessuno avrebbe mai fatto.
09:24Però in quel momento è stato un po' sempre il mio modo di interpretare il ruolo, di interpretare...
09:35Non lo so, quello di sentirmi sempre, alla fine, un tifoso.
09:41Mi sono sempre sceso in campo con dentro quella voglia, quel desiderio di condividere, ecco,
09:52condividere con la gente quelle che potevano essere le emozioni che la partita ti dà.
10:04Noi abbiamo una sola maglia, un solo scudo, un solo stadio e non è vero, Sandro, che lo stadio
10:14è la seconda casa, è sempre stata la nostra prima casa.
10:23Quando entravo in campo, secondo me la gente, al di là che facessi bene o male, percepiva
10:29che nella partita, oltre a fare il mio dovere, io ci mettevo un qualcosa di diverso, che era
10:36l'anima.
10:39E quest'anima ce la mettevo perché mi sentivo parte integrante, mi sono sempre sentito una
10:46parte di questa città e quindi per me era veramente emozionante poter giocare per il
10:57Parma ed era emozionante poter far felici questa gente, poterla far sognare, poter far credere
11:05o sperare che nonostante non fossimo, come abbiamo detto prima, una squadra metropolitana,
11:13nella città metropolitana, però potessimo combattere per sperare di prevalere, ecco,
11:19magari su di loro.
11:20Cioè è un Davide contro Golia via sotto certi aspetti.
11:29Questa è la porta della parata sul rigore a Ronaldo, no?
11:35No, che poi lì era, devo dire la verità, lì era a doppio rigore perché poi Turam
11:44mi trova male se mi avesse una mano sulla coscienza, sì, ve lo ricordo che lo parai
11:49di qua e la palla andò dall'altra parte.
11:51E qui Turam.
11:51Sì, e lì Turam poi è stato su Simeone se non sbaglio.
11:55E io però, perché sono matto, ero matto, però insomma un matto che ogni tanto cercava
12:03di trovare un po' di lucidità nelle cose che faceva, mi sono accorto che nel momento
12:09in cui la palla è uscita dall'area e avevo visto che stava andando verso il mio compagno
12:13mi sono preso la libertà di andare sui tabelloni, ecco, per cui ho avuto un attimo la percezione
12:17che non subito la palla poteva tornare in aria, ecco, ma che magari ci sarebbero stati
12:224-5 secondi.
12:24E io 4-5 secondi dovevo cercare di sfogare questa gioia e condividerla con la gente.
12:36Si parla molto di aggregazione, di stare insieme allo stadio, insomma, diciamo che
12:41la curva abbatte ogni barriera.
12:44La curva abbatte ogni barriera sicuramente come lo stadio in generale, tantissime amicizie
12:50sono andate in curva, tra le mie amicizie più importanti sono andate tutte sui gradini
12:55dello stadio, ha la capacità, questa grande passione nel confronto della squadra di calcio
13:03di superare davvero tutte le barriere, non ci sono grosse differenze quando sei in curva
13:09con i tuoi amici, con i tuoi compagni, né culturali piuttosto che di ceto, insomma, non
13:20c'è niente di così aggregativo secondo me come la passione per la squadra di calcio
13:25e di conseguenza la domenica allo stadio.
13:57Campione del mondo 2006, nella storia di un portiere, di un professionista, di un calciatone,
14:05c'è la scuola, c'è la scuola nel senso calcio, le prime esperienze, le coppe, c'era un po'
14:14di Parma in quella coppa tua, personale.
14:17Ah beh, c'era un po' di Parma, c'era tanto di Parma, perché oltre, per dire, anche oltre,
14:27oltre a me, non so, in quella finale c'era Fabio, c'era Turam dall'altra parte, c'era Bogossian
14:34anche in panchina, però c'era con la Francia, per cui, poi ora se mi scordo qualcuno, non
14:41lo so, però è probabile che mi scordi qualcuno, perché...
14:44Un girardino.
14:44Sì, però un girardino, ecco, e quindi questo sta...
14:49Barone.
14:49Barone, Simone, sì, sì, sì, inzaghi, sì, sì, sì, e quindi questo fa capire che vette,
15:00insomma, il Parma aveva toccato, ecco, e cosa ha rappresentato per il calcio, soprattutto
15:07in quei 15 anni, 16 anni, ecco, è un qualcosa di veramente di un livello, un livello alto.
15:19Cercavano un collaboratore che desse una mano nello staff e venne, che avevano Buffon, che
15:28era infortunato, e mi prese particolarmente cura dei portieri e di Buffon, insomma, e fu un
15:37anno in cui ottenemmo anche risultati, perché a metà, a metà anno cambiamo, si cambiò
15:46l'allenatore, andò via e venne Olivieri, ti ricordi?
15:52Certo.
15:54Eh, e Buffon fece un campionato eccezionale, ricordo che Olivieri ogni tanto mi diceva, siccome
16:03era spesso impegnato, allenano anche dal punto di vista aerobico, perché dovrà parare
16:09tanto, e lui, insomma, mi ricordo una partita a Vicenza e vincemmo 1-0, aveva fatto 7-8 parate
16:18gol, ecco cose incredibili, e poi quell'anno lì andò alla Juventus.
16:30Volevo ringraziare tutta la gente di Parma, tutti i tifosi che questi anni ci sono stati
16:34vicini.
16:35Ciao ragazzi, non mi dimenticono mai.
16:39Quando tu andasti via, io ricordo che proprio così, ci mettevamo d'accordo per darti il microfono
16:48di TV Parma in mano per salutare la gente, era un legame forte comunque, tu avevi accettato
16:53questa cosa?
16:55Sì, sì, perché ero arrivato, avevo 21 anni, e ricordo ancora la mia prima notte, che venivo
17:07da una città grande come quella di Napoli, e arrivai in albergo, che poi adesso andare
17:14a Villa Ducale lì, e con l'entito, intorno è cambiato tutto, perché ci sono stato un mese
17:19fa, e mi sono venuti in brividi, perché veramente ho visto una città trasformata, e
17:25proprio i primi anni, l'ultimo anno che arrivai, sicuramente, sai, ero giovane, quindi il legame
17:33piano piano poi con il tempo, con le prestazioni, con i trofei vinti, e comunque è sempre stato
17:45un legame importante, perché Parma per me è stata una tappa fondamentale per crescere,
17:51per migliorare come persona, come uomo, come calciatore, e ho condiviso comunque uno spogliateo
17:59importante con tantissimi campioni, e quindi questo legame comunque io lo sentivo, la gente
18:07me lo trasmetteva ogni partita, me lo trasmetteva ogni volta che giravo per strada, perché poi
18:15a me piaceva vivere la città, mi piaceva stare a contatto con la gente, e sicuramente è stata
18:22una tappa, una tappa importante per la mia crescita calcista.
18:33Per voi il Tardini cosa significa, al di là del contenitore ideale per il museo?
18:39Il Tardini, il Tardini è la casa, il Tardini è dove sono, dove sono racchiuse tutte le emozioni,
18:48dove sono, dove tutti hanno avuto il primo approccio, sono innamorati, io penso che sia il posto dove tutti
18:54si sono innamorati di questa squadra, faccia eccezione per quelli che, per tutti quei tifosi
18:58che sono stati raccolti in giro per il mondo, che ovviamente l'hanno vista, sì, negli anni d'oro,
19:03che ovviamente l'hanno vista in televisione, però fondamentalmente è stato il posto dove sei
19:07arrivato col papà o col nonno la prima volta, in cui ti sei innamorato di questa squadra,
19:12di questi colori e negli anni d'oro è stata anche la casa di molti dei nostri successi,
19:20quindi sono racchiuse le emozioni principali, che siano poi promozioni, che siano coppe,
19:25che siano anche singole partite o singoli gol, non lo so.
19:30Io ricordo da giornalista quando il Parma sfoggiò ancora, credo che fosse il 2000, magari tu sei
19:39più preciso di me, quando improvvisamente, togliendosi la tuta, ricomparve la maglia crociata.
19:45Parma Lecce, l'ultima di campionato del 1999-2000, se non sbaglio, sì, era una maglia crociata
19:55che nessuno si aspettava, perché a quel tempo eravamo ancora in pieno potere Parmalat, quindi
20:02padre e padrone decideva i colori e i colori in quel momento lì erano di un altro tipo.
20:10fu una bella sorpresa per tanti, fu una bella sorpresa per tanti, è una maglia che a livello
20:15collezionistico ha un gran valore, perché come tutte le maglie indossate una sola volta
20:20nell'arco del campionato, o comunque nell'arco di una competizione, è una maglia molto pregiata.
20:32normale che comunque sono affezionato a quell'ambiente, per me è la società, è la squadra, è la città
20:40dove ho giocato più anni e quindi è normale che mi dà sempre forti emozioni.
20:47ci sono tornato da giocatore, ci sono tornato da allenatore e sicuramente è un legame forte.
21:08questa era la panchina che non stavo mai seduto, anche perché non si vede nulla da seduto, poco
21:13a nulla. emozioni, tante emozioni, tanti ricordi, fortunatamente tutti belli e quindi
21:27sentimento d'amore, sentimento di riconoscenza, sentimento dove abbiamo fatto qualcosa di bello,
21:34dove la squadra, il gruppo era veramente in simbiosi con la città, con i tifosi.
21:41voi avevate fatto anche questo progetto, prima cittadini, poi calciatori?
21:47sì, nel momento difficile, nel momento particolare, che ormai è storia, ci siamo riuniti e lo staff
21:55tecnico, tutti, abbiamo deciso di fare qualcosa per la città, perché avevamo la sicurezza
22:01che non saremmo stati soli, in un momento veramente molto particolare, molto difficile.
22:06Il fatto di sentirsi cittadini di un posto ti dà un senso di responsabilità maggiore.
22:16Tu eri secondo di Cesare, com'era lo stadio, com'era viverlo prima da calciatore, in C, in B, in
22:23A
22:23e poi da tecnico in A?
22:25Diverso, diverso, perché da giocatore hai sempre un pensiero comunque, per quanto tu possa
22:32essere una persona altruista e tutto, però sei sempre un singolo all'interno di un gruppo.
22:37Il giocatore finito l'allenamento torna a casa in famiglia e i pensieri sono unicamente
22:45per la famiglia.
22:46Invece da tecnico, quando lavori nello staff, poi lavori 24 ore su 24, non finisci mai, anche
22:53quando vai a cena con lo staff, continui a parlare dell'allenamento, della preparazione,
22:57qualsiasi cosa, insomma.
22:59La vivi, è un altro mestiere.
23:05Nelle difficoltà il gruppo esce?
23:08Nella grande difficoltà abbiamo praticamente accettato di rimanere nella difficoltà e chi
23:15non se la sentiva, chi aveva altre aspettative, altre necessità, era libero di poter andare,
23:23così è stato, ma senza traumi, senza rotture.
23:26E quelli che sono rimasti avevano veramente la consapevolezza che stavano vivendo un momento
23:31storico e quindi c'era questo senso di grande appartenenza, ma soprattutto il fatto di gestire
23:40il gruppo non avendo grandi risorse, avevano dato le priorità, le priorità tra virgolette
23:46familiari, quindi chi aveva necessità era il primo della lista, chi aveva la necessità
23:53di avere qualcosina a fine mese, metteva a disposizione per il gruppo.
24:07Nel 2005 ci siamo salvati con lo spareggio di Bologna, ma siamo arrivati in semifinale
24:13di Coppa UEFA.
24:15La parola d'ordine era alchimia in quel periodo, la squadra era fantastica, giocatori giovani,
24:21uno staff splendido, giocavamo da Dio, però è successo quello che non ci aspettavamo,
24:28il Carac Parma.
24:29Forse nella storia del mondo del calcio è la prima volta che una squadra di calcio
24:32salva la società, perché grazie ai soldi di Adriano siamo riusciti a finire il campionato,
24:37siamo riusciti ad arrivare anche in Europa League.
24:41La tua prima al Tardini era là?
24:43Sì, sinceramente era proprio là, nel settore ospiti di un Parma-Torino dove a Spriglia
24:50fece tripletta, perché io giocavo nella primavera del Piacenza, avevo un compagno tifoso del
24:55Torino, quindi domenica libera e dissi dai ragazzi andiamo a Parma a vedere il Torino.
24:59E mi ricordo che c'era lo stadio, era pienissimo e a Spriglia fece veramente delle cose incredibili.
25:06E io la mia prima volta al Tardini è stata nel settore ospiti.
25:26Grazie a tutti.
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