00:00Benvenuti al piacere della lettura con noi dalla libreria Aretusa di Roma, Alessia Coppola.
00:05Benvenuta. Grazie. Il libro di oggi è Nate dalla Tempesta, edito da Fazzi. È una saga familiare
00:13che attraversa quasi un secolo di storia italiana tra la terra arida della Puglia, il mare, le
00:19superstizioni e i silenzi tramandati di madre in figlia. Un romanzo dove le donne lottano contro
00:25il peso delle radici, dei segreti e di un destino che sembra già scritto. In apertura
00:31ha inserito una citazione di Isabella Allende. La scrittura per me è un tentativo disperato
00:37di preservare la memoria. Quanto di questo bisogno disperato c'è stato durante la stessura
00:43di questo romanzo? Il romanzo stesso è nato proprio per il desiderio di preservare la memoria
00:49della mia famiglia e di chi è venuto prima di loro, quindi sicuramente per me la scrittura
00:54è un modo per apporre una testimonianza, per essere ricordati in qualche modo. Quindi
00:58trovavo doveroso inserire questa citazione dell'Allende, anche perché è una scrittrice
01:03dalla quale ho imparato tanto in passato. La sua stessa Casa degli Spiriti poi ha ispirato
01:08nel tempo la stesura di Nate dalla Tempesta. Partendo dalle famiglie Guadalupi e Malerba
01:14ci parli dei personaggi principali, di Rosa e di Mina la Masciara. Mina è la cosiddetta
01:22a Masciara del paese, quella che un tempo veniva definita un po' la strega del paese,
01:26la guaritrice, colei che riusciva a curare i malani dei bambini, colei che riusciva anche
01:31a fare malefici e a scioglierli. Perché è nato il desiderio di scrivere di questa donna?
01:37Un po' perché volevo riscattare le donne che sono sempre state nell'ombra e sempre state
01:42temute per la loro conoscenza. E un po' perché in qualche modo nella figura della Masciara
01:48alcuni ci hanno visto mia nonna quindi volevo anche riscattare lei e attraverso le memorie
01:54e ricordi di mia madre con sua madre e con sua nonna volevo un po' anche riscattare il loro
01:59rapporto perché non è mai stato facile e il rapporto di Rosa con sua madre è un po' quello
02:05che ha vissuto la mia con la sua. Quindi volevo spezzare questa maledizione familiare con
02:10questo libro. Di fronte al disfacimento della sorella Rosa si chiede chi era davvero colpevole
02:16della storpiatura del suo destino. Secondo te la colpa della mancata riuscita di alcuni
02:22individui risiede nelle loro scelte, nella società o nelle dinamiche familiari?
02:27Credo che possa dipendere da tanti aspetti, da tanti fattori. Portiamo tutti addosso il
02:31peso di una realtà che non è nostra e a volte abbiamo proprio la sensazione di portare
02:36il carico, di non riuscire a liberarcene. Ho scritto questo libro anche per questo, per
02:41liberarmi di un carico di una costellazione familiare che per troppo tempo si è sentita
02:46oppressa da questa sorta di maledizione, da questa sfortuna. Però adesso credo che le
02:52nostre scelte possano determinare quello che noi faremo. È sicuramente un 50 e 50 ma credo
02:58che ognuno di noi abbia la possibilità a un certo punto di scegliere cosa fare del proprio
03:02destino. È quello che è accaduto a Rosa. Riguardo ai numeri 7 e 9 che governano i destini
03:08dei Guadalupi e Malerba, Rosa riflette sul loro essere maledetti e benedetti insieme.
03:14Che valore ha la superstizione nel mondo contadino del romanzo?
03:19È fondamentale. Il romanzo trae proprio ispirazione dal folklore della Puglia, dal folklore del Salento
03:25e per chi non lo conosce perché spesso il Salento è conosciuto per altri aspetti ma è una terra
03:31ricca di folklore, di fascino, di mistero e di figure come la Malombra, come la Maciara,
03:37come il Folletto che viene chiamato da noi in diversi modi a seconda della provenienza,
03:42del paese di provenienza. Sicuramente il folklore è determinante per la sessura di questo romanzo.
03:47Zia Isa osserva che certi ricordi diventano spigli e pungono come le spine della corona del Cristo.
03:53Che cosa sono per te i ricordi e a che cosa servono?
03:57I ricordi come ho scritto è vero, per me sono come spigli. Talvolta pungono, talvolta
04:04accarezzano e sono fondamentali e determinanti per formare quello che siamo. Siamo il risultato
04:10del nostro passato, degli eventi che ci hanno preceduto. Quindi sicuramente senza quella base,
04:15senza la memoria in generale, senza la memoria non potremo esercitare la nostra presenza nei giorni
04:22nostri nel presente. Zia Isa chiede alla nipote, forse sei venuta a perdonarla. Quanto è difficile
04:28affrontare i fantasmi del passato e trovare la forza per il perdono interiore? Cos'è per te il
04:33perdono? È difficile perdonare, soprattutto se stessi. Me lo sono chiesto spesso negli ultimi anni.
04:41Uno degli altri motivi per cui è scritto questo romanzo è perdonare, lasciare che mia madre perdonasse
04:46i suoi fantasmi e perdonare me stessa, perché tante volte noi non ci perdoniamo anche piccole
04:52azioni quotidiane e secondo me l'atto più difficile di perdono è proprio verso se stessi. Per quanto
04:59riguarda invece il perdono, l'argito a chi ci ferisce, lì bisogna vedere dal grado di dolore
05:04che ci viene inferto e non è sempre uguale per tutti. La giovane nipote di Rosa torna trionfante
05:10col suo libretto universitario conquistato un'altra lode. L'istruzione è la vera magia
05:17capace di spezzare ogni maledizione? Per me lo è stata. Io credo che come nel caso di Rosa
05:23leggere, scrivere, comunque istruirsi ti porti a spezzare dei legami, soprattutto in un contesto
05:31socioculturale come quello che poteva essere quello nel romanzo. Parliamo di una narrazione
05:35che si apre nei primi del novecento, in un salento crudo e primordiale, quindi la conoscenza era la
05:41base per riscattarsi da un passato di terra, fatto di terra di legame profondo con la natura. Quindi
05:49sicuramente per Rosa e per me crescere, imparare è stato un passo fondamentale per fare quell'evoluzione
05:57in più per riscattarsi. Rosa bambina lavora imbrattandomi di farina. Quanto l'etica del duro
06:06lavoro ha plasmato l'emancipazione delle donne del sud in quegli anni e quanto è fondamentale ancora
06:12oggi? È un tema molto spinoso perché negli anni era consuetudine che i bambini lavorassero. Al sud
06:18Italia era normalissimo. Io attraverso i racconti di mia madre ho appreso che i bambini a 5-6 anni
06:24andavano già a lavorare facendo lavori più disparati, dal meccanico a lavorare nei pastifici,
06:29negli olifici, a raccogliere i frutti. Oggi quasi sembra impensabile. A volte anche per questo le
06:36generazioni del presente sono talmente diverse da quelle del passato perché hanno affrontato la
06:40fatica, hanno affrontato il lavoro. Sicuramente era un clima diverso, era normalizzato il lavoro
06:45nell'infanzia, ma a posteriori oggi se mia madre pensa alle fatiche della sua infanzia, di quella degli
06:52altri bambini della sua generazione ovviamente le trova profondamente ingiuste perché i bambini
06:56hanno diritto di studiare, di crescere in un clima diverso da quello che poteva essere quello
07:01raccontato nel libro. Credo che la libertà della donna passi anche attraverso il lavoro,
07:07ma non il lavoro in senso stretto proprio nel guadagnare qualcosa, ma nel sentirsi appagata
07:12di se stessa. Il senso di soddisfazione supera qualsiasi altra cosa, sentirsi appagata e fiera
07:21di se stessa ti porta già a sentirti indipendente, quello è il primo passo. Poi ovviamente il lavoro
07:26ti aiuta in questo, ti dà quel sostentamento economico per distaccarti da una dipendenza
07:31maschile, però credo che quello su cui dovremmo lavorare tutti è proprio la soddisfazione verso noi
07:36stesse.
07:36Come definiresti il concetto di radici? Sono un punto di forza che ci nutre o catene
07:42che ci tengono bloccati?
07:4550 e 50, ma credo che siamo ciò da cui veniamo, siamo il posto da cui veniamo, quindi io sicuramente
07:51non sarei la stessa persona se non fossi nata e cresciuta in Salento. Io la mia terra la sento
07:57costantemente ogni giorno, sento il profumo del mare anche se sono lontana, sento il legame
08:01con la terra ed è qualcosa che chi viene dal sud avverte per tutta la vita. È un po'
08:07come quando si dice che chi viene dal mare prima o poi è destinato a tornarci e io credo
08:12che il sud crei proprio questa catena, questo filo doppio con le radici ed è impossibile
08:17poi staccarsene.
08:18Il legame tra Vincenzo e la moglie viene descritto dalla dolcissima frase che le scrive dalla
08:24guerra, ti ho voluto un bene grande quanto il mare. Cosa rappresenta il mare come elemento
08:30vitale ed emotivo all'interno del tuo romanzo?
08:33Il mare in questo romanzo è un po' un altro protagonista, è come se fosse fatto di carne,
08:39un personaggio reale. Il mare io lo considero anche il mio inchiostro, è ciò che alimenta
08:45la mia penna. Il mare è la mia radice ed è anche quella di un personaggio fondamentale
08:51della storia di Vincenzo. Lui è un marinaio, è stato poi un soldato ma ha sempre navigato
08:59per mare, sia con il peschiereccio della sua famiglia e sia in guerra. Il mare è l'elemento
09:04fondamentale che si riflette anche poi negli scritti di Rosa. Rosa a un certo punto è come
09:09se avesse questo rapporto con il mare, scrive pensando al mare, perché ciò che fondamentalmente
09:15la tiene ancorata alla sua terra, nonostante poi lei a un certo punto se ne vada, si allontana
09:20dalla terra, ciò che rimpiange e che la lega lì è proprio il mare.
09:24La madre di Eloisa dichiara imparerai che niente è giusto, siamo femmine. Che riflessioni
09:30suscita questa dolorosa accettazione dell'ingiustizia di genere? È così ancora oggi?
09:36A volte sì. A volte mi rendo conto che dobbiamo combattere il doppio per esercitare
09:42la nostra forza, per esercitare la nostra autorevolezza. Le cose stanno cambiando per
09:48fortuna, però se io guardo il passato a mia madre, a mia nonna, mi rendo conto che ieri
09:56come oggi si fa sempre un po' fatica. A volte c'è la frase fatta, nonostante sia femmina,
10:02ecco, quel nonostante è ancora una piccola piaga aperta, ma io spero che possa essere
10:08ricuscita con il tempo, anzi presto.
10:11Rosa riflette sulla propria gente. Forse perché siamo gente di terra, noi del sud veniamo dal suolo
10:17come golem, senza padroni. Come si intreccia il concetto di libertà con l'appartenenza a una
10:24terra così arcaica?
10:26Questa è una bellissima domanda. Diciamo che il concetto di libertà è quello poi che ognuno fa di
10:31se stesso. Si può essere liberi sia nella terra di origine e sia altrove. Per Rosa il concetto di
10:38libertà è legato all'istruzione. È lo stesso che ho applicato anche per me stessa. Ci si può
10:43sentire liberi fondamentalmente in qualsiasi posto. È più che altro uno stato d'animo. Non è
10:48relazionato al posto in cui sei, perché puoi essere lì e sentirti prigioniero oppure sentirti
10:53libero. È proprio come tu percepisci il tuo essere al mondo.
10:57Oggi al piacere della lettura abbiamo parlato di Nate dalla tempesta di Alessia Coppola,
11:03edito da Fazzi. E tu Alessia, quale libro ci consiglieresti per il piacere della lettura?
11:08Io consiglio questo, 900 di Baricco, un libro che ho letto diverso tempo fa, ero ancora una
11:13ragazza, mi ha colpito per la sua prosa e appunto per il suo legame con il mare, il mare che
11:18ritorna
11:19anche nelle mie storie.
11:20Grazie mille.
11:22Grazie a te.
11:22Grazie a te.