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  • 11 ore fa
Le radici non sono mai solo un luogo. Quando pensiamo al passato, più o meno lontano, riaffiorano odori, voci, perfino dolori che attraversano generazioni e continuano a vivere dentro di noi, anche quando crediamo di essercene liberati. Le radici fanno così: si sedimentano nel cuore e si aggrappano ai nostri ricordi in una presa indistruttibile. Nate dalla tempesta (Fazi) di Alessia Coppola è un romanzo che ha i suoi fulcri nel concetto di memoria come eredità, nel Sud come condanna e salvezza, e nelle famiglie fagocitate dal silenzio.

Ospite del vodcast Il Piacere della Lettura, l’autrice racconta la genesi del romanzo, che non si limita ad essere soltanto una saga familiare, ma un atto necessario di liberazione.
Trascrizione
00:00Benvenuti al piacere della lettura con noi dalla libreria Aretusa di Roma, Alessia Coppola.
00:05Benvenuta. Grazie. Il libro di oggi è Nate dalla Tempesta, edito da Fazzi. È una saga familiare
00:13che attraversa quasi un secolo di storia italiana tra la terra arida della Puglia, il mare, le
00:19superstizioni e i silenzi tramandati di madre in figlia. Un romanzo dove le donne lottano contro
00:25il peso delle radici, dei segreti e di un destino che sembra già scritto. In apertura
00:31ha inserito una citazione di Isabella Allende. La scrittura per me è un tentativo disperato
00:37di preservare la memoria. Quanto di questo bisogno disperato c'è stato durante la stessura
00:43di questo romanzo? Il romanzo stesso è nato proprio per il desiderio di preservare la memoria
00:49della mia famiglia e di chi è venuto prima di loro, quindi sicuramente per me la scrittura
00:54è un modo per apporre una testimonianza, per essere ricordati in qualche modo. Quindi
00:58trovavo doveroso inserire questa citazione dell'Allende, anche perché è una scrittrice
01:03dalla quale ho imparato tanto in passato. La sua stessa Casa degli Spiriti poi ha ispirato
01:08nel tempo la stesura di Nate dalla Tempesta. Partendo dalle famiglie Guadalupi e Malerba
01:14ci parli dei personaggi principali, di Rosa e di Mina la Masciara. Mina è la cosiddetta
01:22a Masciara del paese, quella che un tempo veniva definita un po' la strega del paese,
01:26la guaritrice, colei che riusciva a curare i malani dei bambini, colei che riusciva anche
01:31a fare malefici e a scioglierli. Perché è nato il desiderio di scrivere di questa donna?
01:37Un po' perché volevo riscattare le donne che sono sempre state nell'ombra e sempre state
01:42temute per la loro conoscenza. E un po' perché in qualche modo nella figura della Masciara
01:48alcuni ci hanno visto mia nonna quindi volevo anche riscattare lei e attraverso le memorie
01:54e ricordi di mia madre con sua madre e con sua nonna volevo un po' anche riscattare il loro
01:59rapporto perché non è mai stato facile e il rapporto di Rosa con sua madre è un po' quello
02:05che ha vissuto la mia con la sua. Quindi volevo spezzare questa maledizione familiare con
02:10questo libro. Di fronte al disfacimento della sorella Rosa si chiede chi era davvero colpevole
02:16della storpiatura del suo destino. Secondo te la colpa della mancata riuscita di alcuni
02:22individui risiede nelle loro scelte, nella società o nelle dinamiche familiari?
02:27Credo che possa dipendere da tanti aspetti, da tanti fattori. Portiamo tutti addosso il
02:31peso di una realtà che non è nostra e a volte abbiamo proprio la sensazione di portare
02:36il carico, di non riuscire a liberarcene. Ho scritto questo libro anche per questo, per
02:41liberarmi di un carico di una costellazione familiare che per troppo tempo si è sentita
02:46oppressa da questa sorta di maledizione, da questa sfortuna. Però adesso credo che le
02:52nostre scelte possano determinare quello che noi faremo. È sicuramente un 50 e 50 ma credo
02:58che ognuno di noi abbia la possibilità a un certo punto di scegliere cosa fare del proprio
03:02destino. È quello che è accaduto a Rosa. Riguardo ai numeri 7 e 9 che governano i destini
03:08dei Guadalupi e Malerba, Rosa riflette sul loro essere maledetti e benedetti insieme.
03:14Che valore ha la superstizione nel mondo contadino del romanzo?
03:19È fondamentale. Il romanzo trae proprio ispirazione dal folklore della Puglia, dal folklore del Salento
03:25e per chi non lo conosce perché spesso il Salento è conosciuto per altri aspetti ma è una terra
03:31ricca di folklore, di fascino, di mistero e di figure come la Malombra, come la Maciara,
03:37come il Folletto che viene chiamato da noi in diversi modi a seconda della provenienza,
03:42del paese di provenienza. Sicuramente il folklore è determinante per la sessura di questo romanzo.
03:47Zia Isa osserva che certi ricordi diventano spigli e pungono come le spine della corona del Cristo.
03:53Che cosa sono per te i ricordi e a che cosa servono?
03:57I ricordi come ho scritto è vero, per me sono come spigli. Talvolta pungono, talvolta
04:04accarezzano e sono fondamentali e determinanti per formare quello che siamo. Siamo il risultato
04:10del nostro passato, degli eventi che ci hanno preceduto. Quindi sicuramente senza quella base,
04:15senza la memoria in generale, senza la memoria non potremo esercitare la nostra presenza nei giorni
04:22nostri nel presente. Zia Isa chiede alla nipote, forse sei venuta a perdonarla. Quanto è difficile
04:28affrontare i fantasmi del passato e trovare la forza per il perdono interiore? Cos'è per te il
04:33perdono? È difficile perdonare, soprattutto se stessi. Me lo sono chiesto spesso negli ultimi anni.
04:41Uno degli altri motivi per cui è scritto questo romanzo è perdonare, lasciare che mia madre perdonasse
04:46i suoi fantasmi e perdonare me stessa, perché tante volte noi non ci perdoniamo anche piccole
04:52azioni quotidiane e secondo me l'atto più difficile di perdono è proprio verso se stessi. Per quanto
04:59riguarda invece il perdono, l'argito a chi ci ferisce, lì bisogna vedere dal grado di dolore
05:04che ci viene inferto e non è sempre uguale per tutti. La giovane nipote di Rosa torna trionfante
05:10col suo libretto universitario conquistato un'altra lode. L'istruzione è la vera magia
05:17capace di spezzare ogni maledizione? Per me lo è stata. Io credo che come nel caso di Rosa
05:23leggere, scrivere, comunque istruirsi ti porti a spezzare dei legami, soprattutto in un contesto
05:31socioculturale come quello che poteva essere quello nel romanzo. Parliamo di una narrazione
05:35che si apre nei primi del novecento, in un salento crudo e primordiale, quindi la conoscenza era la
05:41base per riscattarsi da un passato di terra, fatto di terra di legame profondo con la natura. Quindi
05:49sicuramente per Rosa e per me crescere, imparare è stato un passo fondamentale per fare quell'evoluzione
05:57in più per riscattarsi. Rosa bambina lavora imbrattandomi di farina. Quanto l'etica del duro
06:06lavoro ha plasmato l'emancipazione delle donne del sud in quegli anni e quanto è fondamentale ancora
06:12oggi? È un tema molto spinoso perché negli anni era consuetudine che i bambini lavorassero. Al sud
06:18Italia era normalissimo. Io attraverso i racconti di mia madre ho appreso che i bambini a 5-6 anni
06:24andavano già a lavorare facendo lavori più disparati, dal meccanico a lavorare nei pastifici,
06:29negli olifici, a raccogliere i frutti. Oggi quasi sembra impensabile. A volte anche per questo le
06:36generazioni del presente sono talmente diverse da quelle del passato perché hanno affrontato la
06:40fatica, hanno affrontato il lavoro. Sicuramente era un clima diverso, era normalizzato il lavoro
06:45nell'infanzia, ma a posteriori oggi se mia madre pensa alle fatiche della sua infanzia, di quella degli
06:52altri bambini della sua generazione ovviamente le trova profondamente ingiuste perché i bambini
06:56hanno diritto di studiare, di crescere in un clima diverso da quello che poteva essere quello
07:01raccontato nel libro. Credo che la libertà della donna passi anche attraverso il lavoro,
07:07ma non il lavoro in senso stretto proprio nel guadagnare qualcosa, ma nel sentirsi appagata
07:12di se stessa. Il senso di soddisfazione supera qualsiasi altra cosa, sentirsi appagata e fiera
07:21di se stessa ti porta già a sentirti indipendente, quello è il primo passo. Poi ovviamente il lavoro
07:26ti aiuta in questo, ti dà quel sostentamento economico per distaccarti da una dipendenza
07:31maschile, però credo che quello su cui dovremmo lavorare tutti è proprio la soddisfazione verso noi
07:36stesse.
07:36Come definiresti il concetto di radici? Sono un punto di forza che ci nutre o catene
07:42che ci tengono bloccati?
07:4550 e 50, ma credo che siamo ciò da cui veniamo, siamo il posto da cui veniamo, quindi io sicuramente
07:51non sarei la stessa persona se non fossi nata e cresciuta in Salento. Io la mia terra la sento
07:57costantemente ogni giorno, sento il profumo del mare anche se sono lontana, sento il legame
08:01con la terra ed è qualcosa che chi viene dal sud avverte per tutta la vita. È un po'
08:07come quando si dice che chi viene dal mare prima o poi è destinato a tornarci e io credo
08:12che il sud crei proprio questa catena, questo filo doppio con le radici ed è impossibile
08:17poi staccarsene.
08:18Il legame tra Vincenzo e la moglie viene descritto dalla dolcissima frase che le scrive dalla
08:24guerra, ti ho voluto un bene grande quanto il mare. Cosa rappresenta il mare come elemento
08:30vitale ed emotivo all'interno del tuo romanzo?
08:33Il mare in questo romanzo è un po' un altro protagonista, è come se fosse fatto di carne,
08:39un personaggio reale. Il mare io lo considero anche il mio inchiostro, è ciò che alimenta
08:45la mia penna. Il mare è la mia radice ed è anche quella di un personaggio fondamentale
08:51della storia di Vincenzo. Lui è un marinaio, è stato poi un soldato ma ha sempre navigato
08:59per mare, sia con il peschiereccio della sua famiglia e sia in guerra. Il mare è l'elemento
09:04fondamentale che si riflette anche poi negli scritti di Rosa. Rosa a un certo punto è come
09:09se avesse questo rapporto con il mare, scrive pensando al mare, perché ciò che fondamentalmente
09:15la tiene ancorata alla sua terra, nonostante poi lei a un certo punto se ne vada, si allontana
09:20dalla terra, ciò che rimpiange e che la lega lì è proprio il mare.
09:24La madre di Eloisa dichiara imparerai che niente è giusto, siamo femmine. Che riflessioni
09:30suscita questa dolorosa accettazione dell'ingiustizia di genere? È così ancora oggi?
09:36A volte sì. A volte mi rendo conto che dobbiamo combattere il doppio per esercitare
09:42la nostra forza, per esercitare la nostra autorevolezza. Le cose stanno cambiando per
09:48fortuna, però se io guardo il passato a mia madre, a mia nonna, mi rendo conto che ieri
09:56come oggi si fa sempre un po' fatica. A volte c'è la frase fatta, nonostante sia femmina,
10:02ecco, quel nonostante è ancora una piccola piaga aperta, ma io spero che possa essere
10:08ricuscita con il tempo, anzi presto.
10:11Rosa riflette sulla propria gente. Forse perché siamo gente di terra, noi del sud veniamo dal suolo
10:17come golem, senza padroni. Come si intreccia il concetto di libertà con l'appartenenza a una
10:24terra così arcaica?
10:26Questa è una bellissima domanda. Diciamo che il concetto di libertà è quello poi che ognuno fa di
10:31se stesso. Si può essere liberi sia nella terra di origine e sia altrove. Per Rosa il concetto di
10:38libertà è legato all'istruzione. È lo stesso che ho applicato anche per me stessa. Ci si può
10:43sentire liberi fondamentalmente in qualsiasi posto. È più che altro uno stato d'animo. Non è
10:48relazionato al posto in cui sei, perché puoi essere lì e sentirti prigioniero oppure sentirti
10:53libero. È proprio come tu percepisci il tuo essere al mondo.
10:57Oggi al piacere della lettura abbiamo parlato di Nate dalla tempesta di Alessia Coppola,
11:03edito da Fazzi. E tu Alessia, quale libro ci consiglieresti per il piacere della lettura?
11:08Io consiglio questo, 900 di Baricco, un libro che ho letto diverso tempo fa, ero ancora una
11:13ragazza, mi ha colpito per la sua prosa e appunto per il suo legame con il mare, il mare che
11:18ritorna
11:19anche nelle mie storie.
11:20Grazie mille.
11:22Grazie a te.
11:22Grazie a te.

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