Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 9 ore fa
C’è un filo sottilissimo che lega la Sicilia al tempo: dorato, fragile eppure indistruttibile. È il bisso, la seta del mare, che nasce nell’oscurità e diventa luce. Ed è proprio da lì, da questa tradizione antica e quasi mistica, che prende vita La malarema (Piemme) di Alessia Castellini, presentato nel vodcast Il Piacere della Lettura.

Ambientato tra la Sicilia di fine Ottocento e un reclusorio femminile del primo Novecento, La malarema segue la storia di Rossella, segnata da un trauma che le spezza la voce e la trascina in un destino oscuro. Tra mare, violenza e memoria, il suo percorso diventa un atto di resistenza e rinascita.

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00Benvenuti al piacere della lettura, con noi dalla libreria Aretusa di Roma, Alessia Castellini.
00:06Benvenuta. Grazie Giulia, grazie per l'invito. Il libro di oggi è La Malarema, edito da PM. La
00:12Malarema è un romanzo intenso e stratificato che entra in ciapassato e presente e racconta la storia
00:18di Rossella e di un destino oscuro che si tramanda tra le donne della sua famiglia. Tra dolore,
00:23violenza e silenzi emerge però una forza luminosa fatta di resistenza, memoria e
00:29sorellanza. Puoi parlarci dell'origine del tuo romanzo? Qual è stata la scintilla da cui è
00:34scaturito l'esigenza che ti ha spinto? La scintilla che ha dato origine al romanzo è stata una
00:42conversazione con un'amica che per la prima volta mi ha parlato di uno degli argomenti di sfondo
00:49all'interno della storia che è il bisso marino, la seta di mare, che è collegata a un'antica maestria
00:57tipicamente sarda e siciliana. Poi questo ha fatto nascere in me il bisogno che in realtà ho sempre
01:06sentito, ma per soddisfare il quale mi mancava la storia giusta, che era quello di raccontare
01:14qualcosa legato alla mia terra, sperando che questo qualcosa non fosse un argomento già noto e
01:23trattato. Da questa esigenza è nato anche il secondo filone del romanzo, che è quello legato ai reclusori
01:34femminili cattolici, che io ho analizzato in connessione alla Sicilia, ma che è un fenomeno
01:41che ha coinvolto naturalmente tutta l'Italia, ma anche altri paesi del mondo. Il titolo rimanda
01:48a correnti insidiose e contrarie. In che modo la malarema fisica del mare rispecchia le correnti
01:54sociali e psicologiche che travolgono le donne del paese? Cosa rappresenta nel tuo romanzo la
02:01malarema? Allora, questa è una domanda molto bella per me, perché mi consente di trattare i vari
02:09strati che io ho inserito all'interno della storia. La malarema è un titolo metafora, ma anche un titolo
02:20molto concreto, perché viene dalla parola rema, che è una particolare corrente tipica dello
02:30stretto di Messina, legata al flusso e riflusso quotidiano che c'è a causa della differenza di
02:37marea tra lo ionio e il tirreno. La malarema è la rema avversa per i pescatori, che genera a volte
02:50vortici, correnti particolarmente insidiose. All'interno della storia ha sia un valore concreto,
02:59reale sia un valore metaforico, perché ciascuno dei miei personaggi ha la propria malarema, sia
03:05all'interno del paese in cui ambiento la narrazione, San Giorgio, che è in provincia di Messina, sia
03:12all'interno del reclusorio, che invece è uno spazio chiuso e in cui la malarema assume un valore
03:19essenzialmente simbolico. A San Giorgio è rappresentata in qualche modo, oltre che dalle reali correnti
03:25marine, dall'impatto che una minuscola società della fine dell'Ottocento, primi del Novecento,
03:35influisce sulle donne in particolare. Rappresenta le voci in qualche modo cancerogene, che cambiano
03:50il corso degli eventi, anche senza volerlo. Rappresenta lo sguardo degli uomini, ma anche delle donne,
03:59su chi provava ad avere più libertà rispetto al solito. Poi c'è anche una malarema cattolica, perché all'interno
04:12della storia la religione va contro i miei personaggi femminili, lo fa in tanti modi e quindi ecco perché
04:22abbiamo scelto la malarema come titolo. Tu scrivi, se glielo permetti i fili di bisso ti salvano, diceva la mia
04:29mastra. Nel romanzo il bisso marino è molto più di un semplice filato. In che modo quest'arte antica
04:35rappresenta un'ancora di salvezza per le donne della tua storia? Il bisso mi ha consentito di
04:43strutturare il romanzo nelle cinque fasi di lavorazione di questa particolare fibra tessile
04:52di origine animale. Rappresenta per le mie protagoniste in qualche modo quelle cinque fasi
05:03che caratterizzano certi momenti particolari della vita, che un po' tutti abbiamo vissuto e che in particolare
05:11le mie protagoniste vivono. Perché le cinque fasi di lavorazione sono l'oscurità, perché è l'oscurità
05:17che all'inizio caratterizza il bioccolo di bisso, la piccola nube che si pesca, che sembra una sorta
05:23di alga sporca. Poi c'è la fase della pulizia, la fase dello scioglimento dei nodi, la fase dell'accensione
05:32della luce perché il bisso ha una particolarità, è l'unica fibra tessile che brilla in modo naturale,
05:41se trattata con del limone, alla luce del sole. E poi c'è la fase della filatura e queste cinque
05:49fasi in qualche modo sono anche quelle che ciascuno dei miei personaggi vive all'interno
05:54della storia. Momenti di buio, momenti di difficoltà, il momento in cui si sente bisogno di fare spazio
06:01attorno a sé, quindi di fare pulizia, di togliere il superfluo, le persone sbagliate, di insomma
06:06dimenticare, ecco, dove è possibile. Poi c'è la parte dello scioglimento dei nodi, ogni mio personaggio
06:14a un certo punto deve fare i conti con alcuni nodi che hanno ingarbugliato i passi della loro vita.
06:24e poi c'è il momento in cui si vede un piccolo bagliore, la luce che dà via al filato
06:34e quindi
06:34a quel nuovo percorso di vita che per alcuni dei miei personaggi sarà costruttivo, per altri no.
06:41Ecco, quindi il bisso è struttura all'interno della storia e anche metafora e simbolo.
06:48Il mutismo di Rossella è centrale. A un certo punto, quando suona la bragna, Mimi si commuove, dice
06:5511 anni erano che non sentivo uscire un suono dalla tua bocca. Come hai lavorato per dare voce
07:01a una protagonista che non può parlare? E chi è Rossella? Ci parli di lei?
07:06Rossella, come hai detto tu, non ha voce, ma non ha voce a causa di un evento specifico a cui
07:14ha assistito
07:15da bambina e che gliel'ha tolta definitivamente. Il momento che hai segnalato tu è un momento importante
07:26perché è la prima volta che Mimi sente uscire un suono dalla sua bocca perché le regala una conchiglia
07:34che è la brogna, nota anche come lupa di mare perché quando c'è forte nebbia in mare, se si
07:41soffia
07:41all'interno della brogna esce un suono particolarmente cupo, diciamo che raggiunge distanze importanti.
07:50E quello è l'unico momento all'interno del romanzo in cui il lettore sente un suono che esce dalla
08:00bocca di Rossella.
08:01Per il resto non si sente nulla perché lei ha paura, lei ha paura della propria voce, non sa neanche
08:09perché.
08:09e poi si scoprirà. È una ragazza che all'inizio del romanzo è una bambina ma poi diventa una giovane
08:18donna
08:18che sceglie volutamente di rinunciare alla propria libertà. Lo fa perché la sua libertà la porterebbe al mare
08:29e il mare per lei significa tante cose negative a un certo punto della storia. All'inizio no, all'inizio
08:37è fonte di ripresa,
08:39dopo l'evento drammatico che l'ha scombustolata e l'ha traumatizzata.
08:47Rossella è una ragazza che però, nonostante le sue paure, sa ancora essere di sostegno per gli altri
08:54perché lei aiuterà Mimi, che è la coprotagonista di Rossella all'interno del romanzo, a superare un momento difficile
09:03della sua vita, ma aiuterà anche le sue compagnie all'interno del reclusorio.
09:08E questo dovuto al fatto che, sempre ricollegandosi alla storia del bisso,
09:13Rossella è in grado di vedere la luce anche quando non la cerca.
09:19Scrivi, tra queste mura alcune donne sono soltanto numeri da così tanti anni che quando lui le chiama per nome,
09:26prima di fare un passo in avanti, esitano. Nel reclusorio le donne perdono se stesse.
09:32Qual è stato l'aspetto più difficile nel documentarsi su queste prigioni invisibili? Ci parli di questi reclusori?
09:39L'aspetto più difficile è stato scontrarmi con un argomento grigio. Io credo che in Italia ancora non si sia
09:53arrivato
09:53realmente al nocciolo della questione, nonostante siano state fatte e siano, credo, in corso parecchie ricerche al riguardo.
10:01Quindi una delle parti più difficili è stata quella di reperire informazioni che non fossero vaghe o luoghi comuni.
10:13E poi invece c'è stato il problema opposto.
10:15Nel momento in cui ho trovato dei documenti e delle testimonianze che non sono semplicemente legate al territorio italiano,
10:23ma anche estero, ho avuto difficoltà perché è un argomento molto duro che mette in luce tutta una serie di
10:32abusi
10:35subiti dalle donne nel corso del Novecento e dell'Ottocento, ma anche del Novecento spinto,
10:42fino agli anni Sessanta, fino agli anni Novanta all'estero, di sicuro, dai documenti che ho trovato io,
10:49di sicuro fino agli anni Sessanta del Novecento, in Italia erano presenti situazioni di questo tipo.
10:55I reclusori cattolici erano dei luoghi in cui le donne venivano rinchiuse per volere semplicemente di un familiare,
11:05di qualcuno che denunciava la loro immoralità.
11:13Questo paradossalmente a volte era anche peggio di una reclusione in carcere,
11:19perché in carcere si finiva per una denuncia, per un reato, la pena aveva una fine.
11:26Invece in questi posti si entrava, anche senza aver commesso alcun crimine, a volte neanche si usciva,
11:33e a volte si diventavano numeri.
11:37La cosa che hai citato tu, cioè il fatto che alcune donne entravano e diventavano numeri,
11:41perdevano il loro nome, è legata a una testimonianza delle Maddalene,
11:47che erano donne che in Irlanda hanno lavorato, sfruttate, essenzialmente perché non percepivano un salario,
11:58all'interno delle case Maddalena.
12:00Lì loro entravano e venivano identificate con dei numeri, perdevano il nome,
12:04e a volte non ne uscivano più, a volte non si faceva loro neanche un funerale,
12:09perché non dovevano essere lì ufficialmente, quindi quando morivano le si perdeva così.
12:14Nel romanzo il corpo delle donne è costantemente violato, giudicato e incarcerato.
12:19Dopo più di un secolo delle vicende narrate nel romanzo,
12:21a che punto siamo oggi nella lotta contro la violenza di genere?
12:25Quanto c'è ancora da fare?
12:27Io penso che ci sia ancora veramente tanto da fare,
12:33paradossalmente forse ancora di più proprio perché se ne sta parlando,
12:37a volte è quasi consolatorio parlarne,
12:43però parlarne non basta, serve agire,
12:48servono delle campagne d'azione concrete, soprattutto all'interno delle scuole,
12:53soprattutto con i giovani,
12:55quindi c'è tanto da fare.
12:58Molti appunto, come dicevo,
13:01si sentono tranquillizzati
13:04dalla narrativa
13:06che adesso
13:07mette in luce tutto ciò che è stato
13:10e tutte le speranze per il futuro,
13:12si sente al sicuro perché
13:13in televisione, sui giornali,
13:15se ne parla,
13:17ma ripeto,
13:18parlare non basta e lo vediamo quotidianamente perché
13:21ancora quasi quotidianamente noi assistiamo a fenomeni di
13:27femminicidio e non solo, ecco, il femminicidio è l'apice,
13:32ma tutte le violenze che stanno alla base e che non vengono denunciate perché
13:36non c'è fiducia nelle istituzioni, perché c'è paura,
13:39tutto questo si elimina con l'educazione, alla base, alla radice, con i bambini,
13:44con gli adolescenti.
13:46La depressione di Brigida viene trattata dai paesani come una colpa o un pettegolezzo.
13:51Quanto era difficile per le donne dell'epoca
13:54veder riconosciuto il proprio dolore mentale?
13:57Penso fosse estremamente difficile
14:00anche perché non si aveva consapevolezza medica
14:04di parecchi disturbi psichiatrici
14:07che poi col tempo, per fortuna, sono stati riconosciuti.
14:10Rientravano tutti nell'ambito dell'esaurimento nervoso,
14:14della tristezza quasi volontaria
14:19e il mio personaggio, in particolare quello di Brigida,
14:25subisce tutto questo,
14:28non le viene riconosciuta dignità nel suo dolore
14:32e poi la sua morte viene associata a questo dolore.
14:39e anche questo fa capire la gravità della situazione
14:43perché non è il dolore che porta alla morte di Brigida,
14:50è la causa del dolore che porta alla morte.
14:53La causa non se la chiedeva nessuno,
14:56ma penso che ancora oggi più o meno sia così.
14:59Molte persone, ad esempio, sottovalutano la depressione postpartum
15:03che è quello che vive il personaggio di Brigida.
15:06Credono che sia un momento passeggero
15:11che si può affronteggiare con la vicinanza delle persone amate.
15:17Ma è un problema clinico, cioè è una malattia.
15:22Nel reclusorio le protagoniste combattono continuamente per non dimenticare,
15:27incidendo parole nel legno o scambiandosi ricordi felici.
15:30La memoria è uno dei temi centrali del racconto.
15:33Cos'è la memoria per le protagoniste del tuo romanzo e cos'è per te?
15:37Per le protagoniste del mio romanzo la memoria è spesso,
15:42per alcune è una gabbia,
15:45per Mimi e per Rossella è assolutamente una gabbia
15:50perché non solo non consente loro di andare avanti
15:57ma distorce la realtà in cui vivono
16:01e quindi è un grosso problema.
16:04Per altre invece è come se indicasse una sorta di aspirazione.
16:13Le donne del reclusorio sognano la libertà che hanno perso
16:18e quindi nella memoria loro ritrovano quel gancio
16:25che consente loro di andare avanti
16:29perché sperano un giorno di poter tornare ad essere libere.
16:33Per me la memoria è importantissima
16:35perché tra l'altro lo si vede da quello che scrivo.
16:39Io parto sempre da eventi realmente accaduti,
16:46da situazioni sociali e culturali realmente accadute
16:50perché intanto mi ispirano, sono fondamentali per la nascita di una storia
16:57e poi ritengo che sia qualcosa che va preservata
17:05e non si insegna spesso a scuola l'importanza di preservare.
17:10Quindi anche lì questo è un argomento che andrebbe potenziato
17:15nell'educazione dei giovani
17:17per spiegare loro che la memoria è parte intrinseca anche del futuro.
17:27Questa cosa viene sottovalutata tantissimo.
17:30Oggi al piacere della lettura abbiamo parlato della Malarema,
17:34edito da PM.
17:35E tu Alessia, quale libro ci consiglieresti per il piacere della lettura?
17:39Consiglierei Ricordami Così di Brett Anthony Johnston.
17:43È un libro che sto leggendo, è in corso di lettura, non so come finisce,
17:47ma lo consiglio perché ha una tecnica narrativa pazzesca.
17:55Racconta la storia del ritrovamento di un ragazzo scomparso,
18:00scomparso per quattro anni,
18:01che improvvisamente torna a casa, è un adolescente,
18:04e tutta la narrazione si concentra sulla reazione della famiglia
18:10senza analizzare per gran parte del libro
18:13ciò che è accaduto effettivamente a questo ragazzo.
18:16Quindi c'è una tensione altissima sia per il lettore sia per i personaggi.
18:20E lo consiglio perché mi sta insegnando tanto,
18:23sia a livello narrativo sia a livello emotivo.
18:27Grazie mille.
18:28Grazie a te.
18:28Grazie a te.

Consigliato