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I libri viaggiano. Attraversano il tempo, le stanze, le generazioni. Si posano sulle nostre vite come polvere luminosa e, quando meno ce lo aspettiamo, riaprono ferite, ricuciono memorie, interrogano il presente attraverso il passato. È da qui che parte la conversazione con Christian Raimo, autore del libro 'L'invenzione del colore' e ospite del vodcast Il Piacere della Lettura: da un’idea semplice e vertiginosa, che la letteratura non serva a ricordare soltanto, ma a capire chi siamo adesso.
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CreativitàTrascrizione
00:00Benvenuti al Piacere della lettura, con noi Cristian Raimo. Benvenuto. Grazie mille. Il
00:05libro di oggi è L'invenzione del colore, la nave di Teseo. Nell'invenzione del colore
00:12intrecci ricordi familiari, cinema, politica e vita quotidiana, costruendo un romanzo che
00:17sfugge alle definizioni tradizionali. Sembra un viaggio nella memoria, ma anche un modo per
00:23interrogare il presente attraverso il passato. La dedica del tuo romanzo è alla mia famiglia di
00:30sangue e alla mia famiglia d'amore. Qual è il punto di sutura tra questi due mondi? È una domanda
00:37difficilissima, nel senso come è difficilissimo capire a chi dedicare un libro, perché chiaramente
00:43un libro lo si dedica evidentemente ai lettori o soprattutto alle persone che si immagina lo
00:52leggeranno prima degli altri. Chiaramente è difficile non dedicare un libro in cui si parla
00:59della propria famiglia alla propria famiglia e quindi sicuramente appunto mio padre, mia madre,
01:05mia sorella, ma anche i miei nonni, i miei zii. Questo è un libro che racconta un po' tutta la
01:10storia familiare, ma la mia famiglia d'amore, insomma, ho presente le persone che considero una
01:16famiglia in cui ci sono anche per fortuna i miei parenti veri, i miei parenti consanguine,
01:23ma anche altre persone con cui magari non ho legami di sangue, però sicuramente ho dei legami
01:27d'amore. Siccome nel libro a un certo punto cito una frase del Vangelo in cui ci sono dei discepoli
01:37di Gesù che dicono aspettaci un secondo Gesù per seguirti, dobbiamo andare a seppellire nostro
01:44padre e Gesù gli risponde venite a seguitemi subito, lasciate che i morti seppelliscano i morti e questo
01:53insomma un po' le volte lo penso, cioè il modo migliore poi per voler bene anche le persone che sono
02:00state la nostra famiglia che magari non c'è più è quella alle volte di lasciare andare le persone perché
02:05poi le ritroveremo in un altro modo. Hai definito questo romanzo come la storia immaginifica e reale
02:12di tuo padre e dell'invenzione della trasformazione del colore al cinema. Qual è stata la scintilla,
02:18l'esigenza che ti ha spinto a dare vita a quest'opera? Due grandi perdite, quella di mio padre che
02:25è stata
02:25una perdita diciamo improvvisa e dolorosa perché nel momento in cui è andato in pensione pochi mesi dopo
02:31a 66 anni insomma si è ammalato di un tumore molto veloce, rapido che in tre mesi ha portato alla
02:41morte nel 2009 e poi qualche anno dopo nel 2013 anche questo insomma abbastanza improvvisamente
02:49la Technicolor, l'azienda per cui lui aveva lavorato tutta la vita, 38 anni quindi veramente un periodo
02:56lunghissimo, ha chiuso a Roma e ha licenziato prima tutti i dipendenti e poi ha chiuso. Quindi
03:03come dire fare i conti con questa doppia perdita che chiaramente era una perdita personale insomma
03:10mio padre chiaramente era stato il centro della mia vita e la Technicolor comunque attraverso mio padre
03:19ma non soltanto attraverso mio padre anche attraverso i suoi colleghi anche attraverso tanti ricordi
03:24era stato insomma un pezzo importante nella mia infanzia e volevo raccontare una storia che non
03:30fosse una storia familiare ma una storia collettiva perché la Technicolor è stata un pezzo della storia
03:38collettiva del cinema e il cinema è stato un pezzo della storia planetaria e quindi attraverso come dire
03:43dei ricordi molto personali, molto familiari, dei dettagli piccolissimi che vengono fuori dalla storia
03:52di mio padre, della storia familiare, riesco ad andare appunto invece a come è stato il novecento
03:59e come è finita l'industria male in Italia, a come è finito anche un mondo di pensare il lavoro
04:06attraverso la creatività, l'immaginario e appunto quello del cinema. Quindi diciamo il racconto di questa
04:13doppia perdita e la possibilità che uno ha di grane nei romanzi anche delle risurrezioni, anche delle
04:20riscoperte. Parliamo di struttura narrativa che può essere definita un'opera ibrida che intreccia
04:26memoir familiare, inchiesta industriale e romanzo classico. Perché è deciso di utilizzare una struttura
04:32così liquida e sfaccettata? Perché mi sembra che il romanzo oggi per fortuna, insomma non si sa bene che cos
04:39'è il romanzo,
04:40però il romanzo è un po' tutto. Il romanzo riesce ogni volta a ripensarsi e a giocarsela un po' a
04:49armi pari
04:49con le altre narrazioni. È chiaro che noi siamo abituati oggi ad avere una narrazione in cui ci sono
04:58molte trame e sottotrame nelle fiction, quelle nelle serie, quelle più belle, insomma noi siamo abituati
05:07a seguire anche dieci, dodici sottotrame, pensiamo a Breaking Bad, Sopranos, The Wire, siamo abituati
05:14appunto a tanti piani narrativi. Ormai appunto in tv, nel documentario, nel giornalismo siamo abituati
05:26a elementi che mettono insieme, elementi di invenzione, elementi di realtà. Nel racconto familiare,
05:32che sia letterario o anche qui documentario, siamo abituati a racconti che parlano di sé,
05:39che parlano del mondo. Siamo abituati anche a quelle opere che riescono a tenere insieme la distopia,
05:48il realismo. Siccome uno non è che scriverà tanti romanzi nella vita, quando si mette a scrivere un
05:53romanzo, non so quanti romanzi scriveranno la vita, sicuramente di romanzi sul mio padre forse
05:59questo sarà l'unico e basta, o comunque così esplicito sarà questo e basta. Mi interessava
06:05raccontare un mondo e mi interessava, come dire, giocare su tanti piani diversi, provarci, magari
06:11fallire, però piuttosto che invece pensare a fare un romanzo piccolo, a fare un romanzo con una
06:18piccola sfida. L'idea per me è che questo romanzo sia più avvincente di una serie tv avvincente o più
06:26capace di emozionare di un diario molto avvincente, di un diario molto commovente.
06:32Questo è, altrimenti insomma una legge, qualcos'altro, c'è pieno di libri che magari più belli, pieno di
06:38storie più belle perché deve dedicare quel tempo al romanzo che ha scritto Christian Raimo. Quindi ho
06:44provato a giustificare il tempo che per fortuna i lettori mi dedicano. La figura di tuo padre è
06:50presente praticamente in tutta l'opera, c'è una ricerca documentale reale affiancata da una
06:56riscoperta antica, nei sogni, nei ricordi, nelle sensazioni. Perché questo doppio binario? Forse
07:03perché in fondo gli individui vivono sia nella realtà che nelle emozioni? Sì, cioè io penso che
07:10la possibilità di conoscere attraverso una ricerca storica, razionale, sociale, eccetera, eccetera,
07:22ci dia molte possibilità anche di fare delle indagini che riguardano magari delle cose molto
07:28vicine. Io penso che i grandi eventi della storia poi abbiano delle implicazioni sulle relazioni
07:35private. Penso che il referendum sulla scala mobile abbia influito nel modo in cui i miei
07:41genitori litigavano. Sicuramente il precariato degli ultimi anni è sicuramente penetrato nelle
07:53relazioni sentimentali delle persone che oggi paravano avere una storia d'amore. Quindi è chiaro
07:59che a me interessa molto come i grandi eventi storici poi innervano quelle che sono le piccole
08:05storie individuali, personali. E dall'altra parte è vero anche che in fondo noi non siamo soltanto
08:12le storie che ci accadono nel mondo, siamo anche composti della materia dei sogni e quindi la
08:20possibilità di riuscire attraverso tutto ciò che non è il racconto sociale, il racconto
08:28realistico, anche come dire il massimo del racconto realistico, quindi effettivamente un reportage
08:33industriale, quindi appunto ci sono dati, ci sono fonti, riscontri, sono delle parti che sembrano un
08:42vero e proprio romanzo storico e dall'altra parte mi interessava anche recuperare invece una dimensione
08:48che è una dimensione, dici giustamente onirica, perché ci sono molti sogni, ma in generale una
08:53dimensione memoriale, irrazionale, che è fatta di associazioni. Anche quello per me è una parte
09:02importante della costruzione di una storia collettiva e del resto, come dire, già il titolo
09:12lo dichiara, cioè l'invenzione del colore, il colore che noi vediamo al cinema non è un colore
09:17che riproduce la realtà, ma un colore che in qualche modo si inventa la realtà e costruisce
09:23un'altra realtà. Il rosso di Suspiria o il nero di Apocalypse Now è addirittura un colore
09:30che probabilmente riesce a colare persino nei nostri sogni. Noi probabilmente sogniamo con
09:38i colori che sono stati inventati al cinema.
09:41Scrivi che tuo padre non parlava nemmeno del suo dolore, non soltanto per pudore nei confronti
09:47dei figli o per un criterio educativo in cui sono invalicabili i confini delle emozioni,
09:52ma perché non le riconosceva nemmeno. Com'era il rapporto col dolore nelle generazioni passate
09:59e com'è cambiato al giorno d'oggi?
10:01Questa è una grandissima domanda, sì, una grandissima questione. È chiaro che uno dei punti fondamentali
10:11della narrazione attuale, che è fatta appunto di tanto storytelling, tanto social, tanto giornalismo
10:19molto veloce, appunto noi scrolliamo in continuazione, è chiaro che ha poco tempo per le narrazioni
10:28sul dolore. Anche le narrazioni sul dolore spesso sono narrazioni che stanno nello sconcerto,
10:35ma che poi, come dire, non riescono a posarsi sul dolore. E quindi è anche difficile elaborare i lutti.
10:43Penso che una delle difficoltà maggiori, io lo vedo con i miei studenti a scuola,
10:48e proprio riflettere su come si elaborano i lutti, e spesso appunto le psicologie interrotte
10:55sono proprio le psicologie che non elaborano il lutto. E penso che l'arte spesso a questo serva,
11:02insomma effettivamente a trasfigurare i lutti, i dolori e a dargli un senso, ma per fare questo ci vuole il
11:08tempo.
11:09Ci vuole il tempo di un film, ci vuole il tempo di un libro, ci vuole il tempo di un
11:13racconto,
11:14ci vuole il tempo di sostare ascoltando un album musicale, una sinfonia.
11:23Tutto questo ha a che fare sicuramente con l'idea che se noi ci anestetizziamo al dolore,
11:32poi quel dolore lì in qualche modo diventa un veleno nel sangue,
11:37mentre se noi in qualche modo troviamo attraverso l'arte,
11:40quindi attraverso le relazioni con persone sconosciute, poi quello è l'arte.
11:45Questo romanzo arriverà a delle persone che non conosco,
11:48io leggo nella maggior parte dei casi, nella stragrande maggioranza dei casi,
11:52persone che non conosco, addirittura persone morte magari da 100-200 anni,
11:56ma questo mi dà una relazione, so che stare dentro il dolore degli altri mi rende umano,
12:03mi fa pensare che il mio dolore non soltanto non sia, come dire, unico,
12:09per cui immenso e invalicabile, ma mi fa pensare anche la possibilità
12:15che questo dolore acquisisca un senso proprio nel confronto.
12:20C'è una mia amica oggi che insomma ha letto, ho finito di leggere questo libro,
12:24ha detto, ha invitato mio padre, mentre leggevo il libro ho sentito che invitavi mio padre,
12:33ed è stato commovente, ho detto, figurati, è commovente per me altrettanto,
12:38anche perché questi padri sono dei padri che spesso non si invitano,
12:41proprio perché erano dei padri che non parlavano magari di emozioni,
12:45che non erano molto disponibili a mostrarsi emozionati o commossi o lacrimevoli addirittura.
12:54Nel romanzo Paolo è uno dei personaggi più emblematici e significativi,
12:58cosa rappresenta per te e chi è veramente Paolo, cosa ci racconta?
13:02A un certo punto sì, questo romanzo è nato intorno alla storia di mio padre,
13:06poi mi sono reso conto che questa storia, era forse il pericolo di questa storia,
13:11era appunto di essere, intorno a mio padre, della Tecnicolo,
13:16troppo intorno a una perdita e quindi ho pensato che volevo raccontare tante altre cose.
13:21Una delle cose che volevo raccontare era sicuramente il rapporto tra adulti e ragazzi,
13:26e il mio osservatore per leggiato è quello della scuola.
13:29E quindi ho messo in scena, come dire, una specie di sottotrama comica o comunque picaresca,
13:37perché questo professore, questo alter ego, questo ide mego,
13:41che appunto si chiama Cristian Raimo, che un po' è me, un po' non è me,
13:45fa l'insegnante e ha tra i suoi studenti questo Paolo,
13:48che è una sfida incredibile, è un ragazzo intelligente, comico, un borgataro,
13:56che chiede chiaramente ogni volta un rapporto che va al di là
14:02di quello che può essere il rapporto normale tra studente e insegnante.
14:06E sta a quest'adulto, che poi è un adulto in crisi,
14:10cercare di capire quanto può assecondare e confinare questa richiesta di un rapporto autentico,
14:18cioè quello che chiede in fondo Paolo è uno studente che chiede un rapporto autentico.
14:22E oggi, secondo me, la sfida più grande che c'è nella relazione tra adulti e ragazzi
14:28e ancora di più tra insegnanti e studenti è quella dell'autenticità,
14:33cioè sentirsi autentici in un mondo che da tutte le parti invece, come dire,
14:38sa di falsità, sa di formalità, sa di storytelling appunto.
14:46In quella relazione lì si può trovare almeno appunto un'autenticità
14:51e chiaramente questa autenticità, come dire, addebbe rischi da tutte le parti.
14:55Scrivi, l'amore che proviamo, che ci sembra così solido, presente,
15:00che fine fa, quando muore, va da qualche parte?
15:03Questa domanda che nel libro poni a tuo padre riceve una risposta fantasiosa e ironica.
15:09C'è tutta una serie di aree intorno agli appennini dove viene stipato in attesa di tempi migliori.
15:15Qual è invece la tua risposta oggi? Dove va a finire l'amore che proviamo?
15:19Allora, la risposta del romanzo, come dire, non ne sembra di dare una migliore,
15:23nel senso che va a finire nelle parole che riusciamo a dirci con le persone che ci sono vicine,
15:35ma anche con quelle che abbiamo perso.
15:37Quindi quando questo personaggio, questo padre che appare nei sogni,
15:40a questo uomo che sono più o meno io, gli dice che sono tutta una serie di aree intorno agli
15:47appennini
15:47dove vede stipato quest'amore, poi capiremo, diciamo, questa risposta nel romanzo,
15:52diciamo, trovo un senso che all'inizio sembra una risposta veramente bizzarra
15:56e un po', come dire, da qualche parte finisce quest'amore,
16:03però anche finendo io penso che c'è una possibilità di conservarlo
16:08e di non soltanto, come dire, tenerlo per l'inverno, ecco,
16:16cioè nel senso come si tengono le provviste per l'inverno,
16:19ma anche di, non lo so, uso l'immagine evangelica anche qui,
16:27se perlirlo nella terra buona e vedere che frutti darà.
16:30Oggi al piacere della lettura abbiamo parlato dell'invenzione del colore,
16:34la nave di Teseo, e tu Cristian, quale libro ci consiglieresti per il piacere della lettura?
16:40Mi sono portato che stavo leggendo un libro di Anne Carson,
16:44che è l'Economia dell'imperduto, è una scrittrice abbastanza incredibile,
16:50Anne Carson, non sono io a dirlo, è una poetessa, una saggista,
16:56una scrittrice con una lingua incredibile che per me è stata un modello anche per questo romanzo qui,
17:05perché riuscire a mettere insieme dentro la saggistica giornalistica un grande lirismo,
17:12dentro la poesia anche quella più familiare, grandi versi che portano alla conoscenza,
17:21e quindi mostra come effettivamente il gioco dei generi è un gioco che riesce a tenersi,
17:30soprattutto se noi troviamo il modo, come avrebbe detto un'altra grande scrittrice,
17:35che consiglio Flannery e Connor, di incarnare nello stile il mistero.
17:40La letteratura è mistero e stile,
17:43se non troviamo effettivamente lo stile giusto,
17:47le manners come avrebbe detto Flannery e Connor non riusciamo a comunicare il mistero,
17:52ma se è solo manners, se è solo stile e non c'è un mistero,
17:56allora è inutile fare letteratura, insomma facciamo altre cose,
17:59cucina, jogging o insomma qualunque altra attività è migliore della letteratura.
18:05Grazie mille.