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  • 1 ora fa
Ci sono amori che finiscono per inezie. E poi ce ne sono altri che non finiscono mai davvero, nemmeno quando la vita di chi li ha abitati non esiste più. Continuano a vibrare nei ricordi, nei gesti rimasti sospesi, nelle parole che non abbiamo più tempo di dire. È da questo spazio fragile – dove il sentimento sopravvive alla materia – che nasce Il legame covalente, il romanzo con cui Massimiliano Smeriglio racconta il lutto, la memoria e l’ostinazione dell’amore.
Trascrizione
00:00Benvenuti a Il piacere della lettura, con noi Massimiliano Smeriglio. Benvenuto.
00:05Grazie.
00:06Il libro di oggi è Il legame covalente, edito da Mondadori. Il legame covalente racconta la
00:12storia di un professore di chimica che, dopo la morte della moglie per una leucemia fulminante,
00:18sprofonda nel lutto, nella solitudine e nel senso di colpa. Attraverso metafore scientifiche e una
00:24narrazione che oscilla tra indagine e delirio, il romanzo esplora cosa resta quando il legame più
00:30profondo della nostra vita si spezza. Qual è stata la scintilla dalla quale è scaturita la tua opera,
00:37l'esigenza originaria che ti ha spinto alla scrittura?
00:41Ma diciamo sono stato almeno un paio. La prima è rendere omaggio a Primo Levi per il sistema
00:48periodico, perché sono 50 anni dall'uscita di questo capolavoro, e anche un omaggio alla sua
00:53esistenza tormentata, uno dei pochi uscito da Auschwitz-Birkenau, che ha scritto cose
01:00straordinarie e che comunque poi ha concluso la sua vita in maniera drammatica. L'altro era quella
01:06di ragionare su un interno familiare molto ordinario, molto composto, e vedere, insomma,
01:16poi muovendo un po' la storia, anche qui sul subentro di un dramma, cosa succede a chi resta,
01:23e a chi deve gestire il dramma degli altri. Sono partito dal libro precedente, che era una
01:30storia biografica di una famiglia, diciamo, altamente disfunzionale. Questa è una storia
01:36di finzione, con al centro una famiglia funzionale, nucleare, molto piccola, un interno piccolo
01:42borghese romano, che viene travolta dagli eventi. Scrivi, il legame covalente è grossomodo questo,
01:49un abbraccio impercettibile, profondo, che tiene insieme ciò che altrimenti si disperderebbe.
01:55Perché hai scelto proprio la metafora del legame covalente per descrivere l'amore tra il protagonista
02:01in Marcella?
02:02Beh, perché siamo in tempi in cui è difficile parlare di dimensioni collettive, di esperienze
02:09comuni, di completamento degli uni nell'altro, nel risplendere anche nelle vite degli altri.
02:18Sono tempi molto duri, sono tempi di individualismi forzati, in generale, culturalmente, anche per
02:26la spinta che dà in questa direzione tutto il sistema dei social. Nei social noi non comunichiamo,
02:31lo dirà anche il protagonista, ci rappresentiamo, non chiediamo alle persone ciao come stai,
02:37noi facciamo un'altra operazione, diciamo ciao come sto, cioè ci rappresentiamo. Ecco,
02:44in tempi così confusi ribadire la necessità della relazione, della relazione affettiva e anche
02:52di progetti comuni di vita, secondo me era importante. Farlo dentro anche qui un interno non
02:59di un amore travolgente, ma di un amore costruito, progettato e realizzato nel tempo, è un po'
03:07una contronarrazione di tanti comunicazioni sfavillanti sulle nostre straordinarie vite
03:15social che poi forse così straordinarie non sono.
03:18Tu poni delle domande, scrivi, cosa succede quando uno degli atomi si spezza, quando una
03:24metà del tutto si dissolve? Il libro esplora il vuoto lasciato dalla rottura di un equilibrio
03:30perfetto. Come si sopravvive quando viene a mancare la propria metà chimica e vitale?
03:36Si sopravvive male, nel senso quando si spezza il legame covalente, che appunto è il legame
03:42dell'equilibrio, la persona che resta, in questo caso parliamo di una coppia, Marcella
03:50e il protagonista che non ha nome perché è un uomo qualunque, un uomo qualsiasi in tutti
03:55i sensi, diciamo così. Il tema è che questo uomo quando si rompe il legame si rompe proprio
04:03lui, si rompe questa persona che comincia un viaggio verso l'inferno, fatto prima dell'accudimento
04:13durante una malattia impattante, la fatica fisica e mentale, poi l'elaborazione del lutto
04:20che non c'è, poi la mancata relazione e condivisione del lutto con la figlia adolescente
04:29che sceglie un altro modo di stare dentro questa storia, cioè si mette di lato, rimuove,
04:34si mette a distanza, quindi quest'uomo che già viveva di relazioni molto rarefatte, una
04:41famiglia in cui c'è il lavoro, c'è l'interno familiare, c'è la figlia, c'è la casetta
04:47al mare e poco altro, si rompe perché resta dentro una bolla di solitudine infinita e peraltro
04:55si rompe male, cioè precipita, gira, non è più la persona di prima, è una persona
05:00che si imbarbonisce, che non dà più nessuna importanza al contesto domestico che prima
05:07era al centro delle sue attenzioni, che comincia a bere, che comincia a fare il gratte e vinci,
05:12che non si cura, che ha una barba, è una persona vicina alla pensione, quindi ha più di 60 anni,
05:18la barba incolta, mezza bianca, mezza nera, si esce in pigiama, non si cura più di nulla,
05:25quindi il tema vero è in questo caso in maniera evidentissima e quando noi subiamo una perdita
05:32improvvisa rispetto a persone con cui ci siamo compenetrati, comunque ci facciamo male, in questo
05:42caso è un male assoluto perché tutta la sua esistenza era legata a quei 30 anni passati insieme
05:49alla sua compagna. Scrivi come se un'esistenza ordinata le togliesse il fiato, come se tutto
05:55il nostro affetto le creasse un disagio profondo. Beatrice prova una repulsione quasi fisica per
06:01la felicità tranquilla dei genitori. Come nasce questo cortocircuito emotivo tra generazioni? Chi è
06:07Beatrice? Ci parli del suo rapporto con i genitori? Beatrice è una ragazza che diciamo nella fase
06:13matura del libro ha superato da un po' i 20 anni, che si è ricostruita una vita distante da Roma
06:20e
06:20distante dal menaggio familiare, ha iniziato a mettere questa distanza molto presto, lui dice
06:26l'abbiamo persa di vista, l'ultimo sorriso è stato al compleanno dei 13-14 anni e poi ha iniziato
06:32a una
06:34separazione che lui non sa nominare, né lui né Marcella quando è ancora in vita non sanno decifrare,
06:41però verso la fine del libro è proprio lei che invece quando i due protagonisti ricominciano
06:47a parlare come persone adulte, autonome e indipendenti, lei comincia diciamo a dire tante cose, insomma
06:56il papà gliene dice di tutti i colori. Quello che proprio non reggeva era proprio questa armonia
07:04silenziosa, questo mondo perfetto, le cose rimandate, i viaggi da fare rimandati, questa mancanza di scatti
07:13vitali. Lei dice io lo so che mi amate, che mi sostenete, che mi supportate, che mi sopportate,
07:21però francamente io questa bolla non la sopporto, mi fa stare male, mi mette ansia. Il personaggio
07:29è molto caricato all'inizio, Beatrice, poi nel corso della storia trova le sue ragioni, il lettore
07:37secondo me spero si possa riconciliare con questa figura che all'inizio per un lettore adulto è anche
07:43abbastanza insopportabile, poi piano piano diciamo ripeto trova le motivazioni di questo
07:54distacco e quindi ci mette del suo. Poi è anche la rappresentazione plastica di una generazione,
08:03la generazione no contact, quella che ha subito non tanto il covid ma quanto il lockdown nell'età più
08:11bella, alla fine del liceo, all'inizio dell'università, la mancanza di relazioni sociali, l'isolamento,
08:19la costrizione, l'ansia che diventa un'ansia sia quando non hai relazione e sia un'ansia
08:26quando hai relazioni, quindi è anche un po' un piccolo manifesto di questioni che non abbiamo
08:33affrontato sul serio e nel profondo e cioè che il covid e il lockdown non hanno colpito
08:38tutti alla medesima maniera, le condizioni sociali, economiche, geografiche contavano moltissimo
08:46e soprattutto contava moltissimo la questione generazionale. Questo strascico di sfreggi nell'anima
08:52di questi ragazzi non l'abbiamo affrontato, permane e qua e là in verità ce ne accorgiamo
08:58che permane. Ecco Beatrice è figlia di questo mondo e quindi aggiunge a un disagio individuale
09:06rispetto a questo modo di esprimere la vita e gli affetti e poi c'è questo aspetto particolare.
09:15Da ultimo questa generazione parla un linguaggio che i padri e le madri grandi proprio non riescono
09:24a comprendere e loro non comprendono il linguaggio dei padri e delle madri. Quando il papà parla
09:29di tenere in ordine la camera, fare la gavetta, studiare le materie che contano, costruire un
09:38progetto, pensare al futuro, beh per quella generazione e per Marcella la parola futuro
09:44non esiste, non sanno cosa sia, vivono molto nel qui ed ora e quindi pure usando lo stesso
09:50lessico in realtà non si comprendono. Per tornare a comprendersi c'è bisogno di uno
09:57sforzo importante che avverrà nel corso del libro.
10:01Tu scrivi, non ho paura di affogare, però se la testa viene alluvionata c'è il rischio
10:06della dimenticanza, questo mi terrorizza. Il protagonista vive col terrore di perdere
10:12i ricordi, quanto la memoria nel tuo romanzo rappresenta l'ultima forma di resistenza contro
10:18l'oblio e l'ingiustizia della vita.
10:21Tantissimo, per il protagonista una volta che si è compiuto il dramma, la malattia, vissuto
10:29da sola, le prese con la propria compagna e poi il lutto, la morte, lui lo dice dall'inizio,
10:35cioè mette le carte in tavola, io voglio vivere di nostalgia, non ho più nulla da chiedere
10:41all'esistenza. È una persona che probabilmente ha 65, 66 anni, non è giovanissima, ma grazie
10:50al cielo siamo in una fase della storia in cui la nostra speranza di vita è molto più
10:55lunga, però lui ha chiuso. Quindi si vuole crogiolare in questa dimensione del ricordo
11:02e l'unica cosa che teme non è la morte, non è il barbonismo, non è l'impoverimento,
11:07è la paura di perdere il contatto, la confidenza con questo sistema di ricordi dei 30 anni
11:15passati insieme alla propria moglie, a Marcella. Questo secondo me è un aspetto da un lato
11:23limitante e dall'altro di una straordinaria dimensione poetica, insomma, che ancora oggi
11:31i legami affettivi d'amore hanno un valore straordinario per dare compiutezza alle vite
11:38delle persone.
11:39Tu ancora scrivi, penso che la chimica sia il linguaggio segreto della materia, il respiro
11:45profondo dell'universo che si mescola e si trasforma. Il narratore vede il mondo attraverso
11:51gli elementi. Qual è il potere di questa scienza e cosa rappresenta per il protagonista?
11:57La scienza è importante perché ci aiuta a uscire dalle fake, dalla mancanza di fonti,
12:04vale tutto, quindi la scienza è importante e un po' lo diciamo, però mettiamo in mostra
12:10anche un po' il limite. Per lui è proprio un'ossessione, è un personaggio un po' sopra
12:16le righe anche il protagonista. Lui per colmare le sue ansie, per calmarle, deve leggere tutto,
12:26dentro il sistema della tavola periodica, quindi che fa fibbia, affida a ogni persona che incontra
12:34un carattere di una persona, fatti che accadono, deve sempre abbinare un elemento o un composto
12:43chimico. Quindi qui c'è un po' una metacomunicazione abbastanza evidente, cioè da un lato noi utilizziamo
12:51delle griglie interpretative della realtà, a volte solide, soprattutto se basate su basi scientifiche,
13:01su fonti eccetera, dall'altro che la scienza non può spiegare tutto. Ma questo lo dice molto bene
13:08Beatrice, quando dice io in quella cavola di rettangolo, in quella cavola di sistema periodico,
13:16di tavola, non ci sto, è inutile che tu continui a riportarmi là dentro. Lui nella fase finale,
13:24quando appunto assumono questa postura d'adulti, entrambi si riscoprono, si trovano, si accarezzano,
13:31l'ascolta molto, e lei gliene dice davvero tante, però poi lui alla fine dice però Beatrice un po'
13:39azotolo è, cioè ritorna sullo suo schema mentale. Questo per dire che a volte per riconciliarci
13:46davvero con la vita dobbiamo anche rompere un po' di comfort zone, di picrizia mentale, di torsioni
13:54ideologiche, che sono cose che ci aiutano a interpretare il caos del mondo, ma che a volte
14:00possono diventare anche delle barriere, dei limiti, delle griglie che un po' ci opprimono.
14:06Il romanzo presenta una spietata critica al classismo latente nella società, chi sta in alto
14:12non guarda chi serve in basso. Il tuo è anche un romanzo sulle disuguaglianze sociali e riguardo
14:19a questo punto dolente, qual è la condizione del nostro paese?
14:23È un paese ancora drammaticamente ingiusto, non solo, diciamo che rispetto ai 30 anni gloriosi,
14:32come li chiamano gli economisti, 45-75, 45-85, 40 anni, in cui c'era un buon compromesso
14:41tra capitale e lavoro, cioè tra la forza dell'impresa, di chi si arricchisce e il sistema
14:47del movimento operaio, delle persone che vivono di salari, di stipendi. Era una dinamica più
14:53aperta perché era aperto l'ascensore sociale, quindi a quelli della mia generazione, quando
14:58i miei nonni che mi hanno cresciuto mi dicevano studia perché qualcosa di bello accadrà,
15:06troverai un lavoro che ti somiglia, noi oggi possiamo dire ai nostri figli studia perché
15:12è una cosa bella, perché serve a te, è più difficile dirgli qualcosa accadrà, perché
15:19è una situazione molto ferma. Questa dimensione molto statica impatta su tutto, sui destini,
15:29su il futuro, ma impatta anche banalmente quando arriva una malattia degenerativa importante
15:36come in questo caso la leucemia, perché sono tre le situazioni che si possono determinare.
15:43hai una famiglia allargata e ti fai aiutare per prendere appunto in cura e sostenere la
15:52persona che sta male, quindi fratelli, sorelle, zii e zii, può succedere, ma in questa società
15:57succede sempre meno e lui infatti è una famiglia padre, madre e figlia. Fine. Hai le condizioni
16:05economiche, cioè ti fai aiutare perché chiedi la presenza di un'infermiera, di una persona,
16:12di un'os, cioè di persone che possono, ma se non hai queste due condizioni, una comunità
16:17di sostegno familiare o di altra natura, non hai le risorse, tu precipiti proprio di fronte
16:24al fatto che devi stare H24 a contatto con la malattia, ma non solo dal punto di vista
16:33psicologico, anche fisico, la farmacia, il medico, la pulizia, tu devi fare tutto da solo,
16:38quindi questa ingiustizia non è astratta, impatta sulla vita delle persone e lui è una
16:46persona, è un piccolo borghese, fa l'insegnante, è poco sopra la soglia accettabile di una zona
16:54di comfort economica, succede questo fatto e precipita, lui è proprietario di una casa
17:01in un quartiere che può essere San Giovanni, ma perché l'hanno comprata i genitori, perché
17:06un'analista di laboratorio, la moglie, un'insegnante di scuola media superiore, il marito, oggi
17:10in questa città a San Giovanni una casa non potrebbero comprarla, l'ha comprata un'altra
17:16generazione, quella del boom e quella della crescita economica, in cui un po' di questa
17:20ricchezza veniva ridistribuita e quindi in quella fase anche un funzionario del comune,
17:26come era il papà del protagonista, poteva permettersi un mutuo per comprare la casa, gli
17:31elettrodomestici, la macchina e persino il proprio posto al sole, c'è una casetta
17:36sul literale sud di Roma, quindi loro ereditano un piccolo benessere grazie alle generazioni
17:44precedenti, questo benessere viene totalmente dissipato dall'inciampo, dall'imprevisto,
17:49cioè dalla malattia e dalla morte.
17:51Tu scrivi le parole da ponti si sono trasformate in muri, in specchi deformanti in cui ognuno
17:58si rimira, nel romanzo le parole perdono il loro scopo comunicativo per diventare rumore,
18:04qual è il ruolo della cultura e più nello specifico della letteratura in un mondo diventato
18:11torre di babele?
18:12Centrale, è importantissimo, noi possiamo costruire delle contronarrazioni seminando
18:19e sperando di accendere qualche cuore, qualche anima, destare curiosità, affascinare con
18:28la cultura, col teatro, col cinema, con la musica, con la letteratura, questo dobbiamo fare,
18:33è veramente importantissimo rispetto a un paese che legge sempre meno, in cui c'è un
18:39analfabetismo di ritorno che preoccupa, in cui le persone non sono più in grado di leggere
18:47un testo semplice, non complesso, perché le modalità di comunicazione sono tutte visive,
18:52sono tutte veloci, sono tutte legate ai social, in cui le persone non sono più in grado di
18:59capire come decriptare una fonte per capire se una vicenda è una fake o una cosa vera, quindi
19:09sui social tu trovi dal terrapiattismo a magari il più grande scienziato di biochimica,
19:17come fai? Ecco, qui serve un po' di struttura culturale, nel libro lui quando gira e da bravo
19:25insegnante diventa un insegnante che non crede più alla scuola e dice le parole non servono
19:31più a niente perché stiamo tutti costantemente ricurvi su questo strumento, su questa protesi
19:37e questa protesi non è fatta per comunicare, l'abbiamo detto prima, ma per autorappresentarsi.
19:42Qual è la differenza tra le persone più grandi e le nuove generazioni? Che le persone più
19:49grandi ricordano, hanno il ricordo di un mondo che era fatto diversamente, per un ventenne il mondo
19:56è quello, è quello delle piattaforme, quindi bisogna fare attenzione, è chiaro che sono anche
20:01grandi occasioni di opportunità, di incontro, di visibilità, ma in questo caso noi mettiamo
20:08rilievo la parte critica che è quella di un impoverimento culturale che poi diventa anche
20:17impoverimento emotivo e dunque anche affettivo perché è tutto giocato a mille, è tutto in un
20:25secondo, dalla sessualità all'autorappresentazione, alla carriera, è tutto performativo, io direi
20:33ogni tanto fermiamoci, sarebbe buona cosa se noi che so, una volta a settimana decidessimo
20:41che per 24 ore abbiamo una forma di disintossicazione dai social per fare altro, per camminare, per
20:49osservare un bel quadro, ascoltare un buon disco, leggere un bel libro o semplicemente
20:54non fare niente rivendicando un diritto all'ozio, perché la scrollata continua non è ozio, è
21:00comunque un'accensione continua delle sinapsi che non ci permette di riflettere su noi stessi,
21:08quindi questo mi pare, non lo dice il protagonista, lo dico io qui ed ora, mi è venuto in mente
21:13mentre me lo chiedevi, uno sciopero di 24 ore a settimana sarebbe una grande cosa.
21:20Oggi al piacere della lettura abbiamo parlato del Legame Covalente, edito da Bondadori e tu
21:26Massimiliano, quale libro ci consiglieresti per il piacere della lettura?
21:29E così mi prendi veramente alla sprovvista, direi così, ma proprio per amicizia, anche perché
21:37è l'ultimo che ho letto per presentarlo, il libro di Anna Voltaggio, La Santa degli Altri,
21:42che è un libro particolare perché mette insieme più piani storici e relazionali e al centro
21:51c'è sempre la dimensione, diciamo, antipatriarcale e molto forte di protagoniste donne che cercano
21:59e trovano il loro spazio nel mondo.
22:02Grazie mille.
22:03A te.

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