00:09Siamo arrivati in caserma, ci siamo sistemati nelle macchine, i colleghi, e siamo andati
00:16verso l'aeroporto, come da ordine ricevuto dall'ufficio scorte, in attesa del giudice
00:22Falcone. Quando Falcone è arrivato con l'aeroporto, mi ha riconosciuto perché bene o male l'ascolto
00:32ogni tanto la faceva a lui. Scusatevamo che scortavamo un morto che camminava, quindi
00:37sapevamo i pericoli che c'erano ogni qualvolta noi montevamo di servizio. Lui scende in compagnia
00:45della moglie, Francesca Morvillo. Francesca Morvillo, anche lei magistrato, abitualmente
00:52si sedeva davanti, lato passeggero. Così ha fatto quella mattina. Non evitare che lui stesse
00:59seduto dietro ed io alla guida, ha preferito rimanere accanto alla moglie e quindi si è
01:05posto alla guida. E io dietro, seduto centralmente ai due sedili.
01:13Io, così come tutti i tre sopravvissuti della Polizia di Stato, eravamo nella terza macchina,
01:18chiusura di corteo. Il mio compito era quello di stare nel sedile posteriore e il mio compito
01:22in quel giorno era quello di osservare, guardare il lato posteriore della fine del corteo.
01:31Mi invitava ad accompagnare la moglie a casa e che ci saremmo riviste luna di mattina, per
01:38riaccompagnarli in aeroporto. A che io gli chiese, arrivato a casa, mi dà le mie chiavi
01:44in modo che io possa riprendere la macchina luna di mattina. Estrae le chiavi dal quadro
01:51comando spegnendo la macchina. Questo suo gesto mi ha salvato la vita, perché ha rallentato
01:57la macchina.
02:00Mi ricordo un'esclamazione detta da Gasperi Cervello, perché vedeva un rallentamento inopportuno
02:07da parte della macchina guidata da Falcone.
02:10Mentre guidavo, logicamente vedevo la strada, ho visto un boato. Da questo boato si è alzata
02:17una montagna di terra che io ho espresso, ho detto io, ma che sta succedendo? Da quel momento
02:23e poi non abbiamo capito più nulla.
02:24La nostra macchina si alza comunque da terra per poi ricadere violentamente. Quindi mi trovo
02:29io di sovrazzare completamente nell'abitacolo della corazzata.
02:36Quelli che hanno preso la bomba in pieno sono i ragazzi che ci precedevano e che sono stati
02:44sollevati, hanno solvolato l'autostrada di ritorno andandosi a schiantare in un terreno
02:52amicolo. Quelli purtroppo sono morti istantaneamente.
03:00Dopo l'esplosione siamo riusciti a uscire dalla macchina perché era ricoperta di detriti.
03:08Usciamo, non so come, devo essere sincero, da quella macchina per ritrovarci nell'inferno.
03:16Abbiamo preso le nostre armi e siamo avvicinati all'autovettura di Falcone dove lui era,
03:24diciamo, ancora era io.
03:25In quel momento ho chiamato Giovanni Giovanni, mi è uscito spontaneamente chiamarlo Giovanni
03:30Giovanni. Mi ha guardato ma non mi ha risposto.
03:38La notte io mi sveglio se ho passato perché il cervello in quel momento mi fa ricordare,
03:44diciamo, quell'incubo.
03:51Quando usciamo da quella macchina non siamo gli stessi uomini che avevano inizio il turno
03:57di servizio. Siamo nuove entità. Io sono un nuovo Angelo Corbo che dovrà poi lottare
04:05con i suoi fantasmi.
04:18Abbiamo tanti segnali che ci fanno temere che possano accadere delle cose spiacevoli
04:25nel prossimo futuro.
04:28Lo spaventoso attentato nel quale ha perso la vita il giudice Giovanni Falcone e almeno
04:33tre uomini della scorta. L'attentato aveva avvenuto nel tardo pomeriggio sull'autostrada
04:38che collega Palermo a Trapani.
04:43Falcone guidava la sua auto, accanto a lui c'era la moglie, la dottoressa Morvillo, Francesca
04:49Morvillo.
04:53Gli agenti che sono rimasti uccisi sono tre. Uno è Antonio Montinari, l'altro è Rocco
05:00di Cillo, il terzo Vito Stifano.
05:08Mio padre era devoto alla famosa antimafia, prima ancora dell'antimafia esistesse.
05:18Mi chiamo Giovanni per il dottor Falcone.
05:27Ho mai avuto dei momenti di scoramento, magari dei dubbi, delle tentazioni di abbandonare
05:32questa lotta?
05:33No, mai.
05:51Con taluni elementi delle scorte spesso si stabilisce addirittura un rapporto di vera e propria
06:01amicizia.
06:05La notizia arriva poco dopo le 17, un attentato di Namitardo a Palermo.
06:10È stata una bomba collocata su una Fiat 126 a provocare l'esplosione violentissima.
06:19Il giudice Paolo Borsellino è rimasto ucciso nell'esplosione, con lui cinque agenti della
06:24scorta.
06:27Emanuele Aloi, Walter Cusina, Claudio Traina, Vincenzo Limuli, Agostino Catalano.
06:35Io non sapevo che lui faceva l'ascorta a Borsellino.
06:43Secondo me quando lui l'hanno messo nell'ascorta di Borsellino già lo sapeva.
06:52Ho pagato all'interno della mia famiglia il mio dedicarmi a questo lavoro e lo stato
07:01di pericolo permanente che ne deriva.
07:23L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria
07:29paura a non farsi condizionare dalla stessa. Ecco il coraggio è questo, altrimenti non
07:33è più coraggio e inconscienza.
Commenti