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  • 2 giorni fa
Spietato attentato con coltello all’ateneo – Il sangue nei dormitori di Ufa

Il video ricostruisce la drammatica mattina del 7 febbraio 2026, quando un quindicenne legato a un gruppo neonazista russo si è introdotto armato di coltello in un dormitorio dell’Università medica statale di Ufa, in Baschiria. L’attacco è stato improvviso e spietato: l’aggressore ha colpito studenti all’interno della palestra comune, ferendo almeno otto persone prima di essere bloccato, tra loro quattro studenti indiani e due agenti di polizia accorsi sul posto.

Le immagini diffuse mostrano il caos nei corridoi e le scritte inneggianti all’Olocausto e svastiche tracciate con il sangue delle vittime, un dettaglio che ha fatto parlare di «escalation di estremismo» e ha scatenato proteste diplomatiche internazionali. L’attentatore, dopo aver tentato di resistere all’arresto, si è autoinflitto ferite gravi.

Attraverso interviste ai feriti sopravvissuti, ai medici che li hanno curati e agli investigatori (che hanno descritto l’adolescente come un «lupo solitario radicalizzato in rete»), il documentario esplora l’ascesa della violenza giovanile di matrice nazista in ex repubbliche sovietiche e il fallimento dei sistemi di prevenzione nelle strutture accademiche. Un’inchiesta che intreccia cronaca nera, geopolitica e allarme sociale, sollevando una domanda inquietante: quante altre armi bianche possono entrare indisturbate nei luoghi di formazione prima che qualcuno alzi barriere più alte?

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Trascrizione
00:00Spietato attentato con coltello all'Ateneo. 8 morti e 17 feriti. 2024 Vuxi. Vuxi, Cina
00:08orientale. Aprile 2024. L'Ateneo era un luogo di voci, risate e passi affrettati. Le aule
00:16vibravano di energia giovanile. I corridoi odoravano di inchiostro e caffè istantaneo.
00:22Gli studenti preparavano gli esami di metà semestre, ignari che quell'istituto sarebbe
00:28presto diventato teatro di una strage. L'uomo che varcò i cancelli non era uno studente.
00:34Si chiamava Liu Zhen, 35 anni, ex allievo cacciato anni prima per comportamenti violenti. Da allora
00:42aveva covato un odio che lo consumava. La vita non gli aveva offerto redenzione, nessun lavoro
00:48stabile, nessuna famiglia, solo il ricordo di risate che sentiva rivolte contro di lui. Per
00:55mesi aveva rimuginato, fino a convincersi che quell'università lo avesse tradito,
01:01marchiandolo per sempre. La mattina del 12 aprile nascose sotto il giubbotto un lungo coltello
01:09da cucina. Entrò passando per l'ingresso secondario, mescolandosi agli studenti. Nessuno
01:16lo notò. I primi a vederlo furono due ragazzi in biblioteca. Liu li trafisse con una rapidità
01:23disumana, senza urlare, con lo sguardo vuoto. Le urla esplosero immediatamente, propagandosi
01:30come un'onda. I corridoi si riempirono di panico, studenti che cadevano dalle scale,
01:36altri che si chiudevano in aula, insegnanti che urlavano ordini confusi. Liu camminava
01:42metodico, la lama lucente che rifletteva le luci al neon, macchiata di rosso. Ogni passo
01:49era seguito da un tonfo, un lamento, un respiro spezzato. In meno di dieci minuti, otto persone
01:56giacevano a terra, immobili, mentre altre diciassette si contorcevano tra sangue e dolore.
02:03I testimoni descrissero un'atmosfera irreale. Telefoni che squillavano tra i corpi, libri impregnati
02:11di rosso, il suono dei tacchi che correvano sui corridoi vuoti. Alcuni studenti giurano
02:18di aver visto il volto di Liu deformarsi, come se un'ombra lo avesse trasformato in
02:24un demone senza coscienza. La polizia intervenne rapidamente. Liu non tentò di fuggire. Stava
02:30in piedi, la lama in mano, gli occhi vitrei puntati verso il soffitto, come se ascoltasse
02:36una voce invisibile. Quando gli agenti lo immobilizzarono, mormorò parole confuse.
02:42Sono io la vittima. Oggi ho restituito ciò che mi hanno tolto. La città di Vuxi rimase
02:49paralizzata. L'università chiuse per settimane. I corridoi, lavati e ripuliti, continuavano
02:56a trasudare silenzi pesanti. Molti studenti non tornarono più. Le famiglie delle vittime
03:03riempirono i notiziari. I funerali collettivi furono avvolti da pianti e bandiere nere. Ma
03:10i segni più inquietanti rimasero nell'edificio. Guardiani notturni raccontarono di aver udito
03:16passi nei corridoi vuoti. Grida soffocate provenienti dalle aule. Persino colpi metallici,
03:24come se un coltello strisciasse contro le pareti. Alcuni dissero di aver visto figure trasparenti,
03:30correre disperate lungo le scale, per poi svanire nell'aria. Liu venne processato pochi
03:37mesi dopo. Il verdetto non lasciò dubbi. Pena di morte. Tuttavia, chi assistette al processo
03:44racconta che il suo sguardo non cambiò mai. Fisso, gelido. Un uomo che sembrava già morto
03:51molto prima di essere condannato. Oggi l'università è stata riaperta. Le autorità hanno cercato
03:58di cancellare ogni traccia della strage, ma i ricordi non si lavano via come il sangue
04:04da un pavimento. In certe notti, quando il vento soffia tra le finestre socchiuse, qualcuno
04:10dice di sentire un coro di voci spezzate, un bisbiglio che sussurra all'unisono, non
04:16dimenticateci. Gli studenti evitano di studiare troppo tardi. Alcuni giurano che, rimanendo soli
04:24in biblioteca, si possa vedere un riflesso alle spalle. Un uomo alto, con un coltello
04:30in mano, che osserva silenziosamente. Forse è solo suggestione, o forse l'eco di quella
04:37mattina di aprile continua a infestare le mura dell'Ateneo. Così, il nome di Liu Chen
04:44non è solo quello di un assassino, ma di un'ombra che ancora vaga. Un monito crudele.
04:51La follia non nasce nel vuoto, cresce lentamente, fino a esplodere in un atto che nessun lavaggio
04:58di sangue potrà mai cancellare.
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