00:00Sangue tra radici, il killer dei backpacker, ombre nelle valli del Nepal.
00:06Negli anni 70 il Nepal era divenuto una tappa imprescindibile per i viaggiatori del Hippie Trail.
00:13Giovani backpacker da Europa, Australia e Stati Uniti salivano verso Kathmandu con zaini, logori e sogni di libertà,
00:23attratti dalle montagne sacre, dalla spiritualità buddista e dai villaggi sospesi nel tempo.
00:30Le valli del Nepal, verdi e profonde, sembravano un rifugio dal rumore del mondo.
00:35Ma in quelle stesse valli, dietro i sorrisi dei mercanti e i templi dorati, si muoveva un'ombra.
00:42Un uomo elegante, colto e spietato, destinato a diventare uno dei più temuti serial killer dell'Asia.
00:50Il suo nome era Charles Obraj, mezzo vietnamita, mezzo indiano, cittadino del mondo e maestro dell'inganno.
00:57Si faceva chiamare con mille identità. Alain, Gautier, Ajay, affascinava i turisti con il suo carisma,
01:05offriva tè speziato o stanze sicure e presto li trascinava in una rete da cui era impossibile fuggire.
01:12Nel Nepal degli anni 70, lontano dagli occhi delle autorità, trovò terreno fertile per i suoi delitti.
01:20Le vittime erano spesso giovani viaggiatori in cerca di avventura.
01:24Ragazzi ingenui, che desideravano meditare a Bodnath o scalare l'Himalaya.
01:30Ragazze che annotavano sogni nei loro diari.
01:34Charles li attirava con promesse di passaggi economici, esperienze autentiche o semplici sorrisi.
01:41Poi arrivava l'inganno.
01:44Medicine avvelenate, spacciate per rimedi contro la dissenteria, drink contaminati, trappole silenziose.
01:53Quando i corpi senza vita venivano ritrovati, erano spesso sepolti tra le radici di alberi
01:59o bruciati ai margini delle strade.
02:03Kathmandu ricordò con orrore il caso di due turisti francesi, trovati strangolati e con i passaporti spariti.
02:10In un altro episodio, un giovane canadese venne trovato morto in circostanze misteriose.
02:17Il corpo abbandonato come un rifiuto.
02:21Le autorità nepalesi, già impreparate ad affrontare il flusso di stranieri, rimasero disorientate.
02:28I delitti sembravano casuali, senza un filo logico.
02:32Eppure, dietro ogni ombra, c'era sempre lui, Charles, che continuava a muoversi con calma glaciale.
02:40Si dice che amasse osservare le reazioni della gente, come un regista sadico di un dramma che solo lui comprendeva.
02:50Gli investigatori lo soprannominarono il serpente, silenzioso, letale, capace di insinuarsi ovunque.
02:58Il Nepal fu solo una delle tappe del suo itinerario sanguinoso, ma i delitti lì commessi lasciarono un segno indelebile.
03:06La sua fine arrivò proprio a Kathmandu, nel 1976.
03:11Dopo anni di inganni, rapine e omicidi, fu arrestato in un hotel di lusso.
03:17Gli agenti nepalesi lo catturarono quasi per caso, trovandolo con documenti rubati e tracce di veleni.
03:24Condannato all'ergastolo, passò quasi vent'anni nelle prigioni nepalesi,
03:30dietro le mura di pietra di un carcere che divenne la sua gabbia.
03:34Ma il mito non finì lì.
03:36La sua figura continuò a vivere nei racconti dei viaggiatori,
03:40che parlavano sottovoce di lui intorno ai falò delle guest house.
03:44«Attento a chi ti offre da bere», si sussurrava.
03:47«Non fidarti di sorrisi troppo gentili».
03:51Le valli del Nepal, culla di spiritualità, erano divenute teatro di inganni e sangue.
03:58Oggi, chi cammina tra le radici secolari dei Banyan e percorre i sentieri dei villaggi,
04:05può ancora sentire quel brivido sottile.
04:07Non per il vento freddo delle montagne, ma per il ricordo delle ombre, che un tempo vi si annidarono.
04:14Il killer dei backpacker non fu un fantasma né una leggenda,
04:18era reale in carne e ossa e lasciò dietro di sé una scia di corpi e di paure.
04:24Il Nepal non dimenticò.
04:26Il suo nome è inciso nella memoria collettiva come un monito.
04:31Dietro le ospitalità e la bellezza, a volte si nasconde il volto del predatore.
04:37E così, tra le radici della sua storia recente, rimane il sangue di chi aveva cercato solo libertà,
04:44ma trovò la morte nelle mani di un uomo che fece del inganno la sua arma più letale.
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