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  • 10 ore fa
Colpi letali alla casa di cura di Sagamihara – La strage che ha sconvolto il Giappone

Nel cuore della notte del 26 luglio 2016, l’incubo si è abbattuto sulla struttura per disabili Tsukui Yamayuri En a Sagamihara, a pochi chilometri da Tokyo. Mentre i pazienti dormivano, Satoshi Uematsu, un ex dipendente del centro, armato di un coltello e con un martello, ha forzato una finestra, legato la guardia di sicurezza e, di stanza in stanza, ha pugnalato a morte 19 vittime, di età compresa tra i 19 e i 70 anni, ferendone altre 26.

Poche ore dopo si è presentato spontaneamente in un commissariato: «Volevo liberare il mondo dai disabili». Il suo gesto estremo non è stato improvviso. Già in febbraio aveva consegnato al Parlamento una lettera delirante in cui invocava l’eutanasia di massa e chiedeva di poter uccidere 470 persone, offrendosi di farlo per «rivitalizzare l’economia e prevenire la terza guerra mondiale». Nonostante fosse stato ricoverato per due settimane in un ospedale psichiatrico, ne era uscito a marzo con un giudizio di salute migliorata.

Il documentario segue l’iter giudiziario culminato nel marzo 2020 con la condanna a morte per impiccagione. La difesa aveva puntato sull’infermità mentale indotta dall’abuso di marijuana, ma il tribunale ha ritenuto Uematsu pienamente capace di intendere e di volere, in grado di pianificare ogni dettaglio della carneficina con lucidità.

L’inchiesta esplora le radici aberranti del massacro: l’ideologia eugenetica sottesa alla violenza, il sistema giapponese che ha fallito nel trattenere un soggetto dichiaratamente pericoloso e l’impatto su una società dove i disabili vivono già spesso nell’ombra e nello stigma. Attraverso interviste a familiari delle vittime, esperti di psichiatria forense e testimoni che avevano incrociato Uematsu nei suoi tragici presagi, il video ricostruisce i momenti della strage e le domande che ancora oggi il Giappone si pone: come ha fatto un ex impiegato noto per quelle idee a rientrare indisturbato nel luogo dove lavorava e a uccidere nel sonno chi avrebbe dovuto proteggere? E come si può prevenire la prossima furia omicida quando la legge non sa intercettare le minacce letterali?

Un racconto che intreccia cronaca, psicopatologia e responsabilità sociali, e che non dimentica il volto di ogni singola vittima – un grido per non abbassare mai la guardia davanti all’odio mascherato da ragione.

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Trascrizione
00:00Colpi letali alla casa di cura di Sagamihara. Era il 26 luglio del 2016 quando l'oscurità calò in maniera
00:08irreversibile sulla città di Sagamihara, una località tranquilla a ovest di Tokyo.
00:14L'aria estiva era densa e immobile e nella struttura Tsukui Yamayuri-en, una casa di cura che accoglieva centinaia
00:23di persone con disabilità, regnava il silenzio della notte.
00:28Le stanze erano immerse nel respiro regolare dei pazienti addormentati, cullati da un sonno fragile. Nessuno immaginava che dietro le
00:38mura protettive dell'istituto stava per scatenarsi un incubo destinato a scolpirsi nella memoria del Giappone.
00:46Un uomo camminava nell'ombra, con passo deciso, portando con sé più di un coltello. Si chiamava Satoshi Uematsu, ex
00:55dipendente della struttura.
00:57Era stato licenziato mesi prima, dopo aver manifestato idee inquietanti. Sosteneva che le vite dei disabili non avessero valore, che
01:08la loro esistenza fosse un peso per la società.
01:11Quelle parole, all'epoca, erano sembrate folli, tanto da spingerlo a un ricovero psichiatrico temporaneo.
01:19Ma quella notte, mosso da un odio glaciale e da un delirio lucido, tornò nel luogo che conosceva bene, deciso
01:27a trasformare i suoi pensieri in un massacro.
01:30Entrò forzando una finestra. I corridoi, che aveva percorso mille volte come dipendente, ora gli apparivano deserti, pronti ad accogliere
01:41i suoi passi assassini.
01:43Poi iniziò la carneficina. Uematsu agì con una calma disumana, soffocata solo dall'affanno dei suoi stessi respiri.
01:52Alcuni pazienti si svegliarono in tempo per vedere la lama brillare sopra di loro, ma non ebbero la forza né
02:00il tempo di gridare.
02:01Altri rimasero immobili, incapaci di comprendere il terrore che li stava travolgendo.
02:08L'istituto, da rifugio di cura e protezione, si trasformò in una trappola senza via d'uscita.
02:16Diciannove persone morirono quella notte, dilaniate dalla furia di un uomo che si considerava strumento di purificazione.
02:25Ventisei rimasero ferite, molte in modo irreversibile.
02:30Le pareti della casa di cura, un tempo decorate da disegni e fotografie, si macchiarono di sangue
02:37e il silenzio che seguì fu ancora più terribile delle urla appena svanite.
02:42Quando la strage fu compiuta, Uematsu uscì con la stessa freddezza con cui era entrato.
02:49Si consegnò alla polizia dichiarando con calma,
02:51«Ho fatto ciò che doveva essere fatto».
02:55Parole che gettarono un'intera nazione nell'orrore e nello sdegno.
03:01Non c'era pentimento, solo la convinzione delirante di aver compiuto un gesto giustificato.
03:08Il Giappone, noto per la sua sicurezza e per l'armonia sociale,
03:13si scoprì vulnerabile di fronte a un odio che non lasciava spazio all'umanità.
03:18La società rimase scioccata, incapace di comprendere come un uomo potesse penetrare
03:26nella fragilità di chi era più indifeso e spegnere la loro esistenza con tale crudeltà.
03:32Gli abitanti di Sagamihara raccontano ancora che, nelle notti estive,
03:37il vento che attraversa i corridoi vuoti dell'epistituto
03:41sembra portare con sé i sospiri soffocati di quella notte.
03:45Alcuni infermieri che vi lavoravano giurano di aver udito il suono di passi lenti dietro di loro,
03:51come se l'assassino fosse ancora lì, pronto a riemergere dalle ombre.
03:56Altri parlano di sogni ricorrenti,
03:59in cui i pazienti morti si aggirano con lo sguardo spento,
04:03chiedendo con un filo di voce perché proprio loro.
04:07Colpi letali alla casa di cura di Sagamihara
04:10Non è solo la cronaca di un omicidio di massa,
04:13ma l'ugeco perpetua di un odio folle,
04:16che ha trasformato un luogo di cura in un teatro di sterminio.
04:20Una storia vera che ricorda come l'orrore non nasca sempre dal sovrannaturale,
04:26ma possa abitare nella mente di chi cammina accanto a noi, invisibile,
04:32pronto a colpire quando la notte cala e il mondo abbassa la guardia.
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