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  • 2 giorni fa
Ci sono oggetti che fanno parte del paesaggio urbano. Li si incrocia ogni giorno, quasi senza farci più caso. Poi, però, basta fermarsi un attimo, guardarli davvero, per capire che dietro a quella semplicità apparente c’è molto di più. L’Honda SH125i, insieme al fratello maggiore Honda SH150i, è uno di questi. Uno scooter che sembra nato “facile”, naturale, quasi scontato. Ma che in realtà è il risultato di un equilibrio delicatissimo tra design, funzionalità e vincoli industriali. In questo incontro con il designer Giovanni Dovis emerge un aspetto spesso sottovalutato: progettare uno scooter di grande diffusione è, per certi versi, più complesso che progettare una moto da sogno. Perché qui ogni linea deve avere un senso, ogni scelta deve rispondere a una funzione, ogni dettaglio deve rispettare costi, volumi e identità. Il punto di partenza è sempre lo stesso: il Dna dell’SH. Una firma stilistica riconoscibile, costruita negli anni e tramandata come un testimone tra designer. L’evoluzione, quindi, non è mai una rivoluzione. È un lavoro chirurgico. Si interviene dove serve, senza tradire ciò che ha reso questo scooter un’icona. Il cambiamento più evidente riguarda la parte anteriore, con gruppi ottici ridisegnati in chiave più minimale. Ma dietro questa apparente pulizia c’è un lavoro complesso di packaging, proporzioni e gestione dei volumi. La leggerezza visiva, che è uno dei tratti distintivi dell’SH, non è casuale: nasce da una base compatta, da linee fluide e da un rifiuto consapevole del concetto di "over design”, cioè di tutto ciò che è superfluo. Ed è proprio qui che emerge la filosofia del progetto. Uno scooter urbano deve essere dinamico, elegante, immediato. Deve trasmettere maneggevolezza non solo quando lo si guida, ma anche quando lo si guarda. Il risultato è un oggetto che sembra semplice, ma che in realtà è il frutto di un lavoro estremamente sofisticato. Perché più si abbassa il prezzo e più aumentano i vincoli. E quando i vincoli aumentano, sono i dettagli a fare la differenza. E allora l’SH torna a essere quello che è sempre stato: non solo uno scooter, ma un riferimento. Uno di quei prodotti in cui tutto sembra ovvio… finché qualcuno non spiega quanto lavoro c’è dietro.

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Sport
Trascrizione
00:12L'SH 125 è sempre stato riconoscibile anche dal punto di vista estetico quindi gli utenti lo
00:22hanno apprezzato non solo per la sua guida per la ruota alta ma perché ha avuto un design che è
00:28piaciuto e qui abbiamo Giovanni Dovis che ha rifatto parte di questo nuovo SH che cambia
00:35soprattutto davanti ora di design si parla spesso per le moto ma nessuno o non tutti sanno che c'è
00:45tantissimo lavoro dietro uno scooter soprattutto su uno scooter che ha questi numeri di vendita e
00:52che quindi è molto importante commercialmente per un costruttore come hai ragionato e cosa hai fatto
00:58su questo nuovo SH? Allora si parte dal DNA dell'SH ovviamente un best seller ha bisogno di un
01:06cambiamento che però mantenga il DNA originale del prodotto e la cosa più importante in questo
01:14cambiamento sono stati gruppi ottici hanno un nuovo design un pochettino più minimalista però ovviamente
01:21nel curare la parte anteriore bisogna darsi sfogo alla fantasia del designer però giustificare anche
01:30il package e innanzitutto l'emblema dell'SH è questa leggerezza con una base molto corta quindi i volumi
01:39devono svilupparsi in un senso sia dinamico che funzionale e proprio appunto per dare questo senso
01:46di dinamismo perché uno scooter cittadino deve avere quello in primis e deve si sprigionare un
01:52pochettino di sportività ma anche soprattutto di eleganza e la cosa interessante del del progetto SH
01:59per noi che lavoriamo nel nostro studio a Roma è che è un pochettino un testimone da passare tra
02:06designer e designer quindi prima di me ci sono stati i miei capi che l'hanno fatto e ovviamente
02:11vanno inculcato il dna dell'SH a tal punto poi da crearne questo è il terzo che disegno il mio primo
02:18era stato esattamente il mio primo progetto in onda che era l'SH 350 previo e poi siamo partiti
02:25dall'SH 350 che è del 2025 per poi arrivare a questo la cosa interessante è che si cerca sempre di
02:35non
02:35utilizzare troppe linee quello che noi chiamiamo over design che è il design superfluo quindi si
02:40cerca sempre innanzitutto di avere una linea dall'anteriore al posteriore che sia il più fluido
02:45possibile questo si nota per questo grazie mille e quindi vuol dire che abbiamo fatto centro e poi
02:53appunto ripeto questa maneggevolezza non deve essere solo fisica nel modo di guidare ma anche dal
03:00punto di vista dei volumi quindi ci tenevo a farlo spiegare a lui perché a volte quando si acquista uno
03:09scooter si può pensare che venga realizzato in modo economico in modo semplice normalmente nelle prove
03:18che faccio non non intervisto mai un tecnico un designer durante la presentazione ma in questo caso
03:26ho deciso di farlo per far capire a chi sta guardando questa prova che anche dietro uno scooter
03:33soprattutto questo tipo di scooter ci sono davvero tantissime persone che ci lavorano che ragionano
03:39che studiano delle soluzioni magari anche minimali anche semplici alcune più complesse per poi dar vita
03:47a un prodotto di questo tipo che deve avere un ottimo rapporto qualità prezzo e proprio per questo è
03:55è difficile da fare perché per assurdo realizzare o lavorare su un oggetto che deve costare 40 50 mila
04:03euro è relativamente semplice perché si pensa alla prestazione qui i vincoli sono tanti ed è proprio per
04:09questo che sono i dettagli a fare la differenza
04:13Grazie a tutti
04:27Grazie a tutti.
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