Anno: 1972
Genere: thriller (colore)
Regia: Sergio Martino
Cast completo di Tutti i colori del buio
Cast: Edwige Fenech, George Hilton, Nieves Navarro, Ivan Rassimov, Jorge Rigaud, Julián Ugarte, Maria Cumani Quasimodo, Marina Malfatti, Luciano Pigozzi, Dominique Boschero, Lisa Leonardi, Renato Chiantoni, Tom Felleghy, Vera Drudi
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L'inizio è folgorante: dopo un'inquadratura fissa su di un paesaggio lacustre durante la quale passano (senza musiche) i titoli di testa, ci addentriamo subito nella mente distorta di Jane (Edwige Fenech) e seguiamo in soggettiva un suo incubo accompagnato da vocine cantilenanti stile L'UCCELLO DALLE PIUME DI CRISTALLO, composte qui da Bruno Nicolai: una donna incinta, una cameriera con il coltello, una culla. Sono immagini molto suggestive, girate su un onirico fondo nero e che danno davvero l'idea dell'incubo riprendendo vagamente il Dalì di IO TI SALVERO' riletto dal Fulci di UNA LUCERTOLA CON LA PELLE DI DONNA. Ancora i primi minuti, con l'arrivo del marito di Jane (George Hilton, tanto per cambiare) sembrano girati con buona professionalità da Sergio Martino, poi la prima stonatura: la presenza di un uomo (Ivan Rassimov, con due ridicole lenti a contatto azzurre) che la segue ovunque. Martino gioca la carta Polanski (ROSEMARY'S BABY e L'INQUILINO DEL TERZO PIANO in primis), ma non ha lo stesso senso del macabro: le scene del sabba nel castello - con la setta satanica che sgozza una volpe (se li becca il WWF...) e si abbandona ad orge - sono ben studiate, ma non incidono e finiscono col diventare ridondanti. In TUTTI I COLORI DEL BUIO si nota l'indecisione del regista (o una via personale verso un cross-over tra i due generi) a scegliere tra il satanico e il thriller. L'idea sarebbe di seguire le orme di ROSEMARY'S BABY, ma poi evidentemente Martino sa che il suo pubblico lo ha finora premiato per i complicati intrecci gialli e trasforma la storia in un prevedibile thriller. Il cast è quello di sempre: Edwige Fenech (bella, bianca, mostra tette e culo senza problemi ma senza esagerare), ancora preda di paranoie e psicosi che la portano a trascinarsi da un mobile all'altro di camera sua gemendo e sgranando gli occhioni; George Hilton, che come d'abitudine ha il compito di consolarla e accudirla; infine l'elemento disturbante Ivan Rassimov, costretto dal suo sguardo profondo ad interpretare ogni volta il persecutore. Il soggetto poteva essere affascinante, ma la sceneggiatura è pedestre, priva di spunti interessanti, e basa tutto sulla nostra supposta intenzione di cercare il vero colpevole fino all'ultimo colpo di scena. TUTTI I COLORI DEL BUIO è l'ennesima dimostrazione delle buone capacità artigianali di Sergio Martino, che vorrebbe diventare il De Palma italiano (notoriamente l'emulo americano di Hitchcock preferisce concentrarsi sull'immagine che sulla sceneggiatura) ma non ne ha il medesimo talento. Così le lacune nella storia si notano e penalizzano il risultato. #gialloitaliano
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