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  • 1 giorno fa
Con Francesco Billari, rettore Università Bocconi e professore di Demografia, Giovanna Iannantuoni, presidente Fondazione Bicocca, Francesco Profumo, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dal 2011 al 2013, e Giuseppe Italiano, Deputy rector for artificial intelligence and digital skills Università Luiss Guido Carli di Roma

In dialogo con Maria Scopece, direttrice quadrimestrale Start Magazine


Non possiamo negare che i chatbot generativi siano una grande sfida per le università e dunque per il futuro dei nostri figli. Ma forse come diceva Churchill c’è un’occasione dietro ogni crisi, quella di ripensare una piattaforma educativa basata sulla rivoluzione industriale e sul modello delle fabbriche. Come si fa ad imparare se ciò che si impara diventa velocemente obsoleto?

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Trascrizione
00:00:17Buongiorno, allora è tutta la mattina che ascoltate parliamo di innovazione, innovazione
00:00:26e formazione e continuiamo anche adesso a parlare di formazione perché la formazione è ciò
00:00:35che arriva prima della ricerca, dello sviluppo e quindi dell'innovazione. Questo panel sarà
00:00:43animato da quattro professori che hanno fatto dell'innovazione e anche della formazione
00:00:50la loro carriera. Inizio subito a presentare il rettore dell'Università Bocconi, Francesco
00:00:57Billari, poi la presidente della Fondazione Bicocca, Giovanna Iannantuoni, il professor
00:01:15Francesco Profumo, ministro dell'istruzione dal 2011 al 2013. E il professor Giuseppe
00:01:26Italiano, deputirector for AI and Digital Skins dell'Università Luis Guido Carli di Roma.
00:01:31Grazie. Abbiamo detto che nel corso di questo panel avremmo parlato di formazione come fase
00:01:46antecedente a quello che è poi la ricerca, lo sviluppo e quindi l'innovazione. Vorrei iniziare
00:01:53subito con il rettore Billari. Lei, il suo campo di studio è la demografia e in più di un'intervista
00:02:00lei ha detto che il compito dell'insegnante è mettere i ragazzi in grado, nella possibilità
00:02:14di affrontare il futuro, quindi future proof. Io mi chiedo, come si fa, come fa un insegnante
00:02:22che può essere un insegnante di scuola o un professore universitario a insegnare intelligenza
00:02:30artificiale e quindi strumenti innovativi a ragazzi che magari la utilizzano già dalle
00:02:37scuole primarie? Come si gestisce questo ribaltamento del rapporto tra generazioni?
00:02:44Innanzitutto grazie per l'invito. Penso che una delle chiavi per provare a rispondere alla
00:02:54sua domanda, perché non ho una risposta, forse una risposta probabilistica per usare questi
00:03:00termini, è sperimentare e mettere al centro insieme all'intelligenza artificiale anche
00:03:09l'intelligenza umana, chiamiamola così, poi in realtà è la parte umana. Quindi che cosa
00:03:17vuol dire questo? In qualche modo dobbiamo essere in grado da un lato di abbattere le
00:03:25barriere tra quello che è considerato umanistico e quello che è considerato scientifico, ed
00:03:30è molto importante soprattutto in questo Paese che ha deciso di biforcare la cultura,
00:03:39la formazione tra una parte umanistica e una parte scientifica che è comunque minoritaria
00:03:45e questo è abbastanza problematico per la nostra situazione. Quindi da un lato dobbiamo
00:03:53essere veramente multidisciplinari, essere rinascimentali, come diceva il rettore
00:04:00Ubertini prima, ma rinascimentali anche nel senso scientifico del termine. E dall'altro
00:04:06dobbiamo essere in grado di sperimentare come formatori, come professori ad ogni livello,
00:04:11non possiamo affidarci a quello che abbiamo sempre fatto. E come possiamo farlo? Qua,
00:04:20devo dire, metto il cappello di scienziato sociale, come anche la professoressa Iannantuoni
00:04:27abbiamo studiato come scienziati sociali, pensando che si possa anche ragionare sulle persone,
00:04:34sulle organizzazioni, sulle relazioni in modo scientifico. Quindi dobbiamo sperimentare,
00:04:39andare a vedere cosa fanno gli altri, avere il coraggio di cambiare e non dire abbiamo
00:04:45sempre fatto così, stiamo facendo un po' meglio di prima, i giovani d'oggi non sono più quelli
00:04:51di una volta, questo come sapete è sempre stato detto. Ecco, questi sono degli errori importanti
00:04:58che non dobbiamo commettere. Quindi mettiamo un po' di sperimentazione e di scienza anche
00:05:03nella nostra capacità formativa. Questo è fondamentale in un grande momento di cambiamento.
00:05:10Benissimo. Allora, io poi vorrei andare adesso invece a parlare con il professor Profumo.
00:05:17Qualche tempo fa io, ovviamente preparando questo evento, ho letto un po' di articoli,
00:05:24di newsletter che adesso insomma è tornato di modo in long form attraverso le newsletter.
00:05:31Comunque ne ho letta una nella quale si sottolineava il fatto che molto spesso la formazione e la
00:05:38formazione continua, che insomma sappiamo essere fondamentale anche dal livello europeo insomma,
00:05:47va a finire, va a ricadere esclusivamente sulle spalle del singolo, no? Quindi è il singolo
00:05:54individuo che magari con più risorse di tempo o economiche riesce a stare al passo di questa
00:06:03innovazione che sembra essere, ha avuto avere un ritmo eccessivamente o comunque molto veloce,
00:06:11molto di più rispetto a prima. Ecco, io le chiedo se secondo lei non sia il caso di fare
00:06:17una riflessione per portare l'onere della formazione continua dalle spalle del singolo
00:06:24a quella invece del sociale, quindi farla diventare un tema politico.
00:06:31Innanzitutto grazie, grazie per la domanda e grazie per aver anche studiato un tema che è articolato
00:06:37e complesso. Intanto credo che con un brevissimo escursus storico dobbiamo mettere in evidenza due
00:06:47elementi. Il primo è collegato alla nostra Costituzione. La nostra Costituzione ha come elementi centrali
00:06:54il tema della formazione da una parte o dell'istruzione, allora veniva chiamato in questi termini,
00:07:01e dall'altra il tema della sanità, della salute. E questi due elementi sono pienamente declinati
00:07:11all'interno della Costituzione. In particolare il tema dell'istruzione, ci sono ben tre articoli,
00:07:17l'articolo 30, l'articolo 33 e l'articolo 34. Allora si parlava solo di istruzione e si diceva
00:07:26che era un bene comune, un bene pubblico, c'era un ruolo molto importante della famiglia
00:07:31e non si faceva menzione alla formazione continua per quale motivo. Ormai mi sembra abbastanza
00:07:40acclarato che i modelli pedagogici sono figli della rivoluzione industriale in cui si sono
00:07:51sviluppati. Noi siamo nella quarta rivoluzione industriale. Le tre rivoluzioni industriali
00:07:58precedenti, tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, inizio dell'Ottocento e inizio
00:08:03del Novecento, fine del Novecento e inizio degli anni Duemila, sono caratterizzati da due
00:08:09elementi. Il primo è che alla base fondamentalmente c'è un tema di energia. A fronte di questo tema
00:08:20c'è una riduzione dell'attività muscolare dell'uomo da una parte e dall'altra una riduzione
00:08:27dell'attività settimanale delle persone. Questi due elementi coniugati tra di loro sono determinanti
00:08:39poi nella durata di queste rivoluzioni industriali. Queste rivoluzioni industriali sono durate decine
00:08:48di anni. Questo significa, o significava allora, che quello che si imparava a scuola
00:08:54era poi quasi sufficiente, non certamente per persone come noi, ma in generale per tutta
00:09:01la vita. L'attuale rivoluzione industriale, la quarta, quella di cui parliamo, stiamo parlando
00:09:08oggi, avrà una durata molto più breve. Probabilmente non durerà più di vent'anni. Ed ecco il motivo
00:09:15per cui è così di interesse il tema della formazione per la vita. Tra l'altro c'è un elemento
00:09:22centrale
00:09:22in tutta questa operazione perché probabilmente un elemento centrale nella prima fase della formazione
00:09:30è quello di imparare ad imparare e a disimparare. Perché altrimenti diventerebbe troppo difficile,
00:09:38troppo pesante ritornare a scuola più volte nella vita se non ci fosse questo elemento.
00:09:44Allora, se andiamo a coniugare questi tipi di elementi che abbiamo messo in evidenza,
00:09:50ci accorgiamo che oggi la formazione continua o la formazione comunque per la vita
00:09:58non può essere lasciata al singolo, ma deve diventare un bene comune, un bene simile
00:10:05all'istruzione, proprio perché è cambiato il contesto. E naturalmente questo elemento
00:10:13ha tre effetti. Un primo effetto è di tipo politico, cioè probabilmente una rivisitazione
00:10:23di quello che è nel nostro Paese, il tema della formazione continua come bene pubblico.
00:10:31Dall'altra parte c'è un secondo tema che è quello delle istituzioni, in particolare le università.
00:10:37Le università fino ad oggi sono state fondamentalmente con un single entry, nel senso che nella fase
00:10:45della vita delle persone, le persone vanno all'università. In questa visione, invece dell'educazione
00:10:53per tutta la vita, una parte rilevante di queste attività di riqualificazione sarà proprio attraverso
00:11:01le università. Allora, le università, in modo un po' esagerato, lasciatemelo dire, potrebbero anche pensare
00:11:09di non fare solo più contratti triennali come fanno oggi per le lauree di primo livello, o tre più due,
00:11:18quindi quinquennali per laurea di primo livello e laurea magistrale, ma un contratto per la vita.
00:11:25E quindi si potrebbe pensare che da questo punto di vista, un po' come è successo con la sanità,
00:11:34credo che ve lo sappiate. La sanità ha anche una presenza importante all'interno della Costituzione
00:11:40con l'articolo 32, ma poi c'è stata la declinazione di che cosa aveva delineato quell'articolo
00:11:50nel 1978, un anno molto difficile per il nostro Paese, quando fu ucciso il Presidente Moro,
00:11:57e alla fine dell'anno, di quell'anno, il governo era un governo con il Presidente Andreotti
00:12:05e Ministro della Sanità e Salute, che era a Tinanselmi, fu approvato a stragrande maggioranza
00:12:15il Servizio Sanitario Nazionale, che vuol dire un'assicurazione per la vita. Quindi potremmo
00:12:21arrivare a questo fatto che si possa pensare ad una assicurazione per la vita, per l'educazione,
00:12:30in modo analogo a quello che è per la salute. C'è un terzo attore, che sono le imprese e
00:12:38la società.
00:12:40Imprese e società che sono naturalmente molto coinvolte da questa trasformazione che è in atto
00:12:46e che ne hanno anche benefici. Allora, probabilmente, bisognerebbe che una parte di questi benefici
00:12:54fossero trasformati, trasferiti, nella rieducazione delle persone. Quindi questo complesso dei tre soggetti,
00:13:05il soggetto pubblico, il soggetto istituzionale e il soggetto imprese, sono nella direzione,
00:13:13per poter ottenere quello che lei cercava di avviare come discorso, che è quello che accanto
00:13:21all'istruzione come bene pubblico, dobbiamo pensare anche alla formazione continua.
00:13:27Benissimo. Allora, professoressa Iannantuoni, restiamo ovviamente sul tema della formazione.
00:13:34Nel dibattito intorno all'intelligenza artificiale, emerso un po' anche dall'ultima risposta
00:13:40del professor Profumo. Si sta facendo largo l'idea che gli strumenti di intelligenza artificiale
00:13:49aiutino chi le cose le sa già fare. Io le chiedo, quali sono invece gli strumenti culturali
00:13:57che bisogna possedere affinché si riesca a guidare gli strumenti di intelligenza artificiale
00:14:03e non a esserne guidati. Grazie, grazie anche da parte mia dell'invito. Ovviamente, come dire,
00:14:10il tema è veramente molto complesso perché non c'è una verità, ma insomma è molto sfaccettata
00:14:18la realtà dell'intelligenza artificiale. Certamente lei ha colto un tema molto importante che riguarda
00:14:24soprattutto chi si occupa appunto di istruzione universitaria come noi, che è quello delle disuguaglianze
00:14:29nell'accesso all'intelligenza artificiale perché il fatto che tutti abbiamo un cellulare, un telefono mobile
00:14:35sul quale abbiamo dei bot di intelligenza artificiale non vuol dire che abbiamo lo stesso accesso
00:14:42perché appunto non sappiamo usarlo tutti nella stessa maniera. Quindi sul tema del digital divide
00:14:48o comunque di come permettere a tutti di avere un accesso democratico appunto all'AI, questo è un tema fondamentale
00:14:57che certamente richiama il tema del diritto allo studio e delle opportunità che devono essere uguali
00:15:05per tutti dell'accesso all'istruzione. È molto interessante il fatto anche che dobbiamo capire e dobbiamo
00:15:12come dire davvero essere certi di cosa possa rappresentare l'AI all'interno di corsi di studio
00:15:19tra virgolette tradizionali. È chiaro che quando noi ci interroghiamo sul futuro dei nostri figli, sul mercato
00:15:25del lavoro a cui avranno accesso e anche sui lavori che saranno disponibili quando i nostri figli si troveranno
00:15:32sul mercato del lavoro e queste rivoluzioni come è stato detto molte volte in questa giornata non sono come dire
00:15:39tra 30 anni o tra 40 anni ma sono oggi, stanno già avvenendo. Quindi io per esempio che ho una
00:15:44figlia che fa la terza media
00:15:45è chiaro che mia figlia Chiara avrà a disposizione dei lavori, delle etichette che oggi neanche esistono.
00:15:52Quindi se io penso a mia figlia o ai ragazzi della sua generazione non c'è un corso di studi
00:15:59o non c'è una materia.
00:16:01Mia figlia farà il classico che non vuol dire rifiutare l'AI o il futuro dell'intelligenza artificiale
00:16:08ma per me ha voluto dire cosa dare se non il metodo di studio come risposta migliore alle sfide del
00:16:16futuro.
00:16:17Cos'è c'è di meglio per i nostri ragazzi o anche per noi stessi della libertà di comprendere il
00:16:24mondo che ci circonda?
00:16:26Cosa c'è di meglio della libertà di scelta? La libertà di scelta vuol dire sapere.
00:16:32La libertà di scelta vuol dire essere consapevoli di quello che ci sta attorno e di quello che noi possiamo
00:16:38fare per cambiare,
00:16:40per migliorare quello che ci sta attorno. La persona al centro. Questo è sempre più importante proprio dato la rivoluzione
00:16:48dell'AI.
00:16:48Quindi se è vero che lo strumento dell'intelligenza artificiale è necessario e deve essere studiato in tutti i campi,
00:16:55purtroppo abbiamo letto quanti avvocati fanno le proprie memorie difensive usando C.A.G.P.T. male.
00:17:04Oppure quanto sia importante usare i robot chirurgici, quindi quanto sia importante anche per il medico avere contezza di AI
00:17:12perché gli serve, perché è utile come strumento, ma non possiamo pensare di essere sostituiti da questo tipo di strumento,
00:17:20per lo meno oggi. Poi i robot umanoide, abbiamo tutti letto Asimov e sappiamo che forse i robot sono migliori
00:17:26degli uomini,
00:17:27se crediamo a quella letteratura. Ma insomma, quello che secondo me dobbiamo, proprio come professori,
00:17:33non soltanto universitari, ma docenti appunto di ogni ordine di scuola e grado, ma anche come genitori,
00:17:38quello che secondo me dobbiamo essere sempre, come dire, spinti a testimoniare,
00:17:44è che il metodo di studio, la capacità di apprendimento, questo appunto, come diceva prima Francesco,
00:17:52è qualcosa che ci deve accompagnare lungo tutta la vita. Quindi le università, certo, che devono essere
00:17:57dei luoghi aperti dagli 0 ai 100 anni, ai 120 anni, quando camperemo, speriamo, sempre più a lungo,
00:18:03proprio perché attraverso la formazione insegnanti, noi insegniamo agli insegnanti a insegnare ai ragazzi
00:18:10di ogni ordine e grado, cos'è il futuro. E dobbiamo, proprio per la divisione, come appunto
00:18:15prima diceva il Rettore Billari, la divisione che oggi c'è in Italia tra STEM e non STEM,
00:18:20che è una divisione assurda, come dividere la ricerca tra teorica applicata.
00:18:25La formazione è unica e la ricerca è unica, ma se noi vogliamo incentivare i ragazzi ad aprire
00:18:31i propri orizzonti a 360 gradi, dobbiamo farlo quando i bambini sono piccoli. Bisogna iniziare
00:18:37quando i bambini hanno tre anni, quattro anni e insegnarli, accanto alle favole bellissime
00:18:42che gli raccontiamo ai nostri figli, anche cos'è un esperimento scientifico. Ecco, diamo
00:18:47ai nostri ragazzi e alle future generazioni la libertà, perché se diamo loro la libertà,
00:18:52davvero produciamo democrazia.
00:18:54Benissimo. E se posso aggiungere, non è un caso che oggi i divulgatori che si occupano
00:19:01di intelligenza artificiale, molto spesso abbiano una formazione umanistica, se no spesso filosofi.
00:19:07Beh, insomma, Luciano Floridi, che è uno dei maggiori, come dire, esperti di AI, è un filosofo,
00:19:12ma insomma, per questo, diciamo, quando si definiscono le discipline, bisogna essere indisciplinati.
00:19:18Quindi la disciplina, il vero ricercatore è appassionato e curioso di tutto.
00:19:23E quindi questo approccio rinascimentale, olistico, o indisciplinato, come a me piace dire,
00:19:29ci deve portare proprio a curiosare, perché oggi, soltanto in quel modo,
00:19:34davvero trovi la tua passione per i ragazzi, il proprio talento e quindi il tuo futuro.
00:19:40Grazie.
00:19:41Allora, professor Italiano,
00:19:44spostiamoci un attimo dal campo, diciamo, strettamente legato alla formazione
00:19:49a quello che è poi il suo campo di studi, cioè la cyber security e i sistemi complessi.
00:19:55Anche in questi ambiti, l'uso massivo dell'intelligenza artificiale è una attualità, è una quotidianità.
00:20:03Le chiedo, nella didattica, quest'uso massivo dell'intelligenza artificiale introduce nuovi rischi sistemici?
00:20:12Grazie per la domanda e grazie per l'invito, per essere qui, è bellissimo.
00:20:17Anche, diciamo, stare in questo setting è importante.
00:20:21Devo dire, io sono un fan dell'intelligenza artificiale, la didattica,
00:20:28quindi ho spinto molto il mio ateneo in questa direzione,
00:20:32perché credo offra delle grosse sfide per l'apprendimento.
00:20:36Però, se dobbiamo parlare di rischi sistemici,
00:20:40chiaramente ce ne sono anche lì molti ed è importante prenderli in considerazione.
00:20:45Il primo che viene subito in mente è,
00:20:48questi sistemi, diciamo, non esistono intelligenza artificiale,
00:20:52esistono tantissime tecnologie di intelligenza artificiale.
00:20:55Noi quando parliamo di intelligenza artificiale pensiamo a CAAGPT
00:20:57e ci restringiamo a questo campo, però, diciamo, è un po' riduttivo.
00:21:02Però questi sistemi, per come sono stati concepiti,
00:21:06l'Hard Language Model tipo CAAGPT, Gemini, Cloud,
00:21:10sono molto accondiscendenti.
00:21:12Quindi, se io gli faccio una domanda, non risponderanno mai, non lo so.
00:21:16Mi daranno comunque una risposta.
00:21:18E questo dà un'illusione di comprensione, no?
00:21:22È come dire, io comunque ho una risposta alla mia domanda
00:21:27e si ha una perdita di consapevolezza dell'errore,
00:21:33perché l'errore non esiste mai, no?
00:21:35Si ho sempre una risposta.
00:21:37E soprattutto se quei sistemi poi sono nascosti in qualcos'altro,
00:21:42diventa molto più complicato capire cosa è vero,
00:21:47cosa non è vero, cosa è plausibile.
00:21:49Un esempio banale.
00:21:50Adesso, da qualche mese, quando noi facciamo una ricerca su Google,
00:21:54ci appare AI Overview, quindi la risposta che è mediata da Gemini,
00:21:58che è il Large Language Model di Google.
00:22:01Allora, le stime sono che il 10% delle risposte sono sbagliate.
00:22:09Siccome in media noi facciamo ogni anno 5 trilioni di domande su Google,
00:22:13se riesco a fare bene ancora i conti,
00:22:16questo significa che in un minuto ci sono un milione di risposte sbagliate
00:22:21date a ricerca su Google, perché poi noi andiamo a guardare solo AI Overview,
00:22:26la prima risposta, noi andiamo a guardare tutto il resto.
00:22:28E anche i link che ci dà sono sbagliati.
00:22:30A me ricorda molto, dico una cosa un po' da Boomer,
00:22:34c'era questa trasmissione, questa Guzzanti, l'ottavo nano, credo,
00:22:38che faceva quello, che diceva sempre
00:22:42che la risposta è dentro di te e però è sbagliata.
00:22:45Adesso la risposta è dentro il telefono e però è sbagliata.
00:22:48Noi perdiamo consapevolezza di questo errore, questo secondo me è molto importante.
00:22:53La seconda cosa è cosa noi deleghiamo dal punto di vista cognitivo.
00:22:59Io non ricordo più i numeri di telefono,
00:23:01perché ho delegato questo compito al mio telefono.
00:23:04So solo il mio numero di telefono perché me lo chiedono,
00:23:07altrimenti non so neanche quello di mia moglie perché la chiamo dalla rubrica.
00:23:13ho delegato la mia capacità di ricordare il numero di telefoni a un oggetto che è esterno.
00:23:18Per carità, ho imparato tante altre cose, no?
00:23:20Non sono più in grado di guardare una mappa, di navigare una mappa,
00:23:24perché appena entro in macchina metto il navigatore satellitare.
00:23:28Vivo a Roma, è comodissimo perché guido tranquillamente,
00:23:32guardo cosa fanno gli altri e non mi preoccupo di che strada prendo.
00:23:36Però se mi dessero in mano tutto città dei miei tempi,
00:23:42in cui ero bravissima a guidare, a guardare e a passare,
00:23:44non riusciremmo più a farlo.
00:23:46Cioè questa capacità cognitiva l'ho delegata a qualcosa di esterno.
00:23:50Conea generativa, cosa stiamo delegando a qualcosa di esterno a noi?
00:23:54Qualcosa di un po' più alto, cioè anche la capacità di trovare risposte,
00:24:00la capacità di ragionare se vogliamo, no?
00:24:04Perché abbiamo una domanda, abbiamo qualcosa che è disponibile,
00:24:08al contrario dei genitori, fatemelo dire,
00:24:10sette giorni a settimana, ventiquattro ore al giorno,
00:24:13e abbiamo facilmente delle risposte.
00:24:15Questo, su me, è un grosso rischio.
00:24:20Cosa succederà nel futuro se deleghiamo molte di queste capacità cognitive?
00:24:24Un altro rischio è che, in qualche modo,
00:24:28questi strumenti danno delle risposte abbastanza uniformi.
00:24:33Quindi c'è un appiattimento, se vogliamo, no?
00:24:36Questo, per esempio, in cyber security è un problema grossissimo.
00:24:39Se tutti scrivono il codice nella stessa maniera,
00:24:42questo codice diventa vulnerabile,
00:24:44perché io, con un attacco, riesco a aprire milioni di possibilità, no?
00:24:51E l'ultima, adesso, diciamo,
00:24:53visti i tempi non abbiamo modo di guardare tutti,
00:24:55però l'ultima, se non è importante, è il discorso dei dati.
00:24:59Noi non ci rendiamo conto di quanti dati stiamo dando a questi sistemi.
00:25:05E non solo dei dati, ma, diciamo, anche di tutto l'ambiente
00:25:09in cui vivono questi dati.
00:25:11Per esempio, uno delle argomentazioni che ho usato
00:25:15per convincere alcuni miei colleghi meno aperti,
00:25:19diciamo così, un po' più resistenti,
00:25:20usare tecnologie di intelligenza artificiale nella didattica,
00:25:23e un apprendimento di dire, guarda, gli studenti lo stanno usando comunque, no?
00:25:27E quindi, su questo tu non puoi farci niente,
00:25:30perché comunque vietare una cosa non ha il minimo senso.
00:25:33Cerchiamo di farla in maniera più ragionata,
00:25:37in modo tale che quello che succede nel nostro ambiente
00:25:41non sia poi regalato all'esterno,
00:25:44ma possa essere usato per costruire qualcosa
00:25:46da cui io non beneficio tutti.
00:25:49Grazie.
00:25:50Nella sua ultima risposta ho ritrovato anche, in parte,
00:25:56la risposta che ha dato il professor Billari alla prima domanda, no?
00:25:59Questa relazione fra le generazioni.
00:26:04E tornando sempre al tema proprio della,
00:26:08anche della relazione tra le generazioni,
00:26:11e dell'obsolescenza della formazione,
00:26:14Ora sembra che quello che si riesce ad imparare oggi
00:26:19c'è il rischio che già domani non valga più.
00:26:22Da qui lo stress sulla formazione continua.
00:26:25Chi però deve formarsi oggi per andare al lavoro dopo domani
00:26:30si ritrova un attimo spaisato.
00:26:34Come si riesce ad uscire da questo loop, professor Billari?
00:26:38Ma anche qua provo a pensare a quelli che hanno studiato questi temi,
00:26:43perché di nuovo si possono studiare.
00:26:45La formazione continua funziona meglio
00:26:48quando c'è una forte base di partenza.
00:26:51A meno questo è stato dimostrato da Anushek e altri
00:26:55che hanno studiato questi temi.
00:26:58Quindi non sono in contrasto il tema della formazione
00:27:03nella prima fase della vita della formazione
00:27:06e nelle fasi successive della vita.
00:27:08Tra l'altro, devo dire,
00:27:10qua posso fare un po' di pubblicità,
00:27:14le scuole di management, le business school,
00:27:17fanno formazione continua oramai da decenni.
00:27:20Quindi per alcune università
00:27:24non è una novità parlare agli adulti.
00:27:28Qualcosa possiamo costruire su questo.
00:27:31Il patto per la vita è importante,
00:27:36ma è anche importante sul lato formazione
00:27:38potersi muovere da un'istituzione all'altra.
00:27:41Adesso questo può essere uno degli aspetti
00:27:44che sarà fondamentale per il futuro.
00:27:47Quindi muoversi tra discipline
00:27:48e muoversi tra istituzioni diverse,
00:27:52tra città diverse.
00:27:54Quindi il punto di partenza è una formazione solida.
00:27:57Poi, diciamo, magari a un certo punto
00:28:00bisogna anche entrare sul mondo del lavoro.
00:28:02E qua avrei due riflessioni da fare.
00:28:06La prima riflessione,
00:28:09vedo, sono qua rappresentanti
00:28:12delle associazioni imprenditoriali,
00:28:14in Italia si tende a dire
00:28:16che dobbiamo formare per un certo tipo di lavoro.
00:28:20E io dico no.
00:28:22Scusate, lo dico così.
00:28:23No, non è vero.
00:28:25Perché quel lavoro, probabilmente,
00:28:27ma lo vediamo in questo periodo,
00:28:29tra cinque anni,
00:28:30mettiamo, stiamo parlando
00:28:31dell'errore tragico di questo paese,
00:28:34è fare formazione per un lavoro
00:28:36a ragazzi che entrano,
00:28:39escono dalle medie
00:28:41e vanno alle scuole superiori.
00:28:43Quel lavoro, tra cinque anni,
00:28:45è improbabile che esista,
00:28:47magari è andato da un'altra parte
00:28:49e non esisterà in questa forma.
00:28:51Quindi questo non è
00:28:52non è lo scopo
00:28:53della formazione
00:28:55ed è un errore
00:28:56in seguire il mercato del lavoro
00:28:58di un determinato momento.
00:29:01È anche molto difficile
00:29:02prevedere esattamente
00:29:04gli skill
00:29:05che vorrà il mercato del lavoro
00:29:07in cinque anni,
00:29:09magari a due anni ci arriviamo,
00:29:11ma è chiaro
00:29:12che quello che dobbiamo insegnare
00:29:15è qualcosa che
00:29:18oltre a insegnare ad apprendere
00:29:21è anche insegnare a imparare sul lavoro.
00:29:24Però qualcosa possiamo fare
00:29:25nel mondo della formazione.
00:29:27Nel mondo della formazione
00:29:29l'Italia ha comunque
00:29:31un ritardo importante.
00:29:33Beh, innanzitutto abbiamo
00:29:34un ritardo fondamentale
00:29:35sulla quota di laureati,
00:29:37la quota di ragazze e ragazzi
00:29:40che finiscono le superiori.
00:29:42Questo ritardo rischia di aumentare
00:29:44perché non stiamo curando
00:29:45le seconde generazioni.
00:29:47E quindi questo è un problema importante.
00:29:49Ma l'altro aspetto
00:29:50è che dobbiamo avere
00:29:51più imprenditorialità,
00:29:53più capacità di sperimentare
00:29:56anche su temi di lavoro e innovazione
00:29:59dentro soprattutto le università.
00:30:03Quindi questo è un aspetto importante.
00:30:05i ragazzi, le ragazze devono
00:30:08sporcarsi le mani
00:30:09non solo con lo stagio obbligatorio
00:30:11che giustamente, per fortuna,
00:30:13c'è nei corsi di laurea specialistica
00:30:16ma anche con altri tentativi.
00:30:19Noi per esempio ci siamo messi assieme
00:30:21al Politecnico di Milano
00:30:23con una fondazione
00:30:25che tra le varie cose
00:30:27stimola gli studenti
00:30:29a lavorare su quello che si chiama
00:30:33Ignition.
00:30:35Lavorare come con dei giochi
00:30:38con le idee delle start-up.
00:30:40È un programma che giuro
00:30:42abbiamo copiato dall'MIT
00:30:43quindi non è...
00:30:44Però a volte l'innovazione è anche questa.
00:30:48Però è un programma
00:30:49che tra l'altro
00:30:51dove stiamo trovando qualcosa di interessante
00:30:53che è un problema per gli italiani.
00:30:56Cioè, siccome abbiamo oramai
00:30:59per fortuna delle università internazionali
00:31:01abbiamo visto che
00:31:02gli studenti internazionali
00:31:04soprattutto in Bocconi
00:31:05fanno domanda dal primo anno del triennio
00:31:08per questo programma
00:31:09di sfida imprenditoriale.
00:31:11I nostri aspettano
00:31:14devono essere più preparati
00:31:16non si buttano.
00:31:17Quindi da un lato
00:31:18c'è un aspetto
00:31:20beh, noi quando facciamo le cose
00:31:22le facciamo seriamente.
00:31:24Magari
00:31:25dobbiamo trovare
00:31:26una giusta via di mezzo
00:31:28tra lanciarci
00:31:29e aspettare
00:31:30di aver fatto il dottorato
00:31:31per poter
00:31:32alzare la mano
00:31:33e fare una domanda.
00:31:35Ecco, secondo me
00:31:35l'Italia
00:31:37e questo è un limite
00:31:38della nostra formazione
00:31:39compresa
00:31:40quello del liceo classico
00:31:42l'Italia
00:31:43è troppo abituata
00:31:44a studiare
00:31:45quello che pensano gli altri
00:31:46ed è troppo poco abituata
00:31:48pensare
00:31:50da sola
00:31:51e questo nell'era
00:31:52dell'intelligenza artificiale
00:31:53e in un mondo del lavoro
00:31:54che si muove
00:31:55molto velocemente
00:31:56diventa un problema.
00:31:57Quindi portiamo
00:31:58anche più
00:31:59sfide imprenditoriali
00:32:01dentro l'università
00:32:02e questo
00:32:04equipaggerà
00:32:05le ragazze e i ragazzi
00:32:06anche per il mondo del lavoro.
00:32:08Grazie.
00:32:09Allora,
00:32:10professor Profumo
00:32:11io prendo
00:32:12in prestito
00:32:13le idee
00:32:15i concetti
00:32:15espressi
00:32:16dal professor Billari
00:32:17quando dice
00:32:18la professione
00:32:19che stiamo imparando
00:32:21oggi
00:32:21magari fra cinque anni
00:32:22non esisterà più.
00:32:25Uno degli scenari
00:32:26della rivoluzione
00:32:27compiuta
00:32:27dell'intelligenza artificiale
00:32:29è che purtroppo
00:32:30molti
00:32:31dei cosiddetti
00:32:32colletti verdi
00:32:33saranno espulsi
00:32:35dal mondo del lavoro
00:32:36comunque non vi troveranno
00:32:37più spazio.
00:32:38Allo stesso tempo
00:32:39però
00:32:41le aziende
00:32:42digitali
00:32:43stanno
00:32:43ottenendo
00:32:44utili
00:32:45da capogiro
00:32:46come probabilmente
00:32:47mai
00:32:48era successo
00:32:49prima.
00:32:49Le chiedo
00:32:50c'è modo
00:32:52di mettere
00:32:53in relazione
00:32:54questi due
00:32:54aspetti
00:32:55affinché
00:32:56lo sviluppo
00:32:57compiuto
00:32:58dell'intelligenza
00:32:59artificiale
00:32:59non abbia
00:33:00un riverbero
00:33:00eccessivamente
00:33:01negativo
00:33:02dal punto di vista
00:33:03sociale
00:33:03e professionale?
00:33:06
00:33:07il tema che lei pone
00:33:08è un tema
00:33:09scusi
00:33:10il tema che lei pone
00:33:12è un tema
00:33:13oggi
00:33:15in una forma
00:33:16nascente
00:33:17ma in realtà
00:33:18che diventerà
00:33:19dirompente
00:33:19nell'arco
00:33:20di pochissimi anni
00:33:21perché questo?
00:33:24Perché fondamentalmente
00:33:25noi abbiamo
00:33:27un ritardo
00:33:29un ritardo
00:33:30importante
00:33:31su questa dicotomia
00:33:33che è
00:33:35politica
00:33:35economica
00:33:36da una parte
00:33:38non abbiamo
00:33:38un'azione politica
00:33:40per avviare
00:33:41un processo
00:33:42di rinnovamento
00:33:43del nostro paese
00:33:43fondamentalmente
00:33:45dal punto di vista
00:33:45dell'educazione
00:33:46visto in senso generale
00:33:48e dall'altra
00:33:49una responsabilità
00:33:52di tipo
00:33:52economica
00:33:53da parte
00:33:54di quelle aziende
00:33:55che hanno
00:33:56avuto
00:33:57dei benefici
00:33:58già oggi
00:33:58estremamente
00:33:59rilevanti
00:34:01e non hanno
00:34:02o non stanno
00:34:03investendo
00:34:03a sufficienza
00:34:04sulla formazione
00:34:06delle persone
00:34:06che diventa
00:34:07l'elemento
00:34:08centrale
00:34:09per una società
00:34:11moderna
00:34:11e una società
00:34:13estremamente
00:34:14rapida
00:34:14perché una volta
00:34:16i cambiamenti
00:34:17avvenivano
00:34:17comunque
00:34:18ma l'arco
00:34:19in cui avvenivano
00:34:20questi cambiamenti
00:34:21era sufficientemente
00:34:22lungo
00:34:23e per cui
00:34:23queste cose
00:34:24avevano poi
00:34:25una diluizione
00:34:27nel tempo
00:34:27che era
00:34:28in qualche forma
00:34:30gestibile
00:34:31allora
00:34:32noi ci dobbiamo
00:34:34porre
00:34:34un tema
00:34:35di che cos'è
00:34:36che dobbiamo
00:34:37fare
00:34:37in termini
00:34:38programmatori
00:34:39noi dobbiamo
00:34:40fare un progetto
00:34:41paese
00:34:42un progetto
00:34:42per le persone
00:34:43e io credo
00:34:45che ci siano
00:34:45tre punti
00:34:46sui quali
00:34:47dovremmo fare
00:34:48una riflessione
00:34:49il primo
00:34:50è relativo
00:34:52ai modelli
00:34:53educativi
00:34:54rispetto
00:34:55ad un
00:34:57evoluzione
00:34:58dell'intelligenza
00:34:59quello che noi
00:35:00chiamiamo
00:35:00artificiale
00:35:01adesso poi
00:35:01potremo anche
00:35:02discutere
00:35:02se è veramente
00:35:03artificiale
00:35:04oppure no
00:35:04però
00:35:05che deve partire
00:35:07dai bambini
00:35:07dai bambini piccoli
00:35:09naturalmente
00:35:10avremo un transitorio
00:35:11molto difficile
00:35:12perché
00:35:13questa onda lunga
00:35:15partirà
00:35:16ma ci vorranno
00:35:17poi circa
00:35:17vent'anni
00:35:18per arrivare
00:35:18al fondo
00:35:19dell'onda lunga
00:35:20e dall'altra parte
00:35:21però il paese
00:35:22ha bisogno
00:35:23di formare
00:35:24persone
00:35:24che siano
00:35:25nella nuova
00:35:25quindi abbiamo
00:35:26bisogno
00:35:27che il sistema
00:35:28educativo
00:35:29proceda
00:35:29in questa direzione
00:35:30con un progetto
00:35:32però
00:35:33pensando che
00:35:34per esempio
00:35:35l'Oxe
00:35:35sta lavorando
00:35:36moltissimo
00:35:37da questo punto
00:35:38di vista
00:35:38che ci sono
00:35:39alcuni paesi
00:35:40la Finlandia
00:35:41che è un paese
00:35:41piccolo
00:35:42un paese
00:35:42che sta investendo
00:35:44moltissimo
00:35:44ricordandoci però
00:35:46che quello stesso
00:35:47paese
00:35:48che alla fine
00:35:50della seconda guerra
00:35:51mondiale
00:35:52era tra
00:35:53l'unione sovietica
00:35:54da una parte
00:35:54e la Germania
00:35:55dell'altra
00:35:56all'inizio
00:35:57degli anni
00:35:58sessanta
00:35:59aveva avuto
00:36:00un presidente
00:36:01del consiglio
00:36:02che aveva fatto
00:36:03un patto politico
00:36:04con la politica
00:36:05dicendo
00:36:06la priorità
00:36:07di questo nostro
00:36:08paese
00:36:08è l'educazione
00:36:09l'educazione
00:36:11ha bisogno
00:36:12di tempi lunghi
00:36:13e quindi
00:36:13dobbiamo fare
00:36:14un patto
00:36:15che indipendentemente
00:36:16dal fatto
00:36:16che vinca
00:36:17il partito A
00:36:18piuttosto che
00:36:18il partito B
00:36:19ci deve essere
00:36:19un certo tipo
00:36:20di continuità
00:36:21e i tre assi portanti
00:36:24di questo elemento
00:36:24che forse
00:36:25potremmo anche copiare
00:36:26sono prima di tutto
00:36:27la formazione
00:36:27dei docenti
00:36:28perché questo
00:36:29è il tema
00:36:30centrale
00:36:31perché poi
00:36:32chi va in aula
00:36:33deve sapere
00:36:34soprattutto
00:36:36prima deve sapere
00:36:37e poi deve sapere
00:36:38come trasferirlo
00:36:39alle nuove generazioni
00:36:40il secondo
00:36:42che è un tema
00:36:43interessante
00:36:44è quello
00:36:44degli spazi
00:36:45noi abbiamo
00:36:46ancora oggi
00:36:47le nostre scuole
00:36:48che sono
00:36:49nella stragrande
00:36:50maggioranza
00:36:51costituite
00:36:51da un corridoio
00:36:52un'aula a destra
00:36:53e un'aula a sinistra
00:36:54e con i banchi
00:36:56nella forma
00:36:57che noi
00:36:58probabilmente
00:36:58ricordiamo
00:36:59ebbene
00:37:00in questa fase
00:37:02storica
00:37:03in cui
00:37:04noi abbiamo
00:37:06bisogno
00:37:06di avere
00:37:06sempre più
00:37:07una interazione
00:37:09tra
00:37:09docente
00:37:10e discenti
00:37:11l'elemento
00:37:13cattedra
00:37:14è un elemento
00:37:15che è una barriera
00:37:17che non consente
00:37:18di fare
00:37:18questa operazione
00:37:19quindi
00:37:19il ridisegno
00:37:21degli spazi
00:37:21è un ridisegno
00:37:22certamente
00:37:23complessivo
00:37:24ma che vede
00:37:25anche
00:37:26un ridisegno
00:37:27degli arredi
00:37:28piuttosto che
00:37:28la disposizione
00:37:29all'interno
00:37:30delle aule
00:37:32e il terzo
00:37:33elemento
00:37:34è il modello
00:37:35educativo
00:37:36il modello educativo
00:37:38noi lo sappiamo
00:37:40ogni volta
00:37:42che si fa
00:37:42un'azione
00:37:42sull'educazione
00:37:44è un'azione
00:37:46che coinvolge
00:37:47almeno
00:37:47metà
00:37:47paese
00:37:48e quindi
00:37:49le difficoltà
00:37:51stanno
00:37:51proprio
00:37:52in questi
00:37:52termini
00:37:53è necessario
00:37:54che ci sia
00:37:55un giusto
00:37:56coinvolgimento
00:37:58di tutti gli attori
00:37:59ma soprattutto
00:38:00ci vuole un'idea
00:38:01perché senza
00:38:02un'idea
00:38:03o senza
00:38:03azioni
00:38:04che siano
00:38:06singoli
00:38:07elementi
00:38:08di un puzzle
00:38:09che non esiste
00:38:10probabilmente
00:38:11non andiamo
00:38:11da nessuna parte
00:38:12quindi
00:38:13questo è il primo
00:38:14grande tema
00:38:14il secondo
00:38:16che in parte
00:38:18collegato
00:38:19ed è
00:38:20estremamente
00:38:21rilevante
00:38:21in questa fase
00:38:22di transizione
00:38:23sono i nuovi
00:38:23lavori
00:38:24io per esempio
00:38:25sono dell'idea
00:38:26che in realtà
00:38:28piuttosto
00:38:29che dei lavori
00:38:30che non ci saranno
00:38:31più
00:38:32dobbiamo pensare
00:38:33ai nuovi lavori
00:38:34che ci sono
00:38:35o che ci saranno
00:38:36e che
00:38:37la storia
00:38:38ce l'ha insegnato
00:38:39poi alla fine
00:38:41c'è una forma
00:38:42di equilibrio
00:38:43rispetto
00:38:44a quello
00:38:45che era
00:38:45prima
00:38:45e quindi
00:38:46con una
00:38:46diversa
00:38:47situazione
00:38:47tra l'altro
00:38:49questi lavori
00:38:50sono molto
00:38:51più interessanti
00:38:52pensiamo anche
00:38:52piccole aziende
00:38:53che avevano
00:38:55necessità solo
00:38:55di avere una
00:38:56competenza
00:38:56molto verticale
00:38:58oggi
00:38:58sono aziende
00:38:59che interagiscono
00:39:01con clienti
00:39:02che stanno
00:39:02da tutta
00:39:02l'altra parte
00:39:03del mondo
00:39:03hanno capacità
00:39:05di interazione
00:39:06dal punto di vista
00:39:06degli acquisti
00:39:07quindi
00:39:08anche le persone
00:39:10da questo punto
00:39:11di vista
00:39:11hanno ambienti
00:39:13di lavoro
00:39:13che sono
00:39:13molto più
00:39:14stimolanti
00:39:14rispetto al passato
00:39:16e quindi
00:39:16i nuovi lavori
00:39:17che naturalmente
00:39:19il paese
00:39:20anche in questo caso
00:39:21deve accompagnare
00:39:22sono il secondo
00:39:24grande asse
00:39:24dopo l'educazione
00:39:26il terzo
00:39:27è un tema
00:39:29di dire
00:39:31ma
00:39:34vado verso
00:39:35un argomento
00:39:36che è caro
00:39:37al rettore
00:39:38della Bocconi
00:39:40è un tema
00:39:41centrale
00:39:41io credo che sia
00:39:42una delle grandi
00:39:44transizioni
00:39:44abbiamo pochissimi
00:39:46bambini che nascono
00:39:47e la vita
00:39:48si prolunga
00:39:49nel tempo
00:39:50diciamo che
00:39:52vi do
00:39:53due numeri
00:39:54che così
00:39:54ci accorgiamo
00:39:56di dove siamo
00:39:561964
00:39:58è stato
00:39:59l'anno di punta
00:40:00delle nascite
00:40:00erano nati
00:40:01allora
00:40:021.304.000
00:40:03bambine
00:40:04e bambini
00:40:05e se ben ricordo
00:40:07l'aspettativa
00:40:08di vita
00:40:08era di 67 anni
00:40:11oggi
00:40:12l'anno
00:40:13nel 2025
00:40:14sono nati
00:40:15374.000
00:40:17bambini
00:40:17cioè
00:40:18circa un quarto
00:40:18un po' più di un quarto
00:40:19e nello stesso tempo
00:40:21l'aspettativa di vita
00:40:22è diventata
00:40:2383 anni
00:40:24e quindi
00:40:25questi elementi
00:40:26sono elementi
00:40:27che
00:40:28sono veramente
00:40:29estremamente
00:40:31rilevanti
00:40:31e noi
00:40:32con un paese
00:40:33indebitato
00:40:34come siamo
00:40:34dobbiamo pensare
00:40:35in quale modo
00:40:37possiamo avviare
00:40:38un percorso
00:40:39di recupero
00:40:39che
00:40:39non può durare
00:40:42decenni
00:40:42ma bisogna
00:40:43di essere
00:40:43incentivato
00:40:45e arrivato
00:40:46allora
00:40:47tutto questo processo
00:40:49naturalmente
00:40:50ha dei soggetti
00:40:51che sono
00:40:52diciamo
00:40:53tra virgolette
00:40:53beneficiati
00:40:54e ci sono
00:40:56un certo numero
00:40:56di aziende
00:40:57che lo sono
00:40:58in questa condizione
00:40:59quindi
00:41:00si potrebbe pensare
00:41:01che ci sia
00:41:03un patto sociale
00:41:04da questo punto di vista
00:41:05perché in fondo
00:41:06il paese
00:41:07investe in questo
00:41:08e che ci sia
00:41:09un ritorno
00:41:10naturalmente
00:41:11sono quelle cose
00:41:12molto complicate
00:41:13sono facili
00:41:14di raccontare
00:41:14così
00:41:15ad un pubblico
00:41:16di questo tipo
00:41:17però
00:41:18è difficile
00:41:19però io credo
00:41:20che
00:41:20in questo
00:41:22cambiamento
00:41:23di regole
00:41:23perché noi
00:41:24stiamo vivendo
00:41:24veramente
00:41:25una situazione
00:41:26in cui le regole
00:41:27con le quali
00:41:28noi abbiamo
00:41:29convissuto
00:41:29non sono più
00:41:31attuali
00:41:31un'altra
00:41:33delle regole
00:41:33è questa
00:41:34che probabilmente
00:41:35dovremmo pensare
00:41:37ad una forma
00:41:38di tassazione
00:41:39che sia
00:41:40di ritorno
00:41:41per esempio
00:41:42sull'educazione
00:41:43diretta
00:41:44cioè noi
00:41:44abbiamo bisogno
00:41:45di avere
00:41:46più persone
00:41:47che abbiano
00:41:48questo percorso
00:41:49accelerato
00:41:51per poter vivere
00:41:52in modo
00:41:53diciamo
00:41:54più sereno
00:41:55questa grande
00:41:56transizione
00:41:56grazie
00:41:59professoressa
00:42:00Iannantuoni
00:42:01lei
00:42:03ora
00:42:03torniamo sempre
00:42:04al tema
00:42:06dell'innovazione
00:42:07e della trasformazione
00:42:09digitale
00:42:10lei durante il suo
00:42:11rettorato
00:42:11ha guidato
00:42:12una
00:42:13appunto
00:42:13profonda fase
00:42:14di innovazione
00:42:15nelle sue attività
00:42:17quali sono state
00:42:18le resistenze maggiori
00:42:20che ha incontrato
00:42:22e poi
00:42:24le chiedo
00:42:24la seconda parte
00:42:26della domanda
00:42:27in che modo
00:42:28ci si mette
00:42:29a riparo
00:42:29dal rischio
00:42:30di eye washing
00:42:32
00:42:33è una domanda
00:42:33anche questa
00:42:34complicata
00:42:35diciamo
00:42:36partiamo
00:42:36da una considerazione
00:42:38la mia generazione
00:42:40la generazione X
00:42:41cosiddetta
00:42:42è una generazione
00:42:44insomma
00:42:44che ha fatto
00:42:45le sue esperienze
00:42:46all'estero
00:42:46sono state
00:42:47tanti anni
00:42:47all'estero
00:42:48e io
00:42:49personalmente
00:42:50amo il cambiamento
00:42:51e probabilmente
00:42:51anche per una mia
00:42:52attitudine personale
00:42:53ma non ho mai avuto
00:42:54problemi a alzare la mano
00:42:55nonostante abbia fatto
00:42:56il classico
00:42:57quindi
00:42:58come dire
00:42:59è fatto anche
00:42:59la Bocconi
00:43:01è vero
00:43:02è vero
00:43:03quindi
00:43:04anche quando sono diventata
00:43:05appunto rettrice
00:43:06di Milano Bicocca
00:43:06che è un'università
00:43:07giovane
00:43:08l'università più giovane
00:43:09di Milano
00:43:10ma in grande crescita
00:43:12qui siamo arrivati
00:43:12a 40.000 studenti
00:43:13ed è un ateneo
00:43:14multidisciplinare
00:43:15ed è un ateneo
00:43:18che si trova
00:43:18in un quartiere
00:43:19periferico di Milano
00:43:20voglio dare queste caratteristiche
00:43:22perché così si capisce
00:43:23ancora meglio
00:43:24perché ho deciso
00:43:26di fare quello che ho fatto
00:43:27quindi il primo punto
00:43:28che ho voluto portare
00:43:29nel mio ateneo
00:43:30è stato
00:43:31non semplicemente
00:43:32un'apertura al territorio
00:43:33perché questo è
00:43:34un diminuzio
00:43:35rispetto alla mia idea
00:43:36ma il fatto che
00:43:37le università
00:43:38devono essere
00:43:39davvero
00:43:41grandi motori
00:43:42di trasformazione
00:43:43nel territorio
00:43:44che è molto di più
00:43:45di essere aperti
00:43:45al territorio
00:43:46vuol dire
00:43:47come dire
00:43:48avere il coraggio
00:43:49di assumersi
00:43:50una responsabilità
00:43:51che le università
00:43:52devono assumersi
00:43:54che è quello
00:43:54di essere
00:43:55davvero rivoluzionari
00:43:57rispetto al territorio
00:43:58che viviamo
00:43:59perché questo
00:44:00è il motivo
00:44:00per cui esistono
00:44:01le università
00:44:02io sono un'economista
00:44:03appunto
00:44:04e noi economisti
00:44:07insegniamo
00:44:07ai nostri ragazzi
00:44:08che la crescita economica
00:44:09ha due motori
00:44:11e i motori
00:44:11sono da un lato
00:44:12il capitale umano
00:44:13cioè la formazione
00:44:14e dall'altro
00:44:15l'innovazione tecnologica
00:44:16e l'innovazione tecnologica
00:44:18viene dalla ricerca
00:44:19queste due meraviglie
00:44:20che sono leggere
00:44:22negli occhi
00:44:22dei nostri studenti
00:44:23quella scintilla
00:44:25del talento
00:44:25della passione
00:44:26di voler fare
00:44:27qualcosa di magnifico
00:44:29nella propria vita
00:44:30da un lato
00:44:31e dall'altro
00:44:31la ricerca
00:44:32sono le due meraviglie
00:44:34che abitano
00:44:35questi luoghi
00:44:35che abitano
00:44:36le università
00:44:37e le università
00:44:38non a caso
00:44:38nascono nel nostro paese
00:44:40e non a caso
00:44:41le città
00:44:42come concetto
00:44:43è un concetto
00:44:44tutto italiano
00:44:45io ho abitato
00:44:46tanti anni
00:44:46nei paesi anglosassoni
00:44:47un motivo per cui
00:44:48sono tornata
00:44:49nel mio paese
00:44:50anche perché
00:44:50io non credo
00:44:51nella città
00:44:53segmentata
00:44:53nella città
00:44:54in cui noi
00:44:56definiamo
00:44:56come dire
00:44:57i quartieri
00:44:58a seconda
00:44:59dello stato sociale
00:45:00economico
00:45:00delle famiglie
00:45:01e quindi tu vivi
00:45:02insieme
00:45:03solo con le famiglie
00:45:04della tua
00:45:05stato sociale
00:45:06io sono abituata
00:45:07io sono pugliese
00:45:08e sono abituata
00:45:09che tu scendi
00:45:10in cortile
00:45:10almeno io scendevo
00:45:11in cortile
00:45:12e giocavo con tutti
00:45:13e quello ti dà
00:45:14la forza
00:45:16di capire
00:45:16il mondo che ti circonda
00:45:18e di essere libero
00:45:19e quindi io volevo
00:45:19che anche mia figlia
00:45:20vivesse in una città
00:45:21come la consideriamo
00:45:22noi italiani
00:45:23e quindi tornando
00:45:24a Bicocca
00:45:25al quartiere Bicocca
00:45:26che è un quartiere
00:45:27interessante
00:45:27perché era un quartiere
00:45:29agricolo
00:45:30poi con la rivoluzione
00:45:30industriale
00:45:31ha vissuto
00:45:32grandi manifatture
00:45:33Pirelli
00:45:34Bred Energia
00:45:35quindi un quartiere
00:45:36molto industrializzato
00:45:37con una industria
00:45:38manifatturiera
00:45:39come dire
00:45:39pesante
00:45:40poi è diventato
00:45:40un quartiere
00:45:41universitario
00:45:42e quindi
00:45:43io non sono sociologa
00:45:45ma i sociologi
00:45:45ti fanno vedere
00:45:46queste meravigliose
00:45:47come dire
00:45:47fotografie
00:45:48in cui
00:45:48dalla fermata
00:45:50del treno
00:45:51che è vicino
00:45:51a Bicocca
00:45:52prima scendevano
00:45:52migliaia di tutto
00:45:53il blu
00:45:54e ora scendono
00:45:54migliaia di studenti
00:45:55con lo zainetto
00:45:56appunto
00:45:57che vengono a studiare
00:45:58in Bicocca
00:45:58e ora
00:45:59io sono stata
00:46:00motore
00:46:01questo lo dico
00:46:01con molto orgoglio
00:46:02di un altro cambiamento
00:46:03cioè di un quartiere
00:46:04di innovazione
00:46:05in cui cioè
00:46:07i cittadini
00:46:08per prima
00:46:08i cittadini
00:46:09le cittadine
00:46:10le imprese
00:46:11le istituzioni
00:46:12le università
00:46:13insieme
00:46:14cioè è stata
00:46:14un'alleanza
00:46:15credibile
00:46:16in cui abbiamo detto
00:46:17innoviamo
00:46:18cambiamo
00:46:19non abbiamo paura
00:46:20del cambiamento
00:46:21quindi se vuoi
00:46:22l'AI
00:46:22è stato un punto
00:46:23importante
00:46:24perché c'è molta richiesta
00:46:25da parte dei ragazzi
00:46:26che hanno un po' sostituito
00:46:28l'amore per il pianeta
00:46:29la sostenibilità
00:46:30con questa rivoluzione
00:46:32dell'intelligenza artificiale
00:46:33ma in realtà
00:46:34la longevità
00:46:35il digital divide
00:46:37tutti questi temi
00:46:37che noi abbiamo toccato
00:46:38velocemente
00:46:39sono in realtà
00:46:40un grande specchio
00:46:41di tante facce
00:46:43di una medesima medaglia
00:46:44che è quello di chiederci
00:46:45come vogliamo organizzare
00:46:46la nostra vita
00:46:47nel futuro
00:46:48qual è la città
00:46:49il paese
00:46:50il mondo
00:46:51che abbiamo in mente
00:46:52per i nostri figli
00:46:53qual è la nostra capacità
00:46:54trasformativa
00:46:55dei rapporti
00:46:57tra di noi
00:46:57cosa vogliamo
00:46:58cosa vogliamo
00:47:00della nostra vita
00:47:01che sembra
00:47:01una domanda
00:47:02banale
00:47:03ma una domanda complessa
00:47:04che si facevano gli antichi greci
00:47:05come si faranno
00:47:07tra 3.000 anni
00:47:08che abiterà questi luoghi
00:47:09come vogliamo organizzare
00:47:10la nostra vita
00:47:11in cosa crediamo
00:47:12io personalmente
00:47:13credo
00:47:14e voglio che mia figlia
00:47:15sia felice
00:47:15e libera
00:47:16e per essere felice
00:47:17e libera
00:47:18io credo
00:47:18per esempio
00:47:19nella sanità
00:47:20universale
00:47:21aperta
00:47:22che è quello che noi abbiamo
00:47:23e che in altri paesi
00:47:24non hanno
00:47:24ma che sarà sempre
00:47:25un challenge
00:47:26più difficile
00:47:27a causa dell'invecchiamento
00:47:28a causa dei costi
00:47:29credo nel talento
00:47:30nel rispettare i talenti
00:47:32e il talento
00:47:32non è una facoltà
00:47:34un corso di studio
00:47:35verticale
00:47:36ma è la curiosità
00:47:38di capire
00:47:39cosa ti piace
00:47:40e quindi dare la possibilità
00:47:41a chi fa medicina
00:47:42di fare un corso di teatro
00:47:44a chi fa economia
00:47:45di studiare ingegneria
00:47:46ecco
00:47:47quindi stare insieme
00:47:48e organizzare
00:47:49le nostre meccanismi
00:47:51di vita
00:47:52di produzione
00:47:53di consumo
00:47:53di società
00:47:54in maniera nuova
00:47:55e moderna
00:47:56questo è un motivo
00:47:56per cui appunto
00:47:57abbiamo fondato
00:47:58in Bicoc
00:47:59appunto la fondazione
00:48:00di cui ora mi occupo
00:48:01proprio perché
00:48:01l'innovazione
00:48:02e la modernità
00:48:03deve essere accompagnata
00:48:04sempre con la considerazione
00:48:06che al centro
00:48:06deve esserci la persona
00:48:08grazie
00:48:09allora professore Italiano
00:48:11noi abbiamo iniziato
00:48:12questa conversazione
00:48:13dicendo che la formazione
00:48:15è ciò che arriva prima
00:48:17della ricerca
00:48:18e quindi poi
00:48:19dello sviluppo
00:48:20il professor Luciano Floridi
00:48:23in uno dei suoi scritti
00:48:25ha sottolineato
00:48:26come
00:48:27anche all'interno
00:48:29dei prodotti
00:48:30della ricerca
00:48:31quindi paper
00:48:33articoli
00:48:34molto spesso
00:48:35vi si ritrovi
00:48:36un aumento
00:48:38del rumore
00:48:39cioè
00:48:40di
00:48:40quegli scritti
00:48:42appunto
00:48:42quegli articoli
00:48:43che non sono
00:48:43vera ricerca
00:48:44le chiedo
00:48:45in che modo
00:48:46ci si riesce
00:48:47a difendere
00:48:47dal rumore
00:48:49allora questa
00:48:49è una domanda
00:48:50da almeno
00:48:51un milione di dollari
00:48:52perché
00:48:53è
00:48:54diciamo
00:48:55l'argomento
00:48:56di oggi
00:48:56se vogliamo
00:48:57queste tecnologie
00:48:59generativa
00:48:59riescono
00:49:00a generare
00:49:01contenuti
00:49:02plausibili
00:49:03molto vicini
00:49:05al vero
00:49:06testi
00:49:07foto
00:49:08video
00:49:08è difficile
00:49:10distinguere
00:49:11una foto
00:49:12vera
00:49:12da una foto
00:49:13generata
00:49:14da una tecnologia
00:49:14di intelligenza
00:49:15artificiale
00:49:16e questo ha tutto
00:49:17un effetto
00:49:18su varie cose
00:49:19anche su
00:49:19articoli scientifici
00:49:21scritti da
00:49:21autorevoli colleghi
00:49:25devo dire
00:49:26a me
00:49:26quando penso
00:49:27a queste cose
00:49:28è venuto in mente
00:49:29a un certo punto
00:49:30ho assistito
00:49:31a un'intervista
00:49:32di un politico
00:49:33spagnolo
00:49:33dopo questa
00:49:34terribile
00:49:35alluvione
00:49:35che c'è stata
00:49:36a Siviglia
00:49:36qualche anno fa
00:49:37e una giornalista
00:49:39in modo un po'
00:49:40provocatorio
00:49:41gli ha chiesto
00:49:42qual è la prima
00:49:43priorità
00:49:43e questo politico
00:49:45spagnolo
00:49:46ha detto
00:49:47le sembrerà
00:49:48un paradosso
00:49:49ma la prima
00:49:50priorità
00:49:51è l'acqua
00:49:51potabile
00:49:52perché senza
00:49:53acqua potabile
00:49:54avremo epidemia
00:49:55di tifo
00:49:55abbiamo acqua
00:49:57da tutte le parti
00:49:57che però è fangosa
00:49:58ed è pericolosa
00:50:00secondo me
00:50:01noi siamo
00:50:01in una situazione
00:50:02simile
00:50:03abbiamo informazioni
00:50:04da tutte le parti
00:50:05che però sono
00:50:06fangose
00:50:07sono sporche
00:50:08saper prendere
00:50:10le informazioni
00:50:11potabili
00:50:12fatemele definire così
00:50:13le informazioni
00:50:14saper distinguere
00:50:15ciò che è potabile
00:50:17da ciò che non lo è
00:50:18diventa sempre più importante
00:50:20io uso sempre
00:50:22questo
00:50:22con i miei studenti
00:50:25per convincere questo
00:50:26dico
00:50:26cercate su google
00:50:27immagini
00:50:28baby peacock
00:50:29cioè il pavone
00:50:31piccolo
00:50:31il 30%
00:50:33delle immagini
00:50:34che vi restituisce google
00:50:35sono create
00:50:36con
00:50:37ea generativa
00:50:38cioè sono false
00:50:39abbiamo
00:50:40diciamo
00:50:40un inquinamento
00:50:41delle fonti
00:50:43delle informazioni
00:50:44anche da chi
00:50:45in qualche modo
00:50:46dovrebbe curare
00:50:47le informazioni
00:50:47e questo è molto
00:50:49pericoloso
00:50:49che cosa
00:50:50come possiamo insegnare
00:50:52a vivere
00:50:53in questo
00:50:54alluvione
00:50:55delle informazioni
00:50:57lo spirito critico
00:50:59è importantissimo
00:51:00cioè io dico sempre
00:51:01devi usare questi strumenti
00:51:02non per avere risposte
00:51:04ma per avere domande
00:51:06questa è la cosa
00:51:06secondo me
00:51:08più importante
00:51:08di tutti
00:51:09quindi diciamo
00:51:10bisogna
00:51:11coltivare
00:51:12la capacità
00:51:13di
00:51:14pensiero critico
00:51:16che invece
00:51:17delegando completamente
00:51:19a questi strumenti
00:51:20stiamo un po'
00:51:21perdendo
00:51:22fare un audit
00:51:25serio
00:51:26delle fonti
00:51:27io diciamo
00:51:27sono
00:51:28reviewer
00:51:30sono editor
00:51:31di journal
00:51:32faccio parte
00:51:33di panel
00:51:33IRC
00:51:34a Bruxelles
00:51:35la prima cosa
00:51:36che guardo
00:51:36in una proposta
00:51:37i riferimenti bibliografici
00:51:39se le fonti
00:51:41diciamo
00:51:41sono plausibili
00:51:43ma non sono vere
00:51:44è indicativo
00:51:45che quel tipo
00:51:46di lavoro
00:51:46non è effettivamente
00:51:49molto originale
00:51:51cercare di far sviluppare
00:51:53una lettura laterale
00:51:55cioè non guardare
00:51:56soltanto
00:51:57una fonte
00:51:58ma cerca di guardare
00:51:59anche altre fonti
00:52:00che ti diano contenuti
00:52:02diversi
00:52:02devo dire
00:52:03la mia lezione
00:52:04più bella
00:52:04che ho fatto
00:52:05è stata una volta
00:52:06che ho fatto
00:52:06negli Stati Uniti
00:52:07perché mi sono portato
00:52:08era una lezione
00:52:09un po'
00:52:10noiosa
00:52:10io insegno
00:52:11algoritmi
00:52:12mi sono portato
00:52:13un collega
00:52:13abbiamo fatto
00:52:14una discussione
00:52:15bellissima
00:52:16su varie cose
00:52:18diciamo
00:52:19questo dà modo
00:52:20a chi
00:52:22apprende
00:52:23se vede
00:52:23due posizioni
00:52:24diverse
00:52:25di capire
00:52:26chi ha ragione
00:52:26chi è torto
00:52:27perché
00:52:27sviluppare un pensiero
00:52:29critico
00:52:29credo che noi
00:52:30possiamo usare
00:52:30anche tecnologia
00:52:31di intelligenza artificiale
00:52:32per fare questo
00:52:33ma dobbiamo
00:52:34riuscire
00:52:35a incentivare
00:52:36questi comportamenti
00:52:37mentre facciamo lezioni
00:52:39grazie
00:52:40allora lei ha detto
00:52:42pensiero critico
00:52:43io per l'ultima domanda
00:52:44della nostra conversazione
00:52:48avrei un video
00:52:49da mostrare
00:52:52ecco io ho chiesto
00:52:54all'intelligenza artificiale
00:52:56che uso più spesso
00:52:57che è
00:52:57chat GPT
00:52:58chat GPT
00:53:00tu sai pensare?
00:53:06e questa è la sua risposta
00:53:10ecco
00:53:11chat GPT
00:53:12non sa pensare
00:53:13quindi io
00:53:14mi chiedo
00:53:15e vi chiedo
00:53:16non è forse
00:53:17il caso
00:53:18di ridefinire
00:53:19un attimo
00:53:20i termini
00:53:21con i quali
00:53:21ci riferiamo
00:53:22a questi strumenti
00:53:24cioè possiamo
00:53:25smetterla magari
00:53:25di chiamarle
00:53:26intelligenza
00:53:27dobbiamo chiamarle
00:53:28in un altro modo
00:53:29che possiamo fare
00:53:29perché
00:53:30non esiste in natura
00:53:31un'intelligenza
00:53:32che non sappia pensare
00:53:33possiamo riprendere
00:53:36il
00:53:36mi tocca sempre
00:53:38il ruolo difficile
00:53:41allora
00:53:42ho due riflessioni
00:53:44su questo
00:53:45e la prima
00:53:46magari è critica
00:53:48rispetto a questo
00:53:49attenzione
00:53:50però
00:53:50avere come obiettivo
00:53:52come target
00:53:53l'intelligenza artificiale
00:53:55perché in fondo
00:53:56è un prodotto
00:53:57della nostra innovazione
00:53:58delle nostre idee
00:53:59abbiamo deciso
00:54:00di chiamarla così
00:54:01magari possiamo
00:54:02cambiare nome
00:54:03ma non dobbiamo
00:54:04sicuramente
00:54:05avere paura
00:54:06dei prodotti
00:54:07della nostra innovazione
00:54:08quello che però
00:54:09sottolineerei
00:54:11dell'intelligenza umana
00:54:13è l'aspetto ecologico
00:54:14cioè
00:54:15le persone
00:54:17gli umani
00:54:17non sono intelligenti
00:54:19soprattutto
00:54:20non sono intelligenti
00:54:22da soli
00:54:22come singoli
00:54:23sono
00:54:24molto più intelligenti
00:54:26quando
00:54:26interagiscono
00:54:28ecologicamente
00:54:28nel gruppo
00:54:29con altri umani
00:54:30imparano
00:54:31fanno squadra
00:54:32le innovazioni
00:54:35siamo partiti
00:54:36prima
00:54:37da Massimo Sideri
00:54:38diceva
00:54:39ci sono
00:54:40i grandi uomini
00:54:41i giganti
00:54:42di Newton
00:54:42ecco
00:54:43sempre più
00:54:44in realtà
00:54:45l'innovazione
00:54:45di oggi
00:54:46è un lavoro
00:54:46di squadra
00:54:47quindi
00:54:48questo è quello
00:54:49che forse
00:54:50dobbiamo
00:54:50pensare
00:54:51come
00:54:53intelligenza
00:54:54umana
00:54:54l'intelligenza
00:54:55umana
00:54:55sempre meno
00:54:57intelligenza
00:54:57dei singoli
00:54:58sempre più
00:54:59intelligenza
00:54:59ecologica
00:55:01grazie
00:55:01professoressa
00:55:02Iannantuani
00:55:03beh insomma
00:55:05assolutamente
00:55:06l'AI
00:55:06io lo vedo
00:55:07come uno strumento
00:55:08uno strumento
00:55:09un'opportunità
00:55:11un assistente
00:55:12ecco
00:55:13questo lo
00:55:13lo interpreterei
00:55:14come un assistente
00:55:15ci assiste
00:55:16in alcune cose
00:55:17ed è molto utile
00:55:18in questa assistenza
00:55:19ma
00:55:19non dobbiamo appunto
00:55:21pensare
00:55:22che sia possibile
00:55:22fare delle domande
00:55:23e ottenere
00:55:25delle risposte
00:55:26dai chatbot
00:55:27di AI
00:55:27che sono poi
00:55:28quelli più usati
00:55:28perché questo è
00:55:29assolutamente
00:55:30non è così
00:55:31e sono pieni
00:55:32pieni di errori
00:55:33tra l'altro
00:55:35diciamo
00:55:35per avere però
00:55:37questa opportunità
00:55:38cioè di usarli
00:55:39come assistente
00:55:39dobbiamo formare
00:55:40i nostri ragazzi
00:55:41e soprattutto fargli
00:55:42rendere conto
00:55:44che questo
00:55:44è quello che possono
00:55:45ottenere da loro
00:55:46non una verità
00:55:47ma essere
00:55:49assistiti
00:55:49nelle loro domande
00:55:50nelle loro curiosità
00:55:51e spesso
00:55:52la risposta
00:55:53a questa assistenza
00:55:54è una risposta
00:55:54errata
00:55:55quindi questo
00:55:55assolutamente sì
00:55:56questo per un uso
00:55:58individuale
00:55:58ma appunto
00:55:59quando si usano
00:55:59invece per lavoro
00:56:00quindi con degli strumenti
00:56:02robotici
00:56:04voglio fare
00:56:04il caso della medicina
00:56:05perché ci sono
00:56:06intere branche
00:56:07della chirurgia
00:56:08come quella appunto
00:56:09urologica
00:56:10o ginecologica
00:56:11in cui il robot chirurgico
00:56:12è la norma adesso
00:56:13e lì si usano
00:56:14dei software di AI
00:56:15che permettono
00:56:16un aiuto al chirurgo
00:56:18quindi in quel contesto
00:56:19come dire
00:56:20è tutto diverso
00:56:20per questo dico
00:56:21l'AI
00:56:21applicandosi a ogni cosa
00:56:23oggi
00:56:24come dire
00:56:25bisogna fare
00:56:25molta attenzione
00:56:26chiudo ricordando
00:56:27il primo sciopero
00:56:28contro l'AI
00:56:29che si è tenuto
00:56:30proprio a Londra
00:56:31in cui
00:56:31un'intera divisione
00:56:33tra l'altro di ingegneria
00:56:34per cui sono stati licenziati
00:56:36appunto
00:56:36più di 50 ingegneri
00:56:38e anche in Italia
00:56:38è successo
00:56:39la stessa cosa
00:56:40ci deve anche
00:56:41fare un campanello
00:56:42d'allarme
00:56:43importante
00:56:43per noi che ci occupiamo
00:56:44di università
00:56:45e cioè che i primi licenziati
00:56:46a causa
00:56:47dell'AI
00:56:48non sono le persone
00:56:49con un livello
00:56:50basso di formazione
00:56:52ma sono persone
00:56:52con un livello
00:56:53molto alto
00:56:53di formazione
00:56:54che sono esattamente
00:56:55sostituti
00:56:56stati sostituiti
00:56:58da AI
00:56:59quindi attenzione
00:57:00dobbiamo davvero
00:57:01come dire
00:57:02difendere
00:57:03l'umano
00:57:03la nostra creatività
00:57:04e la nostra capacità
00:57:05rivoluzionaria
00:57:06grazie
00:57:09grazie
00:57:10grazie per la domanda
00:57:11perché è di grande interesse
00:57:14io credo che
00:57:15il tema sia
00:57:17il rapporto
00:57:19che tipo di rapporto
00:57:21andiamo a stabilire
00:57:22tra
00:57:22l'intelligenza umana
00:57:24e un qualche cosa
00:57:26sul quale
00:57:27una riflessione
00:57:28probabilmente
00:57:29dobbiamo farla
00:57:29perché
00:57:30la risposta
00:57:31che ha dato
00:57:32chat GPT
00:57:33cioè che
00:57:33l'intelligenza artificiale
00:57:35non pensa
00:57:36mi sembra un elemento
00:57:37di un certo valore
00:57:39la seconda
00:57:40è che non ha coscienza
00:57:41e il terzo
00:57:43è probabilmente
00:57:43che non ha
00:57:44intenzionalità
00:57:45quindi
00:57:46abbiamo questi tre elementi
00:57:48che sono
00:57:49certamente
00:57:50differenziali
00:57:51rispetto
00:57:51ad una intelligenza
00:57:53come quella
00:57:53che noi
00:57:54pensiamo essere
00:57:55l'intelligenza
00:57:56centrale
00:57:57che è quella umana
00:57:58dall'altra parte
00:57:59però
00:57:59che cosa
00:58:01ha di vantaggio
00:58:02ha una grandissima
00:58:02capacità di elaborare
00:58:04moltissimi dati
00:58:05in una forma
00:58:06sempre più sofisticata
00:58:08anche capacità
00:58:09di correlare
00:58:10tra di loro
00:58:11dati
00:58:11anche con provenienze
00:58:13diverse
00:58:13e probabilmente
00:58:14in una forma
00:58:15che non è
00:58:17naturalmente
00:58:18correlabile
00:58:19e il terzo
00:58:20è
00:58:20anche in grado
00:58:22di generare
00:58:23dati
00:58:23quindi non solo
00:58:24fare operazioni
00:58:26di correlazione
00:58:26ma anche
00:58:27di generazione
00:58:28allora
00:58:29un primo tema
00:58:30è
00:58:32probabilmente
00:58:33molti di voi
00:58:34credo che lo sappiano
00:58:35il primo
00:58:36la prima conferenza
00:58:38sull'intelligenza
00:58:39artificiale
00:58:41fu nel 1956
00:58:42fu a Chicago
00:58:44e
00:58:45nell'ambito
00:58:46dei sistemi
00:58:47complessi
00:58:48quindi
00:58:48ci fu un avvio
00:58:49di questo tipo
00:58:50in Italia
00:58:51la prima conferenza
00:58:52è stata a Trento
00:58:52nel 1989
00:58:53quindi
00:58:54oltre
00:58:55un certo numero
00:58:57di anni
00:58:57trent'anni
00:58:58più di trent'anni
00:58:59dopo
00:58:59ebbene
00:59:00allora
00:59:02io credo che
00:59:04dovremmo
00:59:04intanto capire
00:59:06se questo termine
00:59:08intelligenza
00:59:09lo possiamo utilizzare
00:59:10in un caso
00:59:10o nell'altro
00:59:11forse
00:59:12per evitare
00:59:13che ci siano poi
00:59:14troppe
00:59:16difficoltà
00:59:16di relazione
00:59:17potremmo chiamarla
00:59:18come una potenza
00:59:19cognitiva
00:59:21artificiale
00:59:22nel senso che
00:59:23è certamente
00:59:24un qualche cosa
00:59:25ma è diverso
00:59:26da quello
00:59:26che noi
00:59:27intendiamo
00:59:28come intelligenza
00:59:30poi c'è
00:59:31un elemento
00:59:31centrale
00:59:32che una volta
00:59:33che avessimo
00:59:34stabilito
00:59:35che si può
00:59:36stabilire
00:59:36un rapporto
00:59:37tra
00:59:37queste due
00:59:39forme
00:59:40di intelligenza
00:59:42io credo
00:59:43che ci sia
00:59:43una differenza
00:59:44sostanziale
00:59:45che
00:59:45l'intelligenza
00:59:46umana
00:59:47è in grado
00:59:48di fare domande
00:59:49e la qualità
00:59:50della risposta
00:59:52è funzione
00:59:52della qualità
00:59:53della domanda
00:59:54quindi
00:59:54in questo rapporto
00:59:57speriamo
00:59:58futuro
00:59:58sempre più
01:00:01positivo
01:00:02e nel senso
01:00:03che dia maggiori
01:00:04risultati
01:00:05potremmo dare
01:00:06quindi anche
01:00:06un ruolo
01:00:07un ruolo
01:00:08che consenta
01:00:09di avere
01:00:09una relazione
01:00:11tra le due
01:00:11forme
01:00:12di intelligenza
01:00:13e che possa dare
01:00:14come elemento
01:00:16di output
01:00:17una qualità
01:00:18migliore
01:00:19del vivere
01:00:20complessivo
01:00:21delle persone
01:00:22grazie
01:00:23professore italiano
01:00:24allora
01:00:25è un'ottima domanda
01:00:26e devo dire
01:00:27che sono
01:00:27un informatico
01:00:29e sono molto
01:00:30critico
01:00:30e sono critico
01:00:31da oltre 40 anni
01:00:32sul termine
01:00:33intelligenza artificiale
01:00:34ma sono in termini
01:00:34sbagliatissimi
01:00:35è un termine storico
01:00:37John McCartney
01:00:381955
01:00:39prima
01:00:40del Summer
01:00:41Research Project
01:00:42on Artificial Intelligence
01:00:44di Dartmouth
01:00:45ha funzionato
01:00:46molto bene
01:00:47dal punto di vista
01:00:47del marketing
01:00:48John McCartney
01:00:49stesso ha detto
01:00:49se gli avessi dato
01:00:50un altro nome
01:00:51probabilmente
01:00:51non avremmo ottenuto
01:00:52tutto il successo
01:00:54e i finanziamenti
01:00:55che abbiamo ottenuto
01:00:58credo che il problema
01:00:59non sia soltanto
01:01:00diciamo
01:01:00semantico
01:01:01è un termine storico
01:01:0270 anni
01:01:04in informatica
01:01:04significa il paleolitico
01:01:06perché 70 anni fa
01:01:07quello che abbiamo
01:01:08in tasca
01:01:08al telefono
01:01:09non entrava neanche
01:01:10in qualcosa
01:01:11del genere
01:01:14concetto
01:01:15molto diverso
01:01:15adesso c'è
01:01:16ce lo dobbiamo tenere
01:01:17credo che
01:01:18il punto sia
01:01:20che anche se non è
01:01:21intelligenza
01:01:22in senso umano
01:01:23come ha risposto
01:01:24correttamente
01:01:25Cia GPT
01:01:26in questo caso
01:01:27questi
01:01:28tecnologi
01:01:29di intelligenza
01:01:30artificiale
01:01:30producono
01:01:31degli effetti
01:01:32cognitivi
01:01:32reali
01:01:34influenzano
01:01:34le nostre decisioni
01:01:37supportano
01:01:37i nostri processi
01:01:38di apprendimento
01:01:40partecipano
01:01:41in qualche modo
01:01:41anche alla produzione
01:01:42di conoscenza
01:01:43quindi
01:01:44diciamo
01:01:45non so se
01:01:46ha senso
01:01:46chiedersi
01:01:47intelligenza
01:01:48o no
01:01:48ma operano
01:01:49sempre di più
01:01:50nel campo
01:01:51dell'intelligenza
01:01:51umana
01:01:52questo
01:01:52penso sia
01:01:53innegabile
01:01:54questo
01:01:54crea in qualche modo
01:01:56un paradosso
01:01:57da un lato
01:01:58non dobbiamo
01:01:59prendere
01:02:00questi sistemi
01:02:01troppo sul serio
01:02:02come intelligenze
01:02:04d'altro canto
01:02:05non possiamo
01:02:06neanche
01:02:06permetterci
01:02:07di prendere
01:02:07troppo
01:02:08alla leggera
01:02:08quindi dobbiamo
01:02:09diciamo
01:02:10barcaminarci
01:02:10tra queste due cose
01:02:11grazie
01:02:12una via di mezzo
01:02:13trovare una via di mezzo
01:02:15probabilmente
01:02:16
01:02:16bisogna capire
01:02:17che succederà
01:02:17nei prossimi anni
01:02:18questo è un altro
01:02:19grosso punto
01:02:19interrogativo
01:02:20va bene
01:02:22allora
01:02:22io ringrazio
01:02:23molto
01:02:23i nostri ospiti
01:02:25ringrazio
01:02:26il nostro pubblico
01:02:26che ci ha seguito
01:02:27da qui
01:02:28e a casa
01:02:29e viva
01:02:30la Pavia Innovation Week
01:02:32e alla prossima
01:02:33grazie
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