Per fare la doccia bisogna mettersi in fila. La lista la tiene la portineria e servono più di due ore prima che arrivi il proprio turno. Fuori ci sono sei docce-container con altrettanti spogliatoi. Di fronte dodici bagni chimici. Le uniche altre opzioni sono due docce nello studentato accanto, sempre con lista d’attesa, o quelle delle stanze in foresteria a piano terra riciclate a servizi igienici. Non va meglio all’interno, dove la mancanza di acqua dal 16 maggio, per un guasto alle pompe, ha solo peggiorato una situazione già critica. I bagni nelle stanze degli studenti sono tutti fuori servizio, così come i water comuni (tre a ogni piano per 15 persone, nessuna stanza ha il wc). E poi: muri scrostati, vetri impiastricciati col guano di piccione, tubi a vista, cavi penzolanti.È questa la situazione del campus Calamandrei, studentato vero, il più grande di Firenze. Dipende dall’Ardsu e al momento ha 456 studenti alloggiati, tutti tramite graduatoria del diritto allo studio. Di questi, 268 hanno scelto di accettare una sistemazione provvisoria offerta dall’azienda dopo un sondaggio fatto in questi giorni.
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