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UNGARETTI - Ossola - Lezioni26

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Trascrizione
00:02Giuseppe Ungaretti, la poesia universale.
00:17Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria de Citto nel febbraio del 1888 e muore a Milano.
00:27Il primo giugno 1970. Perché Alessandria de Citto? Perché i genitori erano andati per lo scavo del canale di Suez.
00:40Alessandria de Citto allora era una capitale importante della cultura mediterranea.
00:47Si pubblicavano due giornali in lingua italiana, altri in lingua francese, in lingua greca e in inglese.
00:57Questo dà subito l'idea del cosmopolitismo di Ungaretti e della sua formazione.
01:06Studia l'Ecole Suisse Jacques, la sua prima traduzione sul messaggero egiziano.
01:12E' una traduzione da Edgar Poe, che era stato tradotto anche da Baudelaire in francese.
01:20E' questo rapporto di una letteratura dove il fantastico ha una presa importante, rimarrà sempre nell'esperienza di Ungaretti.
01:31E' un poeta di tre continenti. Prima di tutto l'Africa dirà egli stesso che il ritmo, l'anemia del
01:42canto arabo che torna a tornare sarà decisiva per la sua poesia.
01:47Poi gli studi a Parigi, poi la prima guerra mondiale in Italia, nel Carso, dove pubblica la prima raccolta, il
01:56Porto Sepolto.
01:57Poi Roma, dove si stabilisce e dove studia e pubblica le prime sue raccolte.
02:08E poi il Brasile, dove traduce anche le poesie indie della Genes, Pau Brasil, e infine il ritorno in Italia.
02:19Quindi poeta di tre continenti, poeta di due lingue, comporrà altrettanto in italiano che in francese per lunghi decenni.
02:30E' poeta universale perché traduce in italiano i grandi classici, Racine, Shakespeare, Blake, Gwongora, Mallarmé.
02:43Ed è a sua volta tradotto nelle lingue europee dai più importanti poeti del Novecento.
02:53In francese da Philippe Jacotet e Yves Bonfoy, in tedesco da Ingeborg Backman e Paul Celan e così via per
03:05le altre lingue.
03:06Questo è molto importante perché la poesia è sempre stata un fatto universale.
03:13E quindi Ungaretti la vive, la incarna, la interpreta nella biografia e negli scritti.
03:21Ma non basta.
03:22E' anche un grande critico.
03:26I suoi saggi su Leopardi, su Dante, su Racine stesso, sono ancora oggi fondamentali.
03:36E nello stesso tempo, oltre che poeta, è anche prosatore.
03:41Le sue prose di viaggio raccolte nel deserto e dopo sono dei capolavori di prosa non tanto narrativa, ma di
03:52prosa creativa.
03:53Ecco, cosa possiamo ricavare e ricordare della sua poesia?
04:00Prima di tutto il Porto Sepolto, scritto durante la Prima Guerra Mondiale, nelle trincee del Carso,
04:08è anche una raccolta che mette in scena il primo arabo della nostra letteratura.
04:15La raccolta comincia così, in memoria di Moabed Shaab, che era stato suo compagno in una pensioncina nella Rue de
04:25Carme a Parigi
04:26e che muore suicida perché non riesce ad acclimatarsi al clima francese.
04:34Questo Ungaretti porterà con sé per tutta la vita, questa idea di essere per sempre esiliati, per sempre nomadi, per
04:44sempre esuli,
04:46quale è la condizione oggi della maggior parte della umanità.
04:51Quindi è un poeta attualissimo, è un poeta civile da questo punto di vista.
04:57E aggiungiamo che non soltanto introduce questo carattere di una universalità che cresce ai margini,
05:07ma addita anche una, diciamo così, una meta senza che questa diventi un mito.
05:16Nelle ultime poesie, quelle dedicate agli ultimi cori per la terra promessa,
05:21dirà della terra promessa nient'altro, un vivo sa.
05:26Cioè nessuno conosce la meta finale se non per il nome.
05:34Vale a dire noi non afferreremo mai nulla, non possederemo mai nulla,
05:39non saremo mai proprietari di nulla se non del nome di una speranza.
05:45Ecco, da questo punto di vista, anche da questo lato, la poesia di Ungaretti è un grande farmaco
05:53per il tempo presente, che è un tempo, diciamo, di rapina.
05:59Ecco, non abbiamo niente da rapinare perché tutto quello che possiamo promettere a noi stessi
06:05è un nome, della terra promessa nient'altro, un vivo sa.
06:09E' anche un poeta della attualità, perché ad un tempo parla delle origini di questo porto sepolto
06:20pretomelemaico che stava da Alessandria d'Egitto, ma parla anche dei satelliti artificiali,
06:28contempla il primo che venne lanciato nello spazio dall'uomo e lo mette in una sua poesia.
06:35Da questo punto di vista, la poesia di Ungaretti ci insegna una cosa antica,
06:42che cioè la poesia sta all'origine e sta al di là di noi.
06:49E' un fatto universale perché racchiude tutta intera l'umanità.
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