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  • 1 giorno fa
La metaniera russa Arctic Metagaz da poco più di un mese vaga alla deriva nel Mediterraneo. A tutti gli effetti è una nave fantasma. Un pericolo per l'ambiente perchè trasporta tonnellate di Gnl e carburante per la navigazione. Un pericolo per le altre navi perchè priva di equipaggio e luci di segnalazione. Attaccata al largo delle coste maltesi - presumibilmente - da un drone marino ucraino, il 3 marzo scorso è passata vicino alle coste di Malta, Lampedusa, Linosa ma è rimasta lontano dai pensieri degli Stati Mediterranei che, come dicono gli esperti, sarebbero dovuti subito intervenire e mettere in sicurezza la nave in base ai protocolli di salvaguardi e sicurezza dell'ambiente marino mediterraneo.
Ad oggi il relitto si trova a 90 miglia nautiche (166 km circa) dalle coste di Bengasi e le autorità libiche hanno ripreso l'attività di monitoraggio. Non sappiamo ancora chi, come e quando inizierà quelle di rimorchio e messa in sicurezza. 

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Trascrizione
00:26il relitto della
00:29tanker russo, dieci giorni dopo da quel 3 marzo, si è presentato il 12 marzo a 24 miglia
00:37dall'isola di Lampedusa, quindi in termini marittimi era a un tiro di schioppo e molto
00:42pericolosa da gestire. Tra il 19 e il 24 marzo vagava incontrollato in mezzo a una selva di
00:48piattaforme petrolifere, condutture di gas e tutto quello che abbiamo appena detto, è
00:54stato organizzato dal governo libido un convoglio di piccoli rimorchiatorini partiti da misurata
01:00più un rimorchiatore un po' più attrezzato che è in servizio proprio nelle piattaforme
01:06petrolifere. L'Actic Metagaz è stata allontanata sempre con molta fatica e sta a 105 miglia
01:15nord-est di misurata perché appunto sta arrivando un altro ciclone mediterraneo molto severo.
01:23L'Unione Europea dispone di un organismo importante che si chiama EMS, European Maritime
01:29Safety Agency, con sede a Lisbona. Anche questo organismo è preposto alla salvaguardia
01:36della sicurezza dell'indicazione e alla salvaguardia dell'indicazione. Di fatto non si è visto
01:43nessuno, ma più che vedere, almeno sentire, dare un indirizzo. Quando una nave si trova in
01:50acqua internazionale, quindi all'infuori del mare territoriale di uno Stato, quello
01:56Stato, diciamo costiero, non può intervenire sulla nave all'infuori del proprio mare territoriale
02:04per non ledere la sovranità dello Stato di bandiera. L'intervento è consentito in base
02:11a meccanismi di cooperazione internazionale e altre volte in base a convenzioni internazionali,
02:18politici, se non che in un particolare clima geopolitico di conflitto o addirittura o comunque
02:25di crisi, questa versione chiaramente è resa più difficile.
02:30Possiamo dire che nel caso dei Mastic, Maitre, si parla proprio di una crisi energetica,
02:37non è solo un diritto in mare, è forse un monito.
02:41E' molto curioso che parti politiche che si ispirano molto al patriottismo, in realtà
02:50ci rendono succubi di questa dipendenza. A onore del vero devo dire che non è solamente
02:55questo governo che ha frenato le rinnovabili, anzi. Quindi è un problema di una classe politica
03:02in parte forse succube di interessi economici, ma che in parte semplicemente non ha capito
03:07dove stiamo andando a parare. Che in un mondo sconvolto dalla crisi climatica e con risorse
03:16in diminuzione ci saranno sempre più impatti e gli impatti tendono fatalmente a generare
03:24conflitti.
03:24L'ultimo avvistamento dell'Arctic Metagaz è datato 5 aprile e si trovava a 70 miglia
03:33nautiche dal porto di Bengasi. Sono quindi intervenute le autorità libiche e hanno iniziato
03:38un'attività di monitoraggio. Ad oggi però non sappiamo se le complesse attività di rimorchio
03:47e di messa in sicurezza della nave siano effettivamente iniziate.
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