00:02Hume, il padre dell'illuminismo.
00:14David Hume è il vero grande filosofo dell'illuminismo, il punto di riferimento per tutta la generazione
00:21dei Lumi, generazione che lo conobbe personalmente a Parigi, dove fu ospite molto a lungo di
00:28Voltaire. Credo che per capire la sua filosofia sia necessario prendere avvio da due grandi
00:35filosofi che furono suoi ammiratori. Il primo è Kant, Immanuel Kant, e il secondo Edmund
00:43Husserl. Kant afferma, con una frase molto nota, che fu Hume a risvegliarlo dal sonno dogmatico,
00:50e questo sonno dogmatico è quello della metafisica, cioè di un pensiero astratto che è lontano
00:56dall'esperienza, perché Hume è proprio il filosofo anti-metafisico per eccellenza, al
01:05quale non importa nulla determinare se Dio ci sia o non ci sia, o che cosa sia l'essere.
01:11A Hume importa soltanto capire la natura umana, il funzionamento della natura umana, come si
01:18articola la conoscenza e come sia possibile passare dall'esperienza sensibile all'idea.
01:24La seconda frase, quella di Edmund Husserl, parla invece di Hume come filosofo che conduce
01:30alla bancarotta della conoscenza oggettiva. Certo, detta così apparirebbe come un'espressione
01:37critica e invece vuole soltanto ricordarci che Hume è un filosofo che prende avvio da una
01:44posizione scettica, uno scetticismo che non è affatto uno scetticismo duro, uno scetticismo
01:50radicale che nega la realtà e i fatti, bensì quello che potremmo chiamare uno scetticismo
01:57moderato, uno scetticismo che lui applica a tutte le parti del pensiero, della conoscenza,
02:02dell'etica e dell'estetica. Uno scetticismo che essenzialmente invito a non cadere all'interno
02:11di una rete di pregiudizi negativi, bensì di sospendere il giudizio e cercare di vedere
02:18come funziona la conoscenza, la conoscenza umana, la conoscenza dell'uomo. Lo scetticismo
02:24è una via per la comprensione. Partendo proprio da questi due principi, Hume nella sua opera
02:33principale, ovvero sia il trattato sulla natura umana, che è un'opera del 1740, ci
02:39dice che non è importante capire che cosa sia la natura umana, cioè definire la natura
02:45umana. Semplicemente la natura umana è ciò che sappiamo, ciò che vediamo, ciò che possiamo
02:50ricavare dall'esperienza e dall'osservazione, ed esperienza ed osservazione sono gli unici
02:56due principi di autorità che possiamo riconoscere, il che vuol dire che non vi sono idee nate,
03:01generate da un principio superiore, come ipotizzavano i metafisici del secolo precedente, del Seicento,
03:08ai quali lui si oppone in modo strenuo. Ogni nostra idea per Hume nasce dalle impressioni
03:15e solo dalle impressioni sorgono le idee e le idee a loro volta si formano mettendo insieme
03:22queste impressioni, connettendole tra loro, secondo i principi, che sono principi evidentemente
03:30legati anch'essi all'esperienza, empirici, di memoria e di immaginazione. La conoscenza
03:35deriva dunque associando, associando idee, associando impressioni, non attraverso legami
03:41concreti tra le cose, bensì in virtù di funzioni che possiamo riscontrare in ogni uomo. Hume
03:48le chiama una dolce forza, una dolce forza che mette insieme le idee, le confronta, le compara,
03:55tutte insieme rifacendosi a quelle esperienze originarie. Vi è fra le idee, ricordando Newton,
04:03una sorta di attrazione che le connette fra loro, costituendo dei principi che sono a base
04:11della conoscenza umana. Non è importante di questi principi risalire alle cause. Basterà
04:19cercare di dare una ragione ai principi della conoscenza, una ragione desunta dall'esperienza
04:26e dall'analogia. Non vi sono principi sostanziali, non vi sono connessioni indissolubili tra le cose,
04:34bensì legami empirici, quali sono la rassomiglianza, la contiguità nello spazio e nel tempo e soprattutto
04:40il principio di causa ed effetto. Ecco il principio di causa ed effetto. Il principio di causa ed effetto
04:45è forse l'elemento più noto e più caratteristico del pensiero iumiano, perché il pensiero di causa ed effetto
04:52non è nulla di oggettivo, non è qualche cosa che lega in virtù di un legame necessario l'una all
04:59'altra,
04:59ma è semplicemente qualcosa che nasce, una credenza che nasce dalla forza delle nostre impressioni,
05:05dalla loro potenza e vivacità, appunto non da una connessione necessaria. Quando noi vediamo
05:11sorgere il sole, aspettiamo subito dopo, per abitudine, che vi sia la luce. Quando gettiamo una palla
05:17di biliardo contro un'altra palla, ci aspettiamo che una muova l'altra. Ecco, quindi la causa e l'effetto
05:25non è qualche cosa che lega un elemento e un altro elemento in virtù di principi forti,
05:30beh sì, è qualche cosa che noi desumiamo dalla nostra abitudine. La natura umana appunto vede in questa
05:38ripetizione dei fenomeni attraverso un'associazione abitudinaria e vedendo questa associazione nasce
05:47un sentimento di credenza, appunto un sentimento abitudinario. Quando siamo abituati a vedere due
05:53impressioni congiunte insieme, l'idea o l'apparire dell'una ci porta immediatamente all'altra.
05:59Addirittura Hume dice che vi è un non so che che le connette. Ovviamente là dove non vi sono
06:06principi di carattere sostanziali, sono evidenti le critiche che noi possiamo rivolgere a Hume,
06:12le abbiamo già viste, quella di soggettivismo, appunto di scetticismo. Ma deve essere ben chiaro
06:18quello che invece i posteri e noi ancora oggi possiamo vedere in lui, non un empirismo ingenuo,
06:24bensì la convinzione che i principi fondamentali della conoscenza non debbano essere
06:29reperiti in chissà quale cause nascoste, in quali inverificabili poteri teologici o in idee
06:35astratte. Bensì noi dobbiamo reperire i fondamenti della conoscenza nei modi della nostra natura
06:42umana, dei modi con cui noi operiamo, nei modi in cui noi funzioniamo. Soltanto attraverso la costruzione
06:50di questi nessi noi potremo capire l'esperienza del mondo attraverso un soggetto che non è un soggetto
06:57forte, un soggetto se vogliamo assolutamente debole, ma è quel soggetto che sarà fondamentale
07:04per quella che Kant chiamerà la rivoluzione copernicana. Ma c'è un ulteriore elemento in più
07:11che fa di lui un filosofo legato fortemente alla tradizione dell'illuminismo, perché all'interno
07:20di questa tradizione noi riusciamo a vedere la conoscenza come qualcosa che è legata al nostro
07:26essere uomini, qualcosa che noi continuiamo a generare, continuiamo a costruire. La logica è
07:34qualche cosa che è in mano a noi tutti, è qualcosa che noi possiamo insegnare a tutti quanti,
07:40qualche cosa che non è legata agli specialismi di una tradizione, di una filosofia, ma bensì
07:48un principio appunto che può essere insegnato a tutti quanti, che noi possiamo determinare di volta
07:55in volta. In questo, in questo, Hume è un filosofo profondamente illuminista, profondamente illuminista
08:03e profondamente illuminato. La logica è qualcosa che noi costruiamo volta per volta, la conoscenza
08:11è qualcosa che noi costruiamo volta per volta, la filosofia non sono principi astrusi, ma la filosofia
08:18è una forma di chiarificazione concettuale che non può essere ricondotta a battaglie di sistemi.
08:26Dunque, Hume, proprio per questi motivi, per questa concezione libera della conoscenza, per questo
08:31liberalismo della conoscenza diviene un monumento per l'intero illuminismo di tutta quanta l'Europa.
08:39La conoscenza non è qualcosa posta in noi da principi superiori, la conoscenza è qualche cosa
08:45che si può imparare, che richiede una educazione, è una volontà di rischiarare, di togliere il velo,
08:52di spezzare tutti i pregiudizi che sono all'interno del nostro sapere e del nostro conoscere.
08:58Tutti, ma proprio tutti, se ben educati, possono vedere come funziona la conoscenza umana.
09:04Tutti, ma proprio tutti, nella politica, nell'estetica, nella religione, possono vedere come si formano
09:09le idee, come si formano quei meccanismi mai assoluti, astratti, che generano la nostra conoscenza,
09:15che generano il nostro sapere. Un sapere che non ha oscure finalità, ma un sapere che è finalizzato
09:21alla libertà del soggetto. La conoscenza, dunque, per concludere, non è una violenza.
09:26La conoscenza è una forza gentile, come la chiama Hume, che si basa su un comune sentire,
09:31su una condivisione di sentimenti che lega il genere umano, che rende il sapere qualche cosa
09:36di dialogico che sottolinea una comunanza tra gli uomini. L'abitudine ci dice che siamo nati
09:42per condividere il nostro sentire. Ecco, forse dovremmo sempre tutti quanti ricordare, anche oggi,
09:48quello che scrive Hume, le menti di tutti gli uomini sono simili nei loro sentimenti e nelle
09:54loro operazioni. Dunque, ogni creatura umana ha un'empatia naturale con l'altro. Ecco,
10:00dobbiamo pensare a questo, questo è l'illuminismo, questa capacità di empatizzare degli uomini
10:06tra loro e non di cercare il conflitto. E per raggiungere questo scopo, noi dobbiamo considerare
10:12la filosofia una forma di educazione accompagnata da tanta buona volontà e anche, perché no,
10:19da un sano scetticismo.
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