00:03Diderot, il padre dell'enciclopedia.
00:14Di fronte a un ritratto che gli fece il pittore Vallot a metà del Settecento,
00:19la reazione di Diderot è lo specchio della sua stessa personalità,
00:23perché lui dice, quello non sono io.
00:25E non perché il ritratto non fosse somigliante, lo era,
00:28ma in quanto dichiara di avere in un giorno mille fisionomie diverse
00:32che non possono assolutamente venire fissate in una sola immagine sulla tela.
00:38Ecco, questo ritratto impossibile è di Diderot,
00:41una personalità senza dubbio geniale, multiforme,
00:44che sembra sfuggire da tutte le parti appena si cerca di delinearne la personalità e il pensiero.
00:49Eppure la sua personalità e il suo pensiero, ingiustamente ritenuti minori nel Settecento,
00:55sono debordanti e sovrastano persino la filosofia, pur importante.
01:01La filosofia non è un episodio minore della sua attività,
01:05ma è come se questa attività fosse addirittura, diciamo così,
01:11potenziata dal fatto che faceva mille cose diverse
01:15ed era in contatto con i più grandi spiriti del Settecento francese,
01:19da Voltaire Rousseau e anche litigò con quest'ultimo.
01:23Ecco, non vorrei mai contrastare l'immagine che Diderot vuole dare di se stesso,
01:28dunque è impossibile farne una sistematica esposizione,
01:33ma vorrei definirne la personalità filosofica attraverso una serie di quadri
01:38che a lui piacevano tanto, commentava le esposizioni.
01:41Partendo dal primo quadro, e il primo quadro è quello che lo rese eterno,
01:47che l'ha reso eterno, che ci dice perché rimarrà nella storia,
01:50perché nel 1751 riceve da un editore l'incarico di rivedere per il mercato francese
01:58la ciclopedia di un dossografo inglese chiamato Chambers.
02:04Come è consueto nella personalità di Diderot, Diderot disobbedisce
02:09e fa con D'Alembert un'opera completamente nuova,
02:13riunisce centinaia e centinaia di collaboratori
02:17per costruire quella che sarà l'enciclopedia.
02:20L'enciclopedia è una serie di voci, il primo ipertesto della storia,
02:24un quadro libero che gli procurerà molti guai.
02:29Questo libro sarà perseguitato, sequestrato, distrutto,
02:33e i suoi collaboratori si allontaneranno per paura della censura dei gesuiti,
02:39si allontanerà anche D'Alembert, ma alla fine,
02:43malgrado le persecuzioni di quelli che lui chiamava i preti,
02:47in vent'anni, in poco più di vent'anni, riesce a completare questa grandissima opera.
02:52Un'opera di cui lui stesso è però insoddisfatto,
02:56come possiamo comprendere da un testo fondamentale,
02:59cioè la voce enciclopedia, che è inserita all'interno di questa grande opera.
03:06L'enciclopedia è un mondo aperto, sono troppi punti di vista
03:11per poter essere rinchiusi in un libro, perché se ne possa dare la sintesi.
03:16Eppure, anche se l'enciclopedia non potrà mai rinchiudere il sapere all'interno di un libro,
03:21ebbene, noi sappiamo che l'enciclopedia deve andare avanti.
03:25Deve andare avanti perché l'enciclopedia è l'immagine di un pensiero libero,
03:29che è la libertà di poter rappresentare il mondo senza vincoli,
03:33senza le costrizioni del potere.
03:36Il secondo quadro, invece, è quello che vede di Derot,
03:40un filosofo attento al suo tempo, quindi portatore di un materialismo,
03:44di una forma di materialismo che chiamiamo organicistico,
03:48che riprende il concetto di Francesco Bacone,
03:50e vuole interpretare la natura.
03:54La filosofia è interpretazione della natura.
03:56La natura non è nulla di meccanico,
03:59la natura è la grande catena dell'essere,
04:01che non può essere vista in una sequenza di cause ed effetti determinata.
04:06La natura è un movimento costante,
04:08e il compito del filosofo è quello di interpretare sempre di nuovo la natura,
04:13di vederne le connessioni,
04:14di mostrarne la generatività,
04:16di mostrarne le metamorfosi.
04:17Proprio questo termine farà sì che sarà proprio Goethe,
04:22il padre della metamorfosi,
04:23a comprendere la ricchezza del pensiero di Derot,
04:26a vedere lui l'origine di una morfologia che anima l'intera materia
04:30e che scioglie le forme all'interno del movimento della materia stessa.
04:34Al tempo stesso,
04:35mentre scrive di filosofia,
04:37e sino ai suoi ultimi giorni,
04:38Derot è anche un grandissimo letterato
04:41che gioca su vari registri.
04:43È autore di romanzi filosofici
04:45di cui i grandi del suo tempo,
04:47dei tempi a lui posteriori,
04:50Goethe e Hegel,
04:51vedranno la ricchezza e la profondità.
04:53Ricordo Jacques il fatalista e il suo padrone,
04:56e il nipote di Rameau.
04:57Sono due opere che non permetteranno mai
04:59di vedere nell'illuminismo
05:01il trionfo di una ragione astratta,
05:03perché questi libri sono i manifesti
05:05della contraddittorietà ironica e disperata al tempo stesso
05:09di una stagione di pensiero
05:11che non può essere ricondotta e ridotta
05:14al problema della ragione,
05:16perché in realtà è un costante confronto
05:19tra ragione e passione,
05:20tra libertà e schiavitù,
05:22scoperta della complessità
05:23e solitudine dell'uomo
05:25che affronta un mondo ormai detologizzato,
05:28che è quasi cosciente della sua propria solitudine.
05:31Ma Diderot che scrive questi importanti romanzi filosofici
05:34sa scrivere anche dei gustosissimi romanzi licenziosi
05:39come Gioielli indiscreti
05:41o una grandissima beffa
05:42che dà origine al romanzo epistolare La Monaca
05:45o La Religiosa, come viene tradotto.
05:47Il principio è uno solo,
05:49un principio che guida tutto il suo pensiero.
05:51Non si può far tacere la natura,
05:53non si può interrompere il movimento,
05:56non è lecito ritenere barbaro, selvaggio,
05:58solo ciò che non comprendiamo
06:00e che invece rivela la complessità dell'uomo,
06:03delle sue relazioni sociali e del suo divenire.
06:07La natura è libertà
06:09e l'uomo deve sempre sapere esercitare
06:11il libero arbitrio
06:12su un piano etico e su un piano conoscitivo.
06:15L'ultimo quadro è che Diderot
06:17deve essere visto anche come
06:19il grande primo riformatore del teatro moderno.
06:22Lo è nei suoi primi scritti,
06:24ma lo è soprattutto nella sua ultima opera
06:26degli anni 70 del Settecento,
06:28pubblicata postuma,
06:29il paradosso dell'attore.
06:31L'attore in realtà è quasi la metafora
06:34anche del filosofo.
06:35L'attore non è qualcuno che deve essere coinvolto
06:38nello spettacolo che descrive.
06:40Deve essere un uomo freddo,
06:41quasi insensibile, quasi astratto,
06:43perché soltanto attraverso queste caratteristiche
06:46l'uomo può descrivere il mondo
06:48senza cadere vittima della sua stessa emotività.
06:51Si devono rappresentare le passioni senza vivere,
06:54guardandole dal di fuori,
06:56comprendendole nella loro essenza,
06:58facendole sempre di nuovo vivere e rivivere.
07:00E quindi in tutti questi quadri,
07:02e in molti altri, anche a volte gustosi,
07:05si può capire l'assoluta modernità
07:07della figura di Diderot,
07:09l'importanza che ha come origine
07:11del pensiero moderno,
07:14di un pensiero che è pubblico,
07:15che non può rimanere chiuso
07:17in gabbie metafisiche e teologiche,
07:20ma che deve sempre essere condiviso
07:22su un piano sociale,
07:24perché la sua finalità è il riscatto dell'uomo.
07:27Il riscatto dell'uomo prende avvio
07:29dal possesso della conoscenza.
07:31Una conoscenza che può avvenire
07:35soltanto se il filosofo ha il coraggio
07:37di abbandonare tutte le posizioni teologiche,
07:40tutte le posizioni di carattere metafisico,
07:44cogliendo la verità nel movimento
07:46della materia organica,
07:47nel suo senso, nel suo divenire,
07:49nelle sue interne leggi,
07:50che dobbiamo sempre di nuovo
07:51indagare e scoprire.
07:53Un filosofo, in sintesi e per concludere,
07:55che sa illustrarci il meglio
07:57e quindi l'essenza della morale
07:59di un intero secolo,
08:00di un secolo che ha incarnato
08:01innumerevole diverse posizioni filosofiche,
08:04a volte non coincidenti tra loro,
08:07ma con una comune consapevolezza.
08:10Questa, dice Diderot,
08:11non è più l'epoca delle condanne,
08:13dei punti di vista unici ed unitari,
08:15di un potere assoluto, cieco e violento.
08:18Dovremmo imparare da Diderot.
08:19Il pensiero deve essere non solo tolleranza,
08:22ma anche e soprattutto dialogo,
08:24condivisione dei punti di vista.
08:25Non deve respingere il diverso
08:27e neppure inglobarlo,
08:28bensì accettare la differenza,
08:30la differenza come ricchezza,
08:32come maggiore consapevolezza di sé
08:33e della propria stessa cultura,
08:35di una cultura che sa di dover condividere
08:37il senso delle cose con altre culture,
08:40con altri punti di vista.
08:42Ecco, Diderot insegna la ricchezza
08:44di uno sguardo sorridente sul mondo,
08:46sempre ironico, mai cinico.
08:48Uno sguardo che solo in questo modo
08:50non è lo sguardo del filosofo autoreferenziale,
08:54ma lo sguardo di quel filosofo
08:56che sa discoprire per tutti noi un mondo nuovo.
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