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  • 2 giorni fa
Non solo Fantozzi
E' tutto falso. Paolo Villaggio: teatro, cabaret e tv
2024Italia
Il documentario esplora gli inizi di Paolo Villaggio prima del successo di Fantozzi, attraverso materiali Rai e interviste. Viene ripercorso il suo apprendistato teatrale con il Centro Teatrale Universitario e la Compagnia Baistrocchi, evidenziando il suo umorismo satirico e politico.
Regia: Giulia Morelli

Trascrizione
00:00Le mise allora subito una male al collo, mentre con l'altra cercavo di arraffare.
00:07Lei niente, non mollava. Devo anche aver spinto troppo.
00:15Qui è finita questa battuta, la posso ripetere?
00:45Cosa fa lì lei? Fracchia, venga su! Venga su, non abbia paura!
00:50Ma chi mi chiama? Scusi, è lei maestra, non l'avevo visto.
00:58Sì, venga su! Venga! Devo venire su?
01:03No, non abbia paura! Venga, venga, venga, non le faccio del male, venga su!
01:08Ma da che parte si sale? Mi scusi!
01:13Villaggio aveva tre anni meno di me, era del 32.
01:19Ci siamo conosciuti all'Università di Genova.
01:22Io appena arrivato all'Università con il professor Francesco Dallacorte,
01:26ho fondato il CUT, Centro Universitario Teatrale, il primo CUT in Italia.
01:33Villaggio è arrivato, credo, nel 50, matricola,
01:39e naturalmente voleva fare parte del CUT.
01:45Lui era un ragazzino, un ragazzino biondo, piuttosto bellino, magro, con gli occhi azzurri,
01:57con una voce molto flautata.
02:00Ma io gli ho detto, guarda, secondo me potrai fare una bella carriera da attore giovane.
02:07Io ho naturalmente sbagliato tutto.
02:09Dunque, innanzitutto, perché io ho scelto il mestiere del comico?
02:13Dunque, come voi potete immaginare, io avevo un'alternativa precisa,
02:18fare l'attore giovane, cioè io sono bellissimo fisicamente.
02:21No, io vengo scambiato normalmente per mal.
02:25Io sono stupendo fisicamente.
02:26Parlate al microfono se volete interrompere, signor Villaggio.
02:29Io fisicamente sono molto bello e allora ho pensato,
02:32smetizziamo questo aspetto fisico incredibile e puntiamo tutto sulla comicità.
02:38Lui scalpitava, voleva fare i protagonisti, subito, immediatamente.
02:43E io gli ho detto, Paolo, devi tranquillizzare, devi fare un po' di gavetta, eccetera.
02:48Lui non c'è stato.
02:51Praticamente abbiamo lavorato, credo, non più di un anno insieme.
02:55Io ho continuato con questo mio cut.
03:00Lui invece si è agganciato alla Baistrocchi.
03:13La Baistrocchi era una manifestazione annuale
03:16che riempiva le migliori sale di Genova, anche da 2.000 posti, per 5-7 giorni.
03:21Tutti i giovani che a Genova credevano di avere qualcosa da dire
03:25andavano a Baistrocchi, cercavano di presentarsi per poter fare qualcosa.
03:30Il nostro inizio è quello del 56.
03:34Faccio una piccola premessa.
03:35Nel 50 e nel 52, alla Baistrocchi si manifesta,
03:39Enzo Tortora con pochi perani e fu un successore.
03:43Tanto che nel 53, 54 e 55 nessuno ebbe più la forza di misurarsi.
03:48Nel 56 parte questo gruppo di giovani,
03:51Paolo Villaggio, Gianni Cozzo,
03:54Tampodonico, se volete,
03:55che fanno questo spettacolo come quando fuori piove.
04:04Avevamo un siparione fatto da Lele Luzzatti.
04:08Era un fatto importante per Genova questa Baistrocchi.
04:12C'era ovviamente il balletto fatto di uomini attravesti
04:18con un cancan finale che generalmente poi trascinava tutto il pubblico.
04:34Gli sketch li preparavamo, a tavolino ovviamente.
04:40Le musiche spesso, ripeto, erano d'autore,
04:43perché ho citato Bindi, ho citato Livraghi,
04:45potrei citare il maestro Mario Migliardi addirittura
04:48nelle Baistrocchi in prima guerra,
04:49che fu un direttore d'orchestra della RAI.
04:52Provavamo alla sera,
04:54erano più le risate che le prove,
04:56quel povero Cristo di regista,
04:58che era uno di noi e quindi a maggior ragione era il più bersagliato,
05:03aveva la sua fatica per cercare di farci imparare le paute.
05:06Paolo, la parte, non la sapeva mai.
05:09Quando non si ricordava più la parte,
05:11ragazzi, passarella!
05:22Paolo aveva questo desiderio di manifestarsi,
05:26scriveva, era estremamente istruito
05:28e ci faceva divertire sempre.
05:31Io vorrei che chi guarda le sue interviste,
05:33che sono tuttora registrate,
05:35notasse come lui non desse mai a nessuna domanda
05:40delle risposte banali.
05:42Ci pensa un attimo ed esce fuori
05:44o con una risposta eccezionale o con una battuta.
05:48Spesso erano battute e spesso le pezze.
05:53Sono io, signori, stavo meglio prima?
05:55Ed eccomi qui munito di coturni.
05:58Non è una malattia, sono sandali greciantini.
06:00E da questo pronao di Tempio Classico oggi io vi parlo.
06:04Ma intendiamoci, Paolo era veramente amante del teatro,
06:07che gli piaceva far ridere.
06:09Ma non dimentichiamo che, mi pare, nel 67,
06:11viene scritturato da Ivo Chiesa
06:14per una parte molto importante nel drago di Schwarz
06:18e siamo andati ovviamente a vederlo.
06:21Poi dopo l'abbiamo preso in giro per quanto era possibile.
06:25Abbasso il drago!
06:28Siamo stati ingannati fin dall'infanzia!
06:33Che gioia!
06:35Non dobbiamo più obbedire a nessuno!
06:40Sono come ubriaco, parola dolore!
06:43Adesso non ci serve più da studiare a scuola, è vita!
06:47Chi vuole un giochetto?
06:49Dragone e patatone, zac, e cadono le teste.
06:54Molto geniale!
06:56Geniale!
06:56Com'è, com'è?
06:57Dragone e patatone!
06:59Sottoterra tutta la vita come una patata!
07:02Senza via d'uscita!
07:04Evviva!
07:05Evviva!
07:06Devo un collega, un attore, bravissimo!
07:09Bravissimo!
07:10Il quale, promesso del teatro italiano, deve esordire in una nota P.S.
07:16P.S.
07:17Vabbè, insomma, il francese io lo so in parte.
07:20Il drago di Ogueni Schwarz.
07:22Gli dicono, con dieci mesi di anticipo, guarda tu farai il drago.
07:25D'accordo fa lui!
07:26E si prepara la parte a memoria.
07:27Ha un po' di paura, dice.
07:28Ho paura delle papere.
07:30Sento che farò una papera.
07:31I colleghi, carogni, no?
07:32Ma no, non aveva paura, non le puoi fare, non temere, vedrai, eccetera.
07:36Passano i dieci mesi, lui sa la parte a memoria e si presenta.
07:38Si pari.
07:40Pubblico osannante.
07:41Ah!
07:42Ah!
07:43Subito in partenza.
07:44Lui bravissimo.
07:45Ogni cosa...
07:45Ah, che bravo!
07:47E lui...
07:48Perché...
07:49Ah!
07:50Il clima, quindi, della serata era questo.
07:52Ah, che bravo, che meravigli!
07:54Ah, una critica!
07:55Per il meglio.
07:57Passano due ore e mezzo di spettacolo in un clima rinno.
07:59Ah!
08:00Ah, la, la, la, la, la!
08:04Ultima, proprio ultima battuta.
08:07Dunque, lui era stato perfetto.
08:08Non aveva fatto una smagliatura.
08:10Non sudava neppure.
08:12Si rivolge alla protagonista e fa.
08:14E ci rivedremo.
08:16Cioè, gli attori sapete che hanno quelle voci, no?
08:17E ci rivedremo.
08:20E tu cosa ne pensi?
08:22E lui fa.
08:24Maipu, si pari.
08:27Si pari!
08:30Gramma!
08:32Esce!
08:32Esce!
08:33Basta!
08:35Esce!
08:35Esce, ve lo giuro.
08:36Esce il giorno...
08:37Vanno un momento avanti, voi sentite lo stesso.
08:39Esce il giorno dopo la critica sui giornali, con scritto.
08:42Bene tutti!
08:43Incerto il tal dei tali nel finale!
08:46Morale, non ha più fatto capire.
08:48Ha perso una I!
08:50Tac!
08:50Così, gli è caduta per terra.
08:51Voleva riprire il si pari.
08:52Scusate, una I!
08:55È noto che le prime prove che Paolo fece in ambito dello spettacolo sono in ambito
09:01tutto teatrale.
09:03Cioè, cabaret, improvvisazione, teatro vero e proprio.
09:07Questa crescita tra gli anni 55, 56 e gli anni 66, 67 avviene interamente attraverso varie
09:15e variegate esperienze, tutte collegate al mondo del teatro.
09:21Ha conosciuto Ivo Chiesa, il direttore dello stabile di Genova, che gli ha offerto l'instabile,
09:28un locale in Piazza Marsala a Genova, vicino allo stabile di Genova, e gli ha detto, alla
09:37sera vai lì e fai il tuo cabaret.
09:39Una sera capita all'instabile un giornalista.
09:43Mi sento di essere abbastanza ottimista, dato che dopo questi primi anni di rodaggio mi sembra che sia a Roma
09:50che a Milano il pubblico del cabaret si sia allargato, cioè che il numero di spettatori vada costantemente aumentando.
09:57Comunque speriamo bene.
09:59Questo giornalista vede lo spettacolo, gli piace molto questo strano personaggio che va contro le regole normali del presentatore e
10:11gli dice io ho un cabaret a Roma, il 7x8.
10:49E ha avuto molto successo e Costanzo gli ha fatto l'offerta.
10:59di fare televisione.
11:10Era il 1968. La RAI a un certo punto si è resa conto che bisognava rinnovare, bisognava trovare della gente
11:22nuova.
11:23Si è inventata uno spazio che non era mai stato occupato dalla televisione, cioè la domenica pomeriggio.
11:30Il domenica la gente per le strade segretà e il passeggio allegra lente.
11:40Luce qua e là, brilla la città, sembra un grande lunaparte.
11:46A mille piccole illusioni ci abbandoniamo per un dì.
11:52E tutte le preoccupazioni sono rimandate fino a lunedì.
11:59Grazie a tutti i paracoli.
12:03Signori, innanzitutto, buongiorno.
12:05Io sono Paolo Villaggio.
12:08Ecco, me l'aspettavo.
12:10Il mio nome non vi dice assolutamente nulla.
12:13Perché? Perché io sono un esordiente assoluto.
12:16Cioè, è la prima volta, vi confesso, che vedo una telecamera addirittura.
12:21Nel 1956 nasce Fracchia.
12:24Tutti i personaggi che poi noi abbiamo goduto in letteratura,
12:28perché quella di Paolo direi che era autentica letteratura umoristica,
12:32in cinematografia e in televisione, prendevano lo spunto di lì.
12:36Io ho a casa la fortuna di conservare copioni di 60-70 anni fa,
12:41dove emerge chiaramente già tutto quello che poi vedevo.
12:45Se lei dovesse fare un'analisi dei suoi personaggi,
12:48più noti, Fantozzi, Cranza e Fracchia, come li definirebbe?
12:54Dunque, Fantozzi è uno sfortunato.
12:57È uno che vive in un tipo di società che non lo difende abbastanza.
13:00Fracchia è un neurotico molto timido.
13:03È una componente che abbiamo tutti, no?
13:05Anche tu sei timida, forse. Lo vedo.
13:07Sì, sì, è rossita.
13:08Cranza, invece, fondamentalmente, un autoritario stupido.
13:12E fa ridere anche per quello.
13:16Signori, signori, io sono Fracchia.
13:21Io mi sono affezionato a Fracchia perché non si può non voler bene a uno sfigato come lui.
13:30Me streccia.
13:33Cosa?
13:34Me se sono intrecciati i ditti.
13:37Si sciolga, non c'è bisogno di stare così nervoso.
13:40Il personaggio Fracchia ce l'aveva in testa solo Villaggio.
13:45Quindi solo lui sapeva cosa avrebbe potuto dire e rispondere in una data situazione.
13:53Allora io ho fatto quello che poi ho fatto dopo con Walter Chiari, anni dopo.
13:57L'ho chiuso in una stanza e gli ho detto, facciamo un discorso.
14:01Allora, Fracchia va da un tizio e vuole comprare una barca, un gozzo di tre metri.
14:12Questo tizio lo convince a comprare un incrociatore.
14:17Praticamente gli dicevo, lui ti dice questo e Fracchia cosa gli risponde?
14:23Senta, io vorrei comprare una lancetta.
14:28Cosa significa questo?
14:29Che la porta aerea io la comprerai dopo.
14:32Ma come lei mi fa perdere tutto questo tempo?
14:34Sono decine di armatori disposti a pagarvele in contanti con un miliardo sull'unghia.
14:40Se ne vada, via, se ne vada, subito.
14:47Si è arrabbiato?
14:48Sì.
14:50Tanto?
14:51Sì.
14:52Tanto quanto?
14:53Tanto, tanto, tanto!
14:56Beh, sì.
14:59Quando è così, io la compro.
15:04La porta è lei?
15:06Sì.
15:06È il miliardo.
15:07Ma dico, come la paga?
15:08Come fa a trovare il miliardo?
15:09C'è la mia degnità io!
15:12Non mi faccia queste domande.
15:15Intanto vado a casa a vendermi i mobili.
15:19Faccio.
15:24Cioè, davanti piace rivedersi o no?
15:26In questa cosa qui sì.
15:27Perché questa era la più centrata.
15:29Poi c'è Agus che è di una bravura eccezionale.
15:31E poi gli ho inventato la poltrona Sacco
15:34che un giorno andando in via Manzoni
15:37l'ho trovato in un negozio di arredamento
15:40e mi sono fatto spiegare cos'era
15:43mi sono fatto dare il permesso
15:45ed è diventata la poltrona Fracchia
15:48una poltrona di alto arredamento
15:52che anni dopo è arrivato al MoMA
15:55esposta al MoMA di New York.
15:58Si segga?
16:00Per terra!
16:02C'è la poltrona?
16:05È una poltrona!
16:07È una poltrona?
16:08È una poltrona!
16:10È una poltrona!
16:13Sì!
16:16Prego!
16:17È un po' meglio così.
16:18No, no, stia comodo, stia comodo!
16:20Ecco.
16:21Allora.
16:23Ecco.
16:27Eh?
16:31Dunque si siede.
16:32Sì, un momento.
16:35Devo prendere...
16:37E' andato via?
16:44No, sono qui.
16:46Sono qui, sono qui.
16:48C'è mica una bussola?
16:49Ho perso l'orientamento.
16:51Ah, no, ma cosa fa?
16:52È bella sta poltrona.
16:54Sì.
16:54Ma metto un po'
16:56Ma metto un po'
16:57Ma cosa fa?
16:59Scusi.
17:01Me la tieno?
17:01Sì, beh, sono poltrone moderne, capisci?
17:03Sì, la tieno un po'
17:04Tutte le poltrone moderne, oh!
17:05Cosa fa?
17:06Cosa fa?
17:26Ma cosa sta facendo?
17:28Sto sistemando la poltrone.
17:31La metto...
17:34Dopo gli anni settanta
17:37Il fenomeno villaggio esplode.
18:04Ed ora siamo giunti al momento dell'ospite.
18:07L'ospite di questa sera è...
18:12Debutta a Sanremo, quindi ha bisogno del vostro applauso di incoraggiamento, è Paolo Villaggio.
18:25Ormai è diventato talmente popolare che basterà dire Paolo Villaggio.
18:34E ora il nostro ospite, Paolo Villaggio.
18:57Salutiamo, salutiamo tutti, salutare, salutare ed eccomi qua, abbracciato dal mio pubblico, il quale indubbiamente ora comincia forse alla...
19:05Ahi! Chi l'ha dato una spillata?
19:07Però era difficile inserire in un genere umoristico villaggio perché era...
19:17Era una scheggia impazzita.
19:19Chi è che c'è dietro questo grosso sacco?
19:25Chi è che c'è dietro questo grosso sacco?
19:29Sono io, Franz!
19:40A me non piace niente il suo attecimento!
19:43Pardon?
19:45Tipico attecimento stupido suo, di italiano!
19:53Nonostante quale camera devo guardare, per favore, mi si dica una o due!
19:59Io qui sabotaggio anche di cameraman!
20:02Senti, only me basta con questa giraffa, per favore!
20:06Ha ha ha ha, che bello va!
20:09Ha ha ha!
20:09Viene io, viene Franz!
20:11Oh, attenzione!
20:11Vieni la mano, va, va, va, va!
20:14Raus!
20:14Fuori!
20:15Venga via di qua!
20:18Stupido uomo con gli occhiali, venga via!
20:21Raus!
20:21Esca da questa porta e si faccia fucilare!
20:24Via!
20:25Esca e si faccia fucilare!
20:27Esca e si faccia fucilare!
20:28Scusi, Gianni!
20:34Si è spaventato?
20:36No!
20:36Io moltissimo amore!
20:38Ha ha!
20:39Io devo dire la verità, se me lo consentite, potrei dire di aver dato una piccola spinta a Paolo Villaggio
20:46per scrivere.
20:47Perché una sera, mentre preparavamo uno sketch proprio d'Ufficio Brevetti, mi disse, ma Paolo in Italia non c'è
20:53nessuno, non c'è un Gero, un K-Gero, non c'è niente.
20:57Perché non provi a scrivere? Perché mi pare che le cose che dici tu possano avere un eco.
21:03Lei vuole una definizione del mio umorismo?
21:04Beh, io non so se sono un umorista, io ho avuto molta fortuna, cioè io sono entrato a far parte
21:11di questo mondo dello spettacolo molto tardi, cioè intorno ai 30 anni, il che mi ha facilitato, cioè io mi
21:18sono interessato, ho fatto, ho cercato di far ridere con argomenti diversi, con argomenti diversi da quelle che abitualmente usano
21:26tutti gli umoristi.
21:26Cioè non ho mai parlato della televisione o del mondo dello spettacolo prendendolo in giro, non ho mai parlato dei
21:32colleghi prendendolo in giro, ho parlato del mondo normale nel quale vivono immersi il 99% degli italiani,
21:38perché io per molti anni sono stato in una grande società impiegato e ho riso soprattutto di cose vere a
21:45mio avviso, ho detto delle cose più che altro e ho in un certo senso interessato al pubblico.
21:50Quindi il mio è stato un umorismo abbastanza di rottura.
21:53Lei si giudica un comico intelligente?
21:56Ma io si mi giudica un comico intelligente? Ma dimmi tu il nome di un comico più intelligente di me,
22:01dai.
22:02Corrado.
22:03No, lo dici sul serio?
22:04Sì, sì, lo dico sul serio.
22:05Tu pensi proprio Corrado che sia un uomo proprio di grande cultura, cioè uno scienziato quasi?
22:11No, di la verità insomma.
22:12Perché lei si crede uno scienziato?
22:14No, io non mi credo uno scienziato, però io penso sempre a rimetterci un pizzico di impegno che forse non
22:20tutti ci hanno messo.
22:26E lui mi manda questa famosa lettera del primo marzo 62 dove mi dice forse il tre prossimo avventuro sarò
22:32a Genova, ma non definitivamente, solo per qualche giorno, ma ci vedremo e ci diremo tutto.
22:37Ho rielaborato i vostri sketch secondo i miei intendimenti.
22:42Basta, non satira, ma creazione di un mondo comico nuovo è quello che d'altronde avviene anche nelle arti figurative
22:51con l'astrettismo e la realtà magica dei film di Bergman.
22:56Ecco, credo che questi riferimenti non molti saprebbero farli e indicano la vera cultura che aveva Paolo.
23:05Io voglio soprattutto fare ridere.
23:08Allora il metodo migliore per arrivare a far ridere, la meccanica migliore, è dare la possibilità di usare un tipo
23:13di comicità, una situazione nella quale tutti si possano riconoscere.
23:16E questa è, hai capito, la timidezza c'è in tutti, l'abbiamo detto, no?
23:21Io per esempio sono molto timido in queste cose.
23:23Però vorrei anche che ci fosse anche un discorso sotto, il discorso che hai fatto tu prima, non che annullare
23:31la timidezza,
23:32però per responsabilizzare tutti, cioè sottolineare che tutti volendo abbiamo dei diritti, ma per vigliaccheria non li facciamo valere.
23:39Senti, molta gente che dice che fai ridere così che diverti.
23:43Io penso che la gente...
23:44Sì, scusa, no.
23:45Guarda, io penso che la gente ride perché non fai ridere, effettivamente.
23:49Perché guarda, io ho visto al disco per le sale l'altra sera, la prima sera sì hai detto qualcosa,
23:53ma la seconda e la terza?
23:55Guarda, è diventata una cosa pesante perché in sostanza non dici niente.
23:58È una cosa pesante, noiosa, penosa.
24:00Sì, perché non dici niente, capisci?
24:02Sì, sì, sì.
24:02E guarda...
24:03Sì, sì, sì.
24:07E ti dico che a un certo punto la gente ride perché dice, ma io dico, boh, come fa a
24:14avere la faccia di presentata di queste cose?
24:16Tu dici la gente come te però.
24:19Ma no, guarda, io penso che...
24:21No, perché se non ride la gente come te, io ne sono soddisfatta.
24:25Va bene, senti, tu...
24:26Hai capito perché?
24:28No, non è...
24:29È chiaro che in questa trasmissione ci deve essere un po' il gioco della verità, no?
24:33E tu spettatamente hai detto, tu non fai ridere.
24:35Tu hai detto alla gente, è chiaro che tu ti riferisci a un ambito familiare, cioè la tua famiglia non
24:41ride.
24:41No, non è vero.
24:42Cioè tua zia non ride.
24:44No, non è vero, guarda.
24:46Mi diverto anch'io.
24:46Cioè tu hai fatto un'inchiesta d'Oxa, e hai stabilito.
24:50Guarda.
24:50Che al 99%...
24:52No, te lo domando.
24:53Guarda, mi diverto anch'io.
24:54Sai perché mi interessa? Perché se tu hai fatto un'inchiesta seria, cioè capillane, tipo il 99% degli italiani,
25:00io ho un altro mestiere.
25:01Che ballerino classico.
25:04Attenzione.
25:19Ma come presentatore è un presentatore duro, allora dentro di lei c'è una contraddizione.
25:25No, non è una contraddizione, te l'ho detto.
25:27Io ho usato questa meccanica un po' precisa di fare il cattivo, il presentatore duro.
25:34Mi segui per non ti distrattare, vedo che sei distratta, eh?
25:36Anno senza.
25:38Per far capire, per mettere in luce quanto di finto ci fosse nella televisione.
25:44Hai capito?
25:45Cosa ho fatto?
25:46Ho esasperato i termini del discorso.
25:48E ne ho fatto uno incredibile.
25:50Cioè è assurdo che uno che ha la possibilità di parlare con un grosso pubblico, anche tipo i collegamenti di
25:56canzonissima, avevo 31 milioni di persone che mi ascoltavano, e facevo invece l'uomo d'urto.
26:00Quando invece era molto più facile, la tirare senza simpatia, come ho detto prima, hai capito?
26:05Dicendo buonasera, come state cari, come vi voglio bene, hai capito?
26:08Io ho fatto capire che era valido, era falso, sia essere cattivo, ma ho detto, occhio, perché forse sono falsi
26:17anche quelli che vi fanno l'ammicamento.
26:19Hai capito il discorso?
26:20Ecco, è questo quello che ho scritto.
26:22Guardate che è tutto falso, quello che vedete.
26:25La verità forse sta in mezzo, bisogna essere un po' dubbi, bisogna essere veri, capito?
26:29Che cos'è questo successo dell'esilio in realtà?
26:31Che cos'è?
26:32Signori, basta che io prenda il mio faccione, questo.
26:36Che fino all'anno scorso era senza successo, nessuno mi conosceva, successo nella vita, nessuno, successo con le donne, nessuno.
26:42Basta fare un'ora, due ore, dieci ore, venti ore, dietro, questa specie di scatolone che la telecamera, tac, subito,
26:49ecco, questo è il successo dell'esilio.
26:51Per esempio lei, come si chiama?
26:53Lei è in ascolto, sì.
26:55Signor Garozzi?
26:56Ecco, signor Garozzi.
26:57Lei viene qui, tac, lo piazzo al mio fianco, le faccio fare un minuto di esposizione telecamera,
27:03vedrà che l'indomani, lei tornando al bar, tutti, tac, tac, manata sulla spalla.
27:08Ah, ah, t'ho visto, eh?
27:09Ah, ieri sera t'ho visto, ah, ah, che bello, che bravo, eccetera.
27:13Chiaro, moltiplichi questi dieci minuti in cui lei, signor Garozzi, che adesso mi sta ascoltando in mutante a casa sua,
27:19ecco, moltiplichi tutto per i sei mesi che io ho fatto di esposizione a televisione
27:23e si ne darà conto di quale dimensione in realtà sia questo successo televisivo.
27:28C'è un'eredità che io continuo a chiamare, che fisiologicamente lo riporta allo spettacolo
27:33e c'è una pratica e un continuum di attività collegata al teatro
27:39che lo porta fino agli anni 66-67 e lo porta poi alle esperienze di spettacolo dal vivo e di
27:52cinema.
27:53La televisione che lo accompagna dal 67 in avanti e i romanzi.
28:00Il primo fu quasi casuale, fu un collage che si intitolò Fantossi,
28:05andò a Ruba e da lì l'attività di scrittura di Paolo divenne sistematica.
28:11Sono diventato un autore di successo.
28:13Ah, tanto per non parlare di sé.
28:15Tanto per non parlare di sé.
28:16No, diciamo queste cose che sono interessanti.
28:18Un autore in che senso?
28:19Un autore in questo senso, ho scritto un libro che si chiama Fantossi.
28:22Ah, ma questo lo sanno già tutti ormai.
28:23Eh, ma io lo ripeto.
28:24Perché non è stato abbastanza comprato forse.
28:28No, è stato comprato, è stato il libro che è venduto più quest'anno in Italia.
28:31Vedi a che punto siamo ridotti con la nostra letteratura.
28:34Infatti la pseudocultura è quella che ha oggi fortuna in Italia.
28:38Sì, infatti io faccio parte, faccio parte di questo pseudo intellettuale.
28:41Sì, ma ci faccio parte anch'io.
28:44Stiamo tutti tranquilli perché, mi creda, oggi gli intellettuali ce ne sono molto pochi.
28:49Esplode il fenomeno Fantossi.
28:51E per 30 anni a questo punto Paolo fa altro.
28:55Come avrebbe fatto chiunque, visto che il cinema, la tv e i romanzi gli davano una presenza, una visibilità, denaro,
29:07fama, possibilità di scegliere che non aveva mai avuto.
29:11Allora, lei sarebbe disposto a lasciare la televisione, cioè a lasciare la televisione per lavorare in teatro?
29:18Sì, mi piacerebbe molto e mi piacerebbe fare una scelta precisa, cioè fare un teatro di un certo tipo.
29:28Io penso che per chi fa il mio mestiere la cosa più divertente, proprio, il momento della verità, la prova
29:38suprema, vera, sia fare l'attore in teatro.
29:45Nella maturità avanzata torna al teatro e già negli anni 92-93 Streller propone a Villaggio di interpretare L'Avaro.
29:56Due anni fa, in una conferenza stampa, lui disse che mi piacerebbe fare Schweik con Villaggio.
30:02Allora gli ho telefonato e poi la cosa non si è concretizzata e poi un'altra volta l'ha detto.
30:10Quindi non ho mai resistito neppure per un attimo alle sue seduzioni, perché la verità.
30:16E poi finalmente adesso mi fa fare, pare, forse, Arpagone e La Parola di Moliere, che è un testo sacro,
30:27direi, del teatro mondiale.
30:28Io non so come me la caverò, ma insomma confido molto in lui, perché soprattutto in questo caso la responsabilità
30:34è sola del grande maestro.
30:36Quindi la colpa è eventualmente sua?
30:37Solo, assolutamente, che lo sia ben chiaro.
30:41È estremamente vile se in questo momento va bene.
30:44La sua idea è quella di un avaro opposto rispetto alla tradizione che si lega a Moliere.
30:51Quindi non alto, magro, grifagno, non povero, pezzente, lacero.
30:57No, lui vuole grassoccio, lo vuole ben nutrito, perché vuole dire che l'avaro è avaro con gli altri, mai
31:07con se stesso.
31:08Un teatro dove bisogna avere una memoria prodigiosa, bisognerebbe essere come Gassman.
31:13Adesso io non sono Gassman, quindi sono molto, molto intimorito, devo dire.
31:18Beh, ma ti dirò che io sono terrorizzato da questo punto di vista.
31:22Ma i due terrori uniti insieme sono una grandissima forza.
31:25E poi l'umiltà del terrore, della paura di fare le grandi cose, nobilita in un certo senso.
31:31Ci dimostra che non siamo degli incoscienti.
31:33Cioè noi facciamo l'avaro come faremo il Mecbet di Shakespeare, come faremo un'altra cosa,
31:37sapendo benissimo dove andiamo a mettere le mani.
31:40Cioè che è una cosa molto difficile e che dobbiamo farla molto bene.
31:42E la faremo bene.
31:44Va bene, io spero che queste parole siano profetiche.
31:47E spero di non morire in scena in quella poltrona di Moliere che lui ha già approntata.
31:52Strähler se ne andò perché il teatro nominò Jack Lang al suo posto.
31:58Ma la volontà di fare lo spettacolo rimase.
32:02Passò la regia a Lamberto Pugelli.
32:05Quindi questa idea di regia che lui aveva risulta meno forte in questo spettacolo.
32:11Però fu un successo che andò avanti qualche anno.
32:14Strähler poi curò la traduzione per non sparire del tutto da un'operazione che era sua.
32:19Curò la traduzione insieme alla Patrizia Valduga.
32:21Se uno mette a fronte il copione dell'Avaro tradotto da Valduga e Strähler
32:28e poi uno dei libri di fantozzi scritti e curati da Villaggio
32:35vede una serie di frasi che sembrano tratte di peso dai fantozzi.
32:45E da lì in avanti quasi ogni anno porta in scena altri spettacoli.
32:52Sono tre monologhi.
32:53Uno ispirato vaghissimamente al tabacco fa male di un certo Antov Chekhov.
33:00Esatto.
33:01Bravino in questo.
33:02L'altro invece è una cosa mia che è un uomo al quale dicono che ha una brutta malattia
33:12e racconta esattamente l'avvicinamento al momento della morte.
33:17Cioè dopo 62 anni di teatro io questa sera finalmente ho deciso di
33:22sapete che mancano solo 20 minuti anche meno alla fine della mia carriera.
33:33Un po' meno di successo ma comunque di grande risonanza fu il vizietto che lui fece con Johnny
33:41Dorelli in una versione curata da Giuseppe Patroni Griffi.
33:46E lui invece che sembra un pochettino così sul gelato, quello lì si chiama Silvano Sparaccino
33:54e ha esordito con me 42 anni fa in un capareffetto di Roma che si chiama Setteferonzo il cui direttore
34:01cioè tenutario.
34:03Era un certo Maurizio Costanzo che forse vuoi...
34:06È ancora vivo?
34:08Delirio di un povero vecchio, spettacolo che andò in scena nella fase cosiddetta teatrale
34:16intorno al 2000 e che venne più volte replicato, metà di quello spettacolo è dedicata ai rapporti
34:24col padre, con la madre, con i fratelli.
34:28No, no, no, no, non si illuda, sono un uomo pieno, pieno di rancori, cattivo, cattivo, invidioso
34:37in una maniera orrenda.
34:42Nel 2008 a Genova si fece una grande festa per villaggio a Carlo Felice e c'erano tutti
34:48i suoi amici, c'era mezza Italia ma lui voleva Dario Fo, lui voleva essere benedetto da Dario
34:53il quale mandò invece una testimonianza.
34:57La grande forza di Paolo Villaggio è il dono della sintesi comica.
35:02Attraverso il riso viene fotografata una realtà che altrimenti andrebbe perduta e che solo
35:08così non viene ignorata.
35:10Al centro della sua comicità stanno gli ambienti e le situazioni che affliggono il travé,
35:17le umiliazioni, le situazioni di massificazione.
35:20A volte Villaggio è anche durissimo verso queste categorie, le vede e la rappresenta
35:25piegate, tenute dal potere, corrotte e corruttibili.
35:31Risultano le sue categorie sociali loffie, peggiori rispetto ad altre come quelle operaie.
35:39I suoi personaggi dal forte e mordente hanno straripato nella cultura e nel linguaggio, sono
35:44notevoli e divertenti.
35:45I suoi personaggi appartengono alla grande tradizione italiana, la comicità di Paolo
35:49è una comicità colta.
35:51Basta stare attenti e vi si trova dentro la commedia dell'arte, Molière, la satira
35:56americana di certo periodo cinematografico.
35:58Dario Fo era un signore molto bravo, un autore di testi di teatro che dieci anni fa, esattamente,
36:05dodici, era al vertice della popolarità, era quello che faceva canzonissima, era la carrà
36:10della situazione, il Corrado e faceva degli spettacoli che scriveva a lui. La televisione
36:15gli ha detto che non ci interessano, sono dei discorsi un po' troppo pericolosi, ci sono
36:19dei discorsi politici sotto che a noi non interessano, che non vogliamo che tu faccia.
36:24E lui si è ritirato e adesso fa un teatro suo e li fa nelle case del popolo, gira per
36:31piazze proprio e fa degli spettacoli che sono veramente molto belli.
36:34L'impiegato prono assomiglia a un mio personaggio che non inventai io, ma che portai in scena
36:40negli anni Sessanta, si chiamava Gorgogliati ed era il classico impiegato prono e piagione,
36:49sempre pronto a obbedire che non discute mai gli ordini del capo. Così noi due per caso
36:55ci trovammo a recitare a poca distanza di tempo qualche cosa di simile. Anche questo
37:01ci accomuna.
37:02E lei ammira questo uomo?
37:04Moltissimo, non tanto per gli spettacoli che fa, che non tutti sono bellissimi. Io ne ho
37:07visto uno che si chiama Mr. Boffo che è bellissimo. Quanto per la scelta che ha fatto.
37:10Lui ha avuto il coraggio di rinunciare a tutte le cose che ti offre il successo.
37:14Ce l'hai posto come modello?
37:16Se lo pongono tutti come modello, è un apostolo lui in realtà.
37:19Lei avrebbe il coraggio di fare come ha fatto lui?
37:22Non lo credo.
37:23Dunque l'altro giorno, vi confesserò, ho incontrato il mio vecchio compagno di Sottoscala
37:28Fantozzi. È abbastanza invecchiato, vi confesso, sì, perché purtroppo i Sottoscala
37:35non sono i luoghi più adatti per abbronzarsi e rinvigorire. I luoghi adatti in genere
37:40sono Centrope, Stad, Grindelwald, ma in Sottoscala purtroppo si deperisce.
37:46Fantozzi si è fatto misurare dalla moglie, signora Pina, e ha dato queste drammatiche misure.
37:54Misura vita o ventre? Due metri e quattro.
38:01Spalle ventun centimetri, statura uno e ventotto, peso centoquaranta. Non bellissimo.
38:13Dunque Fantozzi viene da me portato al vernissage, vale a dire la inaugurazione, del bellissimo
38:20yacht della contessa Serbelloni Mazzanti vien dal mare. Yacht ormeggiato a Portofino Mare,
38:27il porto dei ricchi. La contessa è megalomane, aveva pagato lo yacht in circa sui 600 milioni,
38:34perché ci aveva messo delle maniglie d'oro. Ma però la contessa l'aveva chiamato in omaggio
38:40ai braccianti del basso Polesine, il bracciante. Saliamo a bordo del bracciante io e Fantozzi.
38:48E comincia una festa un po' curiosa. Fantozzi si ubriaca quasi subito e perde il controllo
38:54della situazione. Vale a dire, si rende conto che la contessa Serbelloni Mazzanti vien dal mare
38:58e i suoi amici sono tutti a sinistra del partito comunista cinese. Completamente disorientato
39:08si infila nelle cucine. Nelle cucine c'è uno sguattero distrutto dalla fatica. Allora Fantozzi
39:14dice, beh, anche lei la pensa come la contessa, immagino, eh? E si butta subito in alcuni
39:19giudizi politici un po' spinti. Lo sguattero con fierezza alza la testa e dice, no, si sbaglia,
39:24io sono di destra.
39:28Lei ha dichiarato che è stato forse il primo contestatore del mondo dello spettacolo.
39:32E questo ci risulta anche dai rotocalchi, dai giornali del 1969. Ma dai giornali di quest'ultimo
39:40tempo ha invece affermato che la maggior parte dei protagonisti, dei personaggi del mondo
39:46dello spettacolo che contestano sono dei bar, sono degli uomini camuffati. Allora lei non
39:52è più un contestatore perché non vuole rinunciare ai milioni? Oppure lei è stato un bar all'inizio
39:58della sua carriera? Ho capito, ho capito. Io all'inizio della carriera non ho barato,
40:05come ho detto prima, però dopo mi sono un pochettino integrato. Ho capito che protestare
40:11rimanendo integrato in questo tipo di sistema, questo schema di vita che sto seguendo, i risultati
40:16sono pochi. E quindi direi che forse, torino avanti, quando io dirò, io non apprezzo, non
40:23approvo questo tipo di vita, questo mondo, il successo va contestato, non è vero che sia
40:27felice, non credermi mai, perché sto varando in quei casi, capito? A questo punto la contesto
40:32Serbelloni mazzanti viene dal mare, prende per un pulso Fantozzi e fa, Fantozzi, vedo
40:36che lei è disorientato, tenga, domani vada a vedere con questi due biglietti omaggio il
40:43Living Theater. E lui dice, cos'è un ristorante armeno? No! Fa la contesto, è un teatro modernissimo
40:51fatto da americani che girano all'Europa, ci vada, sarà molto istruttivo, vedrà.
40:54Fantozzi, domenica pomeriggio, con la signora Pina, vai capelli color topo, si presenta
41:00alle due al teatro, stanno ancora pulendo per terra, paurosa colluttazione al guardaroba,
41:06cioè Fantozzi non voleva mollare assolutamente l'impermeabile, dice l'unico che ho! La guardarbiere
41:12dice, no, le do una cosa qui, lui prende questa specie di cambiare e alla fine si fa quasi spogliare.
41:17si siede in teatro barbe, cioè intellettuali scamicciati. Fantozzi aveva un pesantissimo,
41:26spaventoso spigato blu scuro siberiano, di questo speso, un caldo pauroso. Lo spettacolo
41:33non comincia come lui credeva al proscenio, ma dal fondo sala avanza un branco di persone
41:38male in arnese, quelli del Living, i quali che fanno uno spettacolo di rottura cominciano
41:42a schiaffeggiare gli spettatori. Uno di questi sputa in faccia Fantozzi, il cuore si mette
41:47immediatamente. Altra gli fa uno con la barba, ma cosa fa? Lei non capisce niente, è teatro
41:51moderno, no? Mi scusi, fa lui. Intervallo, secondo tempo. Da fondo sala avanzano quelli
41:57del Living, ma dal proscenio avanza un gruppo di attori contestatori che occupano il teatro,
42:05capeggianti da un divo con criniera così, no? Quale fa? Basta! Questo spettacolo non
42:10sa la fare! Fantozzi parte in un applauso frenetico, sono quelli del Living, pensa lui.
42:15Quello scende e fa, perché lei applaude? Pagliaccio! Lei è un pagliaccio qualunquista
42:20borghese! Fantozzi che aveva fatto? La resistenza, due anni di confino, uno di galera, ed era stato
42:30sinceramente antifascista, gli domanda, scusi sa, ma l'idea è un po' confusa, ma lei mi
42:34sembra riconoscerlo. Chi è? E lui fa, sono un attore. E quanto guadagna a film? E lui,
42:40con fierezza, ha ha! 150 milioni a film! Fuori gli fa questo! Fantozzi esce, al guardaroba
42:47gli hanno portato via l'impermeabile e tornando a casa sotto la pioggia, pensando alle 80 mila
42:54lire al mese che guadagnava lui da 25 anni, ai 150 milioni, di quello che contestava era
43:00completamente disorientato e avvelito.
43:06Ora basta, mi avete seccato con tutte le vostre domande, chiaro?
43:09No! E non può parlare di così!
43:13Scusate, non credevo che vi offendeste. Scusate!
43:33Fracchia!
43:35Dici a me?
43:36Sì, dico a te, dai andiamo, è finito.
43:39Tutto?
43:40Ma no, Fracchia, è finita solo la trasmissione. E poi quante volte ti devo dire che non puoi
43:44vivere solo e sempre di sogni?
43:46Non so, ma vedi, una realtà come questa a me non mi piace.
43:51Ma Fracchia, una realtà come questa forse non piace a nessuno, forse non piace neppure
43:55a loro che stanno guardando, sai? O no?
43:57Andiamo, va!
44:12Che il cielo sia costantemente azzurro, che il sole splenda sempre allegramente, che
44:26tutto quanto sia sempre sereno, ruccelli, prati verdi e arcobaleno.
44:37Facciamo finta che tutto va bene, facciamo finta che tutto va bene, facciamo finta che tutto va bene.
45:17Facciamo finta che tutto va bene, facciamo finta che tutto va bene, facciamo finta che tutto va bene.
45:30Facciamo finta che tutto va bene.
45:58Facciamo finta che tutto va bene.
45:58Facciamo finta che tutto va bene.
45:59Facciamo finta che tutto va bene.
46:00Facciamo finta che tutto va bene.
46:00Facciamo finta che tutto va bene.
46:00Facciamo finta che tutto va bene.
46:00Facciamo finta che tutto va bene.
46:00Facciamo finta che tutto va bene.
46:00Grazie a tutti
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