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  • 11 ore fa
Trascrizione
00:00In uscita al 3 dicembre PlayStation Classic cavalca una tendenza ormai consolidata, ovvero
00:04quella di rivolgersi al cosiddetto mercato della nostalgia. Un mercato ricco e poco rischioso,
00:09nel quale Sony si inserisce con un prodotto perfetto dal punto di vista estetico, ma
00:14tutt'altro che privo di difetti.
00:24PlayStation Classic lancia forti il suo richiamo nostalgico fin dalla scatola, che riprende
00:29con furbizia e la bella box art originale. Al suo interno trovano posto, oltre alla console,
00:33due controller USB che riproducono alla perfezione, non il DualShock, bensì quelli dei 1994 senza
00:39analogici, senza motori per la vibrazione e con quattro tassi dorsali al posto dei grilletti.
00:45C'è poi un cavo USB micro USB per l'alimentazione e un cavo HDMI da 2 metri per il
00:50collegamento
00:50audio-video. Infine troviamo un ricco manuale di istruzione che riprende anch'esso quello
00:55originale. La console vera e propria si presenta molto più piccola della prima PlayStation,
01:00ma ciò non le impedisce di essere una replica pressoché perfetta di ogni dettaglio, dai
01:04loghi fino ai tasti di accensione, reset e apertura del vano disco. Passando per le
01:08griglie laterali e lo sportellino posteriore per l'accesso alla porta parallela Input-Output.
01:14Chiude la lista delle caratteristiche estetiche la presenza nella parte frontale di due porte
01:18USB 2.0 per i controller e sul retro di una porta micro USB per l'alimentazione e un'uscita
01:24HDMI per il collegamento ai televisori moderni. Da segnalare l'assorbimento energetico della
01:29console, che richiede un alimentatore da 5V e 1A per funzionare correttamente. Vengono
01:34così escluse sia le porte USB del televisore, sia quelle di PC e altre console, che non riescono
01:39a erogare potenza sufficiente a far avviare PlayStation Classic. Un vero peccato, soprattutto
01:44perché l'alimentatore non è incluso nella confezione.
01:47La console misura 149 x 33 x 105 mm, con un peso di circa 170 grammi. È quindi molto
01:55più piccola non solo della prima PlayStation, ma anche di PlayStation One, la revisione slim
02:00uscita nel 2000. Ovviamente, tali dimensioni non hanno consentito l'inserimento di un lettore
02:05CD e non è quindi possibile utilizzare i giochi originali.
02:07Al loro posto, la memoria interna racchiude 20 classici del passato, da Final Fantasy VII a
02:13Metal Gear Solid, passando per Resident Evil e il primo GTA. La qualità della selezione
02:18è però altalenante e presenta giochi straordinari al fianco di assenze importanti e titoli invecchiati
02:23così male da risultare pressoché inaccessibili per un giocatore moderno.
02:27Giusto per fare un paio di esempi, un gioco di guida come Ridge Racer Type 4 oppure uno
02:32sparatutto come Tom Clancy's Rainbow Six non soffrono solo sul fronte tecnico, ma anche e soprattutto
02:37su quello dei controlli. Insomma, se non c'è nulla da dire dal lato della qualità costruttiva
02:42e quantità di dettagli a PlayStation Classic, lo stesso non vale per la qualità del software
02:46utilizzato.
02:48Certo, il primo avvio farà sobbalzare il cuore a chiunque abbia vissuto l'epoca a 32-bit,
02:52con il logo che appare sullo schermo e l'iconico suono che sono negli anni diventati sinonimo
02:56di PlayStation.
03:02Subito dopo, tuttavia, il carosello dei packshot e dei venti giochi inclusi nella miniconsole
03:07accoglie il giocatore all'interno di menu scarni e obsoleti. Il richiamo a quello di avvio
03:11della PlayStation originale è evidente anche nella colorazione dello sfondo dietro le scritte,
03:15ma le opzioni sono comunque troppo limitate. Le impostazioni si riducono infatti all'attivazione
03:20di uno screensaver che abbassa la luminosità, alla possibilità di abilitare risparmio energetico
03:25facendo sì che la console si spenga dopo 60 minuti di inattività e al selettore della
03:29lingua, che presenta, oltre all'italiano, gran parte delle lingue europee e anche il giapponese.
03:34Non c'è però un filtro per ordinare i giochi, né sono presenti opzioni per cambiare la modalità
03:39di visualizzazione. Non ci sono nemmeno dei filtri per riprodurre le classiche scanlines
03:44del tubo catodico o per migliorare la qualità complessiva. Il risultato è una resa delle
03:48immagini che riprende quella a pixel quadrati già vista sulle console mini di Nintendo, con
03:53un abbondante cornice nera che riduce di molto l'area di visualizzazione e un upscaling
03:57a 720p che spalma un po' i contorni, soprattutto nelle scritte.
04:02Per quanto riguarda la gestione dei giochi, la console permette di avere uno stato di sospensione
04:06e una memory card per ogni singolo titolo. Questo si traduce in una vicina di slot dedicati
04:11a ogni gioco, gestibili sia dal menu principale sia all'interno dei titoli che supportano
04:15tale funzione. La sospensione permette invece di memorizzare
04:19al volo la situazione di una partita in qualsiasi momento, e si attiva in automatico quando si
04:23preme il tasto reset. Non esistono scorciatoie attivabili da controller, per cui è necessario
04:28andare vicino alla console ogni volta che si vuole sospendere o cambiare gioco.
04:32A proposito dei tasti, oltre a quello da reset e a quello di accensione, si può premere
04:37anche quello che originariamente regolava l'apertura dello slot del disco. Ovviamente
04:41PlayStation Classic non presenta un banner realmente apribile, ma il tasto serve a emulare
04:45tale funzione per quei giochi che in origine erano distribuiti su più dischi, come Metal
04:49Gear Solid o Final Fantasy VII. A livello di contenuti, i titoli sono esattamente
04:54gli stessi visti 20 anni fa. PlayStation Classic propone i suoi giochi nella versione distribuita
05:01nel Regno Unito, senza alcun tipo di miglioria o potenziamento grafico. La scelta delle ISO
05:05anglosassoni ha permesso in alcuni casi di avere la versione europea dei giochi, con tanto
05:09di lingua italiana. Purtroppo però non sempre il Regno Unito commercializzava le versioni
05:13multilingua, per cui titoli come Hot World o Metal Gear Solid perdono non solo i sottotitoli,
05:18ma anche il doppiaggio in italiano. La scelta di queste versioni ha poi conseguenze anche sulla
05:23qualità degli stessi giochi, che rispetto alle controparti americane girano a 50 Hz invece che
05:27360. Non convince del tutto nemmeno la scelta di optare per uno standard di controllo non
05:32univoco. Doversi ogni volta riadattare all'utilizzo invertito di X e cerchio ha senso dal punto
05:37di vista dell'aderenza agli originali, ma rende obbligatorio un esercizio a cui non tutti
05:41potrebbero volersi sottoporre. Nonostante utilizzi lo standard USB, infine PlayStation
05:46Classic è compatibile solo con i suoi controller. Non è dunque possibile né utilizzare i pad di
05:51PS4 né quelli di altre piattaforme di gioco.
05:53Il giudizio su PlayStation Classic è ambivalente. Da un lato abbiamo una console perfetta dal
05:59punto di vista estetico, dall'altro un software che presenta molte carenze. Il prezzo di vendita
06:04di praticamente 100€ poi la rende un accessorio molto costoso, che è difficile consigliare
06:08anche i fan più nostalgici.
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