00:00Il Pullman della Notte, discesa verso la morte sulla costiera amalfitana. Era la sera del 28
00:07luglio 2013, una domenica d'estate come tante, quando il silenzio della costiera amalfitana
00:14fu spezzato da un boato che fece tremare le montagne. Il Pullman della Notte, come lo
00:21chiamavano gli abitanti del posto, stava rientrando verso Napoli dopo una gita giornaliera
00:26a Monte Cassino. A bordo c'erano 49 persone, famiglie, coppie, bambini e un autista esperto,
00:35Franco Rossi, che da 30 anni percorreva quelle strade a picco sul mare. La statale 163, la
00:42Divina, è considerata una delle strade panoramiche più belle del mondo, ma anche una delle più
00:49pericolose. Curve strette, muretti bassi e precipizi che cadono per centinaia di metri
00:55verso il mare. Quella sera, il Pullman viaggiava verso Avellino, carico di stanchezza e risate
01:02soffuse. Il sole era ormai tramontato e la costa si perdeva nel buio, illuminata solo
01:09dai fari dei veicoli e da qualche lampione isolato. Alle 20.40, all'altezza del viadotto
01:16Acqualonga, nei pressi di Monteforte Irpino, il bus affrontò una discesa ripida. Alcuni automobilisti
01:23che seguivano il mezzo notarono qualcosa di strano. Le luci dei freni lampeggiavano
01:29freneticamente, come se l'autista stesse tentando disperatamente di rallentare. Poi,
01:36improvvisamente, il Pullman acquistò velocità. In pochi istanti, la tragedia. Il mezzo colpì
01:44sei automobili ferme in coda per un rallentamento, sfondò il guardrail e volò giù dal viadotto,
01:52precipitando per trenta metri. L'impatto fu devastante. Il boato fu udito fino al paese
01:58sottostante. I primi soccorritori, giunti sul posto, si trovarono davanti a una scena apocalittica.
02:06L'autobus accartocciato sul greto del fiume, tra lamiere fumanti e corpi sparsi ovunque.
02:13Morirono 40 persone, tra cui molti bambini. Fu una delle peggiori stragi stradali della storia
02:21italiana. Le indagini successive ricostruirono la dinamica con precisione agghiacciante. Il sistema
02:28frenante del Pullman era completamente inefficiente. Pastiglie usurate, tubazioni corrose e perfino,
02:35il rallentatore ausiliario fuori uso da settimane. L'autista, resosi conto del guasto in discesa,
02:43aveva tentato il tutto per tutto. Sterzare, colpire le auto per rallentare, persino sfiorare
02:50i muretti laterali per ridurre la velocità. Ma la massa del mezzo, 18 tonnellate, lo trascinò via
02:57come un proiettile impazzito. Il processo, durato anni, rivelò una catena di responsabilità inquietante.
03:05La società proprietaria del bus aveva falsificato le revisioni per anni. L'azienda che gestiva
03:12il viadotto, invece, non aveva sostituito il guardrail, nonostante fosse già segnalato
03:18come strutturalmente compromesso. In pratica, un sistema di sicurezza pensato per resistere
03:25a un auto fu la barriera contro un bus carico di persone. E cedette in un attimo. Le testimonianze
03:33dei sopravvissuti furono strazianti. Una donna raccontò di aver sentito l'autista urlare
03:40«Tenetevi forte!» pochi istanti prima del volo. Un bambino di dieci anni, estratto vivo
03:47dalle lamiere, chiese ai soccorritori «Dov'è la mia mamma?» Lei era tra le vittime. Il paese
03:54intero si fermò. I funerali collettivi, celebrati nel palasport di Pozzuoli, furono un momento
04:01di dolore nazionale. Le bare, allineate una accanto all'altra, formavano un mare di legno
04:08e fiori. Il Presidente della Repubblica e il Papa inviarono messaggi di cordoglio. Da
04:15quella tragedia nacquero nuove leggi sui controlli dei mezzi pubblici, sulle revisioni e sulla
04:21sicurezza dei viadotti. Ma per le famiglie delle vittime fu una consolazione amara. «Non
04:28dovevano morire così», disse una madre. «Era solo una gita, un giorno di festa. Oggi,
04:35sul viadotto Acqualonga, una targa ricorda le vittime del pullman della notte. Ogni anno,
04:42nella stessa data, i parenti si riuniscono per una veglia silenziosa. I fari delle auto
04:48vengono spenti per un minuto e il rumore della statale si ferma. Il vento che soffia nella
04:54valle porta con sé un suono leggero, come un sussurro. C'è chi dice che, nelle notti
05:01più calme, si senta ancora il rombo di un motore lontano, che corre nel buio e poi
05:07svanisce. È il ricordo di quella discesa verso la morte, il viaggio che non arrivò mai
05:13a destinazione.
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