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  • 2 giorni fa
Discesa verso la Morte sulla Costiera Amalfitana – Il lato oscuro del paradiso

Un viaggio agghiacciante lungo le serpentine della Costiera Amalfitana, dove panorami mozzafiato si trasformano in trappole mortali. Il video ricostruisce la drammatica dinamica di un incidente avvenuto su uno dei tratti più insidiosi della strada Amalfitana, tra curve cieche, corrimano inesistenti e asfalto reso viscido dalla pioggia.

Attraverso testimonianze di soccorritori, immagini delle operazioni di recupero e ricostruzioni 3D, il documentario racconta la fragilità di un territorio celebrato in tutto il mondo ma segnato da una viabilità pericolosa. Un racconto che alterna la bellezza mozzafiato dei borghi arroccati sul mare alla cruda realtà di un incidente che ha cambiato per sempre la vita di chi l'ha vissuto.

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Trascrizione
00:00Il Pullman della Notte, discesa verso la morte sulla costiera amalfitana. Era la sera del 28
00:07luglio 2013, una domenica d'estate come tante, quando il silenzio della costiera amalfitana
00:14fu spezzato da un boato che fece tremare le montagne. Il Pullman della Notte, come lo
00:21chiamavano gli abitanti del posto, stava rientrando verso Napoli dopo una gita giornaliera
00:26a Monte Cassino. A bordo c'erano 49 persone, famiglie, coppie, bambini e un autista esperto,
00:35Franco Rossi, che da 30 anni percorreva quelle strade a picco sul mare. La statale 163, la
00:42Divina, è considerata una delle strade panoramiche più belle del mondo, ma anche una delle più
00:49pericolose. Curve strette, muretti bassi e precipizi che cadono per centinaia di metri
00:55verso il mare. Quella sera, il Pullman viaggiava verso Avellino, carico di stanchezza e risate
01:02soffuse. Il sole era ormai tramontato e la costa si perdeva nel buio, illuminata solo
01:09dai fari dei veicoli e da qualche lampione isolato. Alle 20.40, all'altezza del viadotto
01:16Acqualonga, nei pressi di Monteforte Irpino, il bus affrontò una discesa ripida. Alcuni automobilisti
01:23che seguivano il mezzo notarono qualcosa di strano. Le luci dei freni lampeggiavano
01:29freneticamente, come se l'autista stesse tentando disperatamente di rallentare. Poi,
01:36improvvisamente, il Pullman acquistò velocità. In pochi istanti, la tragedia. Il mezzo colpì
01:44sei automobili ferme in coda per un rallentamento, sfondò il guardrail e volò giù dal viadotto,
01:52precipitando per trenta metri. L'impatto fu devastante. Il boato fu udito fino al paese
01:58sottostante. I primi soccorritori, giunti sul posto, si trovarono davanti a una scena apocalittica.
02:06L'autobus accartocciato sul greto del fiume, tra lamiere fumanti e corpi sparsi ovunque.
02:13Morirono 40 persone, tra cui molti bambini. Fu una delle peggiori stragi stradali della storia
02:21italiana. Le indagini successive ricostruirono la dinamica con precisione agghiacciante. Il sistema
02:28frenante del Pullman era completamente inefficiente. Pastiglie usurate, tubazioni corrose e perfino,
02:35il rallentatore ausiliario fuori uso da settimane. L'autista, resosi conto del guasto in discesa,
02:43aveva tentato il tutto per tutto. Sterzare, colpire le auto per rallentare, persino sfiorare
02:50i muretti laterali per ridurre la velocità. Ma la massa del mezzo, 18 tonnellate, lo trascinò via
02:57come un proiettile impazzito. Il processo, durato anni, rivelò una catena di responsabilità inquietante.
03:05La società proprietaria del bus aveva falsificato le revisioni per anni. L'azienda che gestiva
03:12il viadotto, invece, non aveva sostituito il guardrail, nonostante fosse già segnalato
03:18come strutturalmente compromesso. In pratica, un sistema di sicurezza pensato per resistere
03:25a un auto fu la barriera contro un bus carico di persone. E cedette in un attimo. Le testimonianze
03:33dei sopravvissuti furono strazianti. Una donna raccontò di aver sentito l'autista urlare
03:40«Tenetevi forte!» pochi istanti prima del volo. Un bambino di dieci anni, estratto vivo
03:47dalle lamiere, chiese ai soccorritori «Dov'è la mia mamma?» Lei era tra le vittime. Il paese
03:54intero si fermò. I funerali collettivi, celebrati nel palasport di Pozzuoli, furono un momento
04:01di dolore nazionale. Le bare, allineate una accanto all'altra, formavano un mare di legno
04:08e fiori. Il Presidente della Repubblica e il Papa inviarono messaggi di cordoglio. Da
04:15quella tragedia nacquero nuove leggi sui controlli dei mezzi pubblici, sulle revisioni e sulla
04:21sicurezza dei viadotti. Ma per le famiglie delle vittime fu una consolazione amara. «Non
04:28dovevano morire così», disse una madre. «Era solo una gita, un giorno di festa. Oggi,
04:35sul viadotto Acqualonga, una targa ricorda le vittime del pullman della notte. Ogni anno,
04:42nella stessa data, i parenti si riuniscono per una veglia silenziosa. I fari delle auto
04:48vengono spenti per un minuto e il rumore della statale si ferma. Il vento che soffia nella
04:54valle porta con sé un suono leggero, come un sussurro. C'è chi dice che, nelle notti
05:01più calme, si senta ancora il rombo di un motore lontano, che corre nel buio e poi
05:07svanisce. È il ricordo di quella discesa verso la morte, il viaggio che non arrivò mai
05:13a destinazione.
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