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  • 11 minuti fa
Trascrizione
00:04L'amiloidosi ereditaria e transiretina è una malattia genetica rara che ha una trasmissione cosiddetta
00:10autosomica dominante, cioè basta una sola mutazione nel gene, in una coppia del gene,
00:17per dare le manifestazioni cliniche e questa mutazione può essere trasmessa al 50% alla
00:24generazione successiva. La mutazione determina una perdita di stabilità della proteina transiretina,
00:32che è una proteina di trasporto presente nel sangue e nel tempo questa instabilità determina
00:38la dissociazione della proteina nelle sue diverse parti costitutive e il progressivo accumulo in
00:44organi e tessuti diversi. L'eterogeneità dei tessuti bersaglio determina l'eterogeneità della
00:49presentazione clinica. Quando è prevalentemente coinvolto il sistema nervoso periferico i pazienti
00:56cominciano a lamentare formicolii alle mani e ai piedi che poi tendono a progredire a calze e a guanto,
01:03si associa poi a una perdita di sensibilità, quindi diventa difficile prendere in mano un oggetto,
01:08c'è il rischio che cada, non si riesce mettendo la mano in tasca a capire se si sta toccando
01:12una chiave
01:13o una moneta per esempio e piano piano al disturbo di sensibilità si associa un deficit di forza.
01:19con progressiva difficoltà a camminare e necessità crescente di un supporto, prima una stampella
01:26e un bastone, poi due e se la malattia non è curata e diagnosticata precocemente anche il rischio di
01:32necessitare della carrozzina. Una malattia non curata poi porta altri problemi che sono legati
01:38all'interessamento del sistema nervoso autonomo per cui si hanno importanti manifestazioni gastrointestinali,
01:45abbassamenti di pressione, un rischio alto di malnutrizione, perdita di peso e tutte le complicanze
01:51che poi sono la causa di morte di questi pazienti.
01:54La difficoltà del riconoscimento sta un po' in quello che cercavo di illustrare,
01:59cioè l'eterogenità di presentazione clinica può mimare altre patologie.
02:03Nell'interessamento neurologico il neurologo a lungo, oggi la situazione è largamente migliorata
02:09perché è una malattia sempre più conosciuta, tendeva a ipotizzare altre forme più frequenti
02:14di neuropatia e quindi spesso i pazienti avevano una prima diagnosi non corretta, a volte facevano
02:19anche terapie nell'ipotesi di una diagnosi diversa e poi la rapidità della progressione portava
02:25a sospettare anche questa forma. Oggi c'è una cultura altissima in Italia in particolare
02:31per cui il riconoscimento è decisamente più precoce.
02:33La diagnosi precoce è fondamentale ed è certamente nelle famiglie che conoscono già il rischio
02:40di malattia molto più semplice perché è possibile fare il test genetico cosiddetto predittivo,
02:47presintomatico, cioè fare un esame genetico che predice se l'individuo ha ereditato o no
02:53la mutazione che può causare la malattia e quindi mettere in atto tutta una serie di controlli periodici
02:59per identificarla molto precocemente. E questo è quello che sta più di tutto cambiando
03:04la prognosi delle persone. Il problema è che comunque affrontare l'esperienza del test genetico
03:11presintomatico è un'esperienza a volte difficile perché in ogni caso sapere di avere questo rischio
03:18ti pone necessariamente a confronto con delle incertezze che riguardano il tuo futuro
03:24che possono avere un impatto emotivo, a volte anche di scelte di vita importante.
03:30La possibilità di terapie precoci rende questo esame presintomatico sempre più utile
03:36e questo razionalmente è comprensibile ed è l'elemento su cui i clinici si appoggiano
03:43per cercare di promuovere il test e favorire il riconoscimento precoce della malattia.
03:47Al contempo in qualche modo anticipa la diagnosi e anche la medicalizzazione
03:53di chi ha questo tipo di informazione perché costringe comunque a più esami, a più visita,
03:58più controlli molti anni prima di quella che sarebbe l'età di esordio della malattia.
04:03Quindi c'è un costo emotivo e poi c'è l'aspetto della trasmessibilità per cui
04:08se io so di avere questo rischio per me magari quando avrò 60 anni ma devo mettere in conto
04:15una gravidanza mi chiedo il rischio che potrebbero avere i miei figli e anche l'impatto che questo
04:21tipo di informazione potrà generare loro. L'ottimismo dei clinici è basato sulle evidenze
04:26delle terapie però non dobbiamo dimenticarci che c'è un carico di incertezza comunque ancora
04:31ineludibile che può avere un impatto importante.
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