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Trascrizione
00:15Buon lunedì, ben ritrovati con TeleTutto racconta da Andrea Lombardi e da Daniela Finita.
00:20Iniziamo una nuova settimana con tanti nuovi temi e si parlerà tra pochissimo di teatro,
00:25il teatro dialettale, quello che si è fatto conoscere in tutta Italia, grazie ad una compagnia,
00:31ma grazie anche all'idiatrice e direttore artistico Maria Teresa Scalvini del Festival Leonessa d'Oro,
00:38per poi invece passare e parleremo in questo caso di Montagna M.
00:42Come Montagna avremo il presidente della ProBrixia con anche un tecnico di ricerca soccorso alpino,
00:49Guardia di Finanza, il presidente FederCiclismo Brescia, il presidente del CAI Brescia.
00:54E poi per l'angolo dedicato alla psicologia torna con noi la dottoressa Maddalena Garzoni,
01:01psicologa e psicoterapeuta, con lei parleremo del dolore mutuo che colpisce soprattutto i nostri adolescenti.
01:10E poi continuiamo la pagina dedicata alla salute, avremo ospiti medici dell'ospedale Richiedei
01:16per parlare di cure palliative, per parlare dell'ospedale dei bambini.
01:21E adesso invece facciamo una panoramica del sito giornalidibrescia.it
01:27e allora inquadriamo come si apre in questo momento sul sito licenziamento via WhatsApp
01:32e capire cosa si intende per forma scritta.
01:36Cristina Alessi, professoressa ordinaria di diritto del lavoro dell'Università di Brescia,
01:41ha risposto ad alcune domande sul tema.
01:43Il dipendente deve essere messo nelle condizioni di conoscere il contenuto della comunicazione.
01:49E ancora si è staccata un'altra valanga, due persone coinvolte a Conca Presena.
01:55Lo smuttamento si è verificato sulle versante Trentino, in territorio Vermiglio.
02:01Un uomo è stato portato in gravi condizioni a Trento.
02:04Il secondo sciatore risulterebbe illeso.
02:07L'ambiente in cui crescono gli uomini lascia tracce negli spermatozoi
02:12e ancora storioni uccisi per rivenderli al mercato nero, colpo sventato a Ghedi.
02:19Queste e altre notizie, come abbiamo detto, sul sito giornalidibrescia.it
02:23ma si parla anche di Vittoria Ceretti che, come sapete, è stata vista accanto a Leonardo Di Caprio
02:29al debutto di coppia agli Oscar.
02:32Lui non si è mai presentato ad una cerimonia, né tantomeno chiaramente in una cerimonia così importante,
02:38con una fidanzata. Questo indica che il legame tra Vittoria Ceretti e Leonardo Di Caprio è sempre più stretto.
02:48E adesso cambiamo palco. Non siamo alla Kodak Theater di Los Angeles
02:54ma siamo con Maria Teresa Scalvini, diattrice e direttrice artistico del Festival Leonessa d'Oro.
03:00Buonasera.
03:01Buonasera, buonasera a lei. Grazie per questo preziosissimo invito.
03:05Che ogni anno torna a trovarci perché innanzitutto promuove una cosa molto importante,
03:12il dialetto che non deve smarrirsi nel corso del tempo, ma anche il teatro stesso.
03:19Assolutamente sì. Credo che sia molto importante anche conoscere altri dialetti che arrivano da tutta Italia.
03:25Sabato scorso abbiamo avuto addirittura Roma, Roma città.
03:29Quest'anno credo che abbiamo toccato un po' tutti i punti cardine d'Italia, nord, sud, est, ovest e poi
03:35abbiamo pensato Roma.
03:38Dunque è un percorso questo straordinario, di grande responsabilità e di grande cultura questo.
03:45E cosa possiamo dire? Abbiamo ricevuto 135 richieste da tutta Italia?
03:50Non è stato facile neanche per noi la scelta, anche perché il nostro non è un problema questo,
04:00ma la nostra volontà sarebbe anche quella di portare ogni sera un tema diverso,
04:05perché così il pubblico andiamo incontro ad ogni esigenza del pubblico.
04:10Certo. Quindi, Leonessa d'Oro, Festival Nazionale del Teatro Dialettale, progetto e direzione artistica,
04:17come abbiamo detto, di Maria Teresa Scalvini, dal 28 febbraio, quindi si è partiti e si continua fino al 16
04:23maggio.
04:24Cosa possiamo dire ai nostri telespettatori?
04:27Venite al teatro di Travagliato. È un'occasione unica.
04:30È solo Travagliato, vedrete, dialetti diversi.
04:33Perché non è facile, è vero che non è facile neanche capire sempre tutti i dialetti,
04:39però è un'esperienza, anche questa.
04:42E poi si vedono testi diversi.
04:44Ho saputo proprio l'altro giorno che le compagnie del Veneto si mettono in contatto con le compagnie che noi
04:49abbiamo in calendario.
04:51E questo è molto bello, che si crei questo loro racconto delle loro esperienze di teatro,
04:59anche del teatro che vengono da Roma, vengono da altre parti.
05:02Mi fa molto piacere che le compagnie nostre, specialmente le Venete, che sono quelle un po' più accanite sul teatro,
05:09le Venete sono tremende, ma sono straordinarie perché sono loro, ecco, che si mettono in contatto.
05:15Possiamo dire in realtà che in Veneto si parla il dialetto tantissimo.
05:18Assolutamente.
05:19Da noi invece in Lombardia molto molto meno, sta un po' sparendo nelle nuove generazioni, no?
05:24È un po' come il napoletano, loro ci tengono molto al loro dialetto e alla loro lingua, non c'è
05:28niente da dire.
05:29Anche il Veneto, come noi, a volte ha qualche problema perché da un altro paese, anche a noi stessi, il
05:36dialetto è diverso.
05:37La prima serata abbiamo avuto Chioggia, che è un dialetto strettissimo.
05:41Sabato questo avremo Verona, è un dialetto diverso, molto più dolce.
05:47Allora, c'è un calendario, giusto?
05:48C'è un calendario, sì.
05:49Dove può essere consultato?
05:52Per vedere gli appuntamenti previsti.
05:54Per vedere gli appuntamenti.
05:55C'è un sito internet, un spazio Instagram, sì?
05:59C'è un sito internet, basta digitarle l'unnesso d'oro che, diciamo, lì c'è tutto, insomma.
06:04Ecco, vede qua, c'è anche una bellissima locandina fatta dal nostro Matteo,
06:09che è sempre molto attento a curare tutta la grafica.
06:13Certo. Allora, fino adesso abbiamo detto che si è partiti il 28 febbraio.
06:18Che feedback avete avuto?
06:20Prego.
06:21Siete partiti il 28 febbraio, no?
06:22Sì, sì, scusami.
06:23Cosa avete percepito dal pubblico? C'è molto calore?
06:30Assolutamente, sì. Le persone che amano il teatro, amano comunque anche la lingua stessa del teatro,
06:38anche dialetti diversi, anche perché, come dicevo prima, è occasione di vedere testi diversi,
06:44regie diverse, ed è molto importante questo per il teatro, che si possono mettere anche in contatto tra registi.
06:51Per esempio, adesso fanno poca scenografia con pannelli, pannelli, usano molto, diciamo,
07:00proiettare sul fondale, serve una cucina, proietta una cucina già pronta, serve un carcere,
07:06come abbiamo fatto la settimana scorsa, loro proiettano il fondale di un carcere
07:10e davanti si va a sviluppare tutto quello che si deve sviluppare.
07:13Questo è molto bello, perché non c'è tutti questi mezzi di trasporto che devono trasportare di tutto di più.
07:21È una bella idea questa.
07:22Quindi un abbattimento anche delle emissioni, lei dice, un'attenzione anche nei confronti dell'ambiente.
07:27Dell'ambiente e anche delle compagnie stesse, perché mettere su una scenografia ci vuole una mattinata intera.
07:34Invece così è più...
07:35Che immagini stiamo vedendo?
07:37C'erano delle fotografie?
07:39Sì, non lo so.
07:41Ah, pensavo che le avesse, pensavo fossero state...
07:44Se no, questo potrebbe essere, diciamo, il nostro foscolo che ha vinto due le messe d'oro.
07:49Ecco, questa è la signora che le abbiamo dedicato questo festival quest'anno.
07:54Ed è una signora che ha recitato a Bubarno e che è morta nel 2007.
07:59E noi ci teniamo molto a ricordare le persone che sono passate su un altro palcoscenico, per non dimenticarle.
08:05Certo, un omaggio.
08:06Ecco, difatti, ecco, deve essere la signora che ha la leonessa.
08:09Ho capito benissimo.
08:10Quindi ogni sabato al teatro di Travagliato c'è una compagnia e c'è una città che viene raccontata attraverso
08:18il dialetto da questa compagnia.
08:22Brescia quando è che è andata in scena o andrà in scena?
08:25No, Brescia è andata in scena, è stata la seconda, Coccaglio, poi ci sarà Cologna.
08:32Quindi il 7 marzo.
08:33Sì, adesso io, ce l'ho qua anche io il calendario, ma è meglio che lo dissi tu là.
08:39Ma beh, comunque, siamo al 16 marzo, quindi il prossimo appuntamento è il 21 marzo, sabato 21 marzo, con la
08:48compagnia di Verona, come dicevamo.
08:50E poi invece ci sposteremo a Bergamo, Trento, Torino, poi a Cologna è sabato 25 aprile.
08:57Il 2 maggio siamo in provincia di Padova, o meglio, siamo travogliato con una compagnia della provincia di Padova e
09:02per finire Marsala, quindi quelli che vengono da più lontano probabilmente.
09:09Sì, sono venuti due anni fa e hanno vinto anche la Leonessa.
09:12Senta, ma chiaramente non ci sono i sottotitoli, con un dialetto come quello che può essere siciliano e un pubblico
09:21magari, per carità, ci saranno tanti siciliani ad assistere.
09:24Sì, è un'occasione anche per loro questa, sicuramente, sì.
09:27Beh, non è facile, ti dirò subito.
09:28Non è facile.
09:29Però dopo dieci minuti li capisci, perché capisci anche il loro movimento fisico, la loro mimica, si esprimono bene.
09:38Loro puntano molto sulla mimica, puntano molto.
09:42Beh, noi italiani stessi, no?
09:43Noi la mimica la usiamo.
09:45Non tutti, ma diciamo i siciliani, i napoletani, diciamo per questo non trascurano niente sulla mimica e sono straordinari.
09:56Come tutta la gente che fa teatro, sono tutti straordinari, però c'è chi ci mette l'anima un po'
10:03più degli altri.
10:04Quindi, poi dipende anche dalla scelta che fanno dal testo, dallo sviluppo del testo o del messaggio stesso, del testo,
10:14il messaggio che può dare un testo, ecco.
10:17Cosa è per lei il dialetto?
10:19Tutto.
10:21Tutto.
10:22E il dialetto è una lingua calda, è una lingua che in una parola te ne dice tre.
10:29Quindi è espressione.
10:31È espressione e mi sembra che sia molto vicino anche al discorso umano delle persone.
10:37È caldo, ti trasporta in un altro mondo.
10:44Va bene, allora, per partecipare a queste serate, che bisogna fare?
10:47Se viene sul posto diretti, bisogna chiamare un numero, bisogna...
10:51Tutto è possibile, però se vengono a teatro, mi farebbe molto piacere.
10:56I posti sono sempre quasi disponibili, perché se abbiamo tutti con dialetti diversi, la gente ha sempre paura magari di
11:03non capire.
11:04Ma questo non deve penalizzare nessuno, perché è un'occasione anche per loro sapere e vedere dialetti diversi.
11:10Perché vedi il teatro, esprime delle cose che sui libri non si può né vedere, né sentire, né leggere.
11:17Perché la mimica di una persona, l'espressione, il loro modo, la loro cultura, di quelli che arrivano da fuori,
11:24non si può leggere sui libri.
11:26Perciò venite a teatro.
11:28Il teatro, ricordiamo, che si trova e ha travagliato in via?
11:31In via Vittorio Emanuele.
11:34Benissimo, ringraziamo il direttore artistico del Festival Leonessa d'Oro, Maria Teresa Scalvini.
11:39Grazie per essere stata con noi.
11:41Grazie, grazie a voi veramente per questo prezio di seguito.
11:44So che aveva anche un certificato che viene donato ad ogni compagnia, giusto?
11:47Sì, così noi abbiamo proprio fatto questo decalogo che parla se è un bravo attore, non sono una brava attrice.
11:54E poi parla anche dei registi.
11:58Il regista deve tutto, fare tutto, sapere tutto, proporre, capire, ridurre, illustrare, promuovere, interpretare, insomma tutto.
12:06Abbiamo fatto questo decalogo che noi offriremo a tutte le compagnie.
12:10E a chi magari ha voglia, insomma, di avere questo documento, noi saremmo ben felici di offrirlo a tutte le
12:18compagnie.
12:19Grazie a Maria Teresa Scalvini, noi ci fermiamo per un attimo e torniamo tra poco dopo la pubblicità.
12:24Grazie, grazie veramente di cuore.
12:25Grazie a Maria Teresa Scalvini
12:55Roberto Zini, presidente ProBrixia, buonasera.
12:58Buonasera.
12:59E poi ancora il vicebrigadiera Erika Vallori, tecnico di ricerca, soccorso alpino, guardia di finanza, buonasera.
13:08Buonasera a tutti.
13:09C'è con noi anche Renato Veronesi, presidente CAI Brescia, che è stato ospite di TeleTutto Racconta per tanto tempo.
13:16Buonasera.
13:16Buonasera.
13:17E per finire salutiamo anche Paolo Zanesi, presidente FederCiclismo Brescia.
13:23Buonasera.
13:23Buonasera.
13:24Allora, presidente Zini, nasce a Brescia M come montagna.
13:30Che tipo di evento avete immaginato e quale opportunità rappresenta per il territorio e anche per le imprese nella filiera
13:37della montagna?
13:38Sì, M come montagna l'abbiamo pensato al nostro Brixia Forum, è un'occasione di rilancio continuo anche della nostra
13:48fiera di Brescia.
13:48Abbiamo pensato a una mostra a convegno dove andremo a raccontare un po' tutto quello che è montagna.
13:55Montagna è fondamentalmente turismo, un grande turismo montano in questo momento, è sport, vari sport in montagna, dall'alpinismo allo
14:06sci, alla bicicletta, al running di montagna.
14:12Per cui veniamo da un momento importante, quello delle Olimpiadi, per cui come non parlare di sport in questa edizione.
14:21E montagna è anche enogastronomia, cioè un sistema di tante cose che noi vorremmo raccontare, mettere insieme al sistema comune
14:31proprio per valorizzare quello che è il nostro territorio, ma non solo quella che è la passione per la montagna
14:39di tanti cittadini nostri.
14:41Quindi una kermesse in programma al 14 e 15, trasporto, turismo, enogastronomia e innovazione. Vicebrigadiere Erika Vallori, quando si parla
14:56di montagna si parla anche di sicurezza e legalità. Qual è il ruolo della Guardia di Finanza nel presidio e
15:03nella tutela dei territori montani?
15:06Quando si parla di finanza si parla inevitabilmente anche di sicurezza. La montagna è un luogo bellissimo dove trascorre delle
15:14giornate indimenticabili ma non va sottovalutata.
15:17Bisogna sempre essere sicuri, affidarsi alle persone che lo fanno di mestiere per trascorrere delle giornate in piena sicurezza.
15:27In questo contesto il ruolo del soccorso alpino della Guardia di Finanza ha un duplice aspetto. Come dice il nome
15:34stesso, siamo soccorso alpino, quindi dei soccorritori che devono garantire degli interventi immediati in caso di incidenti in montagna, ma
15:43siamo anche militari della Guardia di Finanza.
15:45Questa peculiarità ci contraddistingue dagli altri enti deputati al soccorso in montagna con cui collaboriamo in tutti gli interventi, però
15:56ci rende il punto di riferimento per l'autorità giudiziaria per quanto riguarda la polizia giudiziaria in montagna.
16:07Praticamente dobbiamo cristallizzare gli eventi per permettere all'autorità giudiziaria di vedere con i nostri occhi quello che accade negli
16:16incidenti in montagna.
16:17Interessante. Il presidente Veronesi, il cae da sempre promuove una frequentazione responsabile della montagna. Ne abbiamo parlato, come dicevo, anche
16:28proprio qui per parecchio tempo.
16:31Quale messaggio porterete a M come montagna?
16:35Beh, intanto il primo messaggio è quello di portare la montagna come un luogo che non è solo da frequentare,
16:44ma è da conoscere innanzitutto, perché è solo conoscendolo per bene,
16:49conoscendo l'ambiente, conoscendo le persone, le realtà che vivono quei territori, avremo modo di promuovere in modo preciso e
17:00corretto, mi sentirei di dire,
17:02la frequentazione di questi luoghi perché capiamo bene che sono un patrimonio di tutta la comunità e quindi dobbiamo in
17:14qualche modo tutelarlo.
17:16Questo è una delle finalità del Club Alpino Italiano e per questo motivo ci piace essere presenti a un evento
17:25come questo che sicuramente ci consentirà di trasmettere a chi avrà l'occasione di partecipare,
17:33ci consentirà di trasmettere, dicevo, quella che non è solo la voglia di aria aperta o di vivere dei bei
17:41luoghi, ma è proprio prendere consapevolezza di un patrimonio che è di tutti
17:47e che solo se tutti quanti ci prendiamo l'onere di tutelarlo, consentirà di essere goduto appieno, soprattutto alle nuove
17:55generazioni.
17:57Bene. Presidente Zanesi, la bicicletta è sempre più protagonista del turismo anche in montagna.
18:05Che ruolo ha oggi il cicloturismo nello sviluppo delle nostre valli?
18:09Allora, innanzitutto la federazione ha da tempo un progetto che riguarda veramente tutto il territorio che può essere utilizzato con
18:21la bicicletta.
18:22Il progetto è il Bike Hospitality e in provincia di Brescia, proprio da un annetto a questa parte, abbiamo incominciato
18:29a sviluppare questi contatti
18:32fra guide cicloturistiche della federazione certificate, questo tengo a precisarlo, pertanto formate da formatori della federazione
18:43e queste guide cicloturistiche si propongono poi alle strutture ricettive delle varie località montane.
18:50Non solo montane, però diciamo che l'utilizzo di queste guide dà innanzitutto sicurezza,
18:58perché la guida sa dove portare i turisti, in che luoghi e valutando anche le capacità del singolo turista
19:07sapere se questo percorso può essere utilizzato piuttosto che un altro.
19:12Poi nell'ultimo decennio, ma poi negli ultimi anni c'è stato uno sviluppo esponenziale dell'utilizzo della bicicletta assistita
19:21perché molti più persone si avvicinano adesso a questa tipologia di bicicletta, perché?
19:28Perché se prima c'erano dei luoghi in montagna che non potevano accedere perché non ce la facevano,
19:34adesso con questa bicicletta assistita riescono ad andare a esplodere anche altre località e altri luoghi della montagna.
19:43Certo, c'è il rovescio della medaglia perché in salita se sei assistito sta bene,
19:50se anche non hai questa tecnica eccezionale, ma poi quando c'è da scendere,
19:55allora lì la tecnica di andare in bici è fondamentale.
19:59E le guide cicloturistiche della Federazione Ciclistica hanno anche questo compito.
20:05Pertanto abbiamo già nella provincia di Brescia parecchie strutture che hanno aperto alle guide
20:11e pertanto possono offrire un prodotto ai turisti diverso dal passato.
20:16Adesso una cosa importante, io faccio parte della categoria di quelli che girano con la bicicletta assistita,
20:22però ho degli amici che si sono ribaltati in discesa perché inchiodando magari bisogna saperla usare la bicicletta.
20:30Anche il giornale Brescia ha dedicato ampio spazio ad M come montagna al Brixia Forum,
20:36due giorni sulla vita d'alta quota, si scriveva la montagna piace sempre di più
20:41e il turismo legato all'alta quota continua a crescere.
20:45È anche vero che il turismo che ormai conquistiamo è anche un turismo esperienziale, legato all'esperienza.
20:52Quindi di conseguenza la montagna non è solo bella da vedere, ma è bella anche da vivere.
20:59Assolutamente sì, ma è anche un luogo di riflessione, di crescita personale.
21:05Credo che attraverso la montagna noi avviciniamo i giovani anche a tanti valori.
21:11Pensiamo all'umiltà, alla fatica, alla condivisione, al rispetto, al coraggio.
21:18Cioè abbiamo di fronte un ecosistema molto fragile, per cui entrare in un meccanismo di sostenibilità,
21:26per cui la montagna va rispettata e va in un qualche modo conosciuta, diventa importante.
21:33Credo che però sia anche una grande opportunità.
21:37Opportunità per le nostre imprese, opportunità per il turismo, opportunità per le nostre valli,
21:43per cui quello che faremo in queste due giorni sarà proprio anche quello di dare spazio ad aziende
21:50che possano esporre prodotti, raccontare esperienze.
21:54Sarà tutto due giorni votata l'esperienza, dalla Guardia di Finanza che arriverà con l'elicottero
22:01e farà tutta una serie di esperienze, agli amici sportivi che avranno modo di provare lì
22:08nuovi prodotti, nuove tecnologie, a tutta l'enogastronomia, prodotti tipici di montagna,
22:14dove Coldiretti e le altre associazioni avranno modo di esporre e di raccontare
22:20e di far assaggiare anche i prodotti nostri montani.
22:23Vero.
22:24Ricordiamo che c'è uno spazio nei social, in modo particolare Instagram,
22:28già cercando M come montagna.
22:30Immagino possiamo ritrovare informazioni e anche il sito internet M come montagna.
22:36Si vuole aggiungere qualcosa in chiusura?
22:39Vuole aggiungere...
22:41Io invito veramente tutti a partecipare a questi due giorni perché oltre all'aspetto espositivo
22:49mi sento di dire l'idea è proprio di costruire anche dei momenti non solo di condivisione
22:56ma di informazione e di spiegazione delle cose perché appunto ci siamo detti che la montagna
23:05è un bel posto, è un bel ambiente ma c'è un po' di differenza tra chi vede la montagna
23:10come la maddalena per intenderci piuttosto a chi come più tradizionalmente sono i soci
23:17del club alpino italiano che frequentano le alte vette, le alte cime.
23:21Di mezzo c'è tutto un territorio e ci sono popolazioni che vivono in queste terre e quindi
23:27a mio parere ci sarà l'occasione in quei due giorni di unire questi due punti geografici
23:36che mi piace ricordare perché siamo a Brescia quindi partendo da Maddalena
23:39arrivando in cima alle montagne più alte della provincia quello sarà il luogo in cui
23:44anche chi fino ad oggi non c'è mai andato potrà avere l'occasione di scoprire i nostri territori.
23:49Bene, segnatevi questi due giorni, là nel tempo quindi torneremo a parlarne e avremo modo
23:56di conoscere questa bella realtà il 14 e 15 novembre al Brixia Forum, M come montagna
24:02e grazie ai nostri ospiti, grazie.
24:04Grazie a lei.
24:06Noi ci fermiamo per un attimo e torniamo tra poco dopo la pubblicità.
24:20Apriamo la pagina dedicata alla salute, è il piacere di riavere in studio la dottoressa
24:25Maddalena Garzoni, psicologa e psicoterapeuta. Buonasera.
24:28Buonasera Danila, buonasera.
24:30Allora, dicevo poco fa, telecamere spente, è un argomento noto ma fino a un certo punto
24:36secondo me parliamo di dolore muto. Io grazie a lei ho conosciuto questa nuova, diciamo,
24:45come la definiamo? È una manifestazione di una sofferenza. Il dolore muto che cos'è?
24:52Perché se ne parla sempre più spesso tra gli adolescenti. È proprio una manifestazione
24:56di una sofferenza che non disturba, che non esplode in un grido di sofferenza come a volte
25:03invece siamo abituati a vedere e a riconoscere maggiormente, ma è un dolore che implode,
25:09qualcosa che soffoca dentro. Lo vediamo soprattutto in quei ragazzi iperadattati. Non lo so, per farvi
25:17un esempio, può essere il ragazzo o la ragazza sempre bravi a scuola, sempre bravi nello sport,
25:24sempre molto gentili, sempre molto performanti che a un certo punto si spengono. E quindi quello
25:31assomiglia a quella che poi dopo poi sarà anche diagnosticata come una depressione, perché
25:37i sintomi sono proprio quelli del disinvestimento e dello spegnimento.
25:43Ma ci si spegne perché si sente il peso del mondo esterno, dei nostri genitori che pretendono?
25:52Perché ci si spegne ad un certo punto?
25:55La possiamo definire la depressione del successo. Cioè, cosa vuol dire? È una depressione in chiave
26:03narcisistica. Noi dobbiamo toglierci dalla testa che narcisismo voglia dire solo vanità
26:08e narciso che si specchia nel lago e si piace molto. La ferita narcisistica è una ferita
26:14molto profonda che parla di fragilità, di un senso di sé sofferente, fragile, che non
26:21vede rispecchiare il perfetto che vorrebbe rispecchiare e quindi davanti a questa mancanza
26:28di aspettativa a cui lui non può rispondere, che è quella poi del mondo, dei genitori,
26:34di quelli che da fuori lo guardano e allora si ritira.
26:39E allora mi viene in mente a livello narcisistico tutto quel mondo del digitale, no?
26:48Quindi il TikTok, Instagram. Quanto il confronto continuo con gli altri che sembrano sempre
26:57così perfetti incide?
26:58Ma incide molto nella misura in cui il social, il virtuale diventa uno specchio deformante
27:05di quella che è la realtà, di quella che è la realtà del ragazzo e della ragazza che
27:10vedono al di fuori rispecchiato un mondo apparentemente perfetto, felice, di successo e loro invece
27:18non sentono di poter contribuire portando quello che è il loro contenuto, quello che
27:23è il loro contributo in questa dimensione. Quindi di fatto accentua ancora di più quella
27:27che è un'aspettativa di questo tipo anche dal mondo dei pari.
27:33La parola depressione fa già paura nel mondo adulto.
27:39Sentirla diagnosticata in un ragazzo giovane io credo che sia ancora più potente la risonanza
27:47soprattutto per quelle famiglie che sentono la diagnosi, sua figlia è depressa.
27:52È un caso che è aumentato dopo il Covid visto che ogni volta ci fate insomma sempre riflettere
28:01su quanto è accaduto, che cosa sta succedendo?
28:05Allora sicuramente sappiamo che i dati ci dicono che oggi i ragazzi stanno male, che c'è
28:11un disagio giovanile molto diffuso. Per quanto riguarda l'aspetto depressivo lo possiamo leggere
28:18e oggi lo volevo vedere con lei in questa chiave legato al senso di vergogna, cioè non solo
28:24in termini psicopatologici ma proprio legato all'affetto che è sotteso a questa depressione.
28:30Una volta noi viviamo nella colpa e quindi la colpa in qualche modo, dovendo trasgredire
28:39delle norme, ci si sentiva in colpa ma la colpa in qualche modo si poteva anche riparare.
28:43Oggi invece la vergogna, che è l'affetto che resta sotto, fa nascondere perché se io
28:49mi vergogno di quello che sono, di quello che provo, di quello che sento perché non è
28:53sufficientemente all'altezza, allora io mi ritirerò, mi ritiro, mi nascondo, non lo dico,
28:58non lo faccio vedere. In questo senso, e quindi disinvesto da quelle che possono essere
29:04le attività sociali, le attività scolastiche, le attività sportive, tutto quello che mi
29:07renderebbe visibile, tento invece di restare nell'ombra. In questo senso la chiave depressiva
29:15che ha un affetto diverso da quello della colpa ma della vergogna, in questo caso narcisistica,
29:21perché il sé si ripiega su quello che è un vissuto di, come dire, scarsa autostima
29:28e scarsa capacità di valere.
29:31Lei mentre parla mi sta facendo venire in mente dei collegamenti, è appena finita la
29:35settimana Lilla, dove abbiamo parlato ampiamente anche qui dei disturbi dell'alimentazione e
29:41delle caratteristiche che accomunano ad esempio le ragazze o i ragazzi anorestici, è proprio
29:46questa ricerca della perfezione, cioè il controllo tramite il cibo di altre cose e quindi la
29:52neuropsichiatra ci faceva capire quanto questi ragazzi siano bravissimi a scuola, bravissimi
29:58nello sport. La stessa cosa succede per il dolore muto e quindi per la depressione giovanile?
30:06C'è un'assonanza, un collegamento?
30:09Diciamo che l'humus di fondo in cui affondano le radici di quello che è il disagio giovanile
30:15sono un po' queste cose che ci stiamo dicendo. Poi ognuno lo esprime in base anche a quella
30:19che ovviamente è la propria storia personale, tutta una serie di complessità a modo suo,
30:25però ha a che fare con questo, nel senso che l'aspetto depressivo, l'aspetto narcisistico
30:32dell'aspettativa, noi abbiamo cresciuto un po' questi ragazzi con oggi si fanno i figli
30:38perché lo vogliamo, lo scegliamo, non c'è più una norma, un dovere sociale che ci dice
30:42che dobbiamo fare i figli e quindi crescono anche con l'idea della performance, cioè che
30:47li devono soddisfare e noi gli facciamo anche credere che loro possono fare tutto.
30:51È una bugia, nel senso che tutto non è possibile farlo e quindi nel momento in cui non possono
30:55realizzare tutti questi desideri, tutte queste aspettative, non essere il capolavoro dei
31:01loro genitori, crollano. Questo è il passaggio.
31:07Quindi loro crollano, la colpa poi ricade sempre un po'.
31:10No, no, no, non parliamo di colpe, non parliamo di colpe nel senso che i genitori, lo sappiamo,
31:18amano e oggi amano anche troppo, nel senso però anche troppa acqua fa male alla piantina.
31:24È vero, anzi la fa morire la piantina.
31:26Come poca.
31:31Quali sono, dottoressa, i segnali che possono far percepire un dolore mutuo a genitori?
31:38A me vengono in mente anche gli insegnanti?
31:42Allora, anche quando vediamo che va tutto anche troppo bene, perché a volte sono dei dolori
31:49sotto soglia, cioè nella misura in cui non vengono gridati, manifestati, rappresentati
31:55in modo anche violento, allora possono passare sotto soglia, di un radar sotto soglia.
32:00Cosa possiamo notare? Quando a volte vediamo magari un aspetto di irritabilità, perché
32:05la depressione, questo tipo di depressione narcisistica, che non la possiamo paragonare
32:11a quella degli adulti che ha tutta un'altra sintomatologia, per esempio anche legata proprio
32:16a sintomi di tristezza, pianto, anedonia, piuttosto che non riesco a fare delle cose.
32:24Nei ragazzi si può manifestare attraverso un disinvestimento da quelle che sono tutte
32:29le attività che di solito facevano, un calo nel rendimento scolastico, un ritiro da quello
32:34che è l'aspetto sociale, se prima andava tutto abbastanza bene.
32:38Aspetti di irritabilità, a volte i ragazzi allontanano, sono nervosi, si arrabbiano, perché
32:44vogliono essere in qualche modo, come dire, irritanti e sgradevoli, perché questo permette
32:49di tenere lontani amici genitori e non entrano a chiedere che cosa sta succedendo.
32:56Quindi questi possono essere dei segnali da captare.
33:00È chiaro che quello di cui stiamo parlando sono dei segnali da intercettare e da incontrare
33:07anche da parte dei genitori con la presenza, la presenza e la volontà non di trovare soluzioni,
33:12perché in quel momento non c'è bisogno della soluzione o della conferma.
33:16Se una ragazza si vede, si parlava prima di strumentare brutta, anche se tu gli dirai
33:20cento volte che è bellissima per te, quindi non c'è bisogno di una conferma o di una, come
33:27dire, soluzione. Quello che c'è bisogno è di stare nel dolore, di stare lì.
33:31È difficile. È molto. È molto difficile.
33:33Anche perché ci si domanda come mai ci sia questo dolore muto, come mai questi ragazzi
33:38non cercano l'aiuto, non lo dicano, perché si sentono forse giudicati, perché si vergognano,
33:44perché hanno semplicemente difficoltà.
33:46La maggior parte delle risposte che mi arrivano dai miei pazienti è perché i genitori, perché
33:52hanno paura di far del male, perché hanno paura che fuori poi gli adulti non possano
33:57reggere quella che è questa loro verità e quindi che non possano credergli, che non
34:04possano ascoltarli, che possano sminuirli in qualche modo, ma non perché vogliano intenzionalmente
34:08sminuirli o svalutarli, perché c'è una fatica dell'adulto, come diceva lei, che fatica
34:14nello stare lì, nello stare in presenza, in ascolto di questo dolore e riuscire a far passare
34:21al proprio figlio il fatto che questa tristezza, questo dolore non lo renda imperfetto, ma che
34:29lui vada bene così, che lei vadano bene così, al di là se sanno fare, se dimostrano,
34:34ma sono loro e quindi sono amabili.
34:37Anche perché pensando ai genitori al stare a far capire che c'è la presenza, ma non lo
34:45so, credo che sia molto difficile poi continuare a vedere un figlio che soffre in silenzio,
34:51quindi quando è il caso di chiedere aiuto a una psicologa, a un psicoterapeuta, quando
34:57lo capiamo?
34:58Lo capiamo quando si osservano questi segnali e si vede che qualcosa è come bloccato nel
35:06naturale processo evolutivo, quindi i segnali principali per un adolescente è il fatto che
35:11non abbia degli investimenti sociali, che siano pochi, che siano numerosi, ma l'importante
35:15è che ci siano, che venga mantenuta una relazione quindi all'esterno, non solo all'interno della
35:22famiglia, che ci sia un umore per quello che può essere nell'adolescenza, anche instabile,
35:28ma che non ci siano dei troppi, né troppo poco né troppo tanto rispetto a irritabilità,
35:35rispetto a nervosismo, rispetto a tristezza, rispetto a quelle che possono essere anche la scuola
35:40per esempio dei comportamenti, se prima era molto studioso o comunque intenzionato anche
35:46a far bene, a vedere una diminuzione di questo. Questi possono essere un po' i segnali, la scuola,
35:52lo sport, gli amici. Quando notiamo dei piccoli campanelli evitiamo di arrivare a quelli che
35:59poi dopo possono essere dei segnali gravi di una psicopatologia confermata, conclamata.
36:05A volte davvero bastano un intervento, un intervento di psicoterapia breve, di individuazione,
36:11per riuscire a sbloccare, a far ripartire quello che è un sano sviluppo evolutivo.
36:18Grazie mille. Grazie come sempre. Anzi, ho ancora 20 secondi. Diamo un messaggio ai ragazzi che magari
36:24ci stanno ascoltando. Certo, sì, ai ragazzi, anche non ai genitori, di stare tranquilli.
36:31Succede, capita a tutti di sentirsi un po' giù, è assolutamente normale, non è una difettosità
36:38e accogliere le proprie fragilità significa anche riuscire a integrare parti della propria identità
36:44e crescere anche su dei momenti di insuccesso, di fatica. Questo ci rende sicuramente più capaci di stare
36:50poi nella vita. E chiedere aiuto, no? E chiedere aiuto, ma i ragazzi... Aiuto magari a voi, professionisti?
36:56Sì, sì, sì, i ragazzi, devo dire che di solito riescono a farlo con più facilità. Sono più abituati
37:01ad avere questa figura professionale, quindi non vergognatevi di farlo. Chiedete ai genitori,
37:07chiedete allo psicologo della scuola, ci sono, e quindi fatevi sentire.
37:12Grazie mille, la dottoressa Maddalena Garzoni, ricordo psicologa e psicoterapeuta. Alla prossima.
37:17Arrivederci, Daniela, grazie.
37:18Noi ci fermiamo per una brevissima pausa, tra poco.
37:34Continuiamo a parlare di salute, lo facciamo con la dottoressa Giancarla Tagliani,
37:39direttore sanitario di Fondazione Ospedale Richiedei. Buonasera.
37:42Buonasera, buonasera.
37:43Un benvenuto anche alla dottoressa Jennifer Pianto, che è coordinatrice invece dell'unità
37:49di cure palliative della Fondazione Ospedale Richiedei. Buonasera.
37:52E un bentrovato anche al dottor Moreno Crotti Partelle, consigliere della Federazione Cure
37:58Palliative. Buonasera.
38:00Allora, parliamo di un argomento e di questo progetto per il nuovo hospice pediatrico di
38:08Fondazione Ospedale Richiedei. Inizierei da lei, dottor Crotti. Spesso quando si parla
38:14di hospice, di cure palliative, non si immagina che questo argomento riguardi i bambini.
38:20E invece, ne abbiamo già parlato, ovviamente anche qua, a Teletutto racconta, sono anche
38:27loro che hanno bisogno, le loro famiglie, di supporto psicologico, ma non solo da parte
38:34vostra.
38:35Assolutamente, anzi diamo qualche numero per far capire qual è la dimensione. In Italia
38:41si parla di circa 35.000 bambini con bisogni di cure palliative, di cui 11.000 con bisogni
38:46di cure palliative specialistiche. Che cosa significa? Significa che sono bambini e famiglie che hanno
38:52bisogno di assistenza sanitaria, ma anche psicologica e sociale. Sono bambini ad alta complessità
38:59assistenziale, con possibilità anche, ovviamente, anche di andare in conto a un decesso. Ma la
39:05presa in carico di un bambino è ben diversa da quella di un adulto, perché si parla di presa
39:09in carico che possono durare, i dati ci dicono, fino a 44 mesi di presa in carico. Non significa
39:15soltanto trattare la fase del fine vita. I numeri che cosa ci dicono? Ci dicono che però
39:21ad oggi in Italia soltanto un bambino su quattro è preso in carico dalle cure palliative.
39:26In Lombardia si stima, eravamo a un congresso qualche giorno fa, e i numeri dicono che circa
39:32sono 1.500, 2.000 i bambini in cure palliative. Nella nostra provincia, da uno studio che abbiamo
39:38fatto anche come associazione Maruzza, ci sono circa 400-450 bambini con bisogni specialistici
39:45di cure palliative. Quindi la loro presa in carico necessita di una rete e di un servizio
39:49integrato. La regione già prevede l'attivazione di un servizio di cure palliative, quindi un
39:54centro di riferimento, ma ovviamente hanno bisogno di un centro di riferimento, hanno bisogno
39:59di una struttura residenziale e hanno bisogno di quello che la legge 38 definisce come rete
40:05di cure palliative pediatriche. Quindi una rete circoscritta che coinvolga i vari territori
40:11della nostra provincia. E allora, dottoressa Tagliani, le chiedo, no? In che modo pensate
40:16di realizzare quest'ulteriore risposta, quindi un progetto che poi vuole essere protagonista
40:25proprio per andare incontro alle esigenze del nostro territorio?
40:29Il nostro progetto è sicuramente un progetto di grande interesse e soprattutto di grande valore.
40:36L'obiettivo è quello di costruire una palazzina all'interno dell'ospedale Richiedei, all'interno
40:43del parco delle fontane, dedicata proprio alle cure palliative. Per cui pensavamo a un piano
40:49terra dedicato proprio ad accogliere i pazienti pediatrici, un secondo piano dove trasferire
40:54quello che già noi abbiamo al nostro interno, un hospice per adulti, e poi uno spazio ulteriore
41:01dedicato a poliambulatori, ad attività di miste, di attività di ascolto, di accoglimento
41:07dove tutte le equip si possano integrare. Quello che sicuramente farà l'aspetto più
41:15importante è sicuramente il piano terra dove verranno costruiti questi appartamenti perché
41:21poi si parla di posti letto ma in realtà si tratta di appartamenti dove accogliere tutto
41:26il nucleo familiare, compresi fratelli oppure animali domestici, se ci dovessero essere,
41:32e creare quella rete di aggancio tra casa e ospedale rendendo quel posto un ambiente
41:38il più familiare possibile. Quindi una zona per i genitori, una zona dedicata proprio al letto
41:45classico letto ospedaliero per i pazienti, ma anche tutta una serie di servizi dove possa
41:50proseguire con la scuola, se ancora in ambito scolastico, oppure tutte quelle attività che possono
41:56riguardare l'asilo o ancora le scuole, se siamo a livello di medie e quindi permettere di aprirci
42:03a tutto il territorio e a tutte le associazioni in modo tale da creare un posto integrato dove
42:09sicuramente non è casa ma che ricordi molto quell'ambiente.
42:14È bello anche l'introduzione degli animali, comunque è vero, per far sentire ancora di più
42:20a casa a tutti. Quali sono le peculiarità invece di un'unità operativa che si occupa
42:27di cure palliative?
42:30Chiaramente parliamo di un ambito altamente specializzato che va a unire due ambiti che
42:36già sono specializzati di loro, le cure palliative e l'ambito pediatrico. Unire le due significa
42:41dover creare un'equipe forte che abbia una buona preparazione, che riesca ad andare incontro
42:53ai bisogni di pazienti che possono essere anche molto diversi tra loro. Quindi dal piccolo neonato
42:59che può aver avuto una brutta diagnosi alla nascita e che ha una serie di bisogni, al bambino
43:05oncologico, magari anche in una fascia d'età più elevata, quindi adolescenziale, piuttosto
43:11che una patologia cronica, inguaribile, a volte anche rara, di cui non si conosce il tempo,
43:18la prognosi, e bisogna gestire quel tempo nel migliore dei modi. Quindi serve un'alta conoscenza
43:24tecnica, molte conoscenze tecniche, ma ovviamente poi tutto il resto, quindi il supporto psicologico,
43:31il supporto emozionale, che verrà fornito ovviamente all'equipe per poter essere pronta,
43:38perché solo un'equipe che è forte da questo punto di vista può far sì che i genitori
43:43e queste famiglie con i loro bimbi siano sereni. Chiaramente potrebbero, sicuramente ci saranno
43:48delle figure professionali diverse rispetto a un'equipe per adulti, quindi non si tratta
43:53di prendere un'equipe preesistente e adattarla, ma proprio di costruirla con figure, con
44:01il terapista occupazionale, l'educatore, quindi figure che ad oggi non sono mai servite,
44:05perché in questo caso si tratta di bimbi, prima di essere malati sono bimbi e hanno delle esigenze
44:11diverse, quindi cercheremo di rispondere a tutte queste.
44:14Trattarli come tali, insomma, assolutamente. Sono curiosa di chiederle come si integra poi
44:20il nuovo hospice con la vostra struttura, no?
44:23Allora, l'hospice pediatrico non dobbiamo pensarlo solo su un fine vita, ma dobbiamo proprio pensarlo
44:29anche come un periodo in cui un paziente viene, si stabilizza o piuttosto si aiuta, si forma
44:35il caregiver per tornare poi al domicilio e che quindi necessita anche di tutta una rete
44:41di servizi che in un contesto come quello nostro ospedaliero possono essere offerti,
44:47per cui abbiamo una radiologia, abbiamo un servizio di laboratorio, abbiamo la fisioterapia,
44:52per cui tutti i servizi che andranno sicuramente a supporto di questo centro, proprio per rendere
44:58e amalgamare tutto ciò che c'è bisogno, perché poi alla fine l'obiettivo è anche dare sollievo ai genitori
45:04e permettere a loro stessi magari di recuperare quelle forze che poi servono invece in realtà
45:10tantissimo a casa dove c'è bisogno proprio della cura e dell'attenzione, per cui avere un supporto
45:17e una rete a fianco a noi sicuramente è un punto di forza poterlo costruire all'interno del nostro ospedale.
45:23Giusto per far capire a casa quali saranno i vantaggi che l'ospis apporterà?
45:29Allora chiaramente la Fondazione Richiedei sta implementando i suoi servizi di cure palliative
45:34rendendoli completi, implementando l'abito pediatrico che ad oggi manca, ma ci sarà poi
45:40la vera e propria realizzazione di una nuova struttura che nasce oggi, progettata e creata
45:45con quello scopo e che quindi ci offrirà degli spazi, come un pochettino già abbiamo accennato
45:52posso immaginare le stanze con i balconi, l'accesso facilitato al giardino, degli spazi più ampi
45:57la possibilità di muoversi col letto dalla stanza, questo per i piccoli ma anche per i grandi adulti
46:03noi abbiamo già l'ospis per adulti che verrà trasferito nella nuova struttura e quindi questi benefici
46:08li avremo per i piccoli ma anche sugli adulti che riusciremo in qualche modo a soddisfare
46:14un pochettino di più magari i loro desideri e quindi c'è grande entusiasmo anche nell'equip
46:19che già attualmente opera in Fondazione Richiedei verso questo nuovo progetto.
46:25Assolutamente, immagino insomma che questo hospice sia una buona notizia, l'avevamo letto anche
46:31sul giornale di Brescia tempo fa, c'è stata insomma c'è stato anche un clamore dietro a
46:38questa notizia proprio perché era anche atteso questo aiuto, però lei ci ricorda
46:46sempre che l'unione farà forza, la rete è importante e quindi cosa c'è da fare ancora
46:53quando lei parlava di dati, di regione e di livello globale?
46:58Ho notato nelle sue parole un filo di speranza in qualcosa che potrebbe ancora accadere.
47:04Assolutamente, se limitiamo le cure palliative all'hospice stiamo snaturando la natura delle cure palliative
47:11soprattutto in ambito pediatrico. L'hospice è una struttura certamente importante, fondamentale
47:16anche perché visibilmente si riesce a rappresentare qualcosa di concreto, ma la grande maggioranza
47:22dei bambini se noi pensiamo che un hospice come quello che stanno progettando in fondazione
47:27avrà quattro posti, ok, abbiamo detto che sono 400 i bambini che hanno bisogno di cure
47:32palliative. Capite che non è attraverso la costruzione di un singolo hospice che ci facciamo
47:37carico di prenderci i bisogni di questi bambini e di queste famiglie. Fra l'altro l'integrazione
47:43dell'hospice come abbiamo detto, come è stato detto, va integrata all'interno della rete,
47:47all'interno per esempio della rete che fa capo alla SST Spedali Civili nella quale c'è
47:52un centro di riferimento dove c'è il professor Chelazzi che è il coordinatore, il dottor
47:57Cesare Bezzoli che è il medico di riferimento della struttura semplice di cure palliative
48:01che fa parte, come previsto dalla legge 38, appunto del coordinamento della rete provinciale
48:07sulle cure palliative. Dobbiamo quindi pensare a una struttura come questa che si integra all'interno
48:14di una rete molto più complessa perché dobbiamo coinvolgere i pediatri di libera scelta,
48:19dobbiamo coinvolgere le scuole, dobbiamo coinvolgere i centri specialistici per offrire
48:23ad ogni bambino quello di cui lui ha bisogno. Quindi integrarsi nella rete che non si chiude
48:31soltanto a livello provinciale perché se noi pensiamo che in tutta Italia ad oggi i posti
48:36di hospice sono meno di 60. Solo 10 strutture in questo momento, fondamentalmente alcune
48:44sono ancora in costruzione, in Lombardia esiste un solo hospice. Oltre a queste strutture però
48:50va costruito quello che è la rete nazionale delle cure palliative pediatriche, quindi integrare
48:55e anche come federazione cure palliative ci stiamo muovendo attraverso quella che abbiamo
48:59definito Commissione Cittadini per strutturare un lavoro che porti ai politici e ai decisori
49:05il fatto che la legge 38 esiste, tra l'altro l'abbiamo celebrato i 16 anni ieri perché
49:10a 15 marzo è stata promulgata, ma a 16 anni ancora soltanto un bambino su 4 ha la possibilità
49:17di accedere alla rete di cure palliative. È fondamentale agire tutti. E gli altri te?
49:21Gli altri te ad oggi vanno in hospice per adulti, posti non adatti, restano in carico alle strutture
49:28specialistiche o, cosa peggiore, sono dimenticati e lasciati soltanto alla voglia di essere
49:35volontà, sforzo delle famiglie di sobbarcarsi un carico assistenziale che il nostro sistema
49:41non riesce a farsi carico.
49:42E aggiungere anche emotivo.
49:43E certamente anche emotivo, economico, emotivo, sociale. Noi sappiamo quanto le famiglie perdano
49:49funzione sociale, quanto i fratelli e le sorelle perdano capacità di agire, quanto i genitori,
49:55le mamme. Si stima che un bambino di questo tipo coinvolge un genitore continuativamente
50:01almeno nove ore al giorno. Capite che cosa significa prendersi carico di un bambino con
50:06questa portata, con questo carico sanitario, sociale ed emozionale.
50:11Assolutamente. Giusto per far capire a casa, l'hospice è già pronto? Quando partirà?
50:17Allora, il nostro obiettivo è partire verso la fine dell'estate, con i primi di settembre
50:22e il nostro grande obiettivo è sicuramente concluderlo con l'anno prossimo. Prima dell'inverno
50:29sarebbe l'ideale e quindi chiaramente avremo poi bisogno veramente del supporto e dell'aiuto
50:35di tutti, che crediamo sarà veramente importante, ma soprattutto confidiamo molto nell'aiuto
50:41delle persone.
50:42Io credo che ci sarà, no? I bresciani sono generosi quando si chiede aiuto, è vero?
50:46Bene, grazie mille dunque a dottoressa Giancarla Tagliani, a dottoressa Jennifer Pianto e al
50:52dottor Moreno Crotti-Parteve per essere state qui con noi. Grazie.
50:55Grazie a voi.
51:08Eccoci, vi auguriamo una buona serata. Vi lasciamo in compagnia dei colleghi del Tg Preview.
51:13Domani si parlerà ancora di medicina e poi di spettacolo.
51:19Sì, avremo Christian Delay con un bel progetto legato appunto al teatro dialettale e tanto
51:24altro. Domani alle 18, tra poco Tg Preview. Come diceva Daniela, buona continuazione da
51:28Andrea Lombardi.
51:29E da Daniela, finita. Arrivederci.
51:30Ciao.
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