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Firenze, 13 mar. (askanews) - Il lavoro di Mark Rothko, uno dei più importanti pittori del secondo Novecento, è una forma di esperienza dello spazio, un percorso che diventa necessariamente filosofico, nel momento in cui ci si avvicina, ma è una filosofia della presenza, del modo in cui possiamo immaginare la nostra posizione di fronte e dentro l'arte. Palazzo Strozzi gli dedica una retrospettiva importante, profonda, che restituisce una lettura credibile della portata dell'opera dell'artista nato in Russia nel 1903 e diventato, negli Stati Uniti, uno dei grandi interpreti dell'astrazione. La mostra è intitolata "Rothko a Firenze" ed è curata da Elena Geuna insieme a Christopher Rothko, figlio di Mark."Abbiamo cercato di individuare i quadri che fossero più legati alla sua esperienza in Italia, che aveva immaginato già prima di arrivarci realmente da uomo di mezza età negli anni 50 - ha detto Rothko ad askanews -. Aveva sognato questo viaggio, che era davvero importante per lui. Aveva guardato all'arte del Rinascimento, alle tracce dell'antica Roma per tutta la sua vita nell'attesa di arrivare a conoscerle direttamente".Il legame con la grande pittura e i grandi edifici è importante, ma, attraversando le sale di Palazzo Strozzi - cui i dipinti portano una luce diversa, le trasformano in modo sorprendente - si sente che la potenza della pittura di Rothko va oltre i presupposti narrativi, crea una dimensione differente, occupa lo spazio. Ed è possibile percepirlo fin dalle prime opere, ispirate al surrealismo e comunque ancora in parte figurative, ma nei grandi campi di colore questa sensazione diventa totalizzante. I quadri di Rothko sono finestre aperte su di noi."Plasticità, tangibilità - ha detto ancora Christopher Rothko - sono parole che entrano nel suo lavoro, perché lui pensava ai quadri come a qualcosa che fosse realmente presente nella stanza, non qualcosa a cui semplicemente guardare, ma un'esperienza che deve coinvolgere, un'esperienza sentimentale. Senza questa interazione non ci sarebbe neppure il senso di mistero, sarebbero solo dei bei colori. In realtà è importante che questi dipinti pongano le grandi domande: perché siamo qui, dove andiamo... Se non prestiamo attenzione a queste domande, diceva, si vive solo una vita superficiale".In mostra una serie di capolavori che arrivano dai più importanti musei del mondo, dal MoMA di New York come dal Guggenheim di Bilbao, ma anche bozzetti e opere su carta che mantengono la stessa intensità delle grandi tele che abbiamo imparato a conoscere, ma che, per fortuna, continuano ad alimentare proprio quel mistero citato dal curatore. In ciò che il lavoro di Rothko suggerisce e che noi però non possiamo capire fino in fondo c'è il senso dello stare insieme a queste opere meravigliose e segrete."La gente spesso pensa ai dipinti di mio padre come riflessioni sul colore - ha concluso Christopher Rothko - ma io credo che lui fosse più concentrato sulla creazione d(...)

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00:00Il lavoro di Mark Rothko, uno dei più importanti pittori del secondo novecento, è una forma di esperienza dello spazio,
00:06un percorso che diventa necessariamente filosofico nel momento in cui ci si avvicina, ma è una filosofia della presenza, del
00:12modo in cui possiamo immaginare la nostra posizione di fronte e dentro l'arte.
00:16Palazzo Stozzi gli dedica una retrospettiva importante e profonda che restituisce una lettura credibile della portata dell'opera dell'artista
00:23nato in Russia nel 1903 e diventato negli Stati Uniti uno dei grandi interpreti della stazione.
00:29La mostra è intitolata Rothko a Fiorenze ed è curata da Elena Geuna insieme a Christopher Rothko, figlio di Mark.
00:37Abbiamo cercato di individuare i quadri che fossero più legati alla sua esperienza in Italia, che avrà immaginato già prima
00:42di arrivarci realmente, da uomo di mezz'età negli anni cinquanta, ha detto Rothko da Scanius.
00:47Avrà sognato questo viaggio, che era diventato davvero importante per lui, avrà guardato all'arte del rinascimento, alle tracce dell
00:54'antica Roma per tutta la sua vita, nell'attesa di arrivare a conoscerle direttamente.
00:58Il legame con la grande pittura e i grandi edifici è importante, ma attraversando le sali Palazzo Strozzi, cui i
01:05dipinti portano una luce diversa, le trasformano in modo sorprendente.
01:09Si sente che la potenza della pittura di Rothko va oltre i presupposti narrativi, crea una dimensione differente, occupa lo
01:15spazio ed è possibile percepirelo fin dalle prime opere, ispirate al suo realismo e comunque ancora in parte figurative.
01:22Ma nei grandi campi di colore, questa sensazione diventa totalizzante. I quadri di Rothko sono finestre aperte su di noi.
01:29Plasticità, tangibilità, ha detto ancora Christopher Rothko, sono parole che entrano nel suo lavoro, perché lui pensava ai quadri come
01:43a qualcosa che fosse realmente presente nella stanza,
01:46non a cui semplicemente guardare, ma un'esperienza che deve coinvolgere, un'esperienza sentimentale.
01:51Senza questa interazione non ci sarebbe neppure il senso di mistero, sarebbero solo dei bei colori.
01:56In realtà è importante che questi dipinti pongano le grandi domande, perché siamo qui, dove andiamo?
02:01Se non prestiamo attenzione a queste domande, diceva, si vive solo una vita superficiale.
02:12In mostra una serie di capolavori che arrivano nei più importanti musei del mondo, dal MoMA di New York, come
02:17dal Guggenheim di Bilbao,
02:19ma anche bozzetti e opere su carta che mantengono la stessa intensità delle grandi tele che abbiamo imparato a conoscere,
02:24ma che, per fortuna, continuano ad alimentare proprio quel mistero citato dal curatore,
02:29in ciò che il lavoro di Rothko suggerisce, e che noi però non possiamo capire fino in fondo,
02:34c'è il senso dello stare insieme a queste opere meravigliose e segrete.
02:40La gente spesso pensa ai dipinti di mio padre come riflessioni sul colore, ha concluso Christopher,
02:45ma io credo che lui fosse più concentrato sulla creazione di luoghi credibili nei quali sia possibile entrare,
02:51di modo che si possa essere nello spazio del dipinto, ma andare anche oltre.
02:58Questi luoghi credibili prendono forma anche a Palazzo Strozzi,
03:01sono il gradiente di un'esperienza che non è solo quella di una mostra, per quanto importante e unica nel
03:05nostro paese,
03:06ma rappresenta una possibilità di un incontro con qualcosa di altro, che è anche qualcosa di alieno a volte,
03:12e attraverso i grandi campi di colore filosofici di Mark Rothko ci viene presentato in tutta la sua segreta rilevanza.
03:18Oggi, ancora di più, non è chiaro a cosa serva l'arte se mai dovesse servire a qualcosa,
03:23ma qualora ce lo chiedessero, questo tipo di esperienza si candiderebbe a essere una delle possibili risposte.
03:29Ospitata anche nel Museo di San Marco e alla Biblioteca Medici alla Lorenziana,
03:33l'esposizione è aperta al pubblico fino al 23 agosto.
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