00:00Al centro di tutto ci sono le sale dedicate a Max Ernst, con una serie importantissima
00:05dei dipinti e tutta la sensazione di un mistero che è prossimo e insondabile allo stesso
00:09tempo.
00:10Opere che, dentro di noi, abbiamo già visto, anche se le stiamo guardando per la prima
00:14volta.
00:15La Fondation Baylor di Basilea è uno dei grandi musei d'Europa, sia per la splendida
00:19architettura di Lorenzo Piano, sia per la capacità di affrontare ogni tema con progetti
00:23espositivi che sono ricchi e colti.
00:25Non fa eccezione la mostra La chiave dei sogni, che per la prima volta presenta al
00:30pubblico le opere surrealiste della collezione Ersand.
00:33Una raccolta che comprende, oltre a Ernst, anche dei Magritte Decisivi, Picasso certo,
00:38ma ancora di più dei Dorothea Tenning e pure Henri Rousseau e Wilfredo Lahm.
00:43Il tutto nella luce, comunque sorprendente anche nei giorni grigi, del Museo Svizzero.
00:47La mostra punta ovviamente sul tema onirico così caro ai surrealisti, ma con naturalezza
00:52si spinge oltre, si muove come si muove una collezione, ossia seguendo percorsi che sono
00:57culturali ma anche personali e, per così dire, segreti, per poi esplodere in tutta
01:02la sua chiarezza narrativa nelle sale finali, che ospitano una serie di stupefacenti giacometti,
01:08sculture che realmente attraversano lo spazio come in una visione, quella sì che potrebbe
01:12essere nata da un sogno, e accanto a queste sculture una serie di dipinti di Balthus,
01:17che nel suo mistero ambiguo diventano un'altra forma del modo in cui l'art ci permette
01:21di essere e non essere in uno spazio che potremmo anche chiamare semplicemente il mondo,
01:25reale o sognato, non fa differenza alla fine.
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