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  • 5 anni fa
Intervista a Silvio Muccino e Ludovica Martino, protagonisti di Security di Peter Chelsom. Su Sky.
Trascrizione
00:00Perché le parole sono importanti, non si può scherzare sulla violenza.
00:04Beh.
00:06Porca miseria.
00:13Tu capisci il rischio di tutta questa storia, vero?
00:18Il vostro film mi ha colpito molto quando il personaggio di Marco D'Amore si arrabbia
00:25ed è l'unico a farlo perché si scherza su una cosa tremenda come una violenza sulle donne
00:32scherzando con, ah vabbè, tutti gli meni sono intatti e quindi tutto a posto.
00:36E lui è veramente l'unico che dice ma non si può parlare così, non si può scherzare così.
00:41Visto che la cronaca recente ci insegna che c'è ancora chi scherza su questo
00:46e pensa che insomma tutte le parole siano lecite,
00:49voi che ne pensate?
00:50C'ha ragione il personaggio di D'Amore ad arrabbiarsi e dire che le parole sono importanti,
00:54non si può scherzare sulla violenza?
00:57Beh.
00:59Porca miseria.
01:00L'indignazione è un sentimento meraviglioso, anzi è un sentimento che andrebbe insegnato,
01:07ci si indigna troppo poco.
01:09L'indignazione è un sentimento che è fondamentale.
01:12E Marco D'Amore, questo è un film, devo dire, che denuncia, denuncia tantissime cose.
01:19Forse la cosa più crudele che fa è denunciare l'atteggiamento passivo,
01:29il nostro ormai essere talmente concentrati a proteggere il nostro ombelico
01:37da non lasciarci più turbare o indignare da niente.
01:40ci vuole uno sguardo come quello di Marco D'Amore, che non a caso è il personaggio più lucido,
01:46più quello che guarda, che osserva, non a caso proprio lui quello fa di lavoro.
01:52Osserva dentro le case degli altri, cioè nell'anima degli altri,
01:57e ha ancora, beato lui, la capacità di indignarsi e di sorprendersi in negativo,
02:03che è quello che dovremmo, dovremmo riabituarci a fare tutti quanti.
02:08Sì, è un'ottima osservazione, è un bellissimo punto di partenza, questo.
02:14Sei d'accordo?
02:16Ma io, quando ho visto il film, non mi ricordavo di questa battuta in sceneggiatura.
02:21Non so se l'hanno aggiunta dopo.
02:23E sono rimasta io da spettatrice indignata.
02:25Cioè, ho detto, ma che battuta è?
02:27E poi ho pensato, cavolo, è estremamente vera, perché viviamo in un secolo
02:32in cui queste battute sono all'ordine del giorno, ormai non ci sono più filtri su niente,
02:37e appunto allo stesso tempo purtroppo non ci indigniamo mai abbastanza,
02:41perché siamo circondati da notizie brutte, le notizie, le frasi brutte vengono pompate,
02:48ci arrivano alle orecchie in continuazione.
02:52Quindi sì, hai fatto un'ottima osservazione, ed era una cosa che avevo notato anch'io,
02:58che fosse di un cattivo gusto pazzesco, che però è assolutamente in linea con la storia.
03:04Cioè, quella battuta, secondo me, racchiude tantissimo dei pregiudizi, della paura,
03:10di tutti i temi un po' portanti del film.
03:15Invece, ecco appunto, dicevamo, D'Amore guarda un po' nelle case degli altri,
03:20nei segreti degli altri, e secondo me la cosa davvero agghiacciante di questo film
03:25è che appunto quando succede una cosa terribile come una violenza,
03:28in realtà siamo un po' anche tutti complici in un certo senso,
03:33perché il compagno di classe che diciamo a quella è povera,
03:37e quindi magari se l'è cercata, oppure il politico che dice
03:41io c'ho da pensare alla mia campagna elettorale, quindi chi se ne importa, no, di una ragazza,
03:45e così via dicendo.
03:47Quindi siamo un po' tutti, ovviamente con le dovute proporzioni,
03:50un po' colpevoli di quello che succede, cioè anche più o meno consapevolmente.
03:56E se è così, come si fa? Perché diventa terribile.
04:04Beh, sai, questo è un tema, questo è un tema estremamente delicato,
04:12è un tema estremamente scottante, è un tema che ci riguarda tutti quanti,
04:15questo è un film che parla, questo film si chiama security, sicurezza,
04:19è un film che parla veramente dell'ossessione, della nevrosi,
04:25di quanto siamo disposti a spingerci per sentirci al sicuro nelle nostre vite.
04:31Esso è volentieri, è diametralmente, come si dice, è inversamente proporzionale
04:38il nostro bisogno di sentirci al sicuro a quanto poco ce ne frega degli altri.
04:44È proprio una proporzione matematica.
04:48tanto più diventa ossessiva e necessaria il bisogno di curare questa cura
04:54del proprio orticello, della propria sicurezza, della propria privacy,
04:59tanto più diventa grande e vasto il numero degli altri che tu devi mettere fuori
05:06e dei quali non te ne frega un cazzo, obiettivamente,
05:09dei quali diventa sempre di più un, come si dice, un risultato, un errore di passaggio,
05:21è quello che accade, ed è proprio questo rapporto che ci rende così insensibili,
05:28così poco capaci di indignarci e così irresponsabili di quello che accade effettivamente.
05:33Perché se fossimo più consapevoli, più coscienti del fatto che ciò che noi decidiamo
05:39per la nostra vita ha un impatto su quello degli altri,
05:42è chiaro che il mondo, a partire dalla nostra vita privata e poi in scala politica globale,
05:50sarebbe un mondo diverso da quello che abbiamo vissuto negli ultimi anni,
05:53che non al caso è un mondo che si può sintetizzare con una parola,
05:57che è muro, i muri, no?
05:59Abbiamo alzato muri e chi moriva dall'altra parte di questi muri, che cazzo se ne frega?
06:04Ecco, io credo che quello che tu stai evidenziando e che hai raccolto da questo film
06:12sia un tema apparentemente irrisovibile,
06:17se non nella misura in cui privatamente iniziamo a fare i conti con questo,
06:24cioè con il fatto che il nostro bisogno di sicurezza a volte porta,
06:34crea come effetto collaterale un totale curanza della sicurezza,
06:39del benessere e dell'attenzione degli altri, perché è totalmente autoriferito.
06:46Non so se vuoi aggiungere, Ludovia, come lo abbattiamo questo muro allora?
06:49No, sono assolutamente rapita dal discorso, scusate, mi ero un attimo incuriosita,
06:56io sono molto affascinata dalle parole di Silvio,
06:59ma come lo abbattiamo questo muro?
07:02Banalmente senza avere pregiudizi, secondo me, che sono un po' il male del nostro secolo,
07:07tutte queste apparenze fasulle, queste cose brutte che ci portiamo dietro,
07:14ritaggi passati, andando sempre invece verso la modernità in tutti i sensi,
07:22però non solo quella tecnologica e digitale, ma proprio modernità di pensiero.
07:28Perfetto, speriamo. Grazie mille, ragazzi, grazie.
07:32Ciao, grazie.
07:33A te, ciao, ciao.
07:43Grazie a tutti.
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