Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 4 mesi fa
Ecco la nostra intervista a Alessandro Preziosi, Claudia Pandolfi, Ludovica Martino, Francesco Cavallo e Roberto Capucci, protagonisti e regista di Mio fratello, mia sorella, film Netflix disponibile dall'8 ottobre sulla piattaforma.
Trascrizione
00:00La cosa che mi è piaciuta di più di questo film è che nonostante si affrontino delle
00:06tematiche molto importanti come la malattia, il conflitto, la rabbia, però sia tutto molto
00:12normale. C'è una famiglia disfunzionale, però voi avete reso tutto molto normale e
00:16quindi ci si può veramente rapportare con questi personaggi. Che ne pensate? Come avete
00:21fatto a normalizzare il tutto?
00:23Lei è stato molto su.
00:25No, sul serio. Aspetta, perché no, poi sembra che io aggiro la realtà delle cose. Quando
00:32fai un film come questo, ti ritrovi il padrone di casa. C'è un padrone di casa, ok? E il
00:39padrone di casa è Claudia, giusto? Claudia ha un modo di impostare le giornate di lavoro
00:45abbastanza contagioso da una parte e...
00:50Disturbante dall'altra.
00:51È disturbante, chiaramente, dall'altra. In questo cortocircuito, come sviti la lampadina,
00:59sia che la sviti in senso orario o in senso antorario, fa sempre luce. E quindi questo
01:03mette lei nelle condizioni, mette gli altri nelle condizioni di normalizzare, perché questa
01:10recitivamente è una cosa che l'ho vissuta anch'io. Quindi lei induce delle reazioni e io
01:17reagisco. E questo è un po' come quando mi è capitato di lavorare, scusa il paragone,
01:22con Paola, no? Cortellesi, in una commedia tanto tempo fa. È un modo... Però hai ragione,
01:29perché anch'io mi ci vedo tantissimo. Cioè non vedo Alessandro. Vedo un personaggio che
01:35impara, detona le bombe ad orologeria. È solo una questione di tempo. E quindi sono
01:44d'accordissimo con te. Brava. Ma tu t'hai retta preziosi? Eh beh sì. Ma scusami, ma è
01:48la verità? Ma no. Ma non è una questione di merito, è una questione di approccio al
01:52lavoro. Allora sì. La mia proprio urgenza, in realtà, io sento di dare senso al mio lavoro
02:01se riesco ad essere autentica. Altrimenti, cioè, se non ci credo io in prima persona, proprio
02:06è difficilissimo che gli altri possano cadere nel tranello, permettimi questo. Però poi
02:14tu hai fatto un complimento al film e io non mi posso attribuire questo merito, perché
02:19il film era stato scritto, pensato, preparato in maniera molto capillare. Ci hanno preparato,
02:27almeno noi del nucleo famiglia. E quindi famiglia, come dici tu, disfunzionale. Però abbiamo
02:33proprio tenuto Ale al riparo da tutto questo, in modo che lui cadesse come un babbo natale
02:42improvvisamente arriva dal camino, no? Senso di libertà. Come si rifugiano in qualcosa
02:47che poi li fa evadere. Lui ha il kite, tu hai la musica. È come se in qualche modo in questo
02:53mondo che li opprime loro trovassero una valvola di sfogo. Voi ce l'avete una valvola di sfogo
02:57quando le situazioni diventano un po' troppo, una passione che vi porta via? Ce l'ho con la
03:02corsa ultimamente. Mi aiuta tantissimo stare in mezzo alla gente. Mi rendo conto che tutto...
03:10Voi avessi il periodo giusto per stare in mezzo alla gente. Quindi come stai adesso, così
03:15così, eh? No, è vero. Ci stai lo stesso? No, no, guarda. Oggi, proprio stamattina, andando
03:20a correre, ho pensato. Guarda quante paranoie, quanto ti metti al centro di una vita dove tu sei
03:29un acaro, un acino, rispetto a tutto questo mondo che si muove con i cani, senza cani,
03:36che parla, che non parla, che guarda il cielo, che ascolta, che parla al telefono, che si
03:39dispiace, che gode. Ecco, la mia valvola di sfogo è stare tra le persone. Io invece la
03:45mia valvola di sfogo è esattamente all'opposto rispetto ad Alessandro. Cioè io ho bisogno
03:51urgente di stare da sola. E non è facile perché ho una famiglia numerosa che non si
03:59ferma solo ai miei compagni e ai miei figli, ma comunque io... mi piace frequentare i miei
04:05genitori, mia sorella e gli amici, eccetera. Però... Ho urgenza ad un certo punto di dire
04:11andate via, andate via tutti, o comunque vado via magari, però per non essere attivato.
04:17Ma lo dici proprio? Sì. Ma lo fai capire? Lo dici? Beh, chi mi conosce lo sa, però a differenza
04:23sua proprio ho bisogno di ritrovare esclusivamente me stessa e di ragionare con me stessa, di ricollocarmi
04:32proprio, di non fare nulla, di stare in silenzio, di suonare male, ma suonare... quindi per me
04:39è proprio un'urgenza. Per me il lavoro, nel senso che recitare non ti può che staccare
04:44da tutto. Cioè quando sono sul set e sono fuori da me, nel senso che interpreto un personaggio,
04:50per me non c'è cosa più appagante e più... sei proprio veramente stacchi. È l'unico
04:56forse momento in cui stacchi, perché poi quando torni a casa devi riattaccare tutti i pezzi,
05:00perché sennò è un po' un macello e devi tornare in te tutta la tua vita. Quello è veramente
05:05un momento di massima creatività, di massima fantasia, in cui stai giocando e stai giocando
05:11in età adulta, quindi è bellissimo.
05:13Guarda, a me me l'ha rubata, perché veramente...
05:16Sì, ci l'ha rubato.
05:17Sì, cioè... chi sceglie poi di fare questo lavoro nel modo in cui... perché poi anche
05:23quello, quando mi chiedono sempre ma perché li hai scelti? Ma perché anche avevano delle
05:28caratteristiche umane che si sposavano non solo con i personaggi, ma anche proprio col
05:33progetto e con me. Cioè io so di riuscire a rendere molto di più se riesco a costruire
05:41questa empatia, no? Con i miei attori che è tantissimo. Sicuramente il lavoro e poi
05:46ovviamente per me la famiglia, ma soprattutto il mio figlio, c'è una bambina di 5 anni,
05:52poi ce ne ho tantissime, lo sport, la passione, la Roma.
05:55Anch'io ti risponderei la recitazione, cioè nel momento in cui viene chiamata l'azione
06:00c'è un prima e c'è un dopo, no? C'è un prima che sono i pensieri, sono le preoccupazioni,
06:05un tema come la faccio e poi c'è l'azione e c'è un dopo in cui la mente è sgombra,
06:11non pensi, sei lì. E quello vuol dire essere liberi.
06:14Potete portare una sola cosa su Marte? Cosa portate?
06:17E forse la musica per davvero?
06:20Io e mia figlia.
06:21Sai che non lo so, non so che cosa porterei su Marte, effettivamente.
06:24Paradossalmente proprio io non ci ho pensato, quindi non lo so, questa è la mia risposta.
06:29Portai il violoncello.
06:30Mi porto il violoncello, mi porto il violoncello, che non so suonare dall'altro,
06:34questa è una chicca che ti do.
Commenti

Consigliato