00:05Aprile 79. Un bambino perde il papà perché sfortunatamente una mina che stava cercando
00:10nel deserto esplode. Trent'anni dopo, lo stesso bambino, ormai cresciuto, rischia di
00:15perdere la vita perché per caso una pallottola gli è penetrata in testa, fuori dal negozio
00:19in cui lavorava. Una trama così basterebbe da sola a porre le basi di un film cupo, ma
00:24quando c'è di mezzo il papà di Amélie Poulin e il gioco si fa duro, sono i meno duri
00:28che
00:28cominciano a giocare. Basile, infatti, non si arrende di fronte ai dinieghi e alle perdite
00:32che il potere dall'alto gli ha inferto e facendo leva su un'umanità sentimentale, aiutato da
00:37un'allegra combriccola di bizzarre righettieri circensi chiamate i Micmac, realizza un impensabile
00:42piano per vendicarsi dei cattivi e consegnarli alla giustizia e al popolo di internet.
00:55La creatività di Jean-Pierre Genet riesce nuovamente a sfornare una storia fantasiosa
01:00che mescola generi diversi producendo una favola originale che ricorda Big Fish e in cui un
01:05eterno Peter Pan fa i conti con la realtà, la propria. Basile è un personaggio che sbuca
01:09fuori dal corpo lungo e dall'espressività intensa di Danny Boon, il quale riesce a dargli
01:14un tocco ceplignano senza pari. Non mancano qualche vezzo che sfiora il
01:19manierismo né certe civetterie che adombrano la riuscita del film come l'epilogo da slogan
01:24politico, ma di fronte al talento visionario di Genet e alla faccia da buffone di Boon si
01:28fa davvero fatica a ricordarli dopo qualche fotogramma.
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