00:15Nel 1960 gli italiani diretti verso le fabbriche della Germania erano oltre 94 milioni, un esercito
00:22di immigrati pronti ad affrontare un soggiorno temporaneo e prolungato che per molti si è
00:26trasformato in definitivo. Costretti a vivere in baracca e decenti alle fabbriche, gli italiani
00:30vengono definiti dai tedeschi in modo spregiativo i taker, italianacci, termine che Tony Truppi
00:35ha preso in prestito per il titolo del suo secondo lungometraggio in cui racconta le difficoltÃ
00:40attraversate dal piccolo Pietro proveniente dal Trentino e dal Guito Benito per ritrovare
00:44un'identità , se non nazionale, almeno familiare. Così, attraverso gli occhi asciutti e lo sguardo
00:50acuto del suo protagonista, Troppià parla al pubblico chiedendogli di seguirlo all'interno
00:54di un'avventura che, pur non avendo una forma innovativa, si rivolge ad ognuno in modo diretto
00:58e del tutto personale.
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