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  • 2 hours ago
“È il primo report che avvia la strategia: abbiamo lavorato per chiudere i gap tra la guerra ‘vecchia’ e quella nuova, emersi con Ucraina e crisi in Medio Oriente”. Lo ha detto l’eurodeputata Lucia Annunziata (Pd), shadow per S&D, nel punto stampa a margine della sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. Annunziata ha spiegato che una difesa comune efficace non passa dall’unificazione degli eserciti nazionali, ma dallo sviluppo delle nuove capacità tecnologiche: droni, intelligenza artificiale, satelliti, che “nessuno Stato può permettersi da solo”.

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Transcript
00:00Devo dire che non possiamo che dirci contenti, intanto perché questo è il primo report che è stato dato,
00:09quello che definisce l'inizio della strategia e sicuramente per loro darlo a S&D è stato un azzardo,
00:18cioè S&D è un shadow per S&D, perciò portavoce insomma, quindi oltretutto l'hanno data a una donna
00:25che non è un militare,
00:26quindi insomma tenendo conto che qui stiamo parlando di militari è stato abbastanza sorprendente che lo dessero a noi.
00:36Abbiamo lavorato con molta concordia, abbiamo lavorato esattamente come giornalisti,
00:40avremmo intervistato non so quanto persone, nato o non nato, questi della DIA eccetera eccetera,
00:47e lì è venuto fuori secondo me una cosa che ha senso da un punto di vista militare,
00:53cioè se il problema è chiudere i gap e l'abbiamo visto con l'Ucraina e con adesso l'Iran
01:01e la guerra in generale,
01:02è evidente, sono evidenti tre cose, cioè quando abbiamo cominciato questo lavoro,
01:10la situazione europea sembrava molto più calma, dopodiché nel frattempo l'Ucraina è diventata molto scottante,
01:19l'Ucraina è una guerra combattuta con tutti gli altri mezzi, tutta quella Medio Oriente e tutti gli altri mezzi,
01:26in più è evidente con il Medio Oriente che l'Europa è sotto tiro.
01:31Il problema vero che pone questa cosa è cosa fare per la difesa comune,
01:37la domanda è possiamo veramente difendere i cittadini in maniera efficace,
01:42in una situazione in cui davvero cominciamo a essere sotto minaccia,
01:46questa è stata la vera domanda che abbiamo, quindi la Commissione chiedeva nel suo progetto
01:53di chiudere i gap tra la vecchia guerra e la nuova, noi abbiamo lavorato su quello,
01:57e quello che viene fuori è che per fare la difesa comune non ci sarà bisogno
02:03e non si dovrà neanche fare l'unificazione di tutte le forze armate,
02:08perché l'esercito è una prerogativa degli stati nazionali, quindi è anche giusto insomma,
02:16quindi invece di pensare a un accorpamento faticoso, complicato di eserciti nazionali
02:21e comunque non tanto corretti da un punto di vista istituzionale,
02:26lavorare solo sullo sviluppo della parte nuova delle guerre,
02:30cioè tutta la parte tecnologica è una parte che sta, cioè i droni,
02:38l'intelligenza artificiale, strumenti, i satelliti, i droni che combattono sotto,
02:47cioè mano a mano si sta andando sott'acqua, mano a mano si sta andando a un tipo di guerra
02:52su cui l'Europa non è attrezzata.
02:54Allora il punto è, troviamo questo accordo, attrezziamoci intanto su questo,
02:59sviluppiamo altissimamente le tecnologie, tanto le tecnologie ci sono,
03:06nessuno Stato se lo può permettere da solo questo sviluppo,
03:09nessuno Stato ha i soldi per farlo, quindi si sviluppa come un progetto europeo
03:14che al momento di un attacco o di qualcosa ha un'architettura forte, comunitaria
03:23che è legato con le nuove tecnologie, a far agire tutti insieme, quindi questa è la cosa,
03:29cioè sviluppare solo i punti dove, non un riarmo, ecco voglio dire,
03:34i punti dove noi siamo mancanti e dove possiamo costruire una comunità,
03:38lasciando gli Stati nazionali alla propria priorità, alla loro priorità nazionale.
03:47Quindi questo secondo me ha messo un po' in comune tutti, perché questo non è,
03:54la Francia diventa più di quello, la Francia c'è, è un unico comando che unifica tutto con la Nato
04:01e questo è il punto anche di difesa della Nato.
04:06Tra l'altro, l'altra cosa invece di cui volevo segnalare è che noi siamo partiti anche,
04:12perché siamo un gruppo di giornalisti in verità, quindi abbiamo lavorato un po' come giornalisti
04:16sentendo, mettendo insieme i pezzi, no?
04:19Cioè il primo punto è stato anche quello di dire, torniamo a che cos'è la difesa.
04:24La difesa finora è stata considerata una metafora del riarmo.
04:30Torniamo alla difesa, la difesa invece è centrale nelle istituzioni di un paese,
04:35perché è un diritto costituzionale, come è un diritto costituzionale per rifiutare la guerra,
04:41in caso di pericolo è un diritto costituzionale dei cittadini di essere accolti.
04:47Quindi questo ha una forte impronta, diciamo, legale e di diritto comunitario,
04:54che invece il riarmo è un'altra cosa, il riarmo di che, di cosa, per fare cosa, per andare dove,
04:59eccetera.
05:00Ed è finito anche, l'altra cosa che abbiamo fatto di molto istituzionale,
05:04è stato quello di segnalare che il Parlamento ha preso nelle sue mani queste cose
05:11e deve continuare a gestirlo, proprio perché c'è di mezzo la costituzionalità dei cittadini
05:17e il diritto dei politici di rappresentare il proprio popolo,
05:21altrimenti noi che ci stiamo a fare, non che siamo, diciamo, militari.
05:24Questa cosa ha funzionato, devo dirvi, cioè nel senso che la combinazione di chiudere i gap
05:29è di richiamare invece, al rispetto anche delle strutture comuni, così come sono, ha funzionato.
05:38Scusate, sono stata un po' lunga, ma non è esattamente una cosa semplicissima.
05:43Devo dire, guarda, che la Commissione Difesa sta funzionando molto bene,
05:48perché sta facendo molti seminari, abbiamo molte riunioni in camera,
05:54ciò in cui siamo informati davvero di come le cose vanno, è piccola.
06:00Ma si sta anche attrezzando a non essere solo una commissione di militari,
06:08militari, generali, ex ministri, cioè voglio dire, sta avendo un ruolo di grande lavoro.
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