00:06La strada verso la santità è lunga e ricca di deviazioni impreviste.
00:10Lo sa bene il piccolo Antonio, che sopravvissuto ad una caduta dalle scale,
00:14si prepara ad affrontare un pellegrinaggio alla chiesa del Santo Protettore,
00:18per rendere gli onore della presunta grazia ricevuta.
00:21Vestito di un saio e accompagnato dal cugino Giovanni,
00:25l'inconsapevole miracolato attraversa le strade polverose di una Sardegna rurale.
00:30Grazie Sant'Antonio! Grazie Antonio! Antonio, grazie!
00:37Hai capito?
00:39Così, dopo essere stato abbandonato in piena notte dal suo accompagnatore silenzioso,
00:44Antonio trova rifugio nel mondo visionario di Angela,
00:47creatura irreale plasmata dalla durezza della terra e dalla follia dei sogni.
00:53Angela, perché tu hai le scarpe io?
00:58All'interno dell'attuale panorama del cinema italiano è inusuale trovarsi faccia a faccia con un progetto
01:03che, oltre a rifiutare qualsiasi logica economica,
01:06persegue lo scopo di una narrazione sensoriale più che verbale.
01:20Così, tra la rinascita della cosiddetta commedia,
01:23il sempre attuale dramma esistenziale con riferimenti ad una cronaca ormai elevata a storia,
01:28il percorso compiuto da Bonifacio Angius e dal suo Sagrascia
01:31rappresenta un atto di coraggio mosso dal più ardito spirito intellettuale,
01:35unito ad un'incoscienza artistica finalmente costruttiva.
01:43Con Rosonitta una volta facevo un gioco.
01:49Andavo dietro gli alberi e la chiamavo.
01:52Rosonitta! Oh, Rosonitta!
01:55Niente.
01:57E sei morta davvero, dicevo.
02:00Quando uno è morto, dov'è che va?
02:03Da qualche parte deve stare.
02:32Roman Czaía
02:33E sei morta davvero, dicevo.
02:36E sei morta.
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