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Trascrizione
00:10Buonasera, buone mercoledì, ben ritrovati con il TG Preview di Teletutto, l'approfondimento
00:14a cura della nostra redazione. Questa sera analizzeremo gli scenari geopolitici per quanto
00:20riguarda quanto sta succedendo in Medio Oriente e soprattutto in Iran con le recenti evoluzioni
00:27e la guerra che è scoppiata ormai da venerdì. Ritroviamo con noi il professor Michele Brunelli
00:33dell'Università degli Studi di Bergamo, professore buonasera, ben trovato.
00:36Buonasera.
00:38Abbiamo già parlato di Medio Oriente, però come abbiamo visto l'evoluzione negli ultimi
00:43giorni è stata più veloce anche del previsto e più veloce anche di quello che prevedeva
00:49lo stesso Trump, ma anche lo stesso Stato di Israele. Le chiedo come si è evoluta la situazione
00:55in Iran dalla fine del 2025 ad oggi e come mai c'è stata una così rapida accelerata?
01:01Sì, si è evoluta in maniera veramente rapidissima, quasi appunto inaspettata. Sostanzialmente le
01:09tappe sono state tre. Innanzitutto la guerra dei 12 giorni dello scorso giugno ha lasciato
01:15aperto tutta una serie di nodi irrisolti che non a caso adesso sono usati come forza legittimante
01:22per questo nuovo attacco. Innanzitutto ha lasciato aperto, completamente aperta, la questione
01:28sul nucleare, così come ha lasciato aperto la questione sui missili balistici iraniani,
01:32che tra l'altro appunto fu uno dei principali mantra e cavalli di battaglia o meglio scuse
01:38che Trump utilizzò nel 2018 per uscire in maniera unilaterale dagli accordi sul nucleare
01:44appunto firmati da suo predecessore, appunto da Obama. E poi sostanzialmente c'è stata
01:52una fortissima recrudescenza da un punto di vista interno con, ce lo ricordiamo tutti purtroppo,
01:57la drammatica stagione che ha caratterizzato l'Iran a cavallo appunto tra la fine del 2025
02:03e i primissimi giorni del 2026, quindi tutta una serie di proteste di piazza. Proteste di piazza
02:10che sono iniziate per motivazioni di carattere economico. Comincia a fallire una banca significativa,
02:16l'Iandè, che è una banca legata sostanzialmente a doppio filo con il governo e da lì appunto
02:21trascina con sé tutta una serie di altre banche. Nasce appunto una crisi di carattere economico,
02:27si muove la classe media, quella appunto del bazar, a cui fa subito larga eco ovviamente anche
02:33le proteste di piazza per cercare di avanzare sul terreno dei diritti. E poi appunto
02:40un terzo elemento che è quello che ad un certo punto vedeva dopo la guerra di giugno
02:46l'Iran applicare una strategia della cosiddetta zona grigia, quindi una conflittuale attente
02:53a bassa intensità che coinvolgeva i suoi proxy. Ad un certo punto vediamo da venerdì
03:01il vero e proprio salto di qualità e la decisione di Israele e ovviamente degli Stati Uniti di
03:08attaccare. Da un punto di vista formale si dice che l'intelligence aveva ricevuto una
03:13serie di informazioni circa l'arricchimento dell'uranio all'interno del sistema nucleare
03:21di Isfahan. Ovviamente questa è una narrativa che ormai percorre il Medio Oriente da almeno
03:2740-50 anni, nel senso che la narrativa del nucleare rimane costante, cambiano sostanzialmente
03:34i soggetti. Negli anni 80-90 e 2000 era Saddam Hussein, oggi appunto all'Iran degli
03:38Ayatollah.
03:39A proposito di classe media, proteste di piazza e contesto interno, quanto ha pesato anche
03:49il fatto che la repressione sia, sappiamo internamente, molto forte sullo sviluppo del conflitto
03:56a livello globale della crisi iraniana.
03:59Ha pesato sicuramente in maniera decisiva e preponderante, nel momento in cui un regime
04:06si sente minacciato dall'interno e soprattutto in questa fase riceve anche una minaccia esterna,
04:13tende in maniera quasi politicamente naturale a chiudersi. Le ultime proteste hanno avuto
04:19un impatto enorme sul regime, anche perché da semplici proteste, semplici ovviamente tra
04:24virgolette, da proteste di carattere economico, si stavano trasformando anche in proteste di
04:29carattere etnico ed è stata proprio la molla che ha spinto, che ha fatto scattare una repressione
04:35così forte. Ovviamente si è creata una sorta di tempesta perfetta con tutta una serie di
04:42problematiche di carattere interno a cui sono andate aggiungendosi anche le minacce esterne
04:48che poi appunto hanno trovato libera o sfogo e direi anche concretizzazione nell'attacco
04:53di venerdì.
04:54Arriviamo all'escalation, oggi sappiamo che la Turchia ha battuto un missile iraniano
05:00che stava transitando sopra i cieli turchi diretto a Cipro, sappiamo che una base della RAF
05:06a Cipro è stata colpita, quindi questa diciamo che è la parte più vicina all'occidente, però
05:12nella zona lì oramai l'escalation è lanciata, la rappresaglia tra Iran e paesi del Golfo,
05:20Israele e quindi Stati Uniti rischia però di trasformarsi in una guerra regionale più
05:27ampia.
05:28Sì, assolutamente sì ed è anche la strategia che sta perseguendo in questo momento la Repubblica
05:34Islamica dell'Iran.
05:35Oggi come oggi c'è un livello strategico e un livello tattico, il livello strategico
05:39è quello appunto di procurare una escalation a livello regionale e cominciare a inserire
05:48all'interno delle dinamiche della conflittualità paesi che all'inizio non hanno attaccato formalmente
05:55ma che hanno dato solo un supporto logistico, appunto legacy le basi. Ovviamente da un punto
06:02di vista strategico l'Iran ha tutto l'interesse ad allargare il conflitto e soprattutto anche
06:08a minare tutta una serie di alleanze interne, vedasi nei paesi del Golfo, nei confronti degli
06:13Stati Uniti e quindi rendere sostanzialmente l'intervento israelo-statunitense ad un costo
06:20che non è più appunto sopportabile. Da un punto di vista tattico invece sta perseguendo
06:25una vera e propria azione di saturazione di aria attraverso i droni e i missili.
06:31Tra l'altro vediamo i risultati già sui mercati europei, bruciati quasi miliardi di euro
06:38fino ad oggi, lo vediamo sul costo del petrolio, lo vediamo sul costo dell'energia, tutte le
06:43dinamiche economiche delle quali parleremo nell'approfondimento di domani insieme dove
06:47tratteremo appunto le preoccupazioni dal punto di vista del mondo economico anche bresciano
06:52riguardo agli interscambi con il Medio Oriente. Professor Brunelli, in che misura le dinamiche
06:58attuali del conflitto riflettono una vera volontà reale di contendere l'influenza sul
07:05Medio Oriente piuttosto che invece un semplice scambio di attacchi?
07:11Sicuramente non è un semplice scambio né di colpi né di attacchi. Si è assistito sostanzialmente
07:19negli ultimi tre o quattro giorni ad una vera e propria destrutturazione della politica
07:25che aveva fatto negli ultimi anni Mohammed bin Salman e l'Arabia Saudita, ovvero quello
07:30di costruire un sistema di equilibrio all'interno del Medio Oriente. Oggi quell'equilibrio è
07:38completamente saltato. C'è una non strategia da parte statunitense, perché effettivamente
07:46non si sa effettivamente dove voglia andare a parare oggi come oggi l'amministrazione
07:52americana. C'è da dire che sul lungo periodo ovviamente in gioco c'è molto, ovvero il
07:58controllo delle rotte strategiche che entrano e escono non solo dallo stretto di Hormuz,
08:03ma anche ovviamente dal Golfo di Aden e quindi dal Mar Rosso e più in generale il controllo
08:08delle rotte che transitano nel Mar Arabico e nell'Oceano Indiano.
08:11Sulle preoccupazioni della non strategia degli Stati Uniti è intervenuto anche il
08:16cancelliere tedesco Merz, proprio ieri tra l'altro la Casa Bianca, dopo il colloquio
08:21con Trump. Quindi questa è l'idea che gli Stati Uniti forse non abbiano una strategia
08:26in questo momento, se non quella di tagliare la testa al serpente, in questo caso a tutti,
08:34a tutta la linea di comando della Repubblica Islamica dell'Iran. È vero anche che Khamenei,
08:40Khamenei è stato ucciso, sembrava inizialmente che fosse stato colpito anche l'ex Presidente
08:47Ahmadinejad, invece fonti iraniane hanno confermato invece che è vivo, è stato nominato proprio
08:55ieri il successore di Khamenei che è il figlio. Questa nomina che valore ha?
09:03Una nomina interessante, non esclusivamente per il fatto che appunto sia stato nominato
09:11il figlio, uno dei figli appunto di Ali Hussein Khamenei, quanto è stata un'imposizione
09:18dei Pasdaran. Sicuramente c'è una motivazione di carattere politico, c'è anche soprattutto
09:24una motivazione di carattere economico. Qualche anno fa ci fu una inchiesta sul patrimonio
09:32personale di Ali Hussein Khamenei che ammontava a diversi miliardi di dollari, che ovviamente
09:38oggi come oggi passano da padre in figlio. Però ecco, l'elemento da tenere in considerazione
09:44è che questa è stata una nomina che secondo la Costituzione della Repubblica Islamica
09:49dall'Iran sarebbe dovuta essere proposta e votata dagli 88 esperti appunto degli Expediency
09:56Council, cioè i clerici che sostanzialmente devono eleggere la nuova Guida Suprema, in realtà
10:03è stato fortemente voluto se non imposto dei Pasdaran. E questo indica sostanzialmente
10:08che oggi come oggi il potere reale è nelle mani dei Pasdaran.
10:12E indica anche il clima che c'è internamente in questo momento in Iran. Tornando allo stretto
10:19di Hormuz, perché è così strategico?
10:21È strategico perché è uno stretto di soli tre chilometri, ma è considerato innanzitutto
10:29la vena giugolare dell'Iran. Attraverso lo stretto di Hormuz passano circa tra il 75
10:34e l'80% delle importazioni dell'Iran. Chiuderlo ovviamente è una strategia molto rischiosa.
10:41Si chiude ovviamente l'accesso al Golfo Persico e quindi si impediscono le esportazioni in parte
10:48irachene, del Kuwait, dei vari Emirati del Golfo, ma soprattutto dell'Arabia Saudita.
10:55Ma nel contempo si impediscono anche ai rifornimenti di arrivare in Iran.
11:01È di fondamentale importanza per quanto riguarda il petrolio, non tanto per l'Europa,
11:06forse per l'Europa e per l'Italia, più per il gas che per il petrolio, ma è di fondamentale
11:12importanza per paesi come il Pakistan, la Cina e ovviamente l'India.
11:16Basti pensare che il Pakistan ha riserve petrolifere per soli due giorni.
11:21L'India per 25, la Cina per 104. Quindi insomma è da considerarsi veramente un elemento
11:29e un fattore altamente a rischio.
11:31E la Cina sappiamo essersi preparata per quanto riguarda le riserve di petrolio.
11:35Ne abbiamo parlato con il professor Giraldo che ci diceva quanto avesse accumulato in
11:41preparazione della possibilità che ci potesse essere un conflitto che è arrivato.
11:47Per quanto riguarda invece le recenti dichiarazioni delle cancellerie europee, come si muoverà
11:53l'Europa e i singoli stati nel Golfo. Ne prendiamo due che sono secondo me antitetiche.
12:00La Spagna che ha detto noi abbiamo imparato dall'Iraq e quindi non interverranno.
12:06la Francia invece addirittura Macron ha fatto delle dichiarazioni davanti a un sommergibile
12:14nucleare dicendo noi l'arma, sostanzialmente dicendo noi l'arma ce l'abbiamo e se serve
12:20è potere del Presidente della Repubblica autorizzare l'utilizzo.
12:25L'Europa ancora una volta non si è solo presentata frammentaria ma anche in ritardo.
12:32Si è visto che la von der Leyen si è preso il weekend prima di reagire o di prendere
12:37una posizione. Detto questo l'Europa comunque potrebbe giocare ancora un ruolo decisivo
12:44per quanto riguarda il dialogo e quindi mettersi insieme ad alcuni paesi proprio dal Golfo
12:49come per esempio per l'Oman e spinge per una soluzione negoziale.
12:54Ovviamente anche qui le esperienze sono molto diverse. L'Europa fu profondamente divisa
13:00già nel 2003 proprio come si citava adesso nei confronti dell'Iraq.
13:05Ricordiamoci che proprio la Francia e la Germania si rifiutarono appunto di intervenire
13:09a fianco di George Bush Junior nel momento in cui ci fu la campagna irachena del 2003.
13:15Oggi ovviamente è la Spagna che fa questa mossa. Si dovrebbe ritrovare appunto una comunità
13:24di intenti e un obiettivo che è quello appunto di divenire il prima possibile alla fine del
13:30conflitto, cosa che purtroppo è veramente lontana dal verificarsi.
13:35Sempre ricordando che c'è un altro scenario di guerra molto più vicino all'Europa
13:42al quale vorrei arrivare passando prima però dal ruolo che hanno in questo momento gli Stati
13:48Uniti in Iran. Abbiamo capito che non c'è strategia, pare non esserci strategia da parte
13:55di Trump in questo momento, ma c'è in questo un cambio di strategia rispetto al passato.
14:01C'è stato un profondo cambio di strategia per quanto riguarda l'amministrazione statunitense
14:06nei confronti dell'Iran. Basti appunto confrontare le amministrazioni Obama e sin dalla prima
14:13amministrazione Trump per poi appunto venire alla seconda quando Obama cercò il più possibile
14:18e ci riuscì a firmare effettivamente un accordo sul nucleare. Un accordo che ai tempi lasciava
14:24da parte il comparto della missilistica balistica. Questo perché era un termine allora come oggi
14:32non negoziabile, proprio perché il comparto dei missili balistici è considerata l'unica difesa
14:40che l'Iran avrebbe potuto avere nei confronti di Israele. Oggi ci sono elementi di rottura
14:47ma nel contempo elementi di continuità, non tanto nell'amministrazione statunitense
14:53quanto nella visione di Trump. È interessante andare a rivedere una sua intervista del 1980
14:59in piena crisi degli ostaggi quando appunto già lui da giovanissimo imprenditore
15:04perché ai tempi aveva 34 anni alla domanda come risolverebbe la crisi degli ostaggi americani
15:10appunto eravamo in piena rivoluzione iraniana semplicemente attaccando l'Iran.
15:14Anzi diceva attaccando l'Iran gli Stati Uniti sarebbero usciti ancora più forti e più ricchi
15:19perché avrebbero messo le mani sul petrolio iraniano. Quindi insomma una sorta di maga
15:24antelitteram se vogliamo. A proposito di maga sappiamo in questo momento come proprio la base
15:30maga negli Stati Uniti sia contraria a questo intervento americano e come sia stata la base
15:39che ha sostenuto e portato all'elezione di Trump, i commentatori internazionali in questo momento
15:44sono indivisi sul fatto che Trump sia propriamente lucido in questo momento.
15:50L'impressione qual è professore?
15:52L'impressione è che ad un certo punto lui abbia tradito parte del suo elettorato
15:55nel senso che la base dell'elettorato di Trump è sempre stata sostanzialmente isolazionista
16:04e quindi Trump in campagna elettorale aveva palesemente dichiarato che non avrebbe coinvolto
16:10gli Stati Uniti in nessun tipo di guerra, soprattutto in una guerra che oggi come oggi
16:15si prospetta non certo breve e dobbiamo tenere in considerazione che a novembre ci saranno
16:22le elezioni di mid-turn, novembre è sostanzialmente dietro l'angolo e quindi sicuramente questa cosa
16:29causerà un sussulto interno.
16:32Vedremo anche come ne uscirà da un punto di vista personale, un Trump che chiedeva l'anno scorso
16:40ambiva, sognava e richiedeva il Nobel per la pace e poi ha vinto questo trofeo ad personam della FIFA
16:48sappiamo anche da quel punto di vista perché anche lo sport, anche il calcio e la geopolitica
16:53come si stiano aprendo dei problemi da questo punto di vista sulla partecipazione dell'Iran
16:58ai mondiali di calcio e anche questo apre degli scenari che fino ad oggi non erano pensabili.
17:06quello che volevo chiederle è in tutto ciò il ruolo della Cina, la Cina può essere mediatore,
17:14può limitare l'escalation o troverà un suo ruolo come sempre fa anche in questa situazione?
17:21La Cina ha già trovato sicuramente un suo ruolo come faceva riferimento prima, ha già accumulato
17:27le scorte petrolifere ma soprattutto appunto non dobbiamo dimenticare che oltre alle rotte marittime
17:33la Cina si è già assicurata attraverso la Beltero Initiative e tutta una serie di reti
17:39e di nervature energetiche che passano attraverso l'Asia, tutta una serie appunto di rifornimenti
17:45e soprattutto poi non da ultimo c'è da ricordare la nuova rotta polare che anche questa è una validissima
17:53via alternativa al petrolio che fluisce dal Golfo Persico. Sicuramente potrebbe porsi anche
17:59come attore diplomatico privilegiato. Ricordiamoci che il riavvicinamento diplomatico
18:06tra Arabia Saudita e Repubblica Islamica dell'Iran è avvenuto proprio grazie
18:11all'intermediazione della Cina, visto che comunque la Cina ha moltissimi interessi nell'area
18:16potrebbe effettivamente giocare un ruolo da pacere, probabilmente attraverso la cosiddetta
18:22ha lasciato il diplomacy e quindi non intavolando direttamente un dialogo tra Stati Uniti, mettendo
18:31allo stesso tavolo Stati Uniti e iraniani, ma fare un po' come ha fatto adesso Lomani,
18:35quindi fare un po' la spola tra i due poteri diplomatici e cercare di mediare una soluzione
18:42di breve o di medio periodo. E poi c'è la Russia che ha un legame forte con l'Iran,
18:48storicamente un legame che anche in questi 4 anni di guerra con l'Ucraina si è rafforzato
18:55e pensate che i droni low cost che usa la Russia sono costruiti e forniti dall'Iran,
19:01si rafforzerà questa alleanza, diventerà in qualche modo determinante, la Russia entrerà
19:06in campo, qua si rischia veramente di arrivare a un conflitto amplissimo, veramente una terza
19:13guerra mondiale?
19:13Sì, non penso appunto si arriverà ad una terza guerra mondiale anche perché ovviamente
19:20la Russia, come ricordava lei, in altre faccende affaccendate in questo momento.
19:24È vero che negli ultimi 15 anni il rapporto tra Mosca e Teheran si è molto consolidato,
19:33soprattutto sullo scenario siriano. Oggi come oggi l'appoggio che Mosca dà a Teheran
19:40è molto più di facciate e propagandistico. Ieri è appunto arrivato un telegramma da parte
19:45di Putin direttamente al presidente Pejeshkian, portando le condoglianze del governo russo
19:52per, e cito testualmente, l'assassinio di Ali Khomeini. In questo momento la Russia ha tutto
20:00da guadagnare in questo conflitto, proprio perché significa che in questo preciso istante
20:06sia l'Europa e sia gli Stati Uniti hanno tutte le armi antimissile impegnate su questo
20:12teatro, il che vuol dire che a livello anche di mercato mondiale la disponibilità di
20:17missili ovviamente diminuisce, il che appunto inficia lo sforzo che l'Unione Europea e che
20:24gli Stati Uniti hanno fatto nei confronti dell'Ucraina e quindi diciamo che questo conflitto
20:29più dura e più ovviamente può essere favorevole a Vladimir Putin.
20:35Noi ci avviciniamo alla conclusione e quindi proviamo anche a tirare le somme fin qui e
20:39le chiedo allo stato attuale esiste ancora una possibilità di risolvere questo conflitto
20:45con una soluzione diplomatica?
20:47La via diplomatica c'è sempre, appunto basta volerlo. Innanzitutto si dovrebbe cominciare
20:54con una de-escalation ma soprattutto mettere in sicurezza le rotte marittime, per rotte marittime
21:01non intendo per scopi meramente commerciali o per interessi personali dell'Europa ma soprattutto
21:09proprio per evitare che ci sia un impatto sui civili e ovviamente sul trasporto marittimo.
21:17In questo preciso istante, in questo momento la via diplomatica è veramente molto molto
21:21lontana, proprio per la caparbietà del Presidente, del Primo Ministro Netanyahu a perseguire
21:28su questa rotta bellicista a cui appunto si è accodato anche Trump.
21:33Ultima domanda, ultimo minuto. Se la situazione continuasse a degenerare, anche oggi abbiamo
21:38avute le prove, quali potrebbero essere le implicazioni per la sicurezza europea e del Mediterraneo?
21:43Del Mediterraneo per il momento c'è stato questo attacco alla base cipriota ma in questo
21:50preciso momento l'Iran non ha una proiezione di potenza tale da minacciare il Mediterraneo.
21:56Dovrebbe essere contenuto in uno scenario prettamente regionale quindi a livello di Golfo Persico.
22:01Grazie a Professor Michele Brunelli dell'Università degli Studi di Bergamo per essere tornato
22:05con noi. L'aspettiamo quando vorrà per tornare a parlare di geopolitica e soprattutto della
22:12crisi del Medio Oriente. Speriamo la prossima volta di parlare di una risoluzione.
22:18Come vi pronunciavo domani sera invece tratteremo di questo da un punto di vista economico.
22:22Lo faremo con il Direttore Generale di Confindustria Filippo Schittone con il Presidente di Confapi
22:28Pierluigi Cordua. Noi ci fermiamo questa sera qui.
22:31Non ho l'informazione di Teletutto che come sempre torna fra pochi minuti.
22:35Questa sera da aspettarvi ci sarà Jacopo Bianchi da parte mia.
22:38L'augurio di un buon proseguimento di serata sempre con Teletutto.
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