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00:12Buonasera, buon giovedì, ben ritrovati con il Tg Preview di Teletutto, l'approfondimento
00:15a cura della nostra redazione. Questa sera parliamo di economia di transizione 5.0 e
00:22dei correttivi che sono arrivati in corso e capiremo se basteranno. Lo facciamo con
00:26Filippo Schittone, che è direttore generale di Confindustria Brescia, grazie, ben tornato,
00:31buonasera, e con il collega Erminio Bissolotti del Giornale di Brescia. Direttore, partiamo
00:37dall'inizio. Il piano di transizione 5.0 è stato uno strumento complesso sin dall'inizio
00:43e avete anche provato a spiegarcelo, è complesso fin dalla sua impostazione. Quali erano già
00:50all'inizio le principali criticità segnalate da Confindustria Brescia?
00:55Definirlo un piano complesso non so se sia sufficiente, siamo in un periodo prepasquale,
01:04non vorrei sembrare blasfemo lungi da me, ma potrei definirlo una via crucis. Per venire
01:12qua e per rinfrescarmi la memoria, perché col passare del tempo poi l'elasticità mentale
01:19rallenta. Ho rivisto un po' tutto il lavoro fatto da Confindustria Brescia, anche insieme
01:26alla Confindustria nostra nazionale e devo dire che sono ripartito da quel famoso 26 febbraio
01:32del 2024, quando il Ministro Urso aveva presentato in una conferenza stampa con una nota il provvedimento,
01:42definendolo provvedimento architrave della nostra politica industriale. Poi sono trascorsi
01:49sei mesi per avere il decreto direttoriale di attuazione, 6 d'agosto se ricordo bene,
01:57e poi a febbraio del 2025 grido d'allarme sia del nostro mondo industriale sia anche da parte
02:07di altre rappresentanze perché erano stati investiti soltanto 290 milioni di Euro, sui
02:136 miliardi e 3 stanziati ricordo inizialmente fondi PNRR, quindi c'era una grande preoccupazione.
02:19Perché questo? Perché è stato un provvedimento che ha dovuto mediare anche con criteri e paletti
02:26posti dall'Unione Europea, che mi sento di dire anche rispetto a queste tematiche, certificava
02:36un approccio probabilmente eccessivamente ideologico e tanto per dare un esempio, tutte le aziende
02:42prevalentemente energivore venivano escluse dall'utilizzo di questa manovra. Poi a distanza di 6-7 mesi,
02:53siamo nel novembre, esce la notizia che i fondi sono esauriti, ma guarda caso, lo stesso giorno
03:00in cui vengono dichiarati esauriti i fondi, se le aziende presentavano la pratica sul portale
03:05del GSE, la pratica veniva accolta e dicevano che a disposizione c'erano ancora circa 6 miliardi
03:14di Euro. Dopodiché scatta nel mondo delle aziende che sono abituate a reagire in tempo
03:22reale anche al caos legislativo e regolatorio un'azione di difesa, molti di questi progetti
03:29vengono trasferiti sul piano 4.0 che era il provvedimento vigente precedentemente e vengono
03:36bruciati 2 miliardi 2,2 miliardi di risorse stanziate e quindi si riblocca nuovamente il
03:44provvedimento. Poi arriviamo alla paura del dicembre 2025 dove viene presentato un emendamento
03:55che sembrava mettere in grande difficoltà la prosecuzione di questo piano e poi veniamo
04:06ai giorni nostri che l'avete raccontato anche voi con il vostro quotidiano, la vostra televisione
04:12quindi su questo magari mi fermo.
04:14Un'istoria che fa il direttore scrittore, Erminio, è a tratti impietosa rispetto a questo provvedimento
04:19che nasce con l'obiettivo di accompagnare la doppia transizione digitale ed energetica
04:24perché poi guardando a questi due anni si è rivelato fin da subito uno strumento così
04:31difficile e complesso da applicare per l'azienda.
04:37Nello specifico, proprio nei dettagli, quello che abbiamo raccolto noi in redazione dalle aziende
04:44è proprio anche una difficoltà dal punto di vista amministrativo burocratico a rispettare
04:51quelle che erano le richieste per ottenere questi benefici.
04:56Tanto era filato tutto liscio con il piano 4.0, diciamo, era andato pur rispettando le
05:03formalità richieste, le imprese si erano messe, come dire, avevano capito il gioco, come funzionava
05:13e si erano allineate. Ecco, io la semplifico, così non è stato per il piano transizione 5.0
05:22che era un'evoluzione, no? Perché comunque il mondo sta andando in una direzione, penso
05:29al green e al digital, sta andando in una direzione che il supporto, cioè non possono fare da sole
05:36le imprese, pur avendo una solidità, una capacità, una liquidità finanziaria come quelle bresciane
05:46notevole, non possono fare da sole. Questi investimenti necessitano di un supporto e io credo che il mix
05:55è l'opportunità che dà un piano come quello transizione.0, è un piano, è una via che va
06:06cavalcata, che va sostenuta. Vero è che se comincia, già viviamo sotto pressione dalla
06:13burocrazia e se anche questi processi vengono soffocati dalla burocrazia, diventa tutto molto
06:21più complicato. Direttore, negli ultimi giorni la situazione è cambiata rapidamente, le chiedo
06:25da una parte cos'è successo concretamente da venerdì per arrivare sostanzialmente ad
06:31avere delle risorse, delle misure nuovamente previste. Poi le chiedo qual è stato il ruolo
06:36tanto del Presidente Streparava a livello locale, ma quanto anche di Confindustria a livello nazionale
06:42nel fare moral suasion, anche nei confronti del governo, per riportare a terra delle risorse.
06:50Allora, arrivo subito al tema, mi collego a quanto appena detto se me lo permettete perché
06:58tanto per dare un'idea agli ascoltatori, ai non addetti ai lavori, il piano 5.0 di fatto
07:05finanzia investimenti in beni strumentali di ultima generazione, quindi macchinari che possono
07:12essere integrati nelle linee di produzione, quindi interconnessi produttori di dati, lettori
07:19e via discorrendo per semplificare molto e al contempo finanzia anche interventi correlati
07:26che garantiscono l'efficientamento energetico attraverso non solo l'acquisto dei macchinari,
07:32ma anche generazione dell'energia che resta un tema strategico risolto di questo Paese
07:39per le nostre industrie attraverso per esempio il fotovoltaico. Io vi do un banalissimo esempio
07:44di un caso, 10 milioni di investimenti di cui un 30% destinato al fotovoltaico per alimentare
07:59e determinare l'efficienza energetica di questo investimento. Con il decreto legge che esce
08:04venerdì, pomeriggio, posso dire all'insaputa di tutti, perché questa è stata una fuga in avanti
08:15del MEF, del Ministero delle Economie e Finanze, spariva completamente la contribuzione su tutto
08:22quello che era il fotovoltaico, poi anche su questo potremmo aprire una parentesi perché
08:27il fotovoltaico finanziato stando alle regole vigenti è in, mi permettono il termine, in regime
08:33di monopolio, c'è solo un produttore in Italia che ha la cosiddetta made in Unione Europea, in EU,
08:40quando invece abbiamo moltissimi produttori che sono made in Italia, seppur con cella cinese,
08:45ma moltissima brevettazione italiana lì sopra, che meriterebbero di essere attenzionati anche loro.
08:50Comunque quella parte di contribuzione è stata completamente zerata. Sulla parte dei beni strumentali
08:55si è passati dal 100% di contributo al 35% di contributo. Cosa abbiamo fatto noi come Confindustria
09:03Brescia, stimolate ovviamente dal nostro Presidente? Siamo partiti subito a fare un monitoraggio,
09:09un sondaggio, cercando di capire effettivamente tra le nostre aziende, ma non solo, anche fuori
09:15dal perimetro associativo, perché qualcuno spontaneamente ci ha chiesto se poteva, avendo saputo la cosa,
09:21dare i propri dati, noi abbiamo preso atto che solo nelle nostre aziende c'erano una quarantina di aziende
09:27che subivano danni per 19 milioni di Euro. Su una totalità di un campione abbiamo raccolto
09:34oltre 100 aziende che supevano danni per 25 milioni di Euro. Forti di questi dati ovviamente abbiamo iniziato
09:42a fare pressione insieme a Confindustria Nazionale e a presentare la problematica al Governo, ai
09:49parlamentari di qualunque schieramento e fortunatamente nella riunione che c'è stata ieri mattina
09:57sono stati ripristinati i fondi per un totale di un miliardo e mezzo a finanziare il piano 5.0,
10:07quindi integrando di altri 200 milioni di Euro la linea di finanziamento e questo consentirà
10:14di riportare il beneficio per le aziende al 90%, fatto 100 quello che teoricamente inizialmente
10:20dovevano avere, sull'investimento in beni strumentali e al 100% sul voto voltaico. Quindi questa è stata
10:27credo una testimonianza di cosa significa anche dal punto di vista della rappresentanza associativa,
10:32in questo caso dal lavoro che ha fatto sul campo la nostra associazione che insieme a Confindustria
10:39ha rotto il fronte nei confronti della politica e ha portato un'evidenza inequivocabile alla
10:45politica che bisognava rimediare una situazione che era da un lato molto preoccupante per l'impatto
10:51economico sul sistema, dall'altro che è il cappello di tutto che spesso e volentieri ci
10:59dimentichiamo, veniva meno il rapporto fiduciario tra Stato e cittadino, con un'efficacia retrattiva
11:04di una norma perché ricordo a chi ci segue che c'erano qualcosa come 7.500 domande circa,
11:11credo che siano 7.474, adesso non sono l'unità in più in meno, che erano sospesi in un limbo,
11:20approvate da un certo punto di vista ma non si sapeva se potevano essere coperte o finanziate.
11:24Esodate. Esodate. Tecnicamente è stato usato quel bruttissimo termine che vorremmo non
11:33risentire né per le aziende ma neanche in altre case.
11:36Terminio, il quasi completo ripristino dei fondi rappresenta una soluzione definitiva
11:42o una tregua temporanea? E dall'altra parte questa vicenda cosa ci dice sul rapporto tra imprese
11:48e politiche industriali in Italia oggi? C'è un elemento che diceva Filippo poco fa,
11:56secondo me è indispensabile. La burocrazia pesa molto sulle nostre imprese, non lo dico
12:02io, non lo dice Confidust, ci sono degli studi internazionali che mettono l'ultimo posto
12:09da questa prospettiva l'Italia. Fare impresa nel nostro paese è molto più complicato anche
12:16per la burocrazia. Detto ciò, fatta questa premessa, questo è un palese esempio, è un
12:24chiaro esempio di perché sia così difficile fare imprese. Se mi metto nei panni di un
12:32imprenditore che si pianifica la sua attività, perché ormai le imprese non possono lavorare
12:43giorno per giorno, settimana per settimana, comunque in uno scenario talmente incerto che
12:48ti costringe ad essere più flessibile possibile, ma deve comunque avere una pianificazione,
12:55dico annuale, triennale, con cui tu pensi di portare avanti un percorso di sviluppo.
13:04E investimenti di questa caratura, penso ai 10 milioni di cui parlava prima Filippo,
13:09vengono deliberati da un consiglio di amministrazione o comunque dai vertici di una società valutando
13:15la spesa che tu, la sostenibilità di questo investimento. Nel momento in cui tu pensi, grazie
13:22a delle agevolazioni, di poter sostenere un investimento di questo tipo che ti consentirà
13:27di intraprendere un percorso di crescita, di stare sul mercato e poi ti accorgi a metà
13:35strada quando hai già deliberato l'investimento, hai già trovato un accordo, hai già firmato
13:41un contratto che quell'investimento non sarà più sostenibile economicamente, diventa difficile
13:50per le casse di un'impresa, dopo c'è chi può farlo comunque a prescindere, però io dico
13:58guardiamolo così sul tavolo, mettiamolo sul tavolo e non è facile. Questo è il primo
14:03aspetto. Stiamo vivendo una fase complicatissima, penso al tema energetico, a tutto quello che
14:08sta succedendo in Medio Oriente. È inevitabile, da un lato, l'azione del MEF che fa un passo
14:16indietro e dice che questi fondi forse è meglio se li teniamo qua e vediamo come gestirli.
14:24Si capisce perché Giorgetti non l'ha fatto a caso, anzi uno di solito che finora ha sempre
14:31mostrato una particolare attenzione nei confronti del mondo imprenditoriale. Stiamo vivendo una
14:38fase incerta, però probabilmente il green e il digitale sono quelle strade che a prescindere
14:45dovremo comunque cavalcare per poter guardare avanti. Quindi è necessario, a mio modo di vedere,
14:52che anche dal punto di vista pubblico ci sia una strategia, ci sia un supporto garantito e chiaro.
15:01è praticabile.
15:03Direttore, quello del costo dell'energia e del peso che ha sulla competitività è un
15:11tema che va al di là della situazione contingente, lo stiamo raccontando da un po' di tempo e
15:16quanto pesa però sulla competitività delle aziende brisciane in questo momento.
15:20pesa tantissimo. Il costo dell'energia non è più un fattore variabile ma è diventata
15:28una materia prima critica, proprio il costo dell'energia, non l'energia. E vi posso garantire
15:34che moltissimi operatori stranieri che potenzialmente potrebbero essere interessati a lavorare in Italia
15:44si tirano indietro perché vedono che questo fattore non è per nulla competitivo. Io l'altro
15:51ieri ho ricevuto un messaggio da un nostro associato che era in Germania, grido di dolore
15:59perché metteva a confronto il PUN in Italia e il costo dell'energia in Germania. Allora,
16:05questo è un tema, sappiamo che sono ora in cui si sta discutendo anche la proroga della
16:11riduzione delle accise sui carburanti, doverosa e legittima, però anche questo tassello certifica
16:19che il Paese deve una volta per tutto affrontare in maniera organica e strutturale il tema energetico
16:26che attraversa le fonti rinnovabili, quello che resta del carbon fossile, la pista del nucleare,
16:34ho avuto modo di dirlo anche in un'altra occasione da voi, finché questo tema non si
16:38affronta, non si può immaginare di mettere un kick off alla microproduzione, bisogna che
16:47il Paese su questo tema apra con coraggio definitivamente una riflessione, se no il danno
16:55è certificato, ovviamente gli energivori sono i primi a pagarne, diciamo a caro prezzo per
17:02non dire a prezzo definitivo la sopravvivenza nei mercati, ma qualsiasi altra azienda ce
17:08l'ha, sempre per ritornare sul 5.0, pensate all'ironia della sorte, se il decreto legge
17:14fiscale fosse rimasto come era stato previsto dal MEF, noi andavamo in una direzione completamente
17:21opposta a quello che è l'orientamento che l'Europa ci richiede sul fatto dell'efficienza
17:27energetica, azzeravamo qualsiasi contributo sul fotovoltaico che è una delle poche leve
17:33che questo Paese può provare a giocare in termini di fonti alternative a quelle più mature
17:41molto spesso discusse, quindi questo per dire che il tema è un cortocircuito, ci stiamo
17:49cortocircuitando, io prima ho fatto il caso dell'azienda dei 10 milioni di investimenti,
17:53io vi porto altri casi perché in casa nostra c'è chi voleva e sta per investire, ha investito
18:01500 mila Euro con un beneficio stimato di 220 mila Euro, se fosse passato il decreto legge
18:12fiscale ne avrebbe avuto circa 50-60 mila, uso dei numeri non puntuali. Allora ditemi voi,
18:20ricollegandomi a quello che diceva Vissuotti poco fa, come una piccola e media azienda può
18:25fare pianificazione finanziaria e strategia industriale in incertezza regolatoria, è inaccettabile,
18:32in un Paese moderno e credibile questo non deve più accadere.
18:38Se non c'è lo Stato Recupo delle risorse, quali sarebbero stati i danni più rilevanti
18:43per l'impresa del nostro territorio? Prima ho citato una cifra, c'erano 25 milioni
18:51che noi avevamo mappato di danni, per i nostri associati quei 25 diventavano 18-19, una cifra
18:59di questo genere, ma io credo che il danno sarebbe stato molto più elevato, che va al di
19:05là del danno economico in un'azienda. C'è un danno di modernizzazione dei processi
19:10industriali, ci sarebbe stata definitivamente una rettura del rapporto Stato-Cittadino, intendendo
19:18le imprese come un soggetto privato che a pieno titolo opera in questo Stato e quindi
19:23voi capite che avremmo aperto anche il fronte a una indiretta legittimazione che facciamo
19:30una legge e non dopo diciamo che non vale più per quelli che l'hanno già utilizzata
19:34in un contesto regolatorio che sembrava certo.
19:37Noi siamo in conclusione, Arminio, volevo chiederti che segnale arriva alle imprese
19:41quando strumenti così importanti cambiano più volte nel corso dell'attuazione?
19:46Un segnale sicuramente di stabilità, ossia che in questo momento in cui all'orizzonte
19:52è buio, perché vorrei solo ricordare una cosa senza allarmare nessuno, il 31 marzo la
20:00comunità europea ha mandato una lettera a tutti gli Stati che dice preparate una strategia
20:07per la riduzione del consumo dei carburanti, perché molto probabilmente dovrete attuarla.
20:17Capisci che se... allora l'alternativa è quale potrebbe essere? L'elettrico? Benissimo.
20:24Potrebbe essere il fotovoltaico? Benissimo. In qualche modo dobbiamo dare un segnale come
20:31credibilità al Paese che di fronte a queste incertezze noi in qualche modo, sicuramente
20:38qualche botta, qualche colpo lo prenderai, però in qualche modo prosegui una strada che
20:43è alternativa e in qualche modo prova ad ammortizzare quei duri colpi che prenderai perché
20:50il mercato, perché i mercati sono instabili. Grazie Alminio Bissolotti con le regioni di
20:54Brescia e grazie a Filippo Schittone, direttore generale di Confindustria Brescia prestato con
21:00noi, grazie e auguri anche a lei, ai vostri associati, a chi ci sta ascoltando da casa.
21:04Noi ci fermiamo qui, non l'informazione di Teletutto che come sempre torna tra pochi minuti
21:09al nostro telegiornale, questa sera ad aspettarvi ci sarà Clara Piantoni. Da parte mia
21:13l'augurio di un buon proseguimento di serata, sempre con Teletutto.
21:25Grazie a tutti.
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