- 3 mesi fa
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TVTrascrizione
00:00Buonasera, buon martedì e ben ritrovati con l'informazione di Teletutto, l'approfondimento
00:17del nostro OTG Preview che dopo il consueto appuntamento con lo sport del lunedì ritorna
00:25a seguire i fatti e non solo Bresciani e appunto non solo. Oggi parliamo di Lionello Levi-Sandri,
00:32una figura che pochi conoscono ma che ha lasciato una grande eredità civile anche per quanto
00:39riguarda la resistenza e lo facciamo a fronte anche di un convegno che c'è stato il 16
00:45di ottobre alla Camera dei Deputati dove erano presenti anche il professor Roberto Tagliani
00:51che è Presidente della Federazione Italiana Volontari della Libertà . Buonasera e benvenuto.
00:56Buonasera, buonasera a tutti.
00:57E organizzato anche dall'Onorevole Gian Antonio Girelli che è collegato con noi proprio da
01:02Roma. Buonasera Girelli.
01:07Partirei dal Presidente Tagliani. Le chiedo molto semplicemente chi era Lionello Levi-Sandri
01:14e perché la sua figura rappresenta ancora oggi un punto di riferimento tanto morale quanto
01:20anche civile. Lionello Levi-Sandri era un bresciano d'adozione perché in realtà nasce
01:26a Milano nel 1910 ma si trasferisce con la famiglia molto presto a Brescia. Il padre insegnava
01:32al liceo Arnaldo e la madre era maestra e quindi frequenta la città , studia in città , parte
01:40per il servizio militare e nel 1943 viene a incrociare il momento dell'8 settembre. Il momento
01:48dell'8 settembre lo riporta alla realtà della necessità di scegliere come tutta quella
01:56generazione, come tutta quella serie di persone che si sono trovate durante un momento cruciale
02:03della nostra storia nazionale e hanno dovuto scegliere da che parte stare. E Lionello Levi-Sandri
02:09decide di stare dalla parte della resistenza e entra nella esperienza delle Fiamme Verdi
02:17in Valle Camonica, incontra il generale Ragnoli, incontra il maestro Coccoli, incontra i primi
02:25resistenti della media valle e da lì comincia la sua esperienza mettendo a servizio ciò che
02:30aveva appreso nella sua esperienza di militare nell'organizzazione dei primi gruppi militari
02:37delle Fiamme Verdi. Quando poi nel 1944 il momento più difficile della lotta partigiana
02:44lo vede tra i capi, tra i comandanti dei vari gruppi che sono dislocati su tutta l'asta
02:51della Valle Camonica e in tutta la provincia di Brescia, viene incaricato di un ruolo importantissimo,
02:58viene paracadutato, anzi viene inviato dietro le linee nemiche, viene mandato nella Italia
03:05liberata per contrattare forniture militari e alimentari per i partigiani situati a presidio
03:14delle valli e dei passi alpini e quindi viene prima inviato e con un viaggio rocambolesco
03:21riesce ad arrivare a Roma, vede l'esperienza, parla con gli inglesi e con gli americani e
03:26poi viene istruito su come fare un lancio, non aveva mai fatto un lancio da paracadutista
03:31in vita sua, fa un piccolissimo addestramento e viene paracadutato in alta montagna, viene
03:36paracadutato sul mortirolo e finirà la guerra comandando i gruppi del mortirolo, nelle due
03:41battaglie campali del febbraio e dell'aprile maggio del 1945, due battaglie campali alla maniera
03:48della prima guerra mondiale con le trincee, con i presidi in alto contro i bombardamenti
03:53con gli obici da parte dei tedeschi e dei nazifascisti e fa la prima esperienza di comandante, di
04:03organizzatore e anche di uomo politico in quel contesto disperato con un centinaio, un paio
04:09di centinaia a seconda dei momenti perché ovviamente venivano spesso dislocati su vari fronti, si
04:17trovavano a dover prendere delle decisioni se continuare a combattere, se fermarsi, se provare
04:22a parlamentare, se mandare delle proposte diciamo di tregua e tutte queste decisioni
04:29non le prende come se fosse un generale, come se fosse un capitano, come era comunque il
04:33suo nome di battaglia, capitano Sandro. Sandro era il cognome della madre che poi lui aggiungerÃ
04:38al cognome del padre. Ebbene, tutte queste decisioni vengono prese in assemblea, i partigiani
04:45si riuniscono, votano per la prima volta, si tratta di persone per lo più tra i 20 e i 30
04:51anni che non avevano mai conosciuto l'esperienza delle votazioni, della democrazia, eppure le
04:56prime esperienze democratiche vengono proprio fatte nelle decisioni cruciali di questa scelta.
05:01E quindi questa esperienza democratica poi la porterà nel dopoguerra, nei molti incarichi
05:05che avrà prima come consigliere comunale qui in città , poi come capo di gabinetto di
05:10due ministeri chiave per la ricostruzione, il ministero del lavoro e il ministero dei trasporti,
05:14e quindi poi come presidente, prima vicepresidente, poi presidente della Commissione europea.
05:21Allora vado dall'onorevole Girelli che ha voluto organizzare questo convegno a Roma
05:28sulla figura di Levi Sandri. Girelli, Levi Sandri apparteneva a una generazione di servitori
05:35dello Stato guidati da un forte senso etico. Cosa resta oggi di quello spirito nella classe
05:42dirigente italiana? Ma come giustamente lei ricordava, Levi Sandri fa parte di quella
05:49generazione che ha vissuto l'esperienza del fascismo, ha vissuto l'esperienza, meglio la
05:55scelta della resistenza e quindi della ricostruzione del paese e che ha saputo proprio incarnare quello
06:03che era lo spirito della resistenza scritto negli articoli della Costituzione, nella giro
06:12politico e pubblico. Io credo che nel tempo l'apporto di queste generazioni sia stato
06:19fondamentale per costruire i pilastri della nostra democrazia. Certo, rapportato al tempo
06:25in cui viviamo, il vero rischio è che di questo si sia perso memoria, o meglio, si sia persa
06:31quella ricerca continua della concretizzazione dei valori costituzionali. Perché tra i grandi
06:37lasciati di Levi Sandri vi è anche questo discorso tenuto ai capi partigiani negli anni
06:4670 in cui parla in maniera esplicita del venir meno della spinta nel costruire l'Italia così
06:55come è prevista nella Costituzione e parla di Costituzione incompiuta. Una generazione che
07:01si rendeva anche conto dei propri limiti, si era affrontato al modo di vivere le istituzioni
07:07del tempo in cui viviamo, della superficialità , del modo comunicativo di slogan invece che di
07:15messaggi e di proposte, ma ancora di più il venir meno del senso etico del dovere, di
07:21dare risposte ai bisogni delle persone invece che semplicemente farne da megafono. Io credo
07:27che molto ci sia da riflettere, nasce anche da qui la volontà di così celebrare l'ottantesimo
07:33della liberazione ricordando alcune figure chiave. E Levi Sandri, come ricordava il Presidente
07:39italiani poco conosciuto, anche i bresciani nonostante il grande lavoro svolto a Brescia,
07:45può rappresentare, anzi deve rappresentare uno dei riferimenti, uno degli esempi, uno stimolo
07:51anche per l'oggi. Ha parlato Girelli di Costituzione, in compiuta parlava Levi Sandri
07:58anche di resistenza, in compiuta Presidente come interpreta questa espressione, oggi che
08:04la libertà in verità sembra scontata per quanto riguarda almeno gli stati occidentali
08:09democratici, ma spesso è dimenticata.
08:13Vede, quando Levi Sandri nel quarantesimo della liberazione, o meglio nell'anno di preparazione
08:19alla celebrazione del quarantesimo, tiene questo discorso a Bassano, lo tiene in un
08:24contesto che potremmo dire più connotato non si può. Ha una platea piena zeppa di persone
08:30più o meno della sua età , alcuni più giovani, alcuni più vecchi, che avevano tutti fatto
08:34il capo partigiano dentro esperienze molto diverse, chi nei gruppi di giustizia e libertà ,
08:40chi nelle brigate caribaldi, chi nelle brigate matteotti, chi nelle brigate nelle visioni
08:44autonome, nelle fiamme verdi, nelle brigate del popolo. Lui era allora il Presidente della
08:49Fondazione Corpo Volontario della Libertà che aveva preso il posto del CVL, nel Corpo
08:53Volontario della Libertà che era l'esercito della Resistenza, la parte organizzativa militare.
08:59Ebbene, da Presidente di questa fondazione, davanti a Pertini, Presidente della Repubblica
09:03e partigiano, dice una frase che oggi ci potrebbe sembrare stupefacente.
09:08Dobbiamo continuare ad essere democraticamente ribelli, che sembra un po' uno simoro.
09:14Essere ribelli significa ribellarsi, come si fa a ribellarsi e rimanere democratici.
09:19L'esperienza della Resistenza si gioca tutta qui, su questo aggettivo che diventa sostantivo,
09:25ribelle, che sia l'aggettivo del comportamento ma che diventa poi sostantivo di chi si comporta
09:32da ribelle, però democraticamente. La Resistenza è incompiuta nella misura in cui non riesce
09:39a continuare questa dimensione di ribellione, ribellione morale alle ingiustizie, di ribellione
09:44morale alle cose che non funzionano. Nella Costituzione non ci sono solo le tutele fondamentali,
09:52la descrizione delle istituzioni, degli organismi di equilibrio tra i poteri e il modo di condividere
10:01una struttura dello Stato, una struttura della Repubblica. Ci sono anche dei progetti,
10:06ci sono degli obiettivi, ci sono dei valori che non sono vigenti in quanto declinati.
10:12Dire che esiste la libertà , dire che esiste la giustizia, che tutti sono liberi, senza
10:17nessuna limitazione se non quella della legge, che tutti sono uguali davanti alla legge, che
10:21era una cosa che non esisteva nell'esperienza del fascismo. Che lo Stato ha il compito di
10:28rimuovere gli ostacoli che impediscono ai lavoratori e quindi a tutti i cittadini di raggiungere
10:34la pienezza della loro potenzialità . Sono progetti di vita, sono progetti di società ,
10:40sono progetti di comunità . Quando nell'84 dice questa cosa si interroga, quel progetto
10:47che è nato dall'esperienza della Resistenza lo abbiamo realizzato per intero? Evidentemente
10:52no. E allora la ribellione, lo stare dalla parte della ribellione significa spingere affinché
10:59quello che è incompiuto si completi, quello che non è ancora stato ottenuto si ottenga.
11:03e lo dice, ripeto, davanti a personalità di altissimo livello, a partire dal Presidente
11:10della Repubblica, ma una quantità di senatori, di deputati, di ex ministri che dall'esperienza
11:15della Resistenza avevano poi fatto anche carriera politica nella loro vita.
11:20Levi Sandri fa una carriera molto diversa, fa una carriera da uomo dietro le quinte, fa il
11:26capo di gabinetto, fa il magistrato amministrativo, fa il consigliere di Stato, arriverà addirittura
11:32a diventare Presidente del Consiglio di Stato. Cioè lavora in quella macchina che dovrebbe
11:37completare ciò che è incompiuto e quindi la sua esperienza dell'incompiuto la viveva
11:42anche nel suo quotidiano, nel fatto che non si poteva arrivare a compiere tutto. E quindi
11:47quando dice Resistenza incompiuta e Costituzione incompiuta lo dice a ragion veduta come stimolo
11:53a che tutti i cittadini si sentano parte di quel progetto. Se è incompiuta è certamente
11:58incompiuta perché qualcuno si è messo di traverso, ma è incompiuta anche perché
12:02si è perso il sentimento di portare a termine quel progetto e quindi il richiamo era prima
12:09di tutto a se stesso e ai suoi compagni di lotta, ma anche a tutti i cittadini e questo
12:13vale ancora anche per noi, 40 anni dopo quelle parole e 80 anni dopo quei giorni.
12:19Onorevole Girelli, Levi Sandri è stato anche uno dei padri dell'Europa sociale. Guardando
12:25all'Unione Europea di oggi con quelle che sono le crisi e anche le guerre ai confini,
12:31quanto siamo lontani dalla sua visione originaria secondo lei?
12:37Indubbiamente Levi Sandri rappresenta quello che è i primi passi della concretizzazione
12:43dell'idea d'Europa che nasceva da alcuni fattori economici o meglio da chiedersi probabilmente
12:50su cosa ci siamo fatti la guerra, mettiamoci assieme per evitare che questo possa ancora
12:55capitare con una prospettiva che guardava a una unificazione che andasse ben oltre.
13:02Nel corso degli anni questo processo ci ha portato ad unificare sempre di più i mercati
13:08puntando sull'economia e dimenticando che bisognava saperla rafforzare anche su alcuni
13:14altri pilastri, come la difesa che è propedeutica a quello che è un'azione politica estera condivisa
13:22e di livello europeo, capace di avere una torevolezza sugli scenari internazionali e capace di rafforzare
13:30anche il ruolo di pura mercato europeo condiviso, rafforzato poi dalla vicenda dell'Euro. Assieme
13:37alla volontà di aprire il più possibile i confini coinvolgendo paesi ex est per capirci
13:44o quant'altro. Ora ci troviamo a fare i conti con quella mancata attuazione di quanto previsto
13:52da quella generazione che per passi voleva procedere e con uno stop, uno stop che ci pone di fronte
13:59alla mancanza di sufficiente forza di aver fatto un'unione economica che deve fare i conti
14:07con scenari completamente diversi, con una guerra che è entrata in maniera prepotente anche
14:14sullo scenario europeo, con tensioni internazionali, con politiche dei dazi portati dagli Stati Uniti
14:23che in maniera incredibile hanno rinnegato quelle che sono le politiche commerciali del
14:30dopo guerra. Un'Europa che quindi anche in questo caso ci fa comprendere quanto si è
14:37stato incompiuto il disegno, anche in questo caso pensato da generazioni che avevano vissuto
14:43sulla loro pelle quello che erano state le grandi tragedie del secolo scorso, sui quali
14:50appunto si era molto riflettuto e si era manifestata la volontà che mai più potesse
14:55accadere. Certo un'Europa che ci ha regalato decenni di pace, ma che ora si trova a dover
15:01affrontare la sfida dell'oggi, pare forse la scelta definitiva, una provocazione anche
15:06in questo caso come per il nostro paese che da personalità come Levi Sandri ci viene molto
15:11molto forte. Un punto di domanda che agli Stati europei viene chiesto, quanto siete disponibili
15:19a rinunciare a una parte della vostra presunta sovranità per costruire una sovranità europea
15:26capace di essere uno dei protagonisti della storia del futuro.
15:30Ma secondo lei Geli, se Levi Sandri fosse oggi qui davanti alle tensioni internazionali,
15:36alle crisi della democrazia, ai conflitti, a un'Europa che sembra sempre più tecnocratica,
15:42qual potrebbe essere il suo messaggio rivolto al paese e anche ai cittadini?
15:49Credo che ci inviterebbe a riflettere su quello che è stato la storia d'Europa, sulle tragedie
15:57che ha vissuto e sullo spirito che ha caratterizzato l'immediato dopoguerra, ritrovare il senso, il significato
16:05di quelle volontà , di quelle scelte, di quelle decisioni. Insomma mi verrebbe da dire un invito
16:12all'origine di un processo di democratizia europea come motivo di spinta a fare di più,
16:20fare di meglio, meglio riprendere un percorso, ahimè, un interrotto.
16:25Certo, una generazione di un rigore incredibile che faceva dell'etica la molla dell'agire,
16:31dell'agire politico e che soprattutto riusciva sempre ad avere quel contatto diretto con il
16:38bisogno delle persone e quindi con la necessità di costruire dei progetti che non fossero
16:44artificiosi, legati agli interessi di pochi, ma molto legati agli interessi dei popoli europei.
16:52Penso che vivere questa dimensione, riscoprire il valore di questo impegno sia un po' la provocazione
17:00che personalità come Levi-Sandri anche oggi possono rappresentare.
17:07Ripeto, percorrere nella storia, farli perlomeno conoscere, favorire la lettura di quanto ci hanno
17:14lasciato come testamento e con morale sia uno strumento particolarmente utile, poi per
17:20chi fa politica, ma più in generale per chi agisce nel pubblico, come fece Levi-Sandri
17:26in vari settori, non può essere semplicemente un esercizio culturale di memoria, ma deve
17:31essere un impegno civile nell'agire quotidiano.
17:35Presidente, Levi-Sandri diceva che la libertà si mantiene solo se diventa scelta e impegno
17:40di ciascuno.
17:41Le chiedo come si traduce oggi questo principio nella società contemporanea.
17:45Guardi, mi viene da rispondere con una battuta da uomo di scuole e di università come sono
17:51e come era anche Levi-Sandri in fondo, perché Levi-Sandri prima di fare tutta la sua lunga
17:56carriera di uomo nelle istituzioni era un professore universitario, insegnava diritto
17:59del lavoro e quindi aveva attenzione ai giovani, stava con i giovani, incontrava, era un'universitÃ
18:04e una società molto diversa da quella di oggi.
18:07Però l'impegno della freschezza, l'impegno della responsabilità che uno sente di fronte
18:12alla generazione che ha di fronte, stando da questa parte della cattedra, stando nella
18:17parte della responsabilità , che significa dover giudicare ma anche dover far crescere,
18:22non è semplicemente un lavoro burocratico quello di insegnare, vale per la scuola, nei
18:28suoi livelli tutti precedenti fino all'università .
18:32E quindi l'impegno dell'oggi passa da tre punti secondo me, conoscere, prendere in mano
18:40i fatti della realtà e guardarli con un occhio lungo, con uno sguardo lungo, pensando alle
18:47generazioni, pensando a chi verrà dopo, anche da parte di chi magari ha vent'anni e vorrebbe
18:53tutto e subito.
18:55Questo scontro che è anche un incontro tra esigenze del reale, del quotidiano ed esigenze
19:00del domani, Levi Sandri ce l'aveva molto ben chiaro.
19:03Noi ce l'abbiamo forse meno ben chiaro perché siamo in un mondo frenetico che cambia i paradigmi
19:08con una velocità che non appartengono alla dimensione delle generazioni ma alla dimensione
19:15neanche dei decenni, quasi dei quinquenni.
19:18E quindi nervi saldi, conoscenza del passato, attenzione al futuro con uno sguardo lungo.
19:24Questo credo potrà consentirci di superare la crisi, altrimenti saremmo costretti sempre
19:29a dover commentare il quotidiano, l'odierno, mi viene da dire neanche il contemporaneo,
19:35l'odierno e non guarderemo mai al futuro perché siamo troppo impegnati a vedere gli
19:40aggiornamenti, a scrollare gli aggiornamenti sui social e a non tenere presente ciò che
19:46stiamo costruendo per il domani.
19:48Quindi interrogarsi su che cosa lasceremo alla generazione che viene dopo di noi credo
19:53sia un compito che non riguarda solo la politica, non riguarda solo chi ha compiti di guida
19:58della società ma riguarda davvero ogni professione, ogni lavoro e in particolare le professioni
20:02che hanno a che fare con l'educazione e con i giovani.
20:04Quindi grande fiducia nello sguardo dei giovani che oggi ci danno anche delle lezioni e grande
20:10fiducia nel futuro.
20:10Chiedo anche oltre a cosa lasceremo come lo lasceremo, nel senso partiamo dalla resistenza
20:19festeggiati gli 80 anni, festeggiati, ricordati gli 80 anni quest'anno, i testimoni diretti
20:26ormai stanno scomparendo e quindi questo passaggio di mano, l'impegno nel tramandare la resistenza,
20:33nel tenerla viva come può essere messo a terra con uno sguardo lungo al futuro.
20:39Ci sono anche qui due parole, una si chiama memoria e l'altra si chiama storia.
20:44La memoria è qualcosa di soggettivo, è qualcosa che appartiene a ciascuno, a ciascun soggetto,
20:48ognuno ha la sua di memoria.
20:50Ci sono anche memorie che non possono conciliarsi perché appartengono a percorsi differenti.
20:54La storia invece è fatta dalla conoscenza dei fatti, dalla ricostruzione onesta delle
21:00verità documentarie, dell'elemento che ha costruito un passato che in qualche misura non
21:07appartiene a nessuno, nessuno ne è titolare e nessuno può permettersi di mettersi in
21:12cattedra e dare lezioni.
21:14Allora se la generazione che ci ha preceduto, le generazioni che ci hanno preceduto, che erano
21:17testimoni diretti, potevano avere l'autorevolezza e l'autorità della memoria, che si faceva
21:23anche storia, a noi spetta il compito di avere grande rispetto di quella vicenda, grande
21:29vicenda, grande rispetto di quei fatti, ma soprattutto evitare di tirare per la giacchetta
21:34la storia.
21:36Cito una frase che diceva spesso Agape Nulli, che è stata presidente delle Fiamme Verdi
21:43qui a Brescia, che citava Benedetto Croce, non mettete le bracche alla storia.
21:47Benedetto Croce era uno storicista, era un filosofo che aveva nella storia il suo fondamento,
21:52mettere le bracche alla storia significa non tentare di riscriverla, neanche abusarne in
21:57maniera strumentale per il gioco dell'oggi. Il compito delle associazioni della memoria
22:01e delle associazioni partigiane come quella che io presiedo, o delle federazioni come quella
22:06che io presiedo, è proprio quella di avere il giusto mezzo tra la verità dei fatti e
22:10il dovere di ricordarli in maniera onesta questi fatti. Cerchiamo di farlo con impegno,
22:15con fatica, incontrando sempre più persone che hanno bisogno di sentirseli raccontare perché
22:20non li hanno incontrati nel loro percorso formativo o nel loro percorso emotivo. È una fatica
22:25che però è davvero di grande soddisfazione.
22:27Ho un'ultima domanda per Girelli che è un flash perché siamo in chiusura, abbiamo
22:30meno di un minuto. La Brescia ha una lunga tradizione di impegno civile e memoria democratica.
22:37Quanto pesa questo sull'eredità e sulla formazione delle nuove generazioni?
22:43Ma più che altro quanta responsabilità danno i bresciani alle nuove generazioni bresciane?
22:48Perché diceva bene il Presidente Tagliani, è un'eredità che non è di parte, è un'ereditÃ
22:54che è di tutte e di tutti. Ed è questo il valore dell'esperienza resistenziale, che
22:59non ha dato una parte politica il compito di portarne avanti i valori, ma ha dato alla
23:06società tutta italiana il compito di farlo. E anche il ricordo, come lo stesso Levi-Sandre
23:13ricordava, non può mai essere una commemorazione, ma deve essere una celebrazione. La differenza
23:18è fondamentale, perché commemorare è fare solo esercizio di memoria. Celebrare significa
23:23ricordare per agire. Io credo che per Brescia, per i bresciani, per tutti e tutte le persone
23:31che vivono nella nostra realtà , avere questi riferimenti implica, torno a dire, un preciso
23:37compito, impegno e dovere per il futuro.
23:39Grazie all'onorevole Gian Antonio Girelli, grazie al professor Roberto Tagliani, presidente
23:44della Federazione Italiana Volontari della Libertà , grazie per essere stati con noi, grazie
23:49a voi che a casa ci avete seguito. Si ferma qui il nostro TG Preview, non l'informazione
23:55di Teletutto, che come sempre torna tra pochi minuti lì ad aspettarvi. Ci sarà , cara Piantone.
24:00Buona serata.
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