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[HQ] Blu Notte 06.04 | La mattanza: dai silenzi sulla Mafia al silenzio della Mafia (Seconda parte)
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TVTrascrizione
00:00:00perché è lui il capo di Cosa Nostra.
00:00:02Alle prime sentenze del maxiprocesso
00:00:04aveva detto ai suoi di stare calmi
00:00:06perché si sarebbe aggiustato tutto come al solito.
00:00:09Un uomo d'onore mette in conto di finire in carcere prima o poi
00:00:12a patto di uscirne presto.
00:00:14Qualche anno di galera più o meno se lo sono fatti tutti
00:00:16per poi uscire grazie a un cavillo, una sentenza della Cassazione,
00:00:20le maxi e soluzioni per insufficienza di prove di una volta.
00:00:23Ma l'ergastolo no.
00:00:25Ad entrare in crisi è uno dei concetti fondamentali
00:00:28sui quali si basa il potere mafioso, l'impunità.
00:00:32Vedere il mafioso diffidato, ristretto al confino,
00:00:35privato della patente, che si muove lo stesso
00:00:37alla guida della sua macchina e va dove vuole, è una cosa.
00:00:40Vedere i latitanti, che stanno indisturbati nelle loro città,
00:00:43è una cosa.
00:00:44Ma vedere i boss dietro alle sbarre, e per sempre, è un'altra.
00:00:55E poi ci sono i pentiti,
00:00:57lavoraggine dei collaboratori di giustizia,
00:00:59che si sta aprendo e che fa vacillare un altro dei pilastri
00:01:02su cui si basa il potere della mafia, l'omertà.
00:01:05La controffensiva di Totò Riina è decisa,
00:01:07e come sempre, quando si tratta dei Corleonesi,
00:01:10feroce e spietata.
00:01:11Adesso il nostro romanzo diventa un romanzo dell'orrore.
00:01:29Vendette trasversali.
00:01:30Una vera e propria strage di parenti, amici e conoscenti
00:01:34dei boss che hanno deciso di collaborare.
00:01:39A Tommaso Buscetta la mafia uccide due figli,
00:01:42il genero e i due nipoti che lavorano nella sua pizzeria,
00:01:45il fratello con il figlio e il cognato.
00:01:50A Francesco Marino Mannoia uccidono la madre,
00:01:53la sorella e la cugina.
00:01:56A Totuccio Contorno uccidono una ventina di familiari,
00:01:59compresi i parenti della moglie.
00:02:00In una riunione ci ho sentito dire che si dovevano ammazzare
00:02:08fino al ventesimo grado di parentela tutti i parenti
00:02:12dei collaboratori di giustizia.
00:02:13Lui diceva dei pentiti, usava questo linguaggio,
00:02:17cominciando dai bambini di sei anni.
00:02:19C'è ancora un conto da regolare, ed è quello con la politica.
00:02:23La mafia, cosa nostra, non sarebbe diventata quello che è diventata
00:02:27senza uno stretto rapporto con la politica.
00:02:29Non sarebbe entrata nel giro degli appalti.
00:02:31Non sarebbe riuscita a far allontanare e rimuovere tutti i suoi nemici.
00:02:35Non sarebbe riuscita a godere di tutte quelle impunità
00:02:37che per anni hanno addormentato la lotta dello Stato
00:02:40contro la criminalità organizzata.
00:02:42Fino a far dire che la mafia non esiste, che non è un problema,
00:02:45che sono soltanto gangster che si ammazzano tra loro.
00:02:48E' chiaro che un controllo del territorio così occhiuto, così pesante, così condizionante
00:02:57non può che tradursi nel momento del voto
00:03:02in un orientamento sicuro da parte delle organizzazioni mafiose
00:03:09nei confronti di un partito anziché di un altro,
00:03:13di un candidato anziché di un altro.
00:03:15E di queste vicende abbiamo esempi di ogni genere.
00:03:20A parlare del rapporto fra mafia e politica non sono soltanto i pentiti.
00:03:24Ci sono anche le indagini e le sentenze,
00:03:26come quella che il 17 gennaio 1992 condanna Vito Ciancimino
00:03:31a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa,
00:03:34sentenza poi passata in giudicato e interamente scontata.
00:03:37Di qualunque natura sia, il rapporto tra Cosa Nostra e la politica,
00:03:41che fin dal dopoguerra, fin dai tempi del bandito Giuliano era sembrato immutabile,
00:03:45ora con la rivoluzione del maxiprocesso sembra in crisi.
00:03:49Ci vogliono nuovi referenti, nuovi contatti.
00:03:53Già da prima, dicono i collaboratori di giustizia,
00:03:56la mafia aveva provato a fare qualche cambiamento.
00:03:58Lo conferma anche uno degli ultimi pentiti, Antonino Giuffret.
00:04:04Totò Riina aveva capito che stava per cominciare un periodo brutto.
00:04:08Secondo le rivelazioni di Antonino Giuffret, ancora al vaglio della magistratura,
00:04:12avrebbe convocato una riunione della Commissione
00:04:15in cui avrebbe imposto di non votare più per la democrazia cristiana
00:04:19nelle elezioni politiche del 1987, ma per altri partiti,
00:04:23il Partito Radicale e soprattutto il Partito Socialista,
00:04:26per dare un segnale, un monito,
00:04:28a chi avrebbe dovuto rimettere a posto le cose in vista del maxiprocesso.
00:04:31Nei quartieri popolari di Palermo, a Brancaccio, a Ciaculli, al Politeama,
00:04:36il PSI passa dal 7 al 20%.
00:04:38Capolista Claudio Martelli.
00:04:41Comprimmo questa analisi del voto,
00:04:43dal quale risultò che certamente il voto in Sicilia ai socialisti era cresciuto,
00:04:49ma più o meno nella proporzione 3-4% di quella cresciuta in tutta Italia.
00:04:54Non dimentichiamo che l'87 è il record elettorale assoluto nella storia del PSI.
00:04:59Questo perché? Perché il Partito Socialista e io in prima persona
00:05:04eravamo stati protagonisti, pochi mesi prima,
00:05:07dell'iniziativa referendaria sulla cosiddetta giustizia giusta,
00:05:11o meglio, sull'affermazione della responsabilità civile del magistrato che sbaglia.
00:05:17erano state quindi polemiche, anche pubbliche, democratiche, limpide, trasparenti,
00:05:23tra noi socialisti, noi radicali e una parte della magistratura contraria a questa misura.
00:05:31E indubbiamente la fama, la cultura socialista come quella radicale erano quelle di garantisti.
00:05:37Quindi posso anche comprendere quello che adesso dicono alcuni pentiti,
00:05:42e cioè che da parte della mafia si sia o ingenuamente o volutamente equivocato
00:05:51tra difesa dei diritti e tolleranza verso i delitti.
00:05:57Che si sia pensato, questi sono buoni perché polemizzano quei magistrati, sono garantisti,
00:06:03questa democrazia cristiana ci garantisce meno nel passato,
00:06:07tant'è che siamo sotto le grinfie di Falcone che ci porta a un maxiprocesso tutti alla sbarra,
00:06:14e che abbiamo pensato di dare un segnale alla democrazia cristiana.
00:06:18Io questo non lo posso affatto escludere, ha una sua ragionevolezza comunque questa interpretazione.
00:06:23Che poi, infine, per dirla tutta, nel contesto palermitano-siciliano,
00:06:29ci fossero aree in diversi partiti, compreso il mio,
00:06:34che potevano avere degli strusci o delle zone di confine non ben marcato
00:06:40con clan, cosche o presenze criminali, questo io non lo posso escludere in tutta sincerità,
00:06:47questo è pur possibile, ma questo non mi riguarda.
00:06:50Di qualunque cosa si tratti, il rapporto tra Cosa Nostra e la politica non funziona più.
00:06:56Forse, come ha detto qualcuno, perché è caduto il muro di Berlino
00:06:59e per mantenere l'Italia sotto controllo, Cosa Nostra non serve più.
00:07:04O forse, come ha detto qualcun altro, la rivoluzione di mani pulite che si compirà nel 92
00:07:09ha talmente indebolito la politica che questa non riesce a coprire più i mafiosi.
00:07:14O forse, più semplicemente, in questa lotta tra Stato e mafia,
00:07:17alcuni uomini dello Stato sono finalmente riusciti a reagire davvero.
00:07:21E allora, ecco il periodo brutto, ecco la sentenza della Cassazione sul maxiprocesso,
00:07:26ecco la rivoluzione.
00:07:28Totò Riina è nei guai.
00:07:30State buoni che tutto sia giusto, invece non sia giusto a niente, anzi, va anche peggio.
00:07:34Allora bisogna dare un segnale.
00:07:35Di qualunque natura sia stato il rapporto tra mafia e politica,
00:07:39bisogna dare un segnale più netto alla Corleonese.
00:07:43Salvo Lima non lo sa, ma è già morto.
00:07:45Secondo i collaboratori di giustizia, Totò Riina avrebbe deciso il suo omicidio
00:07:49già dal 1987, perché avrebbe sentito la sua candidatura alle europee
00:07:54come una fuga dal campo di battaglia.
00:07:56Stavano soltanto aspettando il momento più opportuno.
00:07:59Il 12 marzo del 1992, Salvo Lima sta uscendo dalla sua villa di Mondello,
00:08:04in uno dei quartieri residenziali più belli di Palermo,
00:08:07diretto all'Hotel Palace,
00:08:08per organizzare la cena elettorale di Giulio Andreotti,
00:08:11in occasione delle elezioni politiche di quell'anno.
00:08:19È in macchina assieme ad altre due persone
00:08:22quando la sua auto viene affiancata da due uomini in moto
00:08:25che sparano alcuni colpi contro la carrozzeria.
00:08:32Sanno tutti quello che sta per succedere.
00:08:35Gli occupanti dell'auto scappano,
00:08:37mentre Salvo Lima cerca di nascondersi dietro un cassonetto.
00:08:44Uno degli uomini sulla moto lo insegue e lo uccide a colpi di pistola.
00:08:52Così muore Salvo Lima.
00:08:54Sei mesi dopo, il 17 settembre, è la volta di Ignazio Salvo.
00:09:04Nascosto nella sua villa, a Casteldaccia, alle porte di Palermo,
00:09:08c'è lui, Leoluca Bagarella, con altri uomini della famiglia.
00:09:23Ignazio Salvo fa appena in tempo a scendere dalla macchina
00:09:26che viene abbattuto sul vialetto di casa.
00:09:37La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano
00:09:41e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine.
00:09:47Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio
00:09:52e molto grave e che si può vincere non pretendendo l'eroismo dai nervi cittadini
00:10:00ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.
00:10:06Con Giovanni a Roma, Francesca si sente sicuramente più tranquilla.
00:10:10Giovanni Falcone ha lasciato Palermo per assumere l'incarico di direttore
00:10:14dell'ufficio affari penali a Roma, chiamato dal ministro della giustizia Claudio Martelli.
00:10:19Sembra che lontano dalla Sicilia sia fuori gioco, invece no.
00:10:23È proprio là, lontano dai veleni che si consumano nel tribunale di Palermo
00:10:26e vicino al nuovo fronte della lotta alla mafia, che sono le carceri, che è più utile.
00:10:35Anche là, anche lontano da Palermo, anche a Roma, Giovanni Falcone non molla.
00:10:39Ma chi glielo fa fare?
00:10:42No, soltanto lo spirito di servizio.
00:10:46Ha mai avuto dei momenti di scoramento, magari dei dubbi, delle tentazioni di abbandonare questa lotta?
00:10:53No, mai.
00:10:54Anche Francesca si è fatta trasferire a Roma e stanno cercando casa assieme.
00:10:59Poi, una volta, Giovanni vuole ritornare in Sicilia per qualche giorno.
00:11:02Vuole andare a Favignana a vedere la mattanza e Francesca va con lui.
00:11:06È il 23 maggio del 1992.
00:11:09Sono le 17.56 di un sabato.
00:11:12Sull'autostrada, che dall'aeroporto di Punta Raisi va a Palermo, all'altezza di Capaci, ci sono tre auto.
00:11:24In quella di mezzo c'è Giovanni Falcone, con sua moglie e l'autista, Giuseppe Costanza.
00:11:30L'autista siede dietro, perché Falcone ha voglia di guidare.
00:11:37L'autista chiede a Falcone quando dovrà tornare a riprenderlo.
00:11:40Lunedì mattina, dice Falcone.
00:11:42Allora, l'autista gli chiede se cortesemente, quando arrivano a casa, gli ridà le chiavi, così potrà andare a prenderlo
00:11:48con la macchina.
00:11:53Falcone deve essere sopra pensiero, perché istintivamente sfila le chiavi dal cruscotto per darle all'autista.
00:12:00Cosa fa, dice Giuseppe Costanza, così ci ammazziamo.
00:12:04Falcone si riprende e rimette a posto le chiavi nel cruscotto.
00:12:08Scusi, scusi, dice Giovanni Falcone.
00:12:10E queste sono le ultime parole che Costanza si ricorda prima di risvegliarsi all'ospedale.
00:12:15La manovra della chiave, infatti, ha rallentato l'andatura della macchina, che proseguiva a regolare tra le altre due,
00:12:21e l'ha portata all'appuntamento con l'esplosione con qualche secondo di ritardo.
00:12:28Ma non è abbastanza.
00:12:39La manovra di risvegtare.
00:12:48Sì, è vero, è vero, è vero
00:13:15Le auto di Giovanni Falcone e della sua scorta vengono investite in pieno da una carica di 500 kg di
00:13:21esplosivo
00:13:21piazzata sotto l'autostrada e azionata con un telecomando da Giovanni Brusca, il braccio destro di Totò Riina
00:13:27Muoiono Giovanni Falcone e gli agenti Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani
00:13:34Francesca è ancora viva, viene portata di corsa all'ospedale e i medici cercano disperatamente di salvarla
00:13:40ma non ce la fa, così muoiono Francesca Morvillo e Giovanni Falcone, una strage, una strage che lascia sgomenta tutta
00:13:47l'Italia
00:13:48Io vi perdono però mi dovete mettere in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare, loro non cambiano, di cambiare,
00:13:59di cambiare
00:14:05È morto un uomo dello Stato, ma ce n'è un altro, un'altra guardia, pronta a prendere il suo
00:14:10posto
00:14:10Dal punto di vista investigativo, tutte le attenzioni e tutte le speranze si appuntano su un altro magistrato siciliano
00:14:17Si chiama Paolo Borsellino
00:14:42Oltre che un collega, Paolo Borsellino è un amico di Giovanni Falcone
00:14:50Sono cresciuti nello stesso quartiere, quello della Calza
00:14:54Ed è stato con lui nel pool antimafia ai tempi del maxiprocesso
00:15:02Poi si è spostato a Marsala dove ha continuato con successo la lotta alla mafia
00:15:06Nel gennaio del 92 è tornato a Palermo ed è diventato procuratore aggiunto
00:15:10Dopo la morte di Giovanni Falcone è stato proposto per il ruolo di capo della Procura Nazionale Antimafia
00:15:17Paolo Borsellino lo sa che è già morto
00:15:20Lo dice a tutti, ho fretta, devo fare in fretta
00:15:24Lo dice al sostituto procuratore Antonio Ingroia
00:15:27Lo dice al collega Leonardo Guarnotta
00:15:29Lo dice alla moglie Agnese, devo fare una corsa contro il tempo
00:15:33Devo lavorare, devo lavorare tantissimo e se mi fanno arrivare
00:15:39In fretta, ma perché così in fretta?
00:15:42Paolo Borsellino sta indagando sulla morte di Giovanni Falcone
00:15:45Ha ripreso in mano il rapporto mafia e appalti dei carabinieri del ROS del colonnello Mario Mori
00:15:51Deve lavorare tantissimo e non sa se farà in tempo
00:15:54Quando parla di se stesso, è la sorella Rita a raccontarlo
00:15:57Non dice se mi ammazzeranno, dice quando mi ammazzeranno
00:16:02Paolo Borsellino lo sa che è già morto
00:16:04Ma lui è uno di quelli che non si tira indietro
00:16:07È un uomo della legge, un magistrato, un uomo dello Stato
00:16:10Uno che non ci riesce a non fare il suo dovere
00:16:13Allora dissi Paolo, arrivederci a presto
00:16:20Non è facile descrivere né dimenticare lo sguardo che mi dette Paolo
00:16:25Che già sapeva che era nel mirino
00:16:30Ma sei sicuro, disse Antonio, che ci rivedremo?
00:16:34La domanda mi turbò, mi turbò molto
00:16:36Cercai di mascherare il mio turbamento
00:16:37La volsi un po' in tonno scherzoso
00:16:39Ma che stai dicendo Paolo?
00:16:44Certo che ci rivedremo
00:16:47E allora mi abbracciò
00:16:48Ma mi abbracciò con
00:16:51Con una forza che mi fece male
00:16:54Mi strinse, non se ne rendeva conto
00:16:57Ma mi abbracciò come
00:16:59Come non volersi distaccare
00:17:01Come volere tenere avvinto qualcosa di caro
00:17:05E portarselo via
00:17:08Ecco quello è stato
00:17:09Lì ho sentito che era l'addio di Paolo
00:17:12Se questa storia fosse un romanzo
00:17:14O un film
00:17:15Questa scena si aprirebbe con un rumore
00:17:17Il rumore di un antifurto
00:17:18Un antifurto da macchina
00:17:19Un suono acuto
00:17:21Che si alza su tutti gli altri rumori che ci sono
00:17:23Le grida della gente
00:17:25I passi di corsa
00:17:26Il crepitare delle fiamme
00:17:39Che cosa è successo?
00:17:41È successo che il 19 luglio 1992
00:17:43Poco prima delle 5 del pomeriggio
00:17:45Le auto blindate di Paolo Borsellino
00:17:47E della sua scorta
00:17:48Si infilano in via D'Amelio
00:17:49Dove vive la madre del magistrato
00:17:51È domenica
00:17:52E Paolo Borsellino
00:17:53Ha deciso di andarla a trovare
00:17:55Il primo giorno di vacanza
00:17:56Che si è preso dopo settimane di lavoro
00:18:09Dall'auto scendono due agenti
00:18:11Claudio Traina e Vincenzo Limuli
00:18:14Per controllare che sia tutto a posto
00:18:15Bonifica si chiama in gergo tecnico
00:18:19Poi scendono altri due agenti
00:18:21Agostino Catalano ed Emanuele Aloi
00:18:23Assieme a Paolo Borsellino
00:18:31Un altro agente
00:18:32Walter Cusina
00:18:33È rimasto indietro
00:18:34Mentre un altro
00:18:35Antonio Vullo
00:18:36È nell'auto blindata
00:18:37Che è riportato in fondo alla strada
00:18:42Da lì
00:18:42Dall'auto
00:18:43Vullo osserve il magistrato
00:18:44Che si avvicina alla casa della madre
00:18:46Assieme agli agenti
00:18:48Pensa che quella
00:18:49Non è una bella situazione
00:18:51Via D'Amelio
00:18:52È un budello
00:18:52Bisogna entrare in fila indiana
00:18:54E poi fare marcia indietro per uscire
00:18:56E ci sono tantissime auto parcheggiate
00:19:24Ora è 16.58
00:19:26Antonio Vullo sta guardando il procuratore Borsellino
00:19:29Che suona il campanello della madre
00:19:34Poi non vede nient'altro
00:19:36Perché viene sbalzato all'indietro
00:19:37Dentro l'auto blindata
00:19:39Da una nube d'aria caldissima
00:19:42Per la una nube d'aria caldissima
00:19:43E' la nube d'aria caldissima
00:20:10Che suona la tua
00:20:22Che cosa è successo? È successo di nuovo.
00:20:25È successo che una 126 col bagagliaio imbottito da 90 kg di esplosivo è saltata per aria,
00:20:31uccidendo Paolo Borsellino e gli agenti Loi, Limuli, Catalano, Cusina e Traina.
00:20:35Quando i magistrati chiederanno all'agente Vullo se è notato qualcosa al momento dell'esplosione,
00:20:41lui dirà solamente alcuni brandelli dei colleghi.
00:20:44È un colpo, un colpo durissimo per la magistratura, per le forze dell'ordine, per la Sicilia, per tutta l
00:20:50'Italia,
00:20:51che sembra stordita, quasi disperata.
00:20:53Non c'è assolutamente speranza per questa città.
00:20:57È finito tutto.
00:21:00Perché è finito tutto, dottore Caponnetto?
00:21:04Perché è finito tutto?
00:21:09Perché non ne faccio dire altro.
00:21:12Non ne faccio dire altro.
00:21:14Un momento però.
00:21:15C'è qualcosa che non torna in questo romanzo.
00:21:18Sappiamo chi è Totò Reina.
00:21:20Sappiamo chi sono Leoluca Bagarella e Bernardo Provenzano.
00:21:23Criminali sanguinari, stragisti senza scrupoli.
00:21:25Però, perché è un altro colpo?
00:21:27È un altro colpo così grosso a solo 58 giorni dalla strage di Capaci?
00:21:32Non possono pensare che a questo punto lo Stato e la gente non reagiranno.
00:21:37Perché una strage come questa è proprio adesso?
00:21:39Perché dover uccidere così in fretta Paolo Borsellino?
00:21:42La mafia è abituata a dosare i suoi tempi, a tirare la corda,
00:21:46tanto attenta che non si spezzi, come succede adesso.
00:21:48Perché a questo punto lo Stato, forse per la prima volta, reagisce con rapidità e decisione.
00:22:01Reagisce la gente che manifesta contro la mafia, anche in Sicilia, anche a Palermo,
00:22:06anche con quella che è stata chiamata la Rivolta dei Lenzuoli.
00:22:13C'è quel prete, Don Pino Puglisi.
00:22:15Dal 1990, Don Pino è tornato al suo quartiere, a Brancaccio.
00:22:24Lì ci sono palazzoni senza fogne, che scaricano direttamente in strada,
00:22:28in mezzo al fango e ai topi.
00:22:31Ci sono bambini che hanno malattie da terzo mondo
00:22:33e spacciano eroina per conto della mafia locale.
00:22:36E lì c'è padre Puglisi, che si dà da fare per raccogliere fondi,
00:22:40e invece di spenderli nella processione a San Gaetano,
00:22:43l'investe in un centro di aggregazione, il Centro Padre Nostro.
00:22:46E ci riesce, anche se è difficile, perché il centro viene inaugurato il 29 gennaio
00:22:51e già il 29 giugno la mafia gli ha dato fuoco,
00:22:54incendiando contemporaneamente anche le abitazioni dei membri del comitato che gestisce il centro.
00:22:59Padre Puglisi però va avanti e i risultati li ottiene.
00:23:03La sua è una lotta soprattutto contro la mentalità mafiosa.
00:23:06Un giorno riesce addirittura a convincere un ragazzino di 13 anni
00:23:10a restituire i soldi di un'autoradio rubata.
00:23:13No, quel prete in quel quartiere è pericoloso.
00:23:16L'apertura di questo centro per noi è anche segno di una esplicita fiducia
00:23:23nella solidarietà degli uomini,
00:23:25che esprime, potremmo dire, la provvidenza di Dio.
00:23:28Reagisce la gente, ma reagisce anche lo Stato.
00:23:34Arrivano i soldati, gli alpini mandati a presidiare gli obiettivi sensibili
00:23:38in modo da liberare i carabinieri e i poliziotti da compiti di sorveglianza.
00:23:44Dopo la morte di Giovanni Falcone erano già state studiate alcune misure repressive,
00:23:49ma erano ancora ferme, imprigionate nei ritardi burocratici.
00:23:52Si era già pensato di trasferire i mafiosi in carceri più sicure,
00:23:56di inasprire il regime carcerario, di agire con più decisione.
00:23:59Dopo la morte di Paolo Borsellino, il decreto Falcone, così l'hanno chiamato,
00:24:04viene attuato immediatamente.
00:24:06Nella notte in cui convocai, recatomi subito a Palermo,
00:24:11il vertice delle forze di polizia per capire e reagire a ciò che era accaduto,
00:24:19fu un vertice molto tempestoso, il più tempestoso che io abbia governato
00:24:26e al quale comunque io abbia partecipato.
00:24:27fu tempestoso perché non potevo lasciar passare sotto silenzio
00:24:35il fatto che nonostante gli allarmi ripetutamente lanciati da Roma
00:24:42e da me in prima persona, a prefetto e forze di polizia,
00:24:47perché Borsellino, dopo quello che era accaduto a Falcone,
00:24:51venisse tutelato, soprattutto dopo che era stato anche esposto
00:24:56come nuovo candidato a dirigere la superprocura,
00:25:02vi fosse stata una tale colpevole incuria nella sua protezione
00:25:07da lasciare praticamente incustodito un luogo di sua frequentazione abituale,
00:25:12quale era la casa di sua madre a Palermo.
00:25:15Chiesi la rimozione successivamente dei vertici delle forze dell'ordine
00:25:21che garantirono l'ordine pubblico a Palermo per questa ragione e la ottenni.
00:25:27Quella sera stessa, tornando in aereo da Palermo a Roma,
00:25:33con i miei collaboratori, diedi esecuzione,
00:25:36ancorché i lavori non fossero ancora del tutto terminati a Pianosi e all'Asinara,
00:25:41firmando il trasferimento di quasi 400 tra i principali boss
00:25:47di mafia e di criminalità organizzata da diverse cacce italiane,
00:25:52ma principalmente da Lucciardone,
00:25:55verso le due isole di Pianosa e dell'Asinara.
00:25:58Ma soprattutto viene rapidamente convertito in legge
00:26:01un decreto firmato subito dopo la morte di Giovanni Falcone
00:26:04e basato su alcune delle sue idee,
00:26:06che in caso di eccezionale gravità come la lotta alla mafia
00:26:09sospende il normale trattamento cacerario dei detenuti
00:26:12e prevede il regime cacerario duro per i mafiosi.
00:26:16E' il 41 bis.
00:26:18Hanno dei colloqui con i familiari, con gli stretti congiunti.
00:26:22Il colloquio chiaramente è una delle attività
00:26:27che è soggetta a un regime particolare,
00:26:29nel senso che è limitato a un colloquio al mese
00:26:32e che il colloquio viene fruito con una separazione
00:26:37fra il detenuto e i suoi familiari,
00:26:41un vetro antiproiettile,
00:26:42un vetro antiproiettile che non consente il contatto fisico
00:26:45e, questo pure è necessario precisare,
00:26:48la sorveglianza per quanto riguarda questi colloqui
00:26:51da parte del personale è soltanto visiva.
00:26:54Il vetro divisorio è necessario perché è servito
00:26:58ad impedire in modo certo, assoluto,
00:27:00che i familiari potessero comunque passare qualcosa al detenuto,
00:27:05anche piccoli foglietti, messaggi,
00:27:09cose che in passato è avvenuta.
00:27:11Per quanto riguarda gli altri aspetti della vita detentiva del 41,
00:27:14bisogna dire che comunque all'interno delle celle hanno il televisore,
00:27:18possono guardare liberamente le trasmissioni televisive,
00:27:23possono dallo scorso anno anche cucinarsi,
00:27:26nel senso che hanno dei fornelli autoalimentati
00:27:28con i quali dovrebbero poter riscaldare delle vivande di facile cottura.
00:27:36Un mafioso ha già messo in conto di finire in carcere prima o poi.
00:27:40Come ha detto Tottore Ina, un uomo d'onore,
00:27:425-6 anni di branda, se li può anche fare,
00:27:45soprattutto se le carceri sono quelle di una volta,
00:27:48come poggio reale a Napoli,
00:27:50dove dopo una rivolta vengono trovati 50 pistole
00:27:53e 28 candelotti di dinamite.
00:28:01O come il Grand Hotel de Lucerdone,
00:28:04come veniva chiamato il carcere di Palermo.
00:28:06Pasti che arrivavano dai migliori ristoranti della città,
00:28:09feste, come il compleanno di un boss
00:28:11nella palestra del carcere,
00:28:13con aragoste e champagne.
00:28:18O il matrimonio della figlia di Buscetta,
00:28:20con Don Masino, detenuto in smoking.
00:28:23Celle che restano aperte anche la notte,
00:28:26trasformando il braccio della mafia in una specie di caseggiato.
00:28:29Libertà di movimenti e libertà di incontri,
00:28:31come Buscetta, che da detenuto in carcere
00:28:34incontra Saro Ricobono, latitante.
00:28:36Ma non è soltanto la bella vita che manca i boss con il 41 bis.
00:28:40Con il 41 bis si interrompe la catena di comando.
00:28:42Come dice Antonino Gioè, l'armiere della strage di Capaci,
00:28:46il boss in carcere è come un tralcio senza vite.
00:28:49Io sto isolato da tutti.
00:28:51A me mi fanno fare una vita da cane.
00:28:53Ma anche i cani sono trattati come sono trattati io.
00:29:09Ma il problema, per cosa nostra,
00:29:10non è soltanto che col 41 bis si vive male
00:29:13e si resta talmente isolati
00:29:15da decadere praticamente dalla carica di capo.
00:29:18Il problema è che il 41 bis diventa una fabbrica di pentiti.
00:29:22Già ce n'erano stati,
00:29:23soprattutto nelle famiglie perdenti, lo abbiamo visto.
00:29:26Ma adesso cominciano a pentirsi anche i corleonesi.
00:29:29In carcere, col 41 bis,
00:29:31crollano e cominciano a parlare.
00:29:33E questo, per cosa nostra,
00:29:35è un virus mortale,
00:29:36da guardare con paura,
00:29:37da rinnegare quasi con orrore.
00:29:39Non me l'aspettavo,
00:29:40è mio figlio,
00:29:41è da e basta.
00:29:42Ora si ha sfrugliato la legge.
00:29:45A lei lo conosceva,
00:29:46Santo Di Matteo?
00:29:47Come lo conosce.
00:29:48Certo, come lo conosce.
00:29:49È paesano,
00:29:50perché lo conosce.
00:29:51Lo conosco.
00:29:51E quando ha saputo che si è pentito,
00:29:53che cosa ha pensato?
00:29:53Poi io,
00:29:54che ha pensato?
00:29:55Che è un bigliacco.
00:29:56Io per mia figlia,
00:29:57un cornuto,
00:29:59un desagorato.
00:30:00Ma perché dice questo?
00:30:00Capito il cornuto è un pazzo,
00:30:02dice cosa consapevole.
00:30:02Il virus del pentimento
00:30:04arriva anche nella famiglia
00:30:05di Leoluca Bagarella
00:30:06e qui davvero la nostra storia
00:30:08assume i connotati
00:30:10di una vera e propria tragedia greca.
00:30:12Pino Marchese,
00:30:13uno dei pentiti più illustri,
00:30:14ha una sorella
00:30:15che si chiama Vincenzina.
00:30:19Vincenzina Bagarella,
00:30:20la moglie di Leoluca.
00:30:22Un giorno,
00:30:23Leoluca ritorna a casa,
00:30:24nel covo in cui si nasconde
00:30:25assieme alla moglie,
00:30:26perché è sempre latitante,
00:30:27e la trova impiccata ad una trave,
00:30:29nella stanza in cui stava stirando.
00:30:34Un suicidio sicuramente,
00:30:36ma perché?
00:30:37Ci sono due ipotesi
00:30:38e tutte e due
00:30:39sono ipotesi da tragedia greca.
00:30:41Forse Vincenzina Marchese
00:30:43si è uccisa
00:30:43perché aveva abortito da poco
00:30:44e considerava questo
00:30:45frutto di una maledizione,
00:30:47perché era stato proprio
00:30:48suo marito Leoluca
00:30:49ad ordinare
00:30:50che il figlio di un pentito,
00:30:52Giuseppe Di Matteo,
00:30:53fosse torturato,
00:30:54ucciso e sciolto nell'acido.
00:30:55Giuseppe Di Matteo,
00:30:57un bambino di appena 12 anni.
00:31:02Oppure Vincenzina
00:31:03si è uccisa
00:31:04per la vergogna
00:31:05del fratello pentito
00:31:06e per evitare
00:31:07a suo marito Leoluca,
00:31:08uno dei capi di Cosa Nostra,
00:31:10che quindi non poteva avere
00:31:11nessun legame di parentela
00:31:12con un pentito,
00:31:14guai peggiori.
00:31:15Un sacrificio, insomma.
00:31:16Un vero e proprio sacrificio umano
00:31:18a Cosa Nostra.
00:31:29Torniamo a noi,
00:31:29alla nostra storia,
00:31:30a quello che avviene
00:31:31a Cosa Nostra,
00:31:32perché è a questo punto
00:31:33che succede qualcosa di strano.
00:31:35Questo è un romanzo pieno
00:31:36di avvenimenti eccezionali,
00:31:38di personaggi incredibili,
00:31:39ma soprattutto di misteri.
00:31:41È a questo punto
00:31:41che ce n'è uno.
00:31:44C'è un colonnello
00:31:45dei Carabinieri
00:31:45che si chiama Mario Mori
00:31:47e che è vicecomandante
00:31:48del ROS,
00:31:48il reparto operativo
00:31:49speciale dei Carabinieri.
00:31:51Il colonnello Mori
00:31:52è un ufficiale
00:31:53di grande esperienza
00:31:54che ha diretto operazioni
00:31:55contro la mafia
00:31:56e il terrorismo
00:31:57e che attualmente,
00:31:58col grado di generale,
00:31:59è comandante del SISDE,
00:32:00il Servizio Segreto Civile.
00:32:05Tra gli inizi di giugno
00:32:06e l'ottobre del 1992,
00:32:08il colonnello Mori
00:32:09e i suoi uomini
00:32:10incontrano Vito Ciancimino.
00:32:12Gli dicono che questa guerra
00:32:14tra Stato e mafia
00:32:14non può portare a nulla
00:32:15e che vorrebbero parlare
00:32:17con qualcuno di Cosa Nostra.
00:32:20Ciancimino si consulta
00:32:21con i boss mafiosi
00:32:22e riporta il parere
00:32:23della mafia.
00:32:24Si può fare.
00:32:25Totorina
00:32:26ha elencato
00:32:27una serie di richieste.
00:32:28Il papello,
00:32:28lo ha chiamato Giovanni Brusca.
00:32:30Via il 41 bis.
00:32:32Via la legge
00:32:33Rognoni
00:32:33la torre sul sequestro
00:32:34dei beni dei mafiosi.
00:32:36Via la legge
00:32:36sui pentiti.
00:32:37Revisione delle sentenze
00:32:39del maxiprocesso.
00:32:40La mafia tratta.
00:32:41Lo Stato
00:32:41cosa offre?
00:32:43Il colonnello Mori
00:32:44è spiazzato.
00:32:45La sua, dice,
00:32:46non era una trattativa.
00:32:47Era una trappola.
00:32:48Voleva arrivare
00:32:49soltanto alla cattura
00:32:50di qualche latitante.
00:32:52Sa bene
00:32:52che non può trattare
00:32:53a nome dello Stato.
00:32:54Quindi,
00:32:55che i mafiosi
00:32:55si consegnino
00:32:56e lo Stato
00:32:57tratterà bene
00:32:57le loro famiglie.
00:32:58A questo punto
00:32:59è ciancimino
00:33:01ad essere spiazzato.
00:33:02Anzi,
00:33:02è terrorizzato.
00:33:04Lo dice
00:33:05al colonnello Mori.
00:33:06Lei mi vuole morto.
00:33:07Anzi,
00:33:08vuole morire anche lei.
00:33:09Io questo discorso
00:33:10non lo posso fare a nessuno.
00:33:12Intanto,
00:33:13succede un'altra cosa.
00:33:14Un'altra trattativa.
00:33:16A condurla
00:33:17sono due persone.
00:33:18Uno
00:33:18è un personaggio da romanzo.
00:33:22Si chiama Paolo Bellini.
00:33:24È un ex estremista di destra
00:33:25poi autoaccusatosi
00:33:27di omicidi politici
00:33:28e di mafia
00:33:28in galera sotto falso nome
00:33:30per un traffico
00:33:31di opere d'arte.
00:33:32L'altro
00:33:33è Antonino Gioè,
00:33:34l'artificiere
00:33:34della strage di Capaci.
00:33:36È durante questa trattativa
00:33:38che a qualcuno
00:33:39viene in mente un'idea.
00:33:42Durante uno dei colloqui,
00:33:43Bellini,
00:33:44commentando la strategia mafiosa,
00:33:46dice che in effetti
00:33:47uccidere un magistrato
00:33:48non serve
00:33:48perché poi lo Stato
00:33:49ne manda un altro.
00:33:50Una persona,
00:33:51per quanto importante,
00:33:52può essere sostituita.
00:33:54Un'opera d'arte
00:33:55una volta persa
00:33:56è per sempre.
00:33:57Per esempio,
00:33:58far saltare in aria
00:33:59la torre di Pisa
00:33:59sarebbe come uccidere
00:34:00un'intera città.
00:34:04Bellini
00:34:04riferisce sempre tutto
00:34:06a un maresciallo
00:34:06dei carabinieri,
00:34:07ma anche questa trattativa,
00:34:08come quell'altra,
00:34:09si blocca.
00:34:11Riina, però,
00:34:11ormai l'idea
00:34:12della trattativa
00:34:13ce l'ha in testa
00:34:14e per portarla avanti
00:34:15utilizza il suo metodo,
00:34:16il metodo corleonese
00:34:18di fare gli affari.
00:34:18Il 17 ottobre
00:34:20del 1992
00:34:21un proiettile
00:34:22da mortaio
00:34:23viene nascosto
00:34:24nel giardino
00:34:24di Boboli
00:34:25a Firenze.
00:34:28Poi qualcuno
00:34:30telefona a Lanza
00:34:30per rivendicarlo,
00:34:32facendo riferimento
00:34:33alla situazione
00:34:33carceraria
00:34:34dei mafiosi.
00:34:36È un segnale,
00:34:37un segnale
00:34:38che vorrebbe essere preciso
00:34:39e invece,
00:34:40e qui la nostra storia
00:34:41sarebbe una farsa
00:34:42se non ci fossero
00:34:43di mezzo
00:34:43tutti quei morti,
00:34:45invece,
00:34:45chi telefona
00:34:46non sa farsi capire,
00:34:47non si sa spiegare.
00:34:48Così la rivendicazione
00:34:49cade nel nulla
00:34:50e il proiettile
00:34:51verrà addirittura
00:34:52ritrovato
00:34:52tanto tempo dopo.
00:34:54Totò Riina,
00:34:55invece,
00:34:55ha fretta.
00:34:56Ci sono i tempi brutti,
00:34:57la pressione dello Stato
00:34:58si fa sempre più forte.
00:35:00Chissà
00:35:01se Ninetta
00:35:02se lo sente
00:35:02quello che sta per succedere.
00:35:04Lei fa avanti e indietro
00:35:05da un palazzo
00:35:06di Via Bernini
00:35:07nel centro di Palermo
00:35:07con le figlie,
00:35:08clandestina ma indisturbata
00:35:10e non sa
00:35:10che è sorvegliata
00:35:11da un nucleo speciale
00:35:12dei carabinieri
00:35:13con un pentito
00:35:14balduccio di maggio
00:35:15che l'ha riconosciuta.
00:35:16Quella donna,
00:35:17quella donna di mezza età
00:35:18con gli occhiali
00:35:19è lei,
00:35:19Ninetta Bagarella
00:35:20in Riina.
00:35:23È il 15 gennaio 1993.
00:35:26Alle 8.15
00:35:27dal cancello del palazzo
00:35:29esce una Citroen ZX
00:35:30con due persone a bordo.
00:35:32Al primo semaforo rosso
00:35:34viene bloccata
00:35:35dalle auto
00:35:35dei carabinieri
00:35:36del capitano ultimo.
00:35:37L'uomo seduto
00:35:38al posto del passeggero
00:35:39viene tirato fuori,
00:35:40ammanettato
00:35:41e coperto con un telo.
00:35:43È un uomo robusto,
00:35:44ben vestito
00:35:45con una sciarpa
00:35:46di cashmere
00:35:46attorno al collo.
00:35:47Si chiama
00:35:48Salvatore Riina
00:35:49detto Totò Okurtu.
00:35:51Alle 8.45
00:35:52il capo di Cosa Nostra
00:35:53è già in camera di sicurezza.
00:35:54A questo punto
00:35:55succede qualcosa.
00:35:56Per una dimenticanza,
00:35:58un ordine,
00:35:58un disguido,
00:35:59i carabinieri
00:36:00tolgono la sorveglianza
00:36:01al palazzo
00:36:01senza entrare
00:36:02nel covo di Totò Riina.
00:36:04Ci entreranno
00:36:04un mese dopo
00:36:05con il magistrato.
00:36:06Nel frattempo però
00:36:07c'è entrato qualcuno
00:36:08che ha portato via tutto,
00:36:09anche ridipinto le pareti.
00:36:11Chi?
00:36:11non si sa.
00:36:12Le telecamere di sorveglianza
00:36:13sono state spente
00:36:14quel pomeriggio stesso.
00:36:16Peccato,
00:36:17perché avrebbe potuto
00:36:18esserci qualcosa di interessante,
00:36:19un documento,
00:36:20un'agenda.
00:36:21Un alto ufficiale
00:36:21dei carabinieri
00:36:22aveva detto
00:36:23quando si saprà
00:36:24chi ha incontrato
00:36:25Totò Riina
00:36:25in questi anni
00:36:26ci saranno persone
00:36:27che dovranno abbandonare Palermo
00:36:29con la coda tra le gambe.
00:36:31Chi se ne va da Palermo,
00:36:32invece,
00:36:33tranquillamente,
00:36:34è Ninetta.
00:36:34Lo stesso giorno
00:36:35della cattura
00:36:36di Totò Riina
00:36:37prende i figli,
00:36:38fa le valigie,
00:36:38prende un taxi
00:36:39e se ne torna a Corleone.
00:36:40Adesso che il suo marito
00:36:42è stato arrestato,
00:36:43la clandestinità
00:36:43è finita.
00:36:44E laggiù,
00:36:45a Corleone,
00:36:46trova praticamente
00:36:47le stesse cose
00:36:48che ha lasciato
00:36:4930 anni prima.
00:36:56Il paese è sempre quello.
00:36:57Il suo nome
00:36:58significa ancora
00:36:59nocciolo di mandorla
00:37:00e lui è ancora lì,
00:37:01in mezzo ad una campagna
00:37:02bellissima,
00:37:03selvaggia e deserta.
00:37:04piccolo e duro,
00:37:05come un nocciolo, appunto.
00:37:07Fino a qualche anno fa,
00:37:08a Corleone,
00:37:08non c'era nessun albergo.
00:37:10Adesso ce n'è uno.
00:37:12Fino a qualche anno fa,
00:37:14il palazzo più bello
00:37:15e più moderno
00:37:15era la villa di Totò Riina.
00:37:17Adesso è diventata
00:37:18una scuola.
00:37:24Neanche Cosa Nostra cambia
00:37:26e soprattutto
00:37:27non si ferma.
00:37:28Gli arresti dei capi
00:37:29non l'hanno mai fermata
00:37:30perché ne arriva subito
00:37:30un altro.
00:37:31Preso Totò Riina,
00:37:33il bastone del comando
00:37:34passa a Bernardo Provenzano,
00:37:36Binnu Utratturi.
00:37:40Un uomo di cui non si sa niente.
00:37:42Non se ne conosce il volto
00:37:44perché è latitante da 40 anni
00:37:45e l'ultima fotografia
00:37:46risale al 1963.
00:37:49C'erano alcune sue registrazioni sonore
00:37:51al Tribunale di Agrigento
00:37:52ma sono scomparse
00:37:53per cui
00:37:54non se ne conosce
00:37:55neppure la voce.
00:37:56Non usa il cellulare,
00:37:58non parla al telefono,
00:37:59non si presenta quasi mai
00:38:00di persona agli appuntamenti,
00:38:01comunica attraverso pizzini,
00:38:03fogliettini scritti a mano
00:38:05che consegna a uomini di fiducia.
00:38:07È un fantasma,
00:38:08Bernardo Provenzano,
00:38:09un fantasma
00:38:10che governa cosa nostra
00:38:11da un'altra dimensione
00:38:12e di cui
00:38:13si ha soltanto
00:38:14una ricostruzione al computer.
00:38:20Al suo fianco
00:38:21Bernardo Provenzano
00:38:22ha Leoluca Bagarella
00:38:24che la pensa come totorina
00:38:26sulle stragi
00:38:27e sulla guerra da fare allo Stato
00:38:28e anche i fratelli Graviano
00:38:30bosta del quartiere di Brancaccio.
00:38:32La posizione appunto
00:38:33di quello che possiamo chiamare
00:38:35lo Stato maggiore delle stragi
00:38:36è che non debba essere abbandonata
00:38:38la linea individuata
00:38:42e elaborata da Rina
00:38:43quindi vi è una continuità
00:38:46tra quello che è successo
00:38:47nell'estate del 92
00:38:48con quelle due ipotesi di trattativa
00:38:51che in realtà
00:38:52non lo sono mai state
00:38:53né nella vicenda Bellini
00:38:57né nella vicenda
00:38:59Mori de Donno-Ciancimino
00:39:02e quello che alimenta
00:39:05il nucleo centrale
00:39:06della decisione nel 93.
00:39:08La mafia non si ferma
00:39:09e alza il tiro.
00:39:11Bisogna lasciare una firma
00:39:12che renda riconoscibili
00:39:13gli attentati successivi.
00:39:1614 maggio 1993
00:39:18Roma
00:39:19una Fiat 1
00:39:20carica di esplosivo
00:39:21esplode in via Fauro
00:39:23a 15 metri da un incrocio
00:39:24da cui sta passando
00:39:25l'auto del giornalista
00:39:26Maurizio Costanzo
00:39:27nessun morto
00:39:28ma 30 feriti.
00:39:30il 41 bis
00:39:32si ne asprisce
00:39:33i mafiosi trasferiti
00:39:34a Pianosa
00:39:35si lamentano
00:39:35la Guantanamo
00:39:36della mafia
00:39:37la chiamano.
00:39:4127 maggio 1993
00:39:43Firenze
00:39:44a luna di notte
00:39:45un furgoncino rubato
00:39:46esplode
00:39:47distruggendo
00:39:47la Torre dei Pulci
00:39:48in via
00:39:49dei Gergofili
00:39:50a un passo
00:39:50dalla Galleria
00:39:51degli Uffizi
00:39:545 morti
00:39:55e 35 feriti
00:39:5827 luglio 1993
00:40:00Milano
00:40:02alle 23
00:40:03esplode
00:40:04un'auto
00:40:04in via Palestro
00:40:05davanti al PAC
00:40:05il padiglione
00:40:06d'arte contemporanea
00:40:07che viene completamente
00:40:08sventrato
00:40:09dall'esplosione
00:40:105 morti
00:40:11ma non doveva succedere lì
00:40:13la bomba
00:40:13esplosa per errore
00:40:14doveva saltare
00:40:16più avanti
00:40:16in piazza Cavour
00:40:17dove c'è
00:40:18il palazzo della stampa
00:40:19sede delle redazioni
00:40:20di alcuni giornali
00:40:22attacco al patrimonio
00:40:23artistico dello Stato
00:40:24e non solo
00:40:25un segnale
00:40:26che sembra rivolto
00:40:27anche ad un altro
00:40:27interlocutore
00:40:28la Chiesa
00:40:29la mafia cerca
00:40:30di coinvolgere la Chiesa
00:40:31i mafiosi
00:40:32chiedono aiuto
00:40:33ai capellani
00:40:33delle carceri
00:40:34per mitigare il 41 bis
00:40:35i familiari
00:40:37dei mafiosi
00:40:37si lamentano
00:40:38col vescovo di Trapani
00:40:39ma la Chiesa
00:40:40non ci sta
00:40:41mafia
00:40:42non può
00:40:43cambiare
00:40:44e calpestare
00:40:46questo
00:40:47diritto
00:40:48santissimo
00:40:49di Dio
00:40:50questo popolo
00:40:52popolo
00:40:53siciliano
00:40:55talmente
00:40:57attaccato
00:40:58alla vita
00:40:59popolo
00:41:00che ama
00:41:01la vita
00:41:01che dà
00:41:02la vita
00:41:03non può
00:41:05vivere
00:41:06sempre
00:41:08sotto la pressione
00:41:10di una
00:41:11civiltà
00:41:12contraria
00:41:13civiltà
00:41:13della morte
00:41:15lo dico
00:41:16ai responsabili
00:41:18lo dico
00:41:19ai responsabili
00:41:20convertitevi
00:41:21una volta
00:41:23verrà
00:41:24il giudizio
00:41:24di Dio
00:41:25la risposta
00:41:26di Cosa Nostra
00:41:27i suoi segnali
00:41:28e le sue vendette
00:41:28non si fanno attendere
00:41:2928 luglio
00:41:311993
00:41:31Roma
00:41:32il portico
00:41:34della Chiesa
00:41:34del Velabro
00:41:35crolla sotto
00:41:36l'esplosione
00:41:36di un'autobomba
00:41:37che danneggia
00:41:38all'interno
00:41:38della Chiesa
00:41:39e molti
00:41:39dei palazzi
00:41:40vicini
00:41:40e ferisce
00:41:41alcuni
00:41:41degli abitanti
00:41:42della zona
00:41:44e ancora
00:41:45sempre a Roma
00:41:46la stessa notte
00:41:47piazza San Giovanni
00:41:48in Laterano
00:41:49un'autobomba
00:41:50esplode poco dopo
00:41:51mezzanotte
00:41:51provocando un cratere
00:41:53del diametro
00:41:53di quasi 4 metri
00:41:54all'angolo
00:41:55tra il palazzo
00:41:56del Laterano
00:41:56e la basilica
00:41:57di San Giovanni
00:41:58e non finisce qui
00:42:01l'uomo che cammina
00:42:02quello che abbiamo visto
00:42:03fin dall'inizio
00:42:04è quasi arrivato a casa
00:42:06quando Gaspare Spatuzza
00:42:07uno dei due uomini
00:42:08che lo stanno seguendo
00:42:09gli gira davanti
00:42:10e lo ferma
00:42:13l'altro
00:42:14alle sue spalle
00:42:14estrae la pistola
00:42:17Don Pino Puglisi
00:42:18lo sa
00:42:19che sta per morire
00:42:20è il 15 settembre
00:42:211993
00:42:22è il suo compleanno
00:42:23il 56esimo
00:42:24e i fratelli
00:42:25Graviano
00:42:26i boss del quartiere
00:42:27Brancaccio
00:42:28lo hanno condannato
00:42:29a morte
00:42:29per quello che ha fatto
00:42:30fino a quel momento
00:42:30e per dare un segnale
00:42:32alla Chiesa
00:42:32su 41 bis
00:42:34Gaspare Spatuzza
00:42:35dice che quando Don Pino
00:42:36li ha visti arrivare
00:42:37poco prima che Grigoli
00:42:39gli sparasse
00:42:39gli ha detto
00:42:40me lo aspettavo
00:42:41e gli ha anche sorriso
00:42:51così muore
00:42:52Don Pino Puglisi
00:43:06e non finisce qui
00:43:07se è possibile
00:43:08c'è anche di peggio
00:43:09nel maggio del 93
00:43:11proprio Salvatore Grigoli
00:43:12e Gaspare Spatuzza
00:43:13sono in un deposito
00:43:15in corso dei mille
00:43:16a Palermo
00:43:17stanno lavorando
00:43:18dell'esplosivo
00:43:19tanto esplosivo
00:43:23lo pressano
00:43:24dentro sacchi
00:43:24della spazzatura
00:43:27lo legano
00:43:28con delle corde
00:43:28e confezionano
00:43:29cinque bombe
00:43:30che sembrano
00:43:31forme di parmigiano
00:43:33cinque dischi
00:43:34del peso
00:43:35di 50-60 chili
00:43:38per renderle
00:43:39ancora più micidiali
00:43:40nei sacchetti
00:43:40della spazzatura
00:43:41vengono messi
00:43:42dei pezzi
00:43:42di tondino di ferro
00:43:43per fare che cosa?
00:43:45i mafiosi
00:43:45non lo sanno
00:43:46gli è stato ordinato
00:43:47ed eseguono
00:43:48poi
00:43:49due di queste bombe
00:43:50vengono portate a Roma
00:43:51e caricate nel baule
00:43:52di una lanciatema
00:43:53appositamente rubata
00:43:54perché?
00:43:55non lo sanno
00:43:56obbediscono e basta
00:43:57poi Gaspare Spatuzza
00:43:58e un altro mafioso
00:43:59vengono mandati
00:44:00a fare un sopralluogo
00:44:01dove?
00:44:03allo stadio olimpico
00:44:05di domenica
00:44:06durante il derby
00:44:07Roma-Lazio
00:44:07guardano soprattutto
00:44:09dove passeranno
00:44:09i pullman
00:44:10con i carabinieri
00:44:11in servizio di ordine pubblico
00:44:12per fare cosa?
00:44:13adesso è facile immaginarlo
00:44:18il 31 ottobre
00:44:19un'ora prima
00:44:20della fine
00:44:20della partita
00:44:21la lanciatema
00:44:22imbottita di esplosive
00:44:23e tondini di ferro
00:44:24viene parcheggiata
00:44:25vicino allo stadio
00:44:28parcheggiata
00:44:29in via dei gladiatori
00:44:30davanti alla caserma
00:44:31dei carabinieri
00:44:31l'auto
00:44:32ha sul tetto
00:44:33un'antenna
00:44:34una di quelle antenne
00:44:35che servono
00:44:35a far muovere
00:44:35le auto giocattolo
00:44:36e che possono benissimo
00:44:38servire
00:44:38a far esplodere una bomba
00:44:39una bomba come quella
00:44:41in un posto come quello
00:44:42e in quel momento
00:44:43una strage
00:44:44una mattanza
00:44:52ma la bomba
00:44:53non esplode
00:44:54il telecomando
00:44:55non funziona
00:44:56e l'impulso
00:44:56non arriva
00:44:58è lo stesso
00:44:59spattuzza
00:45:00a disinnescare
00:45:01le forme di parmigiano
00:45:02per portare via
00:45:03la tema
00:45:03in attesa
00:45:04di un altro momento
00:45:07sarebbe stato
00:45:08una strage
00:45:08un massacro
00:45:09una mattanza
00:45:10attraverso le stragi
00:45:15si propose
00:45:16un obiettivo strategico
00:45:19che era
00:45:20quello
00:45:21di
00:45:22indurre lo Stato
00:45:25a fare
00:45:29numerosi passi
00:45:30a ritroso
00:45:32nelle scelte
00:45:34di politica
00:45:34criminale
00:45:35che aveva praticato
00:45:36negli anni 91
00:45:37e 92
00:45:38soprattutto
00:45:39quindi
00:45:40noi possiamo
00:45:41parlare
00:45:42correttamente
00:45:43di una
00:45:44strategia
00:45:46di tipo
00:45:47eversivo
00:45:48perché
00:45:49in qualche modo
00:45:51si chiedeva
00:45:52allo Stato
00:45:52di rinunziare
00:45:53a una parte
00:45:53della propria
00:45:53sovranità
00:45:55stragi
00:45:56bombe
00:45:56e massacri
00:45:57stragi
00:45:58e trattative
00:45:58per fermare
00:45:59l'azione
00:45:59repressiva
00:46:00dello Stato
00:46:00ma la mafia
00:46:01ha bisogno
00:46:02anche di un'altra cosa
00:46:03ha bisogno
00:46:04di riallacciare
00:46:05quel rapporto
00:46:05con la politica
00:46:06che si è interrotto
00:46:07e senza il quale
00:46:08non può sopravvivere
00:46:09e espandersi
00:46:10ha bisogno
00:46:11di un interlocutore
00:46:12politico
00:46:12ma guarda
00:46:13io le posso dire
00:46:14che Rina
00:46:15aveva portato
00:46:17degli appunti
00:46:19e ha chiesto
00:46:20a Cancella Raffaele
00:46:21a quelli che erano presenti
00:46:22cosa dovevamo chiedere
00:46:24dei vantaggi
00:46:25per cosa nostra
00:46:27mi ricordo che c'era
00:46:28quindi lui aveva preparato
00:46:29una relazione
00:46:31che aveva chiamato
00:46:32le richieste
00:46:32da presentare allo Stato
00:46:34sì
00:46:34che lui le doveva presentare
00:46:35a persone
00:46:36che aveva lui nelle mani
00:46:38mi ricordo che c'era
00:46:38l'annullamento
00:46:39dell'ergastolo
00:46:41il sequestro dei beni
00:46:42cancellare la legge
00:46:43dei pentiti
00:46:44perché lui
00:46:45il male
00:46:46ci faceva quello
00:46:46era questo l'impegno
00:46:47che aveva preso
00:46:50persone che avevano preso
00:46:50con lui
00:46:51perché lui diceva
00:46:51che la prima cosa
00:46:52dovevano fare questo
00:46:53di cancellare la legge
00:46:53dei pentiti
00:46:54è che il male
00:46:55viene di là
00:46:56e io mi gioco
00:46:57con i denti
00:46:57queste erano parole
00:46:58che ho sentito dire
00:46:58tante volte
00:46:59che si giocava i denti
00:47:00Cosa Nostra
00:47:01ha delle richieste precise
00:47:02ma non può ottenerle
00:47:03da sola
00:47:04ha bisogno
00:47:05di un appoggio politico
00:47:08ne parla anche
00:47:09il collaboratore
00:47:10di giustizia
00:47:10Antonino Giuffré
00:47:11nelle sue più recenti
00:47:12dichiarazioni
00:47:15la politica
00:47:16la politica
00:47:16dice Giuffré
00:47:17è una cosa
00:47:17poco bella
00:47:18di cui però
00:47:19non si può fare a meno
00:47:20il politico
00:47:21dice Giuffré
00:47:22è vicido
00:47:22perché
00:47:23prima prende i voti
00:47:24di Cosa Nostra
00:47:25poi una volta eletto
00:47:26si dimentica
00:47:26delle promesse
00:47:27anzi
00:47:27quando sente su di sé
00:47:29l'attenzione dello Stato
00:47:30per farsi credere pulito
00:47:31si impegna ancora di più
00:47:32nella lotta contro la mafia
00:47:34la miserabilitudine
00:47:35dell'uomo politico
00:47:36così la chiama Giuffré
00:47:39ad un certo punto
00:47:40Cosa Nostra
00:47:41pensa quasi
00:47:42di poter fare da sola
00:47:43la mafia
00:47:44ha spesso coltivato
00:47:45le istanze separatiste
00:47:46della Sicilia
00:47:47nel sogno utopistico
00:47:48di arrivare
00:47:49prima o poi
00:47:49a farsi Stato
00:47:50a governare da sé
00:47:51il proprio territorio
00:47:52fare della Sicilia
00:47:54e del sud Italia
00:47:55un porto franco
00:47:56una specie di Singapore
00:47:57del Mediterraneo
00:47:59a nord
00:48:00c'è la Lega Nord
00:48:01che ha questo progetto
00:48:02di dividere l'Italia
00:48:02in tre macro regioni
00:48:04e questo
00:48:04alla mafia va bene
00:48:10sul modello
00:48:11della Lega Nord
00:48:11Leo Luca Bagarella
00:48:13il più entusiasta
00:48:14del progetto separatista
00:48:15cerca di infiltrarsi
00:48:16nelle numerosissime leghe
00:48:18che nascono anche al sud
00:48:19e fa fondare Sicilia Libera
00:48:21un movimento
00:48:21che nasce a Palermo
00:48:22e a Catania
00:48:23nell'ottobre del 93
00:48:24e che assieme
00:48:25a tante persone ignare
00:48:26ed oneste
00:48:27vede la presenza diretta
00:48:28di Cosa Nostra
00:48:31ma Bernardo Provenzano
00:48:32ha altre idee
00:48:33il progetto separatista
00:48:35sembra stia tramontando
00:48:36e intanto
00:48:37è meglio cercare
00:48:38un nuovo soggetto politico
00:48:39che possa venire incontro
00:48:40alle esigenze
00:48:41di Cosa Nostra
00:48:41come è sempre successo
00:48:43alla partecipazione politica
00:48:45Bernardo Provenzano
00:48:46preferisce
00:48:46il collateralismo politico
00:48:48un nuovo soggetto
00:48:50da cercare
00:48:50a tutti i costi
00:48:51con tutti i mezzi
00:48:52anche con le stragi
00:48:53e anche con le bombe
00:48:54poi all'improvviso
00:48:55tutto finisce
00:48:56dal luglio del 93
00:48:58o dall'ottobre del 93
00:48:59se vogliamo considerare
00:49:00anche il fallito attentato
00:49:02allo stadio olimpico
00:49:03di bombe
00:49:04non ce ne sono più
00:49:13perché?
00:49:14perché Cosa Nostra
00:49:15ha capito
00:49:16che la strategia stragista
00:49:17non funziona
00:49:17anzi è suicida
00:49:18perché inasprisce
00:49:19la reazione dello Stato
00:49:20o perché ha raggiunto
00:49:21il suo scopo
00:49:22c'è una frase
00:49:23molto ambigua
00:49:24pronunciata da Totore Ina
00:49:25prima di essere arrestato
00:49:26si sono fatti sotto
00:49:28a chi si riferiva
00:49:29ai carabinieri
00:49:30del colonnello Mori
00:49:31oppure a qualcun altro
00:49:32e lo ha trovato
00:49:34Cosa Nostra
00:49:34questo referente politico?
00:49:36questo fa parte
00:49:37di una necessità
00:49:38di approfondimento
00:49:40che è tuttora
00:49:42all'ordine del giorno
00:49:43per l'ufficio giudiziario
00:49:45che lavora
00:49:47sulla ricostruzione
00:49:48di questa vicenda
00:49:49di strage
00:49:50qualunque cosa sia successo
00:49:52per quanto riguarda
00:49:53la mafia
00:49:53non accade più niente
00:49:54niente più bombe
00:49:56niente più omicidi
00:49:56eccellenti
00:49:57la mafia sembra essere
00:49:58diventata invisibile
00:50:00non spara più
00:50:00non parla neanche
00:50:01fino al 12 luglio
00:50:032002
00:50:04anche questa scena
00:50:05potrebbe aprirsi
00:50:06con un rumore
00:50:07ma non il rumore acuto
00:50:08degli antifurti
00:50:09impazziti per la bomba
00:50:10che ha sterminato
00:50:11Paolo Borsellino
00:50:12e la sua scorta
00:50:13in Via D'Amelio
00:50:13questo rumore
00:50:14è la voce di un uomo
00:50:16un uomo dal forte
00:50:17accento siciliano
00:50:18e anche questa
00:50:18è la voce
00:50:19di Cosa Nostra
00:50:20è una voce
00:50:21che si alza
00:50:22sui rumori
00:50:23che rimbombano
00:50:24all'interno
00:50:24dell'aula
00:50:25di un tribunale
00:50:25signor Presidente
00:50:27buonasera
00:50:27buonasera
00:50:28sono Bagarella
00:50:29Leo Luca
00:50:29devo leggere
00:50:30una petizione
00:50:31se lei mi consente
00:50:32a nome di tutti
00:50:33i detenuti
00:50:34Presidente
00:50:35ma una cosa
00:50:35che inizia
00:50:36a nome di tutti
00:50:36i detenuti
00:50:37che viene pronunciato
00:50:38vediamo di che cosa
00:50:38si tratta
00:50:39vediamo di che cosa
00:50:40si tratta
00:50:41proprio come un estero
00:50:42non è che sta
00:50:43facendo chissà che cosa
00:50:4512 luglio 2002
00:50:46chi parla
00:50:47è Leo Luca Bagarella
00:50:48il boss
00:50:49Leo Luca Bagarella
00:50:50il braccio destro
00:50:51di Totò Riina
00:50:52Leo Luca Bagarella
00:50:53è nel carcere
00:50:54dell'Aquila
00:50:55collegato in videoconferenza
00:50:56con la corte
00:50:57d'assise di Trapani
00:50:58e ad un certo punto
00:50:59chiede di poter
00:51:00leggere un proclama
00:51:01indirizzato al ministro
00:51:02della giustizia
00:51:03dottor Roberto Castelli
00:51:04è uno sciopero
00:51:05della fame
00:51:06contro il 41 bis
00:51:07a nome di tutti
00:51:08i detenuti
00:51:09stanchi
00:51:10di essere
00:51:11strumentalizzati
00:51:12umiliati
00:51:13vessati
00:51:14e usati come
00:51:15meccide scambio
00:51:15dalle varie
00:51:16forze politiche
00:51:17quella di Leo Luca Bagarella
00:51:19non è l'unica protesta
00:51:20da quasi tutte
00:51:21le carceri italiane
00:51:22in cui si trovano
00:51:23detenuti
00:51:24sottoposti al 41 bis
00:51:25arrivano lettere
00:51:26e proteste
00:51:27che annunciano
00:51:28petizioni e scioperi
00:51:29della fame
00:51:29sono indirizzati
00:51:31soprattutto
00:51:31agli avvocati
00:51:32delle regioni meridionali
00:51:33che ora siedono
00:51:34negli scranni
00:51:35parlamentari
00:51:36allora
00:51:37dicono i boss
00:51:37quando li difendevano
00:51:39erano i primi
00:51:39a scagliarsi
00:51:40contro il 41 bis
00:51:41e adesso
00:51:42perché non lo fanno più?
00:51:43allora lo facevano
00:51:44solo per far cassa
00:51:45sono proteste
00:51:46che quando vengono
00:51:47dagli uomini
00:51:48di Cosa Nostra
00:51:48anche se in carcere
00:51:49fanno paura
00:51:50il generale Mario Mori
00:51:52come direttore del SISD
00:51:53il servizio segreto civile
00:51:54inoltre ha un rapporto
00:51:56nel rapporto
00:51:57il generale Mori
00:51:58segnala
00:51:59che la situazione
00:52:00vede i capi
00:52:00di Cosa Nostra
00:52:01di fronte
00:52:02ad una vanificazione
00:52:03delle speranze
00:52:03alla quale
00:52:04verosimile
00:52:05intendano reagire
00:52:06reagire
00:52:07significa colpire
00:52:08e quindi
00:52:09il generale Mori
00:52:10individua
00:52:10come bersaglio ideale
00:52:12una personalità politica
00:52:13che al di là
00:52:14del suo effettivo
00:52:15coinvolgimento
00:52:15in affari di mafia
00:52:16venga comunque
00:52:17concepito
00:52:18come mascariato
00:52:19come compromesso
00:52:20con la mafia
00:52:20e quindi
00:52:21non difendibile
00:52:22dall'opinione pubblica
00:52:28sui giornali
00:52:30compaiono i nomi
00:52:31delle persone
00:52:32che il rapporto
00:52:33avrebbe indicato
00:52:34come bersagli ideali
00:52:35sono Marcello Dell'Utri
00:52:36e Cesare Previti
00:52:37che affermano
00:52:38di non avere mai avuto
00:52:39niente a che fare
00:52:40con tutto questo
00:52:41c'è anche un altro rapporto
00:52:43della direzione investigativa
00:52:44antimafia
00:52:44che fa altri nomi
00:52:46che ritiene a rischio
00:52:47sono sette ex avvocati
00:52:49difensori di boss mafiosi
00:52:50eletti nelle file
00:52:52di Forza Italia
00:52:52e Alleanza Nazionale
00:52:54sono sottoscorta
00:52:55perché il prefetto
00:52:59di Palermo
00:53:00con molta solerzia
00:53:02e determinazione
00:53:03alla luce
00:53:05di quello che è uscito
00:53:09io non ho avuto
00:53:11cognizione dai giornali
00:53:12ma pare da un proclama
00:53:14che è stato emesso
00:53:17dalle carceri
00:53:18dalle carceri
00:53:19pare che ci fosse
00:53:21un riferimento
00:53:22a pericoli
00:53:24che avrebbero potuto
00:53:25avere
00:53:26rincorrere
00:53:27gli avvocati
00:53:29che facevano
00:53:29i parlamentari
00:53:30e poi c'è un altro episodio
00:53:32che avviene
00:53:33durante una partita
00:53:34particolarmente inquietante
00:53:35se si pensa
00:53:36che l'ultimo attentato
00:53:37della mafia
00:53:37doveva avvenire
00:53:38proprio in uno stadio
00:53:39il 22 dicembre
00:53:41del 2002
00:53:42durante la partita
00:53:43Palermo-Ascoli
00:53:44e proprio nel carcere
00:53:45di Ascoli
00:53:46sarà una coincidenza
00:53:47ma è rinchiuso
00:53:47Totò Reina
00:53:48durante la partita
00:53:49Palermo-Ascoli
00:53:50su una curva
00:53:51dello stadio Barbera
00:53:52di Palermo
00:53:53compare uno striscione
00:53:54sopra c'è scritto
00:53:55uniti contro il 41 bis
00:53:57Berlusconi
00:53:58dimentica la Sicilia
00:53:59la mafia è consapevole
00:54:01che un parlamentare
00:54:03a prescindere
00:54:04che abbia fatto
00:54:05l'avvocato
00:54:05non può essere
00:54:07in condizione
00:54:08di potere
00:54:08manovrare
00:54:10o di potere
00:54:11fare cambiare
00:54:12rotta
00:54:12un governo
00:54:13che per scelta
00:54:14strategica
00:54:14si è data quella
00:54:15di adottare
00:54:17provvedimenti
00:54:18finalizzati
00:54:19all'applicazione
00:54:20del 41 bis
00:54:20se si tratta
00:54:21di giustizia
00:54:22all'applicazione
00:54:23di altri
00:54:25provvedimenti
00:54:26noi parlamentari
00:54:28a stento
00:54:29ci danno
00:54:30la possibilità
00:54:31qualche volta
00:54:32di farci approvare
00:54:33qualche emendamento
00:54:33immaginate un poco
00:54:35se un parlamentare
00:54:36è in condizione
00:54:37di fare cambiare
00:54:38strategia
00:54:38al proprio partito
00:54:39o addirittura
00:54:40a una coalizione
00:54:41il 61 a 0
00:54:43i voti
00:54:43che il Polo
00:54:44ha preso
00:54:45nel 94
00:54:46nel 96
00:54:46e nel 2001
00:54:48era un voto
00:54:49di voglia
00:54:51di cambiare
00:54:52voglia
00:54:52tanto è vero
00:54:53tanto è vero
00:54:54che quando ci siamo
00:54:55presentati
00:54:55alle elezioni
00:54:56alle elezioni
00:54:57gran parte
00:54:58dei manifesti
00:54:59elettorali
00:54:59non indicavano
00:55:00il nome
00:55:01del candidato
00:55:02il candidato
00:55:03era Berlusconi
00:55:04immaginato un poco
00:55:05se un candidato
00:55:07che si presenta
00:55:08in un comune
00:55:08fa un comizio
00:55:09se ne va
00:55:10si gira il collegio
00:55:11in questi termini
00:55:12possa avere
00:55:13il tempo
00:55:14materiale
00:55:15di avere
00:55:17diciamo
00:55:18dei contatti
00:55:19ma neanche
00:55:19col proprio partito
00:55:20più
00:55:20perché sono voti
00:55:22che vengono
00:55:22dalla
00:55:23vengono da Roma
00:55:24dalle televisioni
00:55:26dai giornali
00:55:27dal rilevare
00:55:29un sentimento forte
00:55:30del popolo
00:55:30che vuole cambiare
00:55:31altro che
00:55:32voto condizionato
00:55:33del voto orientato
00:55:34del voto dato a questo
00:55:35voto dato a quell'altro
00:55:37la mafia chiede sconti
00:55:38oppure la mafia
00:55:39rappresenta il conto
00:55:40oppure vuole soltanto
00:55:42mascarriare
00:55:42compromettere una forza
00:55:43politica innocente
00:55:44e perché quelle stragi
00:55:46perché quella strage
00:55:47la strage di Via D'Amelio
00:55:49con la morte di Paolo Borsellino
00:55:50soltanto 58 giorni
00:55:52dopo quella di Giovanni Falcone
00:55:53ci sono due inchieste
00:55:55che cercano di capire
00:55:56se dietro alle stragi
00:55:57dietro agli esecutori
00:55:59e mandanti mafiosi
00:56:00non ci sia qualcun altro
00:56:01qualcuno di esterno
00:56:02all'organizzazione
00:56:03una è a Caltanissetta
00:56:05indaga sulla strage
00:56:06di Via D'Amelio
00:56:07e su quella di Capaci
00:56:08l'altra è a Firenze
00:56:10indaga sulle stragi
00:56:11di Firenze
00:56:11Roma e Milano
00:56:12la conduceva
00:56:14il sostituto procuratore
00:56:15nazionale antimafia
00:56:16Gabriele Chelazzi
00:56:17che è morto di infarto
00:56:18il 15 aprile del 2003
00:56:20l'inchiesta però
00:56:21va avanti lo stesso
00:56:23la mafia comunque
00:56:24sembra essere scomparsa
00:56:25cos'è successo?
00:56:27è stata vinta?
00:56:28oppure è soltanto
00:56:29diventata invisibile?
00:56:30parlare di mafia invisibile
00:56:32non vuol dire
00:56:34mitizzarla
00:56:35o farne qualcosa
00:56:36di inafferrabile
00:56:37la mafia
00:56:38è per noi
00:56:40che siamo qua
00:56:41è visibile
00:56:42può diventare invisibile
00:56:44se non se ne parla più
00:56:46se si ritiene
00:56:47che l'attuale fase
00:56:48di Pax mafiosa
00:56:50possa determinarne
00:56:53la sconfitta
00:56:55e se la politica
00:56:58non mette più
00:56:59nelle sue agende
00:57:00il problema
00:57:01mafioso
00:57:02come priorità
00:57:03allora sì che
00:57:06ci preoccuperemmo
00:57:07moltissimo
00:57:09in realtà
00:57:10per chi sta qua
00:57:11per chi combatte
00:57:13per chi vive
00:57:14in questa terra
00:57:16la mafia
00:57:17è visibilissima
00:57:18perché la mafia
00:57:20c'è ancora
00:57:20ci sono ancora
00:57:21le estorsioni
00:57:22il pizzo
00:57:22ogni tanto scompare
00:57:23qualcuno
00:57:24per l'upara bianca
00:57:25o qualcuno
00:57:25viene ammazzato
00:57:26per la strada
00:57:26perché ci sono
00:57:27segnali inquietanti
00:57:28il 2 giugno
00:57:30di quest'anno
00:57:30qualcuno
00:57:31ha murato
00:57:32l'ingresso
00:57:32del centro
00:57:32padre nostro
00:57:33il centro fondato
00:57:34da Don Pino Puglisi
00:57:35è andato lì
00:57:36la notte
00:57:36e ha chiuso la porta
00:57:37con pietre
00:57:38e calcina
00:57:39e ha lasciato
00:57:39anche lì gli attrezzi
00:57:40porta murata
00:57:41chiusa
00:57:42come quella
00:57:42di una tomba
00:57:43è soltanto
00:57:44un gesto simbolico
00:57:45poco di più
00:57:45ma è anche così
00:57:46che la mafia
00:57:47si impone
00:57:47con i simboli
00:57:55qui finisce questo romanzo
00:57:56i nostri personaggi
00:57:57sono morti
00:57:58come Mario Francese
00:58:00padre Puglisi
00:58:01Paolo Borsellino
00:58:02Giovanni Falcone
00:58:03e Francesca Morvillo
00:58:04oppure come
00:58:05Salvo Lima
00:58:06e Vito Ciancimino
00:58:07morto di morte naturale
00:58:09nel novembre del 2002
00:58:10oppure sono in galera
00:58:12sottoposti al 41 bis
00:58:14come Leoluca Bagarella
00:58:15e Totò Riina
00:58:16che non ha mai parlato
00:58:17non ha mai collaborato
00:58:18e se parla
00:58:19è soltanto per attaccare
00:58:21cioè io sono i comunista
00:58:22che portano avanti
00:58:24queste cose
00:58:25signor Violanti
00:58:26signor Caselle
00:58:27da Palermo
00:58:28cioè tutto
00:58:28una complicola
00:58:30tutto quello
00:58:31che gira attorno
00:58:33a queste cose
00:58:33portano avanti
00:58:34queste cose
00:58:35questo c'è
00:58:35di questo governo
00:58:36questo
00:58:37se debbano guardare
00:58:38di questi attacchi
00:58:39cioè comunisti
00:58:41Bernardo Provenzano
00:58:42invece
00:58:42è ancora latitante
00:58:44ancora fantasma
00:58:45ancora fluttuante
00:58:46in una dimensione virtuale
00:58:47dov'è?
00:58:49chi comanda
00:58:50veramente cosa nostra?
00:58:51e cosa sta facendo
00:58:52adesso
00:58:52la mafia?
00:58:57se fosse un romanzo
00:58:58avremmo le risposte
00:58:59e se fosse un romanzo
00:59:01o un film
00:59:02a questo punto
00:59:02avremmo una scritta
00:59:03che dice che ogni riferimento
00:59:05a parole o fatti
00:59:06è puramente casuale
00:59:07ma qui no
00:59:08qui non possiamo avercela
00:59:09perché tutto quello
00:59:10che abbiamo detto
00:59:11i fatti
00:59:12le date
00:59:13le persone
00:59:14e soprattutto i morti
00:59:15quelli che hanno scelto
00:59:16la strada del crimine
00:59:17o quelli che sono stati
00:59:18ammazzati per servire
00:59:19lo Stato
00:59:20la legge
00:59:20e la giustizia
00:59:21tutto questo
00:59:22purtroppo
00:59:22è vero
00:59:23lo Stato non cederà mai
00:59:26al ricatto
00:59:28da qualsiasi parte
00:59:29provenga
00:59:30perché
00:59:31è dovere
00:59:32dello Stato
00:59:33non cedere
00:59:34altrimenti
00:59:35la società civile
00:59:37non è più garantita
00:59:38ma chi glielo fa fare?
00:59:41no
00:59:42soltanto
00:59:43lo spirito di servizio
00:59:44ha mai avuto
00:59:46dei momenti
00:59:47di scoramento
00:59:48magari dei dubbi
00:59:49delle tentazioni
00:59:50di abbandonare
00:59:51questa lotta
00:59:52no mai
00:59:53di soltanto
00:59:55di soltanto
00:59:56di soltanto
00:59:58di soltanto
01:00:10Grazie a tutti.
01:00:40Grazie a tutti.
01:01:11Grazie a tutti.