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  • 3 settimane fa
L’urna etrusca in alabastro bianco con venature grigie del Bottarone, parte delle collezioni del museo Archeologico nazionale di Firenze dal 1887, danneggiata dall’alluvione del 66 e da allora non più esposta stabilmente è tornata a nuova vita grazie al completamento del restauro avviato nel 2024. Un restauro che ha ridato a quest’opera realizzata tra il 425 e il 380 a.C. e scoperta nel 1864 in circostanze sconosciute nella località “Bottarone” (o “Butarone”) presso Città della Pieve, i colori e tutta l’originale forza espressiva dei suoi protagonisti: una coppia di sposi dove l’uomo è colto nel gesto intimo di un abbraccio mentre lei si svela il volto. Sessant’anni fa il fango dell’Arno invase Firenze e il Museo Archeologico Nazionale non fu risparmiato dalla furia dell’acqua con gravi danni alle sale della sezione del Museo Topografico dell’Etruria. L’acqua e il fango superarono i due metri di altezza travolgendo il laboratorio di restauro, l’archivio fotografico e i resti della civiltà etrusca compresa l’urna che ora in occasione di TourismA, il salone di archeologia e turismo culturale diretto da Piero Pruneti al via dal 27 febbraio al 1° marzo al Palazzo dei Congressi di Firenze torna visibile al pubblico nello Spazio espositivo centrale prima di tornare in pianta stabile al Museo Archeologico nazionale di Firenze. Il restauro, effettuato da Daniela Manna su progetto scientifico e sotto la supervisione di Barbara Arbeid, Giulia Basilissi e Mario Iozzo, è stato possibile grazie al sostegno dell’Ufficio Federale Svizzero della Cultura. L’esposizione presso gli spazi di tourismA è a cura di Daniele Federico Maras, Barbara Arbeid e Giulia Basilissi, realizzata con il sostegno dell’Ambasciata di Svizzera in Italia, e allestita dallo studio Deferrari+Modesti con la collaborazione di neo.lab che hanno progettato uno spazio capace di valorizzare l’opera e il racconto del suo recupero.“L'urna del Bottarone - afferma Daniele Federico Maras il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze- è stato un esperimento ben riuscito di restauro con una collaborazione a più livelli, collaborazione di professionisti e di risorse pubbliche e con l'utilizzo di fondi internazionali. Un’eccellenza che restituisce un messaggio positivo per il futuro del patrimonio culturale a noi affidato: dalla catastrofe dell’alluvione a una nuova vita per l’urna etrusca e per il Museo”.

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Trascrizione
00:00L'Una del Bottarone torna finalmente a essere restituita al pubblico.
00:06Un'opera preziosa, il 400 a.C. circa, il numero contemporaneo della Chimera,
00:12è caratterizzata da questi meravigliosi colori che oggi tornano finalmente alla luce
00:17grazie a un finanziamento dell'Istituto Svizzero, della Federale Svizzero della Cultura.
00:23L'Una del Bottarone, ritrovata nel 1865, è stata colpita dall'alluvione nel 1966
00:29e poi è rimasta, purtroppo, nonostante il primo restauro e la prima pulizia,
00:33per lungo tempo nei depositi non era esposta.
00:37Il recentissimo intervento ha permesso di ripristinare i colori e di vederla finalmente nella nuova luce
00:43e restituirla ora come primizia del nuovo Museo Topocratico dell'Italia
00:47che il Museo Archeologico Nazionale di Firenze sta rimettendo da posto.
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