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  • 1 giorno fa
Neda, 54 anni, è scappata dalla sua casa nelle campagne di Damasco a causa della Guerra Civile. Per 10 anni è stata profuga, ha vissuto in tenda o in case di altri sempre lavorando come infermiera. Con la pace Neda è tornata e ha ricostruito, ripulito dalle macerie, ricominciato a coltivare e allevare. La sua è una storia di speranza e determinazione. A poco più di un anno dal cambio di regime in Siria, dal regime filoiraniano di Bashar al-Assad a quello dell’ex terrorista di Al Qaeda Ahmed al-Sharaa, il Paese fatica a risollevarsi. La relativa stabilità politica e la svolta filo-occidentale hanno permesso alle Ong e alle agenzie Onu di tornare ad aprire i loro uffici e a potenziare i programmi di aiuto. Il governo ha varato una nuova politica agricola che considera le peggiori condizioni climatiche. Il riscaldamento globale, la guerra, l’iper-sfruttamento delle risorse idriche e la peggiore siccità da 40 anni hanno permesso al deserto di avanzare. Nonostante ciò, due milioni di persone sono uscite dall’indigenza. Altri 7 milioni non riescono ancora a garantirsi un pasto tutti i giorni. La guerra israelo-americana contro l’Iran e la sua milizia alleata libanese di Hezbollah ha spinto almeno centomila profughi siriani che avevano trovato rifugio in Libano a rientrare in patria. Il loro ritorno va a pesare sulle scarse risorse idriche disponibili. Oxfam insieme ad altre organizzazioni umanitarie per lo sviluppo interviene con lo scavo di pozzi, la potabilizzazione e l’insegnamento di tecniche agricole adatte a risparmiare acqua e comunque produrre reddito.Per aiutare Oxfam è possibile, fino al 31 marzo, digitare il numero speciale 45593. Si potrà donare 2 euro con un sms, oppure 5 o 10 euro chiamando da telefono fisso. 

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Trascrizione
00:03Siamo in Siria a circa una cinquantina di chilometri da Damasco e ci sono buone
00:10notizie da questo paese dopo un anno di governo di al-Shara. La prima è che due
00:17milioni di persone sono uscite dalla insicurezza alimentare, la seconda è che
00:22questo inverno finalmente ha piovuto, però c'è un abbondanza di cattive
00:27notizie che ancora vengono da questo paese. Certo, due milioni sono uscite
00:31dall'insicurezza alimentare, ma sette milioni sono ancora prigionieri della
00:37mancanza di capacità di procurarsi del cibo. E poi le piogge sono arrivate, ma la
00:44terra resta secca, la falda acquifera si è estremamente abbassata. Poi la quantità
00:51di animali che sono riusciti a sopravvivere in quest'anno è stata solamente
00:57del cinquanta per cento. Le organizzazioni internazionali e le ONG
01:01lavorano perché questa gente possa riuscire ad autosostentarsi con la
01:07propria agricoltura, riuscire a nutrirsi. Quindi aiutare l'agricoltura aiuta a dare
01:13la possibilità di ricostruire il futuro della Siria.
01:15Neda ha 54 anni. Lei abitava in questa casa nei dintorni di Damasco nel 2014. Nel 2014
01:25qui c'erano già dei forti combattimenti tra forze antigovernative e forze
01:31governative. Quindi lei è dovuta scappare. Per due anni è stata ospite da casa di
01:37parenti in un villaggio qua vicino e in questi due anni ha ricostruito la casa che
01:42era stata bombardata e completamente distrutta. Per cui questi muri sono sono
01:46nuovi. Sono sei sette anni. Tutta la casa è stata ricostruita per poterci vivere.
01:52E questa vita per lei sono tre bucche che rappresentano una speranza di futuro.
02:02Io ho chiesto a Neda come mai è ancora così sorridente, nonostante tutto quello che ha
02:09passato, nonostante gli anni da rifugiata. Lei dice io però amo la vita, voglio essere
02:14indipendente. Beh, se tornate fra qualche tempo troverete un ambiente ancora migliore
02:20perché ho intenzione di ripulire dalle macerie, di mettere a posto, di rendere più bella, ha usato
02:26proprio la parola bella. Questa terra che io amo tanto.
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