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  • 1 giorno fa
Ci sono titoli di film che già da soli raccontano tutto. Se solo potessi ti prenderei a calci - traduzione fedele dell'originale - è decisamente uno di questi. È un titolo che fa ridere, che fa pensare, e che, una volta visto il film, risulta l'unica scelta possibile per descrivere quello che Rose Byrne attraversa in 114 minuti di cinema.

Un film che dal 5 marzo arriva nelle sale italiane distribuito da I Wonder Pictures, e che ha già cambiato la traiettoria della carriera di un'attrice che si credeva di conoscere bene. Byrne ha appena vinto il Golden Globe come Miglior Attrice, ha conquistato l'Orso d'argento per la Miglior interpretazione da protagonista alla Berlinale 2025. Ed è oggi candidata, tra le favorite agli Oscar 2026.

Prima del debutto nelle sale, ecco in anteprima esclusiva una scena fondamentale del film (sarà poi l’attrice stessa qui sotto a spiegare il perché) in cui si vede la protagonista alle prese con un momento dirimente. Linda che tenta di aprirsi con il suo psicologo, interpretato da un inedito e sorprendentissimo Conan O'Brien, cercando ascolto e trovando invece un muro di indifferenza appena mascherata. Una scena che fa ridere e fa male, esattamente come il film intero.
La trama di Se solo potessi ti prenderei a calci
Linda è una psicologa affermata e una madre. Due ruoli che, sulla carta, dovrebbero completarsi. Nella realtà del film, si divorano a vicenda. Quando il soffitto del suo appartamento cede - letteralmente, con tutto il peso del gesso e dell'intonaco - è come se quell'immagine diventasse la metafora perfetta di una vita tenuta insieme con lo spago. La figlia piccola alle prese con una malattia misteriosa, un marito perennemente assente, una paziente scomparsa nel nulla. E sedute dallo psicologo che sembrano peggiorare le cose invece di aiutarla.

Rifugiata con la bambina in un motel di fortuna, Linda si ritrova a navigare una spirale di eventi sempre più fuori controllo, incrociando una galleria di personaggi eccentrici. Tra cui il custode interpretato da A$AP Rocky, apparentemente l'unico essere umano che le riservi un briciolo di calore umano. Scritto e diretto da Mary Bronstein, alla sua seconda regia, il film ha conquistato Sundance e Berlinale. Ed è stato presentato in anteprima italiana alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Best Of. Un'opera percorsa da un umorismo nerissimo che convive, pagina dopo pagina, con una tristezza autentica e senza sconti.
Il grande lavoro di Rose Byrne per dare vita a un personaggio indimenticabile
Rose Byrne non nasconde quanto questo progetto l'abbia cambiata. «Sapevo, leggendo la sceneggiatura, che era qualcosa di singolare e unico» ha raccontato. «Ma il resto non avrei mai potuto anticiparlo». La preparazione è stata lunga e meticolosa: 5 settimane di prove con la regista, 3 giorni a settimana, passate a smontare ogni battuta e a immaginare una vita per Linda che il film lascia volutamente nell'ombra. «Chi era prima? Perché reagisce così? Questo tipo di lavoro investigativo mi appassiona», confessa l’attrice australiana.

Il set, poi, è stato una corsa contro il tempo. Ventisei di riprese, budget ridotto, raramente più di tre ciak per scena. E la sensazione di camminare perennemente su un filo si sente in ogni sequenza. «Entusiasmante, ma in modo quasi terrorizzante» ricorda. La scena più difficile non è quella del finale in mare, pure fisicamente estenuante, ma la primissima giornata di riprese. «La prima scena del film in cui lei scoppia a piangere nello studio del medico mentre spiega la malattia di sua figlia. Lavoravo con Mary e stavamo mettendo a punto tutto, e la macchina da presa era a due centimetri dal mio viso. Quello, per me, è stato sicuramente il giorno più difficile e spaventoso. La posta in gioco era altissima, cercare di capire esattamente da dove arriva Linda quando la incontriamo. Ne sono ancora ossessionata».
Per reggere emotivamente un ruolo simile, la ricetta è sorprendente: «Sono molto brava a dissociarmi. Riuscivo a spegnere il mio interruttore interno e a ricaricarmi».

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00:05devi dirmi di non farlo dimmi cosa fare non credo che voglia che io ti dica cosa fare
00:12tu sai cosa va a farlo nessuno mi dice cosa fare dovrei sapere qual è la cosa giusta dovrei sapere
00:17come gestirla e secondo te come dovresti gestirla deve arrivare a 22 chili e mezzo in una settimana
00:24secondo la dottoressa cioè deve prendere un chilo giusto ogni giorno deve assumere 2500 calorie
00:29calcolando che a riposo ne brucia 1800 quindi deve mangiare l'ottanta per cento di ogni pasto
00:34per sette giorni più il sondino se resta immobile tutto il giorno e se non va così allora si parla
00:39di non togliere il sondino e rivalutare il livello di assistenza stanotte io vorrei che tu riposassi
00:46per bene lo vorrei anch'io ma ti sto chiedendo una cosa una cosa concreta ho un problema da risolvere
00:52io ho bisogno di aiuto devo starmi riseduta a guardarla fallire e andare avanti così per
00:56sempre come faccio ascolta ti sto dicendo niente alcol niente droghe niente di tutto
01:01ma mi stai ascoltando mi ascolti ti sto chiedendo cosa devo fare
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