- 20 ore fa
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00:00Buonasera e ben ritrovati con Teletutto racconta da Daniela Finita e da Andrea Lombardi, benvenuti.
00:23Abbiamo un'ora a nostra disposizione per raccontarvi tante storie e tante realtà, tra pochissimo anche la panoramica sul sito giornalidivrescia.it, ma questa sera, Daniela, abbiamo un ospite speciale, non lo vedrete perché è nel backstage dietro le telecamere, lui è?
00:38Lui è Egidio, Egidio tra l'altro ha fatto anche un film, è protagonista di un film come quando eravamo piccole con Camilla Filippi che conosciamo.
00:49Certo, quindi un ospite speciale che appunto ci fa un po' da pubblico questa sera.
00:55E avremo con noi gli amici di Richie Dei e Asila perché si parla bene o male di un corso di formazione gratuito per assistente familiare specializzato promosso appunto da Asila,
01:07ma evidenzieremo anche una nuova TAC che si può ritrovare nel centro grazie anche ad una rete.
01:14E poi parleremo come ogni lunedì di psicologia, lo faremo con la dottoressa Maddalena Garzoni, parleremo di disagio giovanile.
01:23Con lei però ci sarà un altro bell'ospite, lui è Samuele Mollenbeck, è un cantante di Amici nell'edizione 2024,
01:32pochi mesi fa è uscito il suo EP e lui parla proprio dell'emozione dei ragazzi, allora lo conosceremo.
01:40Per poi continuare la pagina dedicata alla salute avremo il dottor Luca Ferrari che è un medico chirurgo specialista in chirurgia maxillofacciale.
01:50Bene, questi sono i temi che trattiamo ma adesso entriamo nel sito giornalidibrescia.it per scoprire una notizia che ci lega all'economia con orgoglio.
02:00Brescia è ancora la seconda provincia manifatturiera d'Europa. Il valore aggiunto nel 2022 è stato di 13,8 miliardi ma nel 2001 a oggi la quota degli addetti dell'industria sul totale occupati è scesa ahimè dal 42 al 32%.
02:18Cresce anche il terziario, il valore l'abbiamo detto ma clicchiamo per leggere anche un po' la notizia.
02:26Brescia si conferma al secondo posto delle province europee per valore aggiunto della manifattura con 13,8 miliardi nel 2022 alle spalle di una città tedesca
02:38ma davanti anche ad altri territori italiani quali per esempio Vicenza, Bergamo, Modena e Treviso.
02:45Scendiamo e parliamo di cinema. Torna in sala Pretty Woman. Ci sono i motivi secondo il nostro critico cinematografico Cristiano Bolla che interviene anche all'interno di Teletutora Conta.
02:56Il perché vale la pena vederlo.
02:59Un nuovo striscione per Giulio Regeni grazie ad una donazione e poi c'è anche un TikTok che è un trend di TikTok, That Girl e l'ipocrisia della perfezione.
03:13Adesso invece c'è un servizio che vogliamo proporvi e ne abbiamo parlato la settimana scorsa negli appuntamenti con Federica Signorelli
03:20di una artista che rende speciali delle bolle di sapone. Seguiamone insieme.
03:29Parla il linguaggio delle bolle di sapone Silvia Gaffurini e con l'incanto di queste impalpabili sfere iridescenti entra senza fatica nel cuore di tutti.
03:38I bambini naturalmente che ancora guardano al mondo con gli occhi della fantasia ma anche gli adulti che davanti alla loro delicata magia riescono ancora a stupersi.
03:47Al Teatro Santa Giulia del Prealpino in città è andato in scena in più repliche lo spettacolo Le Mille Bolle Magiche
03:54nel quale Silvia Gaffurini concentra il meglio della sua bubble art appresa anni fa nella scuola di Fang Yang,
04:01scienziato e precursore dell'arte delle bolle di sapone.
04:05Palpabile l'emozione dei piccoli spettatori che hanno sgranato gli occhi e ha applaudito con entusiasmo ogni numero
04:11che la fata delle bolle, come anche conosciuta Silvia Gaffurini, ha portato sul palcoscenico in un programma colorato e vario.
04:18Nel suo spettacolo, nato dall'esperienza nella produzione del Gazillion Bubble Show,
04:24l'artista coniuga magia, sogno, scienza ma anche riciclo, insegnando i bambini a divertirsi con le bolle di sapone
04:31utilizzando anche i semplici oggetti che si trovano in tutte le case,
04:35dimostrando a ogni passo una grande capacità di coinvolgimento del suo pubblico.
04:40Le Mille Bolle Magiche è dunque un viaggio nella poesia e nella bellezza
04:43e insegna che con la creatività anche la quotidianità può vestirsi di meraviglia.
04:57In questo momento c'è in Sala Libretti un momento molto importante che può essere seguito anche attraverso lo streaming,
05:05il report sulla fiducia e sull'operato degli enti pubblici,
05:09l'artigianato, le istituzioni, i servizi e fiducia, la nuova indagine del centro studi Lino Angelo Poisa
05:16dell'Associazione Artigiani che accende i riflettori sul giudizio espresso dagli associati
05:21nei confronti delle comune di residenza, provincia, regione e Parlamento
05:25e anche sull'operato dei rispettivi rappresentanti,
05:28nonché sulle tematiche da affrontare ritenute più importanti e urgenti nel mondo artigiano.
05:34Ora ci fermiamo con un piccolo break pubblicitario, torniamo tra pochissimo dopo la pubblicità.
05:50Torniamo nella nostra diretta, questa sera si parla anche di un corso di formazione gratuito
05:54per assistente familiare specializzato promosso da AISLA,
05:58Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica,
06:01che si svolgerà in collaborazione con Fondazione Ospedale Richiedei e il centro clinico NEMO.
06:08Con noi questa sera la dottoressa Maria Mazza, direttore risorse umane Fondazione Ospedale Richiedei,
06:13buonasera.
06:14Buonasera.
06:14E anche Mariangela Bruno, consigliere AISLA Brescia, buonasera.
06:19Buonasera.
06:20Allora, perché Fondazione Richiedei, AISLA e il centro clinico NEMO hanno deciso di costruire insieme
06:29questo corso di formazione?
06:31Sì, per rispondere direi che è utile considerare come negli ultimi anni è sempre più evidente
06:39la necessità di superare un'idea di cura intesa solo come risposta ad un bisogno acuto, emergenziale.
06:49Anche a livello istituzionale il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
06:55considera il lavoro di cura e di assistenza come un vero valore sociale ed economico
07:03che deve essere qualificato, sostenuto e reso professionale, soprattutto in quei contesti
07:12di elevata complessità.
07:14Da qui anche gli interventi ultimi del legislatore in materia di caregiver.
07:20È proprio dentro questa cornice che nasce la collaborazione tra Fondazione Richiedei e AISLA,
07:27perché sul territorio bresciano esiste un bisogno reale e urgente di famiglie che hanno
07:34in carico pazienti fragili e spesso complessi e faticano a trovare assistenti adeguatamente
07:41formati per gestire patologie complesse.
07:45Quindi abbiamo proprio scelto di progettare insieme questo corso perché formare bene significa
07:52garantire cure migliori e allo stesso tempo creare lavoro qualificato e dignitoso.
08:00Fondazione Richiedei entra in questo progetto come partner di sistema, mettendo a disposizione
08:06la propria esperienza nella formazione sociosanitaria e sanitaria strutturata, mentre AISLA
08:13diciamo che porta la sua profonda conoscenza dei bisogni delle famiglie.
08:17Insieme poi al centro clinico NEMO abbiamo costruito una buona pratica territoriale che
08:25prova a dare risposta a quella che è una sfida ormai nazionale.
08:31Maria Angela Bruno, che cosa significa oggi prendersi cura di una persona con AISLA sul
08:36territorio bresciano?
08:38Noi oggi a Brescia registriamo quella che è una necessità di confronto concreto con
08:45una realtà rappresentata da circa 130 famiglie che quotidianamente convivono con una malattia
08:53all'altissima complessità.
08:55Questa malattia ha un nome ed è la SLA.
08:57La SLA non è una disabilità come le altre perché la SLA coinvolge progressivamente aspetti
09:05fondamentali della vita quotidiana come quella che è la respirazione, quello che è il movimento.
09:13Quindi man mano purtroppo vengono a mancare questi elementi essenziali.
09:20Proprio per questo motivo l'assistenza a domicilio non può essere assolutamente improvvisata.
09:25Le famiglie ci dicono una cosa importante, non chiedono qualcuno in generale che possa
09:31assisterli durante questa quotidianità, ma chiedono effettivamente di persone che possono
09:36essere preparate, affidabili e che riescono anche ad entrare dentro questa complessità
09:42e attraverso alcuni strumenti riuscire a dare risposta a questa richiesta di aiuto.
09:47L'assistenza quindi diventa qualcosa di importante, ma diventa anche qualcosa di faticoso e può
09:56essere anche rischioso perché naturalmente ogni piccolo gesto è fondamentale per il paziente
10:04con SLA e per la sua famiglia.
10:06AISLA è un'associazione nazionale e AISLA nasce da chi è affetto da SLA e dalle loro famiglie.
10:14E proprio per questo motivo AISLA cerca di intercettare i vari bisogni.
10:18Uno dei capisaldi di AISLA, soprattutto in questo momento anche storico, è proprio quello
10:24della formazione.
10:26Quindi oggi per noi formare significa prendersi cura, significa costruire una rete di operatori,
10:32operatori come dicevo prima che devono essere altamente formati e questi operatori devono
10:37anche far parte di una rete e quindi poter cooperare con quelli che sono i servizi sanitari
10:44sociali e anche del territorio.
10:46È per questo che investiamo quindi in percorsi come questo, perché la qualità della cura
10:51passa attraverso le persone e le persone vanno sicuramente messe nelle condizioni anche
10:57di poter essere preparate.
11:00Certo.
11:02E il concreto, cos'è questo corso di formazione e perché è diverso dagli altri percorsi di
11:10assistenti familiari?
11:11Allora, diciamo che questo corso è un corso un po' diverso da altri, perché?
11:15Perché è un corso di alta specializzazione gratuito, è pensato proprio per chi vuol prendersi
11:21proprio cura del paziente con AISLA.
11:24È diverso da altri percorsi perché non si limita a trasferire delle competenze in maniera
11:31generica, ma soprattutto dare delle competenze specifiche, competenze che possono essere cliniche,
11:39ma soprattutto pratiche.
11:41Bisogna costruire quindi attorno a questa realtà concreta il corso, perché con una
11:49malattia complessa come la SLA non si può fare altrimenti.
11:53Allora, il corso in questo caso è frutto di una collaborazione che vede presente tre attori
11:57principali.
11:58Il AISLA Brescia, il Centro Clinico Nemo e Fondazione Richiedei.
12:04Il Centro Nemo è oggi un punto di riferimento nazionale per la presa in cura del paziente
12:09con SLA.
12:11Rappresenta un modello anche multidisciplinare perché all'interno del Centro Clinico noi
12:15troviamo dei medici che sono altamente specializzati.
12:19troviamo quindi il neurologo, la figura dell'opneumologo, il fisiatra, il terapista occupazionale,
12:26il nutrizionista, come anche lo psicologo.
12:29Tutte queste figure che singolarmente hanno il loro valore aggiunto.
12:34La cosa fondamentale è che qui collaborano tra di loro, quindi fanno rete.
12:38Queste saranno le persone, quindi voglio sottolineare proprio le persone che terranno
12:44i corsi, che grazie alla loro esperienza quotidiana, quindi lì al Centro Nemo, riusciranno a trasferire
12:51quelle competenze, quelle dottrine indispensabili perché effettivamente possiamo avere degli
12:59assistenti formati.
13:01Il corso è suddiviso, è un totale di 276 ore.
13:06Queste ore saranno suddivise in due momenti distinti, che è la parte in aula, saranno le
13:1276 ore, che come dicevo i relatori quindi saranno i nostri medici del Centro Clinico
13:17Nemo, e poi un'altra parte fondamentale, le 200 ore di pratica.
13:22Questa pratica non verrà svolta semplicemente nella struttura, ma soprattutto in un luogo
13:28importante, il luogo che è del quotidiano, quindi presso le famiglie.
13:33Qui noi non formiamo quindi assistenti generici, lo vogliamo veramente sottolineare.
13:37Noi formiamo persone che saranno capaci di stare nella complessità di questa patologia e di
13:44comprendere quindi quelli che sono i bisogni, i bisogni non solo clinici, ma i bisogni
13:49relazionali ed emotivi.
13:51Ed si traduce quindi tutto questo in una cura sicura, competente e rispettosa nella dignità
13:59della persona.
14:01Dottoressa, qual è il valore aggiunto di questo corso dal punto di vista del metodo
14:07formativo e del tirocinio?
14:09Sì, il valore aggiunto, come diceva la collega, nasce proprio dall'esperienza di Fondazione
14:16Richie Dei, che da anni lavora sulla qualificazione delle competenze di chi si prende cura delle
14:23persone, più fragili. E noi lo sappiamo, lo sappiamo bene, che nel nostro settore la
14:31differenza la fanno le persone e di conseguenza la loro formazione. Per questo la specificità
14:38del corso è, oltre a garantire dei contenuti teorici, è proprio il tirocinio. Le persone non
14:46si limitano ad osservare, ad imparare nozioni, ma entrano concretamente nel contesto di cura.
14:55Contesto di cura che è sia residenziale, cioè in struttura, presso il centro clinico
15:00Nemo, e a domicilio, dove affiancati da professionisti esperti si confrontano con situazioni vere,
15:09quotidiane e concrete. Quindi il percorso insiste su due livelli di competenza. Le competenze
15:16tecniche che sono indispensabili per garantire l'appropriatezza della cura e la sicurezza e le
15:25competenze nelle relazioni che sappiamo essere necessarie per stare accanto al paziente, alla
15:32sua famiglia e al contesto che segue il paziente. Per Fondazione Richie Dei, formazione significa
15:41davvero dare un lavoro qualificato, ma anche dignità e professionalità. E attenzione, dignità non è
15:50solo per chi riceve la cura, ma è anche dignità di chi lavora nella cura, in particolare nell'assistenza,
15:58che deve essere riconosciuto e messo nella condizione di fare bene il proprio lavoro.
16:04Maria Angela Bruno, a chi è rivolto questo corso e che tipo di risposta vuole dare insieme
16:12alle famiglie e anche al mondo del lavoro?
16:15Allora, questo corso oggi nasce dall'incontro di due bisogni molto importanti, che fino ad oggi
16:21faticano un pochino a parlare tra di loro, ma forse abbiamo trovato anche una chiave. È la necessità
16:26quindi di trovare lavoro o magari per chi già lavora nell'ambito della sanità di poter
16:32perfezionare quindi la propria conoscenza e quindi di poter dare una competenza vera,
16:39riconoscibile e spendibile. Quindi una competenza non assolutamente improvvisata. Quindi è una
16:45grandissima opportunità lavorativa. Poi dall'altra parte abbiamo la famiglia, la famiglia che chiede
16:51di avere queste persone così altamente specializzate. Quindi finalmente il binomio tra questo corso
16:59e la richiesta, la domanda fatta dalle famiglie, trovano in questo corso quindi una reale concretezza.
17:08La SLA infatti non è, come dicevo prima, una patologia, una disabilità come le altre. La SLA la potremmo
17:16anche definire quasi come una patologia a scuola. In che senso? L'operatore che affronterà questo corso
17:23riuscirà ad avere delle competenze tali che gli darà la possibilità, l'opportunità di potersi confrontare
17:30con altre patologie come la SLA, ma in maniera molto qualificata, molto pronta, ma soprattutto molto concreta
17:40perché si scenderà veramente in quello che, ripeto, lo avrò detto tantissime volte, ma lo ribadisco,
17:45nella quotidianità della vita di ogni giorno, della famiglia, quindi le varie difficoltà.
17:51Quindi ci sarà la competenza tecnica, ma soprattutto ci sarà anche la parte proprio umana, il saper
17:57comunicare con questi pazienti e con la propria famiglia. In altre parole, qui il lavoro diventa
18:03un lavoro qualificato e la formazione diventa una reale risposta, una concreta risposta ai bisogni
18:11delle persone. In chiusura, dottoressa, perché iscriversi oggi a questo corso?
18:19Perché oggi formarsi fa la differenza e acquisire competenze adeguate al contesto in cui si lavora
18:29ancora di più. Per cui io direi che oggi questo corso rappresenta un'opportunità che crea valore aggiunto
18:39per chi lavora, offre competenze professionali e anche prospettive di lavoro. Quindi direi che questo corso
18:47è da intendersi proprio come un investimento su se stessi ed è un'opportunità concreta che nasce qui,
18:55nel nostro territorio bresciano, per una necessità ed un bisogno reale e concreto. È utile sottolineare
19:05che il corso è gratuito, partirà il 7 marzo e le iscrizioni si chiudono il 19 febbraio. Il corso nella parte teorica
19:16si terrà presso Fondazione Richiedei e nella parte di tirocinio, in parte sempre presso Fondazione e in parte,
19:24come diceva la collega, proprio sul domicilio. Tutte le info si trovano sul sito di Aisla o sui social
19:31di Fondazione Richiedei.
19:32Perfetto, quindi ricordiamo richiedei.it e anche nei social e poi c'è Aisla.it. In chiusura, so che è arrivato
19:44un macchinario veramente importante nella vostra struttura e tutto questo grazie ad una rete di energia
19:52e anche di volontà.
19:54Sì, sì. La settimana scorsa, infatti, abbiamo inaugurato nel nostro reparto di radiologia e diagnostica
20:04una nuova apparecchiatura, in particolare è una TAC. Una TAC che si distingue per la sua tecnologia
20:11particolarmente avanzata che garantisce diagnosi accurate, precoci e anche una riduzione nella dose di radiazioni
20:23e nel tempo di esecuzione e di esposizione alle stesse. Per questo mi permetto di approfittare per ringraziare
20:33tutti i cittadini e tutte le realtà produttive che hanno effettivamente contribuito a questo risultato
20:40che era un obiettivo importante per Fondazione Richiedei.
20:45Bene, ringraziamo le nostre ospiti, quindi abbiamo avuto con noi la dottoressa Maria Mazza,
20:51direttore risorse umane Fondazione Ospedale Richiedei e Maria Angela Bruno, consigliere Aisla Brescia.
20:57Grazie per essere state con noi.
20:58Grazie a voi.
20:59Noi ci fermiamo con un piccolo break. A tra poco.
21:10Eccoci prontissimi per aprire la pagina dedicata alla psicologia. Lo facciamo con la dottoressa Maddalena Garzoni,
21:20psicologa e psicoterapeuta che torna a trovarci. Buonasera.
21:23Buonasera Daniela, buonasera.
21:24E questa sera vedete un ospite a fianco a lei, abbiamo Samuele Mollenbeck.
21:29Buonasera, buonasera.
21:29Buonasera, allora lo ricorderete, lui è un cantante e ha fatto e ha partecipato all'edizione 2024 di Amici, giusto?
21:39Esatto, esatto.
21:39Benissimo, allora perché Samuele con la dottoressa Garzoni? Perché questa sera, eccolo qua, una foto che ti ritrae,
21:47e sei uguale dopo due anni, eh Samuele?
21:50No, in realtà è un anno, dai, l'anno scorso.
21:51Ah beh dai, è vero, è un anno, è un anno, l'anno scorso.
21:54Allora, perché questa unione? Perché questa sera, solitamente no, noi sentiamo sempre i nostri ospici,
22:00decidiamo l'argomento e la dottoressa Garzoni proprio qualche giorno fa mi ha detto
22:05Daniela, ma perché non affrontiamo questo tema delicato, che poi l'abbiamo affrontato già altre volte,
22:11che è quello del disagio giovanile, pochi giorni fa sul giornale di Brescia,
22:15ampia apertura dedicata proprio anche alle parole, no, di alcuni parroci della nostra città,
22:22un SOS che arriva dai farmacisti, perché questi ragazzi che prendono da soli di psicofarmaci,
22:29ma un altro SOS nei confronti dei cosiddetti balloons, che sono proprio dei palloncini
22:36che vengono utilizzati per sballarsi.
22:38Quindi, che tipo di fenomeno è? Perché sta preoccupando tanto la comunità in generale
22:46e gli educatori, dottoressa Garzoni?
22:48Allora, questa droga, che è una nuova droga, che riguarda appunto l'inalazione di protossido d'azoto,
22:55che è un gas legale e quindi facilmente reperibile e a basso costo,
23:00preoccupa proprio per questi motivi, perché è innanzitutto accessibile e poi non c'è quella soglia di rischio psicologico,
23:08in quanto legale, che a volte si frappone e crea proprio delle limitazioni.
23:13Quindi dà dei danni sia a breve che a lungo termine.
23:17A breve termine, perché è una droga che rilascia un effetto immediato,
23:21quindi va dai 30 ai 60 secondi, crea molta euforia e quindi anche una richiesta di ripetitività veloce,
23:28ma crea dei danni a livello cronico sul sistema nervoso centrale,
23:33perché porta a un abbassamento importante della vitamina B12 e quindi dei danni neurologici sul sistema nervoso.
23:40Quindi è molto preoccupante proprio per questo motivo,
23:43perché di fatto i ragazzi non percepiscono il rischio reale di quello che può accadere utilizzandolo,
23:49lo utilizzano in contesti di festa, lo fanno tutti e quindi questo ovviamente preoccupa e allarma.
23:55E poi perché non è conosciuto anche da noi adulti e quindi questa cosa non ci permette magari di riconoscere alcuni segnali,
24:02per esempio anche banalmente queste bombolette che di fatto sono legali perché sono un anestetico medico,
24:07ma vengono utilizzate anche nei prodotti, per esempio nella panna da montare.
24:12Assolutamente, tra l'altro parlavo con dei giovani e mi dicevano, proprio in previsione di stasera,
24:18che ma sì è facilissimo, si compra su online, quindi è accessibile a tutti, costa poco.
24:25E sballa.
24:29Si parla di salute emotiva, anche legata all'SOS psicofarmaci, c'è tanta preoccupazione,
24:38anche perché molti genitori poi non riescono a captare, percepire dei campanelli d'allarme,
24:45cioè molto spesso i ragazzi si chiudono in camera e tu pensi che stiano magari ascoltando la musica o studiando
24:51e invece c'è veramente un grande disagio?
24:55Sì, rispetto agli psicofarmaci un altro campanello d'allarme e qualcosa da cui si può prestare attenzione
25:01è proprio l'utilizzo da parte degli adolescenzi di psicofarmaci senza prescrizione medica.
25:07se li passano tra di loro, li recuperano tranquillamente per strada, online, oppure in casa direttamente,
25:14è una cosa che fanno spesso, non ha una finalità, a volte ha una finalità legata ancora un po' allo sballo,
25:20altri molto più frequentemente per un aspetto anestetico e per un'autocura.
25:27Questo perché? Perché in realtà c'è non tanto un'idea vera di guarigione, ma un'automedicazione.
25:35Serve per anestetizzare da un punto di vista emotivo quelle che sono delle emozioni molto forti
25:40o delle pressioni sociali o addirittura anche per tenere mantenute delle performance,
25:46per esempio scolastiche piuttosto che sportive.
25:48Quindi per mantenere alta la prestazione vengono utilizzati proprio questi psicofarmaci per non crollare.
25:53In realtà non c'è un vero intento di guarigione perché un percorso per esempio psicoterapeutico
25:58richiede un tempo, una fatica, una frustrazione che in quel momento i ragazzi non vogliono,
26:04vogliono la soluzione immediata.
26:06Se penso agli anni 70, si pensava a uno sballo per il divertimento.
26:11Oggi si parla di sballo legato invece a una paura di chiedere aiuto, è giusto?
26:16Assolutamente sì, è proprio così.
26:19Lo sballo è visto davvero in modo secondario, ma dalla canna, lo psicofarmaco, al di là della sostanza,
26:27c'è proprio una fatica nel passaggio alla parola e alla richiesta di aiuto.
26:31Quindi anestetizzo, copro, zittisco, tutte quelle che sono delle emozioni negative
26:38e in questo modo non sento più nulla.
26:41E questo mi dà l'idea che le cose possano in qualche modo passare.
26:45E' diverso da quello che avevamo in mente.
26:48E' vero, è molto diverso perché ad esempio io ho segnato solitudine, pressione sociale,
26:54aspettative elevate, sono proprio poi le forme di disagio, i pilastri del disagio dei giovani di oggi.
27:03I pilastri sì, di quella che è una forma depressiva, ansiosa, di tipo proprio generazionale.
27:08Quelli che ha nominato adesso sono proprio non fattore di stress semplici,
27:11ma i pilastri su cui poggiano quelle che sono davvero le fatiche dei nostri adolescenti.
27:18La pressione sociale, il fatto di dover sempre mettere questa maschera della felicità,
27:24del dover sempre essere eccellenti, del dover essere sempre felici, contenti.
27:28La solitudine, anche se iperconnessi e iper, come dire, sempre in mezzo a tante situazioni,
27:36tante persone, è un vuoto e una solitudine profondissima.
27:39Questo è quello che io registro anche nella mia osservazione clinica, nel lavoro con loro.
27:46Che è già positivo arrivare a lei, cioè vuol dire che sia ben preciso una situazione,
27:53quindi che sia il genitore o il ragazzo che chiede aiuto è già un bene.
27:56Ma come si possono aiutare gli educatori, quindi la scuola e i genitori a percepire quei campanelli?
28:05Come possiamo accorgerci di questo, lo chiamiamo, disagio in generale?
28:10Ci sono dei campanelli visibili e anche quelli invisibili.
28:14Adesso ne vediamo qualcuno, però secondo me è prioritario non solo vedere,
28:20ma anche poter reggere quello che vedo.
28:21Perché quello che a me capita è che dall'altra parte ci siano degli adulti
28:26che non perché non abbiano le intenzioni di volere aiutare i propri figli o altri adolescenti,
28:31ma che c'è una fatica nel reggere quella che è il dolore, la frustrazione
28:35e il senso di impotenza che generano questi adolescenti nella pancia degli adulti.
28:40E quindi tante volte tendono a non vedere, sminuire, minimizzare,
28:44proprio perché poi è difficile sostenere questi campanelli d'allarme.
28:48Comunque, quello che possiamo osservare è non, come dire, farsi fregare dalla maschera della normalità.
28:56Quando vediamo che va tutto bene, vanno bene a scuola, vanno bene nello sport, vanno bene con gli amici,
29:00teniamo comunque un campanello d'allarme anche su quello,
29:02nel senso che a volte i ragazzi devono per forza rispondere a delle aspettative elevate
29:09e quindi fanno quello che possono, per quello ma in realtà dentro, nascondono magari un grosso vuoto,
29:14una grossa fragilità e possono crollare.
29:17Altri aspetti sono non confondere magari la ribellione sana dell'adolescente con il ritiro.
29:23Cioè va bene sbattere la porta, va bene chiudere, come dire, la rispostaccia,
29:27però quando c'è un ritiro persistente, per esempio in camera,
29:30proviamo un po' a capire, oppure dalle solite abitudini, non esco, non sento nessuno, non vedo nessuno,
29:37o cambiamenti rispetto a alterazioni di sonno, veglia, ritmi rispetto al rapporto con il cibo.
29:43Questi sono tutti dei campanelli che ci possono un pochino, devono un pochino attenzionare alcuni comportamenti.
29:51Assolutamente.
29:52Samuele, vengo a te perché? Perché ti abbiamo conosciuto, appunto, dicevamo prima, ad amici.
29:58Abbiamo saputo apprezzare le tue canzoni, nei testi avvertiamo anche, no?
30:04Tante emozioni legate ai giovani, tu sei riuscito a trasformare magari un dolore, un'emozione forte in parole.
30:14Da dove nasce tutto questo bisogno, no? Di poi trasformarlo in musica e parole?
30:22Ma allora, di base nasce da esigenza proprio, nel senso anch'io sono una persona che,
30:28nella mia vita soffro, quindi è nata proprio da un'esigenza di buttare fuori,
30:34ed era forse l'unico modo che ho trovato, anche quando ero più piccolo, ho iniziato a scrivere pensieri
30:40all'età di 13-14 anni.
30:43Poi dopo, parallelamente, suonavo la chitarra da autodidatta,
30:46e quindi ho pensato di, insomma, di mettere insieme le cose e ne è uscito quello che oggi faccio.
30:52Quindi sono molto contento, però sì, diciamo che nasce sempre da questa necessità di esprimersi.
30:59Tu hai detto una cosa bellissima allo scrivere, no?
31:04Spesso anche gli psicologi ci ricordano quanto sia importante, ad esempio,
31:07vabbè, tenere il diario adesso è un po' demodè, però esprimere in parole un disagio che abbiamo,
31:13un'emozione forte.
31:15A me capita a volte di scrivere anche un WhatsApp e non inviarlo, no?
31:18Per dire, perché sono sempre emozioni.
31:21Credi che la musica ti abbia salvato in questo senso?
31:25Cioè, tu hai detto, anch'io ho provato tanta tristezza, quindi hai dovuto cercare una cura.
31:31La musica è stata la tua cura?
31:33Sì, è stata una salvezza, sicuramente, nel senso che, come ti dicevo prima,
31:38è stato l'unico modo che ho trovato per esprimere quello che a parole non riesco a dire,
31:42non riuscivo a dire, affrontando anche temi come relazioni,
31:47cose che, secondo me, ad oggi, molto spesso è difficile dire proprio parole a una persona
31:54e con la scrittura, con la musica, sono riuscito a superare quel limite di timidezza, imbarazzo.
32:01Riesco ad essere vero, diciamo, quando scrivo.
32:04E quindi questo è un po' il tutto, ecco.
32:08Tra l'altro, tra i temi delle tue canzoni, tu spesso tocchi temi che toccano la vita dei giovani,
32:18adolescenti, anche quelli un po' più grandi, ma che non riescono magari a far sentire proprio la propria voce,
32:25non riescono a dire ho bisogno.
32:28Tu, in qualche modo, credi di poter aiutare questi ragazzi con le canzoni?
32:34Eh, assolutamente sì, e ti dico anche il motivo, ossia che io mi sono avvicinato alla musica
32:40proprio per questa cosa, per questo motivo, nel senso che ho ritrovato nella musica molto spesso,
32:45nei testi, anche nel modo di dire le cose, voce ai miei pensieri, voce a quello che io non riuscivo a dire.
32:54E nei momenti in cui sono riuscito a farlo anch'io, mi sono sentito quasi, non come una responsabilità, però sì.
33:02E sei una specie di messaggero.
33:04È una specie di responsabilità, ecco, e mi fa molto piacere questa cosa perché è un po' quello che ho sempre sognato di fare,
33:13un po' aiutare gli altri e allo stesso tempo aiutare me stesso, perché faccio musica sia per me stesso,
33:18quindi per esprimermi, ma nel momento in cui ho deciso di passare dal, ok, faccio le canzoni per me stesso,
33:24a condividerle.
33:26Insomma, da quella famosa cameretta, giusto?
33:28Esatto, esattamente.
33:30Al palco di amici.
33:31Esatto.
33:32E voglio dire, il passo non è da poco, è un bel passo, è un bel passo.
33:36Forse a volte poi non ci si accorge neanche di avere un ruolo, soprattutto in una persona,
33:40a me sembri molto, una persona molto umile, no?
33:43E spesso le persone umili, che valgono, sono quelle che poi non si rendono conto che hanno un potenziale,
33:49un potere in mano, e quindi cavalcando quel palco lì tu inevitabilmente l'hai avuto.
33:56Non sei arrivato ai serali?
33:57No.
33:58Non sei arrivato ai serali, però credi di aver lasciato comunque un messaggio, sei stato capito?
34:04Sì.
34:05Sincero?
34:05Credo di sì, cioè nel senso io ho cercato di mostrarmi nel modo più vero possibile,
34:11perché credo che poi la forza dell'arte, della musica, in generale della vita, sia la verità,
34:17l'essere sempre te stesso, e comunque, nonostante non sia arrivato al serale,
34:22comunque credo che tante persone mi abbiano capito, e lo capisco da quello che mi viene scritto,
34:28dai messaggi che leggo, sono sempre molto tutti carini, e mi fanno un sacco piacere,
34:35perché comunque mi fa capire che sono riuscito a dire la mia, a farmi vedere.
34:40Samuole, tu che rapporto hai con i social?
34:42Mi interessa saperlo per questa condivisione col pubblico, no?
34:46Che credo sia molto istantanea col social.
34:49Sì, allora io con i social sono, non sono un super frequentante,
34:56ovvio che poi, nel senso, tornano utili.
34:58E beh, certo.
35:00Però credo che siano anche tanto un'arma a doppio taglio,
35:03quindi cerco di frequentarli nel modo più sano possibile, ecco.
35:08Cioè, io promuovo il condividere l'arte, condividere la musica,
35:14solo che poi ovviamente mi capita anche di leggere messaggi,
35:17leggere commenti che non condivido.
35:21Sì, sì, assolutamente.
35:22Però io voglio parlare del tuo EP,
35:26che hai pubblicato a gennaio,
35:28Il buio che mi salva.
35:31E secondo me questo titolo racchiude un po'
35:33quello che ci stiamo dicendo stasera.
35:36Il buio ti ha salvato?
35:38Sì, cioè nel senso,
35:40il buio viene spesso visto,
35:41sempre visto in realtà,
35:42come una cosa negativa,
35:44come una cosa tenebrosa, giustamente, no?
35:46Però io credo che è proprio in quel buio,
35:49in quello stato di insoddisfazione, di dolore,
35:53che poi riesci ad emergere
35:54e a trovare le forze in te stesso,
35:56perché c'è una frase che,
35:59quando tocchi il fondo,
36:00dopo risali, no?
36:01È vero.
36:01Che sembra una frase detta tanto per dire,
36:04ma poi è così.
36:05Cioè, il buio ti mette in faccia le cose,
36:08ti mette in faccia le tue debolezze,
36:10le tue insicurezze,
36:11e quindi credo che sia l'unico modo
36:15per crescere,
36:17sia personalmente che artisticamente
36:19o in generale come persona, ecco.
36:21Samuele, per me,
36:22che sono un po' una boomer,
36:24dove si trova l'EP?
36:25Lo possiamo trovare dove?
36:27Su tutti i digital stores.
36:28Su tutte le piattaforme, giusto?
36:30Esatto.
36:31Quindi Spotify, Apple Music, tutto.
36:33E anche su YouTube.
36:34E niente,
36:35sono molto contento di appunto
36:37di aver fatto uscire questo EP,
36:39anche perché sono dei pezzi
36:41che mi rappresentano tantissimo
36:43in questo periodo.
36:45Sono appunto tre brani,
36:46di cui uno è quello che è uscito da Amici.
36:49E niente,
36:49affronto appunto diverse tematiche,
36:51quindi tematiche relazionali,
36:52tematiche anche relazionali
36:55con se stessi.
36:56Perché poi appunto questa frase,
36:58c'è una frase molto importante
36:59che è
37:00lasciami cadere dentro il buio
37:01che mi salva.
37:03Che molto spesso appunto ti,
37:05anche le persone esterne
37:06cercano di tirarti fuori,
37:08che è una cosa super positiva
37:09perché vuol dire
37:10che sei circondato da persone
37:11che ti vogliono bene.
37:12però è anche vero che
37:15qua
37:16lasciami cadere dentro il buio
37:17che mi salva,
37:17è una frase che per me vuol dire
37:18che lasciami anche
37:19star male,
37:21perché poi nello star male
37:22starò meglio e
37:23crescerò.
37:24È vero,
37:24c'è la famosa rinascita.
37:26Che belle parole,
37:27grazie mille.
37:28È stato veramente un piacere,
37:30devo ringraziare
37:30la dottoressa Garzoni
37:31che ti ha portato con noi
37:33questa sera.
37:34Lui è Samuele Mollenbeck,
37:37l'ho detto giusto?
37:38Assolutamente sì.
37:39È tedesco, giusto?
37:40Esatto, esatto, esatto.
37:41Bene, cantante di amici,
37:43grazie,
37:44in bocca al lupo
37:44per il tuo futuro.
37:45E grazie mille
37:46alla dottoressa Maddalena Garzoni
37:48come sempre.
37:49Alla prossima, grazie.
37:51Ci fermiamo
37:51per una brevissima
37:52pausa pubblicitaria
37:53e continuiamo a parlare
37:54di salute.
38:04Eccoci di nuovo in diretta,
38:07ho il piacere
38:07di avere in studio
38:08il dottor Luca Ferrari,
38:10medico, chirurgo,
38:11specialista in chirurgia
38:12maxillo-facciale.
38:13Buonasera.
38:14Buonasera a tutti, grazie.
38:16Benvenuto.
38:17Allora, iniziamo
38:18nello spiegare esattamente
38:21che cos'è
38:22la chirurgia orto-facciale
38:24e quali sono le principali
38:25problematiche anatomiche,
38:27funzionali
38:28di cui lei si occupa.
38:30Anche se, devo dire la verità,
38:31il pubblico di Teletutto
38:32racconta abbastanza preparato.
38:34Però, qualche notizia in più
38:36non fa mai male.
38:38Assolutamente sì,
38:39sono preparatissimi.
38:41La chirurgia orto-facciale
38:42è quella che è l'evoluzione,
38:44diciamo,
38:44della classica chirurgia
38:46orto-ognatica
38:47che principalmente
38:48si basava sulle correzioni
38:51di quelle che erano
38:52le malocclusioni
38:53dento-scheletriche.
38:55L'evoluzione di questa chirurgia
38:57prevede il fatto
38:58che ci si occupi
38:59di una correzione
39:00del viso a tutto tondo,
39:01a 360 gradi,
39:03perché spesso
39:04queste malformazioni scheletriche
39:06o dentali
39:07si basano
39:07sulle malformazioni
39:08delle ossa,
39:09cioè del macellare
39:10o della mandibola.
39:11Infatti,
39:12possono essere associate
39:13o a quelli che vengono
39:14chiamati
39:15prognatismi,
39:16cioè le mandibole
39:17troppo avanti,
39:18oppure
39:18le ipoplasie mandibolari,
39:20le assimetrie mandibolari,
39:22le posizioni mente
39:23alterati del mento.
39:24E oggi,
39:25comunque,
39:25c'è sempre
39:26una maggiore richiesta
39:28di correzioni
39:29anche dal punto di vista
39:31non solo funzionale,
39:32ma estetico.
39:34E quindi ci troviamo
39:35magari non a correggere
39:36solo i casi
39:37più eclatanti
39:38o quelli più gravi,
39:39ma anche i casi
39:40che sono considerati
39:42per noi più lievi
39:43proprio per l'aumento
39:44di queste richieste estetiche.
39:46Stiamo vedendo
39:46delle immagini.
39:48Qua c'è uno scheletro
39:49che affascina sempre.
39:50Che cosa rappresenta?
39:51Diciamo che questa
39:52nella nostra evoluzione
39:54o della nostra specialità
39:56ci viene molto in ausilio
39:58quella che è
39:58la tecnologia,
39:59come ha cambiato
40:00tutta la medicina.
40:03Infatti,
40:04ormai
40:04partiamo
40:05dall'attack volumetrica
40:07alla digitalizzazione
40:08delle immagini
40:08e questo ci consente
40:10comunque
40:11di virtualizzare
40:12tutto l'intervento chirurgico
40:14ancora prima
40:15di andare in sala operatoria.
40:16Quindi prima si diceva
40:17che andavate in sala operatoria
40:18un po' alla cerca?
40:18Questo ad esempio.
40:19Esatto.
40:20Qui invece andiamo
40:21molto più preparati.
40:23Possiamo prevedere
40:24quelli che saranno
40:25in questo caso
40:27gli spostamenti,
40:28i movimenti scheletrici
40:29e quindi essere
40:31più veloci,
40:32più precisi
40:33e quindi migliorare
40:35anche quello che può essere
40:36la tempistica operatoria
40:38del paziente
40:39e rendere l'intervento
40:40diciamo più leggero
40:41nel post-operatorio.
40:43Quindi
40:43l'intelligenza artificiale
40:46è in aiuto?
40:48L'intelligenza artificiale
40:50in questo momento
40:51è parzialmente
40:53in aiuto
40:54magari ad esempio
40:56in alcune fasi
40:57di queste progettazioni
40:58però ci vuole sempre
41:00una validazione
41:01o una progettazione
41:02che parte
41:04dalla diagnosi.
41:05Certo.
41:05Se facciamo una diagnosi
41:07magari che non può essere
41:09corretta o altro
41:10in questo caso
41:11spesso non può aiutarci
41:12e quindi
41:13finiremo magari
41:15nell'arrivare
41:16a un risultato
41:17errato.
41:19Quindi
41:19sicuramente
41:20ha fatto passi
41:22dai giganti,
41:23ci viene in aiuto
41:24è un ausilio
41:25di cui oggi
41:26non possiamo
41:26non permetterci
41:27di avere
41:28ad esempio
41:28noi
41:29lo utilizziamo
41:30sempre
41:31per avere
41:31appunto
41:32una maggiore
41:32accuratezza
41:33una maggiore
41:33precisione chirurgica.
41:36Si parla anche
41:37di team allargato
41:38ci sono altre figure
41:38professionali
41:39che arrivano
41:40in aiuto
41:41si parla di
41:42multidisciplinarità?
41:44Assolutamente
41:44io ho una formazione
41:46ospedaliera
41:48e quindi
41:48sono sempre stato
41:49abituato a lavorare
41:50in equip
41:50e secondo me
41:51lavorare in equip
41:52è fondamentale.
41:53fermo restando
41:54che questo tipo
41:55di patologia
41:55di cui parliamo
41:56stasera
41:57prevede comunque
41:59la stretta
42:01collaborazione
42:02tra quello che è
42:02il chirurgo maxillo-facciale
42:04e l'ortodonzista
42:05che è la figura
42:07odontoiatrica
42:07di riferimento
42:08in particolar modo
42:09un ortodonzista
42:10che abbia
42:10esperienza
42:11di preparazioni
42:13prechirurgiche
42:14o finalizzate
42:14la chirurgia
42:15e
42:16diciamo che
42:18devono collaborare
42:19in sinergia
42:20questi specialisti
42:21uno per arrivare
42:23al risultato
42:23e poi
42:24non sarebbe possibile
42:25affrontare il problema
42:26in modo singolo
42:26perché ognuno
42:27ha le proprie specificità
42:29e le proprie competenze
42:30quindi è di competenza
42:31sia odontoiatrica
42:33che maxillo-facciale
42:34questo tipo di
42:35malformazione
42:36quanto conta
42:38anche
42:39parlare
42:41di interventi
42:41mini-invasivi
42:42per un recupero
42:43più veloce?
42:46Sicuramente
42:47non abbiamo più
42:48questo tipo di chirurgia
42:49a volte spaventava
42:50perché diceva
42:51che aveva
42:51un posto operatorio
42:52piuttosto
42:54diciamo
42:54chiamiamolo pesante
42:56o comunque lungo
42:57oggi
42:58il fatto di utilizzare
43:00degli accessi
43:01che siano più piccoli
43:02cioè proprio
43:03delle incisioni chirurgiche
43:04più piccole
43:05dettate anche dal fatto
43:06del poter programmare
43:07o virtualizzare
43:08prima
43:08il nostro intervento chirurgico
43:10il fatto di utilizzare
43:12a livello intraoperatorio
43:13dei device
43:14come può essere
43:15il trapano
43:15ultrasuoni
43:16il trapano piezoelettrico
43:17che è meno lesivo
43:20su quelli che sono
43:21i tessuti
43:21e quindi determina
43:22meno gonfiore
43:23ma soprattutto
43:24anche altre figure
43:26come l'anestesista
43:27che utilizza
43:29un tipo di anestesia
43:30specifica
43:31ci vuole
43:31una determinata
43:32ipotensione
43:34all'interno
43:34intraoperatoria
43:35ma anche
43:36secondo me
43:36nel post
43:37altre figure
43:37come il logopedista
43:39piuttosto che
43:40il fisioterapista
43:41nel recupero mio funzionale
43:43nel recupero
43:43dell'articolazione
43:44o anche magari
43:46nel post operatorio
43:47l'ausilio
43:47di alcuni presidi
43:48come può essere
43:49l'isoterapia
43:50il trattamento
43:51isoterapico
43:52col freddo
43:53aiuta molto
43:54anche nel post operatorio
43:55quindi diciamo che
43:56l'importante
43:58è che ci sia
43:58un team dedicato
44:00in questo caso
44:00sicuramente
44:02si possono avere
44:03risultati migliori
44:04sia per quello
44:05che riguarda
44:06l'aspetto clinico
44:07di successo
44:07sia anche comunque
44:08per il comfort
44:09post operatorio
44:10del paziente
44:11sono curiosa
44:12di chiederlo
44:13quanto incide
44:14oggi anche
44:15l'approccio
44:17nei confronti
44:18prima abbiamo visto
44:18dei volti
44:19delle donne
44:20nei confronti
44:21anche dell'estetica
44:22dell'armonia
44:23del volto
44:24quanto è cambiato
44:25l'approccio chirurgico
44:26in questo senso?
44:28diciamo che
44:29appunto
44:30si è passati
44:31come
44:31tornando alla domanda
44:32iniziale
44:33a un discorso
44:35proprio
44:36di chirurgia
44:37ortofaciale
44:38proprio per il fatto
44:38che oggi
44:39la richiesta
44:40è anche estetica
44:41cioè non basta
44:42più
44:43diciamo
44:44sistemare
44:44quella che poteva essere
44:45l'occlusione
44:46e mettere
44:47i denti
44:48nella corretta posizione
44:49perché comunque
44:50alcune stigmate
44:52ad esempio
44:52un mento
44:53molto retruso
44:54un mento
44:55invece molto prominente
44:56un viso
44:57molto lungo
44:58o anche ad esempio
44:58se penso solo
44:59a un naso
45:00magari
45:00all'interno
45:02di un viso
45:02se il mento
45:03è molto piccolo
45:05fa risultare
45:06il naso
45:06molto più grande
45:07all'interno
45:08di una visione
45:08d'insieme
45:09e quindi
45:10è diventato
45:11fondamentale
45:12perché il paziente
45:13richiede anche
45:14comunque
45:15e soprattutto
45:16delle tipologie
45:17di correzioni
45:18estetiche
45:19oltre che
45:20funzionali
45:21e qui
45:22ne è un esempio
45:22questa foto
45:23ad esempio
45:24questo esempio
45:24potrebbe essere
45:25una foto
45:26sì
45:26poi esistono
45:27anche
45:27delle
45:28diciamo
45:31delle nicchie
45:32che sono
45:33più che altro
45:34legate
45:34anche
45:35a cambiamenti
45:38di tipo estetico
45:39che sono legati
45:40a chirurgia di genere
45:41come potrebbe essere
45:42femminilizzazioni
45:43del volto
45:43o altre chirurgie
45:44ad esempio
45:46infatti
45:46noi possiamo associare
45:47e questa è un po'
45:48una novità
45:49anche quelle che una volta
45:50erano definite
45:50procedure ancillari
45:52ma che oggi
45:52sono diventate
45:53strettamente fondamentali
45:55all'interno di questo tipo
45:56di chirurgia
45:56la rinoplastica
45:58la mentoplastica
46:00un aumento
46:01una diminuzione
46:02degli angoli mandibolari
46:03un aumento
46:04degli zigomi
46:05l'ipofilling
46:06sicuramente
46:08la richiesta
46:09è sempre più in aumento
46:10anche da parte
46:11degli uomini
46:12anche da parte
46:13degli uomini
46:14vero
46:14e quindi c'è
46:15un'attenzione maggiore
46:16da parte dell'uomo
46:17potrebbero essere
46:17anche più delle donne
46:18è vero
46:19più delle donne
46:20come attenzione
46:21sicuramente
46:21come attenzione
46:22ah bene
46:22io le farei
46:25la domanda
46:25sui benefici
46:26a lungo termine
46:27quindi
46:29a livello
46:30funzionale
46:32estetico
46:33che comunque
46:34benefici da parte
46:35ovviamente
46:36della chirurgia ortofacciale
46:38rispetto alle alternative
46:39più
46:40conservative
46:42diciamo così
46:43a parte alcuni casi
46:45che sono
46:45francamente
46:46di tipo chirurgico
46:48e quindi
46:48ci sono anche dei casi
46:49che potrebbero essere
46:50definiti magari
46:51grigio o altro
46:52dal mio punto di vista
46:53l'aspetto funzionale
46:55più importante
46:56è anche quello
46:57che oggi
46:58in tutti i nostri
46:59spostamenti
47:00dello scheletro facciale
47:01andiamo a valutare
47:02anche quelle che sono
47:03le vie aeree
47:04lo spazio aereo
47:05perché
47:05una mandibola
47:07molto retrusa
47:07può determinare
47:08anche delle difficoltà
47:10comunque respiratorie
47:11legate a quelle che possono essere
47:12delle apnea ostruttive
47:13del sonno
47:14quindi
47:14mettere in tensione
47:16avanzare la mandibola
47:17o tutto il complesso
47:18maxillomandibolare
47:19può avere notevoli benefici
47:21su quella che è
47:21la respirazione
47:22e l'ossigenazione
47:23e quindi
47:24un aspetto funzionale
47:25importante
47:26un aspetto
47:27un po' dibattuto
47:28in letteratura
47:28è la valutazione
47:30della funzionalità
47:31e la preservazione
47:32dell'articolazione
47:33temporomandibolare
47:34spesso
47:35pazienti che soffrono
47:36di disfunzioni
47:37temporomandibolari
47:38possono
47:39associate
47:40a delle
47:41malocclusioni
47:42dentoscheletriche
47:43possono trovare
47:44un beneficio
47:44nell'unire
47:45non solo
47:46il trattamento
47:47dell'articolazione
47:48ma anche
47:48un trattamento
47:49di tipo chirurgico
47:50di correzione
47:51della loro malocclusione
47:52e poi sicuramente
47:54l'aspetto estetico
47:55ha una grande valenza
47:57perché
47:57diciamo che
47:58il viso
47:59è il nostro biglietto
48:00da visita
48:00e quindi
48:01una migliore
48:04accettazione
48:05una correzione
48:05di quelli che sono
48:06i difetti
48:07aumenta comunque
48:08la propria autostima
48:10e quindi
48:11la percezione
48:13di sé
48:13assolutamente
48:14ho proprio un minutino
48:16ma sono curiosa
48:16di chiederle
48:17quanto conta
48:18l'aspetto psicologico
48:19anche in un cambiamento
48:20secondo me
48:22conta molto
48:23anche perché
48:23infatti
48:24anche sempre
48:25all'interno del team
48:26con i miei colleghi
48:27che sono comunque
48:28io collaboro
48:30con
48:30anche due miei colleghi
48:31ci tengo
48:32perché abbiamo
48:32questo progetto
48:33di collaborazione
48:35il dottor Negrini
48:35e il dottor Tian
48:36e
48:37conta molto
48:39infatti
48:39abbiamo pensato
48:40di integrare
48:41proprio in questo team
48:42anche lo psicologo
48:43che può aiutare
48:44il paziente
48:45nella nuova accettazione
48:46di un nuovo sé
48:47eventualmente
48:48nel posto operatorio
48:50è vero
48:51che è molto importante
48:52poi ricordo
48:52al volo
48:53un anestesista dedicato
48:54logopedista
48:55e il fisioterapista
48:55esatto
48:56assolutamente
48:57giusto
48:57la ringrazio molto
48:59è stato molto interessante
49:00parlare con lei
49:01ricordo
49:01lui è il dottor
49:02Luca Ferrari
49:03medico chirurgo
49:04specialista
49:05in chirurgia
49:06maxilofacciale
49:07e in bocca al lupo
49:08allora per il progetto
49:09grazie mille
49:10ecco ci siamo arrivati
49:23alle ultime battute
49:24in chiusura
49:24ricordiamo solo
49:25i temi di domani
49:26tornano gli amici
49:27dell'air
49:27che poi ancora
49:28spazio alla salute
49:29con la poliambulanza
49:30e il cinema
49:31con Enrico Danesi
49:32noi vi salutiamo
49:33non ci resta che
49:34lasciarvi in compagnia
49:35dei colleghi
49:35del TG Preview
49:37e ricordarvi
49:37l'appuntamento
49:38per domani sera
49:39alle 18
49:39buona continuazione
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