- 15 ore fa
Categoria
🎥
CortometraggiTrascrizione
00:00Succede anche a voi di aver avuto un tumore al seno e essere molto preoccupate per la vostra
00:22fertilità. Vorreste avere un figlio e ancora avete molti problemi sul lavoro perché il
00:29rendimento è crollato e perché tra cure e controlli avete bisogno di molti permessi. Sono tre domande
00:37cardinali, vediamole insieme. Innanzitutto stiamo parlando di sessualità femminile e vi ricordo,
00:46magari rivedete la scorsa puntata, che quando parliamo di sessualità parliamo di tre grandi
00:52dimensioni, il sentirsi donna, l'identità sessuale, oggi esploreremo altre due dimensioni, quindi
00:59la maternità e il ruolo sociale, la funzione sessuale e poi la relazione di coppia e molti
01:05di questi aspetti erano già presenti nel capitolo che ho scritto per il libro del professor
01:10Beronesi sulla tumore alla mammella breast cancer. Quindi ricordo le quattro dimensioni
01:17della femminilità in intesa come sentirsi donna, femminilità e erotismo, oggi maternità
01:24e ruolo sociale. Per ogni donna nei millenni il seno è stato anche un potentissimo fattore
01:34di vita, di vita dei propri piccoli ed ecco quindi un simbolo cardinale di maternità, femminilità
01:41ma anche di valore e di identità personale. È chiaro quindi che un cancro al seno può colpire
01:47proprio il cuore di quella percezione di sé come donna e come madre e questo tumore
01:55causa allora un senso proprio di perdita del nucleo del sentirsi donna e anche come vedremo
02:02soprattutto per le cure, gli effetti collaterali delle cure per il ruolo professionale e sociale.
02:08La maternità, buona notizia, è possibile dopo il trattamento per il cancro al seno
02:14secondo tutte le linee guida internazionali con alcune precisazioni che vedremo. Il concetto
02:21cardinale è che in generale il tumore al seno non aumenta, non aumenta il rischio di recidiva
02:28e non riduce la sopravvivenza anche nelle pazienti con tumori ormonosensibili. Per l'allattamento
02:36è possibile con una riduzione comprensibile per l'effetto della radioterapia o della chirurgia
02:42nel lato operato e radiotrattato mentre dall'altro lato l'allattamento può avvenire nella misura
02:49più normale come la donna mai trattata per tumore al seno. E per quanto riguarda il lavoro
02:55dal 12 al 44% delle donne a seconda degli studi non ritorna al lavoro entro i due anni
03:03della diagnosi. Quali sono le donne più vulnerabili a questo contraccolpo sulla professione e ruolo
03:10sociale? Innanzitutto le donne, le più giovani in particolare, che devono fare una chemioterapia
03:16molto aggressiva, ancora più se deve essere associata a trattamenti combinati con farmaci
03:23come il trastuzumab, fondamentali per la sopravvivenza ma con effetti collaterali importanti. Se c'è
03:30un gonfiore al braccio, un linfedema. Se quel non dormire a causa delle vampate o dell'insonnia
03:36causa poi una stanchezza cronica che va ad aggravare l'impatto delle cure, l'ansia, la depressione
03:43per tutto il contraccolpo che all'avere un tumore in particolare aggressivo può avere e poi
03:48importantissimi e sottovalutati i disturbi cognitivi di attenzione, concentrazione, memoria
03:55legati ai trattamenti oncologici. In particolare, questo è un lavoro recentissimo, guardate il
04:02British Journal of Cancer di gennaio 2026, per dirvi che c'è molta ricerca e preparazione
04:09dietro queste conversazioni, proprio per rispetto a quella grande onestà intellettuale che ogni
04:16medico deve avere, soprattutto se fa divulgazione. Caratteristiche del lavoro che aumentano il rischio
04:23di abbandono. Questo rischio è più alto se sono lavori fisicamente impegnativi, se comportano
04:29turni, perché già il turno con l'alterazione dei bioritmi del sonno è un costo in salute
04:35per tutte le turniste e i turnisti. Ancor più se abbiamo anche tutto l'impatto delle cure,
04:42posture faticose, una bassa autonomia decisionale e poi un'assenza di flessibilità nel luogo
04:50di lavoro o di congedi retribuiti. Le caratteristiche poi del tumore possono a loro volta condizionare
04:59l'impatto sul lavoro, in particolare lo stadio del tumore, l'impatto è minimo nel primo stadio,
05:04è massimo chiaramente nel quarto e poi la chemioterapia è un fattore indipendente che
05:11riduce molto la probabilità di ritornare al lavoro. Vediamo le vostre domande. Ho 37 anni,
05:19due anni fa purtroppo ho avuto un tumore alla mammella di agnostiacato ancora piccolo, 5 mm. Ho
05:25fatto la quadrantectomia, la radioterapia e adesso sto facendo la terapia adiuvante col tamoxifene.
05:31Ma questo cancro mi ha tolto anche la probabilità, la possibilità di avere un figlio in futuro? La
05:39buona notizia è che aver avuto un cancro al seno non controindica una futura maternità, ma ecco le
05:46precisazioni doverose. Innanzitutto le donne che hanno avuto un tumore al seno hanno una probabilità
05:53ridotta di avere una gravidanza spontanea rispetto alla popolazione generale, ma andiamo a vedere che
06:01in realtà è già un gruppo che è intorno 35-40 anni, quindi già con una minore fertilità per
06:08l'età ridotta ulteriormente dalle cure. Più donne, quindi rispetto alle donne pari età che non hanno
06:15avuto tumori, devono ricorrere a procreazione medicalmente assistita e poi alla fecondazione
06:21in vitro. Quando la donna come la signora sta facendo una terapia adiuvante è importante
06:28sempre in perfetta sintonia con l'oncologo curante che ha la leadership decisionale. Noi
06:36ginecologi dobbiamo allineare con la scelta migliore per la donna e per il suo tipo di tumore,
06:43lo stadio eccetera eccetera, sempre con una conversazione costruttiva, una collaborazione costruttiva con
06:48l'oncologo, perché questo ci consente di decidere serenamente per la signora se possiamo sospendere
06:56per due o tre mesi e poi andare o sul concepimento naturale o sulla procreazione medicalmente assistita
07:03e le linee guida ci dicono completato l'allattamento è bene completare anche la terapia adiuvante
07:09diciamo mediamente per i cinque anni, ma di nuovo ripeto le competenze gemelle, il lavorare insieme
07:15con fiducia e costruttività, con l'oncologo curante mettendo il bene della paziente al centro,
07:22questo è il modo per affrontare bene costruttivamente anche il sogno, il desiderio di avere un bimbo
07:28che per molte può essere realizzato proprio con piena felicità. E allora quali sono i fattori
07:35critici? La riduzione della fertilità per la tossicità delle ovaie sulle ovaie da chemio e
07:42radioterapie, la maggiore necessità di procreazione medicalmente assistita, la sospensione, d'accordo
07:47con l'oncologo, della terapia adiuvante per almeno due o tre mesi prima di cominciare a
07:52cercare il bimbo, assumendo anche tutti gli integratori necessari per i duri rischi di
07:56malformazioni, per esempio l'acido folico, allattamento possibile ma ridotto in particolare
08:01dalla parte irradiata e operata chirurgicamente e insisto sempre perché è cardinale, la scelta
08:09della tempistica, del tempo ideale va fatta sempre in stretta collaborazione con l'oncologo
08:15curante e il ginecologo che si occupa di procreazione medicalmente assistita. La possibilità c'è
08:20tanto più realizzabile quanto più questa collaborazione è intensa e costruttiva nell'interesse
08:28della donna, della coppia e del sogno del bimbo. Le terapie antiormonali per il cancro al seno
08:34mi causano molti sintomi, però io preferisco la medicina naturale, ma che cosa mi potrebbe
08:40aiutare? Ecco che possiamo ricorrere ad alcuni fitoterapici, fitos appunto, sostanze vegetali
08:47che possono aiutare la donna a ridurre i sintomi meno pausali anche dopo un tumore al seno, in
08:55particolare la ricerca scientifica documenta una discreta efficacia nella cimicifuga racemosa
09:02che ci riduce le vampate e pensate, sono piccoli studi ma interessanti, riduce anche il rischio
09:07di recidiva. L'estratto di polline e pistillo che ha un'azione molto interessante sulle vampate,
09:14l'agnocasto che ci aiuta a migliorare l'umore e a ridurre anche quell'ansia, quell'irrequietezza
09:19più che comprensibili e poi la valeriana e la passiflora per dormire. Quindi in sintesi i fitoterapici
09:26amici, la cimicifuga racemosa, l'estratto di polline, l'agnocasto e la valeriana e la passiflora.
09:33Quindi comunque possiamo cercare anche di fare un vestito su misura anche dal punto di vista delle
09:39opzioni terapeutiche, sapendo che la fitoterapia è un po' meno efficace rispetto a farmaci, diciamo
09:45così sintetici, ma comunque soprattutto quando la sintomatologia non è aggressiva può costituire
09:50un aiuto scientificamente documentato e validato per molti di questi sintomi. Quindi grande
09:57disponibilità e apertura anche alla fitoterapia. Altra domanda, ho 48 anni, 6 mesi fa mi hanno
10:05diagnosticato un cancro al seno e pensavo che la parte difficile fosse l'intervento chirurgico,
10:11ma invece l'inferno è iniziato con la chemio e le terapie con l'enantone, che silenzia le
10:17uovaie, il tamoxifene, una vera castrazione chimica. Questo me lo dicono tante pazienti,
10:24me lo scrivono le donne sul Facebook. Adesso che stiamo dedicando molto spazio al come vivere
10:30meglio dopo un tumore alla mammella, potete seguire anche questo dialogo molto attivo, perché
10:36penso sia utile far sentire le donne meno sole e parte di una comunità che sta cercando
10:42delle soluzioni efficaci insieme. In particolare, quindi siamo d'accordo che il colpo è forte,
10:50quanto e che cosa condiziona questo stress biologico ed emotivo? Il cancro stesso, ancor
10:56più perché colpisce un organo principe della femminilità, come sono le mammelle, la chemioterapia,
11:03che ha un'onda lunga di danno in particolare e non solo sul cervello, quel blocco improvviso
11:10della produzione ormonale da parte delle ovaie che siamo costretti a fare nelle donne
11:14giovani per silenziare la produzione di ormoni da parte delle ovaie e fare poi il trattamento
11:22antiestrogenico col tamoxifene. Questa paziente usa il termine molto forte di castrazione chimica
11:30perché così lo vive e così io lo cito perché è doveroso anche dare e trasmettere il senso
11:37dei vissuti che le donne hanno con le loro parole. In particolare poi le conseguenze,
11:44chiaramente la carenza ormonale, le vampate e la carenza di sonno e allora guardate bene
11:48questa sintesi. I sintomi cognitivi dopo chemioterapia e o terapie adiuvanti antiormonali
11:56vanno a colpire in particolare sul fonte professionale la capacità di pianificare, l'esecuzione
12:03delle mansioni lavorative, la memoria e l'attenzione e questo chiaramente si traduce in una riduzione
12:10della performance professionale e lavorativa anche a distanza di anni dalla diagnosi e dalla
12:16terapia. In positivo perché la domanda è sempre e allora che cosa possiamo fare? Ripartiamo
12:23dagli stili di vita perché noi sottovalutiamo la grande potenza riabilitativa che hanno gli
12:32stili di vita e in particolare l'attività fisica, quel camminare fuori alla mattina che
12:36pratico e sempre vi raccomando perché ci riduce il rischio di recidive, è fondamentale, riduce
12:43la neuroinfiammazione che è la base biologica che sottende tutti i disturbi cognitivi. Ricordatevi
12:50quando camminate o fate sport i muscoli producono irisina, guardatevi le puntate sulla competenza
12:57motoria e l'irisina è un grande manutentore del cervello, lo mantiene in forma, mens sana
13:03incorpore sano, in più migliora il profilo di salute generale cardiovascolare innanzitutto
13:10oltre che cerebrale. Possiamo poi usare farmaci, diciamo chimici ma meno male che ci sono perché
13:17il fezzolinetand mi riduce 60% in meno le vampate e torno a dormire, il daridorexand mi
13:23aiuta a dormire se il quadro dominante è un'insonnia non tanto da vampate ma da disturbo primario
13:29del sonno e poi importante anche che cosa mangiamo e che peso abbiamo perché una dieta
13:34antinfiammatoria può di nuovo ridurre quell'incendio biochimico che sottende poi quella neuroinfiammazione
13:43che è la base biologica dei disturbi cognitivi che molte signore lamentano.
13:49Ho iniziato la terapia con l'ettrozolo per un tumore al seno, ho 20 vampate al giorno,
13:54di dotte non dormo, sono ingrassata tanto sulla pancia, perdo i capelli, ho dolori dappertutto,
14:00non mi riconosco più, è testuale, mi dice la signora, io mi sento un mostro, cosa posso
14:05fare? E di nuovo queste terapie necessarie per la sopravvivenza possono però avere un impatto
14:11indiscutibile su tutto il corpo della donna e sul suo senso profondo di femminilità, a
14:18che cosa sono mirati? A bloccare la trasformazione del testosterone che ricordo è più rappresentato,
14:24più presente nel sangue della donna, nel corpo della donna rispetto agli estrogeni con l'unica
14:30eccezione della gravidanza, quindi un ormone prezioso, gli inibitori dell'aromatasi vanno
14:35a bloccare l'enzima, diciamo così l'operaio, che trasforma il testosterone in estrogeni,
14:42ma la trasformazione di testosterone in estrogeni è anche fondamentale per il funzionamento dei
14:48neuroni delle nostre cellule nervose. Allora quali sono gli effetti collaterali della terapia
14:54adiuvante anti-ormoni? L'aumento della massa grassa, l'accumulo di grasso in particolare
15:01addominale e viscerale, la riduzione della massa magra se non facciamo attività fisica
15:08quotidiana costante, l'aumento conseguente del rischio di perdita di massa muscolare,
15:14quella che chiamiamo sarcopenia e il rischio di un'obesità sarcopenica, sovrappeso o obesità
15:23franca ma scarsa massa muscolare, dolori muscoloscheletrici, tanto vero che si parla di una
15:31sindrome muscoloscheletrica della menopausa aggravata da queste cure proprio e purtroppo
15:37nelle donne trattate con inibitori delle aromatasi per tumori al seno. Chiaramente secchezza vaginale
15:44perché abbiamo bloccato gli estrogeni in tutti i tessuti del corpo, disfunzioni sessuali,
15:50perdita di capelli come ricorda la signora e alterazioni cognitive con difficoltà di concentrazione
15:56e un crescere delle dimenticanze che sono così disturbanti nella vita quotidiana e ancor
16:03più professionale. E allora di nuovo in positivo, che cosa possiamo fare per ridurre l'impatto
16:10di terapie adiuvanti necessarie per la salute della donna? Innanzitutto stili di vita, attività
16:17fisica quotidiana, il semplice camminare, poi tanto meglio se abbiamo anche un po' di stretch,
16:22un po' di yoga, se vi piace il nuoto benissimo, cioè variate ballare ancora meglio, perché?
16:28Perché tutto quello che mette in movimento il corpo abbassa l'infiammazione, in qualche
16:34modo fa da pompiere a quell'infiammazione che si accentua come conseguenza anche di un certo
16:40tipo di terapie. La dieta e il respiro diaframmatico, come sempre ricordo, perché attiva il grande
16:49comandante dei tempi di pace il parasimpatico e questo ci aiuta a vivere meglio, dormire meglio,
16:57reagire anche meglio nei rapporti interpersonali, in qualche modo tornare sul comandante dei tempi
17:03di pace con attività fisica che ci aiuta anche a scaricare le tensioni e l'appropriato respiro
17:09è una prima linea di difesa efficace quanto più la manteniamo e la pratichiamo. Recuperiamo
17:17e manteniamo un peso forma, anche guardarsi allo specchio, belle, asciutte, magre, con
17:22una bella muscolatura, ci fa sentire più sane, più giovani e in qualche modo delle guerriere
17:30capaci di affrontare anche un nemico forte come era un tumore al seno. Curare il sonno
17:36e qui dagli stili di vita hai il daridorexant o altri farmaci e di questo si parla sempre con il
17:43medico curante o il medico del sonno se l'insonnia è particolarmente importante, ridurre le vampate,
17:50avevamo il fezzolinetant, un altro farmaco molto interessante che è un cugino del fezzolinetant e
17:56l'izanetant. Di nuovo ci aiutano a governare quelle vampate, a sistemare il termostato per così dire,
18:03che è sregolato dalla carenza ormonale e ancor più dalle terapie adiuvanti, ma anche la paroxetina
18:09che resta un importante modulatore dell'umore. E ancora tutte le terapie per la sindrome genito
18:16urinaria della menopausa, quell'imbecchiamento, quei sintomi di secchezza, di atrofia, di cistiti,
18:22di urgenza minzionale, dove possiamo cercare di lavorare meglio perché? Perché comunque queste
18:29terapie raddoppiano l'impatto della sindrome genito urinaria nelle donne con tumore rispetto alle
18:34donne che sono in menopausa, magari non fanno terapia ormonale, ma non hanno l'aggravante di queste
18:40terapie. E poi per i dolori articolari la conduritina insolfato e o la glucosammina. In altre parole,
18:47abbiamo la possibilità di aiutare e a seconda dei sintomi dominanti andare a scegliere quel vestito
18:53su misura anche da un punto di vista degli integratori e degli stili di vita che aiutino
18:58a ridurre gli effetti collaterali e a far sentire la donna innanzitutto protagonista di un percorso
19:04di cura in cui può attivamente ottimizzare gli effetti, ridurre drasticamente le conseguenze del
19:13tumore e disegnare una traiettoria di salute migliore in sinergia con medici che siano attenti
19:20non solo alla sopravvivenza, ma alla qualità di questa vita riconquistata.
19:28Ringrazio di cuore Marianna Dunini, un'allieva brillantissima, ginecologa, informazione a Verona,
19:34membro delle Junior Board della mia fondazione, Giovanni Sole in regia, super prezioso,
19:39Ital Press perché mi dà una straordinaria opportunità di condividere con voi la mia passione
19:44per la salute delle donne, ma anche della coppia e della famiglia.
19:47Per saperne di più i miei due siti Alessandra Graziottino e fondazione graziottin.org
19:53La prossima volta parleremo di funzione sessuale e innanzitutto del desiderio e dell'eccitazione,
20:01come mantenerli vivi nonostante il tumore e le cure.
20:05A presto!
20:06Grazie a tutti!
20:11Grazie a tutti!
Commenti