00:00Non solo Roma, le notizie dalla regione con Elisa Mariani.
00:30A fare luce sulle notizie più importanti che abbiamo scelto di raccontarvi anche in questo giovedì 5 febbraio 2026.
00:39350 donne accolte soltanto nel 2025.
00:45È un numero, amici di non solo Roma, davvero impressionante e non è neanche del tutto effettivo.
00:51Sì perché se si considerano le semplici telefonate e poi telefonate che rimangono effettivamente soltanto chiamate
01:00e che non continuano con un percorso, questo numero 350 potrebbe concretamente aumentare se non raddoppiare.
01:08Stiamo parlando del lavoro davvero incredibile che fa un'istituzione sul nostro territorio.
01:14Il centro Donna Lilith che quest'anno compie un traguardo davvero importante.
01:2140 anni di attività, 4 decenni dedicati a estirpare un fenomeno che è purtroppo concretamente una piaga del nostro tempo,
01:31la violenza di genere.
01:33Il centro Donna Lilith si occupa di aiutare tantissime donne a uscire da questa spirale che noi continuiamo a definire infernale.
01:41E nonostante questo numero, 350 donne potrebbe effettivamente spaventarci un po',
01:48in realtà ha un risvolto positivo perché si tratta di 350 donne che decidono di cambiare la propria vita,
01:55di uscire da quella spirale infernale e di chiedere aiuto.
02:00Dall'altra però ovviamente rimane il fatto negativo, quello che abbiamo detto all'inizio,
02:04cioè che sono tantissime le donne che chiamano, intenzionate a chiedere aiuto,
02:09ma poi fanno un gigantesco passo indietro.
02:12E lo fanno per tanti e diversi motivi, per paura, per pregiudizi, per non avere alternative.
02:19E qui subentra anche un altro tipo di violenza,
02:23quella di cui abbiamo parlato spessissimo qui a Non Solo Roma,
02:26che è la violenza psicologica, la violenza economica.
02:29Tante donne prima di fare un passo di questo tipo si fanno tante domande,
02:33come ad esempio dove vado a vivere, cosa do da mangiare ai miei figli, cosa mangio io.
02:38E sono tutte domande che le portano poi a fare appunto quel famoso passo indietro e a non proseguire.
02:45Allora noi abbiamo in collegamento video oggi, in apertura di questa puntata di Non Solo Roma,
02:49la presidente del Centro Donna Lilith, Chiara Sanseverino,
02:53che saluto e ringrazio per essere in nostra compagnia.
02:56Buongiorno Chiara.
02:56Buongiorno a voi e grazie per l'invito.
03:00Grazie, grazie a te per essere in nostra compagnia.
03:03Allora, 40 anni, un insomma un compleanno importante,
03:07un compleanno che arriva con un bilancio, no?
03:10350 donne aiutate, accolte in un anno.
03:14Un numero, devo dire, importante, ecco.
03:17Un numero significativo, è del numero in crescita.
03:22350 donne accolte nel 2025,
03:25abbiamo fatto un po' un resoconto anche guardando gli anni precedenti.
03:30Il numero delle donne che accogliamo cresce,
03:32il numero delle donne che sceglie di rivolgersi ai centri antiviolenza aumenta.
03:38E questo noi lo leggiamo e lo abbiamo sempre letto con una connotazione positiva,
03:43perché vuol dire che tanto si sta facendo sul territorio,
03:46che tutto il nostro lavoro di sensibilizzazione, formazione, informazione,
03:51a partire proprio dalle scuole, di ogni ordine e grado,
03:54comincia a dare i suoi frutti,
03:56che sempre più donne e donne giovani,
03:59il numero e l'età delle ragazze che si rivolge ai campi,
04:02a gestire dall'associazione,
04:04è sempre più basso, anche i 18 anni, i 19 anni,
04:07cominciano a chiedere il nostro aiuto e il nostro supporto.
04:10Questo vuol dire che c'è una consapevolezza,
04:13e sicuramente il riuscire a individuare in età giovanissima
04:18quelle che noi definiamo campanile di allarme,
04:22cioè delle relazioni e situazioni all'interno delle relazioni di coppia
04:26che fanno pensare che forse qualcosa non sta andando come dovrebbe.
04:31Eh sì, però tu hai detto in una recente intervista
04:35che il lavoro da fare è ancora tanto,
04:37perché sono tantissime le donne che chiamano,
04:40ma poi decidono di fare un passo indietro,
04:42quindi di non proseguire più.
04:44Quelle donne, secondo noi, hanno forse ancora più bisogno di aiuto
04:48rispetto a quelle che poi decidono concretamente di farlo, questo passo.
04:53Ma la metodologia dei centri antiviolenza
04:56si basa sul requisito fondamentale,
04:58il rispetto dei tempi delle donne che decidono di denunciare la violenza
05:03e rivolgersi ai cavo.
05:05E quindi in un'ottica proprio di rispetto di quei tempi
05:09ci sono donne che magari trovano il coraggio di fare la telefonata,
05:12ma non poi quello di presentarsi in presenza.
05:16E va rispettato, probabilmente bisognerà aspettare tempi più maturi.
05:21Generalmente queste donne poi ce le ritroviamo
05:23e si ripropongono i danni successivi.
05:25Quindi è soltanto una questione di attesa
05:27che sicuramente può generare per noi che lavoriamo
05:30al contrasto alla violenza di genere e alla cultura patriarcale che l'alimenta
05:34genera un po' di frustrazione.
05:37È doveroso però rispettare i loro tempi e accettare le loro scelte.
05:42Certo, però non si rischia che, insomma, sono tanti i casi,
05:45che poi ci presenta tristemente la cronaca,
05:48che quell'attesa diventi tragica,
05:51che sia troppo tardi poi per intervenire?
05:55C'è questo rischio?
05:56Questo rischio c'è e mi viene da pensare
06:00che lo stesso rischio che poi è pericolo
06:02che le donne incontrano quando si presentano
06:05nelle aree di tribunale a seguito di una denuncia
06:07e subiscono quello che noi definiamo
06:08un processo di rivittimizzazione secondaria.
06:12Vengono responsabilizzate, forse anche colpevolizzate,
06:16per essere state, per aver accettato
06:19di vivere quella situazione per tanti anni.
06:24Spessissimo alle donne viene detto
06:25perché non ha denunciato al primo schiaffo,
06:28perché non ha denunciato prima,
06:30perché non ha chiesto aiuto alle forze dell'ordine,
06:32perché non si è allontanata prima,
06:34non ha chiesto una messa in protezione immediata.
06:37Non è semplice, tutte le situazioni, le storie
06:39vanno sempre contestualizzate.
06:41Poi viviamo, sfortunatamente,
06:44in una società che è ancora fortemente patriarcale,
06:47dove quando una donna, il primo aiuto generalmente
06:49viene chiesto ai genitori, una mamma, un padre, un consiglio,
06:53e quando viene detto loro che te lo sei scelto
06:56e te lo devi tenere,
06:57oppure soprattutto quando ci sono poi figli e figlie,
07:01il pensiero è, poi si magari denunci immediatamente,
07:05viene coinvolto anche il servizio sociale,
07:07quindi o i bambini e le bambine potrebbero soffrire
07:10per questo allontanamento,
07:11perdonalo perché lui è comunque un buon padre,
07:14oppure perché magari non hanno quell'indipendenza economica
07:17che permette loro di poter fare le valigie e di andarsene.
07:20Perché cosa semplice è allontanarsi da sole,
07:24più difficile è allontanarsi
07:26nel momento in cui ci sono dei bambini e delle bambine
07:28a cui comunque si deve provvedere.
07:30E se lui è stato talmente bravo a fare alla donna
07:33terra bruciata intorno, impedirle di lavorare,
07:36non permettere di avere un conto corrente,
07:38o la possibilità di poter utilizzare semplicemente un bancomat,
07:44e allora il problema si triplica.
07:47Ed è chiaro che le donne...
07:49È questa la paura che è più diffusa tra le donne
07:53che decidono di rivolgersi a un centro come il tuo, Chiara?
07:57Assolutamente sì.
07:59Assolutamente sì.
08:00Diciamo sempre...
08:01Durante la fase del percorso con le donne
08:07c'è una prima fase che è di ricostruzione,
08:10la rielaborazione del vissuto,
08:13l'autodeterminazione,
08:15scegli cosa doverte,
08:17e l'allontanamento dal maltrattante.
08:19Nella fase conclusiva del progetto per le donne,
08:22che fregono i centri antiveleni,
08:23non parlo di quelle che sono ospiti in casa rifugio,
08:25e si cerca di reintegrarle all'interno del contesto sociale,
08:31e quindi di aiutarle nella ricerca del lavoro,
08:34nella scrittura,
08:35anche semplicemente di un curriculum da poter presentare,
08:38perché il dipendente economico passa dal lavoro,
08:40e per questo abbiamo costituito direttamente
08:45un'impresa sociale insieme alla diapora,
08:48che si chiama E.E.I.,
08:49che mira l'integrazione lavorativa,
08:52e quindi a dare alle donne il giusto valore,
08:55e sottolineare quelle che sono le competenze più dimenticate,
08:59e aiutarle nell'inserirsi nel tessuto lavorativo della nostra società.
09:06Allora, io devo dire che ho veramente tante domande,
09:10però partiamo dal raccontare ai nostri telespettatori,
09:14e soprattutto alle nostre telespettatrici,
09:16come si svolge questo percorso.
09:19Allora, la donna che si rende conto di essere vittima di violenza,
09:22o che si trova in una situazione che, insomma, è difficile,
09:26che può essere appunto violenza psicologica, economica,
09:29o di altri tipi, perché abbiamo appurato negli anni
09:31che non c'è soltanto la violenza fisica,
09:33ha due possibilità,
09:34o si rivolge in maniera automatica al centro antiviolenza,
09:38o chiama il numero 1522.
09:40A quel punto cosa succede, Chiara?
09:44Allora, se la donna contatta il 1522,
09:46che è il numero nazionale,
09:48viene messa in contatto direttamente,
09:51telefonicamente con il centro antiviolenza più vicino per territorio,
09:55e nel momento in cui telefona al centro donna,
09:58spiega qual è la motivazione della sua chiamata,
10:00è accolta da un'operatrice telefonica,
10:01che compie una scheda,
10:03e le viene immediatamente dato a strettissimo giro
10:05un appuntamento con l'operatrice antiviolenza.
10:08Quindi la donna poi si presenterà al centro
10:10e comincerà, se lo vorrà, un percorso,
10:13un percorso di svelamento delle violenze che subite,
10:16si darà un nome alle emozioni.
10:18Quando si vive la violenza,
10:20e si respira la violenza in contesto familiare
10:23per tanti anni, in alcuni casi,
10:25si tende a normalizzare o a invisibilizzare
10:29determinati fenomeni, perché tutto diventa normale.
10:32E una donna che è impegnata tutti i giorni a sopravvivere,
10:36comincia a fare poco caso a determinate cose.
10:40Quindi tutto ciò che avviene,
10:42che noi definiamo gesti violenti,
10:45possono essere sì fisici, psicologici, economici,
10:47sessuali, digitali anche,
10:51e vengono svelati.
10:53Quindi la donna prende consapevolezza
10:54di quello che sta succedendo,
10:56e soprattutto le viene dato un ventaglio di possibilità.
10:59Quindi si sceglie insieme alla donna,
11:01perché lei è sempre al centro del suo percorso,
11:03quale può essere la strategia per lei più adeguata,
11:06più giusta, in base anche ai suoi tempi,
11:08al modo a cui risponde,
11:09a quanto è motivata,
11:11a quanto è pronta a fare scelte
11:12che le cambieranno totalmente la vita,
11:14quanto insieme si sceglie come allontanarsi
11:18da quella situazione.
11:19Ci sono donne che decidono di rimanere
11:21all'interno di quel contesto,
11:22ed è una cosa che noi accettiamo
11:24e non giudichiamo,
11:25perché c'è completa assenza di giudizio,
11:27e queste donne però vengono datate
11:29di quegli strumenti per riuscire a sopravvivere
11:31all'interno di quella situazione.
11:34Accipicchia, davvero difficile.
11:35Chiara, se me lo permetti,
11:36però vorrei farti anche una domanda un po' personale,
11:38nel senso che tu ti sei trovata a ereditare
11:40questo ruolo, se non sbaglio, di recente.
11:43Qual è la parte più difficile per te?
11:45Qual è la parte più positiva?
11:48Per quanto possano esserci aspetti positivi,
11:50però voglio dire, immagino di sì,
11:52immagino vedere una donna
11:53che riesce a prendere in mano la propria vita,
11:55forse è quello l'aspetto positivo.
11:57Assolutamente,
11:59io è vero che sono diventata
12:00Presidente dell'Associazione
12:02da meno di un anno,
12:03quindi veramente molto di recente,
12:05però è vero anche
12:06che continuo ad essere un'operatrice antivelenza
12:09e un'attivista femminista,
12:10trans-femminista.
12:12Il privilegio, perché lo considero tale,
12:14è poter fare il lavoro che mi sono scelta
12:16e incontrare quotidianamente,
12:19dall'unità al venerdì,
12:20donne che vengono e si affidano
12:23e ti raccontano la loro storia,
12:24creare con loro delle relazioni di fiducia,
12:28basate sul rispetto reciproco,
12:30sulla stima anche reciproca
12:32e riuscire insieme a lei
12:34a fare la differenza,
12:35cioè essere strumento nelle sue mani
12:37per poter cambiare la sua vita in meglio.
12:40Chiaramente il brutto della mia posizione
12:43è tutta la parte burocratica,
12:44che non ho mai trattato,
12:46per cui devo fare i conti
12:48e non è proprio il mio.
12:50Però stare in questa posizione
12:53mi permette di avere una visione collettiva,
12:55una visione dall'alto,
12:57quindi è vero che sono
12:58operati centri di violenza
12:59all'interno del campo di Latina,
13:01però è vero anche che
13:03supervisiono tutte le equip
13:05dei centri di violenza
13:07che sono dislocati sul territorio
13:08e che sono gestiti dall'associazione.
13:10Quindi è un arricchimento continuo e costante.
13:13Assolutamente sì,
13:14e poi come hai detto benissimo,
13:16tu si ha la possibilità
13:17di vedere con occhi diversi
13:19il fenomeno e quindi poterlo raccontare
13:20in maniera non dico scientifica,
13:22ma quasi,
13:22e quindi si ha anche la possibilità
13:24poi di mettere in campo degli strumenti
13:26per intervenire concretamente.
13:28Allora, noi vorremmo davvero
13:29parlare di numeri ancora più positivi
13:32magari nei prossimi anni,
13:34perché significherebbe aver raggiunto
13:35quella consapevolezza che tutti speriamo.
13:38Grazie davvero Chiara
13:39per essere stata in nostra compagnia
13:41e averci raccontato
13:42tanti dettagli importanti.
13:43A prestissimo.
13:45Grazie.
13:46Grazie a te.
13:49Non solo Roma.
13:51Le notizie dalla regione
13:52con Elisa Mariani.