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00:00Buon lunedì, buon inizio settimana, benvenuti a Teletutto racconta da Andrea Lombardi.
00:30E allora iniziamo subito questa giornata con le ultime news dal giornale di Brescia per poi ospitare Sara Ferroldi, presidente dell'Abis di Brescia, la dottoressa Eliana Guerra, somaterapista dell'ASST Ispedali Civili di Brescia.
00:46Poi avremo una bella storia e tre ragazze con noi, Alice, Elisa e Cindy, che sono delle ideatrici di podcast molto particolari e scopriremo cosa significa siblings.
00:59Probabilmente magari anche qualcuno all'ascolto rientra inconsapevole in questa categoria, poi ne parleremo.
01:06Un bellissimo tema. E poi continuiamo con la psicologia, come ogni lunedì avremo la dottoressa Ivana Sgro, psicologa e psicoterapeuta, parleremo di amicizia e insomma affronteremo tanti bei temi.
01:21O quelli che si credono amici.
01:22O quelli che si credono amici, scopriremo questa sera qual è il malessere in amicizia.
01:27E poi parleremo anche con gli atleti nei reparti di pediatria, li abbiamo visti i protagonisti qualche tempo fa, avremo Angela Andreoli che è campionessa olimpica Parigi 2024 a colpo libero, Federico Vicelli campione paralimpico a Parigi 2024 di nuoto e Fabrizio Bernardi che è un volontario della Croce Rossa e scopriremo anche questa unione tra i tre, un collegamento con Duturkaus.
01:56Bene, io ti lascio con l'apertura e quindi anche con le tue ospite in studio, noi ci ritroviamo dopo.
02:02Assolutamente, allora diamo anche uno sguardo velocissimo alla prima pagina del giornale di Brescia, la notizia pedopornografia Iassashkar prendo le distanze dice dalle accuse, l'ex consigliere comunale ha commentato l'indagine per pedopornografia, ha detto mi sono dimesso dalla loggia appena ho saputo di essere.
02:26E poi diamo ancora uno sguardo alla prima pagina, vediamo un Brescia sfortuna senza fine ma l'amo è già K.O., l'ultimo arrivato si è procurato in allenamento, un trauma distorsivo alla caviglia sinistra.
02:44Ma arriviamo alle nostre ospiti, ho il piacere di avere già qui in studio con me Sara Feroldi, presidente di Abis Brescia, buonasera.
02:51Buonasera.
02:52Ben trovata, e un bentrovato anche alla dottoressa Eliana Guerra, stomaterapista della SST Spetali Civili di Brescia, buonasera.
03:00Buonasera.
03:01Allora è un vero piacere avervi qui, perché a noi piace ospitare sempre le associazioni che lavorano per il territorio, che stanno al fianco dei pazienti.
03:11Vogliamo far capire al pubblico a casa chi è Abis O.D.V.?
03:16Allora Abis O.D.V. significa Associazione Bresciana in Continenti Estomizzati.
03:22È un'associazione che si occupa di pazienti portatori di stomia, che spiegherà meglio Eliana Guerra,
03:28e si occupa anche di affiancare i familiari dopo il confezionamento dell'astomia.
03:33L'astomia è soprattutto una disabilità invisibile e noi ci occupiamo di renderla visibile a tutti
03:40e aiutare soprattutto nel momento del post-operatorio con consigli di alimentazione,
03:47con burocratici ad esempio come richiede la Disability Card,
03:51e di sensibilizzazione nelle scuole, perché anche i giovani, ci sono pazienti stomizzati giovani.
03:58Assolutamente, tra l'altro noi a Tele Tutto Raccolta ne abbiamo già parlato in passato,
04:04perché comunque sono tanti gli stomizzati in Italia, sono tante anche le curiosità.
04:09Lei parlava di una Fidelity Card, ad esempio di una Disability Card, più che Fidelity,
04:16e ci sono anche tante situazioni particolari.
04:21Io ricordo in passato che un telespettatore chiedeva
04:24devo fare un lungo viaggio in aereo, come posso fare?
04:27Voi avete proprio ideato dei consigli utili, dei suggerimenti per viaggiare con l'astomia, è giusto?
04:34Giustissimo, noi abbiamo ideato questo progetto dall'esigenza di tanti stomizzati di viaggiare,
04:40perché abbiamo visto statisticamente che molte persone rinunciano a viaggiare,
04:45ma non nel viaggio inteso come un viaggio lungo, anche di un viaggio breve,
04:49anche solo di due ore di andare a lavoro, per timori o paure di vario genere.
04:55Per cui è nata l'idea di creare questo puscolo informativo,
04:59che verrà distribuito nei vari ambulatori anche della Lombardia,
05:03per dare fiducia e serenità ai pazienti che vogliono ricominciare a viaggiare,
05:08a godersi la vita come prima.
05:10Tra l'altro una delle figure importanti in questo percorso, tra poco sentiremo anche la dottoressa,
05:15è quella dello psicologo, perché per molti è una novità non gradita nella vita
05:21e questa novità deve poi entrare a far parte quotidianamente di tutto ciò che accade.
05:29Infatti la prima problematica di quando ti comunicano che verrai stomizzato è l'accettazione.
05:35L'accettazione è molto difficile, soprattutto nei pazienti al di sotto dei 50 anni,
05:41è molto complicato, perché dopo i 50 è un pochino più semplice a volte accettarlo,
05:48però ci sono problematiche differenti, sia lavorative che di vario genere.
05:52Quindi è un percorso un pochino complicato, lo psicologo può supportare in maniera molto molto efficace.
06:00Dottoressa Guerra, chi è la stomaterapista?
06:04La stomaterapista è un'infermiera che dopo aver conseguito la laurea triennale
06:10frequenta al momento un master di primo livello per qualificarsi come stomaterapista
06:16ed è un'infermiera che segue a tutto tondo le persone che sono portatrici di istomia.
06:22Le segue sin dal preoperatorio e le accompagna in un follow up che continua nel tempo.
06:27Quindi è una figura che è molto vicina a queste persone
06:32e dobbiamo ricordarci che una stomaterapista lavora con persone, come diceva Sara, di ogni età.
06:39A volte abbiamo proprio anche bambini molto molto piccoli.
06:42Parliamo dei bambini della terapia intensiva neonatale.
06:46Quindi è un lavoro che richiede grandi competenze
06:49e una grande preparazione da un punto di vista dello studio.
06:53È vero che i bambini reagiscono forse meglio rispetto agli adulti?
06:58Hanno questo potere?
07:00Io faccio la stessa domanda anche ai diabetologi, no?
07:03Quando il bambino soffre di diabete deve curarsi, farsi la punturina da sola.
07:07Mi dicono che sono più bravi degli adulti.
07:09Reagiscono bene se sono accompagnati molto bene,
07:12se hanno una famiglia attorno che riesce ad accompagnarli molto bene
07:17e se nel loro percorso c'è anche la psicologa.
07:21Io ho avuto modo di vedere bambini seguiti dalla psicologa e bambini un po' meno.
07:25Devo dire che quando vedo il lavoro fatto dalla psicologa,
07:30noi siamo brave dal nostro punto di vista relazionale e tecnico come infermiere.
07:34Ma la psicologa riesce proprio a programmare un percorso
07:38e a cucire un percorso su misura al bambino
07:41che lo rende molto più sereno nell'affrontare questo viaggio.
07:44E ricordiamo che questa iniziativa vede protagonista l'ABIS, ODV e anche gli ispedali civili, no?
07:51C'è questa sinergia di lavoro?
07:53C'è stata una grossa sinergia di lavoro non solo con gli ispedali civili
07:57ma anche con l'Università di Brescia
08:00perché sono state coinvolte anche quattro studentesse del corso di laurea in infermieristica
08:06proprio perché si voleva coinvolgere la maggior parte di stakeholder attorno alla persona con stomia
08:14e investire anche sulle generazioni future
08:17in modo che comprendano che cosa vuol dire approcciarsi a una persona che ha la stomia,
08:22quali sono le difficoltà ma anche quali sono i punti di forza
08:26perché queste persone hanno dei punti di forza nascosti che non si riescono a vedere
08:31se non nel momento in cui poi loro li mettono a terra.
08:34E devo dire che è stato fatto un lavoro veramente eccezionale.
08:38Sara, il sacchetto, ok?
08:42Il sacchettino, io ho sentito nominarlo in me, tutto è vero?
08:46È il sacchetto.
08:48Il sacchetto diventa un compagno di viaggio
08:51e quindi bisogna condividere il viaggio in maniera, come diceva lei prima, corretta.
09:00Sfatiamo qualche mito anche per aiutare a casa a superare qualche paura.
09:07Lei diceva viaggi 12 ore ma anche viaggi da due ore.
09:11Sì, sì, sì.
09:12E appunto viaggiare è già di per sé a volte un pochino difficile
09:18ma l'importante è una buona organizzazione.
09:21Anche se si viaggia con viaggi proprio di due ore
09:26l'importante è partire con un kit di emergenza.
09:29Fondamentalmente nel kit ci deve essere i sacchettini di ricambio,
09:33i panni carta e per chi ha problemi di pelle
09:37delle salviettine che fanno staccare la placca semplicemente.
09:41Con questo kit si va in sicurezza sempre.
09:44Questa è la prima base.
09:46In viaggi invece per viaggi un po' più lunghi
09:48in cui devono esserci valigie o per viaggi aerei
09:51bisogna come consiglio che abbiamo scritto sull'opuscolo
09:54mettere preferibilmente tutto nel bagaglio a mano
09:57in modo da averlo sempre a portata
10:00perché il rischio di perda delle valigie in aereo a volte esiste.
10:06Altri consigli di viaggio sono in riferimento all'alimentazione.
10:12Il viaggio si può godere del viaggio e dell'alimentazione.
10:15Bisogna stare attenti ad esempio all'acqua.
10:19Cioè bere solo acqua in bottiglia oppure frutta sbucciata.
10:23Tutto il resto è in base alle proprie abitudini.
10:27Per un viaggio sereno bisogna imparare a conoscerci.
10:30Infatti io consiglio di fare a step.
10:34Se uno ha delle paure iniziare con un viaggio breve di un'ora
10:38poi aggiungere magari fare tre ore
10:40poi magari stare via una notte
10:41poi si parte un pochino di più
10:43e poi si può viaggiare ovunque
10:45anche non in Europa.
10:47Basta una buona organizzazione.
10:50Io penso anche a quegli alunni
10:51visto che parlavamo dei ragazzi
10:52che stanno tante ore a scuola
10:54per loro quello è una specie di viaggio?
10:57Eh, quello è difficile.
10:58L'adolescenza è proprio un periodo più complicato come accettazione.
11:03Anche perché c'è già un'accettazione particolare
11:07per un ragazzo che non ha il sacchetto.
11:11No, e lì il supporto psicologico è fondamentale.
11:15Il ragazzo appunto deve imparare a conoscere le proprie abitudini
11:18in modo da poterlo ad esempio svuotare nel momento corretto.
11:21Magari appunto con l'insegnante condivide queste problematiche
11:25e riesce a viverlo più serenamente.
11:29Allora, ahimè, il tempo vola come sempre
11:31però io darei a casa qualche contatto utile.
11:34Abbiamo detto Abyss ODB, come riusciamo a trovarvi?
11:38Cioè, abbiamo portato tutto, anche così.
11:41Voi siete su internet?
11:43Sì, noi siamo su internet, siamo su Facebook
11:45come Associazione Bresciana in Continenti Estomizzati
11:48e su Wordpress come abyssbrescia.wordpress.com
11:52Benissimo, è un bellissimo punto di riferimento
11:55per tutte quelle persone a casa che dovessero insomma avere delle informazioni.
12:01Noi siamo felici perché ad esempio venerdì abbiamo parlato di neurofibromatosi
12:04che è una malattia rara questa volta.
12:08eppure le ragazze, le volontarie dell'associazione
12:11ci hanno scritto dicendo, ci hanno contattato delle persone
12:15perché non sapevano l'esistenza dell'associazione.
12:17E questo è il bello anche insomma di parlare a livello mediatico.
12:21Infatti vi ringraziamo.
12:23Grazie a voi di essere state qui, è sempre molto interessante conoscere.
12:27E allora grazie a Sara Ferroldi, ricordo presidente dell'Abyss di Brescia
12:32e alla dottoressa Eliana Guerra, stoma terapista della SST Spedale Civili.
12:36Grazie mille, buon lavoro.
12:38Noi ci fermiamo per una brevissima pausa, al ritorno Andrea Lombardi.
12:53Torniamo in diretta per presentarvi tre ragazze.
12:58Sono Alice, Elisa e Cindy.
13:00Mi scrivono, siamo tre ragazze di circa 20 anni
13:04legate da un'amicizia profonda e da un percorso di vita molto simile.
13:08Siamo siblings, nonché sorelle di persone con disabilità.
13:12Partiamo da qua.
13:13E allora, buonasera ad Alice, Elisa e Cindy.
13:16Buonasera ragazze.
13:16Buonasera.
13:18Di Rovato, giusto?
13:19Esatto.
13:19Ok, quindi amiche da sempre.
13:21Esatto, ci conosciamo circa dal periodo delle medie.
13:26Siete cresciute in amicizia, però appunto come ho letto
13:30vi lega il fatto che comunque in famiglia c'è una persona con disabilità.
13:36Giusto?
13:37Esatto, sì.
13:37Io ho due sorelle con disabilità e anche voi ragazze, giusto?
13:41Io ho un fratello.
13:42Anche io ho un fratello che è più piccolo di me.
13:44Quindi empatia totale e anche, come possiamo dire, insomma, un'amicizia che in un modo o nell'altro
13:54conosce nelle viscere proprio la persona che si ha di fronte, proprio perché si affrontano
14:01tematiche magari anche molto simili.
14:04E allora cosa avete pensato?
14:05Lo chiedo a Elisa.
14:08Sì, abbiamo pensato di creare un progetto podcast intitolato La fragilità è di tutti.
14:15Sono degli episodi, delle puntate che potete appunto vedere su YouTube, su Spotify, su Apple
14:22Podcast e qui parliamo delle nostre storie, delle nostre famiglie e del mondo della disabilità
14:28perché pensiamo che sia importante fare rete e riuscire a far conoscere questo mondo
14:33che spesso non viene conosciuto, non è raccontato, ma pensiamo che le nostre storie siano meritevoli
14:40di essere ascoltate e quindi cerchiamo appunto di raccontare alcune volte anche in modo leggero
14:45tutto ciò che fa parte di noi.
14:47Tu cosa fai nella vita?
14:48Studi, lavori, Elisa?
14:50Sì, io studio lingue e letteratura a Bergamo al terzo anno.
14:53Quindi nulla a che fare con scienze umanistiche o psicologia o altro.
14:58No, è vero, però penso che comunque è qualcosa che ci appartenga e per tutta la vita insomma
15:03lo manifesteremo.
15:05Tu Alice?
15:06Io studio giurista d'impresa consulente del lavoro qua a Brescia, quindi anche io ho una
15:11facoltà che poco c'entra con la disabilità.
15:13Beh, ma bella anche questa cosa, che comunque sia un indirizzo di studi che sia diverso poi
15:19da quello che state affrontando anche in questo appuntamento.
15:23Tu Cindy?
15:24Io invece studio economia nella gestione a Brescia, quindi anch'io ho molto fuori da
15:29quello che c'entra.
15:30Da questo mondo.
15:31Allora, i podcast li avete caricati già nel mese di?
15:37Di ottobre, abbiamo iniziato il 26 ottobre.
15:40Di ottobre qui su Spotify, YouTube, Apple Podcast, giusto?
15:45Esatto, sì.
15:45Quindi due settimane è visibile una nuova puntata.
15:48Quando esattamente è nata l'idea di realizzare questo, Alice?
15:53Allora, questa idea è nata perché avevamo l'esigenza di raccontare quello che abbiamo
16:00vissuto noi in primis come sorelle e come compagni di vita amiche e quindi abbiamo deciso
16:06di partecipare a un bando che si chiama il Bando Perso Giovane che ci ha permesso di avere
16:12un fondo per iniziare il progetto e da quel momento abbiamo deciso di iniziare questa
16:18avventura e noi quando registriamo diciamo che facciamo delle chiacchierate tra di noi
16:25e forse quella è la nostra idea.
16:28Quindi dare leggerezza e...
16:31Spontaneità.
16:31Esatto.
16:32E far sentire le persone che hanno situazioni simili alle nostre incluse e capite.
16:38Certo.
16:39E Cindy, questo dove lo fate?
16:42Cioè nel senso vi siete organizzate a casa di una, a casa dell'altra oppure c'è uno studio?
16:46Come vi siete organizzate con i podcast?
16:48Abbiamo una sede grazie alla Giostra Colori dove appunto noi registriamo senza dover avere
16:54la necessità di dover sempre spostare magari i microfoni, le luci, quindi attraverso questa
16:59sede, questa stanza noi appunto registriamo lì tutte le nostre chiacchierate, le nostre
17:04puntate, anche le interviste che facciamo.
17:06Allora qui vi vediamo appunto in Instagram, immagino, nella galleria dove voi registrate.
17:14Mi racconti un po' le tematiche affrontate, che chiaramente insomma si parla di inclusione
17:19e tanto altro, però dico quali sono le tematiche affrontate nei vari podcast fino ad oggi?
17:24Allora, noi abbiamo iniziato appunto da poco e la tematica principale è parlare di noi
17:29come siblings, nonché persone...
17:32Ecco, quindi il termine siblings, diciamolo...
17:34Cosa significa?
17:35Cosa significa e da dove arriva?
17:37Allora, il termine siblings è un termine in inglese tradotto appunto fratelli e sorelle
17:41e è un termine che viene utilizzato per definire una persona che ha un fratello o una sorella
17:47con disabilità.
17:47Però fratelli, non all'interno della famiglia, proprio fratello o sorella?
17:51Esatto, è una cosa mia, io da sorella ho un fratello che ha una disabilità, quindi
17:56sono siblings.
17:58Quindi dicevi...
17:59E quindi sì, appunto parliamo di questa tematica, cosa significa essere siblings?
18:03Quindi raccontiamo come viviamo noi la cosa dal nostro punto di vista, visto che nasciamo
18:09in un contesto un po' particolare, perché la disabilità di tuo fratello o di tua sorella
18:13incomincia a far parte della tua codenità e quindi magari incomincia a prenderti delle
18:18responsabilità che magari non riesci a raccontare ad alta voce perché non tutti capiscono
18:23e infatti il termine siblings non è un termine riconosciuto, non è un termine definito
18:28però definisce...
18:30Io non lo conoscevo, perdonami, e quindi evidentemente insomma come me tanta gente.
18:34Il nostro obiettivo è far conoscere questo come termine e il ruolo a tre virgolette perché
18:39appunto è una cosa che definisce tanto la nostra realtà.
18:43Questo immagino Elisa vi abbia fatto anche crescere un po' più veloce rispetto ai vostri
18:50coetanei.
18:51Sì, anche io lo penso. Fin da piccola abbiamo sentito insomma questa responsabilità nei confronti
18:57dei nostri fratelli e sorelle ed effettivamente ci consideriamo, potremmo dire, delle seconde
19:04mamme, comunque delle persone che veramente si prendono cura di loro e da questo deriva
19:09anche appunto l'empatia, un certo senso del dovere e questo nostro comunque impegno nel
19:14sensibilizzare le persone su questo tema.
19:17Certo, prossimi appuntamenti?
19:19Allora, abbiamo in programma, allora la prossima puntata esce tra due domeniche, mentre
19:25abbiamo deciso di organizzare un evento aperto al pubblico che si svolgerà a Rovato il
19:3115 aprile, la sera alle ore 20, che sarà un evento che ci permetterà di intervistare
19:37un ospite che è Federico Bicelli, l'attività paralimpico, che avremo in questa puntata subito
19:45dopo di noi in diretta.
19:47E quindi vogliamo dar voce alla sua storia ma presentare allo stesso tempo il nostro progetto
19:52alla comunità del territorio.
19:55Io volevo sapere anche come ha risposto la gente seguendo, perché poi immagino che molti
20:01abbiano seguito il podcast e abbiano interagito.
20:06Sì, assolutamente.
20:07Abbiamo una community su YouTube, abbiamo tanti seguiti sui vari social.
20:12Tutti siblings o anche...
20:14No, anche non siblings, anche persone che magari sono dei volontari che operano per esempio
20:19per la Giostra Colori piuttosto che per altre associazioni, oppure anche chi non conosce
20:23questo tema e quindi sono appunto persone esterne a cui noi vogliamo arrivare, perché pensiamo
20:29che sia proprio lì dove dovrebbe crescere questa propensione all'inclusione.
20:37insomma, e a noi piacerebbe anche creare un percorso nelle scuole in modo tale che potremmo
20:43già arrivare ai più piccoli, ai ragazzi, perché magari qualcuno vive le nostre stesse
20:50emozioni, la nostra stessa situazione, ma non sa nemmeno con chi confrontarsi.
20:55E questo per esempio è capitato a me e noi vorremmo proprio partire da lì.
21:01E i fratelli e le sorelle che vi hanno detto?
21:07Allora, io devo dire di aver avuto un riscontro molto positivo perché ad esempio mio fratello
21:13controlla sempre, tiene sempre controllato le puntate, sa quando escono e magari durante
21:20le terapiste, con le terapiste magari gli dice esce ogni domenica, di ogni due settimane
21:26di domenica alle 11.30 e quindi è sempre lì che controlla e guarda i video.
21:31Bello.
21:32Mentre i genitori, Alice?
21:34Noi i genitori sono super fan, guardano tutte le puntate, ovviamente si supportano,
21:41condividono i video eccetera, quindi ho un bel appoggio da parte della mia famiglia.
21:45Io credo che sia una bella cosa anche per voi ma anche per i genitori dare un punto di
21:54vista forse diverso rispetto a quello che si è stato dato fino ad allora perché così
21:58facendo voi in un modo o nell'altro forse avete anche fatto un po' di luce su quello
22:05che vivete?
22:06Assolutamente sì, perché penso che sia un ruolo non molto considerato, potremmo così
22:12dire.
22:13Quindi magari non voi, però magari all'interno di molte altre famiglie ci sono dei ragazzi
22:18che proprio perché hanno un fratello o una sorella con disabilità si sentono, non dico
22:25trascurati, però si sentono un po' più lontani dai genitori.
22:32Sì assolutamente, è come se tutte le attenzioni andassero a focalizzarsi solo sulla persona
22:37o sulle persone con disabilità e quindi il tempo da dedicare all'altro figlio, l'altra
22:43figlia insomma è minore. Questo in tanti casi è vero ed è così perché di fatto quella
22:51è la situazione, però è anche vero che c'è un motivo ovviamente nobile.
22:56Certo, è chiaro e ne sono certo che ne siate consapevoli. Allora quindi diamo la dritta
23:02ai nostri telespettatori, dove seguire i podcast? Ripetiamolo.
23:06Allora su Youtube, Spotify, Apple Podcast e seguirci ovviamente su Facebook e Instagram.
23:13Sindy l'evento abbiamo detto ha rovato il 15 aprile?
23:17Il 15 aprile ha rovato a Foro Boario alle 20 e 30.
23:22Bene, aperto a tutti?
23:23Sì aperto a tutti.
23:24Ok, ringraziamo Alice, Elisa e Sindy, grazie per essere state con noi, ricordiamo il nome
23:30del progetto è La Fragilità è di tutti, quindi condividiamo questo grande progetto di inclusione
23:36e come dicevi speriamo arrivi anche nelle scuole, complimenti.
23:39Speriamo sì, grazie mille.
23:41Grazie, noi ci fermiamo per un attimo e torniamo tra poco dopo la pubblicità.
23:47Continuiamo con un altro bel tema, quello dell'amicizia, lo facciamo con la dottoressa
24:00Ivana Sgro, psicologa e psicoterapeuta. Ben ritrovata?
24:03Buonasera.
24:04Buonasera.
24:05Allora, che cos'è un'amicizia da un punto di vista psicologico sana?
24:11Quindi la definiamo sana e quali sono gli elementi che non dovrebbero mai mancare perché
24:17ci possa far star bene?
24:19L'amicizia è uno dei primi investimenti che muoviamo oltre alla nostra famiglia, quindi
24:25i primi legami che stringiamo fin da piccolo in adolescenza e poi che ci portiamo nella vita
24:30da adulti e quindi il primo uscire nel mondo, presentarsi per come si è, stringere legami,
24:36relazioni fondanti, quindi che quando è sana porta a potersi esprimere, ad un rapporto
24:46di reciprocità, di vicinanza, di ascolto, anche di messa in discussione positiva di sé
24:51perché ci sono confronti, ci sono opinioni diverse, quindi è fondamentale ed è un pilastro
24:56essenziale nella vita di tutti.
24:59Assolutamente, quando un'amicizia, visto che abbiamo parlato in amore, lo facciamo oggi
25:04per l'amicizia, quando un'amicizia si trasforma invece in qualcosa di non sano, in possesso
25:10perché ci si trova bene, ci si frequenta tanto e si tende a lasciare magari indietro un'altra
25:16amicizia o tante altre amicizie, ecco, quali sono i primi segnali per cui possiamo capire
25:23anche se sottili, che stiamo forse sbagliando qualcosa?
25:28Come in tutti i legami, anche nell'amicizia appunto si può nascondere quella che viene
25:32chiamata comunque dipendenza affettiva e come nelle relazioni sentimentali può esserci
25:36anche nell'amicizia. I primi segnali sono appunto questo senso di sentirsi anche sbagliati,
25:42di dover essere in un certo modo, magari anche per gli adolescenti banalmente rispondere
25:47ai messaggi subito perché se passa troppo tempo allora non sei una brava amica.
25:50Tutti questi segnali, l'invidia, la gelosia, la possessività, come dicevamo, quindi un
25:58confronto che diventa svalutante, giudicante, nasconde delle fragilità, quindi nei rapporti
26:05umani diventano il terreno per portare fuori anche le fragilità che quando però non sono
26:12appunto consapevoli possono diventare meccanismi anche manipolatori per cercare di mantenere
26:19quel contatto, mantenere quel legame come nutriente per se stessi.
26:25Ci faccia qualche esempio per captare qualche campanello d'allarme?
26:28Le frasi sono quelle un po' più subdule che possono essere appunto, da te mi sarei
26:33aspettato che, un'amicizia per me significa quest'altra cosa, quelle frasette buttate lì
26:40magari nel discorso, che fanno passare però un giudizio negativo sulla persona, quelle
26:48appertese, quelle aspettative che poi diventano magari anche limitazioni.
26:53Quindi queste aspettative potrebbero far sentire poi in colpa l'altra persona o non farla mai
26:59sentire abbastanza?
27:00Sì, perché diventano dei ricatti emotivi di fatto, quindi ti propongo la versione in cui
27:06tu ti dovresti comportare, la versione in cui dovresti essere e quindi scaturisce questo senso
27:14di colpa o di non sentirsi abbastanza all'altezza, magari anche riportando nel legame da parte
27:21di entrambe le persone, questo bisogno di conferma è veramente importante, estremo, che diventa
27:27un rapporto bisognoso, quindi che si alimenta al fine, non è, come dire, diventa il fine
27:36per rafforzarsi, quindi la lettura che do ai comportamenti dell'altro, dell'altra persona
27:41mi servono per confermare me stessa, nel momento in cui non si va all'unisono, cosa che è normale
27:47in realtà nei rapporti umani, perché siamo tutti diversi, viene letto come un problema,
27:53come una messa in discussione del legame, del rapporto e quindi appunto minato con queste
27:59frasi, con questi atteggiamenti, magari in adolescenza possono essere particolarmente
28:05sofferte, ma anche fra gli adulti succede che ci si mette molto a disposizione dell'altro
28:11sentendosi appunto generosi e disponibili, quando poi in realtà anche questo può essere
28:18un'attesa di un ritorno utilitaristico.
28:21Quindi la costante del giudizio.
28:25Mentre lei parla mi vengono in mente molti rapporti tra genitori e anche figli, no?
28:29Quindi vengo giudicata, io come figlio ad esempio cerco di compiacere alla mamma o al papà
28:37e questo succede poi in amore, in amicizia.
28:40Esatto, sì, è proprio un modo per cercare, tutelarsi da quel vissuto magari di abbandono,
28:46quel timore della solitudine che in alcuni momenti di vita è particolarmente doloroso
28:51da immaginare, anche solamente da immaginare.
28:55Lei ha detto una bella cosa e io le chiedo la differenza dunque tra il prendersi cura
29:00dell'altro e il pretendere dall'altro, cioè che differenza c'è, dove passa il confine?
29:09Il confine, allora prima di tutto c'è il discorso di reciprocità, quindi ci prendiamo cura
29:14reciprocamente nelle maniere in cui ci appartengono, nei modi che ci appartengono.
29:20Diventa pretesa quando intanto vado a prescindere, quindi ho io il bisogno di sentirmi accudente
29:26più che l'altra persona ha davvero bisogno del mio aiuto, quindi prima di tutto una lettura
29:30egocentrata, quindi fondata su se stessi più che sull'altro, quindi anticipo dei bisogni
29:36che magari non esistono neanche ma che io ipotizzo al fine di sentirmi adeguata e per questo
29:42mantenere, immaginare di poter mantenere un legame.
29:45Quindi la linea sottile è su quanto questo discorso è reciproco, quindi ci prendiamo
29:50cura del nostro legame, del nostro volerci bene, quanto invece è fondato, è egocentrato,
29:58quindi fondato su se stessi, sul mio bisogno di sentirmi adeguata, di sentirmi, di non sentirmi
30:03sola e di voler portare avanti un legame che però appunto si nasce da un mio bisogno
30:09più che da uno scambio alla pari.
30:13E perché è difficile spesso come in amore abbandonare questo tipo di relazione ma inevitabilmente
30:20si cerca di rimanerci all'interno perché alla fine fa male, no?
30:25Fa male, c'è come dicevamo anche il discorso della solitudine, quindi la paura della solitudine
30:30è qualcosa che fa alzare l'asticella di quello che diventa sopportabile.
30:36E come in amore significa mettersi in discussione, quindi nel momento in cui rivaluto il mio
30:42modo di stare in quella relazione non sto solo rivalutando il legame ma anche appunto
30:48la mia maniera di starci e questo significa essere sufficientemente forti anche da appunto
30:55rivedere, ricalibrare e trovare un nuovo modo per stare in equilibrio nelle relazioni
31:03con gli altri. Quindi paradossalmente per quanto doloroso a volte suona più semplice
31:08rimanere in quello status quo perché ho sempre pensato che funzionasse e a volte non ci si
31:14capacita del perché non funzioni in quel modo piuttosto che davvero ristrutturarlo.
31:20Assolutamente.
31:21Serve parlarne, si dice sempre che parlare delle proprie emozioni serve almeno per capire
31:28che strada intraprendere ma allo stesso tempo serve parlare con chi poi ha questi atteggiamenti?
31:37Sì, è una strada. Poi dobbiamo vedere quanto è praticabile. Un tentativo penso valga la pena
31:44farlo. Però se troviamo una chiusura, troviamo una rigidità o appunto quei meccanismi come
31:50dicevamo prima, quelle frasi che riportano ad un ricatto affettivo, emotivo, allora è importante
31:56semplicemente decidere, definire i propri confini e concretizzarli.
32:02Assolutamente.
32:02Anche esplicitarli, verbalmente, ma comunque attuarli.
32:08E attuare un confine implica comunque un cambiamento nel rapporto?
32:12Sì, implica un riposizionarsi. Quindi do un valore al mio essere in questo rapporto
32:18per come può essere, non per come lo vorrei, ma per come la realtà mi porta a viverlo.
32:24rinunciando a quelle aspettative di cui parlavamo all'inizio. Per questo è uno spostamento,
32:30un riposizionarsi proprio, prima di tutto, dentro di un legame.
32:34Quando si decide di prendere, ad esempio, la distanza, il cosiddetto confine, può risultare
32:40difficile poi, perché ovviamente dicevamo il rapporto cambia. Come si può fare tutelando
32:48anche le emozioni di se stessi?
32:51Legittimarsi è appunto esprimere se stessi anche in questo, che significa che nel momento
32:55in cui riconosco le mie emozioni e i miei vissuti hanno dignità e diritto di esistere
33:01in quanto tali. Non serve una giustificazione. Nel momento in cui li provo esistono e come
33:07tali vanno anche tutelati. Sicuramente non è facile ristabilire un confine. A volte
33:12avviene nei fatti, piano piano, banalmente, si ridefinisce la relazione. Altre volte arriva
33:18proprio la dichiarazione esplicita e magari la chiusura di un rapporto, nel momento in
33:24cui appunto ci si accorge che non è paritario, che non nutre come invece si vorrebbe.
33:31In che modo la psicologia arriva in aiuto delle persone che hanno questi disagi in amicizia,
33:38in amore?
33:39Lo sguardo della psicologia è sempre quello di... è sempre rivolto a se stessi. Quindi
33:44sicuramente ognuno ha il proprio bagaglio che porta nei rapporti umani, però nel momento
33:50in cui ci si rivolge allo psicologo l'argomento è se stessi. Quindi chiarirsi che cosa porta
33:55a vivere delle relazioni magari appunto asimmetriche, se vogliamo dire così, che cosa ci si aspetta,
34:03come si pensa di poterlo raggiungere. Quindi è una messa in discussione di se stessi.
34:08Quindi gli altri hanno il loro cammino, però nel momento in cui questo dolore diventa più
34:13importante, più significativo, allora bisogna dare uno sguardo al come mai ci stiamo muovendo
34:20su quel terreno.
34:23Noi abbiamo parlato di ovviamente due persone che sono in una relazione amicale dove potrebbe
34:29sembrare che uno è il buono e l'altro il cattivo. Invece non è proprio così o è così?
34:36No, io non condivido proprio questa lettura. Penso che le persone, gli esseri umani sono
34:42più complessi e quindi ridurli al buono e cattivo mi sembra un po' svilente proprio dell'essere
34:48umano. Le motivazioni sono tante, a volte inconsapevoli ed è importante appunto volgere lo sguardo a
34:54sguardo a sé proprio per chiarirsi intanto le proprie, per poi anche riuscire a vedere
34:58o comunque almeno avvicinarsi a quelle degli altri.
35:04Assolutamente. E poi subentrano delle dinamiche vere e proprie. E allora nella dinamica amicale
35:11ad esempio, entrambe le persone potrebbero avere ruoli diversi, in amicizie diverse o sempre
35:18le stesse. Potenzialmente può succedere, però spesso diventa il proprio modo per stare
35:25dentro ad una relazione. Quindi anche riproponendo lo stesso schema, diciamo, le stesse aspettative
35:32in relazioni diverse. Quindi diciamo che tendenzialmente è un nostro modo di stare dentro, ai legami
35:40quindi che possono poi esprimersi anche con persone diverse, in situazioni diverse, ma è anche lì
35:46una propria sfumatura che emerge. Quindi tendenzialmente nella stessa maniera, diciamo, nello stesso ruolo.
35:54Assolutamente. Lei parlava di adolescenti. Come gli adolescenti possono proteggersi, no?
36:01Perché poi sono le prime esperienze e l'amicizia, mettendo da parte la famiglia, diventa il centro
36:08della vita dei ragazzi.
36:10Sì, per gli adolescenti è proprio il primo terreno appunto di scoperta esterno alla famiglia.
36:16Quindi il valore delle amicizie del gruppo dei pari è fondante. Di conseguenza appunto
36:22anche quando ci sono delle dinamiche che possono turbare, la sofferenza è ancora più accentuata
36:30anche perché è proprio il proprio mondo e soprattutto la prima volta che si emerge appunto fuori
36:38da quella bolla che ci si augura sia sempre protettiva della famiglia. E questo può mettere
36:43tanto in discussione nel momento in cui non trovo quell'accoglienza che vorrei.
36:50Quindi a livello proprio di autostima, di immagine di sé, può subire appunto dei colpi dolorosi
36:57soprattutto in quell'età.
36:58Benissimo, grazie mille come sempre agli ottimi consigli. Lei è la dottoressa Ivana Sgro, psicologa
37:05e psicoterapeuta. Alla prossima.
37:07A presto, arrivederci.
37:08Noi ci fermiamo per una brevissima pausa, tra poco.
37:11Eccoci di nuovo in diretta, ho il piacere di presentarvi Angelo Andreoli, campionessa olimpica
37:29di Parigi 2024, corpo libero.
37:31Buonasera a tutti, grazie.
37:33Ciao, benvenuta. Un benvenuto anche a Federico Bicelli, campione paralimpico a Parigi 2024 di nuoto.
37:40Buonasera.
37:41Buonasera, ciao Federico. E un bentrovato anche a Fabrizio Bernardi, che è un volontario per
37:46la Croce Rossa degli Alpini del paese di Erbusco.
37:49Buonasera, grazie per l'invito.
37:51Allora, abbiamo una bellissima storia da raccontare, questi due volti li conoscete sicuramente
37:57e quindi abbiamo seguito i campionati, vi abbiamo seguito, vediamo le vostre interviste.
38:05Fabrizio è la prima volta in tv?
38:07Sì, la prima volta.
38:08È la prima volta e allora a casa penseranno cosa c'entrano due campioni con Fabrizio.
38:14Allora Fabrizio lavora in un ristorante a Brescia, giusto?
38:17E nasce un'idea, si dice che le migliori idee nascano a tavola, soprattutto in Italia.
38:24Ed è nata questa idea, l'avrete letta o l'avrete letta sul giornale di Brescia, di portare
38:29degli atleti olimpici nei reparti di pediatria oncologica nell'SST, Spedali Civili di Brescia.
38:39Questa idea nasce da te?
38:41Sì, è nata perché trovandomi in questo ristorante dove io lavoro, ho conosciuto
38:47ho avuto l'occasione di conoscere, la fortuna di conoscere Federico da noi e poi nei vari
38:53incontri che ci siamo trovati abbiamo fatto un po' di amicizia e poi nel frattempo ho
38:59incontrato il Duturkaus che è l'altra associazione di volontari del nostro famoso nasolosso.
39:03Che noi conosciamo bene, che viene ogni tanto a trovarci.
39:06E io a quel punto ho proposto al Presidente, cosa dici se ti porto gli atleti?
39:12Non so se accetteranno perché non è che ho questa confidenza, però magari serve un'idea
39:15per i bambini, per la pediatria.
39:18E così ho proposto questo, lui l'ha accettata volentieri, è stato entusiasta.
39:22Beh esatto, non si poteva non accettare una proposta così.
39:24Sì, dopo una serie di, insomma abbiamo trovato una giornata, non è stato facile perché anche
39:28in un ospedale civile ovviamente ci sono delle regole ben precise da rispettare, non
39:31è facile entrare in queste reparti ed è giusto che sia così.
39:35Quindi noi siamo entrati e ho avuto l'opportunità, poi Federico nel frattempo mi ha...
39:39Intanto Federico vediamo anche una bellissima foto perché ti ha mostrato queste medaglie
39:44Olimpiche, come ha reagito Fabrizio?
39:47Beh, era molto emozionato e il suo diciamo abitudinario è piangere.
39:54Beh perché lui era una persona molto sensibile.
39:57Sì, e quindi è stato davvero bello perché comunque quando l'ho visto per le prime volte
40:03cercavano di avvicinarsi, mi teneva però il mio spazio perché io ero magari a cena con
40:09amici e tutto, finché un giorno sono andato lì con le medaglie e appunto glielo ho fatto
40:14vedere, lui si è messo a piangere.
40:16Anche ogni tanto vado nel ristorante, non facciamo nomi per pubblicità, dove lavora Fabrizio
40:22e ho subito notato questa sua sensibilità, amiamo entrambi gli animali, noi ad esempio
40:29ci siamo trovati per gli animali, ma sono curiosa di chiederti che cosa si è acceso in
40:35te per pensare a questo regale, poi un regalo sociale, no?
40:39Sì, allora fondamentalmente l'idea è quella di lanciare e quindi dare un messaggio positivo
40:45all'interno di questi reparti e meglio di loro, ovviamente era la cosa più corretta,
40:51insomma più, è chiaro che organizzarla non è stato facile ma comunque poi grazie allo
40:57Turcao siamo riusciti a entrare e quindi è iniziata così e poi è diventata dal piccolo
41:02è diventata molto grande.
41:03Noi stiamo vedendo, la regia ci mostra le immagini di quella bellissima giornata, allora
41:07un plauso a voi, perché insomma vi allenate tante ore al giorno, avete trovato del tempo
41:13per chi ha più bisogno, allora chiedo ad entrambi che cosa ha rappresentato, parto da lei,
41:20facciamo, ecco, che cosa ha rappresentato quella giornata e perché hai voluto, so che tu poi
41:25in particolare hai detto voglio andarci anch'io, perché hai detto quel sì?
41:29Sì, perché innanzitutto è un'iniziativa bellissima e portare un sorriso in più a
41:35quei bimbi è veramente speciale, noi siamo andati lì col cuore mettendo anche da parte
41:41gli allenamenti quel giorno lì e soprattutto anche io che ero, mi ero appena infortunata
41:49dopo le Olimpiadi sì ho deciso di andare perché così volevo dimostrare che tutti abbiamo
41:54delle fragilità, chi più chi meno e soprattutto portare un sorriso a questi bellissimi bimbi
42:01che veramente meritano tutto.
42:03È vero.
42:04Assolutamente, tra l'altro Federico, prima di voi e prima della psicologa ci sono state
42:09tre ragazze, Alice, Elisa e Cindy che sono le autrici e ideatrici di un podcast che a noi
42:15ha emozionato e quindi le abbiamo invitate e abbiamo scoperto dietro le quinte che tu sei
42:20anche uno dei protagonisti, perché? Perché loro parlano di disabilità in quanto hanno
42:26dei fratelli o delle sorelle disabili e hanno avuto secondo me un'idea brillante, cioè quello
42:31di far capire anche a chi non vive determinate situazioni che cosa voglia dire vivere quotidianamente
42:40con un fratello, una sorella, un amico, in questo caso un campione. Come fate capire la vostra
42:48disabilità, in che modo riuscite ad arrivare al centro dei cuori oltre ad utilizzare la vostra
42:56forza che poi è l'essere campioni di sport, no?
43:00Beh certo, allora diciamo che sicuramente la disabilità mi rappresenta, sono nato con
43:08questa disabilità, quindi ovviamente per me non è una difficoltà ma è un'abitudine
43:13ormai perché d'altronde se uno nasce con questa...
43:17Non è un punto di forza?
43:19Secondo me è un punto speciale, è un punto che quasi tutti non hanno e quindi un po'
43:24mi sento diverso ma in maniera positiva, un diverso che diventa speciale perché nessuno
43:30può sentirsi come me perché alla fine un ragazzo non valutato è un ragazzo che appunto
43:35non ha nessuna disabilità, un ragazzo che ha una disabilità ogni disabilità è diversa
43:40Scusami, qua tra l'altro protagonista della fiamma olimpica e ti abbiamo visto, credo
43:46che sia stata un'emozione grandissima.
43:48È stata un'emozione grandissima, quella lì è la mano di Fabrizio che si vede sull'immagine
43:54perché è venuto a farmi davvero i complimenti ed è stata un'emozione poter portare comunque
44:00la fiamma che ci sarà appunto a Milano Cortina.
44:03Scusa ti ho interrotto, stavi dicendo?
44:05Che secondo me comunque è un esempio di diversità e di forza sicuramente, nel senso
44:12che comunque nessuno ha la mia disabilità quindi solo io posso capirla ed è bellissimo
44:17che questi tre ragazzi invece vogliono raccontare questa cosa che loro hanno dei fratelli, tutti
44:22e tre comunque con disabilità, io sarò in primis dato che ho la mia disabilità e quindi
44:28posso raccontare, posso far capire anche molto semplicemente che comunque non è una difficoltà
44:33ma è una cosa che alla fine ci si abitua e che non è complicato viverci, anzi è una
44:38cosa sicuramente bella.
44:40Angela, tu hai detto, volevo far vedere che anche la fragilità, nonostante io abbia una
44:47fragilità però comunque sono felice, sei entrata in un reparto molto difficile, che
44:53cos'è che hai provato?
44:56Anch'io ci entro spesso e non è facile.
44:58No, non è facile per niente, anche perché quando entri nei reparti vedi soprattutto bimbi
45:06veramente veramente piccoli e quindi andar lì, appunto ripeto, solo per far vedere magari
45:13un pezzo di metallo che per noi vale tantissimo, anche per loro può valere veramente tanto e
45:18strappare un sorriso a questi bambini è la cosa, è una cosa immensa, è la cosa più
45:24bella e per me andar lì vuole dire tutto, passare tutto quello in particolare io che
45:31ho fatto a loro e anche perché molti erano appassionati di sport, specialmente una ragazza
45:36che mi ha sempre seguito e infatti che saluto tanto e per lei è stato qualcosa di magnifico
45:43avere lì noi, insomma vedere i propri idoli, lo sport, per loro che poi sono costretti a stare in queste
45:52camerette fermi a lungo tempo, per fortuna ci sono anche tante alternative grazie alle associazioni
45:59fanno dello sport anche loro, quindi sono delle bellissime immagini, Fabrizio quanto è importante dare
46:07visibilità a queste iniziative proprio per amplificare anche il valore tramite anche ad esempio
46:12una trasmissione come questa? Beh è fondamentale sicuramente la comunicazione, dare visibilità
46:18e cercare comunque di trovare la concretezza sempre nelle cose, quindi adesso c'è bisogno
46:24di raccogliere ad esempio questi fondi. Arriviamo al concreto, vediamo dei nasi, vediamo dei nasi
46:30rossi, io ahimè c'era dietro le quinte. Ecco li mettiamo su. Mettiamo su i nasi, io non posso
46:35metterlo, che cosa significano questi nasi? Ormai i bresciani li conoscono bene. Eh sì, allora il 24 di maggio
46:41il dottor Caus quindi l'associazione di questi nasi rossi farà questa gara, questa gara non
46:46competitiva camminata per le vie della nostra città e quindi il nostro desiderio, il mio
46:52desiderio in primis perché visto che ho organizzato questa cosa col civile mi piacerebbe
46:56amplificare ancora questo effetto, cercare di trovare più atleti possibili diciamo anche
47:02di altre, anche da qua. Sì, perché comunque anche di discipline diverse perché dobbiamo
47:07concretizzare, ci sono i bambini, i bambini in primis, quindi chi ha la possibilità di
47:13partecipare in automatico si iscrive, in automatico si diventa partecipe diciamo di questa iniziativa.
47:21Tra l'altro il giornale di Brescia c'è questa partnership, ci sarà la diretta di Radio Brescia
47:25Ecco, questo l'ho saputo anch'io, sì. L'hai saputo oggi e noi ne siamo veramente molto felici.
47:30Bello, bello. Che cosa vuol dire secondo te coinvolgere gli atleti anche in una situazione
47:38come quella della corsa dei nasi rossi, di Tutor Caus?
47:42Beh, è una bellissima iniziativa, quando appunto Fabrizio me l'ha detta io ho subito accettato.
47:48Ma come stai bene col naso rosso?
47:49Ho subito accettato con molto piacere perché è una cosa che non è da tutti, che sicuramente
47:57a volte si sente anche poco e quindi penso che un mezzo di promotore siano assolutamente
48:03grandi atleti come noi, come me, Angela, oppure anche Simone Cannizzaro che anche lui farà
48:09parte sicuramente di questo progetto che sicuramente possiamo dare una visibilità, possiamo dare
48:15diciamo più voce e sicuramente sarà un'esperienza che anche questa, oltre a quella di andare
48:22nei reparti, che ci ricorderà per sempre.
48:25Io ho poco tempo, però Angela, voglio chiederti una cosa.
48:29Credi che si possa amplificare ancora di più anche il mondo sportivo della disabilità?
48:36Cioè possiamo parlarne ancora di più, ma io lo dico proprio ai giornali, ai colleghi,
48:40alle tv nazionali, perché secondo me dobbiamo dare un forte messaggio.
48:47Sì, soprattutto per quanto riguarda l'ambito sportivo, che è quello che poi a noi appunto
48:53ci riguarda, possiamo far valere molto di più tutti gli sport paralimpici, soprattutto
48:59anche perché loro fanno dei sacrifici veramente immensi.
49:04Io ho avuto appunto l'onore di conoscere Federico e Simone, mi hanno raccontato i loro
49:08stili di vita e io li ho seguiti alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi ovviamente loro, quindi
49:14veramente dobbiamo dare visibilità a tutti loro e soprattutto in questo modo anche la
49:21corsa che poi ci sarà il 24 maggio, dobbiamo far capire che anche i più piccoli, perché
49:27poi saranno loro il futuro, devono capire che questa è la cosa migliore da fare, sia
49:32per le Paralimpiadi e gli sport paralimpici, sia per questi bambini che purtroppo sono in
49:38ospedale e che devono sorridere anche loro e imparare a vivere.
49:41Un messaggio grazie veloce Andrea ai tuoi colleghi sportivi per la gara?
49:47Beh sicuramente, spero ci saranno tantissimi atleti paralimpici che possano fare questa gara
49:53sia con più, magari senza correre troppo, ecco diciamo con una camminata più veloce,
49:59ma non troppo, quindi speriamo che siano in tanti.
50:01Grazie mille, grazie per la vostra sensibilità, vi aspettiamo anche prima della gara, prima
50:06del 24 maggio, aspettiamo Angela Andreoli, grazie Federico Bicelli e Fabrizio Bernardi,
50:12grazie per la tua sensibilità, buon lavoro.
50:14Grazie.
50:15Pochi secondi per salutarvi, lasciarvi con i colleghi del TG Preview.
50:28Certo, quindi noi torniamo domani alle 18, buona continuazione.
50:31Grazie.
50:32Grazie.
50:33Grazie.
50:34Grazie.
50:35Grazie.
50:36Grazie a tutti.
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