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  • 2 giorni fa
Francesca e Paola, due donne una storia che parla di resistenza e futuro. All’interno dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 prende voce «Due di Noi sul divano rosa”, l’iniziativa promossa da Gilead Sciences Italia con Europa Donna Italia per portare il tumore al seno metastatico fuori dai contesti sanitari tradizionali.«Sono una paziente di tumore al seno metastatico», racconta Paola Cornero, ex insegnante di Italiano e storia, ora in pensione nella sua Bergamo. «Le cadute ci sono, fisiche e mentali, ma bisogna accettare i momenti brutti e continuare ad andare avanti con un’attitudine positiva. Ci vuole resistenza, resilienza, rialzarsi dopo la caduta perché le cadute ci sono». Nel parallelo con lo sport, Paola sottolinea il valore del movimento e del gioco di squadra: «Non è vincere una medaglia, ma riuscire a tenerla, quella della vita, il più a lungo possibile».Accanto a lei Francesca Romano, 50 anni, da Brescia: «Cerco di vivere la vita di tutti i giorni, anche se ho delle scadenze: controlli, terapie. A volte si sta bene, a volte meno, ma si va avanti col sorriso». E lancia un messaggio alle altre donne: «Serve tanto coraggio, tanta forza e tanta voglia di vivere». Il suo sogno è semplice e potente: «Vivere più a lungo possibile, perché ho ancora tante cose da fare».Testimonianze che mostrano come oggi la malattia metastatica possa diventare una condizione con cui convivere, grazie alla ricerca, dando più tempo e più qualità alla vita. Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia, punta il dito sulla necessità di ascolto e consapevolezza: «Dare voce alle donne con tumore al seno metastatico significa raccontare bisogni e difficoltà», ricordando che la campagna ospita e sostiene le circa 55mila italiane che convivono con la malattia avanzata. La professoressa Valentina Guarneri, professore ordinario di Oncologia medica all'Università di Padova, nel suo intervento tecnico ricorda come «il progresso terapeutico abbia reso il tumore metastatico una condizione con cui si può convivere più a lungo, dando tempo e qualità alla vita delle pazienti. Il fattore determinante è stato il riconoscimento che il tumore al seno non è una malattia unica, ma profondamente eterogenea. Oggi distinguiamo almeno tre sottotipi biologici — triplo negativo, con recettori ormonali positivi e HER2-positivo — e questa classificazione ci permette di personalizzare le cure».L’iniziativa, al centro dell’Olimpiade culturale e proseguita dalla sede di Europa Donna Italia, vuole andare oltre la comunicazione sanitaria tradizionale: «Usare arte, sport e cultura per generare consapevolezza e impatto sociale positivo», afferma Frederico Da Silva di Gilead Sciences. Domenico De Maio, Education & Cultural Director della Fondazione Milano Cortina 2026: «L’apertura dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 rappresenta un momento di grande visibilità, per questo offre un’opportunità per accendere un faro su temi di salute. La presenza di sportive e sportivi che hanno vissuto l’esperienza del tumore al seno rende questo messaggio ancora più potente e autentico».Per tutta la durata della kermesse olimpica, la campagna proseguirà presso la sede di Europa Donna Italia per svilupparsi successivamente attraverso ulteriori tappe e iniziative aperte al largo pubblico.

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Trascrizione
00:00Mi chiamo Paola, vengo da Bergamo, sono stata un'insegnante per tutta la vita.
00:05Sono Francesca, vengo da Brescia, ho 50 anni. Prima facevo la macellaia.
00:10Sono una paziente di tumore al seno.
00:15Sono una malatta di tumore metastatico al seno.
00:20Le mie giornate non sono cambiate molto.
00:25Dopo la diagnosi, cerco di vivere la vita di tutti i giorni.
00:30Faccio passeggiate col mio cane, mi occupo della casa.
00:33Resistenza, resilienza.
00:35Resistenza, rialzarsi dopo la caduta, perché le cadute ci sono.
00:40Serve questa pazienza da pazienti.
00:45di fare tutto quello che dobbiamo fare, accettare i momenti brutti.
00:50è rialzarsi e continuare a andare avanti, sempre con un'attitudine positiva.
00:55molto importante.
00:56Certo, l'unica cosa che nella mia vita ho delle scadenze ogni due mesi.
01:00controlli, ogni 21 giorni la terapia, che a volte fa stare...
01:05bene, a volte meno bene, però si cerca di andare avanti col sorriso e di affrontare tutto.
01:10con la forza e cercare di dare una normalità a una vita che magari...
01:15non è più proprio così normale.
01:17Non è vincere una medaglia, ma tenere...
01:20di affrontarsela il più a lungo possibile.
01:24Quando una...
01:25una paziente scopre di avere un tumore è già un trauma.
01:30quando questo tumore magari è già degenerato, è un tumore...
01:35progressivo che può preludere a uno svolgimento di una...
01:40una cura anche pesante certe volte, il dialogo...
01:45non è facile.
01:46L'unica cosa che possiamo sottolineare...
01:50in altri casi è ovviamente di dare coraggio di non lasciarsi andare alle...
01:55di emozioni, a volte anche di paura che la donna...
02:00ci rappresenta e portare la speranza perché di fatto...
02:05oggi rispetto ai 10-15 anni fa dove abbiamo iniziato...
02:10lavorare...
02:11vediamo che il tempo e la qualità della vita di questo...
02:15i pazienti davvero è molto migliorato...
02:17quindi parlarne anche sui divanti...
02:20divani rosa che all'interno delle olimpiadi secondo me è la cosa migliore...
02:24il divano...
02:25che rappresenta un simbolo di comunione...
02:27un simbolo di scambio...
02:30dialogo tra una persona e l'altra...
02:32oggi si stimano che in Italia...
02:35ci siano più di 50.000 donne che vivono con la malattia metastatica...
02:40questo è un numero destinato ad aumentare...
02:42perché le nostre pazienti vivono...
02:45sempre più a lungo e quindi ovviamente al dato delle nuove diagnosi di malattia metastatica...
02:50ogni anno si aggiungono le diagnosi fatte negli anni precedenti che ancora stanno ricevendo...
02:55dei trattamenti attivi...
02:57negli anni si sono sviluppati...
02:58dei trattamenti che sono...
03:00sempre più mirati sul profilo biologico della malattia...
03:03e questo ci consente oggi...
03:05è vero di avere tante possibilità terapeutiche...
03:08tante linee di trattamento...
03:10che quindi portano a una situazione dove se anche la malattia quando è metastatica...
03:15non può nella maggior parte dei casi essere eradicata in senso definitivo...
03:19ma può essere cronicizzata...
03:20il che vuol dire che le pazienti possono vivere...
03:22anche molto a lungo...
03:24con...
03:25vivendo con la malattia...
03:27grazie appunto ai trattamenti che ci consentono non solo...
03:30di avere più tempo...
03:31ma anche di garantire alle nostre pazienti un tempo di qualità...
03:34nella mia esperienza...
03:35l'attività sportiva è stata fondamentale per vari motivi...
03:40primo è per tenere a bada gli effetti collaterali delle terapie...
03:43l'altro motivo è l'aspetto psicologico...
03:45perché fare movimento, sport e soprattutto all'aria aperta...
03:49è un grande...
03:50bellissimo aiuto mentale, psicologico, emotivo...
03:53ti fa sentire bene...
03:54e poi...
03:55un'altra caratteristica secondo me dello sport...
03:58che si avvicina molto alla nostra situazione...
04:00è il team che ci sostiene...
04:02e a una donna direi che deve metterci tanto coraggio...
04:05tanta forza...
04:07resistenza...
04:08resilienza...
04:09rialzarsi...
04:10dopo la caduta...
04:11perché le cadute ci sono...
04:12e tanta voglia di vivere...
04:14tanta voglia per la vita...
04:15e voglia e gioia di vivere...
04:17il mio sogno è che oltre alle nuove...
04:20sicure...
04:21che si trovi qualcosa di veramente efficace...
04:23per la prevenzione...
04:24perché...
04:25purtroppo...
04:26sempre più ragazze...
04:28sempre più giovani...
04:29si stanno ammalando...
04:30e quindi questo in realtà...
04:31è il mio sogno più grande...
04:33il mio sogno per il futuro...
04:34è vivere più...
04:35a lungo possibile...
04:36perché ho ancora tante cose da fare...
04:40visto che...
04:41chiud'està?
04:42a ottima...
04:43UFC
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